di  -  giovedì 7 gennaio 2010

Lo scorso 5 gennaio, Google ha presentato Nexus One, il suo telefonino con sistema operativo Android 2.1; lo smartphone, o superphone come lo hanno definito da Mountain View, sarà distribuito direttamente da Google, a prezzo pieno, senza vincoli di contratto, o a prezzo ridotto, con abbonamento. Per il momento è possibile acquistarlo solo negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, ma pare che entro la primavera del 2010 sarà disponibile anche nel resto d’Europa.

Il primo dispositivo mobile venduto in questo modo, cioè con la possibilità di scegliere se acquistarlo a prezzo pieno o a prezzo ridotto in abbinamento ad un contratto con un operatore telefonico è stato l’Iphone. Lo smartphone della Mela ha rivoluzionato il settore, non solo per gli standard di usabilità e per le potenzialità, ma per almeno altri due fattori:

  • la creazione di un nuovo mercato delle applicazioni, che sebbene esistesse già da prima dell’avvento sul mercato mondiale dell’Iphone solo con esso si è diffuso in maniera esponenziale
  • come detto in precedenza l’aver per la prima volta vincolato ad esso le scelte degli operatori di telefonia, che per poterlo distribuire devono pagare

iphone market share

Fin qui le analogie tra i due dispositivi sono molte, e tutto farebbe pensare ad uno scontro diretto e frontale, ma come evidenzia Bill Gurley, la tentazione di metterli a confronto diretto è fuorviante, almeno sotto il punto di vista delle scelte di marketing.

Apple ha stabilito un modello di business per cui punta ad una fetta di mercato esigua, ma con alti margini di profitto. Al contrario Google ha un interesse limitato nel trarre profitto diretto dalla vendita dei propri telefonini, tanto che non solo non impone un costo ai gestori, ma addirittura è lui che paga qualcosa per dispositivo venduto, pur di poter tenere su di essi il proprio motore di ricerca. Quello è l’obiettivo di Google, principalmente trarre profitto dalla pubblicità ed arginare il diffondersi sui dispositivi mobili di browser concorrenti.

L’Iphone ha aperto la strada, e probabilmente senza di esso non sarebbe stato possibile l’arrivo di Android, ma quest’ultimo ha obiettivi di mercato diversi, e molto probabilmente interesserà persone che in ogni caso non avrebbero acquistato l’Iphone, pertanto è facile ipotizzare che la Apple avrà la sua fetta di mercato piccola ma ad alto rendimento, mentre Android si diffonderà in maniera capillare nella restante grande fetta di mercato, con profitti unitari meno alti.

19 Commenti »

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  • # 1
    lakar
     scrive: 

    “Il primo dispositivo mobile venduto in questo modo, cioè con la possibilità di scegliere se acquistarlo a prezzo pieno o a prezzo ridotto in abbinamento ad un contratto con un operatore telefonico è stato l’Iphone.”

    Non capisco questa affermazione. E’ dalla notte dei tempi che gli operatori propongono cell a prezzi scontati in cambio di un contratto. E anche i dispositivi dati in esclusiva ad un operatore esistevano già prima dell’iPhone. Senza contare che il 2G veniva venduto solo con abbonamento e il 3G quasi solo con abbonamento (l’Italia era una delle pochissime eccezioni).
    Tra l’altro il fatto che gli operatori dovessero pagare una percentuale sul traffico di ogni iPhone era valido solo con il primo modello 2G, poi Apple è stata costretta ad adottare il modello classico degli altri operatori dato che in un anno era riuscita a convincere solo 4 operatori in tutto il mondo mentre gli altri gli avevano risposto picche…
    L’iPhone è stato rivoluzionario come interfaccia ma come limitazioni e libertà d’uso (anche di App Store) è stato un’involuzione, soprattutto con il primi due modelli.

