di  -  giovedì 5 febbraio 2009

Game GearIn questi mesi ci siamo occupati, tra le altre cose, dei flop che hanno caratterizzato l’industry in particolar modo durante il decennio tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90. Nella pletora di console uscite in quel periodo abbiamo fatto riferimento anche all’Atari Lynx protagonista senza successo di un’avvincente lotta  (quel poco che è durata) nel segmento handheld cosiddetto o “portatile” come siamo soliti tradurre il termine anglosassone.

Ma anche la Sega, che era insieme a Nintendo la vera dominatrice del mercato, decise di non poter restare a guardare e così nel 1990 fece la sua comparsa il Game Gear.
Tanta era la sua potenza computazionale per l’epoca quanto fu snobbata letteralmente dal mercato. D’altra parte ormai lo abbiamo capito: gli insuccessi, nel bene e nel male fanno parte della storia dei videogiochi.

Solitamente le case produttrici giapponesi facevano debuttare i propri gioielli prima nella madrepatria, non solo per privilegiare i connazionali ma anche perché forti della presenza radicata nel territorio e contando sul fatto che siano più conosciute rispetto ad altri Stati oltreoceano, questo costituisse un’ulteriore spinta e termometro di gradimento del nuovo prodotto presentato.
Il Game Gear in questo senso fu un fallimento già dall’inizio; l’accoglienza per descriverla con un eufemismo fu assolutamente fredda tanto che le unità vendute nella prima settimana furono pare inferiori alle 10 mila. Un dato assolutamente scoraggiante. E la domanda è perché?
Le caratteristiche hardware come abbiamo già scritto erano di tutto rispetto:

  • CPU: Zilog Z-80 8 bit clock 3,58Mhz
  • RAM: 24KB (di cui 16 VRAM)
  • Video: processore dedicato TMS9918 schermo LCD da 3.2″ con risoluzione 160*146 palette da 4096 colori di cui 32 visualizzabili contemporaneamente e 64 sprite
  • Audio: processore dedicato Yamaha YM2413 con 4 canali mono, stereo tramite cuffie
  • Supporto: cartuccia
  • Autonomia: 5 ore dichiarate con un set di batterie (6 AA)

Nonostante la dotazione fosse inferiore per certi versi ai concorrenti Atari Lynx e PC Engine GT, lo schermo, grazie ai 4096 colori, rappresentava un piccolo gioiello tanto che i dirigenti Sega pensarono di sviluppare il famigerato TVTuner che consentiva appunto di beneficiare sulla console dei contenuti proposti dalle televisioni.
Il sottosistema era praticamente la fotocopia del Master System che però era in grado di visualizzare un massimo di 481 colori contemporaneamente, caratteristica che non permetteva di giocare sulla console da salotto i titoli del cugino portatile.

Veniamo quindi alle note dolenti. L’ergonomia era un problema. Con un peso vicino al mezzo chilo (400 grammi per l’esattezza) e dimensioni  in millimetri di 209*111*37 il concetto di portabilità non si sposava granché con quello di comodità.
Naturalmente l’evoluzione del design e la miniaturizzazione la si deve comparare con quell’epoca (quindi quasi vent’anni fa) però le esigenze della domanda sono sempre le stesse e queste vennero decisamente sacrificate per proporre una grafica che fosse superiore alla media.
Un altro fattore determinante nel poco gradimento dell’audience fu l’autonomia. Seppur le ore dichiarate fossero 5 in realtà con un gioco esoso in termini di risorse qual’era per esempio Mortal Kombat (porting del celebre picchiaduro da coin-op) queste si riducevano notevolmente e difficilmente si arrivava alle due ore effettive di utilizzo.
Un terzo motivo fu il costo per l’utente finale. Il prezzo iniziale stabilito era di 149$ contro i 90 circa del Gameboy, mentre in Italia la cifra venne convertita nell’assurdo prezzo di 249 mila lire.
Ma la vera ragione del flop forse annunciato in casa Sega fu la scelta di far uscire la propria console con ben un anno e mezzo di ritardo rispetto al competitor Nintendo (aprile ’89 contro ottobre ’90 per quanto riguarda il mercato giapponese), che, grazie a titoli del calibro di Tetris e Super Mario, aveva decisamente fatto preso nel gradimento del giovane pubblico consumatore di videogiochi.
Non ho citato la soft-teca Sega perché effettivamente era l’unico punto in grado tutto sommato di dire la propria: Sonic, il già citato Mortal Kombat, Streets of Rage, Bubble Bobble erano nomi decisamente di richiamo e che potevano avere una forte presa nella considerazione dei potenziali acquirenti.
Ed in effetti nella competizione “portatile” il Game Gear, il cui supporto finì nel 1997, arrivò secondo facendo registrare una vendita complessiva di 11 milioni di unità; il dato va però sempre confrontato rispetto al contesto e comparato ai 120 milioni del Gameboy, appare davvero poca cosa.
Nel mercato del retrogaming le cose non vanno meglio e edizioni limitate a parte (tra le quali spiccano la Coca Cola Edition, la Virtua Fighter Kids che potete “ammirare” in un commercial giapponese e la White con sole 10000 unità prodotte), il suo costo si aggira intorno ai 40 Euro se ben tenuto e provvisto di scatola.
Povero Game Gear.

