di  -  lunedì 7 marzo 2011

Come di consueto al lunedì mattino su AppuntiDigitali è il momento della rubrica Energia e Futuro, e per l’appuntamento odierno riprenderemo un argomento già affrontato in passato anche se da un punto di vista differente e più approfondito (1 e 2), andremo infatti a parlare di Cogenerazione, o più in particolare, di Micro-Cogenerazione, con particolare attenzione alle applicazioni domestiche di tale soluzione.

RICHIAMI SULLA COGENERAZIONE

Con il termine Cogenerazione ci si riferisce alla pratica di produrre in maniera combinata energia elettrica e termica, con lo scopo di ottenere un consumo di energia primaria inferiore al consumo che si avrebbe con la produzione separata delle due energie.

Appare evidente che tale produzione combinata di energia ha senso laddove sussiste la necessità di entrambi gli approvvigionamenti energetici, ed in tali contesti la soluzione cogenerativa può rappresentare una valida soluzione per il risparmio energetico ed economico.

La cogenerazione si ottiene utilizzando un impianto motore termico capace di convertire l’energia liberata dalla combustione in energia meccanica (e da questa in energia elettrica), e di generare energia termica come recupero dell’energia “di scarto” del precedente processo.

Un esempio di energia “recuperabile” immediato si può avere riflettendo sull’energia termica dissipata in un motore a combustione interna, in quanto non necessaria ai fini dell’effetto utile del motore, così come una “potenzialità non sfruttata” per il primo processo consiste nella produzione diretta di energia termica in una caldaia a gas, senza produzione di energia elettrica, energia che sarebbe stato possibile generare dal gas mediante un motore termico dal quale sarebbe stata recuperata l’energia termica “di scarto”.

Affinché la cogenerazione risulti conveniente rispetto alla produzione separata delle due forme di energia, è necessario che il consumo di energia mediante cogenerazione sia inferiore rispetto alla somma dei consumi per la produzione separata.

In realtà esistono appositi indici, ma una loro esposizione renderebbe il discorso inutilmente tecnicistico ai fini dell’esposizione di questa soluzione.

RECUPERO DELL’ENERGIA DI SCARTO E SCENARIO DI UTILIZZO

Si può valutare l’entità dell’energia termica recuperabile da un motore a combustione interna dalla seguente immagine:

Riferendosi al 100% dell’energia chimica contenuta nel combustibile (e tenendo presente che questi dati sono generali), si può notare che:

  • poco più del 40% dell’energia può venire trasformata in meccanica
  • l’energia termica “di scarto” ammonta pertanto a circa il 58%

La successiva conversione dell’energia meccanica in elettrica ed il recupero dell’energia termica presentano a loro volta dei rendimenti legati alle trasformazioni alle quali devono essere sottoposte, e questo porta a perdite stimate nell’ordine del 10%, con una condizione finale che prevede:

  • Energia Elettrica recuperabile netta: 40%
  • Perdite: 10%
  • Calore: 50%

Andiamo ora ad ipotizzare un caso di funzionamento domestico, senza ancora entrare nelle implementazioni delle varie aziende di dispositivi per la produzione cogenerativa.

Consideriamo un appartamento con una potenza elettrica impegnata di 4kW ed una richiesta di potenza termica pari a 5kW, ricordando che ovviamente un ragionamento basato sulle potenze può essere fuorviante in quanto sarebbe opportuno parlare di energia, ma in prima analisi può essere, seppur semplicistico, utile a comprendere i benefici che si potrebbero ottenere.

Riferendoci ai valori esposti per i motori a combustione interna e fatta 100 l’energia chimica introdotta con il combustibile, secondo le percentuali di conversione indicate si avrebbero 40 unità di energia elettrica e 50 di energia termica sotto forma di calore recuperato.

Riferendoci pertanto a 10kW di “potenza del combustibile” (il virgolettato vuole indicare la evidente imprecisione al riferimento in termini di potenza del combustibile, ma per quanto detto nella premessa precedente, utile ai fini del ragionamento) si otterrebbe il perfetto soddisfacimento della domanda energetica.

Confrontiamo ora con i consumi separati:

  • 4kW assorbiti dalla rete, prodotti con un rendimento medio del 50% (valore abbastanza elevato rispetto a quello medio della rete)
  • 5kW prodotti mediante una caldaia a gas domestica con rendimento del 90% (sorvolando sul discorso “condensazione“, affrontato in due precedenti post 1 e 2)

Riferendosi alla fonte energetica primaria e svolgendo i calcoli si ottiene:

  • necessità di 8kW per la produzione elettrica
  • necessità di 5.56kW per la produzione termica

Complessivamente servono 13.56kW riferiti all’energia primaria per la produzione separata, a fronte di 10 kW per la produzione cogenerativa.

Tenendo presente che in tale trattazione ci sono diverse imprecisioni sia in termini “quantitativi” (ad esempio sulle potenze termiche ed elettriche necessarie per un appartamento) che “qualitativi” (per la necessità di riferirsi all’energia e non alla potenza, pur tenendo in considerazione l’importanza di questa, soprattutto in termini di potenza massima per l’impianto) e ricordando che il suo scopo era quello di rendere evidente la convenienza della cogenerazione nei contesti nei quali essa risulta possibile, vi invito a riflettere su questa soluzione che riprenderemo la prossima settimana, andando inoltre ad esporre alcune soluzioni tecnologiche commerciali.

Anche per oggi è tutto, vi aspetto lunedì prossimo, sempre sulla rubrica Energia e Futuro, sempre su AppuntiDigitali.

47 Commenti »

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  • # 2
    Notturnia
     scrive: 

    lascia stare il totme.. era un fallimento all’epoca e lo è tutt’ora..

    p.s. alcune cose.. il rendimento del 40% è ottimistico per la realizzazione di energia elettrica.. il 35% è molto più realistico.. e se parliamo di microcogenerazione per il domestico andiamo in un campo in cui tutto ciò è ridicolo..
    la produzione di questi giocattolini supera mostruosamente le richieste di un condominio.. ipotizzando di avere un motore da 10kW termici otteniamo 3.5 kW elettrici che per le 8 mila ora di funzionamento del motore genereranno 28 mila kWh anno.. pari ai consumi di 7-8 famiglie di un certo \consumo\ pur facendo solo la potenza istantanea che una famiglia assorbe..
    altro dato.. produrrebbe anche un collaterale di quasi 50 mila kWh termici equivalenti.. che anche in questo caso supera abbondantemente le richieste di energia termica di molte famiglie.. pur non potendo dare che appena 6-7 kW termici istantanei che sono inferiori alla richiesta di picco di una singola famiglia che puo’ chiedere anche 25 kW istantanei per l’acqua sanitaria in congiunzione con un impianto di riscaldamento classico..