  • # 2
    ALT__F4
     scrive: 

    Cioè verrà venduto SENZA contratti, nè nei canali predefinti dei gestori telefonici. Lo potrai trovare solo nei negozi, senza alcuna offerta per abbonamenti con aziende telefoniche come Tim o altre. Per dire, lo potrai trovare solo da Euronics o da Mediaworld, o sotto il negozio di casa tua :D, ma non abbinato a una scheda telefonica.

  • # 3
    floc
     scrive: 

    direi che non fa una piega :)

    sul lungo e’ da vedere chi avra’ ragione, jobs a spremere le mucche facendo il padre padrone e imponendo il proprio nuovo status symbol ogni anno, oppure google cavalcando il suo “don’t be evil” di facciata diffondendosi capillarmente con un sistema quasi libero

    io aspetto un snapdragon con qwerty e poi dico ciao ciao a winmobile :)

  • # 4
    Cael
     scrive: 

    @Lakar

    Concordo in pieno. Mi chiedo chi svolge i colloqui in redazione o se c’è un minimo controllo su quello che viene pubblicato, ormai di inesattezze di questo tipo ce ne sono negli articoli di tutti i giorni.

  • # 5
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    @lakar @cael

    vero, i telefonini in comodato d’uso erano disponibili anche prima dell’iphone, ma mai prima di ora gli operatori avevano dovuto riconoscere una fee al costruttore.

    In effetti mi sarei potuto esprimere meglio, ripeterò il colloquio per verificare se sono ancora idoneo a scrivere qui :-)

  • # 6
    Kilkenny
     scrive: 

    finchè il nexus verrà venduto a 500 euro a botta ho qualche dubbio.

    Ricordo ancora i proclami di quando uscì android un anno fa:
    “telefoni touchscreen e wi-fi a 100 euro…”

    Seeehh… come no….

  • # 7
    v1
     scrive: 

    <>

    altri browser?

  • # 8
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    @kilkenny il prezzo pieno del Nexus One è di 529 *Dollari* – dovrebbero essere circa 380 Euro

  • # 9
    v1
     scrive: 

    ..vabbe.. avevo citato questa parte:
    “Quello è l’obiettivo di Google, principalmente trarre profitto dalla pubblicità ed arginare il diffondersi sui dispositivi mobili di browser concorrenti.”

    browser concorrenti?

  • # 10
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ 8
    Sarebbe la prima volta che non si fa all’incirca il cambio euro-dollaro 1 a 1…

  • # 11
    Al
     scrive: 

    Non concordo molto sul fatto che Google non sia in rotta di collisione con Apple, vista le recenti acquisizioni fatte da entrambe in fatto di compagnie di advertising.

    Se a Google non interessa vendere l’hardware (e nemmeno l’OS) è invece vero che quello di raggiungere più utenti possibile con i servizi (e la pubblicità) interessa eccome!
    Quindi se i telefonini Android disturbano Apple sulle vendite di hardware, Apple disturba Google sull’advertising. Lo scontro c’è quindi e tutto, almeno per ora.

    Semmai vedo contraddittorio per Google il fatto che Android sia installato solo su telefoni High End che costituiscono una piccola fetta dei cellulari. Quello a cui Google dovrebbe mirare sono Smartphones economici non oltre i 150€ se vuole espandere la massa delle persone raggiunte dei suoi servizi.

    Ah .. e io non sottovaluterei Microsoft che ha (ben più di Apple) risorse per fornire hardware, software e servizi. Il mercato è ancora giovane e M$ ha tutto il tempo per ritornare in grande stile!

  • # 12
    wero
     scrive: 

    Sono abbastanza daccordo che apple e google abbiano due obbiettivi diversi:
    Apple vuole guadagnare dalla vendita di telefonini e applicazioni
    Google vuole un pubblico sempre più vasto con il quale guadagnare con la pubblicità..

    Una domanda ai meglio informati di me:
    ma se di android ci sono i sorgenti, chi impedisce al possessore di un google-phone di mettere una versione modificata di android magari epurata dai servizi del motore di ricerca?

