di  -  giovedì 1 aprile 2010

Chi mi conosce almeno un po’ sa bene che quando si parla dell’Italia, il mio Paese, tendo volutamente a fare l’avvocato del diavolo pur essendo conscio delle sue innumerevoli problematiche. Questa volta, tuttavia, non posso che esprimere la mia profonda contrarietà in merito ad una faccenda che nel corso delle ultime settimane ha offerto su un piatto d’argento all’estero un motivo in più per deriderci: il dibattito e relative misure sulla pericolosità degli occhiali 3D usati per la visualizzazione stereoscopica di film in 3D.

In Italia tutto è cominciato con il caso di una bambina di 3 anni che poche ore dopo la visione in 3D del film Alice in Wonderland di Tim Burton, ha accusato un’infiammazione ad un occhio. Il Codacons, l’associazione dei consumatori, che già in passato aveva inveito contro gli occhiali 3D usati nei cinema sia per l’assenza del marchio CE, che per motivi igienici, ha pensato bene di cogliere l’occasione per incalzare il Consiglio Superiore di Sanità e rincarare la dose.

Il Consiglio Superiore di Sanità decide quindi di sconsigliare l’uso degli occhiali 3D per i bambini di età inferiore ai 6 anni e, più in generale, degli occhiali 3D riutilizzabili. A tal proposito è bene fare chiarezza sulle tipologie di occhiali 3D. Esistono essenzialmente tre aziende che producono occhiali 3D: RealD, Dolby e XpanD. Tra queste, la prima realizza occhiali 3D polarizzati del tipo usa e getta, mentre negli altri due casi gli occhiali 3D sono riutilizzabili in quanto non sono di tipo passivo, ma attivo, cioè hanno al loro interno dei circuiti elettronici.

Subito dopo il parere del Consiglio Superiore di Sanità, è il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ad emanare una circolare che, in sostanza, ricalca le raccomandazioni del CSS.

Non contento di quanto ottenuto, il Codacons va nuovamente all’attacco chiedendo il divieto dell’uso degli occhiali 3D fino ai 14 anni, oltre all’obbligatorietà di una pausa durante la riproduzione dei film in 3D.

Se quanto sta accadendo dovesse proseguire il suo iter, tutte le sale cinematografiche che hanno investito migliaia di euro per attrezzarsi per la riproduzione in 3D mediante l’uso di occhiali Dolby o XpanD, diventerebbero automaticamente fuori legge.

Naturalmente qualcuno in proposito potrebbe anche osservare che la salute dei cittadini è più importante degli interessi degli addetti al settore cinematografico e questo è senz’altro vero, ma far diventare fuori legge comprovate tecnologie sviluppate da colossi del settore ed utilizzate da più tempo e più frequentemente che in Italia da tutti i paesi in cui esistono cinema 3D, mi sembra francamente un’esagerazione.

La sproporzione del fenomeno è ancora più evidente se si considera che l’evento scatenante è stato un problema di salute di una bambina la cui origine è tutt’altro che accertata: basta stropicciarsi gli occhi con le mani sporche per lamentare bruciore e rischiare un’infiammazione agli occhi ed infatti non esiste un referto medico che indica quale causa certa scatenante del malore l’uso degli occhiali 3D.

A mio parere è lampante che si sia cavalcato oltremisura un episodio poco significativo per lanciarsi in una vera e propria caccia alle streghe. Esiste sicuramente un problema di igiene legato all’uso di occhiali 3D non monouso, ma al riguardo sarebbe stato sufficiente obbligare gli esercenti a sterilizzare gli occhiali distribuiti definendo sanzioni esemplari per coloro che non rispettano tale direttiva.

36 Commenti »

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  • # 1
    David
     scrive: 

    Io obbligherei gli esercenti a procurarsi un’imbustatrice e, dopo aver sterilizzato l’occhiale, riconsegnarlo dentro una bustina di plastica.

  • # 2
    Botty
     scrive: 

    David: ottima idea.

