di  -  giovedì 9 aprile 2009

Cabinato RaidenDiciamoci la verità, l’evoluzione dell’industry, sopratutto in un’ottica casual gaming, ha determinato l’esplosione di tipologie non ancora del tutto esplorate con le precedenti generazioni di console.
Il rovescio della medaglia è la scomparsa (sic!) quasi completa di generi che invece hanno dominato la scena degli anni ’80 e ’90 e divertito milioni di giocatori dell’epoca.
Sui beat’em up ci siamo già soffermati sia con un’analisi complessiva sia menzionando qualche capolavoro 2D (Streets of Rage e Killer Instinct).

Non faremo una rassegna dei più importanti titoli (e la conserviamo per una puntata futura) ma nell’appuntamento settimanale di oggi il centro dell’attenzione sarà rivolto al videogioco che forse ha influenzato più di ogni altro gli sparatutto successivi.
Trattenete le lacrime perché stiamo per addentrarci nel mondo di Raiden!

Chi ha infilato qualche gettone o moneta da 100/200/500 lire all’interno di un cabinato si ricorda perfettamente quali fossero i nomi più in voga dentro le sale giochi o nei bar che disponevano di coin-op.

Un gioco di sport, il picchiaduro del momento, il platform alla Bubble Bobble e poteva forse mancare uno shoot’em up?

E se anche il titolo fosse difficile da rimembrare il duo rappresentato dall’astronave rossa e blu è perfettamente riconoscibile.
Bene, appassionati smemorati, questo è Raiden.

Sviluppato dalla Seibu Kaihatsu Inc., comparve nel 1990 inizialmente come arcade ed esclusivamente in Giappone.
Il successo immediato costrinse però il publisher Taito (software house il cui nome è legato alla maggiorparte degli sparatutto più venduti dell’epoca) ad allargare i propri orizzonti e spingersi nei mercati statunitensi ed europei, raggiungendo lo stesso incredibile consenso.
I porting si sprecarono e toccarono praticamente tutte le piattaforme più o meno diffuse, tra cui NEC PC Engine, FM Towns/Marty, Atari Lynx, Sega Megadrive e Super Famicom con la variante Raiden Densetsu.
Gli stessi possessori dell’Amiga non possono averlo dimenticato.

La storia è piuttosto semplice. Nel 2090 una razza aliena decide che non c’è modo migliore per passare il tempo se non quello di attaccare la Terra (che già ha abbastanza grane per i fatti suoi).
Per contrastare l’invasione viene messa a punto una nuova arma chiamata Raiden Supersonic Attack Fighter, un nuovo tipo di velivolo basato su tecnologia extraterrestre.
Dopo il più classico dei sorteggi truccati, la decisione unanime è che il pilota della missione suicida sia proprio tu, utente dotato di joypad e (speriamo) buona dose di riflessi.
La prospettiva però diventa un po’ più rosea quando l’utente scopre di avere a disposizione due tipologie di armamenti ciascuno incrementabile, per un massimo di otto livelli, attraverso una un sistema di powerup; contemporaneamente ci si può avvalere anche di un’arma secondaria.
E nel caso la situazione diventi ingestibile c’è la classica bomba totale “azzera-schermo”.

Una meccanica dunque estremamente facile e lineare, ma nella sua semplicità così dannatamente divertente. Non è un caso che, seppur evolvendo questi concetti, praticamente tutti gli sparatutto, sia verticali (come Raiden) che orizzontali, traggano ispirazione proprio dal gioco della Seibu Kaihatsu.

Come Thunder Force, il primo capitolo è stato solo l’inizio di una saga che sembra difficile a morire.
Raiden II nel 1993, Raiden DX nel 1994, The Raiden Project su PSX, Atari Jaguar  e PSP, nonché spin-off quali Raiden Fighters.

Una saga recentemente rinverdita con il terzo episodio ufficiale (2005) ed il quarto (2007) e difficile a morire perché in fondo i concept più semplici sono anche i più divertenti come dimostra il successo delle console Nintendo di ultima generazione.

16 Commenti »

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  • # 1
    phabio76
     scrive: 

    Credo che nella nostra personale e soggettivissima classifica conti molto il contesto e l’età, però faccio fatica a considerare Raiden più di un buon gioco.
    L’ultima innovazione nel filone la portò R-type, tutto il resto sa di già visto.
    Gli amighisti ricorderanno più volentieri Project-X, il migliore (secondo me) shoot’em up in assoluto.

  • # 2
    KONEY
     scrive: 

    Ma il gameplay e’ quello di flying shark, ke mi pare sia dell’87, piu’ recente quindi…

  • # 3
    Benedetto
     scrive: 

    Dopo aver letto il titolo, per un attimo credevo si parlasse di Mortal Kombat :)

  • # 4
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x phabio76

    Sicuramente l’età incide, però se vogliamo considerare la cronistoria del genere, quello che ha portato più innovazione è stato Gradius (di cui abbiamo già parlato), uscito un paio d’anni prima di R-Type.
    Ad esempio per quanto riguarda il sistema di power-up.
    E ancor prima il primo Thunder Force, pubblicato nel 1983.
    E’ chiaro che il genere in sé per sé non abbia visto delle rivoluzioni, sono pochi i titoli che possono dire “ho usato questo per la prima volta”.
    Alpha Mission per esempio o tra gli ultimi Ikaruga.

