di  -  giovedì 3 giugno 2010

“We didn’t buy Palm to be in the smartphone business. And I tell people that, but it doesn’t seem to resonate well. We bought it for the IP. The WebOS is one of the two ground-up pieces of software that is built as a web operating environment […] We have tens of millions of HP small form factor web-connected devices […] Now imagine that being a web-connected environment where now you can get a common look and feel and a common set of services laid against that environment. That is a very value proposition.”

Con queste parole il CEO di HP ha gelato le speranze di coloro che credevano di veder risorgere la gloriosa Palm dal fosso in cui negli ultimi anni era precipitata. La IP di Palm sarà al contrario utilizzata per dispositivi differenti connessi alla rete.

Adesso se escludiamo il mercato PC, rispetto al quale la collaborazione HP – MS non sembra in discussione, queste “decine di milioni di dispositivi di piccola dimensione HP connessi alla rete” cosa saranno?

La fonte cita come candidati tablet e stampanti – HP sta puntando molto sulle funzionalità erogate dalle proprie soluzioni di stampa in autonomia dal computer.

Molti commentatori vedono in questa dichiarazione la triste fine di quello che sembrava il ritorno di un grande marchio del passato, affiancato da un colosso del settore con grandi tasche e capacità manageriale.

Dal canto mio sto elaborando la notizia. Cosa significa abbandonare il mercato smartphone? Troppi costi per il go-to-market con un nuovo prodotto Palm? Per HP? O piuttosto troppa concorrenza nel settore?

Fonte | BoyGenius Report

UPDATE: HP conferma interesse per il mondo smartphone WebOS (grazie a The Solutor e Lakar).

18 Commenti »

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  • # 1
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Liberassero almeno le proprietà intellettuali e i sorgenti di BeOS, acquisite tempo fa da Palm, sarebbe una gran cosa.

  • # 2
    Marco
     scrive: 

    Domanda:
    ma se non gli interessa il mercato SmartPhone e poi Palm era già in declino (Hp poi faceva / fa i palmari migliori da lavoro)
    che caaaa… se la so comprata a fare Palm?

    maaaa

  • # 3
    Sir Marino
     scrive: 

    Grazie dell’articolo Alessio, seguo con interesse gli sviluppi della vicenda.

    Io non la vedrei pero’ troppo pessimisticamente, HP ha una presenza consolidata (seppur piccola) nel settore smartphone. La loro serie IPAQ, con tutti i pregi e difetti del caso, svolge senza fronzoli tutto cio’ che e’ business oriented – push, exchange, ppoint, salesforce etc.

    Secondo me il messaggio del CEO e’ “non l’abbiamo comprata perche’ avevamo bisogno di nuovi terminali” – imho ovviamente :)

    Poi ovvio che con un OS malleabile e trasversale si puo’ veramente creare tutta una serie di dispositivi per “sganciarsi” da fees Microsoft oppure – per uno sviluppo piu’ spinto – sara’ mai possibile vedere dei thin client all’orizzonte senza passare per Windows Embedded o Citrix?

    La nuova “filosofia di hp” ovvero la Converged Infrastructure punta a semplificare ed integrare, secondo me WebOS puo’ essere un grande passo verso questa direzione.

    Saluti a tutti

  • # 4
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Sir Marino
    Dal punto di vista di Converged Infrastructure la questione è molto interessante. Rimane un interrogativo: 1.2mld erano la somma giusta da spendere per acquisire un’azienda, eliminarne il core business e trasportarne la IP verso nuovi campi applicativi – come opposta alla decisione di svilupparsi tutto in casa, evitando anche l’overhead e i problemi di knowledge management tipici delle grandi operazioni di M&A?

    E poi, Converged Infrastructure a parte, secondo te c’è futuro per la dopotutto promettente piattaforma Palm nel mondo smartphone? Magari con le economie sull’HW di cui è capace HP?

  • # 5
    supertigrotto
     scrive: 

    # 1
    Cesare Di Mauro scrive:
    Liberassero almeno le proprietà intellettuali e i sorgenti di BeOS, acquisite tempo fa da Palm, sarebbe una gran cosa.

    Cesare,anche io avevo fatto questo errore,BeOs è stato slegato da palm tempo fa,me lo spiegò un utente di hwupgrade,in pratica,l’azienda palm era stata divisa in due,il gruppo smartphone con webOs e il gruppo software che detiene BeOs.
    HP ha comprato il gruppo smartphone,quindi non detiene BeOs,che resta in mano a Palm software (adesso non ricordo come si chiama la ditta).