    Senza contare la manutenzione del motore e tutto quanto ci va dietro..

    altro appunto.. le nuove centrali escono con un rendimento superiore al 56% e fino al 67% per l produzione di sola energia elettrica.. e.. un cogeneratore è utile SOLO quando tutta l’energia prodotta, termica ed elettrica, viene sfruttata.. altrimenti è solo un problema da gestire.. l’acqua calda la si puo’ stoccare in appositi accumuli per gestire i picchi di potenza.. e l’energia elettrica si puo’ scambiare sul posto per rientrare anche in questo caso nei problemi immediati.. ma questo genera un costo di gestione del dispacciamento di rete che pesa sulla collettività a vantaggio di un singolo utilizzatore.. richiede inoltre il potenziamento della rete gas etc..

    non era conveniente 30 anni fa per il domestico e non lo è tutt’ora.. se parliamo di motori sopra i 420 kWe per uso industriale allora si.. ne ho installati alcuni .. anche più grossi.. ma se parliamo di micro cogenerazione è solo uno specchietto per le allodole.. la gestione di questi microsistemi è onerosa e non giustificata dai benefici che si riducono al lumicino quando non creano anche problemi maggiori..

    microcogenerazione ? no grazie

  • # 3
    arkanoid
     scrive: 

    Notturnia sono d’accordo con te.
    La cogenerazione è una soluzione che quasi mai si presta per un’utenza domestica, perchè non c’è simultaneità e costanza della richiesta termica ed elettrica.
    Un aspetto subdolo della cogenerazione è che essendo univoca la procedura con cui produrre le due energie, essa dovrà seguire un criterio, termico od elettrico (tecnicamente “termico segue” o “elettrico segue” se i vocaboli non sono cambiati dal tempo in cui Macchi mi insegnava queste cose) e se non c’è uno dei due ambiti con richiesta sempre attiva, diventa difficile dimensionare le macchine.
    Mi spiego: se ho un’utenza termica che mi assorbe un certo minimo per 6000 ore l’anno, sono sicuro che essa, sia elettrica o termica non importa, mi comporterà che la macchina sta funzionando sempre con il massimo rendimento relativo alla fonte prelevata (termica o elettrica).
    Quindi se parliamo di un piccolo MCI può essere un 30% lato elettrico e un 70% lato termico.
    Nel momento in cui però non sfrutto l’altra fonte, in realtà sto dissipando energia, per cui il rendimento teorico del sistema va a ramengo ed in realtà sto consumando più energia di quanto non farei senza cogenerare.
    La rivendita dell’energia elettrica è una via (ma il prezzo è molto basso) e l’accumulo limitato di energia termica idem.
    Ma servono per coprire transitori in cui il sistema non funziona nelle condizioni nominali.
    Pensare di cogenerare in un residenziale ha senso solo in grandi complessi dove il fabbisogno elettrico è facilmente di una decina di kW richiesti costantemente alla rete e si riesce quindi ad usare la macchina in elettrico segue, utilizzando il calore per riscaldamento in inverno e per produzione centralizzata di acqua sanitaria in estate. Ovviamente serviranno altri metodi integrativi per il lato termico e un’allaccio alla rete elettrica.
    Anche questa condizione va valutata: da un lato si può tentare di richiedere un allaccio con minor potenza impegnata e quindi risparmiare su quello, dall’altro se per qualche motivo il cogeneratore fosse in disservizio, avremmo un ammanco sulla potenza disponibile. Dal lato termico non è un grosso problema mentre dal lato elettrico può esserlo. Inoltre generalmente il gestore della rete non consente di contabilizzare l’energia elettrica a valle di un contatore, ma prevede contratti diretti con l’utente finale che in questa situazione simulata non comporterebbe un grande vantaggio pratico non potendo risparmiare sulla quota di potenza impegnata.
    Per la laurea simulai un imipanto di cogenerazione presso unos tabilimento indusitrale, ed in quei casi, con le dovute condizioni, il risparmio energetico ed economico può essere anche molto importante.
    Per esempio saltò fuori che utilizzando come motore primo una turbogas anzichè un MCI è possibile generalmente ottenere rendimenti superiori.
    Ora con la disponibilità di microturbine diviene possibile pensare ad impianti di media grandezza alimentati con questa soluzione, che però ha come contro una minor flessibilità e una mancanza di conoscenza tecnica generale a livello di esercizio e manutenzione.
    A tal proposito mi viene in mente che spesso si sottovaluta una dettaglio: un cogeneratore deve funzionare a regime costante perchè trascina un alternatore. In queste condizioni scendere molto con il carico è problematico, generalmente è preferibile non stare sotto al 50%. Questo è un vincolo riguardo la minima potenza termica da dissipare quando il carico elettrico cala.

  • # 4
    dabemo
     scrive: 

    Concordo con notturnia e arkanoid, esperienze e numeri simili anche per me. Trovo che spesso sulle rinnovabili o sui risparmi energetici ci sia poca scienza e molta approssimazione.

  • # 5
    Notturnia
     scrive: 

    effettivamente i sistemi migliori per la cogenerazione si hanno con turbine da almeno 5 MW (meglio da 10MW in su) e magari in ciclo combinato..

