di  -  mercoledì 28 aprile 2010

Che la politica di Oracle sia decisamente diversa da quella di Sun, penso sia fuori discussione e ormai l’avranno capito tutti. D’altra parte da un’azienda votata al lucro cosa ci si dovrebbe aspettare, se non pensare principalmente ai propri interessi e, di conseguenza, a quelli degli azionisti?

Non sorprende, pertanto, l’ultima mossa della casa di Redwood, la quale sta cercando di capitalizzare in tutti i modi l’acquisizione dell’ex colosso di Santa Clara con operazioni che, a seconda di come le si veda, possono far storcere il naso o imprimere un ilare segno facciale.

Perché domandare ben 90 dollari per un plugin che prima Sun permetteva di scaricare gratuitamente provocherà sicuramente reazioni ben diverse, che spazieranno dalla grassa risata allo stracciarsi le vesti, soprattutto andando a leggerne i termini (ordini minimi di 100 licenze) e rapportandolo al costo di una licenza Home & Student di Office (venduto a qualche dollaro in più).

Una chiave di lettura del gesto risulta estremamente difficile, specialmente per chi, come me, non mastica di economia, marketing e dintorni, per cui lascio le valutazioni di questo genere a chi ha competenze in materia, riservandomi qualche riflessione improntata principalmente al lato tecnico, com’è abitudine mia e della presente rubrica che curo.

Innanzitutto è bene sottolineare un elemento molto importante: il plugin in questione consente di importare ed esportare documenti nel formato OpenDocument (ODF, da qui in avanti) per la più che nota suite Office di Microsoft, ma Sun non ne ha mai rilasciato i sorgenti.

Il che suona abbastanza strano se consideriamo che Sun l’ha, invece, fatto per i suoi migliori gioielli, come Java e Solaris, fino ad arrivare a StarOffice che ha dato origine a quell’OpenOffice che, al momento, sembra il principale concorrente della suite “da ufficio” di quel di Redmond.

Pensare, pertanto, a un eventuale fork, come si sarebbe prospettato per MySQL nel caso in cui Oracle avesse voluto affossarlo (chiaramente a beneficio del suo engine SQL), è impossibile e, viste le premesse, dubito che l’attuale proprietaria abbia intenzione di rilasciarli.

Poco male, si dirà: Office 2007 offre già un plugin allo scopo. Peccato che contempli soltanto la versione 1.1 (che comunque aggiunge ben poca roba rispetto alla 1.0, essendo più che altro un “bug fix”) del formato, mentre il plugin di Oracle supporta fino all’ultima versione, la 1.2, che, però, non è stata ancora ratificata da ISO, trovandosi in fase di revisione.

In verità nemmeno la versione 1.1 è stata standardizzata (a causa delle leggere differenze con la 1.0, il comitato promotore ha optato per non perdere altro tempo e risorse, puntando dritto al suo successore), quindi al momento l’unico formato che si può fregiare della parola “standard” rimane il primo, in attesa che le più corpose modifiche della 1.2 vengano finalizzate e trovino lo stesso sbocco.

Quest’ultimo, però, ha già trovato piena applicazione proprio in OpenOffice, che a partire dalla 3.0 l’ha adottato come formato predefinito per il salvataggio dei documenti. In passato a partire dalla 2.3.1 aveva, invece, impostato la versione 1.1 di ODF come formato di default.

Il risultato è che al momento sul mercato c’è Office 2007 che permette di salvare documenti nel formato 1.1, le versioni più vecchie di OpenOffice che fanno altrettanto, mentre quelle più nuove adottano già da tempo la 1.2. Una situazione non proprio ideale dal punto di vista dell’interoperabilità (che poi era anche l’obiettivo principale per cui questo formato è nato ed è stato caldeggiato).

Deprecabile rimane l’adozione di standard non ancora ratificati, che ha contribuito a questo caos. Sebbene la versione 1.1 sia praticamente compatibile con la 1.0 a causa delle piccolissime differenze che sussistono fra le due, Microsoft avrebbe dovuto adottare esclusivamente quest’ultima, ignorando tutto il resto.

Inoltre se gli sviluppatori di OpenOffice volevano aggiungere il supporto alla 1.2, avrebbero potuto benissimo farlo, ma senza impostarlo come default e avvisando anche l’utente che non si tratta di un formato standardizzato, lasciando quindi il primo predefinito per conservare i dati degli utenti.

Si tratta, purtroppo, di leggerezze che hanno ripercussioni non di poco conto, che non giovano sicuramente né alla diffusione di questo giovane formato né all’utenza che deve scambiarsi documenti di questo tipo. Certamente giova ancora meno lo stratosferico prezzo della soluzione di Oracle, di cui non prevedo certo elevati volumi di vendita…

53 Commenti »

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  • # 1
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    La guerra sui formati è una delle situazioni più tristi che si presenta nel mercato informatico. Ciò premesso la mossa di SUN di primo acchito mi pare non abbia senso dal punto di vista economico.

    Una considerazione “politica” mi pare emerga: SUN non crede che l’implementazione di ODF in MSOffice possa essere di alcun giovamento alla sua causa, e piuttosto ritiene che la presenza di ODF in MSOffice sia funzionale ad una migrazione da ODF a OOXML, dunque contraria ai suoi interessi. Per questo motivo, credo, desidera tenere i mondi separati, almeno in una direzione.

    Non so dire che risultati possa avere questa mossa su ODF, che dalla standardizzazione ISO di OOXML temo sia uno zombie.

    Detto questo, ribadisco che i formati dovrebbero essere aperti e gratuiti perché garantiscono l’interoperabilità e la concorrenza. La competizione dovrebbe giocarsi sulle implementazioni, ma questo non è certo nell’interesse di un’azienda, a cui fa molto più comodo scamparsi i costi della concorrenza con il lock in degli utenti.

  • # 2
    D
     scrive: 

    Eh, pace, si sopravviverà anche senza odf.
    Per la cronaca fino adesso sul web i formati che mi sono capitati sono sempre stati pdf ed rtf. Odf nessuno a meno che non me lo andassi a cercare io.
    D’altro canto Oracle sta cercando di monetizzare dove può (leggasi dove Sun non ha avuto la grande pensata di rilasciare i sorgenti al mondo) e le due punte di diamante hanno già preso il largo da tempo.

  • # 3
    pabloski
     scrive: 

    che oracle voglia svolgere un’attività lobbistica nei confronti delle istituzioni pubbliche e imporre l’uso di openoffice?

    in questo caso impedirebbe a chiunque di usare office per creare documenti odf e questo implicherebbe un aumento diretto di share di openoffice

    poi non capisco perchè ci si lamenti di odf 1.2 che non è standard, quando abbiamo uno standard ad capocchiam approvato tramite lubrificazione dei funzionari ISO? si parlo proprio di quell’accrocchio la cui documentazione è incompleta

    per come la vedo io, oracle vuole lo scontro e non ha paura di combattere faccia a faccia

    però intanto godiamoci la 3.2 beta di virtualbox gentilmente offerta da oracle ( con tanto di supporto ai guest macos x )

  • # 4
    mad_hhatter
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio
    anch’io penso a una mossa politica, ma non ne capisco il senso: ms office è in posizione di forza rispetto alle altre suite analoghe; intralciare l’utilizzo di odf in office non avrà certo l’effetto di incrementare l’adozione di suite alternative visto che viene ulteriormente ridotta proprio l’interoperabilità con il prodotto più diffuso.

