di  -  martedì 14 luglio 2009

Dopo la prima analisi di Enrico, riporto il mio parere sulla questione Chrome OS.

Img courtesy of posterwire.comÈ raro nella storia dell’informatica, un momento di conflitto come quello che stiamo vivendo. Fino a qualche anno fa, due fra i più influenti e dinamici operatori del mercato, Microsoft e Google, procedevano su strade parallele, con minoritarie intersezioni, ciascuno mantenendo una presa inespugnabile sul rispettivo core business.

Una serie di schermaglie da parte di Google (Docs, Chrome, Android) e Microsoft (con affondi diretti nel campo di Google per eccellenza, la ricerca web: Live Search e Bing) hanno nel frattempo delimitato il campo su cui abbiamo giorni fa visto partire quella che appare come la madre di tutte le sfide tecnologiche: la decisione di Google di entrare nel mercato OS, un territorio su cui per decenni si è fatta la fortuna di Microsoft.

L’elenco delle piattaforme SW alternative che hanno tentato di insidiare la leadership di Windows è interminabile. Malgrado ciò, ad oggi, la distanza fra la quota aggregata degli OS di Redmond e il secondo classificato, è imbarazzante nel segmento a cui Google si rivolge.

La relativa popolarità di OS X, il più accreditato rivale di MS Windows con una quota di mercato oltre dieci volte inferiore, è d’altro canto legata a un modello di business alternativo, la cui colonna portante è l’integrazione verticale fra hardware e software e le economie che ne derivano.

E, malgrado le rampanti speculazioni, nessuno può quantificare la variazione della quota di mercato di OS X, dovesse divenire un prodotto standalone al pari di Windows, né tanto meno dimostrare che in quello scenario Apple sarebbe ugualmente o più prospera. Al contrario, la scelta di restare fuori dalla competizione diretta, e il successo che ne deriva, suggeriscono che anche un colosso come Apple eviti volentieri di finire nel tritacarne della competizione diretta con Microsoft.

Questa considerazione da sola mi basterebbe per essere molto scettico relativamente alle chance di successo di Google, ma ve ne sono altre. Il tutto, ovviamente, partendo dalle pochissime informazioni ad oggi disponibili, e con ampio beneficio del dubbio.
Iniziamo da argomentazioni leggere: mi pare di qualche rilievo il caso di Chrome (browser) come esempio della “spendibilità” del marchio Google sul fronte del software client: malgrado si tratti di un prodotto realmente innovativo, in termini di quota di mercato è infinitamente al di sotto di IE e a debita distanza dallo stesso Firefox. Se è vero che il mercato degli OS è molto meno “volatile” di quello dei browser, da questo versante non arrivano dunque indicazioni ottimistiche.

Mi pare poi di inquadrare un problema di concorrenza e sovrapposizione interna a Google, relativa al segmento netbook cui il debuttante fa riferimento: Moblin, la distribuzione Linux di Intel ottimizzata per prodotti basati su Atom, gli sforzi di Canonical con la Ubuntu Netbook Remix e lo stesso Android, rappresentano concorrenti potenziali o attuali per Chrome OS. Una piattaforma per la quale – finché Microsoft esisterà – l’obiettivo (realistico) in nessun caso sarà il 100% del mercato OS, anche sui soli netbook, quanto piuttosto quella esigua quota di mercato in cui convivono tutte le piattaforme alternative a Windows.

Un’ulteriore considerazione riguarda il modus operandi di Google in campi che esulano il core business della ricerca – vera spina dorsale dei suoi bilanci: abbiamo visto Google lanciare una miriade i spinoff, fra cui Gmail, un pezzo importante della sua strategia, rimasto in beta per circa 4 anni. Si tratta di un elemento parziale quanto si vuole, ma pur sempre indicativo di un approccio un po’ “naif” agli spinoff, che può essere accettabile per una piattaforma mail gratuita, ma di certo non lo è per ragionare di accordi con OEM.

Inoltre, dietro Chrome OS s’intravede un modello che conosciamo fin dai tempi del Network Computer di Oracle e che, con l’avvento del cloud, sta risorgendo prepotentemente: quello che vede nell’OS un semplice veicolo di accesso a servizi e dati resi disponibili tramite la rete. Si tratta di un approccio ormai plausibile in rapporto alla penetrazione della banda larga, ma carico di implicazioni relative alla privacy già in ambito consumer.

Veniamo infine a quello che, ci piaccia o meno, rappresenta l’ostacolo principale alla diffusione di un OS alternativo in ambito netbook: l’interesse di Microsoft ad essere presente in quel segmento. Un interesse che la riproposizione di Windows XP a prezzi netbook, e la contrazione dei margini che ne è derivata, ribadisce con forza e che, con Windows 7 – privato delle limitazioni della versione Starter – viene ulteriormente sottolineato.

Finché il mercato resterà modellato attorno al bundling del software, la presa di Microsoft sugli OEM rappresenterà la maggior difficoltà da superare per qualunque potenziale concorrente. Tanto più per un “parvenue” come Google, che di distribuzione e di logiche di scaffale è completamente al digiuno.

Manca una sola, semplice considerazione, peraltro già accennata: che sia il risultato di una posizione dominante ampiamente abusata, che sia l’abitudine e la pigrizia di una clientela sempre più generalista e sempre meno skillata, o piuttosto la retrocompatibilità o vattelappesca, la domanda di sistemi Windows rimane dominante, e inimicarsi Microsoft è un bel rischio anche per il più influente degli OEM – tanto più se per scommettere su un “parvenue” come Google.

Questi i motivi per cui, come scritto sul titolo, non credo – visti gli elementi oggi a mia disposizione, e malgrado il supporto di Intel – nel successo di Chrome OS, perlomeno in tempi brevi. Beninteso, spero di avere torto: un po’ di concorrenza non potrebbe non giovare ad un mercato a senso unico come quello degli OS mainstream.