    O con le turbine sui motori convenzionali per il recupero di una parte dei gas di scarico.. ma sono sempre sistemi che mal si adattano a:

    1. modulazione
    2. pause frequenti
    3. piccole potenze (mai meno di 400 kW per i motori convenzionali e meno di 5 MW per le turbine)

    poi tutto si fa.. ma …

  • # 6
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ notturnia & arkanoid

    Questo post vuole solo presentare una soluzione che riceve comunque attenzioni per l’ambito domestico (di cogenerazione ad un livello più elevato ne ho già parlato in precedenza) senza entrare nel dettaglio, in modo da completare la trattazione sulle varie soluzioni energetiche (e chi segue i post da tempo troverà un certo filo conduttore)… nel prossimo post presenterò alcune soluzioni commerciali con conseguenti potenzialità ed ambiti di utilizzo, oltre che dei limiti… ed il quadro sarà sicuramente più completo…

  • # 7
    Notturnia
     scrive: 

    il mio non era un attacco al post.. stavo solo spiegando perchè, nonostante se ne parli spesso è una soluzione che non va bene per le case ed è difficile da gestire anche in trigenerazione nei grossi complessi condominiali con oltre 50 unità abitative..

    la microgenerazione e la microcogenerazione sono delle chimere..

    la tecnica e i numeri sono dalla loro parte.. il mondo reale e pratico dimostra come una teoria perfetta sia nella realtà un disastro su tutta la scala..

    tutto qua.. ma lungi dal contestare il post.. solo la tecnologia applicata alle abitazioni.. è più efficiente e conveniente un pozzo termico.. ma non lo fa nessuno.. la microcogenerazione è molto spinta qua in zona da ditte senza scrupoli.. e qualche condominio ci casca perchè i numeri spesso dicono una verità molto differente dalla pratica sul campo.. e quando uno scopre quanto bello era usare una caldaia con il redimento del 92% e energia elettrica high-eff con rendimento del 67% fatta da centrali da 2400 MW ormai è tardi e hanno in casa un coso rumorosissimo che fa casino 8000 ore l’anno e che ha bisogno di una manutenzione che costa di anno in anno sempre di più a differenza dell’impianto di energia elettrica (che non costa nulla..) e della caldaia a metano che costa pochi euro l’anno..

    IMHO

  • # 8
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ notturnia

    Precisavo solamente lo spirito del post, personalmente sono molto curioso sul tema micro-cogenerazione e trigenerazione, allo stato attuale penso anche io che le soluzioni esistenti siano abbastanza “scarse” sotto tutti gli aspetti, e concordo nella netta differenza tra “teoria e pratica”, ma credo che tali soluzioni possano avere un senso prima di tutto in contesti dove ci sia una certa stabilità di richiesta di potenza, soprattutto termica, e che comunque possano dare il meglio di sé in un contesto energetico differente dall’attuale e di certo non attuabile con facilità… ma è evidente che cambiamenti in atto ce ne saranno nei prossimi decenni… non per forza verso la generazione distribuita, ma dubito che si resterà alla sola generazione centralizzata… penso sarà più realistico un mix di queste soluzioni con la contemporanea presenza di tutte le fonti energetiche esistenti (gas, carbone, nucleare, combustibili derivati dal petrolio, rinnovabili)… ma anche queste sono mie riflessioni

  • # 9
    Notturnia
     scrive: 

    @Simone.. purtroppo più prenderanno piede queste soluzioni di generazione diffusa e peggiore sarà la qualità del servizio elettrico nazionale.. è avvenuto ovunque ci sia stato il passaggio dal nostro sistema di grosse centrali a quello della generazione diffusa che aumenta a dismisura le criticità e non permette la programmazione di molte cose.. primo fra tutte il dispacciamento e poi la riserva di potenza..

    io personalmente spero che non prendano mai piede perchè anche un solo 5% di questi sistemi sta causando problemi enormi.. dell’ordine del miliardo di euro l’anno (+ eventuali sovvenzioni) quindi non oso immaginare come potrebbe andare a finire se dovessimo avere un 20%…

    sarebbe meglio lasciare che le centrali facciano le centrali.. sono più efficienti.. ma molto di più.. la cogenerazione va bene per i centri commerciali (trigenerazione) dove ci sono gruppi da 3-4MW che fanno energia elettrica e climatizzazione 24/7 .. ma anche in quel caso qualcuno deve fare la modulazione e la gesione del Peak.. il trigeneratore non fa altor che il base-load.. quello facile.. questo fa crescere il costo di gestione per la collettività del peak con le centrali di modulazione che lavorano sempre meno ore per sempre più potenza.. a costi sempre più elevati..

    cmq :-D

  • # 10
    arkanoid
     scrive: 

    @ simone

    anche sugli impianti che seguo è molto difficile installare con profitto dei cogeneratori, e men che meno degli assorbitori.
    Quando studiavo, ero lanciatissimo verso queste souzioni che mi vennero proposte dai doventi come delle panacee, ma poi sul lavoro vedo che un assorbitore non raggiunge facilmente le tagli di un centrifugo, costa due volte e mezzo, richiede una torre grossa il doppio che consuma 50 kw elettrici in più, 50 kw di pompe in più, ha un COP reale di 0,7 o al massimo 1,2-1,3 se a doppio effetto (ma allora ciao ciao costi) contro un 6-7 di un centrifugo, con i problemi dovuti alla delicatezza degli assorbitori (controllo cristallizzazione, spurgo incondensabili in primis).
    Sulla cogenerazione qualcosa si fa, ma sai dov’è il grosso problema? Che non si è propensi a pensare all’affidabilità, così in pratica ci si ritrova che un cogeneratore ha molte più ore di fermo di una caldaia, e che quindi per tutti quei momenti deve avere un’integrazione. Mi trovo spesso in difficoltà a studiare tutte le possibili pezze in sistemi da alcuni MW dove di potenza uno crede che dovrebbe sempre essercene “a disposizione”, posso immaginare dove nel domestico dove non c’è inerzia un guasto sia molto, molto problematico.
    La ridondanza dei sistemi in questi casi credo possa essere un guaio.

  • # 11
    Giacomo
     scrive: 

    mi sono sempre chiesto se per le abitazioni in campagna o comunque non raggiunte dalla rete elettrica non sia più conveniente dotarsi direttamente di un generatore diesel.. l’unica scocciatura sarebbe di avere la scorta di carburante, ma anche facendo un “prelievo” periodico al proprio autoveicolo sarebbe un’operazione indolore e a costo zero (senza dover pagare qualcuno per la fornitura).

  • # 12
    Notturnia
     scrive: 

    @giacomo.. se usi gasolio da autotrazione sprechi una valanga di soldi..
    devi usare gasolio per produzione di energia elettrica con esenzione di accise.. ma anche così non è economicamente conveniente..
    se hai il metano allora raggiungi un certo beneficio ma SOLO se usi tutta l’acqua calda.. e se non sei raggiunto dalla rete elettrica devi lavorare in “isola” con costi folli.. spesso conviene cercare di far arrivare almeno la corrente elettrica e poi usare pompe di calore che funzionino anche in riscaldamento con temperature esterne di -10° e installare pannelli solari per l’acqua calda..