    Il Codacons, comunque, ogni tanto si dovrebbe fare i fatti suoi. E non mi si venga a dire che, poi, quando vince qualche battaglia importante siamo contenti tutti…

  • # 3
    mede
     scrive: 

    mi sembra invece accertato il fatto che la ragazzina non ha subito questo danno dagli occhiali visto che sarebbe ad oggi l’unica ad accusare un problema del genere. una cosa totalmente pretestuosa che conferma il codacons per quello che è: una manica di (commento autocensurato).

    basta vedere la situazione del consumatore italiano, hanno paura ad accusare le aziende che possono ritorcersi contro ma se la prendono pretestuosamente contro chi sarà costretto a piegare la testa. a rimetterci saremo sempre noi consumatori che dovremo pagare gli occhialini, di certo non saranno i cinema a rimetterci. complimenti codacons!! ottimo lavoro

  • # 4
    Arioch
     scrive: 

    In quale circuito di sale vengono utilizzati gli occhiali monouso?

  • # 5
    Enrico
     scrive: 

    Al cinema Skyline di Milano, le proiezioni 3D usano la tecnologia XpanD e quindi occhialini attivi multiuso. Gli occhiali ti vengono consegnati “cosí come sono” insieme ad una bustina con una salviettina umidificata. Gli ochiali che mi hanno dato erano veramente sporchi, le lenti erano quasi opache per tutti gli aloni presenti; l’alcool che inumidiva la salviettina é evaporato dopo 10 secondi dall’apertura e mi sono trovato a pulire gli occhiali con uno “straccetto” asciutto di 10×10 cm. Per fortuna la mia vicina di sedia aveva delle altre salviette umidificate e sono riuscito a pulire quasi decentemente gli occhiali.
    Oltre a questioni di igiene, gli occhiali multiuso sono pesanti e dopo un’ora danno fastidio sul naso. In definitiva delle 3 ore di durata del film, almeno la metá l’ho vista senza occhiali per far riposare occhi e naso.
    Ho visto altri film 3D con gli occhiali monouso (ma li riporto la volta dopo per il mio uso personale) e non ho avuto minimamente questi problemi.

    ciao

  • # 6
    Marco
     scrive: 

    Ma lo sapevate che la “bambina” era la figlia di un dirigente del codacons?

  • # 7
    Wolf01
     scrive: 

    Nel circuito Cinecity dove vado solitamente, gli occhiali vengono puliti (magari un po’ alla svelta e per questo sarebbe meglio portarsi via delle salviette umidificate) e consegnati in buste di plastica.
    Certamente non vengono riutilizzati nello spettacolo immediatamente successivo, anche perchè non avrebbero il tempo di pulirli e imbustarli, probabilmente hanno una bella scorta di occhiali e li usano a rotazione.

  • # 8
    Andreax
     scrive: 

    Dovrebbero obbligare la gente a comprare gli occhiali prima di entrare.
    Questo risolverebbe questioni igieniche e soprattutto, l’INUTILE SPRECO degli occhiali monouso.

    O c’è qualche motivo tecnico, a me sconosciuto, che lo impedisce?

  • # 9
    avve
     scrive: 

    il costo lo impedisce!

  • # 10
    vic
     scrive: 

    Quello del codacons è stato il classico pretesto per farsi un pò di “sana” pubblicità gratuita cavalcando l’onda del 3D.
    Non mi risulta infatti che abbiano mai mosso alcuna accusa ai negozi di ottica che ovviamente permettono di provare ai propri clienti gli occhiali senza pulirli!!!
    Ce ne sarebbero di questioni molto più importanti da combattere…

  • # 11
    Lollo
     scrive: 

    Ahahah questo paese delle banane mi ha prorio stancato, non ne posso più di tutta ‘sta me..a, il mese prossimo finalmente mi trasferisco in Australia, un paese civile!
    Adieu

  • # 12
    Cristian
     scrive: 