58 Commenti »

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  • # 1
    EnricoG
     scrive: 

    Concordo e aggiungo: in tempi nei quali Windows non era cosi’ affermato come ora, IBM non riusci’ a portare avanti OS/2 che era un signor sistema operativo, e IBM aveva presenza presso i clienti finali, figuriamoci Google che e’ completamente priva di una rete di vendita.
    Poi come hai detto, Google al di fuori del suo core business lascia a desiderare. Come avevo gia’ scritto commentando un altro articolo, Android pareva dovesse spaccare il mondo… e al momento sul mercato di sono quattro smart phone in croce che lo usano e il piu’ bello (HTC Hero) ha una quantita’ di software custom fatto dalla HTC che fa sembrare il lavoro di Google irrisorio a confronto.
    Lo store di Google fa ridere se paragonato a quello di Apple e sono gia’ passati 18 mesi dall’annuncio di Android. Considerato quindi che in tutto questo tempo Google non e’ ancora riuscita a lasciare un segno in un mercato cosi’ volatile come quello dei cellualari, non c’e’ alcuna indicazione che possa far pensare che sia in grado di fare davvero la dfferenza in un mercato cosi’ poco volatile come quello dei PC.
    Chrome OS non solo sara’ il primo grande fallimento di Google, sara’ un fallimento “rumoroso” che fara’ cambiare a molti la percezione verso il marchio.

  • # 2
    Gabriele
     scrive: 

    Osservazioni corrette, ma è anche vero che se c’è un momento in cui è possibile scalzare un operatore dominante è durante un cambio di paradigma, come quello attuale.
    Soprattutto negli Stati Uniti ci si sta spostando sempre più verso un universo digitale: Kindle, Netflix (in streaming), Hulu, etc. permettono già ora di fare a meno di un supporto fisico per libri, serie tv o film, oltre che ovviamente la musica. Indubbiamente siamo ancora agli inizi, ma molto sta cambiando.

    A questo si aggiungono un incredibile numero di servizi per rimpiazzare qualsiasi programma personale e alcuni di lavoro, per digitalizzare ogni informazione necessaria, da mint a basecamp, passando per evernote.
    Inoltre nascono nuove piattaforme come i netbook o iphone, che nonostante un hardware limitato permettono di essere sempre online.

    Fuori dagli Stati Uniti un successo di Chrome OS mi sembra difficile, almeno nel breve-medio periodo (5 anni), ma in America è possibile. Soprattutto perché il vero obiettivo di Chrome OS non è tanto sostituire Windows quanto accelerare e radicalizzare questo trend. Il caso citato di Chrome (browser) è un ottimo esempio di tutto ciò: pur avendo un limitato market share l’influenza su Firefox e la sua utenza è evidente. Anche chi non ha cambiato browser ha modificato sostanzialmente il modo in cui usa Firefox, meno estensioni, maggiore ricerca dell’essenziale…

    Nessuno può dire se Chrome OS avrà successo, ma per la tempistica e perché coinvolge Google, è un caso radicalmente differente da qualsiasi altra cosa abbiamo visto finora, almeno in potenzialità.

  • # 3
    LUI -1
     scrive: 

    @EnricoG riguardo ha android io direi che sta andando bene e secondo me con un po di tempo potrebbe detenere una grande fetta del mercato aggiungerei anche che risulta molto bello come OS ma.
    riguardo a google sono ottimista e penso che il mercato dei netbook non è ancora così affermato per microsoft come quello dei pc e dunque spero che riesca a farcela

  • # 4
    pabloski
     scrive: 

    difficile fare previsione, soprattutto ora che il mondo del computing sta cambiando

    quello che in molti non hanno notato è che il pc sta morendo, al massimo rimarrà come home server nelle case ma nulla di più

    oggi il mantra è mobilità e su questo fronte MS non sta facendo bene sia con Vista ( che è improponibile in quel settore ) sia con 7 che comunque richiede risorse hardware notevoli

    realisticamente ho potuto provare la piattaforma Ion di Nvidia con l’Atom 330 e a stento ci gira Archlinux in maniera decente, windows 7 è fuori discussione per una cosa del genere così come per i netbook del prossimo futuro

    se Google riesce a proporre un OS con zero tempi di configurazione, ottima manutenibilità, velocità, sicurezza e integrazione col web può farcela

    non dimentichiamo che le software house si sono rotte di vedere sfumare i loro guadagni a causa dell’imperante pirateria e vogliono migrare verso i software come servizi

    MS stessa sta cavalcando le apps online e spingendo sul cloud computing, una mossa che può suonare strana visto che il suo vantaggio sta nell’offline

    Windows avrà spazio finchè gli OEM lo “preferiranno” e finchè avrà un vantaggio in termini di applicazioni, ma questo vantaggio va ormai svanendo, soprattutto nel settore home computing dove soluzioni alternative ci sono e funzionano

  • # 5
    Mendocino89
     scrive: 

    Conoscendo la pigrizia di apprendimento degli utenti a cui sono destinati netbook & Co., pensare che Chrome OS possa intaccare anche minimamente l’ecosistema Windows è da illusi. Il 90% degli utenti PC sono così stupidi o immotivati che per loro passare da XP a Vista è una cosa impensabile..credete che sono disposti a usare una piattaforma completamente nuova? Linux e tutte le sue distribuzioni ne sono l’amara testimonianza.
    Lo share di un prodotto lo fa la massa, e la massa vuole Windows, non per motivi tecnici, ma perchè è ignorante.

  • # 6
    Marco
     scrive: 

    “Android pareva dovesse spaccare il mondo…”

    Direi che a 9 mesi dall’uscita sul mercato e’ ancora presto per sentenziare, tanto piu’ che per l’autunno sono previsti almeno un’altra decina di smartphone Android e gli analisti lo danno in forte crescita.

    “che fa sembrare il lavoro di Google irrisorio a confronto.”

    Hai detto bene, “sembrare”, perche’ in effetti il lavoro c’e’ eccome.

  • # 7
    Ilruz
     scrive: 

    Mmmm e se invece diventasse la distro di riferimento?

  • # 8
    greg
     scrive: 

    Google sarà pure un “parvenue” nel segmento OS, ma non possiamo far finta di non vedere la realtà. Tutte le idee che sono state partorite da quei due là alla fine, tra critiche o no, sono diventate prodotti che usiamo tutti. Dubito seriamente che Microsoft avrebbe fatto una versione WebApp di Office se Google non avesse sfornato GoogleApps. Parliamo di bing? Parliamo di Gmail? A me sembra che tutto ciò che ha fatto Google abbia da qualche parte un (imho) “tentativo di copia”.
    E veniamo anche a Chrome. Da quel che mi risulti, da quando è uscito ad ora è riuscito a superare la quota di utilizzo di Safari, che stava nel calderone da molto tempo prima. Anzi, la quota di Chrome supera quella di Safari addizionata a quella di Opera! Non mi pare affatto poco. Firefox ha una quota di gran lunga maggiore, ma da quanto tempo sta nel settore? Molto più di Chrome. Ma non ricordo una ascesa di queste proporzioni.
    Io credo in Google, come credo che con Wave tireranno fuori qualcosa che soppianterà anche l’Office online di Microsoft e come credo che Chrome OS sarà un ottimo investimento.