  • # 5
    D
     scrive: 

    “che oracle voglia svolgere un’attività lobbistica nei confronti delle istituzioni pubbliche”

    Peccato che sono proprio queste istituzioni che nonostante tutto continuano a pubblicare documenti in pdf e rtf quindi c’è ben poco da imporre.

    “poi non capisco perchè ci si lamenti di odf 1.2 che non è standard, ”

    Di sicuro non è agendo allo stesso modo di microsoft che si può sperare di batterla. Rimane sempre la radicata presenza nel tempo.
    Uno standard è necessario ma si deve essere sicuri che sia quello, certo, sicuro.

  • # 6
    goldorak
     scrive: 

    Come la fate tragica.
    Il plugin per Microsoft office potra’ pur essere a pagamento, ma la suite Open Office e’ GRATUITA, costo zero.
    Quindi chi vuole il supporto al formato odt non deve spendere alcunche’ se non scaricare un programma che era ed e’ comunque gratuito.
    Secondo me Oracle ha fatto bene, e’ un modo per “spronare” le masse ad usare Open Office se si vuole avere il supporto a odt. E non e’ una cattiva cosa. Office supporta solo doc/docx, OpenOffice supporta piu’ o meno bene .doc,docx e odt. Chi ha il vantaggio ? ^_^

    La strategia di Oracle ha senso, l’unica strategia perdente per il mondo open source e’ quella di rincorrere sempre e comunque Microsoft e/o Windows.

  • # 7
    goldorak
     scrive: 

    pabloski ha scritto : “però intanto godiamoci la 3.2 beta di virtualbox gentilmente offerta da oracle ( con tanto di supporto ai guest macos x )”

    Giusto, magari ne approfitto per entrare per la prima volta in un apple store e compro Os X. Cosi’ per testarlo su Virtualbox. hihi…. ^_^

  • # 8
    j
     scrive: 

    Alessio Di Domizio

    Una considerazione “politica” mi pare emerga: [cut]

    se Oracle vuole tenere separati i due mondi , quello “microsoft” e quello “concorrenza di microsoft”, si potrebbe intravedere che per loro se una copia di MSO venduta è un po’ un fallimento di OOo (perchè quest’ ultimo, pur gratuito o comunque economico, non ha comunque convinto il cliente), una copia di MSO usata per salvare in ODF sarebbe in effetti una copia di OOo non venduta, una sorta di indebita appropriazione a cui con questo aut aut cercano di porre una pezza

    pabloski

    che oracle voglia svolgere un’attività lobbistica nei confronti delle istituzioni pubbliche e imporre l’uso di openoffice?

    quelle che stanno costruendo adesso la propria infrastruttura informatica (difficile), quelle che ne stanno valutando l’ ammodernamento (magari perchè in possesso di versioni obsolete di windows – più probabile) e quelle la cui dipendenza infrastrutturale da SW MS è ancora ridotta (ricordando che non di solo Windows e Office vive un’ amministrazione, ma anche di tutto ciò -macro, plugin, tool e applicazioni vari- che viene installato insieme, e spesso sviluppato ad hoc, per assecondare un determinato modo operativo), forse
    ma per quelle che MSO2007 già lo usano, proprio non si pone il problema – non più

    in questo caso impedirebbe a chiunque di usare office per creare documenti odf e questo implicherebbe un aumento diretto di share di openoffice

    no, l’ effetto immediato può essere solo un aumento dei documenti in formato .doc o .docx ( quest’ ultimo che per quanto “ad capocchiam” possa essere, ha pur sempre l’ imprimatur dell’ ISO, quindi per un’ azienda o amministrazione che voglia certificare con un bel bollino il proprio processo operativo, vale tanto quanto) – gli utenti di applicazioni di produttività non sono infiniti e non si creano dal nulla, nè per quelli di cui sopra avrebbe senso passare a una suite meno funzionale di quella per cui già hanno pagato

  • # 9
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @pabloski: la documentazione di OOXML non è incompleta. Anzi, il problema è proprio l’opposto: ce n’è troppa, dettagliatissima, racchiusa in circa 6mila pagine (se non ricordo male).

    @goldorak: non è questo il punto e quel che volevo sottolineare nell’ultima parte dell’articolo (che poi è l’argomento vero e proprio, preannunciato nell’articolo).

    Innanzitutto sottolineo che le amministrazioni devono dare la possibilità a qualunque concorrente di partecipare ai bandi di concorso, e per far questo hanno imposto l’uso di standard (aperti e liberi, ovviamente).

    Se Office 2007 non supporta l’ODF 1.2, non vedo perché ci si dovrebbe rivolgere a OpenOffice solo per questo. Lo standard ISO è, infatti, l’ODF 1.0, e non l’1.2, che dev’essere ancora ratificato (e poi c’è pure OOXML che è anch’esso standardizzato, se vogliamo mettere i punti sulle “i”).

    Pertanto a mio avviso gli errori commessi sono stati due: quello di MS nel supportare l’1.1 e non l’1.0 (che è l’unico standardizzato), e quello di OpenOffice nell’usare l’ancora più incompatibile 1.2.

    Il pastrocchio nasce tutto da qui. A meno che non vogliamo prendere e buttare nel water il concetto di interoperabilità tanto sbandierato, ma, nei fatti, calpestato proprio da tutti.

  • # 10
    Notturnia
     scrive: 

    personalmente di odf non ne ho mai fatto uso e continuerò a non farlo.. quindi per me sun puo’ anche fare quel che vuole.. se poi mettesse java a pagamento mi farebbe un piacere cos’ magari si userebbe qualcosa di meglio per lo streaming dei dati nelle applicazioni che uso.. java è scandaloso..

  • # 11
    goldorak
     scrive: 

    @ Ceasre di Mauro : poiche’ il formato odt e’ aperto, nessuno e dico nessuno vieta a Microsoft di sviluppare un plug-in che sia totalmente compatibile e darlo gratuitamente (dopo avere speso 400 $ per la suite) con Office.

    Questa mossa di Oracle interessa unicamente le realta’ aziendali, ed e’ fatta in modo tale da sminuire il valore di Office qualora si volesse usare odt. Puo’ non piacerti come mossa, ma e’ una mossa strategicamente corretta. Usi Office e vuoi il supporto a odt ? Paga Oracle per il plugin, oppure metteti in linea diretta con Redmond per convincerli a sviluppare un plug-in.

    Ad ogni modo il valore di Office come suite interoperabile viene meno. Ed e’ questa la cosa importante.

    Penso che neanche Oracle si aspetti di vendere una marea di questi plu-gin ma non e’ questo lo scopo. In questo senso tu stai sbagliando la tua analisi. Non si tratta di monetizzare il plg-in quanto piuttosto quello di sminuire il valore della suite Office ai fini dell’interoperabilita’ con il formato APERTO odt.