    Rispondendo a Marco.
    Che gli occhialini 3d siano piu pesanti e ti abbiano affaticato è una tua sensazione e la rispetto.
    Io personalmente mi sono trovato meglio con gli occhialini 3d xpan che anche se leggermente piu pesanti avevano una resa visiva maggiore e sono riuscito a vedere avatar per 2,30 senza interruzioni e fastidi, mentre quando ho visto un altro film in un altro cinema con gli occhiali passivi usa e getta avevo l’impressione che l’immagine fosse troppo scura e dopo 10 minuti ho dovuto toglierli.
    Come vedi la sensazione d’uso è molto soggettiva , quindi bisognerebbe lasciare libero il consumatore di poter scegliere concentrandosi invece sul regolamentare la pulizia degli occhiali

  • # 13
    magilla
     scrive: 

    Penso che al codacons sian dei paglaicci, ma questa volta è servito, nel senso che molte sale non è che non li sterilizavano, manco li pulivano, almeno ora un minimo di attenzione alla cosa ci sarà.

  • # 14
    MorfeoXp
     scrive: 

    Son d’accordo sul vietare la visione dei film in 3d ai bambini al disotto dei 6 anni. Certo, forse, si tratterà di un eccesso di prudenza nei loro confronti… inoltre non dovrebbe arrecare un grave danno economico alle sale cinematografiche.
    Mentre, è discutibile la proposta Codacons, al meno fino a quando non ci siano studi che dimostrino l’arrecare danni alla salute.

    Poi, per quanto riguarda l’igene degli occhiali, è un problema che va affrontato, sia perché gli occhiali possono essere veicolo di infezioni, e sia perché a me, francamente, fa scifo utilizzare gli occhiali che qualcun’altro poco prima ha indossato.

  • # 15
    Claudio
     scrive: 

    Va a finire che era il sale dei popcorn -.-

  • # 16
    andrea
     scrive: 

    Anche ammesso che siano stati gli occhiali 3D a procurare l’infezione agli occhi, di certo la soluzione adottata non è certo la migliore. Come è già stato detto, sarebbe bastato obbligare le sale a sterilizzare gli occhiali e sigillarli in buste di plastica per fugare ogni dubbio. Però si sa che in Italia le cose si fanno sempre nel verso sbagliato.

    Per quanto riguarda invece la pericolosità del 3d nel senso di far vedere ad ogni occhio una immagine diversa, ci sarebbero da fare studi approfonditi sull’argomento: chi gli ha detto al coddacons che è meno faticoso per il cervello/occhio mettere una pausa nel film piuttosto che vederlo tutto intero? potrebbe benissimo essere il contrario per quanto ne so io.

    PS: gli occhiali mono-uso realD dell’UCI io me li porto sempre a casa :-D

  • # 17
    MenageZero
     scrive: 

    un’associazione di consumatori che alla fin fine si batte perché un servizio di intrattenimento comune in molti altri paesi sviluppati venga ristretto per i consumatori italiani, inoltre se davvero certi provvedimenti porteranno una forte contrazione degli incassi sul 3d, questo col tempo potrebbe finire quasi per estinguersi relativamente alle sale italiane … incrementando la già elevata arretratezza media delle medesime …

    … vietare fino ai 14 anni lol … i ragazzini riescono a comprarsi con facilità alcohol e tabacco, tanto per menzionare due tipi di beni di consumo dannosi per davvero e volendo rimanere nel campo delle sostanze legali … ma poi bisogna preoccuparsi degli occhialini 3d …

  • # 18
    Giacomo
     scrive: 

    la questione della mancata disinfezione di oggetti a contatto con parti delicate e sensibili del corpo non è affatto peregrina.. non stiamo parlando di maniglie sull’autobus o di bottoni nell’ascensore che si toccano con la mano e via, ma di un oggetto che va quasi a contatto con l’occhio!
    scusate se è poco..

  • # 19
    Nat
     scrive: 

    Partendo da una giusta e sacrosanta osservazione, cioe’ quella relativa all’igiene degli occhiali 3D, si e’ arrivati a precipitose ed esagerate conclusioni, da tramutare in tutta fretta in legge…

    Riguardo all’igiene il problema mi sembra molto piu’ facilmente gestibile obbligando per legge la disinfezione degli stessi, ed eventualmente all’imbustamento. Anche al ristorante ti danno posate non monouso, anche li infilarsele in bocca non e’ potenzialmente igenico, ma sono tenuti a lavarle, quindi si faccia lo stesso per gli occhiali senza diventare paranoici.

