di  -  lunedì 28 gennaio 2013

Anche quest’oggi proseguiamo con la serie sul volo supersonico, spostandoci però temporalmente negli anni ’80 ed andando a parlare di un aereo che in realtà, supersonico non è, ma per la sfida tecnologica che ha rappresentato merita a pieno titolo di entrare a fare parte di questa rassegna (con un titolo che si discosta da quelli del resto della serie, ma che può venire sottotitolato “Volo supersonico tra interessi militari e civili – dagli Anni ’80 ai tempi moderni – 1a parte”), e da questi spostarci con le prossime puntate fino ai giorni nostri, in un’ultima carrellata riguardante gli aerei per certi versi più significativi di questo periodo, così come fatto fino a questo momento.

Poiché idealmente è stato seguito un filo conduttore cronologico, anche all’interno di questo ampio periodo di tempo, cercheremo di mantenere il più possibile tale criterio.

UN INVISIBILE E “SENZA SPERANZA” DIAMANTE VOLANTE

L’esperienza sul campo di battaglia maturata negli anni ’70 da parte degli USA evidenziava come, davanti al continuo miglioramento dei sistemi di rilevazione e contraerea, l’aeronautica stava trasformandosi in uno strumento offensivo sempre più vulnerabile, al punto che anche gli studi compiuti su un’ipotetico scontro tra USA ed URSS evidenziavano che, nonostante la superiorità militare dei primi, le forze aeree avrebbero dovuto sostenere una decimazione in breve tempo a causa dell’imponente apparato missilistico Sovietico.

A questo punto la Difesa Statunitense cercò di affrontare il problema commissionando uno studio, denominato XST (eXperimental Survival Testbed) alle principali aziende aeronautiche USA, sulla possibilità di definire la traccia minima rilevabile dai radar e studiare se era possibile sviluppare un velivolo al di sotto di tale soglia.

La aziende partecipanti a questo progetto furono le ben note  McDonnell Douglas, General Dynamics, NorthropFairchild e Grumman, stranamente senza la presenza della Lockheed, ideatrice di tutta una serie di aerei piuttosto particolari (e che in parte abbiamo già visto) e che già aveva lavorato parecchio sulla riduzione della traccia radar dei velivoli con i velivoli della “famiglia Blackbird“.

Le motivazioni all’origine di questa esclusione andava ricercata nella crisi e negli scandali che stavano coinvolgendo l’azienda in varie parti del mondo, compresa l’Italia, noto come “Scandalo Lockheed“, ma nonostante tutto fu proprio quest’ultima azienda, coinvolta solo in un secondo momento, a fornire le risposte che la Difesa USA voleva, ed ancora una volta furono i celebri Skunk Works i protagonisti della scena.

Di tutte le aziende coinvolte (prima della Lockheed) solo due furono in grado di presentare risposte convincenti, la McDonnell Douglas e la Northrop, alle quali si aggiunse la Lockheed come precedentemente detto, e queste tre aziende passarono alla seconda fase, consistente nella realizzazione di un progetto di velivolo in grado di volare.

In questa fase si assistette alla rinuncia da parte di McDonnell Douglas, lasciando così il campo libero alla Northrop ed alla Lockheed, la cui competizione in questo progetto portò risultati interessanti per entrambe.

Questa seconda fase era di fatto suddivisa in due parti, una prima dedicata alla realizzazione di un modello in scala naturale sul quale effettuare le misurazioni della traccia radar, e la seconda riguardante il velivolo vero e proprio, sul quale effettuare i test in volo.

Le problematiche affrontate dai due contendenti avevano portato la Lockheed (con un progetto denominato Have Blue) allo sviluppo di un velivolo caratterizzato dalla forma di un diamante, con facce spigolose e di un aspetto che ispirava di tutto, ma di sicuro non fiducia nelle sue capacità di volare, ma nonostante ciò, grazie anche alla tecnologia di controllo allora disponibile, fu possibile sviluppare un sistema automatico in grado di gestire le poche superfici mobili dell’aereo in modo da mantenere sempre un assetto adeguato al volo, assetto che, in assenza di tali sistemi automatici, non sarebbe stato assolutamente possibile.

