di  -  venerdì 30 marzo 2012

Ed eccoci arrivati all’ultimo post della serie dedicata ad Atari, post che risponde alla fatidica domanda: “che fine ha fatto Bushnell?”

Bushnell dopo Atari

E Bushnell? Ebbene una volta sotterrata l’ascia di Atari, acquista, dalla stessa Warner Communication, la catena di pizzerie (si pizza!) Pizza Time Theaters, trasformandola in Chuck E. Cheese Theaters, caratterizzate da una serie di pupazzi animati che emettono suoni e presentano il menu del giorno. Un luogo dove bambini e adulti possono giocare ai videogiochi e mangiare una gustosa pizza, il tutto in assoluta spensieratezza.

 

Nolan Bushnell e Chuck E. Cheese

Bushnell ritorna così alla sua passione originale e lo stesso logo della catena è, come egli stesso afferma, un tributo a Disney, vista la somiglianza del mega sorriso con quello di Mickey Mouse:

 “Avrei sempre voluto lavorare per la Disney, ma mi sono visto rifiutare l’assunzione […] Chuck E. Cheese è il mio “omaggio” al genio di Walt”.

L’esperimento però, dal punto di vista del business, è tutt’altro che un successo, tanto che nel 1984 si dimette proco prima che la catena dichiari fallimento, anche se poi la catena riuscirà a riprendersi grazie ad una inziale gestione controllata. Parallelamente, la passione per i robot lo porta a fondare Androbot Inc, focalizzata, ovviamente, sulla progettazione e realizzazione di robot per l’intrattenimento il cui primo esemplare viene chiamato Topo (ricordate Disney?), programmabile in Basic, Logo e Forth. Purtroppo i prodotti, semplicemente, non funzionavano perché erano in grado di fare poco o niente. Così Bushnell brucia circa 20milioni di dollari ed è costretto a vendere la casa a Parigi (8 milioni di dollari, 1986) per far cassa.

 

Bushnell e la famiglia Androbot

La sua situazione finanziaria è disastrosa: circa 22.8 milioni di dollari di debiti e Merrill Lynch come principale creditore. L’ex CEO di Atari non si lascia però sopraffare dallo sconforto e comincia a pagare Merrill Lynch,  anche grazie ai proventi derivanti dalle altre società (Etak, Cumma e Axlon) in cui aveva partecipazioni dirette.

Come ci si può attendere da una vicenda così complessa, Bushnell e Merrill Lynch finiscono in tribunale, soprattutto perché il primo imputa alla società di investimenti la colpa del fallimento di Androbot, in seguito al ritiro della propria OPA. Dopo mille vicissitudini, a Bushnell restano da pagare 500mila dollari e per rispettare i tempi (21 giungo 1995) è costretto a vendere la propria villa californiana da 6milioni di dollari, trasferendosi così in una residenza più modesta a Los Angeles. La decisione è difficile ma un ritardo avrebbe provocato un amento del debito di 7volte, quindi circa 3.5 milioni di dollari.

Prima di lasciare la fallimentare Androbot, porta con se un esemplare di Topo, al fine di ricordare come il business è sostanzialmente una “lotta”, anche se ciò è proprio quello che lo rende divertente. Forte della voglia di riscatto, Bushnell, dopo aver risolto le questioni finanziare/legali, entra in PlayNet/Arista, società che sviluppa un sistema touchscreen da “bar” per l’intrattenimento e l’accesso ad internet, permettendo di giocare a tornei online. Nel 2000, basandosi sulla tecnologia e l’esperienza maturata proprio in PlayNet, da vita a uWink, Inc per la realizzazione di soluzioni per l’intrattenimento all’interno dei locali e nel 2006 nasce il primo uWink Bistro a Los Angeles. Si tratta di un ristorante (2.0?) definito “ciber-entertainment-wired” che ha come tavolo un hub tecnologico fondendo virtualmente tra loro: cibo, ristorazione ed entertainment.

Durante tutte queste esperienze, Bushnell abbraccia la teoria della “singolarità tecnologica” (the singularity), fortemente caldeggiata da Raymond Kurzweil, che profetizza l’estensione delle capacità umane e la virtuale immortalità attraverso una sorta di fusione del cervello umano con (nano)tecnologie.