  • # 6
    supertigrotto
     scrive: 

    in pratica BeOs è in mano alla giapponese Access

  • # 7
    Sir Marino
     scrive: 

    @Alessio

    Caro Alessio il tuo ragionamento non fa’ una piega! :)

    Pero’ penso proprio sia la sottilissima linea che sta alla base delle differenti filosofie aziendali, mi spiego meglio:

    Si vociferava che Dell volesse acquisire Palm, per rientrare nel settore smartphone cessando la produzione di terminali Axim.
    Si vociferava anche dell’acquisizione di Motorola per lo stesso motivo.

    Dell pero’ ha scelto una terza via, quella di ripartire da zero, investendo in nuovissime risorse in Cina e lanciando i primi dispositivi smartphone in Cina e Brasile.

    Hp ha visto la sua quota di mercato mobile, costituita interamente da smartphone WM5/6, ridursi drasticamente e si e’ trovata ad un bivio: investire o potare? Puo’ una societa’ leader come HP mancare da un campo cosi’ cruciale ed in crescita? Decisamente no! Proprio nell’ottica di quella strategia di azienda capace di fornirti tutto, dal telefonino allo storage ed al networking (vedi anche acquisizione di 3COM). Anche al costo di perderci nell’immediato.

    Abbiamo quindi queste due strategie, bisogna vedere quali delle due paghera’ sul medio/lungo periodo: ricordo che Dell ci ha messo un anno e mezzo per tornare sul mercato col suo primo smartphone – non penso HP avra’ tempi piu’ rapidi.

    Scusatemi se sono stato prolisso, resto ottimista che HP utilizzera’ la tecnologia PALM magari per la sua futura ondata di dispositivi mobile e per altri potenziali derivati – Vorrei vedere un qualcosa stile Maemo per intenderci :)

    Ah, guardatevi poi questo link:

    http://www.hp.com/hpinfo/newsroom/press/2010/100428xa.html

    specialmente dove cita ”Palm’s innovative operating system provides an ideal platform to expand HP’s mobility strategy and create a unique HP experience spanning multiple mobile connected devices”.

    Saluti

  • # 8
    lakar
     scrive: 

    @ Alessio Di Domizio
    In realtà il giorno successivo al suo discorso alla Bank of America Merrill Lynch a cui si riferisce l’articolo che hai linkato, il CEO di HP ha corretto il tiro al Financial Times dichiarando che non hanno intenzione di abbandonare gli smartphones ma che questi rappresentano solo uno dei tanti dispositivi connessi che hanno in mente per webOS.
    http://www.precentral.net/ceos-say-darndest-things-smartphones-are-just-another-connected-device-us
    Quindi il suo primo discorso sarebbe da intendere come: *non* abbiamo speso un sacco di soldi nell’acquisizione di Palm *solo* per il mercato smartphones *ma anche* per altri dispositivi mobili.

    Questa sarebbe anche la soluzione più logica dato che gli smartphones con webOS sono già sul mercato di una decina di paesi e usare il miglior OS per smartphone sul mercato (opinione di tutti gli analisti e giornalisti) e i vari brevetti di Palm solo per stampanti e tablet sarebbe veramente uno spreco. Anche perché la colpa del vendite non esaltanti degli smartphones webOS sono quasi tutte dovute a scelte commerciali e di marketing (che quindi sono facilmente rimediabili) veramente assurde da parte di dirigenti incapaci (gli ultimi due CEO Ed Colligan e Jon Rubenstein dovrebbero andare a zappare la terra insieme a quelli di Commodore).