  • # 13
    arkanoid
     scrive: 

    le pompe di calore a -10 hanno una resa reale ridicola, specie se c’è umido passano troppo tempo a sbrinare e quando sbrinano (generalmente) non hai modo di scaldare.

  • # 14
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Notturnia & arkanoid

    Indubbiamente queste soluzioni presentano ancora parecchi problemi, e di sicuro non auspico che esse prendano piede “così come sono”… però da ricercatore vorrei evidenziare come ogni tecnologia, persino la più banale, è frutto di una evoluzione che ne corregge i difetti mantenendone ed accrescendone le qualità… così avviene costantemente per gli impianti a ciclo combinato (tanto per fare un esempio)… se ci si fosse basati sui primi risultati e si fossero tirate le conclusioni allora oggi non avremmo niente di quanto abbiamo… già raggiungere l’autosostentamento delle TG non fu facile, ottenere buoni rapporti di compressione sulle turbine assiali era una magia… arrivare addirittura a pensare che esse potessero erogare energia appariva un miraggio… certo la soluzione alla quale ci si riferisce deve possedere delle potenzialità, ed a mio parere la cogenerazione ne possiede, che poi allo stato attuale sia ancora in embrione è un altro fatto, per questo auspico forti studi in questa direzione… magari poi sarà un binario morto come accade nella ricerca, ma credo che tale soluzione meriti molta più attenzione di quella che ricevono altre soluzioni fintecologiste

  • # 15
    joe.vanni
     scrive: 

    Che il TOTEM sia stato un fallimento in Italia lo dice la storia.

    Ma l’idea della MICRO COGENERAZIONE ADEGUATA AI TEMPI PUÒ ESSERE VINCENTE

    http://www.youtube.com/watch?v=9c7n4RbT4XY (anno 2009)

    come ha fatto Volkwagen in accordo con una societa elettrica: 100 mila micrococogeneratori sparsi nel territorio e comandati dalla centrale per gestire in tempo reale i picchi della rete.

    2 GW di potenza flessibile (pari a 2 centrali nucleari).

    Nel caso specifico compensa la variabilità delle fonti rinnovabili sole e vento.

    CON UNA SERIE DI VANTAGGI:
    -tempo di risposta quasi istantaneo (pochi secondi contro 3 ore di una turbina a vapore, 1/2 ora di una turbina gas o 7 ore di una centrale nucleare per esempio),
    -produzione elettrica in loco senza dispersioni per trasporto a distanza (attualmente sono il 50% !!)
    -manutenzione gratis a carico dell’ente elettrico,
    -prezzi più bassi di elettricità
    -Volkswagen ha venduto 100000 motori in un momento di crisi e altri ne venderà

    Oltre ai cervelli anche le buone idee migrano dall’Italia

    Probabilmente in Italia non piace che il piccolo utente produca energia elettrica.

    Chissà perché..

  • # 16
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ joe.vanni

    Non confondiamo “business” con “validità senza conseguenze” di una soluzione… la volkswagen in un momento di crisi per l’auto ha dimostrato di sapersi muovere sul mercato senza fossilizzarsi strettamente sul core business delle autovetture, ma i problemi che hanno segnalata Notturnia ed arkanoid sono problemi reali, e persino io che ritengo promettenti le soluzioni micro-cogenerative non nascondo che esistano, però ritengo che con lo sviluppo sia possibile, per una soluzione che a mio giudizio presenta delle notevoli potenzialità, un forte miglioramento di questa soluzione.
    Per quanto riguarda il funzionameno della rete elettrica bisogna sempre tenere presente che lo scenario non può cambiare in un istante, sia perché la linea non è adatta ad accettare carichi distribuiti sparsi come fossero funghi in un bosco, sia perché non è allo stato attuale disponibile una soluzione ottimale a tale problema, anche se la ricerca va avanti, pertanto ad oggi sono necessari alcuni tipi di impianto (vedere i primi post “capire l’energia” della rubrica Energia e Futuro) contemporaneamente per garantire un’adeguata copertura delle richieste elettriche e tale situazione, per potersi evolvere (a patto di individuare soluzioni adatte in termini di rete) richiederà un periodo di transizione difficilmente breve…

  • # 17
    arkanoid
     scrive: 

    @simone

    Capisco il tuo punto di vista perchè era esattamente il mio di quando decisi di fare la tesi in Cirio studiando un co-trigeneratore.
    Se mi parli di micro-cogenerazione, temo che gli ostacoli non siano tecnologici, ma di ambito di utilizzo, per i motivi che dicevamo.
    Oggigiorno ci sono effettivamente molte tipologie di impianto ma per staticità e spesso ignoranza non vengono nemmeno prese in considerazione.
    L’anno scorso, ti cito un esempio, venne un rappresentante di assorbitori cinesi a parlarmi della loro macchina.
    Quando ne parlai con i miei superiori, snobbarno totalmente la cosa, un assorbitore cinese, ha-ha.
    Quest anno è tornato un assorbitore cinese, questa volta portato da un tecnico valido, et voilà anche l’assorbitore cinese è diventato una macchina interessante.
    A tal proposito, si discuteva in ambito cogenerativo delle diverse possibilità riguardo la configurazione e le proporzioni elettrico/termico.
    Cosa che non sapevo certamente a livello si studio universitario,ma evidentemente nota a chi si occupa strettamente di cogenerazione, ogni produttore di motori ha caratteristiche proprie che permettono di studiare meglio la soluzione adeguandola allo scenario di utilizzo.
    Ora non ricordo gli “accoppiamenti”, ma per capirci, se hai bisogno del 3% in più di termico, scegli Deutz, se vuoi il 2% invece Caterpillar, se vuoi il 5% in più di elettrico usi Jenbacher, e via così.

    @ joe.vanni non so dove tu abbia trovato che le perdite per distribuzione sono il 50% della produzione ma è chiaramente un dato falso.

