di  -  lunedì 20 ottobre 2008

McCainNegli USA, la uscente amministrazione repubblicana passerà alla storia sì, ma non per i motivi che alcune recenti adulazioni echeggiano: piuttosto – fra le altre cose – per aver segnato uno dei capitoli più discussi dell’evoluzione nel rapporto legale fra creatori e fruitori di contenuti protetti, alias Digital Millennium Copyright Act, per gli amici DMCA.

Proprio sulla campagna elettorale del candidato repubblicano si è riverberato uno degli aspetti più discussi del DMCA, ossia la possibilità per un detentore di diritti su un contenuto di richiedere l’immediata rimozione di quel contenuto nel caso in cui esso venga inserito in un contesto che il detentore ritiene infranga le relative condizioni d’uso.

Il contenuto oggetto del contendere è per l’appunto un video postato dallo staff di McCain sul portale video di Google, in cui sono montati tre spezzoni distinti, che la CBS – titolare dei diritti dell’ultimo spezzone – appellandosi al DMCA, ha ottenuto di rimuovere.

Lo staff del candidato repubblicano, appellandosi al fair use, ne ha quindi chiesto – invano – il reinserimento. Ma siamo certi che dietro ogni polemica in nome del fair use si celino le migliori intenzioni?

Nel video menzionato, il primo spezzone è quello in cui l’integerrima Palin scherza sulla differenza tra un pitbull e una “hockey mom”, che consisterebbe nel rossetto.

Nel secondo c’è Obama che ripete l’ormai celebre frase “puoi mettere il rossetto a un maiale ma sempre maiale resta”.

Nel terzo c’è la frase di una anchor-woman della CBS – parte terza rispetto alla campagna elettorale – che afferma: “Una delle grandi lezioni di questa campagna è il ripetuto ed accettato ruolo del sessismo nella vita americana”.

Come potete intuire sono tre spezzoni che, ciascuno nel proprio contesto, possono significare qualunque cosa, ma che rimontati in quella sequenza trasmettono un messaggio ben preciso: Obama è un sessista, lo dice anche la CBS.

La CBS ha immediatamente richiesto la rimozione del video da YouTube tramite lo strumento ad hoc messole a disposizione dal DMCA, motivando la richiesta con l’assoluta terzietà, di CBS e della giornalista autrice della frase con cui si conclude il video, rispetto alla campagna elettorale in corso.

“Qualunque uso di personale CBS in pubblicità politica che suggerisca [il coinvolgimento della CBS a favore di un candidato] è ingannevole”, è il commento della giornalista interessata.

Come ricordato, lo staff di McCain ha fatto senza successo pressione su YouTube affinché ripristinasse il video, in base al concetto di fair use.

Tutti sanno che contro il DMCA si sono scatenati vigorosissime polemiche, e non è una difesa d’ufficio quella che m’appresto a fare. Una legislazione che azzera il concetto di fair use costruisce una minaccia straordinaria per un medium come Internet, il quale vive di contaminazioni, collegamenti, citazioni – ahimè spesso copia&incolla – ma anche per la ricerca scientifica in senso lato.

Tuttavia casi in odore di manipolazione e mistificazione, meritano di essere passati sotto la lente d’ingrandimento e richiedono strumenti legislativi che tutelino gli autori da chi intenda strumentalizzarne le parole ai propri fini di parte.

In questo caso specifico le parole della anchor-woman di CBS, che riflettono una sua attenzione di lungo corso verso il problema del sessismo nella politica, rappresentano una totale estrapolazione dal contesto, una forzatura di contenuti e di metodo.

Il problema è molto affine a quello su cui riflettevo qualche giorno fa, ma qui si presenta con una sfumatura: piuttosto che sfruttare opinioni sparse sulla rete per costruire delle verità di cartapesta, in questo caso si è compiuto un cosciente lavoro di decontestualizzazione delle parole di un soggetto terzo, cui si attribuisce imparzialità, al fine di screditare l’avversario politico.

Secondo la stessa logica, estrapolando frasi da questo post, qualcuno domani potrebbe decidere di annoverare me fra i più accaniti sostenitori del DMCA.

In conclusione, contro la manipolazione non dovrebbe esserci fair use che tenga – l’uso manipolatorio stesso non è “fair” per definizione – ma, in assenza di provvedimenti legali ad hoc, in grado di bloccare queste “furbate”, ben venga anche il DMCA.

3 Commenti »

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  • # 1
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Per me è meglio tenere le briglie il più sciolte possibile.
    La libertà di parola aumenta la possibilità di esprimere nuove e condivise idee.
    Se non si è daccordo si ribatte.
    Usare il veto è chiudere la possibilità di dialogo.

    Quello che temo è che negli USA il blocco è blando e se ne parla comunque in altri modo e alla fine non c’è comunque vera censura.
    Accettare questi blocchi a livello planetario porta facilmente in situazioni di favorire censure estreme come in Cina, Corea, Cuba, Iran, ecc.

    Se la CBS pone la censura, come si fa ad andare a dire che la Cina sbaglia a mettere i filtri nazionali o a chiudere la bocca in un modo o nell’altro con chi non è daccordo col loro “politicamente corretto”

    Comunque sia, YouTube è veramente una gran bella trovata

    Ciao

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Bisognerebbe trovare un dispositivo legale che blocchi i tentativi di strumentalizzazione come quello dello staff di McCain. La richiesta della CBS non è inquadrabile come censura, perché le posizioni espresse da Katie Couric sono state decontestualizzate strumentalmente, e l’autrice ha legittimamente chiesto che si facesse piazza pulita dei fraintendimenti che da quell’uso delle sue parole potevano derivare.

    Se domani qualcuno citasse spezzoni del mio post per sostenere che io sono un sostenitore del DMCA o un oppositore del partito repubblicano mi muoverei esattamente nella stessa maniera.

  • # 3
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Ma l’informazione si basa su queste cose.
    Andarla a mettere come dici è molto rischioso… chi è che si prende il diritto di giudicare se una cosa è riportata bene o no?

    Per me è molto meglio chiedere una rettifica dimostrandolo che chiudere la bocca a tutti con la solita denuncia caduta dall’alto.

    Dobbiamo cercare di usare il buon senso e svillupparlo al posto di fidarci sempre di un’entità superiore che si prende lui la responsabilità.
    Lo si è visto con l’inutilità dei Garanti all’italiana e con gli enti di garanzia del mercato…

    Buon senso ed etica professionale.
    E se si scazza si chiede scusa e si fa ammenda a modo (nel senso basta cause milionarie per delle cavolate e che inchiodano il sistema legale per degli interessi marginali).

    Ciao

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