    @Cesare Di Mauro
    Come detto da supertigrotto Palm non possiede più da tempo BeOS.
    Nel 2003 Palm si divise in due aziende distinte e indipendenti: PalmOne per l’hardware e PalmSource per il sistema operativo (all’epoca Palm OS 5.X che veniva dato il licenza anche a Sony e altri e quindi anche a PalmOne). Tutta la proprietà di BeOS finì in PalmSource. Anche qui il CEO dell’epoca (un certo Nigel) dovrebbe andare a zappare la terra (ora basta altrimenti mi viene il sangue cattivo…).
    A metà 2005 PalmOne comprò da PalmSource i diritti del nome Palm è così PalmOne tornò a chiamarsi Palm.
    A fine 2005 PalmSource (compreso BeOS) fu acquistata dalla giapponese Access che voleva usarla per creare un OS per smartphones su base Linux e retrocompatibile anche con Palm OS 5.X. Personalmente vidi un prototipo di quell’OS allo stand Access del LinuxWorld di San Francisco nel 2007 ma poi non se ne è più saputo nulla. Immagino che ormai abbiano abbandonato il progetto.
    Nel 2005 acquisì da MS la licenza per Windows Mobile e nel 2006 o 2007 Palm acquisì da Access una licenza perpetua per Palm OS 5.X con cui irare avanti.
    Nel frattempo Palm dovette ricostruire da zero una team per il software dato che non aveva più programmatori finiti tutti in PalmSource-Access e webOS è stato il risultato.

  • # 9
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ lakar
    Mentre scrivevo il pezzo, per farmi un’idea, ho cercato dichiarazioni precedenti e ne ho lette di abbastanza contrastanti. È stata però questa frase a farmi saltare la pulce nell’orecchio:
    ““We didn’t buy Palm to be in the smartphone business”

    Capisco che lo smartphone business possa essere solo una parte della strategia, ma una frase del genere sembrerebbe andare un po’ oltre questa interpretazione.

  • # 10
    lakar
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio
    Non so che dirti. Le sue dichiarazioni alla Bank of America e al FT sembrano contrastanti. Certo che sarebbe folle se HP volesse veramente far uscire Palm dal mondo degli smartphones e allora il CEO HP dovrebbe andare a zappare la terra insieme agli altri.

  • # 11
    Flare
     scrive: 

    Adesso BeOS si chiama Haiku :D Non proprio, però è un “remake” (loro dicono un progetto “ispirato a”) open source e compatibile coi vecchi binari, la cui prima alpha è uscita da qualche tempo (ora siamo all’alpha 2, di un mesetto fa).
    http://www.haiku-os.org/
    Un progetto molto interessante, che mi dà una buona impressione anche con la live (sempre tenendo conto che è una alpha). Se avessero liberato i sorgenti, sicuramente non avrebbero dovuto reinventare la ruota, comunque promette bene. Come software stanno portando del software open, ma se pensate che sia una specie di GNU/Linux, non lo è affatto e gli stessi sviluppatori ci tengono a sottolinearlo.

  • # 12
    The Solutor
     scrive: 

    Mi pare una dichiarazione che lascia il tempo che trova.

    O in ogni caso una dichiarazione ragionevolmente prudente.

    Continueranno a sfornare smartphones senza squilli di trombe, se non venderanno abbastanza potranno dire “ve l’avevamo detto!”.

    Se venderanno, beh…chi si ricorderà della dichiarazione di cui sopra ?

  • # 13
    Dreadnought
     scrive: 

    …anche perchè se avete visto uno degli ultimi ipaq HP vi renderete conto che non possono essere considerati nemmeno dei prodotti mediocri.

  • # 14
    TheKaneB
     scrive: 

    @lakar: certo che ne manderesti di gente a zappare la terra! :D Non è che, per caso, hai un grosso podere e cerchi illustri braccianti, vero?

    @Alessio: certo che se HP veramente vuole investire con WebOS sui suoi device connessi (e parliamo quindi di Palmari, Smartphone, Tablet e via discorrendo), sarebbe auspicabile nel medio-breve termine l’uscita di una qualche forma di netbook basato su ARM e WebOS, che sinceramente lo vedo meglio di Android e Ubuntu per svolgere le funzioni di Internet Device proprie del Netbook.

  • # 15
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @supertigrotto: grazie per l’informazione. Non ero al corrente di quello spin-off.

  • # 16
    the solutor
     scrive: 

    http://www.tomshardware.com/news/Smartphone-WebOS-Netbooks-Tablets,10596.html

    come volevasi dimostrare…

  • # 17
    lakar
     scrive: 

    Quoto the solutor
    http://www.precentral.net/hp-statement-webos-smartphones-yeah-well-make-those-too
    A quanto pare HP è intenzionata a continuare la produzione in smartphones webOS. :-)

    Vorrà dire che per il mio podere avrò un CEO in meno…

  • # 18
    TheKaneB
     scrive: 

    @lakar: non disperare, di mancati addetti alla zappa ce ne sono a bizzeffe nel campo dell’ICT, riuscirai tranquillamente ad ottenere tutta la manodopera necessaria :D

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