    E’ curioso che si vengano spesso a creare i “filoni” quasi fossero filosofia: persone che ragionano come joe.vanni, che vedo spesso lanciato verso tutto ciò che sembra possibile ORA, ADESSO, ma osteggiato da qualcuno o dal sistema, contrapposte ad altre che sono per la staticità assoluta, forti del fatto che tanto, gira che ti gira, la sostanza non cambia.
    Come sempre accade però la verità sta nel mezzo e sta a chi ricerca, a chi progetta e a chi finanzia avere la lungimiranza e la competenza di capire quali sono le strade da battere e quelle da scartare.

  • # 18
    Notturnia
     scrive: 

    @joe.vanni.. non dire bugie passandole per verità..

    veniamo alle perdite di cui parli.. dati spettacolarmente fantasioni e falsi..

    perdite di rete REALI..

    10,8% per la bassa tensione.. ovvero da centrale tramite linee di alta e media tensione più perdite di trasformazione e linea di bassa fino a casa tua..

    5,1% perdite in media tensione.. ovvero da centrale fino a industria alimentata da 5kV a 20kV

    http://it.wikipedia.org/wiki/Trasmissione_di_energia_elettrica#Perdite

    ovviamente in alta tensione sono ancora inferiori.. le perdite medie sono inferiori al 6% sulla media italiana..

    quindi per favore non diciamo fesserie..

    poi.. i tempi di intervento per la modulazione..
    istantanea in italia.. perchè neanche un …. poco furbo.. userebbe una turbina a vapore o un nucleare per modulare la potenza.. si usano le IDROELETTRICHE la cui potenza si puo’ variare in tempo reale.. non in ritardo… suvvia.. come credi che stia funzionando la rete italiana dal dopo guerra ad oggi ?? per spirito divino ?…

    la wolksvagen è brava a vendere.. tutto qua.. la microgenerazione era un fallimento come sistema all’epoca (1963) e lo è tutt’ora.. perchè ha costi di gestione superiori a pari potenza e richiede investimenti massicci AUMENTANDO le perdite poichè tutti gli allacciamenti alla rete sarebbero in media tensione e NON in alta e altissima tensione usando trasformatori con una perdita media del 3% contro quelli in altissima che scendono attorno all’1% di perdite..

    questi dati li puoi chiedere a ENEL o a TERNA se non mi credi.. ma in 35 anni di lavoro con loro ho imparato qualcosa..

    probabilmente in italia per fortuna non si ascoltano solo quelli che hanno idee strampalate..

    in merito alla produzione di energia elettrica in modo inefficace e da piccoli clienti di cui parli tu in italia sono più sovvenzionati e tutelati che le centrali grosse..

    ah.. dimenticavo.. hai scordato di dare un dato.. che EFFICIENZA energetica hanno i motori venduti dalla WV ? superiore o inferiore al 67% per la produzione di energia elettrica ?.. perchè se sono motori da 2MW dubito che siano turbine.. e se sono motori a scoppio allora hanno un efficienza al massimo del 38%.. e quindi se parliamo di perdite hanno una resa del 40% inferiore al sistema italiano.. bella scelta.. complimenti.

  • # 19
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    Del funzionamento della rete elettrica allo stato attuale ne parlai proprio al mio esordio come autore su AD… penso che sia sufficiente rileggersi quei post (“Capire l’Energia:…”) per trovare informazioni abbastanza complete e chiare.

    @ Notturnia

    Il 67% mi rende un po’ perplesso… è vero che le TG migliorano costantemente, ma ero rimasto a valori standard del 60% con le nuovissime verso il 65%… hai dei riferimenti su queste al 67%… coso curioso di sapere su che materiali si basano e con quali temperature operative lavorano.

  • # 20
    Notturnia
     scrive: 

    circa il 67% avevo visto una demo della siemens tenuta con edison (o sorgenia.. non ricordo..) per un ciclo combinato high-eff e si parlava di una resa complessiva del 67%
    non ricordo molto altro.. sono passati 2 o 3 anni ormai.. era una proposta siemens per il rinnovamento di una centrale da 800MW con due gruppi.. io ero li in veste di ospite e quindi non è che abbia approfondito molto la cosa.. ma mi è rimasto impresso il 67% di resa globale del sistema visto che la settimana prima ero andato a vedere un impianto di un loro concorrente e si restava sul 54%.. quando i tecnici tedeschi hanno sparato il 67% ho iniziato a fantasticare su come fosse possibile aggiungere potenza nelle attuali centrali senza incrementare i consumi o i valori al camino.. ma sono onesto se ti dico che non ricordo molto altro perchè non ero li per quella demo ma per dei contratti ..

    p.s. visto che.. ho perso un po’ di tempo a cercare appunti o brochures in giro per l’ufficio.. ma niente.. se recupero le slide in powerpoint vedo di girartele.. provo a mandare qualche mail :-D

  • # 21
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Notturnia

    Magari!!!… la mia email la dovresti avere già…

  • # 22
    Notturnia
     scrive: 

    la tua la ho.. ho scritto a edison e sorgenia.. i due che credo possano essere quelli dell’epoca..

    spero di ricordare giusto..

    p.s. il nuono Captcha lo odio -.-

  • # 23
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Notturnia

    concordo… certe volte è proprio incomprensibile…

  • # 24
    joe.vanni
     scrive: 

    @ Simone Serra

    Effettivamente credo che il sistema Volkswagen sia un ottimo MODO PER SPOSTARE IL PROBLEMA DEI PICCHI DI POTENZA DAL GRANDE GESTORE DI CENTRALE AL PICCOLO UTENTE (in questo caso sono picchi di energia termica)

    L’utente si trova a dover gestire grandi disponibilità di calore non sempre consumabili anche disponendo di grossi serbatoi di accumulo.
    Questo ovviamente si verifica nelle stagioni calde a riscaldamento spento, in cui il calore cogenerato lo butto via in gran parte, e quindi vanificherebbe i guadagni della cogenerazione, a meno di poterlo recuperare con la trigenerazione, che però male si adatta ad utenze abitative.

    Credo che non sia un caso che questo sistema sia stato adottato in primis ad Amburgo dove il riscaldamento funziona praticamente tutto l’anno.

    PER QUELLI DELLA CENTRALE immagino che sia UNA PACCHIA, perché non appena ho un picco di consumo in rete oppure un calo della potenza immessa in rete dalle rinnovabili, posso in tempo reale modulare in potenza ed anche per zone di territorio accendendo solo la quota di micro cogeneratori che serve.