  • # 9
    Cael
     scrive: 

    @Greg

    A parte il motore di ricerca, in cosa vedi tentativi di copia ovunque? Google rilascia perenni beta (4 anni per gmail è pura follia) di prodotti mediamente scadenti.

  • # 10
    CaFFeiNe
     scrive: 

    secondo me google, ha la possibilita’ di fare un bel po’ di danni a microsoft… il caso android è un caso particolare….
    prima cosa, sui telefoni conta molto l’hardware per l’utente, molti magari preferivano prendere un n95 o che ne so, per avere un hardware parlando anche di fotocamera etc, decisamente superiore…. o come nel mio caso, ho preso un omnia hd che ha un hardware spaventoso, preferendo l’hardware al sistema operativo… anche perchè bene o male, al giorno d’oggi in campo mobile, tutti i sistemi operativi nel loro “uso” sono ottimi….
    bisogna inoltre considerare altri fattori… tra cui quello che android per un bel periodo, era installato solo su due terminali,perchè secondo vari produttori ancora acerbo, pero’ è un serpente che si morde la coda avendo un feedback ridotto, era piu’ difficile aggiornarlo… ma cmq i due terminali, hanno avuto abbastanza successo nel mondo…
    infatti, basta vedere che sono in uscita, modelli android, da: htc, sony ericsson e samsung…..

  • # 11
    greg
     scrive: 

    @Cael

    Prodotti scadenti? 4 anni sono follia? Allora che aspetti a farlo tu un prodotto di qualità superiore in 2 mesi? Mi piacerebbe ogni tanto leggere commenti diversi, ma siamo sempre alle solite :(

    Altri tentativi di copia? Ti do di più! Google Apps è già molto più avanti di Office Web Application, visto che non avrà bisogno di applicativi installati sulla macchina per permettermi l’editing di un documento. Se permetti, nel momento in cui uso una web application per scrivere un documento, non mi interessa di certo una stampa unione, mi interessa invece poter condividere! La parola chiave per il futuro sarà “condivisione”. Senza quella, sempre imho, sarà dura conquistarsi quote di mercato.

  • # 12
    Cael
     scrive: 

    @Greg

    Si, 4 anni di beta per una webmail è follia, soprattutto se poi il risultato è non poter neanche disabilitare il filtro anti spam. Per le web app…stendiamo un velo pietoso che è meglio.

  • # 13
    tmx
     scrive: 

    ottima osservazione: mac os standalone ed installabile su pc… (non installato, semplicemente legalmente installabile sul tuo pc -senza garanzie- se ti sbatti TU ^^)

    chissà che share avrebbe? chissà quanto impatterebbe sulle vendite mac?

  • # 14
    pabloski
     scrive: 

    beh però dire che i prodotti google sono scadenti, eh, una cazzata più grossa non poteva essere detta

    riguardo chromeos voi non fate i conti col trend della tecnologia attuale…stiamo andando verso i cellulari, verso la logica dell’iphone ( grosse icone autoesplicativi e software con interfaccia usabile pure da una scimmia )

    windows non è facile da usare, è semplicemente quel sistema che tutti si sono abituati ad usare….chiaramente passare a qualcosa di parimenti difficile per l’utonto è troppo lavoro e quindi rinuncia

    ma qui parliamo di un qualcosa che ti porta con mano….altrimenti come spiegate il fatto che la gente usi gli smartphone senza problemi nonostante non montino windows?

    se chromeos avrà una gui sulla falsariga di android o moblin allora sfonderà

    e non per ora google non vuole infilarsi nelle aziende, ma nelle case, sfruttando sistemi veloci, semplici da usare, senza rogne ( o formattoni )

  • # 15
    Valerio
     scrive: 

    @Cael
    Google prodotti scadenti… un “ma lol” non te lo toglie nessuno :D

  • # 16
    Cael
     scrive: 

    Capisco essere fanatici di un brand, ma essere tanto miopi sulla qualità dei servizi Google… (motore di ricerca a parte, anche se ultimamente su 10 risultati 5 sono negozi…)

  • # 17
    greg
     scrive: 

    @Cael

    Cosa hanno di pietoso le Google App? Giusto per la cronaca, sono usate anche in ambito enterprise (l’azienda dove lavoro le usa pesantemente, con soddisfazione e con un ROI praticamente infinito).
    Sulla webmail ti reinvito ad implementarla tu da zero.

    Ma non si parlava di facilità di utilizzo? Io con le ribbon di Office 2007 mi ci trovo veramente poco! Anzi, mi ci perdo! Interfacce come quelle di Android sono immediate. Un sistema operativo per netbook basato su una interfaccia del genere sarebbe una manna. Diciamocela tutta, su un netbook tutte le funzionalità di un windows o anche di una distribuzione GNU/Linux completa non verranno mai utilizzate (o comunque in casi molto sporadici). Quindi un sistema con le funzionalità utilizzate di frequente su un netbook, con una interfaccia orientata a quel mondo, e (cosa ancora più importante) con una gestione dei dati orientata al web, sempre e nuovamente imho, ha tutte le potenzialità per soppiantare windows (in quel segmento). Finora, come giustamente osserva pabloski, GNU/Linux non ha sfondato nei netbook non perchè GNU/Linux=difficile e Windows=facile. Sono difficili entrambi, ma Windows è ormai conosciuto a livello globale, quindi si fa prima.

  • # 18
    pietro
     scrive: 

    Con il fatto che alcuni vendor potrebbero distribuire i loro netbook (per ora ci si è riferiti solo a quest’ultimi se non sbaglio) la mossa di google potrebbe non essere sbagliata..
    Questo è dovuto soprattutto al momento: ci sono vari colossi operanti in settori differenti in lotta tra loro..
    Intel vs ARM, Nvidia vs Intel, moblin vs win vs linux vs Chrome OS vs ecc.. Firefox vs chrome vs Explorer..