  • # 12
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Forse non è chiaro. Lo ripeto: l’UNICO standard (ISO) è ODF 1.0. Non c’è spazio per altro, visto che da sempre si punta il dito contro gli standard di fatto.

    A meno che non vogliamo puntarlo soltanto su “alcuni” che riteniamo ideologicamente scomodi.

    Quindi ODF va bene come formato, ma soltanto per l’1.0. Questo se vogliamo parlare di interoperabilità, appunto.

  • # 13
    goldorak
     scrive: 

    @ Cesare di Mauro : il support o odt 1.0 in Office fa schifo.
    Non e’ interoperabile con niente. Ecco il motivo per cui Sun sviluppo’ il plug-in e lo diede gratuitamente.
    Ora in tutta onesta’ non puoi dirmi che una azienda come Microsoft non e’ capace di produrre un plug-in aderente 100% alle specifiche di odt 1.0.

  • # 14
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Quel che dici non è corretto, e ne riparlerò in maniera chiara in un prossimo articolo che esaminerà proprio questi presunti problemi.

    Quindi ti prego di pazientare ancora un po’ su questo punto.

    Per il resto il concetto rimane sempre quello: se vogliamo parlare di standard, ODF 1.1 e 1.2 NON sono da prendere in considerazione, perché soltanto il primo lo è.

  • # 15
    Daniele
     scrive: 

    Aggiungo che Google Docs non supporta ODF 1.2 e siamo all’assurdo che devo convertire i fogli elettronici in excel prima di metterli sul server! Non succede con tutti ma con molti. Quindi sottoscrivo gli appunti di Cesare. Che poi Oracle si faccia pagare il plug-in… meglio per loro, MS Office non è gratuito non vedo perché debba esserlo un suo plug-in.

  • # 16
    Wolf01
     scrive: 

    @Daniele: forse perchè non si è costretti a fare plugin di terze parti a pagamento?
    Se Photoshop costa 2000$ tutti i plugin devono forse essere a pagamento?

  • # 17
    Daniele
     scrive: 

    Wolf01, non ho detto che DEVE, ho detto che non capisco la polemica che scaturisce dal fatto che voglia farsi pagare. La verità è che si tende inconsciamente a rapportare tutto a “siccome riguarda l’open source DEVE essere gratis”, si lotta per un formato libero e aperto? Chi lo adotta non deve chiedere soldi! Mettiamo, per assurdo, che domani theora divenga uno standard de facto per i video hd sul web, se uscisse un player molto buono a pagamento o un plug-in per i browser sempre a pagamento si griderebbe allo scandalo, ma stai sicuro che lo stesso non succederebbe se lo standard divenisse h264.

  • # 18
    goldorak
     scrive: 

    @ Daniele : hai ragione, open source e’ soltanto una metodologia di sviluppo. E come nel software commerciale chiuso si puo’ far pagare.
    La cosa scocciante (per gli interessati) se cosi’ si puo’ dire e’ che un plugin (che comunque non era open source) da gratuito passi a costoso (licenza minima per 100 computer a 90 $ l’una fanno 9000 $ minimo).
    Resta il fatto che Microsoft ha tutte le carte in tavola per far un plugin analogo per Office per garantire la compatibilita’ con odf 1.1 e 1.2 . E ce sempre l’alternative StarOffice (supporto commerciale) se non si vuole andare di open office gratuito per le aziende.
    La conseguenza e’ che per le aziende se vogliono il supporto a odf ora come ora ha piu’ senso dal punto di vista economico fare installazioni di StarOffice o di Open Office che comprare il plugin per Microsoft Office.

  • # 19
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    goldorak, continui a ignorare il fatto che l’unico standard ISO è la versione 1.0. Né la 1.1 né la 1.2 lo sono, e non sarebbero nemmeno da prendere in considerazione, per quanto già discusso in precedenza.

    E ribadisco che Microsoft ha commesso un grosso errore nell’implementare l’1.1 anziché soltanto e rigorosamente l’1.0.

    Non è che si possono usare due pesi e due misure quando parliamo di “standard” e di “standard di fatto”.

    P.S. Per la precisione open source è una forma di distribuzione del software, non una metodologia di sviluppo.

  • # 20
    goldorak
     scrive: 

    @ Cesare di Mauro : suvvia l’odf 1.2 e’ in corso di ratificazione per lo standard. Non e’ che cambieranno specifica all’ultimo secondo ti pare ? Quindi il fatto che Microsoft non voglia includerne il supporto in Office e’ soltanto una scelta dettata da “lock in”.
    Se openoffice e tutta la miriade di software alternativi offrono un tale supporto, perche’ non lo fa Microsoft ? E se ce qualcosa che cambia hanno sempre la possibilita’ di aggiornare tramite service packs. Quindi come vedi, le ragioni che tu addici e che sono le stesse portate avanti da Microsoft e’ soltanto fumo negli occhi.
    Microsoft vuole mantenere il lock-in, che si accomodi pure, ma il mondo va avanti. E rischia di ritrovarsi nella stessa situazione in cui si trova oggi con IE. Anni fa il web era di fatto uno standard Microsoft (o fai i siti IE-6 oppure ti agganci). Beh con pazienza e perseveranza Firefox un browser molto piu’ aderente agli standard di IE ha incominciato a mangiarsi il market share di IE. E come risultato Microsoft ha incominciato a cambiare direzione, IE 8 e sopratutto il 9 sono molto piu’ in linea con gli standard di quanto non facesse IE 6.

    L’open source non e’ una forma di distribuzione, quella e’ dettata dalla licenza. E come ben sai ne esistino moltissime di licenze, da quelle piu’ “liberali” a quelle invece meno liberali.
    Open source vuol dire soltanto che il sorgente e’ visibile.
    Ma per esempio se Microsoft rendesse il sorgente di windows e/o office aperto ma con una licenza restrittiva del tipo “guarda ma non toccare” non avresti tra le mani un software OPEN SOURCE (nel senso del movimento open source).

    Le metodologie di sviluppo sono le stesse nei software open source che in quelli cosed source. O pensi che la gente che lavora al kernel di linux, o altri progetti open source (come open office, virtualbox, etc…) usa una metodologia di sviluppo diversa da quella che adottano i progrmmatori che lavorano al kernel di windows ?
    L’ingegneria del software mica fa differenza tra software open o closed source.

  • # 21
    D
     scrive: 

    “Quindi il fatto che Microsoft non voglia includerne il supporto in Office e’ soltanto una scelta dettata da “lock in”.”

    Però se microsoft includesse adesso una cosa non standard, quella cosa si diffondesse a macchia d’olio (come naturalmente succede quando si mette di mezzo microsoft), in seguito venisse cambiata e ms non si aggiornasse per sopraggiunti problemi derivati proprio dall’enorme diffusione del nuovo formato, di nuovo ci sarebbe chi la criticherebbe blaterando di lock in, monopoli, complotti, cospirazioni ed evocazioni a tutto andare verso l’indirizzo dell’antitrust.
    Non importa quello che faccia, microsoft va sempre criticata.

  • # 22
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @goldorak: Appunto. Non è una metodologia di sviluppo, ma di distribuzione del software, come dicevo io.