22 Commenti »

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  • # 1
    Game Gear: Il piccolo “mostro” Sega non faceva abbastanza paura « RaccoltaBlog
     scrive: 

    […] See the original post:  Game Gear: Il piccolo “mostro” Sega non faceva abbastanza paura […]

  • # 2
    D
     scrive: 

    La console costava uno sproposito ma anche il TV Tuner non era da meno: mi ricordo che lo si trovava a non meno di 199 mila lire dell’epoca. Se non sbaglio c’era anche chi si lamentava della qualità del ricevitore ma non l’ho mai visto funzionare quindi mi astengo.
    Comunque anche avendo i soldi, il problema delle batterie rimaneva sempre insormontabile…

  • # 3
    andrea
     scrive: 

    Il Game Gear non vendette poi così male… ma tecnicamente l’Atari Lynx era su un altro pianeta…

  • # 4
    Plunder
     scrive: 

    Io ho ancora questo dispositivo, sicuramente aveva problemi di durata delle batterie, ma di giochi ce ne stavano davvero tanti e di qualità migliore che del gameboy (secondo me), lo schermo a colori, era una novità non da poco.

    per il tv tuner lo presi dopo qualche tempo al prezzo di 40 mila lire, e non ho mai avuto problemi, a parte quello di prendere rai1 (per via della frequenza che con l’antennina base era imprendibile).

    Il vero problema era il costo davvero elevato, e forse era troppo precoce per quei tempi :D

  • # 5
    Don Luca
     scrive: 

    La mia prima consolle!!! :D

    Ricordo che quando me la regalarono io ero troppo piccolino nn ero capace a giocarci, tant’è che mi mettevo in braccio a mamma e ci giocava lei e io rimanevo a bocca aperta a vedere i livelli del primo Sonic

    Bei tempi… ç_ç
    il game gear era veramente fantastico, aveva giochi nettamente superiori a quelli per game boy ma, come già sottolineato, il tallone d’Achille era l’autonomia.
    Nell’articolo dite che la batteria durava alla peggio 2 ore e mezza… magari!!! a me con 6 alkaline di marca non è mai durato più di un’ora e mezza, tant’è che ci giocavo quasi sempre a casa con l’alimentatore attaccato.
    Ce l’ho tutt’ora bello funzionante e con un boato di giochi, uno più bello dell’altro.

    Mi sa che stasera mi ripasso un pò di vecchie glorie :D

  • # 6
    Symonjfox
     scrive: 

    Io l’ho presa praticamente solo perchè volevo giocarci a Sonic. Infatti, secondo me, il Sonic più difficile a cui abbia mai giocato è SONIC 2 per Game Gear: non hai lo spin dash da fermo e ai boss hai sempre ZERO rings (quindi muori sempre). Non c’era la possibiltà di salvare, quindi ripartivi sempre dal primo schema. Inoltre gli smeraldi del chaos sono nascosti molto bene e non sono mai riuscito a prenderli tutti. In compenso mio cugino era riuscito, premendo all’avvio tutti i tasti (A B START) e facendo dei cerchi con le frecce, ad entrare in un menu nascosto, dove in pratica sceglievi lo schema dove giocare. Ci sono riuscito solo 1 volta e lui sempre….
    Se non ci credete provatelo in qualche emulatore ….

    Quello che pensavo all’epoca, lo penso tuttora: come mai il Game Boy (e qui si parla del PRIMO game boy) che faceva così schifo è riuscito a battere il Game Gear? Aveva TUTTO di più rispetto al GB eppure …

    La tecnologia purtroppo è e sarà sempre così: non è mai il prodotto migliore ad essere il più diffuso.

    Per il discorso autonomia, mi portavo sempre dietro un alimentatore e anche a casa ci giocavo così. Inutile dire che

  • # 7
    D
     scrive: 

    “Per il discorso autonomia, mi portavo sempre dietro un alimentatore e anche a casa ci giocavo così.”

