di  -  mercoledì 10 marzo 2010

In questi giorni si sta svolgendo il Geneva Motor Show, tappa molto importante per tutta l’industria europea e vetrina delle tecnologie automotive del futuro. Quest’anno si è visto un evento che ha voluto mettere alle spalle la crisi, affrontando a viso aperto la sfida della sostenibilità ambientale e della mobilità ad emissioni zero.

Porsche 918 hybrid

La Porsche 918 ibrida, reginetta del Geneva Motor Show

In questo senso il mondo dell’auto, da oltre un secolo, affronta sfide di portata globale trasformando i rischi e le minacce in grandi opportunità: sfogliando gli annali di questa industria possiamo scoprire come la velocità, l’affidabilità, la robustezza, la sicurezza, l’aerodinamica e infine la sostenibilità ambientale siano frontiere, poste da mercato, governi e opinione pubblica, superate con soluzioni a volte stupefacenti.

Parlo della sicurezza, trasformata abilmente dal marketing in una necessità per il cliente, con immani sforzi per comunicare l’importanza di pretensionatori, airbag e scocche a deformazione programmata, percorso che ha portato alla nascita del consorzio Euro NCAP.

Parlo anche della sostenibilità ambientale: ogni step “Euro x” riduce enormemente le emissioni inquinanti ammesse, aumentando il costo per kilowatt di ogni vettura prodotta, a causa delle enormi sofisticazioni di cui lo scarico catalitico (che contiene anche il platino) è solo la punta di un iceberg. Anche in questo caso il marketing ha creato nel mercato la necessità di avere un’auto “Euro x”, grazie anche alle politiche non sempre condivisibili delle amministrazioni locali nei giorni di blocco al traffico.

Oggi questo percorso sta cercando di raggiungere, a lunghe falcate, l’utopia delle “emissioni zero” con veicoli dotati di motre elettrico e “serbatoio a batterie”. Nulla di nuovo sotto il sole, se non fosse che finalmente i grossi nomi hanno deciso di dare una forte spinta a questa transizione, a partire dall’ibrido di tipo “plug in”.

General Motors EV1

I dubbi di tipo ambientale sono ancora da sciogliere (produzione dell’energia elettrica necessaria, smaltimento delle batterie esauste, distribuzione capillare di rifornimento) ma si tratta di una sfida che, imparando dal passato, troverà una valida soluzione.

Quello che possiamo già prevedere è come le vetture elettriche potranno essere più scattanti e divertenti di quelle odierne, per alcuni motivi:

  • il rapporto peso/potenza può essere più vantaggioso, grazie alla semplicità della motorizzazione elettrica rispetto a quella tradizionale
  • l’erogazione ha una distribuzione di coppia uniforme a tutti i regimi di utilizzo, quindi le accelerazioni -specialmente quelle da fermo- sono molto più rapide
  • l’assenza del cambio e una trasmissione più diretta rendono fluida e uniforme la guida, “collegando” l’acceleratore alla motricità delle ruote (un mantra da decenni per le vetture sportive)
  • la frenata, con dispositivi di recupero energia su tutti gli assi, potrà essere più potente ed elettronicamente modulabile

Viceversa il “virus del peso” delle vetture odierne può essere debellato: la spirale negativa innescata dalla sovrabbondanza di accessori e dotazioni di sicurezza ha via via “ingrassato” i mezzi, secondo uno schema così riproducibile:

  • ogni componente e accessorio aggiuntivo aumenta il peso
  • per mantenere invariate le prestazioni occorre accrescere il motore (che aumenta di peso)
  • occorre accrescere di conseguenza i dispositivi frenanti (aumento di peso)
  • per mantenere l’integrità strutturale e la sicurezza occorre aumentare la robustezza (aumento di peso)
  • loop :)

Il punto d’arrivo purtroppo è ancora lontano: occorre prima sacrificare la sfarzosità degli interni e la ricercatezza stilistica a favore di una maggiore semplicità e leggerezza. Ovviamente il primo passo è aumentare l’efficienza delle batterie e ridurne il numero, senza fare utilizzo di materiali rari e costosi come il litio, ma nel lungo periodo la mobilità privata dovrà essere totalmente differente. Già oggi si stanno studiando soluzioni per una mobilità pendolare esclusivamente sui mezzi pubblici, trasformando le autovetture in beni voluttuari, poco inquinanti e altamente divertenti.

Nel frattempo dobbiamo accontentarci degli esercizi stilistici (e retorici) che le Case ci propongono come “auto del futuro”…

17 Commenti »

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  • # 1
    Gas
     scrive: 

    “Anche in questo caso il marketing ha creato nel mercato la necessità di avere un’auto “Euro x” ” … ma anche no.
    IMHO se non fosse per il fatto che “se non hai l’auto almeno ‘euro $x’ non puoi girare per tutto l’inverno” e “se non hai l’auto ‘euro $x+2′ $questi giorni della settimana non puoi girare” la maggior parte delle auto “euro x” sarebbero ancora C/O i concessionari.
    E non sono nemmeno sicuro che, a livello globale, questa politica sia vantaggiosa per l’ambiente.. ma questo e’ davvero tutto un altro paio di maniche.

  • # 2
    Giulio85
     scrive: 

    Se fossimo un paese all’avanguardia probabilmente avremmo un sistema di mezzi pubblici efficiente ed in grado di collegare la maggior parte del territorio in un tempo accettabile.

    Parlando con un mio amico che tempo fa ha visitato Berlino, mi ha raccontato di come la metropolitana colleghi zone anche a 50km fuori dal centro, cosa forse utopistica per chi abita come me nei dintorni di Roma.

    E questo avrebbe anche forti ripercussioni sulla vita stessa delle persone, avere collegamenti rapidi significa gente meno stressata che non perde tempo della sua vita o tempo utile di lavoro a cercare un parcheggio o in code infinite perché lo scemo di turno per fare la furbata ha un incidente…

    Sicuramente non ne farei solo una questione ambientale.

  • # 3
    Giulio
     scrive: 

    Quoto entrambi. Poi se si considera che il fattore “euro x” è solo una bestemmia in faccia all’ambiente, dal momento che considera non il valore assoluto delle emissioni, ma nel computo ci entra anche il peso del veicolo, è chiaro come un suv sia euro 5, mentre un motorino (iniezione elettronica, 250cc) che comunque consumerà si e no 1/10 e, per quanto cataliticamente meno efficiente, emetterà molte meno sostanze nocive, è euro 3.

    Avere una Porsche ibrida sec. me fa solo ridere. Non è certo ibridando le Porsche che si rispetta l’ambiente (anzitutto per il numero esiguo di esemplari e, poi, per le cilindrate e le potenze “spaventevoli” che possono vantare).

    A questo punto è meglio il twin-air della Fiat, che tra poco vedremo sulle 500. Bicilindrico con 80-90 cv (non ricordo esattamente) che abbatte le emissioni del 30% (anche fosse rispetto a motori euro 4 e non multi-air sarebbe moltissimo) con prestazioni decisamente decenti.

    Se si vuole rispettare l’ambiente bene l’auto ibrida, ma su motore contenuto, con sistema start&stop e che in città utilizzi praticamente solo la batteria. Questo sarebbe abbattere i consumi e le emissioni (sempre supponendo di poter, almeno in futuro, ricaricare la batteria a presa e non con il motore).

  • # 4
    stefano.pepe
     scrive: 

    Getto benzina sul fuoco: secondo l’UNRAE oggi in Italia ci sono circa 34 milioni di veicoli (il cosiddetto parco circolante) una densità per abitante tra le più alte al mondo, e una densità tale che si ripercuote anche sulla mobilità dei mezzi pubblici.

    @gas: sono d’accordo con te, ma se ti ricordi alcune pubblicità hanno posto l’accento su vetture “euro 5″ quando ancora non era in vigore la legge, con l’obiettivo di far sembrare obsolete le vetture Euro 4. Dirò una cosa ovvia: se ipotizziamo una riduzione del 50% per ogni “passaggio generazionale”, il passaggio da Euro 4 a Euro 5 è soltanto del 6,25% inferiore (in termini assoluti) rispetto al valore Euro 0.
    Mi confermi?

  • # 5
    Gas
     scrive: 

    @stefano.pepe
    si, ho capito cosa intendi.. ma il fatto e’ che sottointeso c’e’ “se non compri questa macchina il prossimo inverno lo fai a piedi”. E quindi non e’ tanto il fatto che sia ecologia o meno una vettura a fare la differenza.. e’ solo la paura di non poterla usare che induce a cambiare auto. (sempre tutto IMHO, ovviamente).

    E poi non so nemmeno quanto sia ecologistica questa fretta di cambiare l’auto.. non so quanti “mila km” si devono fare con un “euro 5″ per recuperare le sostanze inquinanti (e serra, che tanto vanno di moda in questi ultimi anni) che vengono emesse per la produzione dell’auto stessa (rispetto a fare gli stessi km su un “euro 0″). Riuscite a farmi una stima ?

  • # 6
    Gas
     scrive: 

    @stefano.pepe
    per la prima parte della tua risposta ti dico solo che un paio di anni fa a Bologna (citta’ dove vivo) gli inquinanti hanno superato quasi tutti i giorni le soglie di allarme. Dico “quasi” perche’ un paio di giorni in cui c’e’ stato lo sciopero dei mezzi pubblici, magicamente queste soglie non sono state superate. Quindi occhio a osannare sempre e comunque il trasporto pubblico (non e’ il tuo caso, chiaramente).

  • # 7
    Simone
     scrive: 

    Sui motori c’è molto movimento tra le case automobilistiche, ma anche tanto “rumore”… le norme EURO da una parte fissano dei paletti più che giusti, dall’altra son sempre state eluse in quanto il funzionamento dei motori durante le prove è talmente definito in termini di condizioni ambientali e rateo di accelerazione/decelerazione, che al di fuori di esso i parametri misurati con le analisi delle emissioni non corrisponderebbero a quelli per i quali sono stati omologati… aggiungo che la stessa normativa EURO (mi pare la 4) impone la misura a freddo delle emissioni, e questo ha comportato l’introduzione di un pre-catalizzatore che per non “bruciarsi” quanto il motore è a regime costringe ad “ingrassare” la miscela aria/benzina con conseguente aumento di consumi… come dire… proporzionalmente inquino meno ma consumo di più e quindi emetto in realtà non poco… questo per quanto riguarda “i benzina”…sui diesel si possono fare discorsi simili… questo non significa che le norme non vadano bene, ma spesso sono un pò “degenerate”… poi anche la trazione elettrica od ibrida richiedono lunghe discussioni… di sicuro la ricerca deve ancora fare molto per tutte queste soluzioni

  • # 8
    Stefano Pepe (Autore del post)
     scrive: 

    @gas
    …purtroppo la tua ipotesi fila, ma è assolutamente assurdo che una singola persona per muoversi ogni giorno debba occupare lo spazio di 8/10 metri quadrati, spargendo gas inquinanti per chilometri e chilometri. La soluzione purtroppo è il trasporto pubblico…

    @simone
    fatti una ricerca sul FAP, è il classico esempio della frase “fatta la legge, trovato l’inganno” :D

  • # 9
    Simone
     scrive: 

    @ Stefano Pepe

    Non mi parlare del FAP! :-P… ne approfitto per riportare un’esperienza che mi è capitata… solamente 2 anni fa andavo a Milano x seguire un corso al PoliMI tenuto dal massimo “motorista” Italiano vivente… si parlava di ricerca numerica, ma quando si parlava di emissioni sembrava che gli interessi della comunità scientifica (ed industriale) fossero tutti orientati sul post-trattamento… ora a distanza di 2 anni sembra che l’interesse si sia spostato sulla riduzione della produzione di inquinanti mediante lo studio di concetti di combustione (sui quali poi lavoro anche io) intrinsecamente meno inquinanti (HCCI e derivati)…

  • # 10
    Thomas
     scrive: 

    Auto “ibride”? Non avete mai sentito parlare della “Tesla Motors”, la famosa produttrice della “Roadster”? Guardate il suo nuovo modello, la “Model S”, che (si spera) arriverà in Europa il più presto possibile… altro chè “giochetti” con la tecnologia del futuro… altro chè auto elettriche che assomigliano a scatole di scarpe con le ruote!

  • # 11
    dtm
     scrive: 

    D’accordo con Giulio85. A Londra le cose funzionano allo stesso modo e la metropolitana è una manna… se penso a che robe devo fare per raggiungere Padova, a 15km da dove abito.

    Mentre fanno il frecciarossa e i treni d’argento la mobilità su rotaia di massa viene bellamente soprasseduta – come sempre, del resto.

  • # 12
    imayoda
     scrive: 

    tiro un sasso, lo capisco, ma bisogna ridurre il bisogno di spostamenti umani… vera ecologia applicata

  • # 13
    Crono
     scrive: 

    il futuro è l’idrogeno secondo me

  • # 14
    TheFoggy
     scrive: 