Per tale motivo venne da molti ribattezzato, prima che fosse in grado di volare, “Hopeless Diamond – Diamante senza Speranza“, a riprova dello scetticismo (o forse della scaramanzia) dei tecnici che lo stavano sviluppando (a tale riguardo è nota una scommessa tra lo storico progettista ed ex capo degli Skunk Works, oramai ritiratosi, Clarence “Kelly” Johnson e l’allora capo degli stessi uffici Ben Rich, riguardo la reale traccia radio dell’aereo e sulla successiva possibilità che fosse in grado di volare… scommessa persa da Johnson).

La necessità di un sistema automatico di gestione dell’assetto rese inutile l’adozione di un sistema di backup manuale dei sistemi di controllo di volo, dal momento che nessun pilota sarebbe stato in grado di governarlo, optando per una ridondanza quadrupla dei sistemi elettronici.

Per quanto riguarda la Northrop, nonostante fosse stata sconfitta nella competizione per quello che sarebbe stato l’aereo Stealth di riferimento per il futuro, essa si vide coinvolta, grazie alla bontà delle soluzioni presentate, in un nuovo progetto che portò successivamente alla nascita di un famoso bombardiere Stealth, del quale parleremo in un successivo post.

IL DIAMANTE DIMOSTRA LE SUE POTENZIALITA’ – LOCKHEED F-117

L’esito positivo (sebbene funestato da vari incidenti) dei test di volo portò le autorità USA a commissionare alla Lockheed due progetti basati sulle caratteristiche di Have Blue, uno solo dei quali vide effettivamente la luce.

I due progetti erano denominati rispettivamente ATA-A ed ATA-B, e si differenziavano principalmente riguardo autonomia e carico bellico, in particolare ATA-B (poi abbandonato) richiedeva lo sviluppo di un vero e proprio bombardiere biposto a lungo raggio con una capacità di carico bellico di tutto rispetto (circa 4500 kg), ma le difficoltà insite ne progetto ne portarono all’annullamento ed alla concentrazione delle attività sul progetto ATA-A.

Tutti questi avvenimenti avvennero nella seconda metà degli anni’70, al termine dei quali la Lockheed era prossima alla realizzazione del proprio velivolo, aereo che venne chiamato F-117 “Nighthawk”, il cui primo volo si tenne il 18 Giugno 1981, due anni prima dell’entrata effettiva in servizio 15 Ottobre 1983.

f-117-nighthawk-cruising

(F-117 “Nighthawk in volo)

f-117-nighthawk

(F-117 “Nighthawk al suolo)

F-117ckp

(F-117 “Nighthawk – cockpit)

Esaminando le prestazioni di tale aereo verrebbe da pensare che non si tratti di un velivolo particolarmente pericoloso, essendo limitato nella velocità a solo 0.92 Mach, senza significative prestazioni in termini di manovrabilità e difesa in caso di combattimento aereo, ma la realtà è differente e richiede che se ne analizzino le caratteristiche in funzione del ruolo (e delle conseguenti condizioni operative) che lo caratterizzano.

Nato come aereo monoposto da attacco al suolo, dotato di un’autonomia di 1720 km ed una tangenza di 20.000 m, oltre ad un carico bellico di 2260 kg (contenuto interamente all’interno di due stive, sempre al fine di minimizzare la traccia rilevabile dai radar), il Nighthawk era un velivolo in grado di sorvolare il bersaglio ad alta quota e scaricare il proprio carico offensivo con una bassissima possibilità di venire rilevato, grazie ad una traccia radar paragonabile a quella di un cuscinetto a sfera.

Per ottenere una traccia radar così ridotta si ricorse, oltre alla forma sfaccettata ed alle vernici radar assorbenti, anche all’eliminazione di tutti quei dispositivi che in qualche modo potevano generare dei segnali facilmente rilevabili dai radar avversari, eliminazione che, ad esempio, faceva in modo che il sistema di puntamento adoperato si basasse su un sistema termografico per l’acquisizione dei bersagli con puntamento laser degli obiettivi, pertanto senza l’impiego di alcun sistema radar.

Per quanto riguarda i motori veniva impiegata una coppia di turboventole General Electric F404-GE-F1D2 sprovviste di post bruciatore (in modo da ridurre la visibilità all’infrarosso), collocate in modo da minimizzare la visibilità dello scarico anche grazie anche ad una griglia posizionata nella sezione di terminale dei vani motori.

