di  -  venerdì 27 febbraio 2009

Sir Clive SinclairLa storia dei computer Sinclair, figli del genio dell’eclettico Sir Clive Sinclair, è una parte essenziale dell’avventura dell’home computer, nonché emblema della sua ascesa e del suo declino. Dopo esserci occupati dell’epica sfida fra ZX vs Commodore 64, la racconteremo oggi attraverso l’epopea di alcuni dei suoi ultimi prodotti.

Partiamo dal tristemente celebre Sinclair QL (1984): un sistema nato per soddisfare i requisiti di un’utenza professionale, sviluppato in fretta e furia per arrivare sul mercato prima del Macintosh (obiettivo riuscito per pochi giorni) attorno a un ignoto componente della famiglia di CPU 68k, il 68008 –  dotato di data bus e address bus a 8bit/20bit contro i 16/24 del 68000, per ridurre i costi di progettazione, realizzazione ed espansione.

Il QL fu concepito per dominare l’interregno fra le obsolescenti piattaforme a 8bit e i nuovi sistemi a 16bit. Con l’eccezione del Mac, le restanti piattaforme a 16bit sarebbero in effetti arrivate sul mercato un anno più tardi e il QL, in forza della CPU 68k poteva perlomeno vantare performance superiori ai sistemi 8bit. Questo non bastò tuttavia, per fare del QL un vero contendente sul mercato home computer.

I motivi del flop risiedono tanto nel mercato quanto nel prodotto:

– il QL era diretto a un’utenza business, che in quell’epoca andava già orientandosi sul PC;

– sul fronte consumer, risentiva del persistente dilagare delle piattaforme a 8bit, che “tenevano botta” con prezzi competitivi e un parco software vastissimo;

– la sua dotazione HW/SW non era lontanamente paragonabile a quella del Mac (il cui punto di forza, più che l’hardware, era la GUI), né a quelle di Amiga ed Atari ST, che oltre alla GUI offrivano – particolarmente il primo – una potenza ben superiore a quella dello stesso Mac;

– dal punto di vista hardware, il QL aveva notevoli pecche, figlie forse dell’eccessiva fretta con cui fu lanciato sul mercato: complessivamente non fu ben ricevuto dalla stampa di settore.

Il concorso di questi fattori ne decretò l’insuccesso – uno dei suoi pochi acquirenti fu un certo Linus Torvalds – cui seguì un ritorno alle origini, con gli ultimi esemplari dello Spectrum “purosangue”. Fra questi mi piace ricordare lo Spectrum 128 (1985), ultima breve parentesi della gestione Sinclair.

Img courtesy of computermuseum.50megs.comSi tratta di un sistema 8bit, basato come lo ZX-81 e il successivo, celeberrimo ZX, su CPU z80 a 3,5Mhz: un netto passo indietro rispetto al QL, forse inevitabile ma di certo germe della fine della vecchia Sinclair, ormai dietro l’angolo.

Dietro un’apparenza simile ai predecessori – fra cui lo stesso QL, con cui condivide il layout della tastiera – si celano numerosi cambiamenti, che fanno del 128 un decentissimo sistema 8bit: la possibilità, in ragione della “abbondante” memoria, di creare un RAM disk, un suono drasticamente migliorato e un interprete BASIC anch’esso oggetto di miglioramenti.

Lo Spectrum 128, in ragione di una breve vita sullo scaffale, non conobbe enorme popolarità. Rappresenta tuttavia un oggetto di culto per collezionisti e vittime di quella nostalgia informatica che ci piace raccontare ogni venerdì, più o meno all’ora del the.

Gli succedettero il modello +2 e +3, successivi all’acquisizione da parte della rampante Amstrad di Alan Sugar, cloni in salsa Spectrum rispettivamente del CPC 464 e 4128: una fine triste per una famiglia di computer su cui si è formata una generazione di smanettoni.

Vi lascio con il link a un video di un’interessante comparativa fra il QL e i suoi diretti rivali dell’epoca.

16 Commenti »

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  • # 1
    MegaDom
     scrive: 

    Il video non c’è…

  • # 2
    Tony73
     scrive: 

    Lo ZX81… il mio promo computer ^_^

  • # 3
    mylordo
     scrive: 

    e…? Insomma questo articolo e’ confusionario, superficiale e mal trattato… non avevi voglia eh?

  • # 4
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    In tal caso non hai che da esporre in maniera precisa il perché.

  • # 5
    Alebandit
     scrive: 

    GRANDE IL MIO PRIMO ZX SPECTRUM CON IL MIO GIOCO PREFERITO “JETPACK” che ricordi ragazzi

  • # 6
    Jena Plisskin
     scrive: 

    FYI, il video dà un inquietante messaggio “Incorporamento disattivato su richiesta dell’utente”. Chissà perchè l’ha proibito :-?

  • # 7
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Grazie della segnalazione. Provvedo. Chissà cosa gli passa per la mente a ‘sta gente.