    Quindi in linea teorica posso in modo continuo assecondare molto facilmente i fabbisogni della rete.
    Ovviamente a parole è facile ma immagino chissà quali sistemi informatici, di telerilevamento bisognerà affinare perchè un sistema così funzioni (questa è Smart grid), ma è anche Know-how vendibile.

    Di sicuro se riuscissi a sfruttare tutto il calore potrei avere RISPARMI DI ENERGIA PRIMARIA DEL 30% sull’energia prodotta da 2 GW di potenza. Sarà interessante quando saranno resi pubblici dei dati operativi. Se funziona lo vedremo diffondersi in altre città.

    Penso che IN ITALIA un sistema siffatto potrebbe avere senso solo per attività che consumano tanta acqua calda tutto l’anno, oppure per sistemi che fanno trigenerazione e quindi trasformano il caldo in freddo. E ce ne sono tante. Però in questi casi la taglia degli impianti sarebbe più importante, dell’ordine dei centinaia di KW.

    Perché non fare tante di queste centrali di co & trigenerazione e metterle in rete comandandole da un’unica centrale con lo stesso principio?

    Ultimo appunto. Oggi usiamo il motore della Golf, per certe taglie potrebbero essere più convenienti e silenziose delle microturbine o delle celle a combustibile SOFC (55% resa), costi permettendo, o qualcos’altro.. chi lo sa?

  • # 25
    joe.vanni
     scrive: 

    @notturnia

    Ho detto una cavolata sulle perdite di trasmissioni, faccio ammenda.

    I tuoi dati saranno senz’altro corretti sulle perdite di trasmissione.

    Ma restano alcune perplessità.

    Questi della Società elettrica di Amburgo che installa 2 GW di microcogeneratori della Volkwagen sono matti? Vogliono fallire?

    I 100 mila utenti che installeranno questi motori 2000 cc della Golf sono in cerca di problemi?

    Credo che Volkswagen sia in grado di fornire con la tecnologia moderna motori affidabili con bassa manutenzione (che è a carico del Ente elettrico)

    Probabilmente da quelle parti la fonte idroelettrica è insufficiente per compensare i picchi di potenza dovute ai parchi di rinnovabili. Che alternative avevano? 2 GW di turbogas? Con resa elettrica simile ai microcogeneratori, ma perdendo la parte termica. Ciclo combinato Siemens 67%, con 3 ore di tempo di risposta? O che altro?

    Il costo di una centrale elettrica sarebbe a carico dell’Ente, mentre altrimenti i cogeneratori li pagano a rate gli utenti.. In ogni caso l’ente risparmia i costi di una rete di teleriscaldamento e comunque permette i benefici della cogenerazione agli utenti non raggiungibili dal teleriscaldamento.

    Inoltre Amburgo è una città con il riscaldamento acceso praticamente tutto l’anno per cui si sfrutta bene il calore di cogenerazione.

    In definitiva dal cogeneratore sfruttando il calore si recupera il 90% della energia primaria, togli 3% come perdite di trasformazione in media tensione rimane 87%.
    L’energia elettrica di una centrale, se fosse una turbogas sarebbe il 40%, della energia primaria; al netto delle perdite di trasmissione diventerebbe un 32% netto. O no?
    Ovviamente tutto dovrà essere suffragato dalle prove sul campo..

    Domanda ulteriore: nelle zone del sud d’Italia dove non c`e idroelettrico o in caso di siccità prolungata che facciamo per governare i picchi?

    Io non ho dati aggiornati ma il parco termoelettrico italiano non credo che abbia una resa media superiore al 60%, per cui togliendo le perdite di trasmissione siamo intorno al 50% netto di resa elettrica disponibile per le utenze.

  • # 26
    joe.vanni
     scrive: 

    @Arkanoid

    Capita anche a me di prendere cantonate come sul dato del 50%, ed è giusto correggere. Ma se una cosa la ritengo giusta non ammetto mezze misure, fino a prova contraria.

    La verità non sta da una parte o dall’altra e nemmeno IN MEZZO. La verità sta nel giusto anche se è dalla parte dell’antipatico o anche se è una verità scomoda. Si criticano le idee, ma non le persone.. questo è quello che penso io.

  • # 27
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ joe.vanni

    Credo che su quanto fatto ad Amburgo, per potere valutare, sia necessario disporre di dati tecnici, altrimenti le ipotesi possono essere le più svariate e controverse… hai qualche link da indicarmi?… mi tornerebbe utile anche per il prossimo post, il quale sarà il seguito di questo.

    Sul discorso idroelettrico non so bene quali siano le risorse del sud ma si dovrebbe potere verificare facilmente, anche se credo che Notturnia abbia questa informazione.
    A prescindere dalla localizzazione però è necessario considerare che la rete, così come fatta attualmente, è centralizzata… disporre di un impianto idroelettrico al nord non penso che renda impossibile la regolazione a sud proprio in virtù della centralizzazione dell’impianto… anche se ciò non toglie che, persino una regione definita “arida” come la mia Sardegna, un bell’impianto a doppio bacino per la regolazione, lo possieda… perché la regolazione dei picchi per potere essere effettuata nel migliore dei modi richiede proprio questo tipo di impianti, piuttosto insensibili alla siccità in quanto “chiusi” verso l’esterno

  • # 28
    joe.vanni
     scrive: 

    @ Simone Serra

    Le info da cui ho attinto sono frammentarie e generiche e tratte da vari link

    http://www.ok-ambiente.com/2009/09/10/volkswagen-lancia-ecoblue-le-mini-centrali-elettriche-a-metano/

    Ad esempio il dato di efficienza di “Ecoblue” della Volkwagen (107 HP) pari al 94% è di tutto rispetto.

    “l’installazione viene fornita per 5000 euro, poi si paga un canone mensile di 20 euro più il consumo mensile d’energia secondo le tariffe ufficiali, pubblicamente imposte, del gas. In più il produttore paga all’utente 5 euro mensili di “fitto” e 0,5 cent per ogni chilowatt immagazzinato nell’accumulatore. Riparazioni e manutenzione gratis”
    Da questo sembra di capire il funzionamento in servizio continuo dei cogeneratori con l’ente che fa accumulo di energia elettrica ma..