F-117 -U.S.Air Force-Fairford 2007

(F-117 “Nighthawk al suolo – vista posteriore)

f-117

(F-117 “Nighthawk in volo – è visibile la griglia di scarico del motore destro)

Proprio queste caratteristiche lo hanno reso un perno del sistema offensivo USA in vari scenari di guerra (Panama, ma soprattutto Kosovo, Afganistan ed Iraq) fino all’uscita di servizio nel 2008, subendo un solo abbattimento da parte della contraerea Jugoslava.

f117___4

(F-117 “Nighthawk durante un’azione di attacco al suolo)

L’F-117 è stato tanto inusuale nell’aspetto quanto segreto, infatti solo nel 1988 gli Stati Uniti rivelarono la sua esistenza, ed ancora oggi non sono noti tutti i dettagli tecnici, soprattutto riguardo i dispositivi di bordo per l’individuazione di eventuali minacce.

Tale mistero ed inusualità ha reso abbastanza celebre il velivolo anche al cinema e nei videogames, sebbene in certi casi abbia rivestito un ruolo che poco aveva a che fare con le sue effettive caratteristiche.

Augurandomi che anche questo post sia stato gradito per i contenuti e per il protagonista trattato, vi rinnovo l’appuntamento a lunedì prossimo, sempre su AppuntiDigitali, sempre con la rubrica Energia e Futuro.

14 Commenti »

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  • # 1
    Alex
     scrive: 

    Anche i Russi hanno sviluppato in tempi più recenti veicoli non rilevabili dai radar giusto? Avevo letto che avevano sviluppato una tecnologia che si adattava a qualunque veicolo. E’ una bufala o cosa?

  • # 2
    Leo
     scrive: 

    Una curiosità che avevo letto anni fa su un libro (credo di Bill Gunston). L’aspetto sfaccettato del F-117 (o “Wobblin’ Goblin” come lo chiamano per l’instabilità a basse velocità) è dovuto al fatto che i calcolatori di allora non erano in grado di calcolare tutte le iterazioni dei riflessi radar su superfici curce. Non so quanto sia vero però è credibile.

  • # 3
    robweb
     scrive: 

    “Anche quest’oggi proseguiamo con la serie sul volo supersonico” perché poi nell’articolo si parla di velivolo subsonico?

  • # 4
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Alex

    Onestamente non saprei, dovrei fare qualche ricerca ma non ho informazioni attendibili a riguardo (sebbene sia plausibile che ci pensassero e che magari avessero fatto qualche esperimento)

    @Leo

    In effetti lo studio che c’è alla base è abbastanza complesso, in rete si trova una trattazione ben più ampia su questo fronte, con gli articoli scientifici di riferimento sui principi alla base di tutto ciò, ma onestamente non saprei confermare quella teoria

    @robweb

    hai ragione e chiedo scusa… l’F-117 è un aereo così atipico che ho trovato naturale inserirlo nella serie, senza nemmeno pensare che supersonico non è… c’è da dire che il titolo del post era differente e seguiva quella precedentemente utilizzata, e quella parte del testo è rimasta come residuo del titolo… appena ho un minuto aggiungo qualche precisazione nel corpo del post

  • # 5
    K. Wild
     scrive: 

    Fine anni ’80…il “caccia invisibile” era qualcosa di mitologico e veniva chiamato F-19 (chi non ricorda Project Stealth Fighter della mitca Microprose?).
    Pensare che quello che una volta era considerato fantascienza sia ormai obsoleto fa riflettere sul tempo che fugge inesorabilmente…retrofuturismo.
    Il futuro è passato.

  • # 6
    overnoise
     scrive: 

    Haha!

    Da semplice appassionato vi dico, ma secondo voi, quando la contraerea intercetta un oggetto delle dimensioni di un volatile, ma che viaggia a 900 km/h, che cosa penserà mai possa essere? Un piccione palestrato?

    I Russi hanno fatto bene a non cimentarsi più di tanto nello sviluppo delle attuali tecnologie di stealth. Hanno evitato di buttare una valanga di soldi inseguendo una chimera.

