di  -  giovedì 3 aprile 2008

fibra otticaLa conferenza F2C Freeedom to Connect che si è svolta a Washington il 31 marzo e 1 aprile ha focalizzato la propria attenzione sui temi della Net Neutrality , ovvero della neutralità della rete, di come sostanzialmente questa sia un servizio ed un bene pubblico, e quindi non possa e non debba essere né monopolizzata, né resa in qualche maniera fattore discriminante tre le persone.

La Rete è un fattore discriminante se qualcuno intende far viaggiare i dati a velocità diverse, come vorrebbero in particolare alcune compagnie di telecomunicazioni statunitensi, ma anche, in un senso più ampio, se produce effetti come il digital divide.

Durante il discorso di apertura della conferenza David Isemberg ha mostrato un cavo di fibra ottica capace di trasportare oltre un milione e trecentoottantamila Gigabit. Per renderci conto delle incredibili capacità di trasportare dati della fibra ottica basta pensare allo stesso esempio citato da Isenberg:

If all 6.5 billion people on earth had a telephone, and if they were all off-hook, generating 64 kilobits a second, and all those conversations were routd to this cable, there would be 100 fibers still dark.

Se tutto il mondo fosse al telefono contemporaneamente generando ogni essere umano 64 kilobit, resterebbero ancora disponibili 100 fibre delle 864 totali. Non si arriverebbe alla saturazione.

Questo sposterebbe, secondo Isenberg il focus della discussione riguardo la Net Neutrality:

Net Neutrality Advocates — are are talking how to manage scarcity. We should be talking about how to achieve abundance.

L’obiettivo quindi dovrebbe essere quello di ottenere la disponibilità di banda per tutti, perché la tecnologia a disposizione c’è, bisogna solo trovare la volontà per utilizzarla, ed un sistema razionale per sostenerne i costi, non solo in termini economici, ma anche, forse soprattutto ambientali, in senso lato, perché la trasmissione dei dati comporta un dispendio di energia.

Siamo in dovere, sevogliamo aumentare le nostre possibilità di trasmissione, di trovare anche sistemi di risparmio energetico, che ottimizzino lo sfruttamento delle risorse.

Come la storia andrà a finire non ce lo dice nemmeno Isenberg, non solo perché quello citato qui è il discorso introduttivo di un dibattito che sarebbe proseguito per i successivi due giorni, ma perché in realtà questa è la storia che stiamo scrivendo noi, e prima di noi le società di telecomunicazioni.

Molto dipenderà dalla lungimiranza e dalle scelte di queste società nel prossimo futuro, ma anche noi utenti dobbiamo attivarci e farci sentire, per far capire cosa ci sta veramente a cuore, per dimostrare che i bisogni dei consumatori non vengono creati sulle scrivanie degli uffici marketing, ma che esistono già, li percepiamo a volte senza esserne consapevoli, e la lungimiranza sta nel saperli vedere prima che si manifestino apertamente.

La libertà di connettersi, come la Net Neutrality oggi sono bisogni latenti. Chi scriverà la storia della Rete, le compagnie che crederanno in questi principi o quelle che non li condividono?

[photo credit: clix]

1 Commento »

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  • # 1
    Un pacchetto senza filtro, grazie - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] Magari non sarà scandaloso, qualcuno potrebbe anche scegliere di sacrificare un principio in favore di un beneficio pratico (la teorica maggiore disponibilità di banda per i pacchetti considerati “buoni”), io invece non sono disposto a rinunciare alla neutralità della Rete, e ritengo che quello della disponibilità di banda sia un falso problema. […]

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