    Riguardo ad eventuali disturbi che i bambini dovrebbero riscontrare utilizzando questi occhiali, mi risulta che la capacita’ visiva dei bambini sia gia’ perfettamente sviluppata, se cio’ che ho letto e’ corretto, la visione binoculare inizia a svilupparsi dalla 13^ settimana fino al pieno raggiungimento al 6^ mese (altro che 6 anni).

    Non mi da fastidio il fatto che si sollevino dubbi, leciti e giustissimi, ma che le cose non si affrontino con la dovuta calma, razionalita’ e rigore scientifico.

  • # 20
    Alex del viero
     scrive: 

    Il mio modestissimo parere e’ che il 3d e’ una ca..ta pazzesca e che mi stanca la vista in modo pauroso!
    Poi ci sono molte persone che non riescono proprio a vedere in 3d e che all’uscita del cinema si lamentano di aver visto normale.
    Queste persone han pagato 2 euro in piu per niente e non vengono risarcite!
    Continuo a pensare che si devono girare films con piu’ spessore e non inteso come dimensione!
    Viva i films in bianco e nero se hanno una bella storia!
    Abbasso mega produzioni tutte effetti e 3d che non sanno di niente!

  • # 21
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Soltanto io penso che una bambina di 3 anni non l’avrei mai portata al cinema a vedere QUEL film?

    Mia figlia, che ha quasi 9 anni, mi aveva chiesto di andare, ma non gliel’ho permesso: è troppo sensibile e quel film l’avrebbe fatta spaventare troppo.

    Per quanto riguarda il divieto oggetto dell’articolo, mi pare normale: siamo la repubblica delle banane…

  • # 22
    ares17
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro
    che sia stato quel film invece che un altro è irrilevante, e tra parentesi quel dirigente era anche uno che una settimana prima voleva vietare la visione dei film ai bambini con occhiali 3d.
    Ma tutti quei commenti a riguardo dell’operato del csn e del ministero della salute mi fanno sorridere:
    indubbiamente una decisione del genere puo’ sembrare affrettata, ma nel dubbio bisogna sempre garantire la salute del cittadino e non solo quando ci si ritrovi con uno studio su migliaia di casi che possono far ricondurre agli occhiali 3d un infiammazione o peggio danno permanente.
    Che gli occhiali vengano usati in altri paesi non significa per forza che siano innoqui, il tabacco è usato in tutto il mondo, e soltando in un relativamente recente periodo negli Usa si è affermato senza ombra di dubbio che questi era noivo per la salute.
    Possiamo parlare anche dell’amianto, del benzene e del piombo.
    Oggi ci lamentiamo perchè i provvedimenti atti a vietare l’uso di determinate sostanze o strumenti ritenuti ormai unanimamente nocivi siano arrivati solo dopo che molte persone si sono ammalate, morte o invalidate, ma al tempo stesso critichiamo se su un esposto di un privato cittadino o di un’associazione di consumo, gli organi atti a salvaguardare la salute comune adotti una regola troppo garantista per la salute.
    adesso però dovrebbero essere i produttori di tale tecnologia a convincere i garanti della salute, attraverso studi su un numero sufficente di campioni, dell’assoluta sicurezza del prodotto.
    Se ancora non hanno tale risultato (facendo l’avvocato del diavolo)o non sono nemmono stati cosiderati eventuali danni derivantene dall’utilizzo, oppure li tengono ben nascosti

  • # 23
    solenoide
     scrive: 