    Questo contraddice in parte il servizio di report
    http://www.youtube.com/watch?v=9c7n4RbT4XY

    in cui in una intervista un tecnico dell’ente elettrico spiega la peculiarità del fatto di comandare a distanza solo nel momento del bisogno in cui ci sono cali di produzione delle rinnovabili o in cui il prezzo della energia della borsa elettrica è più alto. Generando in tempo reale “uno sciame elettrico”
    Questo è molto credibile pensando che l’ente elettrico è il maggiore fornitore privato di elettricità tedesco oltre al essere fornitore di gas metano. Il metano conviene bruciarlo quando la elettricità vale di più, nelle fasce di punta..

    In questo articolo ci sono varie spiegazioni del CEO della società elettrica:
    http://www.greencarcongress.com/2009/09/volkswagen-lichtblick-20090909.html
    qui addirittura i tedeschi prevedono di raggiungere il 50% di rinnovabile (specialmente eolico) nel 2020

    Infine dal link
    http://newenergyandfuel.com/http:/newenergyandfuel/com/2010/12/02/own-your-own-power-plant/

    si hanno ulteriori notizie sullo stato di avanzamento. Da un anno è in servizio un piccolo gruppo pilota di cogeneratori ma sembra che i problemi non siano affatto di tipo tecnico

    “The devil this time isn’t in the technology – nothing really new here – but in the deal”

    I problemi sono nell’accordo con le utenze. Anche se sono già stipulati accordi con associazioni di utenti, probabilmente essendo una cosa nuova, ci sono punti oscuri ancora da definire nella forma di contratto.

    Infatti nulla viene ancora divulgato dalla società sotto quell’aspetto. Le partenza delle consegne dovrebbero essere imminenti, e pur partendo da Amburgo sono anche in previsione per altre città della Germania.

    Per l’utente è previsto la rimozione della vecchia caldaia con oneri a carico dell’ente elettrico

    Un aspetto di perplessità dell’articolo è sul fatto che appena le fuel-cell di piccola taglia saranno convenienti, vista la maggiore loro resa elettrica, soppianteranno i cogeneratori e questo mercato avrà ancora maggiore impulso.

    Questo è quanto sono riuscito a capire; in pratica se riesce è una piccola rivoluzione nel modo di produrre energia. Ma dati tecnici operativi per ora non ce ne sono.

    Un ultima osservazione sulle centrali idroelettriche per regolare i picchi. Se le rinnovabili in Italia assumessero dimensioni paragonabili a quelle tedesche di oggi, non credo che l’idroelettrico disponibile sarà sufficiente; un po’come la coperta corta.. qualche soluzione andrà trovata.

  • # 29
    arkanoid
     scrive: 

    prima che fuel cells di piccola taglia saranno appetibili, affidabili e non pericolose facciamo in tempo ad avere tutti i capelli bianchi qui, credo.

  • # 30
    Notturnia
     scrive: 

    @joe.vanni

    scusa se prima sonos tato brusco..

    cmq.. in merito al dato del 94% di efficienza del sistema di cui parla quel sipo permettimi di sorridere e farti presente che le sole perdite per attrito in quel tipo di sistemi sono attorno al 13% e sono totalmente irrecuperabili.. quindi quello che dicono in quell’articolo mi lascia totalmente perplesso e scettico sulla veridicità di quanto riportato..

    presso alcuni miei clienti abbiamo dei cogeneratori da 725 kW da 1400 kW da 5MW e alcuni in installazione da 400-450kW e sono economicamente convenienti SOLO grazie alle sovvenzioni dello stato.. sia quelli a metano (agevolazione accise e bonus a fondo perduto) che quelli ad oli vegetali (contributo GSE omnicomprensivo di 280 €/MWh prodotto ed immesso in rete).. senza questi \aiuti\ sarebber inefficienti ed inutili..

    Turbine a vapore da 5MW in su si reggono anche senza aiuti esterni e con la sola agevolazione delle accise per cogenerazione..

    oggetti con motori convenzionali a scoppio sono solo marketing.. c’è poco da fare..

    in merito alla regolazione di potenza nella rete è totalmente inunfluente dove sia locata la centrale elettrica che produce corrente elettrica rispetto a dove viene consumata l’energia elettrica.. per come è fatta la rete il fatto che io generi un picco di potenza a Bari non fa differenza se una centrale in francia lo compensa con un aumento di produzione

    Ciò ovviamente è vero solo quando i cavi sono correttamente dimensionati.. ci sono linee ad altissima tensione (380.000 Volt) che attraversano l’italia assieme a linee da 220.000 volt e a scendere fino ai 50 mila volt che servono per avere una trasmissione ottimale della potenza in tutta l’italia comprese le interconnessioni con l’estero..

    Ovviamente più il sistema è frazionato (tipo oggi o peggio con quei microcosi) e più è complicato tenerlo in piedi..

    quando c’era l’Ente Nazione per l’energia ELettrica (E.N.E.L.) non si sono mai verificati problemi come a settembre di qualche anno fa perchè tutte le centrali erano gestite da una stessa società ed era facile gestire in tempo reale qualsiasi esigenza.. più è suddivisa la produzione e più terna fatica a gestire i problemi.. se ci fossero 100 mila centraline da 100 kW sparpalgliate per l’italia da gestire sarebbe un bel casino.. e fare una smart-grid è già stato dimostrato anni (o decenni ormai..) addietro che è economicamente improduttivo.. era una stupida idea per battere il caro-greggio negli anni ’70.. fiasco totale..

    ora abbiamo linee di alta e altissima tensione in grado di veicolare potenza in tutta italia in tempo reale da centrali idonee a gestire decine di megawatt di potenza istantanea.. questo è il futuro in cui viviamo da ormai 50 anni e che abbiamo perfezionato senza problemi di sorta..

    in merito alla potenzialità dell’idroelettrico in italia.. ne abbiamo :-D

    http://sorgenia.wordpress.com/2009/10/28/idroelettrico-superstar-in-italia-17-623-mw-di-potenza-installata/

    17.263 MW installati escludendo il pompaggio che è quello che usiamo proprio per coprire i picchi..

    certo.. se l’italia raggiungesse la stupida quota di 8.000 MW di fotovoltaico il problema non sarebbe quello di gestire le sue bizze con l’idro.. ma dovremmo domandarci perchè sprecare l’idro per gestire il FV e non obbligare tutti quelli che hanno l’FV ad installare (a piene spese loro) impianti di accumulo (batterie al piombo o al litio) per bilanciare ore piene ed ore vuote.. in fin dei conti sarebbe solo un migliaio di euro a kWe da installare..

    p.s. ultima nota.. 8.000 MW da fv costeranno all’italiano che non lo ha installato 4.3 miliardi di euro l’anno per i prossimi 20 anni.. per produrre una miseria.. (porto tolle produce circa il 60% in più in maniera totalmente affidabile per il sistema elettrico in un unico punto facilmente gestibile..)

    buon weekend

    @Simone.. pare che i dati che ricordavo io fosse a monte dei sistemi necessari per l’abbattimento degli inquinanti (NOx etc..) e che la resa effettiva delle TG a ciclo combinato High-Eff con turbine siemes si aggiri \solo\ attorno al 58-60% .. cmq.. vedo se mi danno altro..