    Il discorso delle licenze è un altro paio di maniche, e hai ragione.

    Per quanto riguarda l’ODF stai ribaltando completamente la realtà, che al momento è rappresentata da uno standard ufficiale e nient’altro.

    Il lock-in in questo caso è indotto dall’uso di standard NON ufficiali, e principalmente dalla versione 1.2 di ODF che è decisamente incompatibile con lo standard ufficiale (mentre l’1.1 è quasi del tutto compatibile, in quanto trattasi principalmente di bug fix e chiarimenti necessari, come puoi leggere tu stesso dalla striminzita appendice di poche pagine allegata nel suo draft).

    Qui stai cercando di far passare l’adozione di uno standard di fatto come cosa “normale”, calpestando il concetto di standard ufficiale e le motivazioni che portano alla ratifica e adozione da parte di tutti gli interessati. A questo punto che senso ha procedere alla standardizzazione di qualcosa? Si tratta di uno spreco di tempo e risorse: facciamone a meno e amen, e però poi non lamentiamoci delle relative conseguenze (il caos, lock-in a valanghe, e mancanza di interoperabilità).

    Tra l’altro ti faccio notare che il vecchio formato di Office è aperto e pubblico, con specifiche chiare e precise. Chiunque lo può implementare senza problemi. Considerato che è pure quello più diffuso, allora tanto valeva che tutti l’adottassero, visto che comunque è uno standard di fatto.

    Non si scappa. E sai benissimo che tentare la carta dei due pesi e due misure non porta a nulla, oltre che denotare scarsa professionalità e una chiara parzialità nella valutazione di aspetti che sono prettamente tecnici.

  • # 23
    Nicola
     scrive: 

    secondo me le cose sono due

    1) tenta di monetizzare da tutto in tempo di crisi
    2) ha qualche intenzione più articolata dietro

    tipo spingere ODF o scontrarsi direttamente con MS anche sul campo office, oppure, essendo proprio dietrologi, accordi segreti con MS per non pestarsi i piedi, dato che MS è concorrente Oracle in altri campi XDDDD

  • # 24
    goldorak
     scrive: 

    D ha scritto : “Però se microsoft includesse adesso una cosa non standard, quella cosa si diffondesse a macchia d’olio (come naturalmente succede quando si mette di mezzo microsoft), in seguito venisse cambiata e ms non si aggiornasse per sopraggiunti problemi derivati proprio dall’enorme diffusione del nuovo formato, di nuovo ci sarebbe chi la criticherebbe blaterando di lock in, monopoli, complotti, cospirazioni ed evocazioni a tutto andare verso l’indirizzo dell’antitrust.
    Non importa quello che faccia, microsoft va sempre criticata.”

    Scusa, ma potresti chiarirmi il concetto di lock-in su un formato APERTO e interoperabile ? Non riesco proprio a capire.

  • # 25
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    E’ lo stesso concetto che si può applicare al vecchio formato Office, messa esattamente in questi termini. Dunque ODF sarebbe un formato inutile: soldi e tempo buttati senza motivo.

    E visto che hai tirato in ballo anche l’HTML prima, lo stesso ragionamento si può applicare anche alle estensioni create in passato da Microsoft e che erano aperte e pubbliche (e non poteva essere altrimenti, visto che parliamo di web).

  • # 26
    Daniele
     scrive: 

    @Goldorak e @Cesare
    Entrambi affrontate la questione da lati e filosofie differenti, Cesare ha inconfutabilmente ragione quando parla di “standard”, Goldorak quando parla di lock-in. ODF 1.1 e 1.2 non sono al 29 aprile 2010 standard ISO. Microsoft è costretta a scoraggiare e denigrare l’ODF per evitare una sua ascesa troppo rapida da cui questi traduttori scadenti e la solita manfrina del “il formato è scadente e non ci permette di fare tante cose belle che sono indispensabili”. Oracle con questa mossa scoraggia l’uso di MS Office perché obbliga ad altri esborsi soprattutto le amministrazioni pubbliche che hanno adottato l’ODF. Ha ancora ragione Cesare quando dice che OpenOffice avrebbe dovuto implementare il salvataggio in ODF 1.0 oltre che in 1.2 e l’ho spiegato prima il perché.

  • # 27
    D
     scrive: 

    “Scusa, ma potresti chiarirmi il concetto di lock-in su un formato APERTO e interoperabile ? Non riesco proprio a capire.”

    Interoperabile dove ?
    La vers. 1.2 è incompatibile con la 1.1, interoperabile una sega.
    La verità, sempre la solita, è che si deve per forza trovare un modo per criticare microsoft esattamente come con IE.
    Fino a quando ha corso ed ha introdotto valanghe di cose nuove, ci si lamentava che stava prendendo possesso del web, dopo quando s’è letteralmente piantata stufa di imbecilli a più livelli (a cominciare da quelli alti) è stata criticata perchè IE non passava fior di test su codicilli non standard.

  • # 28
    goldorak
     scrive: 

    E vero che odf 1.1 e 1.2 non sono ancora standard, ma il processo di ratificazione e’ in corso (e anche cosi’ la versione 1.2 e’ supportata pienamente in open office). Se questo e’ il motivo per non includerlo in Microsoft Office allora che dire di OOXML ? Office non implementa al 100% neanche un suo stesso standard, ma resta comunque il formato predefinito di Office. Due pesi e due misure ? Si ma dal versante Microsoft.

  • # 29
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Allora quando il processo di ratificazione sarà completato, ne riparleremo. Nel frattempo proprio per una questione di INTEROPERABILITA’ dovremmo essere tutti d’accordo che NESSUN documento dovrebbe essere prodotto facendo uso del formato 1.2 (e nemmeno 1.1).

    Per quanto riguarda OOXML sei male informato: Office lo supporta, relativamente al profile “transitional” (e non la “strict”).

    Occhio che quando parliamo di standard dovremmo sapere bene di cosa si sta parlando, altrimenti si rischia di camminare sulle uova.

    Di questo ne riparlerò in un prossimo articolo in cui parlerò del’ODF 1.0, e dei macroscopici sbagli che sono stati fatti nella sua definizione, che hanno dato origine alle critiche che circolano (immotivate, come verrà dimostrato, standard alla mano, e parola per parola).

  • # 30
    Daniele
     scrive: 

    @Goldorak
    Ok sono in fase si ratifica ma i 2 programmi più diffusi che usano l’ODF, OpenOffice e Googledocs non si parlano tra loro, o meglio google non capisce openoffice. Ti basta per ammettere che ci sia un problema di standard come fa notare Cesare? Tieni presente che Nokia paga gli sviluppatori KOffice per l’uso di ODF sui dispositivi mobili, sarebbe assurdo se un file di openoffice non fosse compatibile sullo smartphone. Quindi lo standard è 1.0 e OpenOffice DEVE poter salvare in 1.0, quando lo standard sarà 1.2 si troverà in vantaggio rispetto ad altri.
    Poi puoi dare addosso a MS quanto ti pare e io non posso che appoggiarti.