    A parer mio l’attuale tecnologia 3D usata nei cinema è una boiata pazzesca.
    Ho visto con amici una recente proiezione 3D, o meglio, abbiamo cercato di vederla.
    – occhiali Dolby non monouso, anche se imbustati, assai lerci, lenti sporche di grasso e graffiate
    – immagine troppo scura una volta indossati gli occhiali, perdita di dettagli inaccettabile
    – fastidio e un po’ di dolore agli occhi, non so se dovuti ai graffi sulle lentti o alla tecnologia impiegata
    Alla fine spesso toglievamo gli occhiali per rimetterli quando l’immagine era fortemente “3D” e senza occhiali diventava impossibile guardarla.
    La visione del film è stata del tutto rovinata da questo modo di fruizione, sarebbe stato assai meglio presentarla in 2D.
    11 euro bruciati, una tecnologia deve offrire più vantaggi che effetti collaterali e con il 3D al cinema fin’ora non ci siamo!

  • # 24
    mede
     scrive: 

    va a finire che gli danno gli occhiali da 50 euro sterilizzati monouso ogni volta e il film te lo vedi in mezzo al piscio al vomitazzo e a preservativi usati impastati coi popcorn… magari una pulita alle sedute… no eh…

    RIDICOLI!

  • # 25
    Flare
     scrive: 

    A parte che un’infezione richiede giorni di incubazione, li avranno usati milioni e milioni di utenti in tutto il mondo e anche se ci fosse una probabilità su un milione, ci dovrebbero essere parecchi casi, invece solo questo, per giunta molto dubbio.
    I RealD li usano UCI Cineams, Medusa… ci sono degli elenchi in rete. Il danno per le sale attrezzate con le tecnologie più sofisticate invece non sembra poco. Gli occhiali monouso sono anche un bello spreco. Andreax per me ha ragione, ma di fatto li compri già… con l’acquisto del biglietto: le sale non spendono certo per gli occhiali RealD più di quanto ricavano coi biglietti e devono avere anzi anche un guadagno. Se basta il biglietto a coprirne il costo, gli occhiali RealD dovrebbero costare molto poco.
    Penso che la cosa migliore sarebbe poterseli portare a casa e riutilizzarli.

  • # 26
    Valerio
     scrive: 

    La cosa migliore sarebbe che questa moda commercialmente indotta per spennare la gente e di tecnologia arcaica ed approssimativa cessasse una volta per tutte, è veramente ridicolo, cinema 3d, tv 3d, ma basta.
    La resa è pessima, è solo la nuova trovata commerciale dei produttori di elettronica per vendere altri prodotti, ma la cui qualità tecnologica è assai scarsa (per lo meno adesso).

  • # 27
    battagliacom
     scrive: 

    Però io penso che il fatto di voler inserire anche una pausa obbligatoria in un film 3D possa essere una buona pensata, infatti so di alcune persone che dopo aver visto un film in 3D avevano un leggero mal di testa e fastidio agli occhi(niente di grave, in effetti), quindi penso che una pausa possa far bene per “ricaricarsi”.
    Gli altri provvedimento sono presi solo a causa di una ignoranza in quel campo.

  • # 28
    Luca
     scrive: 

    Cesare Di Mauro scrive: Soltanto io penso che una bambina di 3 anni non l’avrei mai portata al cinema a vedere QUEL film?

    No Cesare, anche io sostengo che quel padre invece di preoccuparsi dell’igiene di un paio di occhiali dovrebbe preoccuparsi della violenza che procura alla figlia facendola assistere ad un film del genere.
    Come padre, avrebbe fatto una figura molto migliore standosene zitto, e come dirigente del codacons anche !!!

  • # 29
    Sergio
     scrive: 

    In verità la bambina in questione era la figlia di un rappresentante molto in alto del Codacons. Tale rappresentante pretendeva l’ingresso gratuito nel cinema, cosa che non gli è stata accordata (pratica di bassa lega eseguita in italia da politici, sindacalisti, forze dell’ordine etc etc)

    A questo punto dopo esattamente 10 minuti dall’inizio del film è uscito dalla sala urlando e dicendo che la bambina aveva un’infiammazione.
    I fatti sono andati così, e chiaramente non è uscito sui giornali…

  • # 30
    mede
     scrive: 

    chi difende i consumatori dal codacons?