    Puro marketing…

  • # 7
    Mede
     scrive: 

    @ overnoise #6

    lol, ma secondo te i russi passano il tempo a intercettare i piccioni? è chiaro che il progetto era tenuto segreto perché i radar erano tarati per una precisione minore per evitare i disturbi che avrebbero confuso qualunque operatore. ovviamente con l’avvento dei computer la situazione può essere cambiata, ma c’è ancora un interesse per le soluzioni stealth, anche se non ho capito quanto davvero i caccia moderni compreso il PAK-FA lo siano.
    probabilmente da lontano hanno una traccia più bassa, questo sarà tutto.

    per l’f117 difficile parlare di marketing visto che non è che lo vendessero al supermercato lol.

    comunque è durato molto poco rispetto agli altri caccia. penso che per la totale mancanza di compromessi avesse delle caratteristiche di volo un po’ ridicole ed era poco versatile. comunque è stata una parentesi ne hanno fatti 60 in tutto

  • # 8
    overnoise
     scrive: 

    @Mede

    Innanzitutto stai calma, non siamo qui per tirarci addosso le verdure (come purtroppo si fa in molti forum per adolescenti).

    Gli stessi Americani hanno affermato che l’attuale tecnologia stealth riesce solo a “ritardare” un po’ l’intercettazione del velivolo. Questo ritardo si sta assottigliando sempre di più grazie al più veloce avanzamento tecnologico dei sistemi radar/satellite rispetto alle tecnologie stealth.

    La tua affermazione “i radar erano tarati per una precisione minore per evitare i disturbi” mi sa tanto di una tua fantasia, per favore evita… Non si tratta di intercettazioni a livello di dimensioni ma soprattutto di VELOCITA’.

    Il PAK-FA è solo lievemente stealth a livello di design. Questo perchè come accennato prima, i progettisti Russi hanno constatato che anche se mai si riuscisse ad ottenere l’ideale invisibilità radar del 100%, rimane il problema della traccia infrarossa dei motori a getto (rilevabile perfino dai satelliti, in tempo reale).

    Per quanto riguarda il “marketing”, non c’entra nulla il 117 in se. E’ la stessa tecnologia stealth degli americani ad essere puro marketing. L’F-35, possiede caratteristiche stealth, e gli USA puntano anche su questa peculiarità per promuoverne l’acquisto ad un costo così alto…

  • # 9
    ares17
     scrive: 

    La tecnologia stealth è utile oramai solo nell’ingaggio aereo.
    La triangolazione infrarossi, velocità è tale che un caccia (f117 è un bombardiere però) viene intercettato quasi subito dalle postazioni terrestri (cerco, se c’è la copertura di 3 sistemi radar non c’è storia per l’aereo).
    In un’intercettazione aerea invece la visibilità radar ad oggi avviene entro i 20 km di distanza (su buone approssimazione), mentre generalmente i missili aria-aria vengono lanciati da circa 35 km di distanza (con una gittata che arrivano anche a 180 km).
    Con queste premesse potete ben capire perchè l’f117 sia stato un vero fiasco:
    Scarsa capicità di penetrare in territorio ostile,
    scarsa capacità di disimpegno in caso di combattimento aereo,
    bassa velocità per uscire dal territorio ostile.
    Se ci soffermiamo sull’F22 si capisce come quest’aereo non ha nulla in comune con l’f117:
    elevata manovrabilità, volo supersonico e supercrociera, inferiore capacità stealth rispetto all’f117, ma più che sufficente per il disimpegno in duello aereo, sistemi d’arma ottimizzati per la difesa aerea.

  • # 10
    Mede
     scrive: 

    @ overnoise

    non mi sono scaldato e non volevo aggredire, mi faceva sorridere. ;)

    ad ogni modo mi riesce facile pensare che ci siano dei modi tecnologici per rilevare un’aereo anche se stealth, il problema è che questa tecnologia non è facile possederla per chiunque. se parliamo di triangolazione radar quando per esempio in italia spengiamo volentieri l’unico radar attivo appena c’è una battaglia aerea… è facile capire come nel 99% dei casi l’aereo risulta utilizzabile in sicurezza negli scenari bellici reali. se poi gli usa devono fare una guerra con una nazione piccola e molto tecnologica è diverso. ma c’è anche da considerare che quello che avviene nei primi istanti del conflitto è proprio quello di colpire tutti gli obiettivi radar per spengere gli occhi della contraerea. triangolare potrebbe non essere così semplice il giorno dopo.