  • # 13
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    @v1 puntando ad una diffusione massiccia dei propri dispositivi mobili ad un costo relativamente contenuto se paragonati al costo dell’iphone (ed altri Android più economici ne arriveranno di certo), Google probabilmente intende controllare il diffondersi di browser concorrenti, a cui riconosce un corrispettivo per i click generati sugli adwords.

    Meno paga i browser concorrenti sul traffico pubblicitario (che è il suo core business) più alti sono i profitti.

  • # 14
    CountDown_0
     scrive: 

    Markingegno, mi sapresti spiegare meglio come funziona questo meccanismo con cui Google paga gli altri browser?

    Io sapevo che per esempio se apro Firefox va di default sulla pagina di ricerca personalizzata, e le ricerche fatte a partire da questa pagina fruttano un po’ di soldi alla Mozilla Foundation. Ma c’è qualcosa di simile anche per gli altri browser, pur non avendo una schermata personalizzata? Per esempio, se uso Explorer per fare una ricerca con Google, Google paga la Microsoft?

    Chiedo scusa per essere OT, ma l’argomento mi interessa, ne ho già sentito parlare senza però aver mai trovato risposte soddisfacenti…

  • # 15
    Kilkenny
     scrive: 

    In ogni caso, io non sono un esperto che lavora nel settore, ma 500 *dollari* non è sicuramente un “prezzo di costo”, pur inserendo nel computo trasporto viaggi marketing ecc….
    Per me è un prezzo da lucro sul singolo prodotto.
    E finchè avrà quel prezzo sicuramente non sfonderanno nel mercato “di massa”.

    Com’è che un HTC Tatoo, sistema android, costa 280 euro???

    La risposta potrebbe di certo essere “perchè ha specifiche migliori?” (non so non sono andato a controllare, per dire…)

    Ma allora nel “mercato di massa” vende più l’HTC da 280 euro o il Nexus da 500 *dollari* (che regola vuole diventino euro… ma vabbè) ?

    Per me, se uno volesse fare davvero un prezzo di costo, per dispositivi del genere, non si dovrebbero superare i 200 (dollari ed euro).

  • # 16
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    La guerra fra android e iphone è in atto, dal momento che tanto i terminali con OS di Google, quanto quelli di Apple, competono su prezzi simili e feature analoghe: in ultima analisi per lo stesso mercato, sebbene partendo da modelli di business differenti.

    Se Android marginalizzerà iPhone come Windows ha marginalizzato il Mac, è presto per dirlo. Per ora molti segnali – compresa la decisione di Google di rilasciare un telefono brandizzato, mettendosi in competizione con i suoi partner – indicano nell’integrazione verticale la via maestra per questo mercato. Da cui una quota di mercato per il Nexus che non si può stimare troppo diversa da quella che ogni altro singolo modello in commercio (p. es. iPhone) detiene rispetto all’universo di telefoni cellulari – che come sappiamo comprende terminali diversissimi per prezzi e funzionalità.

    Dunque se Google arriverà a conquistare il 90% del mercato, dovrà farlo – come sostiene Stefano Quintarelli – grazie agli accordi con una molteplicità di partner produttori, i quali finiranno per scornarsi sul prezzo esattamente com’è successo agli OEM nel mondo PC.

    Allora sì, con un prezzo medio giunto attorno ai 200 dollari, sarà possibile ipotizzare il dominio di Android, fermi restando i dubbi sulla validità di un approccio aperto nel mondo smartphone in riferimento al problema dei “requisiti hardware” in un app store unificato. Per inciso, non è detto che in quel momento anche una Apple in ben altro spolvero rispetto agli anni ’90, riesca a ridurre notevolmente i prezzi di iPhone al pubblico, qualora lo trovi conveniente.

    Gli accordi di Apple al di fuori degli USA non prevedono revenue share a favore del produttore dello smartphone e presto anche negli USA l’accordo esclusivo con AT&T – ragione fondante dell’accordo di revenue sharing – potrebbe terminare.

  • # 17
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    Opinioni, autorevoli opinioni, come quella che ho condiviso per animare un dibattito che mi sembra interessante sull’evoluzione del sistema dei media, ed in particolare del mobile.