  • # 31
    Massimo
     scrive: 

    @battagliacom

    Io credo che il mal di testa e il fastidio agli occhi viene lo stesso se guardi per 3 ore di fila un film al buio e con l’audio sparato a palla.

    @Alex del viero

    Il tuo modestissimo parere, hai detto bene… C’è gente che guarda un film in 3d e non solo rimane estasiata, ma non subisce alcun effetto collaterale… La prossima volta lo vai a guardare in 2d così spendi di meno, le sale ci sono…

    Questa battaglia della codacons è ridicola, soprattutto se si pensa che è stata la figlia di un dirigente (guarda tu i casi della vita)… I nostri occhi sono bombardati ogni santo giorno dalla qualunque, basta solo tutto lo smog e tutta la polvere che il vento solleva (consiglio per la codacons: fate causa alla natura e obbligate la gente a portare gli occhialini da piscina) quindi non credo proprio che la causa di questa infezione siano stati gli occhialini… Poi una bambina di 3 anni, che tocca dappertutto e mette poi le dita in bocca o magari si stropiccia gli occhi…

    Sono d’accordo con chi dice che andrebbero sterilizzati, ma questo dovrebbe essere d’obbligo per qualsiasi cosa è multiuso

  • # 32
    mede
     scrive: 

    posso sapere dove avete saputo che era la figlia di uno del codacons? è vero o è una leggenda metropolitana?

  • # 33
    Fede
     scrive: 

    L’unico modo per sterilizzare a dovere gli occhiali 3D è usare i vapori di formaldeide, esattamente come fanno le unità NBC … ma per usare la formaldeide occorre attuare determinate procedure … in particolare occorre disporre di un locale che andrà ermeticamente isolato dai restanti locali del cinema … insomma l’igienizzazione degli occhiali farebbe lievitare e non di poco il costo del biglietto al cinema.
    Forse in altri stati la cosa è fattibile perché l’esigenza di sicurezza è più sentita senza badare a spese, qui in Italia lo sappiamo bene come vanno le cose, insomma la famosa frase di Vespasiano “Pecunia non olet” è più che mai attuale …
    Dovrebbero leggiferare a tal proposito (invece di stare a pensare alle beghe del Berlusca) in particolare obbligare i gestori dei cinema a prendere i dovuti accorgimenti per l’igienizzazione degli occhiali.
    Il problema potrebbe essere aggirato anche nelllo standardizzare la tecnologia 3D degli occhiali in modo che ogni spettatore se ne procuri un paio per uso personale e che potrebbe benissimo riutilizzare anche a casa propria per i giochi 3D e la futura televisione 3D (la tecnologia già c’è bisognerebbe applicarla)

  • # 34
    Matteo
     scrive: 

    Appurato che il Codacons fà di tutto pur di creare una polemica, volevo dire la mia sull’argomento. Io sono di Vicenza e vado spesso al cinema (diciamo tutti i venerdì), all’ ex Warner ora Space Cinemas. Lì usano gli occhialini “usa e getta”. Io non riesco (o non voglio) capire perchè devo pagare 10 euro per il “noleggio” (c’è scritto in grande sul biglietto) degli occhiali quando poi posso portarmeli a casa. Io sono a favore della scelta occhiali polarizzati in quanto più leggeri (ho già i miei sul naso), sigillati e puliti ma perchè allora non vanno incontro allo spettatore che usa i suoi occhialini ad ogni proiezione magari facendo un euro di sconto? Tanto più che i suddetti occhiali vengono consegnati alla casa quando si comprano i biglietti per cui non c’è, come in tanti altri cinema, la distribuzione all’entrata della sala. Perchè se andiamo in 10 persone dobbiamo ogni volta ritirare 10 occhiali? C’è ne ho una pila alta un metro in camera!!! La conseguenza di ciò è che a fine proiezione gli occhiali lasciati in giro per la sala non si contano! Potrebbero risparmiare loro (meno occhiali da comprare e meno plastica inquinante) e anche noi.
    Volevo inoltre dire che, da quello che ho trovato in rete e da mia esperienza personale, la visione con le due tipologie di occhiali e pressochè uguale. Io (mio malgrado) ho visto Avatar 2 volte con tutti e due gli “apparati” e devo confermare che non ho notato alcuna differenza. Per fare dei paragoni consiglierei di rivedere lo stesso film in quanto c’è molta differenza tra una pellicola in 3D nativo (girata in 3D tipo Avatar) e una in 3D riconvertito (tipo Alice).