  • # 31
    Notturnia
     scrive: 

    approposito.. piccola precisazione.. la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili in italian nel 2009 è stata il 31,6% stando ai dati dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas Italiana..

    non mi pare malaccio..

    il 43,5% da metano.. e solo il 4,3% dal petrolio..

    alla faccia della germania :-D

  • # 32
    Pluto
     scrive: 

    In casa mia dobbiamo sostituire una vecchia caldaia che consuma molto.
    Mi hanno proposto di installare un impianto di microcogenerazione.
    Subito non mi piaceva l’idea perché dovrei fare alcuni interventi strutturali alla casa.
    Ma dopo aver capito in cosa consiste il sistema, credo proprio che accetterò la proposta.

  • # 33
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Pluto

    Non accettare a scatola chiusa ma valuta nel merito… è la cosa che consiglio sempre… ogni soluzione è ottima se adatta alle esigenze… fai valutazioni quanto più complete possibili e chiedi al venditore chiarimenti per ogni dubbio…
    Giusto per curiosità, che soluzione ti hanno proposto?

  • # 34
    Pluto
     scrive: 

    Mi hanno proposto un impianto che può produrre fino a 2kw, si basa sul motore di Stirling.

    L’azienda comunale del gas dovrebbe darmi un contributo sulla bolletta se faccio l’impianto.

  • # 35
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Pluto
    Curiosa iniziativa… posso chiederti che comune?
    Comunque ribadisco il punto di sopra… cerca di avere quante più informazioni possibili, poi se vuoi posso anche dare uno sguardo (non ti nascondo che mi incuriosisce leggere di tali iniziative a sostegno)

  • # 36
    Pluto
     scrive: 

    La ditta che produce il sistema dovrebbe chiamarsi WhisperGen

  • # 37
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Pluto

    La ditta la conosco, è probabile che presenti queste soluzioni nel prossimo post… mi sorprende l’iniziativa dello sconto

  • # 38
    Pluto
     scrive: 

    Comune di Vestenanuova in provincia di Verona

  • # 39
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Pluto

    Grazie!… spero che leggere questo post ti sia comunque stato utile!

  • # 40
    Pluto
     scrive: 

    Allora leggerò tutto quello che devo sapere sul tuo prossimo post.
    :)

  • # 41
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Pluto

    Di Stirling comunque ne ho già parlato in chiusura degli impianti solari ;-)

  • # 42
    Pluto
     scrive: 

    Penso che lo sconto sia dovuto al fatto che l’azienda comunale produce e fornisce anche elettricità: ha alcuni impianti solari e ha partecipato alla installazione di una torre eolica.

  • # 43
    Jacopo Criscuolo
     scrive: 

    @ notturnia ed arkanoid

    Carissimi, se fosse vero tutto ciò che dite, come si giustificano gli oltre 70 micro cogeneratori da 6 kW elettrici e 11,7 kW termici che l’azienda in cui lavoro ha venduto negli ultimi sei mesi? Conti alla mano, su una palazzina di 10 appartamenti in classe A, un MCHP (abbreviazione di micro cogeneratore) ed una EHP aria acqua gestiscono, mediante un controllore programmabile tutte le esigenze di riscaldamento ambienti e produzione acqua sanitaria. L’energia elettrica prodotta viene in parte utilizzata per la centrale stessa (ad un costo molto più basso rispetto a quello di acquisto dalla rete)ed in parte ceduta alla rete. Il MCHP va a funzionare circa 4.500 ore all’anno. In questo particolare caso, non c’era posto sul tetto per mettere fotovoltaici e solari termici. La soluzione MCHP ha permesso di risolvere egregiamente il problema e con costi di installazione più bassi.

    Piccola digressione a sostegno della tecnologia. Dal Totem ad oggi sono passati circa 40 anni, durante i quali l’elettronica ha fatto si che la scarsa affidabilità della meccanica potesse migliorare drasticamente. Basta non usare un motore di auto, ma prenderne uno appositamente studiato, meccanicamente semplice, ma molto controllato dall’elettronica e si raggiungeranno vite utili superiori alle 40.000 ore, con tagliandi programmati ogni 10.000.

    Fare efficienza energetica è la priorità da seguire. Non esiste una ricetta applicabile a tappeto. Ogni caso va analizzato e le tecnologie disponibili devono essere integrate tra loro per ottenere il miglior risultato possibile.

    Provate a prendere una caldaia degli anni novanta e calcolare quanto si risparmia preriscaldando l’acqua in ingresso….tanto per dire….

  • # 44
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Jacopo Criscuolo

    Avere venduto 70 dispositivi non è che significhi poi molto sul piano della validità di una soluzione… anche se ne venissero venduti 7000 sarebbe la stessa cosa, perché la validità di una soluzione si individua a prescindere dal business che gli si crea intorno… buon per la ditta dove lavori, ma come contributo in termini tecnici alla discussione il dato di vendita ha ben poco senso

  • # 45
    marco
     scrive: 

    Ciao a tutti chi mi puo dare notizie o conosce questo tipo di
    microcoganeratore ENERGGATE ?

  • # 46
    mirco
     scrive: 

    In tutto il discorso, non considerate un particolare tecnico importantissimo…
    Anzi due:
    Il primo e’ che non usa un motore a ciclo otto, ma uno a miscela magra (tipo prius) a ciclo Atchinson.
    Ma specialmente, oltre alla resa del 38% del motore termico, dal calore con un ORC tira un altro 12% per una resa del 50%.
    Un esempio, qua: http://www.newcomen.it/?p=economi

  • # 47
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ mirco

    A cosa ti riferisci?

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