    Il problema non è quando ci giocavi a casa ma in giro. Ti portavi dietro la prolunga ? Uno zaino di alcaline (tra l’altro a quei tempi molto molto care) ? Batterie al litio non se ne trovavano ancora e le ricaricabili erano delle barzellette (a dire il vero come amperaggi lo sono ancora adesso, salvo spendere autentici salassi).
    A quei tempi il discorso ruotava solamente intorno al concetto di portabilità ed un affare malamente trasportabile e gestibile non poteva avere chance.

  • # 8
    eric
     scrive: 

    anch’io ho avuto questa console e per il problema delle pile c’era la batteria che collegavi nello slot delle pile e si caricava e quindi non c’era nemmeno bisogno di comprare costantemente batterie che costavano e costano ancora tanto!!!

  • # 9
    Majinga
     scrive: 

    Lo conservo ancora dentro la scatola originale, purtroppo non funziona più, però è sempre un cimelio.
    Ho ancora dei giochi originali, tra cui proprio Sonic 2 e DonaldDuck.
    Ho anche l’adattatore per i giochi del Master System, tra adattatore e cartuccia il GG a mezzo chilo ci arriva tranquillamente.

    @ 6
    Da quello che ricordo io, il trucco era A+B+START da tenere premuti quando Sonic e Tails entrano nel centro dello schermo, poi rotazione in senso orario fino a sentire la campanella.

  • # 10
    MaitiGion
     scrive: 

    Sniff… :-(
    Girate il coltello in una piaga mai chiusa!

    Io ricordo che per averlo ci spesi tutti i soldi dei regali per la comunione…. mi pare 350000 lire compreso Sonic… una cartuccia costava quasi 100000 lire (85 mi pare) che per me erano uno sproposito… però rispetto al Game Boy era un altro pianeta.
    Dopo il Commodore 64 è stata la mia prima console, e facevo schiattare d’invidia gli amici col Game Boy che però ci giocavano sempre, senza doversi portare l’alimentatore anche al bagno :-).

    Vorrei ricordare:
    – Sonic 1 e 2 (meravigliosi)
    – Donald Duck (aveva una grafica bellissima anche se lo finii dopo un paio d’ore che l’avevo acquistato)
    – Ax Battler (un gioco d’avventura alla Zelda, molto difficile, che tra l’altro permetteva se non sbaglio di ricominciare dall’ultimo livello grazie ad alcuni codici, e aveva anche alcuni aspetti da RPG tipo possibilità di imparare nuove mosse e magie)
    – Fatal Fury Special (picchiaduro che non faceva rimpiangere Street Fighter)

    Altri non me ne vengono in mente ora…. però l’ho veramente amata tantissimo quella macchinetta!
    Aaaah la console war SEGA vs Nintendo…! Altri tempi!
    :-)

    P.S: L’Atari Linx era MERAVIGLIOSO! Però mi pare di ricordare che fosse grande quanto uno scaldabagno!

  • # 11
    emanuele83
     scrive: 

    Eh si, eh si, proprio un cimelio, la mia prima console:
    ricordoc he litigai con mio padre per potermela comprare, spesi tutti i soldi raccimolati in un paio di anni :D

    avevo le pile ricaricabili, che aggiungevano un peso mondiale all’apparato, ma il tv tuner era fuori dalle mie capacità economiche :(

    Una sola nota tecnica: Non credo proprio che il display fosse lcd. Smontai il mio game gear, prima di venderlo (ad un prezzo ridicolo) per comprarmi la PS1 e ricordo chiaramente lo schermo posteriore che dichiarava di non toccarlo con le mani a causa dell’alta tensione. non chiedetemi come e dove fossero le piastrine di deflessione del fascio elettronico, ma questi giappi ne facevano di tutti i colori :D :D :D

  • # 12
    D
     scrive: 

    “on chiedetemi come e dove fossero le piastrine di deflessione del fascio elettronico, ma questi giappi ne facevano di tutti i colori :D :D :D”

    Mavvà quella era ironia !
    I giappi lo sapevano fin dal principio che chi giocava con il game gear l’avrebbe fatto attraverso un trasformatore quindi mettevano gli avvertimenti per l’alta tensione anche quando non passavano più di 5V…
    (poi può anche essere che per risparmiare avessero segato qualche circuito di protezione interno…)

  • # 13
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x Don Luca

    Leggi bene ;) Ho scritto “difficilmente si arrivava alle due ore effettive di utilizzo.”
    In effetti all’inizio volevo scrivere tra l’una e le due ore ma sarebbe stato troppo ampio come spettro, un’ora e mezza non mi piaceva così sono andato sul sicuro perché ad esempio con Mortal Kombat mi ricordavo piuttosto bene come già l’ora e mezza fosse difficile da raggiungere.