    Questa particolare “congiunzione astrale” rende tutto molto poco prevedibile, ma l’utente finale non può che gioire per la concorrenza che ne viene fuori..

  • # 19
    pietro
     scrive: 

    Ah, ed ora si rifanno vive le voci di un touchbook/netbook apple..
    Un’altro big nella mischia..

  • # 20
    Sh0oter2
     scrive: 

    Io penso che Google ha buone possibilità di portare il suo S.O. in moltissime case, diventando un diretto rivale di Microsoft. Inoltre bisogna dire che le ultime versioni di Windows non sono proprio il massimo!

  • # 21
    Agi90
     scrive: 

    Per chi si lamenta di Gmail, mi potreste indicare qualcuno che offre un servizio migliore?

    Comunque secondo me chromeOS avrà veramente poco a che spartire con GNU/Linux, per dire anche il mio router gira su kernel linux, però con linux ha veramente poco a che spartire! Il fatto è che il kernel sviluppato da torwald è qualcosa di veramente scalabile, gira bene sia su pc con 2mb di ram fino ai rack server di stanze intere.

    p.s. chrome è chiuso vero?

  • # 22
    iruam
     scrive: 

    Sono in completo disaccordo con le logiche di questo articolo
    A mio parere chrome OS ha tutte le potenzialità di diventare IL rivale dell’unico vero sistema operativo consumer ( ovviamente osx nemmeno bisogna considerato )

    tutto sta a vedere se google tirerà fuori una distro “easy” liscia “in bianco e nero” puntando tutto sull’efficenza e facilità di utilizzo o se invece proverà a reinterpretare il personal computer con idee innovative..
    immagino la scelta ricada sull’opzione uno ma in entrambe i casi sarà sicuramente un successo
    un vero e propio sistema operativo free di facile utilizzo..

    altro che 7.. ora si che microsoft si dovrà dare una bella smossa.. magari iniziando dai prezzi

  • # 23
    D
     scrive: 

    “realisticamente ho potuto provare la piattaforma Ion di Nvidia con l’Atom 330 e a stento ci gira Archlinux in maniera decente, windows 7 è fuori discussione per una cosa del genere”

    Scusa ma non vedo il nesso di parentela tra archlinux e windows 7 tale da poter sentenziare qualcosa del genere ma so che senza driver decenti il miglior hardware del mondo può fare schifo al quadrato.

  • # 24
    Medicina
     scrive: 

    Per me la nuova scommessa di Google è paragonabile solo con OS/2 o Linux. MacOS non può essere installato su qualsiasi hardware… E i browser sono distrubuiti tutti gratuitamente, per cui, se in qualche modo funzionano c’è poca motivazione a cambiare…

    Differenze di cui tener conto rispetto a OS/2 sono che ChromeOS sarà gratuito, open source e distribuito e promosso attraverso Internet.

    Ma qualsiasi discorso sul possibile successo o no di ChromeOS lo vedo alqaunto prematuro, visto che per l’uscita del codice bisognerà aspettare alcuni mesi ancora.

  • # 25
    Max
     scrive: 

    Utenti ignoranti perchè decretano e continuano ad alimentare il successo di Microsoft ho letto in precedenza..

    Bè a questo rispondo che fortunatamente non tutti passano 10 ore al giorno davanti al pc. A volte lo si usa giusto come passatenpo veloce e se XP o Vista bastano per apprendere tutto in fretta per fare il minimo che serve, benvengano quelli. Poi a chi ci vive davanti al monitor, ben vengano tutte le altre alternative, magari più valide, ma anche piu arzigogolate da apprendere per varie motivazioni.

  • # 26
    mario
     scrive: 

    Io credo che a molti sfugga chi è Google, cosa fa, e quali siano le loro strategie di sviluppo.
    Google non pensa nemmeno lontanamente di rubare grosse fette di mercato agli OS Microsoft, vuole solo portare altri utenti verso i propri servizi online per vendere più pubblicità (che vi ricordo è quello che fanno per vivere). In più lo faranno sfruttando un momento di grossa incertezze in relazione agli OS per netbook.

    Chiariamo soprattutto cos’è Google, Google è una gigantesca azienda di raccolta e vendita di spazi pubblicitari. Per esempio come lo è Mondadori in Italia (anche io pensavo che fosse un’azienda che produceva e vendeva giornali, ma mi illumino un loro dirigente anni fa). Il fatto che poi Mondadori faccia giornali e Google sistemi operativi, sono solo strumenti per vendere più pubblicità. Insomma questo per chiarire innanzitutto che Google è un’azienda completamente differente da Microsoft il cui core business è sviluppare prodotti per poi venderli.

    E’ anche chiaro che tra Google e Microsoft ci siano al momento aree di sovrapposizione indirette, anzi direi che spesso è più Microsoft ad entrare in maniera diretta nel business di Google che non il contrario.

    Detto questo l’OS di Google per il momento è un OS molto leggero, pensato per netbook e pc praticamente destinati all’utilizzo su internet, e per google la cosa fondamentale è che questi pc e netbook vadano ad utilizzare i servizi google online, affinchè l’untente si “sorbisca” la loro pubblicità altamente profilata.
    Stessa cosa accade per Android di cui sono un utilizzatore entusiasta e anche assolutamente consapevole del fatto che quello che mi stanno apparentemente regalando è ripagato dalla pubblicità che mi sparano addosso, anche a volte a scapito della mia privacy alla quale io stesso ho deciso di rinunciare in parte.
    Insomma l’OS google sarà un OS gratuito che vorrà portare altri utenti ad utilizzare i loro servizi gratuiti per potergli trasmettere pubblicità. Il che significa che le quote di mercato che si aspettano saranno fondamentalmente basse ma comunque utili a portare ancora più utenti verso i loro servizi e verso la loro pubblicità.

  • # 27
    D
     scrive: 

    “In più lo faranno sfruttando un momento di grossa incertezze in relazione agli OS per netbook.”