  • # 31
    goldorak
     scrive: 

    @ D : non hai risposto alla mia domanda pero’. Spiegami come si puo’ parlare di lock-in quando il formato e’ aperto (e questo non singifica che e’ stagnante perche’ nel corso del tempo ovviamente ci saranno revisioni etc…), accessibile e implementabile da tutti senza alcun problema ?

    Gli standard non sono stagnanti, evolvono nel tempo. odf 1.2 non sara’ mica una versione definitiva. Tra qualche anno ci sara’ odf 1.3, 1.4, 1.5 etc… Questo e’ un processo naturale. E il software si aggiornera’ di conseguenza. Quindi dove lo vedi il lock-in ?

    Quando si parla di interoperabilita’ ci si riferisce al fatto che uno stesso file possa essere letto e modificato su un qualsiasi software che lo supporti.

    Dire che odf 1.1 non e’ compatibile/interoperabile con odf 1.2 e’ come dire che il formato .docx non e’ interoperabile con il doc 6. Questa cosa e’ palese non bisognerebbe neanche menzionarla. Ma se io faccio un odf 1.2 in linux con openoffice, sono strasicuro che un utente in windows che usa open office o lotus symphony o qualsiasi altro software gratuiro o commerciale che implmenti il formato odf 1.2 lo possa leggere e scrivere senza alcun problema. Questo si chiama interoperabilita’.

  • # 32
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Questo si chiama interoperabilità fra applicazioni che utilizzano l’ODF 1.2, per la precisione.

    Non fra applicazioni che utilizzano uno STANDARD (NON di fatto), che viene ormai imposto da enti governativi, e a cui TUTTI, quindi, dovrebbero riferirsi.

    Quindi la base comune DEVE essere quella standardizzata. Sic et simpliciter.

    Altrimenti, prendendo alla lettera quello che hai scritto, e come avevo già detto prima, ci rientra alla perfezione anche il vecchio formato di Office.

    Da cui la domanda (reiterata): a che pro creare l’ODF? Al limite si poteva standardizzare il formato di Office ’97/2003, visto che era già pronto e usatissimo…

  • # 33
    goldorak
     scrive: 

    @ Daniele : quello che dici e’ vero, ma allora e’ un problema di implementazione. Se odf 1.2 viene ratificato e Googledocs continua a interpretare il formato a modo suo di chi e’ la colpa ?
    Non bisogna confondere standard e implementazione.

    Ma su un punto sono d’accordo, in attesa che l’odf 1.2 vega ratificato standard, Openoffice avrebbe dovuto mantenere la possibilita’ di salvare in odf 1.0/1.1.

  • # 34
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Non bisogna nemmeno pretendere che tutti i software si adeguino al nuovo standard e, soprattutto, subito (ci vuole tempo, anche parecchio se le modifiche sono consistenti).

    Visto che ci saranno 2 standard ISO, mi aspetto che le applicazioni offrano sempre la possibilità di salvare col primo formato, proprio per una questione di interoperabilità (alla fine, gira e rigira, il nocciolo della questione rimane sempre questo).

  • # 35
    markit
     scrive: 

    @Di Mauro
    Non vedo l’ora di leggere il tuo articolo sulla porcata fatta da Microsoft all’ISO e sul fatto che non implementa ancora, né implementerà nella prossima versione di Office, il formato OOXML (che già nel nome è una presa per i fondelli) così come ratificato dall’ISO.
    Finalmente qualcuno che gliele canterà di santa ragione!
    Ah, bene ha fatto Microsoft ad implementare il filtro solo per ODF 1.1, si sa quanto abbia a cuore il bene degli utenti e quindi li abbia tenuti lontani da possibili tentazioni di “sporcarsi” con i formati *aperti* diffusi perdendo il prezioso cordone ombelicale (vendor lock in) con mamma Microsoft, che tutto decide per il loro bene.

  • # 36
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Office 2010 è già in RTM, e sul formato OOXML ne ho già parlato prima, ma evidentemente ti saranno sfuggiti i miei commenti in cui l’ho fatto. Forse eri troppo preso nel cercare di crocifiggermi.

    Per quanto riguarda il suo supporto all’ODF 1.1, ribadisco che ha sbagliato nell’implementare un formato che non è stato standardizzato, proprio per evitare una situazione di lock-in, visto che dall’ISO c’è passato soltanto la versione 1.0.

    L’interoperabilità, in QUESTE condizioni, può sussistere soltanto se TUTTI i produttori di software interessati utilizzano il formato ISO. Diversamente, e mi sembra lapalissiano (anche se per molta gente, a quanto pare, non lo è proprio), si crea soltanto caos e assenza di interoperabilità.

    Singolare che quando si parli di standard si espongano tesi di monopolio, lock-in, ecc., e quando capita una situazione analoga si tenti in tutti i modi di ribaltare la frittata.

    Come uso ripetere spesso, il fanatismo è proprio una brutta bestia.

  • # 37
    cael
     scrive: 

    Qui ho letto tante cose…ma forse non vi rendete conto come ragionano le grandi aziende. Provate a mandare curricula in giro per il mondo, gli unici due formati accettati sono PDF e DOC (qualche azienda richiede il DOCX). Quindi operabilità quanto si vuole, ma di fatto ODF è inesistente e le aziende il problema non se lo pongono.

  • # 38
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    Oracle mxrda. E la commissione europea, che ha autorizzato l’acquisizione di Sun, è ancora più merda di lei.

    Piano piano stanno distruggendo quanto di buono fatto da Sun, e più o meno tutti sapevano che sarebbe finita così.

    Fortunatamente qualche alternativa esiste. Se qualcuno crea il gruppo ‘Oracle mxrda’ su Facebook mi faccia un fischio che mi aggrego.

  • # 39
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Non capisco perché un’azienda non possa fare quello che vuole coi SUOI soldi…

    Quanto all’acquisizione, l’UE è stata l’ultima ad acconsentire: prima aveva dato l’OK anche l’antitrust americana (e giapponese, se non erro).
    D’altra parte non c’era alcun pericolo di creazione di monopoli, per cui mi sembra anche ovvio che abbiano dato responso positivo all’operazione.

  • # 40
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    Perché non ti metti a fabbricare mine antiuomo con le tue manine Cesare? Si sposa perfettamente con la tua filosofia di vita.

    Io sono europeo e mi lamento degli organismi europei. Sono sicuro che ci saranno altrettanti americani che si lamenteranno di queste cose, in primis Stallman.

    I monopoli non sono l’unico problema presente al mondo. Oracle sta minando quanto di buono fatto da Sun, mi basta ed avanza per criticarla.
    I grandi dell’open source vengono fagocitati da ‘squallide realtà’ (étumori) come Oracle e me ne dovrei stare pure zitto? Ma per favore…

  • # 41
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    Per dirla alla Guzzanti… ‘Facciamo un pò come cazxo che ci pare… Brigitte Bardot Bardot…’

  • # 42
    j
     scrive: 

    stavo per scrivere “cesare, secondo me sicuramente alessandro pedarra pensava che Sun non dovesse essere acquisita da nessuno, di modo che nessuno potesse mettere le sue sporche mani sul prezioso dono che Sun ha lasciato all’ umanità” e manco a farlo apposta è arrivata la conferma dalla tastiera del diretto interessato :-D

    I monopoli non sono l’unico problema presente al mondo.

    no certo, la fame nel modo è un problema molto ma molto peggiore, peccato che a) non si combatta con le crociate per liberare dei prodotti sw e b) ci si dimentichi di questo un po’ troppo spesso, finendo per infervorarsi su cause che nel grande quadro delle vicende umane, lasciano abbastanza il tempo che trovano

    Oracle sta minando quanto di buono fatto da Sun

    e di grazia, cos’ avrebbe fatto di buono Sun? aprire i sorgenti del SW al centro del suo business, di fatto regalando i suoi migliori asset aziendali?
    Mi dici che benefici questo ha portato alla “comunità” (dio quanto sto odiando questa parola) giacchè open solaris in giro è essenzialmente visto come qualcosa da cui cercare di attingere codice senza poterlo fare ( a causa della licenza CDDL, ironicamente più liberale di quella GPL, che impedisce di linkare e importare codice coperto da licenze differenti) ma anche senza usarlo (giacchè alla fine gli alternativi finiscono per usare una distribuzione di linux, di un sistema Unix per server non sanno che farsene)
    Mi dici che benefici ha portato a Sun? che ti ricordo non è(ra) un ente di beneficenza, ma una Società il cui scopo (pur essendosi ridotta ai web server e ai database dopo essere stata sinonimo di Calcolo tecnico/scientifico ed aver spartito con Silicon Graphics e pochi altri il segmento delle workstation di alto livello, nei primi anni 90 – passo indietro notevole che non mi sono mai spiegato) consisteva sempre nel vendere prodotti e servizi – e che se ha delle responsabilità e dei doveri ne ha verso gli azionisti (a cui dovrà prospettare bilanci trimestrali, giustificare volta per volta le proprie strategie, e dimostrare la sostenibilità del proprio business model) e semmai verso la clientela (che ha diritto di acquistare prodotti funzionanti), non certo nei confronti di una “comunità” di gente che si aspetta, anzi pretende, il sorgente del sw per non doverlo pagare…

    mi basta ed avanza per criticarla.

    certo, perchè quelli come te non sono capaci di guardare al di là del loro naso e di entrare un minimo nella logica del mercato – e sono prontissimi a criticare pesantemente un’ azienda che ne acquisisce un’ altra (cosa che peraltro nel settore tecnologico è avvenuto per trent’ anni senza che nessuno si lamentasse nè muovesse un dito – il che denota : o ipocrisia, o ignoranza della storia) – ma non prende in considerazione l’ idea di rivolgere critiche al manager incapace (uno che gioca il futuro della sua azienda su una vaga prospettiva di “accettazione” da parte di gente estranea, senza avere piani di business solidi e garanzie – ma anzi donando al mondo quegli asset su cui un business model solido poteva essere costruito, o è un folle , o è un incapace) che ha portato la società acquisita nella condizione di non poter fare a meno di essere acquisita da qualcuno
    si può essere faziosi, ma allora non si può parlare come se si detenesse la Verità e la ragione, e si può odiare il mercato e le sue logiche, ma allora non si può criticare su cose che riguardano il mercato e la sua logica al di là delle considerazini puramente personali

    poi è facile criticare sulla pelle degli altri… ma mi vuoi dire, al di là dell’ antipatia che dimostri per Oracle (che mi risulta essere un’ azienda in piena salute) che fine avrebbero fatto i 50000 dipendenti di Sun (che al momento dell’ acquisizione veniva da un periodo di pesantissima perdita) qualora questa non avesse trovato un compratore?
    e non dire che non è un problema tuo o della community…

    Perché non ti metti a fabbricare mine antiuomo con le tue manine Cesare? Si sposa perfettamente con la tua filosofia di vita.

    come ti permetti di fare supposizioni sulla filosofia di vita degli altri?
    non sei nulla per azzardare nè giudizi nè consigli…

  • # 43
    Pier2204
     scrive: 

    Piccolo OT, ma non troppo

    Ho letto tutti i commenti con interesse e un minumo di nostalgia, non per le intenzioni che ha Oracle con le tecnologie acquisite con Sun, ..ma in particolare per le Workstation.

    Quando da giovane rimanevo meravigliato dalla macchina che ho avuto modo di usare in uno studio, http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/05/Sun_SparcStation_10_with_CRT.jpg

    ..passati acluni anni, ma ancora la ricordo.

    Il tempo passa e le cose cambiano…

  • # 44
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Se non ricordo male un modello del genere l’ho usato nel ’95 al MediaLab della NYU. Che macchine, ragazzi: ne conservo ancora un caro ricordo. Dei tempi d’oro di Sun…

    @Alessandro Pedarra: non vedo cosa c’entrino le mine antiuomo con l’argomento della discussione. Mi spiegherai il volo pindarico che hai fatto per arrivarci…

    Comunque, visto che ne parli, ti farà piacere sapere che sono contro quegli oggetti infernali, di cui tra l’altro conservo un pessimo ricordo, visto che dovevo stare attento a dove mettevo i piedi, avendo partecipato come casco bianco all’Operazione Colomba a Mostar, subito dopo la guerra della ex-Jugoslavia, e coi terreni pieni di questi aggeggi costruiti per lo più da aziende italiane (eravamo leader mondiali fino a qualche tempo fa).

    Immagino che, da buon samaritano quale sembri, avrai fatto qualcosa di concreto anche tu, oltre alle belle parole…

    Detto ciò, le rimostranze di un neo dittatore totalitario come Stallman lasciano il tempo che trovano, anche perché sull’argomento acquisizione di Sun ho già avuto modo di esprimere le mie idee, e far notare quanto assurde e infondate fossero le sue.

    E le tue istanze non sono dissimili, visto che pretenderesti che un’azienda PRIVATA facesse la carità col vil denaro dei suoi azionisti.

    Piuttosto che stracciarti le vesti dovresti chiederti come mai l’open source ha bisogno dei soldi delle “sporche” multinazionali per andare avanti. La comunità non ha abbastanza braccia e/o forza lavoro e/o soldi (sì, si può anche contribuire finanziariamente, anche se capisco che in certi ambienti l’idea di cacciare fuori la grana produca forti reazioni allergiche)?

    Detto in altri termini, non potevate fare una colletta per acquisire voi Sun, per poi mantenerla (visto che era un’azienda in declino grazie alle sue politiche suicide)? Oggi non staresti qui a lamentarti che l’abbia fatto una società “brutta e cattiva” come Oracle…

    Per il resto concordo pienamente con j (as usual :D ).

  • # 45
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    Il volo pindarico è questo: Se ognuno con i suoi soldi può ‘fare quello che vuole’ (come hai detto tu) allora tanto vale investire nella produzione delle mine antiuomo che sono anche molto lucrose.

    E già che ci siamo facciamo acquisire da Oracle l’associazione ‘Maria Teresa di Calcutta’ così ci possiamo mettere una bella supertassa di iscrizione per aiutare i poveri azionisti di Oracle.