    L’iderogeno “costa” al momento della produzione.. Attualmente costa parecchio più del petrolio (inoltre..parliamo di sicurezza..l’idrogeno tende ad essere DISCRETAMENTE esplosivo..non sarei così contento di avere un elemento così pericoloso – ben più della benzina – nel serbatoio sotto pressione!).
    Parlando di trasporto pubblico, noto sempre più spesso come ci “impongano” (con restrizioni al traffico più o meno sensate) di cambiare auto per adeguarci alle varie normative EURO, ma i mezzi pubblici restino ancorati all’EURO2 (3 in pochissimi casi.. Parlo, ovviamente, della zona Vercellese in cui abito), con motori scarsamente manutenuti, tanto che ala prima sgasata..Dio me ne liberi! Per fortuna hanno scarichi a camino – ma non tutti.. – altrimenti tutto quel bel fumo nero, sarebbe respirato direttamente. Sulla riduzione dell’inquinamento, potremmo muoverci anche noi direttamente: car pooling! In inghilterra è abbastanza diffuso, in Italia un po’ meno.. io per andare all’università, “condivido” l’auto con 3 miei compagni, prendendola una settimana a testa. Sarebbe stupido (e inquinante, oltre che più costoso) muoversi in 4 con 4 vetture. Dobbiamo fare circa 15km, ma di treni ce ne sono 3 in tutto il giorno e di autobus..nisba, quindi l’auto è inevitabile. Però un minimo di organizzazione, aiuta a combatterne il lato negativo. L’elettricità la vedo come alternativa ancora lontana (ok..c’è la Tesla Roadster da 200km/h..ma quanto dura la carica – durata EFFETTIVA, non dichiarata! – e quanto ci va per ricaricarla con una presa standard?), idem l’idrogeno. Dovremmo concentrarci sul trasporto pubblico utilizzando mezzi poco inquinanti, riducendo i costi (per 8km di ferrovia, col treno pagherei per a/r 5€..troppo, considerando la qualità del servizio), e migliorando i servizi (ritardi, pulizia, ecc). E, magari, fornendo parcheggi gratuiti agli ingressi delle città, con navetta annessa. Quando poi i soldi lo permetteranno, sarebbe bello se le navette fossero gratuite, così da disincentivare del tutto la voglia di entrare in città con la propria auto! (novara lo fa in alcuni punti, ma la cosa è talmente poco pubblicizzata che io l’ho scoperto per caso! Peccato essere all’ingresso opposto a quello da cui arrivo io in auto..).

    ps: curioso che la parola del captcha che devo inserire sia “NAPHTA”..tanto per restare in tema motori! :D

  • # 15
    Notturnia
     scrive: 

    mi pare che ci sia molta iprocrisia.. siamo noi i primi a non volere un sistema ecologico e poi ci meravigliamo dei risultati..
    sono i numeri a dirlo e la gente manco se ne accorge pur scrivendoli..

    in italia c’è la più alta concentrazione di automobili per abitante d’europa ?.. ottimo..

    sono gli italiani che non vogliono rinunciarci anche se c’è una soluzione migliore..
    lo vedo in molte città.. a milano quando mi sono spostato ho usato i mezzi pubblici.. e ci sono.. eppure molta gente fa gli stessi percorsi dei tram su rotaia ma in macchina.. qua a vicenza ci sono gli autobus e i servizi navetta e eppure la gente preferisce fare km e km alla ricerca di un parcheggio inesistente piuttosto che usare un autobus.. e io sono uno fra questi molti.. lo ammetto..

    sono le persone a cui non interessa fare qualcosa di ecolgico sennò avremmo tutti automobili piccole da 20-25 km/l e non da 10 km/l come invece si vede in giro..

    altro che auto ecologica.. serve l’uomo ecologico prima..

  • # 16
    K-Christian27
     scrive: 

    #2 Giulio85

    Berlino quasi 4 MILIONI di abitanti…
    Traffico… prossimo allo zero!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

    Francoforte: IDEM!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!11

    Chi non ha vissuto in Germania non sà cosa voglia dire…

    Si usa dire: bè si cè traffico (come in tutte le città del mondo sopratutto nelle ore di punta).. MA E’ UN TRAFFICO ORGANIZZATO!

    Mi fermo qui…

  • # 17
    Robert
     scrive: 

    In realtà la storia dell’euro 1,2,3,4 ecc è una cavolata.

    Ci sono vari sistemi:

    ad esempio il sistema induzione aria allo scarico in pratica si ottiene ingannando il sensore dello scarico buttandoci dell’ossigeno preso dall’airbox aspirazione.

    Così in pratica il sensore segna che c’è piu aria pulita e meno inquinamento di scarico, in realtà l’auto consuma di piu e inquina di piu nonostante questo sistema perchè il sensore si autoregola e se vede piu aria allo scarico lui getta piu benzina nella camera di scoppio.

    Questo è uno dei tanti sistemi farlocchi.

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