    sinceramente gli infrarossi dal satellite mi sembra una cosa da xfiles. ma se quand’è caduto l’airbus nell’atlantico ci hanno messo mesi per trovarlo… penso proprio che parliamo al massimo di 2 nazioni che potrebbero avere una tecnologia del genere e potrebbe essere usata solo se già si conosce la posizione del velivolo e solo se la posizione del satellite è compatibile in quel momento. sinceramente dubito fortemente che il satellite possa eventualmente guidare un missile in tempo reale su un velivolo e comunque sempre parliamo di quali paesi oltre a USA?

    riguardo al disimpegno, che io sappia è sempre e solo stato usato di notte, ora io credo che di notte un dogfight non si fa comunque, certo l’aereo difficilmente può scappare vista la lentezza. ma è anche vero che l’unico modo per essere rivelato è la traccia radar e infrarosso a brevissima distanza, visto che comunque anche gli scarichi erano mascherati per ridurne al minimo la tracciabilità di proposito.

    probabilmente l’aereo non era poi così stealth e questo ne ha decretato la fine, dato che il resto delle specifiche erano troppo scarse e l’aereo risultava per nulla versatile. evidentemente per loro non aveva senso avere 2 f117 per penetrare e colpire e 2 f22 a fornire appoggio per esempio. e l’unica cosa che mi sembra sensata è pensare che l’aereo fosse stealth talmente marginalmente che alla fine conviene avere solo il raptor.

    non so poi che intendi per marketing, per me significa pubblicità, cercare di vendere qualcosa, e gli americani non mi parevano così ansiosi di vendere questa tecnologia. e non mi pare nemmeno tanto facile fregare tutto il mondo spingendolo a realizzare soluzioni simili se non sono interessanti. Cinesi e russi stanno copiando l’attuale generazione sotto questo profilo, non penso siano così fessi.

  • # 11
    ares17
     scrive: 

    @mode
    sinceramente gli infrarossi dal satellite mi sembra una cosa da xfiles. ma se quand’è caduto l’airbus nell’atlantico ci hanno messo mesi per trovarlo… penso proprio che parliamo al massimo di 2 nazioni che potrebbero avere una tecnologia del genere e potrebbe essere usata solo se già si conosce la posizione del velivolo e solo se la posizione del satellite è compatibile in quel momento. sinceramente dubito fortemente che il satellite possa eventualmente guidare un missile in tempo reale su un velivolo e comunque sempre parliamo di quali paesi oltre a USA?

    riguardo al disimpegno, che io sappia è sempre e solo stato usato di notte, ora io credo che di notte un dogfight non si fa comunque, certo l’aereo difficilmente può scappare vista la lentezza. ma è anche vero che l’unico modo per essere rivelato è la traccia radar e infrarosso a brevissima distanza, visto che comunque anche gli scarichi erano mascherati per ridurne al minimo la tracciabilità di proposito.

    probabilmente l’aereo non era poi così stealth e questo ne ha decretato la fine, dato che il resto delle specifiche erano troppo scarse e l’aereo risultava per nulla versatile. evidentemente per loro non aveva senso avere 2 f117 per penetrare e colpire e 2 f22 a fornire appoggio per esempio. e l’unica cosa che mi sembra sensata è pensare che l’aereo fosse stealth talmente marginalmente che alla fine conviene avere solo il raptor.

    La prima cosa che avviene in caso di attacco è la cosidetta guerra elettronica:
    Si cerca di arrecare più danni possibili ai sistemi di comunicazione, praticamente si recide la testa dagli arti.
    In seconda battuta si possono utilizzare più opzioni, delle quali la più frequente è colpire i centri radar fissi e i mobili rilevati, gli aereoporti e i depositi armi- carburante, con missili a media e lunga gittata.
    Solo nella terza fase si sferra un attacco aereo.
    I radar militari non operano solo in frequenza, ma misurano anche il differenziale di massa ed elettromagnetico (e la capacità stealth copre solo la prima, in misura minore le altre due).
    Ad oggi i radar sono più precisi che in passato grazie al software (se prima un piccione che viggiava a 800 kmh era considerato un segnale spurio adesso non più).
    Le intercettazioni notturne con i moderni sistemi di rilevamento non solo un problema, e l’f117 era un bersaglio relativamente facile (quello abbattuto nella ex Jugoslavia si presume lo sia stato da un missile terra-aria da spalla).
    L’F22 nella sua prima implementazione è un caccia (praticamente l’avionica ed i sistemi d’arma sono stati prima allestiti per la superiorità aerea), ma il progetto è quello di un aereo capace di colpire anche bersagli a terra e di poter trasportare praticamente ogni tipo di armamento.
    In definitiva l’F22 sostituisce l’F15 per la superiorità aerea e l’F117 per l’attacco al suolo.