    Esatto quindi è evidente che Chrome OS cercherà di spingere la gente ad utilizzare quanti più servizi online possibile. C’è solo un ma: non so come stanno nel resto del mondo ma da noi gli operatori mobili sono dei ladri che si fanno pagare 100 ore o 5GB di traffico al mese tra i 15 ed i 25 euro. Se l’utilizzo di questo os richiede un continuo scambio di dati con il web e noi utenti dobbiamo fare conto di spendere almeno una cifra così ogni 30 giorni (o in alternativa vai di abbonamento 24 mesi con prezzi stile iphone) tutto il progetto è destinato a fallire

  • # 28
    mede
     scrive: 

    concordo sullo scetticismo purtroppo. troppi segnali contrari ad un accettazione positiva. chrome il browser, non ha avuto tanto successo nonostante abbia un’esposizione altissima di pubblicità rispetto a FF o opera, ed è comunque un oggetto legato al web com’è lo stesso marchio google. un sistema operativo non c’entra nemmeno nulla col marchio google.

    è vero però che non si sa mai, essere dentro e magari con un po’ di fortuna le cose possono girare a tuo vantaggio. per esempio se apple spingesse per i suoi SO e li proponesse per ogni PC potrebbe avere un segmento più grande e incominciare a impensierire MS. se non altro sono loro a decidere se provarci o no, ma la loro fetta della torta ce l’hanno. google non so come dovrebbe fare, a mio avviso dovrebbe pagare la sua entrata in campo, deve proporre un buon SO e vendere PC sottocosto con il suo marchio e il suo SO sopra. dopo la svenatura iniziale se il SO è buono e MS non risponde in breve termine il gioco è fatto.

  • # 29
    Flare
     scrive: 

    Anche secondo me è difficile fare previsioni. Il confronto con Android invece lascia il tempo che trova: gli sviluppatori non devono creare software per Chrome OS, ma per il web e questo cambia molte cose. Qui si parla di sviluppare qualcosa che funzionerà praticamente su qualunque client e potremmo metterci in mezzo anche la virtualizzazione, con elaborazione lato server. In questo modello non si vendono più licenze software, ma “servizi”, o meglio abbonamenti all’uso. La questione privacy è seria, ma vedendo come viene usato Facebook spensieratamente e altre cose, credo che per la massa sia un problema poco sentito… o forse manca la consapevolezza, ma se ne parla in continuazione, fra giornali, garante, informative da firmare…
    Fra 10 anni può darsi che sorrideremo di tutti i dubbi che abbiamo ora o può darsi che si riveli l’ennesima idea che doveva rivoluzionare il mondo, senza un niente di fatto. Poi dipende anche se i tempi sono maturi: il Videotel non funzionò molto, ma ora qualche videochiamata, per non parlare delle webcam via Internet, non sono più niente di fantascientifico.

  • # 30
    EnricoG
     scrive: 

    Riguardo al mio commento su Android che ha destato alcune risposte: non ho detto che Android non sia un buon prodotto o che sia destinato a sparire, ho detto che non ha spaccato il mercato come invece si voleva far credere al suo annuncio.
    Si ritagliera’ la sua fetta di mercato (piu’ o meno ampia) ma non lo vedo proprio come un prodotto rivoluzionario. E ripeto, e’ stato annnuciato come lo sconvolgimento della telefonia mobile e si sta rivelando grossomodo alla pari con la concorrenza su alcuni aspetti e ben al di sotto su altri (vedi store online).
    Quindi ribadisco: il mercato della telefonia e’ molto piu’ volubile di quello dei PC. Per i telefoni basta poco per far presa sul mercato e nonostante questo Android ci mettera’ parecchio ad acquisire quote significative, figuriamoci un OS per PC… se Android ci mette anni per diventare una realta’ importante, Chrome OS ci mettera’ lustri e nel frattempo Microsoft ed Apple lo avranno gia’ sorpassato da ambo i lati.

  • # 31
    Flare
     scrive: 

    Poi c’è anche un altro discorso. Con Chrome OS, Google non vuole creare un nuovo SO per fare direttamente concorrenza a MS in quel campo: quello prova già a farlo con Android in certi settori.
    Con Chrome OS prova a fare una cosa ben diversa: è possible che punti a minare la necessità di un SO com’è concepito finora (appunto il core businnes di MS) e renderlo qualcosa di obsoleto o irrilevante. Ovvero poteva usare qualunque kernel o qualunque browser standard, infatti non importa: il fulcro non è più il SO, ma il web o al massimo il browser, che comunque è standard (appunto Chrome nel suo caso, ma poteva essere un Firefox OS, un Opera OS…)

  • # 32
    Gurzo2007
     scrive: 

    google documenti sarebbe un prodotto di qualità? ma preferisco mille volte scaricarmi OO a sto punto…

    il simil word è praticamente un wordpad con qualke funzioncina basilare in più…

    powerpoint…no commenti…

    se questo è il futuro immediato siamo messi maluccio…

    @greg
    chome(1,80%) è riuscito a superare solo opera(0,72%, il vero problema di opera è la mancaza di visibilità…ma anke incapacita di sfruttare la pubblicità per il suo prodotto desktop, ke gli potrebbe dare quello mobile molto più conosciuto dagli utenti) soprattutto grazie all’auto-pubblicità ke ne ha fatto…sia tramite la pagine del motore di riceca(80/90% delle ricerche online) ke su youtube…

    safari riamne lontano col suo 8,43%…

  • # 33
    floc
     scrive: 

    nel breve non posso che dirmi d’accordo con l’articolo… pensare che arrivi google e gli oem vadano fuori di testa per google OS e’ decisamente utopistico

    pero’ ne llungo mi attira MOLTO l’dea di un google “padre padrone” di una distro linux che brilli per usabilita’. Una standardizzazione “forzata” di una piattaforma linux finalmente dedicata al mainstream puo’ essere la base per una concorrenza a tutto campo

  • # 34
    Flare
     scrive: 

    Vero, Gurzo2007: Opera è un ottimo browser (e lo sarà ancora di più con la versione 10, già in beta avanzata), per altro multipiattaforma, e meriterebbe molto di più. Anche chi lo prova non si rende subito conto delle sue potenzialità, forse alcune funzioni dovrebbero metterle più in vista. In Europa comunque ha una diffusione un po’ più alta rispetto alla media mondiale. Safari ha circa la stessa diffusione dei Mac e non è un caso: la maggior parte degli utenti usa il preinstallato, che sia Windows o OS-X.

