tarlo
venerdì 27 novembre 2009 - Commenta

Apprendo da LSDI che Time inc., Condé Nast e Hearst Corporation, tre colossi del mondo mediatico statunitense ed internazionale, si sono consorziati in un marketplace virtuale, una sorta di edicola su Internet, in cui i contenuti vengono erogati alla stregua della musica. La fruibilità è ovviamente ottimizzata per smartphone ed e-reader.
Vi rimando alla fonte originale per approfondimenti. M’interessa però lanciare qualche riflessione sull’iniziativa. Da un lato mi viene da pensare che questo sia uno dei modelli ineludibili per l’industria mediatica, a cui avrebbero forse dovuto pensare già prima …

venerdì 13 novembre 2009 - 4 Commenti

Ogni azienda ambisce a porre sotto controllo diretto la maggior parte possibile dei fattori che influenzano la sua redditività e, in ultima analisi, le sue chance di sopravvivenza e successo. Il dilagare di Google e di Internet negli ultimi anni, ha forzato un cambiamento delle regole del gioco. Nel caso dei giornali, Google ancor più che la rivoluzione di Internet in sé, ha dettato nuove regole rispetto alle quali le alternative sono conformarsi o sparire.
Eccoci quindi al tema della settimana: Rupert Murdoch vs Google, col primo che minaccia di …

giovedì 5 novembre 2009 - 9 Commenti

Da qualche mese a questa parte sento pronunciare con crescente insistenza la formula “engagement di influencer”. Vorrei oggi soffermarmi sui significati che leggo dietro questa ennesimo, sgradevole, anglicismo.
Per influencer s’intende un personaggio che, a qualunque titolo, si ritiene abbia presa su un pubblico interessante. Usando una formula un po’ vecchio stile, parleremmo di un opinion leader. Che sia Ashton Kutcher, Oprah Winfrey o qualcuno di quei figuri la cui popolarità è cresciuta con le sole logiche presenzialiste (Lele Mora docet) ben note ai tempi del “web 2.0″, l’influencer è un …

giovedì 15 ottobre 2009 - 7 Commenti

Dal 2004 ad oggi, Google ha scansito circa 10 milioni di libri – sia in commercio che fuori stampa e di pubblico dominio, secondo le categorie del copyright USA – e li ha messi a disposizione gratuitamente attraverso il sito dedicato Google Book Search (già noto come progetto Google Print).
A cinque anni di distanza dal lancio dell’ambizioso progetto, siamo in questi giorni in attesa di un accordo fra Google e due soggetti giuridici – l’Association of American Publishers e l’Authors Guild of America – che hanno denunciato il gigante di …

martedì 13 ottobre 2009 - 7 Commenti

Da quando frequento Internet, mi capita di osservare il modo in cui questo nuovo medium, o meta-medium, convive con quelli che gli preesistono. Fra questi, mi pare di notare che la rete abbia imparato molto dal giornalismo tradizionale, nel momento in cui ha dovuto uscire dallo status di “fatto di nicchia”, rivestirsi di responsabilità e credibilità, entrare nella vita quotidiana di un pubblico allargato, interessato alla soddisfazione di un bisogno più che all’analisi dello strumento.
Questa fase è da tempo conclusa, tant’è che sempre più spesso abbiamo modo di osservare un …

martedì 6 ottobre 2009 - 5 Commenti

“Non domandare all’oste se ha buon vino”: lo si sa fin dai tempi dei romani, eppure qualcuno ha trovato il modo di dimenticarsene ultimamente, e la rete si è riempita di (ben poco) “genuine raccomandazioni” prezzolate.
La FTC ha dato ieri seguito all’intenzione manifestata qualche settimana fa, di normare il business creatosi attorno alle peer recommendations, ovverosia alle recensioni commissionate a blogger e altri “dilettanti”, in cambio di emolumenti o del prodotto recensito.
L’intervento di un’autorità federale di alto profilo come la Federal Trade Commission, mi pare indichi che negli USA …

venerdì 2 ottobre 2009 - 10 Commenti

Per quella che ormai possiamo considerare una serie, intitolata “È giusto pagare… ?”, entriamo nel nocciolo della questione editoriale, prendendo in considerazione la figura del giornalista professionista.
Si tratta di una professionalità che da qualche anno a questa parte è sotto un fuoco incrociato di critiche, fra cui l’attribuzione di gravi responsabilità sullo stato di salute delle democrazie occidentali, e della democrazia italiana in particolare.
Anche in questo caso darò sul tema una mia lettura personale, come sempre senza pretesa di esaustività e aperta a contributi e critiche costruttive. Altri contributi sul …

venerdì 25 settembre 2009 - 23 Commenti

La domanda nel titolo, in cui parafraso uno degli ultimi titoli di Cesare, è a mio avviso una di quelle che induce a vivisezionare le abitudini, a togliere la spunta dalla casella “scontato” di un comportamento, attitudine, stile di consumo, a guardare cosa c’è, o c’è rimasto, dietro.
Esprimerò sul tema il mio personale parere, senza alcuna pretesa di esaurire l’argomento. Ogni contributo, come sempre, è gradito.
In estrema sintesi, sono due le “colonne” su cui si poggia la mia decisione di remunerare l’editore di contenuti tecnici: imparzialità e competenza. Sull’imparzialità c’è …

martedì 22 settembre 2009 - 24 Commenti

Sempre più spesso, navigando in giro per la rete, m’imbatto in presentazioni e video che cantano a gola aperta le magnifiche e progressive sorti del nuovo web sociale. Questi contenuti, lungi dal farmi saltare di gioia gridando “voglio farne parte anch’io!”, mi aiutano non di rado a capire meglio tutto ciò che non vorrei mai che la rete diventasse.
Nella fattispecie questo video, passatomi qualche giorno fa con un ghigno sinistro dal mio “compagno di banco”, nasconde in mezzo al solito blablabla, prospettive a mio modo di vedere catastrofiche.
Mi domando allora: …

mercoledì 16 settembre 2009 - 2 Commenti

Finire su Mashable (n. 3 della Top 100 di Technorati, dietro ad Arianna Huffington e Michael Arrington di TechCrunch), non è cosa da poco per qualsivoglia azienda. Un post di Mashable segnalato via Twitter da Robin Good, è poi quacosa di simile ad un orgasmo per ogni *incaricodaPolygen in *agenziagialla.

Cosa si cela dunque dietro a cotanto giallognolo entusiasmo? Diamoci uno sguardo, da vicino.
Nel post, intotolato “5 ways banks are using social media” leggiamo la seguente introduzione: