E’ una domanda che si sono posti molti amighisti quando sono iniziate ad arrivare le prime schede grafiche basate sui chip provenienti dal mondo PC o Mac, le quali permettevano di raggiungere risoluzioni e refresh dello schermo più elevati, e palette dei colori più estesa.
Il dubbio è legittimo, in quanto AmigaOS è un sistema operativo che è stato confezionato su misura, sul meraviglioso chipset dell’Amiga, cercando di sfruttarne, riuscendoci, il più possibile le potenzialità.
In effetti lo stretto legame con l’hardware emerge già andando a rovistare fra le API messe a …
Quando parliamo di Sun e di Oracle difficilmente possiamo pensare all’eredità della prima presa in consegna dalla seconda: troppo diverse le finalità e le azioni, con l’azienda di Redwood votata a batter cassa cercando di capitalizzare il più possibile il portfolio di strumenti e proprietà intellettuali della ex casa di Santa Clara.
Una recente notizia sembra, però, accomunarle nuovamente, all’insegna di un ritorno al passato in quella che all’apparenza si prospetta come una difesa di uno dei gioielli di famiglia, il linguaggio di programmazione Java che, nel bene e nel male, …
Come promesso, finalmente arriviamo a parlare delle limitazioni presenti nel chipset dell’Amiga (che ricadono nelle singole componenti) con cui hanno avuto a che fare i programmatori, e le idee, o per meglio dire i sogni, che li hanno tormentati nella speranza che Commodore vi ponesse rimedio, o semplicemente chiedendosi perché il buon Jay Miner non avesse osato di più.
Nei precedenti articoli abbiamo avuto modo di vedere in che modo erano foraggiate le varie parti del sistema dotate di appositi canali DMA e, in particolare, quello dei bitplane che facevano parte …
Si tratta di una domanda decisamente ambigua, perché è naturale chiedersi quale sia il contesto in cui si inquadra. Efficaci rispetto a cosa? Chi ha seguito la lunga carrellata di articoli dedicati a DRM e TCPA, che hanno generato lunghi e interessanti dibattiti, può intuirne già il senso.
I DRM nascono per tutelare la proprietà intellettuale e il diritto di copia dell’azienda che ha commercializzato un prodotto, impedendone la duplicazione non autorizzata e/o la fruizione senza aver corrisposto il riscontro economico richiesto.
L’efficacia per un’azienda che opera nella produzione di contenuti multimediali …
Col precedente articolo il funzionamento delle varie componenti dell’Amiga dovrebbe essere sufficientemente chiaro, ma ho volutamente lasciato fuori dalla disquisizione la generazione della grafica dello schermo, che meritava una trattazione a parte.
Fondamentale rimane ancora la pagina dell’Amiga Hardware Manual che ho riportato nell’articolo (e della quale fornisco il link), che mostra la precisa suddivisione di una riga di raster fra le varie parti del sistema, ma in questo caso c’interessa capire cosa avviene quando dev’essere visualizzata una linea dello schermo all’interno della riga di raster corrente.
Dei 227 color clock, fino …
Questo pezzo di Cesare rappresenta il primo capitolo di un botta e risposta con Alessio, la cui prossima puntata apparirà su AD nei prossimi giorni. Stay tuned! :-)
Il precedente articolo sul TCPA ha scatenato polemiche, more solito, perché l’argomento è particolarmente sentito e da un po’ di anni a questa parte si assiste a una dura contrapposizione fra chi lo sostiene e chi lo avversa.
In realtà, da quel che è emerso poi da commenti, per lo più le contestazioni non riguardano il TCPA di per sé, quanto gli (utili) strumenti …
Nel precedente articolo abbiamo parlato dei concetti alla base della generazione del segnale video e del fatto che quest’ultimo nell’Amiga regoli tutte le altre componenti (audio, disco, e accesso della CPU alla memoria); abbiamo anche visto che un (semi)quadro è suddiviso in righe di raster, e queste ultime in slot che corrispondo ai color clock (pari a 2 cicli di clock della CPU nei primi modelli).
Ogni riga di raster richiede 227 color clock, che quantificano il numero di accessi alla memoria (o anche ai registri dei chip custom per la …
L’argomento DRM, di cui abbiamo parlato diverse volte, è abbastanza controverso: da una parte c’è chi lo supporta perché lo vede come una forma di tutela degli investimenti fatti da software house e/o fornitori di contenuti, mentre dall’altra ci sono i consumatori che lo ritengono un intralcio (“ho già pagato, perché devi ancora infastidirmi?”); in mezzo opinioni variegate, comprese quelle del tutto illegittime (degli scrocconi).
Parlando di qualcosa che risulta in parte in relazione con esso, il tristemente famoso TCPA, le reazioni sono, invece, per lo più sbilanciate verso la crocifissione …