  • # 35
    j
     scrive: 

    D:
    Se l’utilizzo di questo os richiede un continuo scambio di dati con il web e noi utenti dobbiamo fare conto di spendere almeno una cifra così ogni 30 giorni (o in alternativa vai di abbonamento 24 mesi con prezzi stile iphone) tutto il progetto è destinato a fallire
    infatti
    inoltre, anche al di là dell’ aspetto puramente monetario, l’ idea che un pc portatile (dalle prestazioni sì limitate rispetto a quella dei desktop e notebook di fasci alta attuali, ma quantomeno superiori a quelle di macchine di nemmeno troppi anni fa, capaci dal canto loro di far girare applicazioni complete su sistemi operativi completi -office 97-2k su windows 2000, tanto per dire- e non versioni ridotte scritte ad hoc per Native Client) debba dipendere da una connessione alla rete per non avere l’ utilità di un fermaporta, non so a quanti sarà gradita
    personalmente, la trovo una vera e propria aberrazione… :o

  • # 36
    Bopalo
     scrive: 

    Secondo me la situzione e’ molto semplice da capire. Se nasce un sistema operativo migliore di Windows (senza considerare che e’ difficile paragonare due sistemi operativi)avra’ comunque scarse probabilita’ di vincere perche’ quello che conta e’ il supporto dei costruttori hardware (drivers ad hoc) e software. Un sistema operativo migliore ma non di molto a windows rappresenta sempre una scommessa e di conseguenza un rischio che nessuno si sobbarca volentieri e quinti niente programmi commerciali e periferiche perfettamente funzionanti e facili da installare. Per detronizzare Microsoft ci vuole qualcuno che sia cosi’ geniale da inventare un qualcosa che sia veramente anni luce avanti in tutte le caratteristiche (e vedo l’impresa piuttosto difficile, bisognerebbe avere almeno il doppio dei soldi che spendo Microsoft in ricerca e sviluppo). Tutte le alternative anche migliori di microsoft sono destinate a fallire in maniera miserabile. Non parliamo poi di tutte le alternative valide ma alle quali manca quella marcia in piu’ per essere paragonate a Microsoft. Queste sono banalita’ che Microsoft conosce bene ed il suo potere economico e’ in grado di distruggere prima ancora che nasca qualunque timida realta’ di concorrenza. Nessuna speranza per nessuno stolto che voglia provare a competere. Spero solo che Google non investa troppe risorse in questa cappellata, altrimenti fanno la botta con gran soddisfazione del ciccione Steve che si lecchera’ i baffi.

  • # 37
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Aggiungerei una domandina: visto il focus sui netbook, è sicuro che un OS del genere sia fruibile entro il 2009 tramite rete 3g? Siamo certi che l’infrastruttura sia in grado di resistere al sovraccarico che la migrazione a questo modello comporterebbe (ok, lo so che solo una parte si collegherà in 3g)? E quand’anche fosse, ci sono tariffe in grado di supportare questo nuovo approccio?

  • # 38
    Tambu
     scrive: 

    Android mi sembra il paragone migliore, hai fatto bene a citarlo. Tirano fuori dal niente (o quasi) un SO per cellulari, e guarda caso dopo qualche mese Symbian se la passa malissimo. windows mobile è il male, e tiene praticamente solo nei cell business.
    Che rimane? L’OS dell’iphone e il Palm, che se non sfonda col Pre va a bagno.

    ChromeOS farà la stessa strada, e tanto quanto Android avrà bisogno di stare collegato alla rete, ma per fortuna Google Gears verrà in soccorso di noi poveri terzomondisti con le connessioni a carbonella :)

  • # 39
    Zeirus
     scrive: 

    Vorrei dire anche io la mia: Premesso che il bacino di utenza di Chrome OS sarà quello dei netbook, non credo sia intenzione di Google spodestare dal podio dei sistemi operativi “principali” Windows et affini. Almeno non per il momento, dove gran parte delle applicazioni “pro” sono installate localmente e sono storicamente legate all’uso sotto windows (tipo le applicazioni CAD, di DTP o 3D di un certo spessore e soprattutto gran parte dei videogames attuali). Quello a cui fa riferimento l’articolo è la situazione del “presente”, dove internet non è ancora diventata quella “in progetto” da qui a qualche anno, quando il mobile sarà più diffuso ed integrato nel quotidiano dell’attuale.

    Pochi di voi hanno menzionato un effetto devastante per gran parte degli utenti Windows: virus e trojan! Pochi di voi hanno menzionato che un netbook serve esclusivamente per navigare in internet, leggere la posta, frequentare social network, giochicchiare in rete una volta ogni tanto, chattare, ecc.. … sono tutte cose che con Google Chrome OS si potranno fare senza avere la preoccupazione di “appesantire” il sistema con cinque anti-virus, tre spybot, due firewall, ecc… dite che è poco? Io non direi, se a ciò aggiungiamo la “freschezza” e la leggerezza di Chrome e qualche applicativo/add-on a corollario che uscirà in concomitanza della rilascio dell’OS.

    Lato connessione alla rete è un altro discorso… in Italia è uno schifo! Tutte le compagnie telefoniche hanno fatto cartello (stessi prezzi, stesse offerte che variano di un non nulla) e l’anti-trust vede e sente… ma non dice nulla, segno che la “la grande coalizione delle telecomunicazioni” la usa come una marionetta. Quindi qualsiasi avanzamento tecnologico che implicherà internet da noi sarà sempre azzoppato dagli operatori telefonici.

    Il futuro prevede applicazioni condivise e studiate per la rete, con una presenza on-line di fruitori sempre più massiccia… già oggi senza internet non è proprio possibile lavorare… un domani tutti i servizi saranno on-line… e Google Chrome OS avrà nel frattempo fatto incetta di persone, stanche dei virus e di PC appesantiti oltre-misura dai sistemi di protezione. Forse si lavorerà ancora con Windows da qui a dieci anni, ma per navigare leggeri ci sarà Google Chrome OS… ;)

  • # 40
    Flare
     scrive: 

    Le tariffe di per sé è facile cambiarle, le infrastrutture un po’ meno. Ma con infrastrutture non sufficienti potrebbe essere problematico fare un’offerta adeguata. Chrome o no però dovranno comunque potenziarle, se la gente vuole sempre più Youtube, video in streaming o web TV.

