di  -  lunedì 21 febbraio 2011

Sono tutte balle: la “rete distribuita” progettata per resistere ad attacchi militari mantenendo così le comunicazioni attive è vulnerabile, guarda un po’, alla volontà di quegli stessi dittatori sanguinari che a un certo punto potrebbero avere tutto l’interesse a farla tacere.

Per la seconda volta in un mese il blog di Renesys, società specializzata nel monitoraggio della rete, ha annunciato l’interruzione del traffico Internet (confermata da Google) in un paese in rivolta.

Renesys confirms that the 13 globally routed Libyan network prefixes were withdrawn at 23:18 GMT (Friday night, 1:18am Saturday local time), and Libya is off the Internet. One Libyan route originated by Telecom Italia directly is still BGP-reachable, but inbound traceroutes appear to die in Palermo. A minority of our peers report some surviving paths through the peering connection between Level3 and Telecom Italia, but traceroutes into those prefixes fail, suggesting that the Libyan cutoff is complete.

Ricordate quando si usava tingere il proprio avatar di verde in seguito alle proteste via Twitter in Iran? Quando si proponeva lo stesso Twitter per il Nobel per la pace? Oggi scopriamo che, in quanto a tecnologia, l’Iran di Ahmadinejad e Kamenei è uno stato più progressista e democratico di quelli che fino a ieri erano accreditati come credibili partner dell’occidente. Ma soprattutto scopriamo che, in barba alla nostra voglia di sentirci redenti dalla tecnologia, non sarà Internet a salvarci le terga quando “the shit hits the fan“.

17 Commenti »

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  • # 1
    Fabio
     scrive: 

    La cosa buffa è che nonostane internet sia un mass media “distribuito” l’attendibilità delle sue notizie è scarsa forse più di quanto ce le presentano i media tradizionali (o forse no?). Ho letto tante di quelle cavolate su internet.
    Internet fa paura perché è un metodo non controllato per fomentare la popolazione, non per la sua stretta attinenza alla realtà dei fatti, non dimentichiamolo, le verità vanno cercate anche se così come ce le presentano ci soddisfano…

  • # 2
    degac
     scrive: 

    Morale della favola: tutti i media possono essere controllati.

    Probabilmente il miglior controllo è quello che fa ‘passare’ le informazioni che si vogliono far passare: in Libia/Tunisia/Egitto non hanno pensato al ‘clamore’ che avrebbe causato lo spegnimento di internet, mentre in Iran sono soltano più ‘svegli’ da questo punto di vista…

    E poi sinceramente la rivoluzione non la fa la tecnologia, ma le persone: in Cina milioni di persone sono state ‘educate’ al libretto rosso da altre persone; il mezzo tecnologico (=media) era un ‘libretto’ che stabiliva le nuove regole… – provate a cambiare con internet e ditemi se qualcuno si adeguerà o meno a ‘nuove regole’ solo perchè presenti in un sito…

  • # 3
    phabio76
     scrive: 

    Post interessante.
    Inoltre, i governi totalitari non sono i soli a violare i “diritti digitali” dei propri cittadini.

    Segnalo un interessante articolo di Tim Berners-Lee, tradotto integralmente qui:
    http://www.wemedia.it/blog/2011/01/tim-berners-lee-lunga-vita-al-web/
    in cui il papà del web fa il punto della situazione.

  • # 4
    Bhe
     scrive: 

    C’è un preciso motivo per cui si è deciso di dividere i 3 poteri fondamentali: esecutivo, legislativo, giudiziario.
    Un motivo che risale ad almeno 2000 anni fa.
    Così come ce n’è un altro per cui oggigiorno si parla di un 4° potere, cioè dei media.
    Che altro dire? Secondo me noi italiani siamo nella me… fino al collo, sia dal lato che questi poteri stanno venendo concentrati in una unica figura totalitarista, sia dal lato che le sommosse del nord-africa si ripercuoteranno pesantemente in tutta la nostra economia e già fra qualche mese saremo sommersi di immigrati che prenderanno tutti i lavori ante-laurea, di conseguenza avremo un tasso di disoccupazione che salirà alle stelle.
    Evviva ;)

  • # 5
    collione
     scrive: 

    vabbè ma internet fu progettata per resistere tecnicamente ad attacchi nucleari e cataclismi

    la Libia ha tagliato i suoi percorsi di routing? internet non si è certo fermata, logicamente se hai il controllo su tutti i bgp router di un Paese puoi tagliarlo fuori dalla rete, ma è il Paese ad essere tagliato fuori dalla rete, non la rete ad essere spenta

    e a quel punto basta trovare un piccolissimo punto di accesso che il dittatore di turno è bello e fregato

  • # 6
    mecco
     scrive: 

    @phabio76
    Grazie per il link: articolo interessantissimo.

