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lunedì 14 Settembre 2009 - 7 Commenti

Con la scomparsa di un personaggio come Mike Bongiorno si sono susseguiti tributi ed immagini di repertorio dell’epoca in cui il mezzo catodico muoveva i suoi primi passi, portando con sé innovazione, rivoluzione dei costumi, e l’unificazione culturale della nazione, attraverso la diffusione della lingua italiana anche presso quegli strati del tessuto sociale che fino ad allora ne erano rimasti emarginati.

In quelle immagini che risalgono alla fine degli anni ’50 e inizi ’60, traspare un candore ed una semplicità quasi infantile, dello stile, dei modi, del comunicare, che ispirano tenerezza.
Appare …

martedì 7 Luglio 2009 - 20 Commenti

 
Se la Microsoft voleva far parlare di sé e dell’ottava release di Internet Explorer di certo ci è riuscita. L’enorme vociare delle polemiche generato intorno ad un video messo online da Microsoft ha spinto la software house a ritirarlo, non prima che venisse prontamente ripubblicato su Youtube ed altri video-contenitori naturalmente.
Si tratta di uno spot pubblicitario che vuole promuovere la funzionalità “InPrivate”, che come la navigazione anonima del nuovo Firefox 3.5, permette di non lasciare traccia della proprie attività sul web. In una tranquilla scenetta familiare, intorno al tavolo per …

martedì 27 Gennaio 2009 - 13 Commenti

Sulla rete da mesi ormai si parla dei problemi pubblicitari di Facebook e, mentre c’è chi continua a strombazzarne, in un clima che riecheggia i toni favoleggianti della new economy, un valore potenziale di 15 miliardi di dollari (circa 1/5 del market cap di Apple per intenderci) in una ipotetica IPO, frequenti critiche colpiscono gli infelici posizionamenti tabellari nel portalone, e la generale scarsa propensione di un utente di Facebook a prestar attenzione ai messaggi pubblicitari.
Nel 2007, mentre l’entusiasmo attorno a FB montava a grandi passi, fra gli entusiasti si …

martedì 25 Novembre 2008 - 5 Commenti

Recentemente Ted McConnell, Interactive Marketing General Manager di Procter&Gamble, ha dichiarato di non essere più intenzionato ad acquistare pubblicità su Facebook e sui social networks in generale.
La sua affermazione è basata sulla constatazione che essere presente in un social network per una società deve significare dare qualcosa ai propri clienti, non limitarsi a mostrare loro banner.