  • # 41
    sabbia
     scrive: 

    Microsoft Windows ha un’inerzia incolmabile perchè,
    l’utente medio vuole:

    Nero Ultra per masterizzare
    Photoshop Extended per togliere gli occhi rossi alle sue foto
    Office 2007 pro per scrivere un documento di 2 righe
    IExplorer 6 per andare su internet
    Norton Antivirus per proteggersi

    il tutto rigorosamente crackato.

    Quando vedono il mio modesto linux che fa quasi le stesse cose, dicono: Bello.
    Però, poi, tornano da mamma Microsoft.
    Questa è la realtà.
    Il paradigma deve essere cambiato in un altro modo: dai terminali, come gli smart phone per esempio, che saranno adeguatamente potenti, alla fine, per sovrapporsi ai pc – net, note etc – di fascia bassa.

    Penso che Android o qualche suo simile avrà possibilità serie, non ChromeOS.
    Saluti

  • # 42
    D
     scrive: 

    “Le tariffe di per sé è facile cambiarle”

    Forse in una nazione civile dove non tagliano le gambe alla libera concorrenza permettendo ai monopolisti di comprare licenze per non utilizzarle in modo da focalizzare i consumi solo sui loro servizi.

    “se la gente vuole sempre più Youtube, video in streaming o web TV”

    Con la tariffa a traffico ? :D
    Sono 10 gigabait ! Non titubare ! :P

  • # 43
    alessio
     scrive: 

    Per capire meglio cosa sta per succedere, consiglio a tutti di guardare i 2 video del google I/O: il keynote e la presentazione di Wave.
    Vedrete che tante tessere cominceranno ad incastrarsi…
    GMail? Mi piacerebbe confrontare la soddisfazione degli utenti di Gmail (webapp formalmente in beta) con quelli di Vista+Outlook (in beta di fatto).
    Perche’ Chrome? Mah… sara’ un caso, ma da quando e’ stato annunciato, le prestazioni dell’interprete javascript (di tutti i browser, tranne uno) sono almeno triplicate. Ora viene quasi voglia di scrivere applicazioni VERE per i browser….
    GWT….ahh come godo… chi lo usa sa cosa intendo…Ora viene quasi voglia di scrivere applicazioni VERE per i browser….
    App Engine…ci posso far girare gratis le mie applicazioni
    Tra poco arrivera’ su tutti i browser (tranne uno) HTML 5, con i canvas, supporto nativo ai video, 3d.
    Wave…vedere per credere: la piu’ bella applicazione web che abbia mai visto, anni luce avanti a qualunque cosa.
    Ora Chrome OS. Che secondo me sara’ un grande successo. Che non fara’ concorrenza a windows sui pc (un so leggero su un quad-core a 3Ghz??? haahahahh), non spopolera’ sui netbook (uscira’ tra 12-18 mesi,e per allora la moda dei netbook sara’ finita), neppure sui palmari.
    Dove allora? Sull’apparecchio che si trova in qualunque casa: fra tre anni assorbiremo la pubblicita’ di google guardando un film in HD su YouTube direttamente sul televisore.
    Meditate gente…meditate.

  • # 44
    Flare
     scrive: 

    D, quel “di per sé”, non era lì per caso. Per me possono restare anche ai piccioni viaggiatori e sono d’accordo che le nostre tariffe fanno schifo, ma il punto è che: 1) non è un problema solo per il cloud computing e non è solo quello a spingere. 2) In futuro tutte queste cose possono cambiare, essendo tutt’altro che fisse, eterne e immutabili.

  • # 45
    D
     scrive: 

    “In futuro tutte queste cose possono cambiare, essendo tutt’altro che fisse, eterne e immutabili.”

    Se prima di questo mi metti la presentazione di kenshiro con tanto di fungo atomico posso anche crederti.

  • # 46
    Flare
     scrive: 

    La tecnologia si evolve di continuo, così come i modelli di business: è difficile sapere come sarà fra qualche anno. Se hai bisogno dei cartoni animati per crederci, non so che farci.

  • # 47
    D
     scrive: 

    “così come i modelli di business”

    Come no… ieri come oggi se vuoi farti i soldi, tralasciando metodi criminali, è sufficiente che nei mercati che controlli impedisci a chiunque altro di metterci piede. Se non ci riesci per vie dirette (causa leggi) basta creare disturbo quanto basta perchè ci pensino a debiti che il concorrente nel frattempo accumulerà a farlo chiudere.
    Dovevano diffondere a tutto spiano il wimax; dopo tutti questi anni ogni paesiello doveva avere il suo hot spot wifi in grado di sostituire l’adsl dove non sarebbe conveniente farla arrivare (non dico gratuito, andrebbe benissimo a pagamento per opera di qualche provider locale) ed invece è il deserto. Ogni volta che esce una nuova tecnologia, viene indetta un’asta dove puntualmente telecom e compagne di merende si ritirano contro fantomatiche cordate che scompaiono allo stesso modo di come sono nate, spedendo nel cesso i sogni e le speranze della gente.
    Se crei dal nulla un provider di connettività e cerchi di rivendere la banda, scopri che il tuo grossista è in palese conflitto di interessi con chi vende al pubblico, tanto è vero che se qualche tuo cliente deve passare da loro a te o ci sono questioni di assistenza, parte una guerra senza fine dove qualche giudice cogli.ne sarebbe pure capace di condannare te che finisci in mezzo al martello del cliente incarognito e l’incudine di chi ti avrebbe dovuto vendere la banda e garantire l’assistenza sulle sue centrali.

  • # 48
    johnny
     scrive: 

    Ora che ho sentito che google apps è usato in azienda le ho sentite tutte!
    Vi stimo perchè mi allietate le giornate!

  • # 50
    greg
     scrive: 

    @jhonny
    cosa c’è di male nell’usare google apps in azienda? O.o
    ci sono alternative altrettanto valide che offrano editing collaborativo a quel prezzo (zero euro)?

  • # 51
    johnny
     scrive: 

    @Marco
    Vodafone ha comprato il nostro CRM eppure risulta anche sul sito di Salesforce ed altri.
    Le grandi aziende li provano tutti.