  • # 12
    overnoise
     scrive: 

    @Mede

    Ciao,

    ares17 ha già detto quasi tutto… ;-)

    Comunque, ai fini della conversazione aggiungo:

    Per quanto riguarda l’Airbus nell’oceano, li il problema non era sapere dov’era quand’era in volo, bensì trovarlo quando è in acqua e con le componenti pesanti (e calde), i motori, inabissati a migliaia di metri (e si saranno raffreddati in minuti…).

    Per quanto riguarda il “marketing”, la tua concezione di esso è perfetta. Il problema è proprio questo, e non lo è certo per le varie forze militari, da sempre ben felici di ricevere nuovi giocattoli con cui passare il tempo…

    L’unico problema delle forze militari presenti in paesi democratici (o almeno repubblicani) è che i soldini per acquistare i nuovi giocattoli se li devono far dare dai cittadini (nei “regimi” invece, non se li fanno dare, se li prendono e basta).

    Un modo “elegante” per tenere buoni i poveri cittadini, è giustificare la spesa per certi “armamenti” come cosa assolutamente necessaria, dati gli innumerevoli vantaggi che questo porterebbe alla nazione, in termini di immagine, politica, sicurezza, ecc. ecc.

    Il venditore, può permettersi di vendere il proprio prodotto ad alto prezzo, o quantomeno di essere preferito ad altri contendenti perchè offre una (presunta) super tecnologia che rende tutti gli altri già perdenti sulla carta.

    Per farvi un esempio pratico, basta far riferimento a quel bussolotto dell’F-104, che paesi come Germania e Italia (tra i tanti) hanno acquistato al posto ad esempio dei Mirage (di gran lunga migliori sotto qualsiasi punto di vista). Lo scandalo Lockheed.

  • # 13
    Mede
     scrive: 

    qui più che di marketing parlerei di propaganda… e quella vera :facepalm:

    Qaher-313:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Qaher-313#cite_note-Lenziran_2013-02-02-6

  • # 14
    Elleby
     scrive: 