Il fondatori di Atari, inoltre, entra di diritto nella Consumer Electronics Association Hall of Fame” e nella “Video Game Hall of Fame”, anche grazie all’ammirazione di tanti protagonisti del settore tra cui Trip Hawkins (fondatore di Electronic Arts) che di lui ha detto:

“Nolan’s the guy who blazed the trail for me, proving that you could be successful and create a lot of value quickly. He was my John the Baptist.”

[Nolan è la persona che ha acceso in me la competizione, dimostrando che si può avere successo e fare business rapidamente. E’ stato il mio Giovan Battista]

Nelle varie interviste, Bushnell cerca di immaginare un futuro in cui robot che ci aiutano e in cui le auto raggiungono in piena autonomia le destinazioni prefissate:

“There are so many benefits […] and accident rates go to zero. You can get home when you’re drunk. Kids can get to school without parents…”

[I benefici possono essere enormi […] e gli incidenti tendere a zero. Potete tornare a casa quando siete ubbriachi.  I bambini possono andare a scuola senza i genitori…”]

Bushnell oggi

Nel mirino dell’ex CEO entrano anche temi socio-politici. Infatti più volte esprime forti dubbi sull’efficacia delle normative esistenti in funzione dello sviluppo tecnologico e non risparmia neppure i venture capitalist, che ama definire “lemmings capitalt”, chiedendosi se non rischino di strozzare l’innovazione rincorrendo solo i profitti.

Il 19 aprile del 2010, dopo aver fallito nel 1996 nell’intento di acquistare Atari Games,  entra nell’esecutivo di Atari SA:

“The addition of Mr. Bushnell … comes at a time when Atari has increased its focus on its iconic brand and world-renowned game franchises while further expanding its business online…”

[L’ingresso di Mr. Bushnell ... arriva in un momento in cui Atari ha deciso di aumentare l’ attenzione per il suo marchio e l’intenzione di espandere il proprio business nel settore dei giochi online..]

Bushnell ritorna così a “casa”, anche se, rispetto alla sua Atari, la nuova società ha probabilmente solo lo stesso nome, consentendogli però di lievitare, almeno in parte, uno dei suoi più grossi rimpianti:

“I was stupid. I sold completely because I didn’t understand Wall Street. In retrospect, I really wish I hadn’t sold it.”

[Fui stupido. Vendetti completamente Atari perchè non capivo nulla di Wall Street. Tornando indietro non lo rifarei]

Alludendo al fatto che la sua assoluta incompetenza rispetto ai meccanismi della borsa, non gli consentì di racimolare nuovi finanziamenti quotando Atari piuttosto che venderla.

Gli appassionati sono oggi in attesa dell’annunciato (2008) film su Atari e su Bushnell, con Di Caprio proprio nel ruolo di quest’ultimo. Ad oggi, però, del film però ancora non si sa nulla e Paramount Pictures non ha sciolto neppure la riserva rispetto alla data di inizio delle riprese.

Si chiude qui il nostro viaggio alla scoperta di Atari e del suo fondatore, come sempre grazie per l’attenzione e gli interessanti commenti.

8 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo [email protected], specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Felice, scusa il commento OT, ma sono rimasto letteralmente impressionato dalla prima foto di Nolan.

    Non so a te e agli altri, ma appena l’ho visto ho pensato a tutt’altra persona. Rivoluzionaria anch’essa, ma per ben altre ragioni. :D

    P.S. Non vedo l’ora di vedere il film, appena uscirà.

  • # 2
    Giacomo
     scrive: 

    fateci caso, i rivoluzionari sono sempre barbudos :D

  • # 3
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    non ci avevo pensato :-)

  • # 4
    ReNeSiS
     scrive: 

    @ CDM

    Che persona ti ha ricordato? Non riesco ad arrivarci :(

  • # 6
    ReNeSiS
     scrive: 

    :O

  • # 7
    phabio76
     scrive: 

    Bushnell ha oggi lo stesso sorriso e la stessa luce negli occhi di quarant’anni fa. Un ingrediente fondamentale per combinare qualcosa di buono nella vita è un genetico entusiasmo. La voglia di “giocare” non dovrebbe abbandonarci mai.

  • # 8
    Alberto
     scrive: 

    Mi sembra di ricordare un Androbot in qualche episodio della serie televisiva dei primi anni ’80 “I ragazzi del computer”… o mi sbaglio?!?!

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo [email protected], specificando quale sia il commento in oggetto.