  • # 8
    D
     scrive: 

    Quanto sarebbe bello al giorno d’oggi un pc basato su atom dentro un case tipo c128 o ql…

  • # 9
    Massimo
     scrive: 

    Anche io penso che c’era molto iù da dire. Ricordo quanto desideravo questo PC, tuttavia era per il mercato professionale (che ancora si dileggiava senza grafica e coi fosfori verdi) mentre qui c’erano anche i colori … Ma anche un bit era dedicato al lampeggio, che si poteva simulare software mentre un colore in più sarebbe stato qualcosa di meglio.
    C’era un superbasic davvero niente male, piuù 4 programmi per il bussiness che fecero storia (a modo loro) comunque prodotti da PSION e per quanto ne so davvero professionali.
    Usci ben prima di Amiga etc, ed il costo era molto lontano da questo. La sua pecca fu (IMHO) i microdrive che non trasmettevano l’idea della sicurezza, quella falsa tastiera in membrana (ma me piaceva!) e che per il mondo business Sinclair era un nome affiancato ai videogames. HW uscito troppo in fretta, con una CPU che venne criticata perchè voleva solo essere un’idea di un 16/32 bit mentre c’era di meglio (ancora uno z80, con la sua scarsa capacità di indirizzamento?). MA si sarebbe evoluto velocemetne e mantenedo compatibilità e molto altro.
    Non riuscì Amiga a scrollarsi di dosso l’idea del giocattolo, come avrebbe potuto il buon Clive, con la sua bici elettrica?
    Comunque il mio primo PC, col quale finii le vacanze in Inghilterra (era il 1983) e mossi i primi passi nella programmazione. Qualche rimpianto sulla semplicità ormai perduta di quei tempi lontani …

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Massimo
    In effetti nel post, più che dei prodotti, ho voluto occuparmi degli “ultimi battiti” della vera Sinclair. Non mancherò comunque di occuparmi ancora di Sinclair e dello Spectrum.

  • # 11
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ D
    http://www.appuntidigitali.it/1259/il-pc-compatto-che-ricorda-lamiga/

  • # 12
    D
     scrive: 

    Mi sembra un paninazzo quel pc. Forse un quad core è troppo…

  • # 13
    mylordo
     scrive: 

    Hai ragione, mi sono comportato da troll e te ne chiedo scusa, Massimo ha pero’ esposto in maniera egregia quali potevano essere i sugosi dettagli su cui dilungarsi.

  • # 14
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ mylordo
    Vedrai che nei prossimi numeri approfondiremo ulteriormente i temi accennati. Considera questo post come un “antipasto”.

  • # 15
    Massimo
     scrive: 

    wow. Qualcuno mi legge!
    Cmq ci tengo a riportare una imprecisione: il mio primo computer, primo amore, era uno spectrum. QL non lo presi per carenza di pecunia, ma soprattutto all’inizio notai che aveva non poche pecche. Ricordo un numero di Sinclair user che pur parlando bene del primo programma che “sembrava” tirar fuori meraviglie (il tennis) diceva che per la grafica il QL era “To flagging a dead horse”. Quel vocabolo lo imparai ai tempi e non lo scordai più. Poi tastiere italiane con qzerty, ed i numeri con shift obbligatorio mi facevano ricordare troppo le vaccate degli Olivetti (parlo di tastiera!) . Sistema operativo che doveva essere migliorato e non poche versioni che richiedevano eeprom nuove (copiate dall’Inghilterra ma introvabili per le tastiere italiane). Ma una cosa che ai tempi mi bloccava era l’uso dei microdrive. Erano usciti anche i floppy, da 3.5 quando ancora i 5.15 costavano un’inezia e mi dispiaceva spendere troppi soldi (che volete, avevo 20 anni universitario e contavo la moneta nelle tasche). Uscì anche un HDD da ben 5 Gb. Chiamai sino in GB per sapere quando era disponibile ma quel “soon” di risposta non ebbe mai seguito.
    Insomma secondo me un’altra bella macchina mancata, sopratutto per scelte poco lungimiranti e ottuse, improntate solo a colmare vuoti di marcheting. Mi sono sempre chiesto se Amiga si sarebbe diffuso ugualmente, perchè Atari ST, Archimedes col suo ARM (ne ha fatta di strada il suo risc!) erano buone macchine ma Amiga aveva qualcosa di più (mio secondo amore mai scordato). QL uscendo prima ed avendo un’architettura così aperta avrebbe potuto creare qualcosa di meglio perchè primo ed evitarmi un passaggio al “principe dei computer” ?

  • # 16
    Sinclair QL: il computer sbagliato al momento sbagliato - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] aver raccontato delle gesta dello ZX e aver sorvolato sugli ultimi mesi della Sinclair, soffermiamoci quindi sul QL, per analizzarne il fallimento, tanto […]

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