  • # 35
    mede
     scrive: 

    si ma io sta cosa del “3d nativo” di avatar e dell’innovativa cinepresa brevettata da cameron non l’ho capita perchè alla fine il 95% del film è girato in CGI… cosa sarebbe il “3d nativo”?

    insomma sta cosa del 3d ha preso piede ma secondo me è una mezza sòla, se non fosse stato per questo titolone trainante sarebbe ritornato a quello che era negli anni 80 o 90, un bell’effetto ottico che finisce nel nulla. e per me c’è il rischio che torni così… perchè sto 3d non aggiunge granchè all’esperienza e a mio avviso crea un sacco di problemi sia nella regia che nella produzione… e la qualità dei film continuerà a decrescere in maniera direttamente proporzionale ai budget

  • # 36
    ROBERTO
     scrive: 

    COME SEMPRE QUI IN ITALIA SI POLEMIZZA E SI TRAVISANO I REALI PROBLEMI DELLA GENTE PERCHE’ I POLITICI IMPROVVISATI CHE ELEGGIAMO, INSIEME AD OGNI SORTA DI SCALDAPOLTRONE, FALSI PROFESSIONISTI E COMUNI ILLETTERATI CHE CREDONO DI DIRIGERE QUESTO PAESE… S’ILLUDONO DI POTER LEGIFERARE E SENTENZIARE IN MATERIE DI CUI SON TOTALMENTE INCOMPETENTI E DI CUI IGNORANO COMPLETAMENTE I FONDAMENTI, AVENDO A STENTO SUPERATO I MINIMI REQUISITI D’ISTRUZIONE SECONDARIA!

    INDIPENDENTEMENTE DA STERILI POLEMICHE SUI RISCHI IGIENICI O VISIVI NELL’USO DEGLI OCCHIALI NEI CINEMA (AL PARI DEI RISCHI DI PEDICULOSI O CHE SO, DI CONTRAZIONE DI VERRUCHE), EVIDENTEMENTE ACCESSORIE AD UN BUSINESS IN FASE DI DECOLLO E CHE DOVRANNO RISOLVERSI PRIMA DELLA POSSIBILE DIFFUSIONE DEL 3D IN AMBITO DOMESTICO…

    LA QUESTIONE SEMMAI E’ QUELLA DELLA PRECLUSIONE E DELL’IMPLICITO RISCHIO DI DISCRIMINARE TUTTI QUEI SOGGETTI AFFETTI DA QUALUNQUE PROBLEMA DI STEREOPSI (OVVERO DI VISIONE TRIDIMENSIONALE) CHE DIPENDE STRETTAMENTE DALLA VISIONE BINOCULARE!!!
    Citando il Dott.M.MAZZARELLA che scriveva sull’argomento Occhio pigro e Cinema 3D sul FORUM di free-it.confusenet.com lo scorso 17 gennaio:
    –Deficit piu’ o meno gravi di visus tra i 2 occhi dovuti a qualsiasi causa (ambliopia, maculopatie, cataratta, astigmatismo, strabismo, etc) determinano incapacita’ piu’ o meno grave della tridimensionalita’ fino ad abolirla del tutto.
    Nel caso specifico quindi quell’occhio pigro (ambliope) puo’ aver danneggiato in qualche modo la stereopsi e quindi la possibilita’ di apprezzare i film in 3D.
    Come al solito e’ l’oculista-ortottista a poter quantificare la stereopsi–

    C’E’ POCO DA FARE, PER TUTTE LE PERSONE IN CUI LA VISIONE STEREOPTICA MANCA, NON ESISTERA’ MAI ALCUNA POSSIBILITA’ DI VEDERE FOTO O FILM IN 3D!!

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