di  -  giovedì 7 febbraio 2008

Visible Body screenshotLo confesso: sono preda di una dicotomia che non mi fa rispondere a questa domanda. Vuoi perché “ai miei tempi” i pc facevano poco più che di conto, vuoi perché internet pressoché non esisteva, la conoscenza era relegata a quanto una persona poteva apprendere con i propri sforzi: scuola, libri, biblioteche, amici.

Una delle cose più epocali che feci ai tempi – e che oggi è banale – fu di farmi spedire un CDROM sul Titanic da un editore Australiano. Dovetti farlo tramite una casa editrice locale, mica da solo!

Al giorno d’oggi tra Google e Wikipedia c’è l’imbarazzo della scelta, ed è anzi notizia recente che alcuni professori giustamente lamentano i troppi copia-incolla che trovano nei compiti dei propri alunni (questione che lo stesso Jimmy Wales ha affrontato tempo fa). Ci sono secondo me due questioni predominanti da affrontare:

– la prima riguarda la facilità di accesso alle informazioni e la velocità di apprendimento. Le persone più preparate arrivano a qualsiasi informazione con 5-10 secondi di Google, gli altri ci metteranno sempre meno che tentare alla biblioteca comunale, mentre Wikipedia cresce e diviene più ogni giorno più completa. Non serve una ADSL per queste due cose e quindi la conoscenza si diffonde in modo molto veloce. Io stesso da quando uso un aggregatore di feed RSS imparo ogni giorno cose nuove sul mio lavoro, a volte quasi meglio che a seguire un corso tradizionale.

Ma poiché stiamo parlando di conoscenza e non di compiti a casa le lamentele dei professori verso il copia-incolla hanno certamente un loro senso. Wikipedia in particolare mi sembra invece molto adatta ad una serendipity che serve a mettere in relazioni concetti differenti; quante volte voi stessi vi siete ritrovati su una voce che non c’entrava nulla con quella da cui siete partiti semplicemente perché avete seguito un link interessante dopo l’altro? Questo modo di procedere potrebbe essere adottato in classe collettivamente e animare una buona discussione condita da veloci blitz online per verificare teorie o pensieri.

– la seconda questione verte invece sulla tecnologia. Un libro di anatomia vale più o meno di un fedele modello 3D a strati, zoomabile, ruotabile, con le spiegazioni a portata di clic? Visible Body (peccato che il plugin funzioni solo con Internet Explorer) promette e mantiene esattamente queste premesse, e io lo trovo uno strumento fondamentale nella formazione di qualsiasi medico, d’ora in poi. Ed è alla portata di chiunque, con un clic e un po’ di pazienza per il download dei dati. Possiamo dire che può sostituire un tradizionale testo di anatomia? Certamente no, perché è (almeno al momento) carente di spiegazioni. Però possiamo dire che è sicuramente più efficace delle sole figure in un qualsiasi testo di anatomia.

Probabilmente la risposta alla domanda nel titolo dipende troppo dall’onestà intellettuale delle persone e da cosa vogliono/si aspettano dalla tecnologia, che può essere veicolo di crescita culturale ma anche facile scorciatoia verso il disbrigo di noiose pratiche quotidiane. Io però sono fiducioso e voi?

3 Commenti »

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  • # 1
    Lorenzo Rainiero
     scrive: 

    Ti rispondo per quelle che sono le mie competenze come studente di Medicina e Chirurgia e posso dirti che visible body è un bel giocattolo, utile per curiosità o magari uno studio non molto approfondito sul corpo umano… Da parte mia, visto che sto preparando proprio Anatomia, posso dirti che è lacunoso e realizzato in maniera approssimativa su aspetti di indubbio interesse.

    Per curiosità di un non-addetto si tratta di un ottimo prodotto, ma per chi ne fa una professione, è giusto un bel giocattolo.

  • # 2
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    infatti se noti ho scritto che “almeno al momento” è carente di spiegazioni (e non mi aspetto che proprio quel sito diventi il centro della futura medicina mondiale, ma magari apre una strada). Ma la fruizione di un modello 3D a scopo didattico è senza dubbio più piacevole di una banale immagine bidimensionale, su questo spero saremo d’accordo :)

  • # 3
    Lorenzo Rainiero
     scrive: 

    Purtroppo è proprio nella realizzazione a tre dimensioni che “casca l’asino”… cioè puoi nascondere alcune componenti che non ti sono d’interesse, però sono proprio le superfici a contatto, estremamente importanti per lo studio, che sono realizzate male.

    Altra cosa importante, un atlante non deve spiegare, ma limitarsi a riprodurre con la massima cura quanto dovrà imparare poi lo studente.

    L’idea del 3D è buona, ma la realizzazione è approssimativa. Ottima cosa invece che sia di pubblico dominio.

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