Si stima che Facebook abbia raggiunto 200 milioni di utenti attivi. Un mercato vastissimo che aspetta solo di essere monetizzato da tutte le aziende che sviluppano applicazioni per il social network e da Facebook stesso.
Alcune analisi effettuate di recente sulle attività economiche svolte all’interno della piattaforma hanno messo in luce un quadro curioso: le stime che riguardano gli introiti di Facebook per l’anno in corso si attestano a circa 500 milioni di dollari ma, cosa interessante, le società che propongono applicazioni all’interno del social network dovrebbero incassare complessivamente …
Ne è passato di tempo da quando si è iniziato a scendere in piazza per difendere i propri diritti. A distanza di più di un secolo la protesta è ancora viva, ma va estendendosi – almeno in alcune nazioni – ad ambiti che fino a pochi anni fa, non avevano mai prodotto “scintille di sommossa”.
Nel terzo millennio per l’appunto, si scende in piazza anche per difendere i propri diritti in rete o per esprimere le proprie idee riguardo ad Internet e a tutto ciò che vi ruota attorno.
Gli utenti di Facebook avranno notato un avviso nella home che informa tutti gli utenti di un’imminente e significativa modifica delle pagine del social network.
Le modifiche possono non riguardano soltanto l’aspetto grafico e una diversa disposizione di alcuni elementi, ma piuttosto un nuovo step evolutivo all’insegna della linearità e semplicità di utilizzo, avvicinando ancora di più le funzionalità basilari del social network a Twitter. Sembra proprio Twitter infatti il principale rivale con cui misurarsi, dopo la fallita acquisizione nell’anno scorso.
Ma vediamo cosa cambierà nei dettagli.
Facebook, il celeberrimo social network che sta raggiungendo le vette delle classifiche di qualsiasi cosa, potrebbe passare alla storia anche per essere stato la prima piattaforma a ospitare i primi rudimentali tentativi di malware che proliferino in un sistema interamente web based.
Tanto tempo fa i virus erano degni di questo nome, e svilupparli era una sfida tale che si sarebbe potuta considerare un’arte. Poi arrivò internet e l’esplosione demografica degli internauti, unita ad impiegati annoiati con in mano client di posta con controlli ActiveX. Così per far …
Fino a qualche giorno fa il TOS (Term Of Service) di Facebook diceva che, una volta cancellato un account tutti i diritti del social network sui contenuti caricati da quell’utente cessavano. Non è più cosi.
D’ora in avanti qualsiasi cosa carichiamo su Facebook, può essere utilizzata da quest’ultimo in qualsiasi modo, per sempre. E anche nel caso di cancellazione dell’account da parte dell’utente Facebook continuerà a detenere diritti sui contenuti.
Omicidi efferati se ne verificano in continuazione nel mondo, purtroppo. Negli ultimi giorni è balzato agli onori della cronaca della stampa italiana e mondiale quello commesso da Wayne Forrester ai danni della moglie. Perché proprio quello? Sostanzialmente perchè nella confessione, Wayne ha detto di aver commesso l’omicidio in seguito al cambiamento dello status da “sposata” a “single” della moglie.
Questo ha offerto immediatamente alcuni non trascurabili vantaggi:
Sulla rete da mesi ormai si parla dei problemi pubblicitari di Facebook e, mentre c’è chi continua a strombazzarne, in un clima che riecheggia i toni favoleggianti della new economy, un valore potenziale di 15 miliardi di dollari (circa 1/5 del market cap di Apple per intenderci) in una ipotetica IPO, frequenti critiche colpiscono gli infelici posizionamenti tabellari nel portalone, e la generale scarsa propensione di un utente di Facebook a prestar attenzione ai messaggi pubblicitari.
Nel 2007, mentre l’entusiasmo attorno a FB montava a grandi passi, fra gli entusiasti si …
Si è fatto un gran parlare dei gruppi che nascono su Facebook attorno a temi poco seri, se non addirittura offensivi, politicamente scorretti, criminali. Come al solito si sono scatenati i tromboni: quelli che di mestiere sembra stiano accovacciati ai margini del mondo online, per assalirlo alla prima occasione con la consueta, reiterata sequela di banalità.
Gente fondamentalmente ignorante nel merito, e dunque timorosa come si è timorosi di ciò che non si capisce, ma ancora peggio furba, perché consapevole della sua presa su persone nel merito ancora più ignoranti, come …