    Sun, così com’era, non era utile solo ai suoi dipendenti ed ai suoi azionisti ma anche alla Gente Comune che poteva sfruttare un ottimo elaboratore di testi senza pagare, una bella Virtual Machine senza pagare, etc. Oracle, se va bene, continua lo sviluppo di quanto fatto da Sun ma sicuramente non s’inventerà niente di nuovo (e buono) per il mondo dell’open source.
    Non ci nascondiamo dietro ad un dito… MS ed Oracle sono utili solo per chi ha i soldi da spendere, Sun è utile per tutti gli altri (e pure quest’ultima era un’azienda gigantesca che aveva come scopo il guadagno).
    Ormai ci è rimasta solo Google (con i suoi pro e contro, ma per il mondo dell’open source ha fatto delle belle cose al contrario di MS ed Oracle).
    Di fatto, per noi utenti del free software, Oracle non è altro che una metastasi.
    E’ un mondo che non funziona bene, bisogna cambiare qualche regola.

    P.S.: Sun non faceva la carità, Sun aveva un modello di business ben preciso (che non era poi dissimile a quello di Red Hat o Novell, aziende in attivo) ed era comunque un gigante. Un’azienda da 7.4 miliardi di dollari.

  • # 46
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Forse non ti è chiaro che con la sua politica allegra Sun aveva subito una batosta, e probabilmente se avesse continuato sarebbe potuta arrivare a chiudere i battenti lasciando col sedere per terra i suoi dipendenti e relative famiglie.

    Glielo avresti detto tu a queste persone che Sun doveva continuare così “per il bene della Gente Comune”?

    Poi quella delle mine antiuomo è pura retorica non funzionale alla discussione. Qui stiamo parlando di informatica, e precisamente di un’azienda che NON sviluppa software e/o hardware per conto del Pentagono.

    La tua è semplicemente una brutta caduta di stile, cercando di accomunarmi alle mine antiuomo, senza nemmeno conoscere il mio passato. Fattelo tu l’esame di coscienza, e invece di fermarti alle parole rimboccati le maniche e vai a fare un po’ di volontariato a chi ne ha veramente bisogno.

  • # 47
    j
     scrive: 

    Il volo pindarico è questo: Se ognuno con i suoi soldi può ‘fare quello che vuole’ (come hai detto tu) allora tanto vale investire nella produzione delle mine antiuomo che sono anche molto lucrose.

    ma anche no.
    c’ è un’ infinità di cose in cui si può investire senza per forza andare su cose che uccidono le persone – aver tirato in ballo quello, ti dipinge come persona priva di mezze misure, radicale, violenta, e dal dente avvelenato (che personalmente vedrei degna seguace di uno che considera programmare sw proprietario, un crimine sullo stesso piano dell’ omicidio o dello stupro)

    Di fatto, per noi utenti del free software

    impressione rafforzata da questo “NOI utenti del free sw”, come se fosse una guerra tra fazioni…
    te ne dico una: non c’è nessun “noi contro loro” –
    ci sono solo strumenti informatici, che di loro non hanno nozione del modo in cui, nè del motivo ideologico per cui, sono sviluppati (quello di cui a volte sono investiti è tutto nella testa di chi li sviluppa, li propaganda e li usa) e utenti che usano quello che più li soddisfa o che possono permettersi, a volte accontentandosi – punto

    Oracle non è altro che una metastasi.

    in sostanza stai dicendo che Oracle è brutta e cattiva perchè c’è la possibilità che non sviluppi o supporti più di tasca sua del sw che finora hai potuto usare senza doverlo pagare…
    in sostanza stai facendo (e facendo fare a tutti quelli come te) la figura del bambino viziato che piange perchè gli si toglie il giocattolo – oltre a dimenticare uno dei capisaldi di quella filosofia e di quel movimento in cui ti dovresti riconoscere – che la libertà non si ottenga necessariamente senza impegno, ma anzi spesso solo a caro prezzo
    OOo oltre che gratuito è libero, la sua code base è disponibile a tutti, quand’ anche lo sviluppo ufficiale cessasse sarebbe sempre possibile forkarlo – così la JVM, così solaris, così se non erro netbeans, rimboccatevi le maniche
    o magari si scopre il presunto “esercito di milioni di programmatori” pronti a lavorare per la gloria e la libertà , su cui Schwartz faceva conto quando parlava di “community acceptance” in realtà non esiste o non ha voglia di lavorare… ma questo, mi dici come sarebbe un problema di oracle?

    P.S.: Sun non faceva la carità, Sun aveva un modello di business ben preciso (che non era poi dissimile a quello di Red Hat o Novell, aziende in attivo) ed era comunque un gigante

    esatto, e aveva degli asset che Oracle interessavano, e la cui acquisizione le avrebbe permesso di consolidare e verticalizzare la propria offerta (è interessante notare come in giro si dica che oracle DBMS renda su Solaris, ed è noto – e logico- che solaris sia ottimizzato per l’ HW Sun, peraltro costituito da macchine ad alta scalabilità ed elevato numero di thread)
    ma visto che tu stesso lo precisi, mi dici quale senso avrebbe l’ uscita precedente e cosa c’ entrerebbero enti di carità, onlus e simili parlando di fusioni tra aziende (che come ho scritto in precedenze, non avvengono certo da ieri) ?

    Un’azienda da 7.4 miliardi di dollari.

    che però qualche anno fa valeva molto di più e nell’ ultimo periodo stava perdendo 100 milioni di dollari al mese (in media)…

  • # 48
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    Si certo è colpa di OpenOffice se perdeva 100 milioni al mese… HAHAHA! Raccontatene un’altra… gli esempi ci sono dappertutto, Novell e Red Hat i soldi li fanno sui servizi, come faceva Sun, e non perdono denaro.
    E’ più probabile che Sun soffrisse di perdite perché, come la vecchia Commodore, portasse un piede in più scarpe e si sa che quando c’è frammentazione…
    Oracle aveva semplicemente un sacco di liquidità perché è una società brava a fottere i suoi clienti, come la MS.
    Io non uso programmi MS ed Oracle, quindi si loro sono i ‘brutti e cattivi’, e soprattutto ‘gli altri’.

    Poi che ne sapete voi se non dono i soldi al progetto Gnome o ad altri progetti… almeno quelli sono soldi volontari, non estorti. E chi non si può permettere la donazione non viene comunque discriminato. Ma voi vivete in un mondo tutto vostro dove chi ha i soldi può avere tutto e chi non li ha non deve permettersi di fiatare… antichi.

  • # 49
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Mai negato la libertà di parola a nessuno (nei limiti del rispetto s’intende).

    E non faccio discriminazione fra chi ha soldi e chi no.

    Comunque visto c’è gente come te che finanzia i progetti open source non vedo di cosa tu ti possa lamentare: continuate pure così, senza pretendere che li foraggino le odiate multinazionali.

    Son soldi “sporchi”, no? Meglio non averci a che fare e rimanere “puliti”, così siete pure a posto con la vostra coscienza.

    Magari imparerete a rispettare anche chi la pensa diversamente, visto che vi riempite la bocca di ideali quali addirittura la libertà, che però non siete disposti di riconoscere agli “altri”.