  • # 7
    yankeeone
     scrive: 

    l’unico modo per creare una vera rete autosostenibile è il meshing (anche il wireless mesh sarebbe utile e di facile utilizzo)
    http://en.wikipedia.org/wiki/Wireless_mesh_network
    tutte le moderne interfacce di rete (siano router o NIC) che supportano il MIMO (multiple input multiple output) sono in grado di supportare il mesh mode.
    con questo metodo (eccetto bombe EMP) internet sarebbe bullet proof…

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Evidentemente una Internet a prova di censura e di switchoff non interessa a nessuno, a partire dai governi che si riempiono la bocca di chiacchiere…

  • # 9
    phabio76
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio
    Qualcosina (USA + Google) vs Cina hanno fatto, magari per i loro interessi, ma qualche merito bisogna riconoscerglielo.
    Mentre la “crociata pubblicitaria” di WIRED ITA si commenta da sola…

  • # 10
    Bright
     scrive: 

    Per chiunque si trovi in Libia, è possibile twittare anche via telefono (se non tagliano anche quello) grazie al servizio speak-to-tweet di Google.
    Qui info:
    http://googleblog.blogspot.com/2011/01/some-weekend-work-that-will-hopefully.html
    Qui il canale:
    http://twitter.com/speak2tweet

    Visto su Al-Jazeera.

  • # 11
    Flare
     scrive: 

    Un altro mito del Web che viene sfatato dai fatti. E in effetti l’Iran viene tanto demonizzata, ma non è certo peggio di altri, anzi. E non penso tanto alla Libia o all’Egitto. Ad esempio, perché non si parla mai dell’Arabia Saudita?
    http://en.wikipedia.org/wiki/Human_rights_in_Saudi_Arabia

  • # 12
    Andrea R
     scrive: 

    Non per dire ma la Free Software Foundation si è già attivata al riguardo, lanciando FreedomBox http://www.freedomboxfoundation.org/

    Progetto interessante a cui non farebbe male una donazione. Una soluzione tecnologica e non le solite chiacchere.

    Altri progetti come Freenet e Tor poi si occupano da anni dei problemi di controllo della rete. Alternative federate ai social network centralizzati, DNS-p2p, i pezzi ci sono tutti… Peccato che ce ne si accorge solo quando ormai the shit hits the fan.

  • # 13
    G
     scrive: 

    Forse piu’ è tecnicamente complesso il mezzo piu’ è facile intercettarlo o disturbarlo…
    I mafiosi usavano i pizzini :D

  • # 14
    Server
     scrive: 

    Pensiamo ai telegrafi ritratti nei film western… Bastava tagliare il filo… Con internet tutto viaggia su cavi, su fibre ottiche, su WiFi su umts su wimax ecc… e tutti questi mezzi più sono diffusi, differenziati ed implementati e più difficile oscurare internet!

    In Libia probabilmente tutto viaggia su un solo mezzo e magari gestitito da un solo monopolista. E’ facile capire come sia stato facile oscurare le comunicazioni… è bastato tagliare i fili… :-D

    In Italia la rete viaggia ancora prevalentemente su cavo… e quindi ora è chiaro il perche ci sono tutte le resistenze per sviluppare mezzi alternativi e complementari di connessione alla rete… bhe se non ci evolviamo nel differenziare i metodi di connessione, noi saremmo i prossimi…. :-O

  • # 15
    Alex
     scrive: 

    Non sarei così drastico con Internet. Quello che è accaduto in Egitto è stato anche grazie alla libera circolazione del pensiero su Internet. Senza Internet quello stesso popolo avrebbe impiegato diverse generazioni per diventare consapevoli dell’oppressione di Mubarak. Internet ha la capacità di accelerare tutto, dalla posta elettronica alle rivoluzioni.

  • # 16
    Aresio
     scrive: 

    Mi sa che c’è un errore di fondo quì.

    Internet è distribuita.

    Internet RESISTE a qualunque attacco.

    Internet NON PUO’ essere spenta.

    Infatti, stiamo scrivendo tranquillamente, mentre in Libia avviene il finimondo. Non confondiamo la sua natura distribuita col fatto che nessun router possa essere staccato dalla rete, o che i DNS possano essere alterati.

    Tecnicamente, a meno di non spegnere fisicamente ogni nodo della rete, anche in Libia le comunicazioni sono possibili, conoscendo gli indirizzi dei server con cui si vuole comunicare.

  • # 17
    Santiago
     scrive: 

    Bell’articolo. A fine Gennaio ho scritto un post che, se pur partendo da premesse diverse, arriva alle stesse conclusioni:

    http://anonimoconiglio.blogspot.com/2011/01/egitto-internet-e-libero.html

    “Con l’avvento del Web 2.0, Internet ha smesso di essere soltanto uno strumento per comunicare ed è diventato un luogo. È diventato un luogo quasi eterno, in cui puoi fare di tutto. È diventato la Matrix. Ed io credo che – così come è successo a Neo e i suoi amici – molti si sono scordati che c’è sempre qualcuno che può staccare la spina.”

    Per staccare la spina, non intendo spegnerlo del tutto, ma togliere router e fare qualunque manovra come quella fatta in Libia, Egitto ecc.. quando arrivano i casini, la libertà tanto professata di internet sparisce… Guardate un po’ Wikileaks? cercano di abbatterlo con qualunque mezzo.

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