    Project-X prende a piene mani sia da Gradius che Parodius :)

    Raiden, personalmente, trovo sia una bella sintesi di quel si è visto prima ed anche come anni, uscendo proprio nell’inizio del nuovo decennio rappresenta anche dal punto di vista grafico il vecchio e il nuovo.
    E più di R-Type è stato un successo globale.
    Il gioco della Irem non ha potuto vantare lo stesso successo come coin-op.

    Ma naturalmente è questione anche di gusti, restano entrambe pietre miliari.
    E una volta c’era l’imbarazzo della scelta, oggi ahimè no…

  • # 5
    gemusha
     scrive: 

    A me questo gioco all’epoca è sembrato una cavolata, di Xevious ce n’è uno solo.

  • # 6
    Mike
     scrive: 

    STEEL SAVIOUR!!!

  • # 7
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Raiden è sicuramente un capolavoro, ma nel mio cuore Silkwarm (e SWIV) e SideArms rimangono ancora il top come sparatutto. :)

  • # 8
    phabio76
     scrive: 

    @ Jacopo Cocchi
    Si, sono sostanzialmente d’accordo.
    Raiden è un po’ la sintesi del genere come lo fu Project-X su Amiga e Armalyte su C64.
    Il genere shoot’em up sarà pure morto ma qualche remake vale la pena di essere giocato.

  • # 9
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Assolutamente.
    A parte i progetti un po’ di nicchia ma sicuramente interessanti come Steel Saviour, Ikaruga o Border Down, le software house negli ultimi anni pur non innovando moltissimi recuperano successi del passato riconfezionandoli come compilation.
    Gradius, Parodius per PSP sono solo alcuni esempi.
    Gli sparatutto in terza persona dominano la scena ma per il momento non si sono del tutto scordati di noi :)

  • # 10
    Fabio
     scrive: 

    Project X era solo pompato all’epoca come tutti i giochi del Team 17 lo sparatutto migliore su Amiga era Apydia molto più giocabile e con delle animazioni fantastiche non come le astronavi di project che avevano mezzo frame ciascuna.

  • # 11
    Giacomo
     scrive: 

    Fabio, Project-X con mezzo frame di animazione negli sprite?!?
    O il tuo monitor era molto sporco o i tuoi ricordi sono molto, molto annebbiati.

  • # 12
    Fabio
     scrive: 

    Giacomo cercati un emulatore e riguardatelo gli sprite erano inanimati aveva un sacco di parallasse semmai, ricordo che hai tempi erano usciti 3 sparatutto insieme ed erano project-x agony della psygnosis(che aveva dei gran fondali e il gufo fatto benissimo ma il resto degli sprite erano bicolori) e apydia dove gli insetti sembravano vivi.
    P.s. ad averlo avuto un monitor a quell’epoca l’amiga era attaccato alla tele ^^

  • # 13
    Sp4rr0W
     scrive: 

    Mhm… preferisco SWIV :-)

  • # 14
    Ste72
     scrive: 

    In effetti Raiden non aveva nessun elemento sconvolgente nemmeno per l’epoca, eppure era lo sparattutto verticale più diffuso nelle sale giochi. Probabilmente il suo successo era dovuto ad un mix di grafica carina (nulla di chem ma carina), musichette molto gradevoli, e soprattutto grande giocabilità: era difficile al punto giusto, mai troppo frustrante, ne troppo facile.

    Project x era bellissimo graficamente come disegni, ma come animazioni effettivamente era molto scarso, gli sprite non si muovevano affatto fluidamente. Mentre ka giocabilità era imho oscena…
    Secondo me lo sparatutto più bello per Amiga era la sezione con la navicella di Turrican 2, un vero peccato che non ne abbiano fatto uscire in seguito un gioco intero (ma anche più di uno!). altro capolavoro era Hybris (1988) della Discovery Software.

  • # 15
    Little
     scrive: 

    imho uno dei titoli + rivoluzionari, pur non avendo una grafica eccezionale fu Ikari warriors

    i suoi punti di forza:
    power up
    possibilita’ di entrare in altri veicoli (uno dei primi imho)
    gran varieta’ di mappe ed avversari

    raiden era sicuramente + evoluto come grafica ed i combattimenti con i boss erano + intensi .. ma Ikari era imho + innovativo

  • # 16
    krellz
     scrive: 

    Xenon 2 Megablast (1989) dei Bitmap Brothers per Amiga era il migliore !!!! poi Blood Money (1989) della Psygnosis…

    da bar R-type della IREM (1987) e Flying Shark (1987) di Toaplan, oppure Xevious (1982)

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