    x MaitiGion

    Se cliccate sulla parola soft-teca vi si aprirà la lista dei giochi pubblicati su Wikipedia.
    I titoli, alcuni citati nell’articolo, altri ancora proprio da voi non mancavano.
    I lati negativi però erano davvero molti e forse la tecnologia da questo punto di vista non era ancora matura per poter coniugare determinate caratteristiche e quindi ne è uscito un prodotto probabilmente troppo in anticipo rispetto ai tempi.
    Perché lo stesso discorso l’abbiamo fatto anche per le altre console portatili viste finora.
    Il Game Gear se non altro come design era accettabile, il Lynx almeno secondo me era davvero osceno oltre che scomodo.

    x Emanuele83

    sì era LCD. Liquid Crystal Display ;) chiaramente si tratta di un prodotto di circa vent’anni fa con tutti i limiti del caso. Forse hai associato l’acronimo a TFT (che è appunto un tipo di LCD o meglio una tecnologia applicata a questo tipo di schermi)

  • # 14
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Per completare la risposta sullo schermo, mi sono dimenticato di dire che sì la tecnologia era LCD ma l’uscita era proprietaria (non il classico composito) per cui potrebbe essere questo il motivo del particolare schema elettronico che hai notato.
    Ovviamente ipotizzo dato che non ne ho mai aperto uno :)

  • # 15
    D
     scrive: 

    “il Lynx almeno secondo me era davvero osceno oltre che scomodo.”

    Però è stata la console più democratica di tutti i tempi: poteva essere usata comodamente perfino dai mancini

  • # 16
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Senz’altro. Ma sia i mancini sia i destri comprano prodotti che siano appetibili anche dal punto di vista estetico e il Lynx non lo era.
    D’altra parte le sole 500 mila unità vendute sono lì in parte a testimoniarlo.

  • # 17
    Benedetto
     scrive: 

    Con il secondo modello, Atari aveva migliorato il design del Lynx. Ciò non toglie che la totale penuria di giochi l’ha affossato completamente.
    Avevo California Games, in bundle con la console. Ma, almeno qui a Firenze, i giochi non si trovavano proprio.

    Al Game Gear ho sempre invidiato Ax Battler, spin-off di Golden Axe. Per il resto, la maggior parte dei giochi erano porting del Master System e quindi …fuffa.

  • # 18
    Il Nintendo Game Boy compie 20 anni - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] il Game Boy. Sega, NEC e Atari avevano in cantiere una propria versione di dispositivi portatili (Game Gear, PC Engine GT e Lynx) e tutti si erano focalizzati sullo schermo a colori e funzionalità che […]

  • # 19
    matteo game
     scrive: 

    nn è vero ke il game gear fa skifo è bellissimo infatti ci gioko ancora mo!mai sia dite di nuovo ke fa skifo la sega ebbe un grande successo!nn provateci mai piu

  • # 20
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    ma che facesse schifo non l’ha mai scritto nessuno abbi pazienza, rileggi i commenti.
    Sono stati espressi i lati negativi per altro indiscutibili visto che le vendite ed i numeri sono documentati.
    E probabilmente così come il Lynx e il PCE GT, erano bei prodotti ma tecnologicamente usciti troppo presto.

  • # 21
    Gianluca
     scrive: 

    Console sfortunata e di difficile collocazione: voleva recitare la parte del leone rispetto al game boy, e fin qui riusciva nell’intento (almeno come specifiche): ma poi veniva surclassata dal Lynx, che aveva diversi vcavalli in più nel motore.
    Ottimo articolo dell’autore, che però ha omesso di dire che la softeca era ampliata da quella del master System, previo acquisto dell’adattatore apposito.

  • # 22
    vale
     scrive: 

    Povero GeamGear mica tanto, infatti non fu un vero flop commerciale, ne furono venduti più 11 milioni di esemplari, il punto è che Gamboy costava meno e anche i giochi costavano meno, GameGear era meno conosciuto e arrivò dopo la console portatile di Ninntendo.
    Tuttavia i giochi erano di un altro pianeta, Sega avava davvero i giochi migliori in quel periodo. La console era di una qualità elevatissima, il mio dopo 18 anni funziona ancor benone, ed è stato usato per almeno 10 anni intensamente.

    Dati tecnici:
    CPU: Zilog Z80 (8-bit a 3.6 MHz)
    CPU video: custom TMS9918 (8-bit)
    RAM: 8 KByte
    RAM video: 16 KByte
    Risoluzione video: 160×146 (3,2″) a 32 colori scelti tra 4096 disponibili
    Audio: 3 canali tonali + 1 canale rumore bianco
    Interruttore On/Off
    Presa Alimentatore Min 9V /12V 750mah / 1A
    Slot per Cartucce Proprietarie
    Porta di Espansione
    Jack Cuffia 3,5″”
    Rotella regolazione Volume

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