    Autorevoli opinioni come quella di Katy Huberty, analista di Morgan Stanley che invece pensa che sia la Apple e non Google destinata a recitare il ruolo di Microsoft nel mercato mobile, come cita il New York Times [ http://is.gd/5UU9J ]

    Questo per dire che siamo nel campo delle tesi, più o meno indovinate, e che l’approccio dovrebbe essere aperto a tutte le possibilità, fino a quando non si avrà la conferma dei fatti.

  • # 18
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Se non sbaglio l’appartenenza di due prodotti ad uno stesso segmento è costruita da strategie di posizionamento cui feature e prezzo sono tutt’altro che estranee. Per cui mi pare sensato concludere che iPhone e i terminali Android di fascia alta sono in guerra per la stessa clientela, quella che cerca un telefono full featured ed è disposta a spendere un prezzo elevato.

    Potrebbe, ma è un altro discorso, non esserci una guerra fra modelli di business, quando si realizzasse nel mercato smartphone, quel che è già successo nel mondo PC. Il che non è per nulla scontato e, nel caso, richiederà alcuni anni per accadere.

    Proprio perché sono aperto a tutte le possibilità rifiuto tesi come questa:

    L’Iphone ha aperto la strada, e probabilmente senza di esso non sarebbe stato possibile l’arrivo di Android, ma quest’ultimo ha obiettivi di mercato diversi, e molto probabilmente interesserà persone che in ogni caso non avrebbero acquistato l’Iphone, pertanto è facile ipotizzare che la Apple avrà la sua fetta di mercato piccola ma ad alto rendimento, mentre Android si diffonderà in maniera capillare nella restante grande fetta di mercato, con profitti unitari meno alti.

    Data la situazione attuale (ivi compresi i prezzi non dissimili dei terminali in causa, a parità di feature) e le fondamentali differenze storiche e tecnologiche che intercorrono fra il mondo PC di 15 anni fa, e il mondo mobile di oggi, mi sembra tutt’altro che facile ipotizzare che il modello di business vincente sia quello di Google, poiché ricalca quel che ha fatto Microsoft contro Apple 25 anni fa.

    Ogni mercato ha le sue peculiarità e per ogni mercato le strategie vanno calibrate, a seconda che i propri obiettivi si esprimano in termini di quota di mercato o di redditività per prodotto venduto.

    Rifiuto dunque queste conclusioni perché non sono in prima istanza affatto convinto che Apple oggi, replicando la storia del Mac, miri fra 3/7 anni ad avere una piccola quota di mercato molto redditiva – ammesso che sia possibile – piuttosto che dominare tutto l’ecosistema e porre sotto il proprio segno – come già ha fatto con l’ipod e il mercato musicale legale – il nascente mercato delle applicazioni mobile. Anche a costo di entrare in una guerra di prezzi, che ad oggi Google e i suoi produttori partner, non hanno iniziato.

  • # 19
    Al
     scrive: 

    Il confronto tra ciò che è accaduto con Microsoft ed i PC oggi non è neppure pensabile.
    Non dimentichiamoci che:

    1) M$ è cresciuta sulla compatibilità IBM ed oggi non vi è un dominatore in grado di orientare il mercato come era IBM allora.
    2) Nel mondo Mobile non si pone il problema della portabilità delle applicazioni (almeno finche costano pochi soldi) ne di compatibilità dei dati (almeno per ora), per cui portabilità e compatibilità non sono valori importanti come lo erano (e lo sono) nel mondo dei PC.
    3) I costruttori di apparecchi si guarderanno bene dallo sposare un solo Sistema Operativo che renda i prodotti identici per poi scannarsi sui prezzi.

    Comunque al momento previsioni non sono possibili in quanto siamo nel momento del Caos Creativo e le soluzioni sono infinite!

    IMHO penso che, se vi sarà un dominatore, questo sarà più legato ai servizi che all’Hardware ed al Software; ma fino a che i prodotti resteranno elitari dubito che si potrà scorgere qualcosa nel caos.

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