di  -  lunedì 5 luglio 2010

Nello scorso post si è iniziato a parlare di motori a combustione interna, ma non si è parlato delle applicazioni alle quali vennero all’epoca destinati, e quale sarebbe stato il loro ruolo nella società moderna.

In questo post affronteremo i passi principali della storia del mezzo che ha influito forse più di tutti con le nostre vite… l’Automobile.

I PRIMI MOTORI E LE “CARROZZE A MOTORE”

I motori sviluppati dai vari personaggi precedentemente descritti avevano come scopo principale quello della generazione di potenza meccanica per applicazioni industriali, mentre parallelamente si studiavano mezzi di trasporto che permisero già nel 1828 di avere in città importanti come Londra degli autobus funzionanti a vapore.

I problemi del vapore sono stati già descritti in un precedente post sul motore Stirling, ed è facilmente immaginabile come un veicolo terrestre dotato di caldaia potesse presentare dei limiti funzionali.

Nella seconda metà del 1800, grazie ai rapidi sviluppi del motore a combustione interno si intravide la possibilità di utilizzare tale macchina termica (soprattutto dopo introduzione della fase di compressione) nei veicoli terrestri che, all’epoca, in molti casi erano poco più di carrozze trasformate o di tentativi arditi di creare qualcosa che la tecnologia all’epoca disponibile limitava fortemente.

I nascenti motori a combustione interna, nell’implementazione moderna del motore Otto a 4 tempi (1872), avevano tutte le carte in regola per potere venire installati sulle autovetture, anche se ancora c’era un “piccolo – grosso” problema… non erano in grado di avviarsi da fermi in quanto la trasmissione non prevedeva la frizione così come la conosciamo oggi.

L’introduzione tardiva di quest’ultima nel 1899, unitamente al continuo miglioramento del motore, ha contribuito sensibilmente allo sviluppo della giovane industria automobilistica.

I GRANDI NOMI DELL’AUTOMOBILE

Riassumere in un breve post i grandi nomi dell’automobile è piuttosto complesso in quanto tantissime persone hanno fornito un contributo più o meno grande al settore, brillanti inventori, eccellenti ingegneri, grandi sognatori, ma i nomi di moltissimi sono spesso quasi sconosciuti, benché alcuni di loro siano rimasti nella memoria per avere segnato i grandi passaggi della storia dell’automobile.

Escludendo i motoristi come Otto e Diesel dei quali qualcosa è stata accennata nel precedente post, tra i padri dell’automobile bisogna annoverare Carl Benz, ritenuto il vero e proprio “inventore” dell’automobile:

(Carl Benz 1844 – 1929)

Un altro grande nome è quello di Gottlieb Daimler che, unitamente a Wilhelm Maybach, fondarono la Daimler Motoren Gesellschaft (DMG) che divenne ben presto la più grande industria automobilistica dell’epoca.

(Gottlieb Daimler 1834 – 1900)

(Wilhelm Maybach 1846 – 1929)

Le due aziende successivamente si unirono dopo la morte di Daimler, e con l’ingresso in azienda del figlio Paul Daimler e con il contributo di Emil Jellinek (diplomatico Austriaco e pilota automobilistico) che sfocerà nell’uso da parte della nuova società Daimler-Benz del nome Mercedes-Benz per le autovetture prodotte (nome della figlia di Jellinek) e la loro storia è facilmente intuibile fine ai giorni nostri.

I TEMPI MODERNI TRAPASSATO E FUTURO

L’industria automobilistica a quel punto era avviata ad un grande sviluppo che portò alla nascita di grandi case automobilistiche, tra le quali non possiamo non citare la nostrana FIAT fondata nel 1899 e la Ford (1903) che diede un grandissimo contributo allo sviluppo industriale vero e proprio sell’automobile.

I tempi moderni vedono l’ingresso o la trasformazione di numerose aziende ancora oggi presenti, ma quell’epoca pionieristica rappresenta qualcosa di unico e di assolutamente irripetibile per l’automobile.

L’automobile, criticata e lodata per vari motivi, rappresenta qualcosa che è entrata nella società in maniera forte e prevedibilmente sarà ancora lì tra molti anni, ma ciò che rappresenta la parte più “importante” della vettura, ovvero il motore, si presta oggi (e più che mai si presterà in futuro) a diverse interpretazioni tecniche che già oggi sono, almeno in maniera ridotta, presenti sul mercato, come soluzioni classiche a combustione interna, elettriche ed ibride.

Nei prossimi post si parlerà di motori a combustione interna, la soluzione ad oggi più diffusa e più conosciuta, nonché la più bistrattata, ed esploreremo il loro funzionamento in dettaglio per poi arrivare finalmente alle soluzioni frutto delle ricerche più recenti in tema di motori a combustione interna.

Vi aspetto lunedì prossimo, sempre sulla rubrica Energia e Futuro, sempre su AppuntiDigitali.

(Immagini tratte da wikipedia)

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