    Rintracciare un singolo aereoplano con un satellite è teoricamente fattibile, praticamente nessuna nazione utilizza questo metodo per svariati motivi (tra cui il costo di avere satelliti e la fragilità dei link di connessione). E’ anche teoricamente possibile intercettare un’oggetto molto piccolo che viaggia a forte velocità, ma anche lì vi sono problematiche molte grandi (sensibilità degli apparati di rilevamento alle tecniche ECM, per dirne una), per cui si, un gigantesco B-2 che vola a 900 km/h riesce a penetrare qualsiasi difesa.
    Triangolare con sensori infrarossi è inutile, a differenza di quanto avviene coi radar. Anche perché è possibile ridurre moltissimo la traccia infrarossa degli scarichi di coda, ergo è inutile cercare con un seeker IR la parte posteriore di un caccia a grandi distanze. Un problema dei caccia moderni stealth è che muovendosi ad alta velocità, la superficie esterna dell’aereo per l’attrito dell’aria si riscalda e tecnicamente questo è ancora un problema irrisolto. Questo ha portato a speculazioni su quanto un sensore ad infrarossi di moderna concezione, puntato su aeree ristrette riesca ad intercettare un aereo tipo l’F-22, ma non vi sono dati certi al riguardo.
    Triangolare con i radar contro un aereo stealth è utile se l’aereo possiede limitate capacità stealth come sembra essere il T-50. Se invece la sua RCS frontale è uguale a quella laterale, l’eco radar continuerà ad essere troppo poco per agganciare il bersaglio. Un aereo stealth è costruito per penetrare in una difesa aerea moderna, dove sicuramente verrà illuminato da anche più di tre radar coordinati fra loro.
    La parola stealth è fuorviante, come si è detto non esiste nessun aereoplano che è totalmente invisibile. Il concetto di un aereo stealth non è arrivare invisibile, ma avvicinarsi quel tanto che basta senza essere intercettato per poter utilizzare le proprie armi di bordo. A quel punto, anche se viene rilevato, per il bersaglio è troppo tardi.
    I Russi hanno studiato la tecnologia stealth, vedi dimostratore Mig 1.44, che era un passo nello sviluppare qualcosa di analogo al F-22, oltre a soluzione teoriche molto avanzate tipo sfruttare la tecnologia del plasma. A causa della caduta dell’URSS non ci furono più i fondi necessari e tutt’oggi non ci sono nella misura necessaria. Quindi lo sviluppo della tecnologia stealth in Russia è indietro rispetto a quello che l’USA è riuscito a portare avanti ma non è inesistente come qualcuno ha riportato, nè tantomente viene giudicato poco conveniente. Tant’è che sui forum e riviste specializzate si discute molto di quanto le dichiarazione di Sukhoi e generali russi siano effettivamente vere sull’invisibilità del T-50, sicuramente di base ne ha. La Russia continua tutt’oggi a cercare di colmare il gap con l’USA, ma non vi sono prove certe di quanto divario ci sia ed in che misura si sia ridotto.
    L’esigenza di avere la tecnologia stealth continua ad esistere, considerando che:
    – gli ingaggi aerei sempre di più avvengono nel cosidetto BRV, cioè oltre il limite dei 60 chilometri, a queste distanze c’è ancora la possibilità di eludere i sensori;
    – grazie alla tecnologia russa, un paese privo di grandi risorse tecnologiche ma ricco di grande risorse primarie tipo l’Iran può permettersi un sistema di difesa contro cui è suicida utilizzare aerei convenzionali se impiegato correttamente;
    La tecnologia stealth continua comunque ad avere un suo perché ed è il motivo per cui i progetti principali di aereoplani senza pilota, vedi programma nEUROn Dassault e programma J-UCAS, vertono proprio sull’utilizzo di tale tecnologia per amplificare l’efficacia delle unite robotiche del futuro. Anche Israele, vista l’impossibilità economica di sviluppare tecnologia stealth indigena e l’impossibilità politica di acquistare quella USA sta pensando di optare su nugoli di droni stealth da utilizzare per saturare le difese aeree. Russia, India, Iran, Cina lavorano su UCAV stealth. Giappone, Cina, India, Turchia e Corea portano avanti progetti di caccia guidati da umani stealth. Molti di questi paesi ed altri ancora optano/opteranno per caccia di quinta generazione (F-35, T-50, J-20, J-30) con capacità stealth limitate. Questi paesi puntano sulla tecnologia non perché fa figo dire stealth, è perché al giorno d’oggi l’integrazione di tecnologia stealth è vitale per diminuire le perdite.
    L’F-35 non è un aereo stealth, ma un aereo a bassa osservabilità, non ha assolutamente le stesse veilleità del F-22 in tale ambito. Sulle riviste specialistiche questo è un fatto noto. Sulla stampa generalistica invece pare che l’F-35 venga venduto come sostituto del F-22.
    I vantaggi di un aereo di quinta generazione con limitata capacità stealth contro un aereo stealth non sono tecniche, quanto politiche. Nella fattispecie:
    – quando è stata creata la tecnologia stealth non c’erano i tagli al bilancio figli dei tempi moderni ergo non si badava troppo ai costi, per cui al giorno d’oggi politicamente vi sono ostacoli nel suo sviluppo ed impiego dovuti ai tagli che quasi tutti i Paesi chiedono alle proprie forze armate, sicuramente un aereo totalmente stealth è molto più costoso;
    – attualmente il paese che possiede la tecnologia stealth più efficace, gli USA, viene coinvolto in conflitti tipo quello afgano dove la difesa aerea contro aereoplani che volano a grandi altitudine è prossima allo zero, e questo rinforza i politici di cui sopra nel parlare di tagli;
    – i paesi membri della NATO sanno che finché c’è l’USA nel breve termine loro hanno le spalle coperte, per cui sono poco interessati allo sviluppo di tecnologie stealth;
    – i paesi dotati di difesa aerea moderna sono pochi, ed ai politici USA solitamente urta pensare di attaccarli, vedi l’influsso della Cina sulla politica americana;

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