    @greg
    google apps non fornisce il minimo sindacale dal punto di vista della sicurezza e della stabilità. Per cui lo si prova e lo si archivia.
    Se poi per aziende parlate di quelle sotto i 100 dipendenti … boh, può darsi, non conosco questa realtà.

  • # 52
    johnny
     scrive: 

    Ah, google apps non costa 0€, si devono considerare nelle spese annuali la formazione sul nuovo pacchetto, il calo di produttività e tanti altri aspetti.
    Motivo per cui linux costa un ordine di grandezza in più di windows (annualmente).

  • # 53
    Marco
     scrive: 

    “Vodafone ha comprato il nostro CRM.”

    E allora? Non possono usarli entrambi? Anche noi abbiamo venduto un ECM a Vodafone, ma lo usano solo nella sede italiana.

  • # 54
    greg
     scrive: 

    @jhonny
    ti parlo da una realtà con più di 200 dipendenti e 6 milioni di fatturato annuo. fatti i conti. ah, costi di formazione per google docs? se sviluppo software non ho bisogno di essere formato su google docs, devo già saperlo usare, altrimenti nemmeno sarei stato assunto. calo di produttività? dove lavoro serve ad incrementarla…poi se lo si usa per giocarci, è diverso.

    forse una cosa non è chiara: google docs non serve a fare un documento con 3 miliardi di formattazioni. non te ne fai niente di una applicazione per l’editing collaborativo se devi scrivere da solo una lettera formattata in un certo modo. cerchiamo di inquadrare bene i domini applicativi, altrimenti possiamo parlare per anni.

  • # 55
    Simon71
     scrive: 

    Signori, la situazione invece a me pare molto chiara… Nel settore Desktop (oppure Home), che oggi comprende non solo Computer, ma device di ogni tipo e sorta, dagli Smatphone, ai Netbook, ai Tablet, l’unico vero, accreditato rivale di microsoft è Apple…e sono assolutamente convinto che Apple (vedere il suo nuovo Tablet a fine anno) aumenterà ancora le quota di mercato, tra iTunes Store, iPhone, ipod, Mac…
    Non ce n’è per nessuno per lunghissima pezza, secondo il mio punto di vista…
    Se invece si parla dal alto “server”, “cluster”, “mainframe” e compagnia bella la situazione vede protagonista Linux…Solo che Linux se non cambia radicalmente (non ci riuscirà nemmeno Google) non uscirà mai da quella nicchia..Per una serie di motivi che non elenco…
    Saluti

  • # 56
    johnny
     scrive: 

    200 dipendenti e google docs?
    Mi spiace ma non ci credo nemmeno se lo vedo.
    Oppure fammi parlare con il responsabile IT (anche se dubito ci sia) che in mezza giornata mi guadagno il pane da qui a fine anno. ;)

  • # 57
    In tempi di Chrome OS e thin client, che fine farà l’hardware? - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] i commenti al mio precedente pezzo su Chrome OS, ho notato che alcuni utenti sembrano incondizionatamente propensi all’adozione […]

  • # 58
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    Qualche osservazione sparsa…

    io + che dei servizi in beta di Google come riferimento agli spinoff mal riusciti (Gmail era già molto usato quando fu rilasciato ed ora come ora tra i servizi gratuiti è nettamente il più efficiente) avrei parlato magari di Google Checkout ed il tentativo maldestro di scalzare Paypal oppure dei thin client per utenza business venduti ad un certo punto nella storia di Google.
    AppEngine tutto sommato non è male, offre scalabilità a prezzo contenuto, ovvio che il focus va fatto su ciascuna realtà aziendale, ma in sé per sé, essendo gratuito (il costo di formazione non è conteggiabile perché va tenuto conto per qualsiasi piattaforma e quindi si annulla) è un discreto servizio che sta guadagnando popolarità.
    Per altro alla PyCon lo stesso Van Rossum che fa parte del team di sviluppo ha avuto modo di parlarne abbastanza esaustivamente.

    Per quanto riguarda ChromeOS nutro gli stessi dubbi di Alessio anche se con lo spostamento netto verso un utilizo del computer legato essenzialmente alla connettività ed ai webservices, le sole implicazioni ed i potenziali nuovi mercati legati all’advertising fanno di Google un competitor da marcare stretto, non foss’altro per i successi che hanno saputo mietere fino ad ora (innegabili).
    Aggiungo però che se il target sarà quella della “distro” simil-Linux allora non vi è futuro già in partenza.

    Un accenno ai browser. Chrome ha superato Opera che purtroppo non gode della potenza di fuoco di Google, ma attenzione perché se consideriamo invece l’ambito mobile è se non il prodotto più usato ed apprezzato uno dei top.
    Solo l’accordo con la Nintendo frutta da solo quasi 200 milioni di dispositivi (contando le varie incarnazioni del DS ed il Wii).
    Lo share di Safari invece non è dell’8.4%.
    Quel numero si riferisce al mercato statunitense dove Apple è decisamente più forte che altrove.
    Globalmente siamo tra il 2 ed il 3%, che è lo share detenuto da Apple per quanto riguarda l’home computing. Non calcolo logicamente l’iPhone…

    x Tambu

    Android ha una penetrazione nel mercato risibile, seppur come accennato in precedenza la volubilità del settore mobile consente stravolgimenti molto più “facili” del settore desktop.
    Symbian se la passa male come alcuni vendor HW perché l’iPhone piaccia o non piaccia ha cambiato le carte in tavole.
    Negli Stati Uniti soprattutto nel segmento business ha tolto il pane di bocca alla già traballante Motorola e a Rim, oltre che Nokia stessa.
    Windows Mobile dal canto suo guadagna quote di mercato e più o meno tutti stanno evolvendo i propri prodotti verso un certo tipo di utilizzo del cellulare/palmare (il che significa anche un ripensamento delle interfacce finora adottate).
    Evolvono tutti tranne Symbian che è esattamente lo stesso da x anni a questa parte con qualche restyling, correzione di bug ma quello è e quello resta.
    Ma non è un caso che Nokia per correre ai ripari abbia scelto la strada della fondazione, dell’apertura verso il paradigma dell’OSS (per attrarre sviluppatori terzi indipendenti) e abbia speso svariati milioni di dollari per avere il brand totalmente sotto il suo controllo, comprando le azioni in mano precedentemente a Samsung, Motorola e SE.

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