  • # 50
    j
     scrive: 

    Io non uso programmi MS ed Oracle, quindi si loro sono i ‘brutti e cattivi’, e soprattutto ‘gli altri’.

    ottima base di partenza per una discussione pragmatica… :-/

    Oracle aveva semplicemente un sacco di liquidità perché è una società brava a fottere i suoi clienti, come la MS.

    se non ricordo male i numeri, oracle copre un po’ più del 60% del settore DB enterprise nel complesso (quindi tenendo in conto la concorrenza di mysql nel low end e quella di DB2 e SQL server sull’ high e mid end), mi riesce assai difficile credere che tutti quelli che hanno contribuito a tale percentuale divenendo clienti oracle siano stati in effetti “f**tt*ti”
    se fossero stati fregati ed estorti del denaro per un prodotto o servizio annuale che non lo valeva, mi sembra più logico supporre che lo avrebbero abbandonato prima possibile, e le percentuali sarebbero più basse

    Poi che ne sapete voi se non dono i soldi al progetto Gnome o ad altri progetti…

    che tu faccia o meno donazioni o meno, a noialtri non interessa minimamente nè inficia la questione qui, il punto è un altro

    almeno quelli sono soldi volontari, non estorti.

    quando acquisti un vestito, un paio di scarpe, un videogioco, un libro, una scheda grafica, un chilo di pane, un pieno di benzina, puoi permetterti di decidere tu, di tua iniziativa, se pagare o meno (restando nella legalità, s’ intende)? ne dubito fortemente…
    a meno di riuscire a farti fare credito (cosa che implica saldare il conto prima o poi – più prima che poi) dovrai pagare sull’ unghia (nel “mio mondo” è sempre stato così, se è così anche per te vuol dire che viviamo nello stesso mondo, dopo tutto…), quindi non sono più “soldi volontari”
    li consideri “estorti” anche in quei casi? qualcosa mi dice di no…
    ma allora perchè il voler essere pagato al momento della transazione (piuttosto che in un ipotetico futuro) e il voler stabilire quanto (piuttosto che lasciare l’ ammontare alla buona volontà di chi fa la donazione), è un desiderio legittimo per produttori e negozianti nei casi di cui sopra, ed invece un’ “estorsione” nel caso di società che vendono SW?
    forse che un prodotto SW, da bene immateriale, non è equiparabile ai beni sopracitati – ergo gli ingegneri del SW sono professionisti di serie B, meritano meno rispetto e hanno meno diritto di fissare il prezzo dei propri servizi, di quelli che progettano automobili o edifici, disegnano scarpe e vestiti (prodotti in Cina a 1/10 – 1/100 del prezzo di cartellino) o impastano la farina?

    Ma voi vivete in un mondo tutto vostro dove chi ha i soldi può avere tutto e chi non li ha non deve permettersi di fiatare… antichi.

    l’ “acquisto” dei beni gratis o tramite “donazioni” riguarda solo il SW “libero” (che, a prescindere dalla dispercezione che ne hanno gli appassionati fanatici, è una goccia nel mare di tutto il SW – una goccia molto evidente, “colorata” e non del tutto miscibile col resto, ma comunque una goccia) e/o hobbystico (è stato dimostrato che le donazioni, quand’ anche presenti, difficilmente coprono più di una minima parte dei costi di sviluppo di un’ applicazione di un certo livello -stipendio di sviluppatori dedicati ad essa full time- mentre una grossa società burocratizzata solitamente ha altri mezzi per mantenere il proprio business model, quindi ad appoggiarsi ad esse sarà soprattutto lo sviluppatore indipendente, o l’ hobbysta, appunto)

    solo nell’ ambito SW trovi gente che ti lascia stabilire arbitrariamente se e quanto pagare per usare il frutto del loro secondo lavoro – nel resto del mondo beni e servizi si pagano sull’ unghia, e la gente li valuta in base a quanto soddisfa le loro esigenze, senza paura o vergogna di pagare per un prodotto valido

    non pensi che potresti essere tu a vivere in un mondo tutto tuo?

  • # 51
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    Ma a me non danno fastidio le ‘multinazionali’. A me danno fastidio Oracle e MS. Non mi danno alcun fastidio Novell, Sun, Red Hat, IBM, Timberland, etc.
    Mi danno fastidio ORACLE, MICROSOFT, Kleenex, etc… ovvero quelle corporazioni distruggono quanto di buono c’è nel mondo.

    P.S.: Non mi da fastidio se MS sviluppa un sistema operativo o se sviluppa una console da gioco (infatti sono possessore di una Xbox per dire). Mi da fastidio se compie pratiche commerciali al limite della legalità, se impone i suoi formati proprietari come ‘standard’, etc.
    Se parliamo di giochi ci può anche stare ma se parliamo di ‘documenti’, etc. allora no che non mi sta bene. La strada (Internet ad esempio, o il formato di un documento, di un video, etc.) dev’essere pubblica, poi la puoi percorrere con l’automobile (GNU/Linux, Windows, Office, OpenOffice, etc.) che ti pare ma la strada appartiene a tutti e dev’essere aperta a tutti.

    Sono contrario ai ‘distruttori del mondo’, non alle ‘multinazionali’.

    P.S.: Cesare mica ti ho impedito di parlare, ho solo criticato una tua posizione e/o opinione. Non confondiamo le cose.

  • # 52
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Veramente eri tu che prima discorrevi di gente che poteva parlare, e altri no. Io mi sono limitato a precisare che personalmente non tappo la bocca a nessuno.

    Comunque le pratiche sono legali o illegali, ed è questo che dovrebbe contare nella valutazione dei fatti.

    Se i tuoi timori sono quelli che hai espresso, beh, dovresti spostare IBM nel gruppo dei “cattivi”, viste le recenti prese di posizione: http://www.appuntidigitali.it/8819/gli-amici-non-toccano-lopen-source-ma-finche-non-calpesta-loro-i-piedi/

    E Google non è da meno: http://www.appuntidigitali.it/4842/google-dice-no-allopen-source/

    Per non parlare, poi, del fatto che Novell ha uno stretto rapporto di collaborazione proprio con Microsoft.

    Si vede che i “buoni”, in fine dei conti, tanto buoni non sono. D’altra parte parliamo sempre di aziende votate al lucro, mica di ONLUS…

  • # 53
    Alessandro Pedarra
     scrive: 

    Veramente no, sarà stato in un altro topic ma qui non vedo niente di tutto ciò.

    No, a me non basta. Bastasse questo non ci sarebbe stata nessuna crisi economica e la foresta amazzonica sarebbe integra. A me non basta che sia legale, io necessito l’eticità delle pratiche commerciali e produttive. Se queste necessità non verranno soddisfatte io sarò semplicemente ‘contro’. E parlerò ‘contro’.
    Come parlo contro di te quando parli di open source, che è ben diverso dal ‘tapparti la bocca’.

    IBM ha fatto tante di quelle cose buone che una piccola cosa non ne inficia il risultato finale. E come se parli di un politico che ti risolleva l’economia ma che va a puttane… chissenefrega se va a puttane. Guardiamo IBM nel suo complesso perché anche MS avrà fatto qualcosina di buono, ma ne suo complesso fa schifo. Anche Timberland consuma energia per fabbricare le sue scarpe, ma è una delle poche a piantare gli alberi per compensare…

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