di  -  giovedì 7 gennaio 2010

Spesso per chi come noi partecipa ad un blog che può avere come oggetto una riflessione su prodotti, tecnologie e tendenze passate, presenti e future, trovare l’argomento alla base del prossimo articolo può risultare essere difficoltoso a causa dell’evidentemente troppo ampio spettro di topic papabili.

Fortunatamente l’appena trascorso periodo di festa ha rappresentato per il sottoscritto una sorta di musa ispiratrice ed è successo, giusto per introdurre la riflessione protagonista di questo post, che, semplicemente osservando con più calma il mondo che mi circonda, i miei occhi si siano poggiati su una vecchia radio.

E’ proprio in quest’occasione che è sopraggiunta alla mia mente la seguente domanda: che fine ha fatto lo standard DAB di cui qualche anno fa avevo sentito parlare più volte quale futuro della radio?

Una radio DAB e FM

Il Digital Audio Broadcasting (DAB), anche conosciuto con il nome Eureka 147, è una tecnologia di trasmissione digitale del segnale radio frutto di un progetto di ricerca europeo risalente agli anni 80 e che è stato utilizzato per la trasmissione di un programma radiofonico per la prima volta dalla BBC nel 1995.

L’obiettivo principale del DAB era di introdurre una tecnologia digitale per la diffusione dei segnali radio che, rispetto alla tradizionale trasmissione analogica FM, comportasse diversi vantaggi: maggiore qualità del suono, più contenuti inviati ai radioascoltatori (testi, immagini, ecc…), maggiore efficienza nella gestione delle frequenze disponibili da cui deriva un maggior numero di stazioni possibili e costi inferiori per la trasmissione.

In particolare la capacità di trasmettere più segnali radio digitali attraverso un solo trasmettitore, il cosiddetto multiplexing, avrebbe dovuto rappresentare un forte incentivo per i produttori di contenuti radio nel passare al DAB.

In realtà tutti i presunti benefici dello standard DAB sono stati smontati uno dopo l’altro al punto da portare tale tecnologia ad essere vista dagli operatori del settore semplicemente come un investimento da evitare, soprattutto nel nostro Paese. Innanzitutto la maggiore qualità del suono in termini di eliminazione del rumore di fondo che affligge solitamente le trasmissioni analogiche è stata ampiamente controbilanciata dalla scelta di un codec per la compressione audio inadeguato, soprattutto in relazione ai bitrate utilizzati.

Il codec maggiormente diffuso per il DAB è l’Mpeg 1 Layer 2 o MP2, cioè il diretto progenitore del famosissimo Mpeg 1 Layer 3 o MP3. Il problema della qualità non è dovuto al codec in sé, anche perché all’epoca si trattava di uno dei più avanzati, ma all’uso che ne è stato fatto: il 98% delle stazioni radio in UK, la nazione che più di altre ha spinto e adottato il DAB, trasmetteva utilizzando un bitrate di appena 128 kbit/s, assolutamente insufficiente a garantire una qualità percepita paragonabile alle trasmissioni analogiche FM.

Il vantaggio derivante dal multiplexing, inoltre, in realtà è solo a medio-lungo termine perché i costi di realizzazione delle stazioni di trasmissione in DAB sono notevolmente superiori a quelli dei corrispondenti trasmettitori FM e possono essere ammortizzati solo nel tempo visti i condivisi (tra tutte le stazioni che afferiscono ad un trasmettitore) costi di manutenzione.

Questo problema è stato la causa principale dell’inferiore qualità audio percepita perché, al fine di ridurre il più possibile i costi in fase di startup, nel Regno Unito moltissime stazioni radio si sono consorziate per trasmettere utilizzando il minor numero possibile di trasmettitori e, semplificando i vari tecnicismi, possiamo dire che il bitrate disponibile attraverso un trasmettitore è stato suddiviso tra troppi attori, comportando il degradamento del segnale di cui gli inglesi si sono spesso lamentati nel corso degli anni.

Possiamo aggiungere quale ulteriore motivazione alla base della scarsa diffusione del DAB, il mancato beneficio del maggior numero di contenuti che si possono veicolare attraverso il segnale digitale essenzialmente per due ragioni: la maggioranza dei sintonizzatori DAB non è dotato di schermi video in grado di mostrare adeguatamente una grande quantità di testi o immagini. Inoltre la radio di per sé è uno strumento utilizzato per intrattenersi mentre l’ascoltatore fa qualcos’altro (cucina, guida, lavora, ecc…) e che, pertanto, molto difficilmente potrebbe distogliere la propria attenzione per leggere testi o osservare immagini.

Infine, una considerazione che più di altre si sposa con la realtà del nostro Paese è legata all’incompatibilità delle modalità di trasmissione del segnale DAB rispetto alle tradizionali radio FM. Moltissime stazioni radio in Italia, infatti, hanno assunto una struttura redazionale e commerciale organizzata con riferimento al territorio che servono e, pertanto, una stessa stazione radio è libera di fornire contenuti differenti a seconda dell’area in cui la trasmissione viene effettuata.

La tecnologia DAB, invece, basa la sua filosofia di diffusione sul concetto di consorzio tra radio al fine di condividere le strutture dedicate alla trasmissione. E’ chiaro che quest’ultima organizzazione è difficilmente conciliabile con una pregressa rete di stazioni radio FM nazionali e locali ricca e fitta come quella che abbiamo in Italia.

Quali prospettive quindi si aprono per il Digital Audio Broadcasting nel prossimo futuro? Il problema della qualità del suono è in via di risoluzione grazie all’introduzione nel 2006 dello standard DAB+ che aggiorna il codec utilizzato per la compressione audio in favore del più moderno e avanzato High Efficiency Advanced Audio Codec (HE-AAC).

Questa evoluzione, che ovviamente non offre nessuna retrocompatibilità né a livello di trasmettitori, né di ricevitori, con le apparecchiature DAB preesistenti, potrebbe rappresentare un nuovo punto di partenza per la diffusione della radio in digitale oppure, come è mia personale opinione, potrebbe essere l’ultimo tentativo di mettere in piedi un’infrastruttura di trasmissione specific-purpose in attesa della diffusione di massa degli standard wireless (WiMax, 4G, ecc…) a banda larga attraverso i quali potremo fruire di tutte le trasmissioni audio video a cui siamo abituati oggi.

35 Commenti »

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  • # 1
    andres
     scrive: 

    Interessante articolo, mi ponevo questa domanda proprio qualche giorno fa ascoltando la radio in auto… ora ho la risposta!

  • # 2
    Carlo
     scrive: 

    Effettivamente ricordo anche io quando sentivo parlare del DAB, oltre 576 anni fa e poi non se ne fece nulla.

    Senza dubbio i motivi che riporti hanno influito anche se secondo me si deve aggiungere l’orografia italiana, molto disagiata che specie in autostrada avrebbe creato dei cut-off disastrosi all’ascolto… l’rds nelle zone da me battute fallisce il cambio di frequenza miserabilmente ogni volta.

    P.S. In realtà il vero motivo del fallimento è che non c’è rete4 sulle radio :-)

  • # 3
    Giovane
     scrive: 

    Qui negli USA quasi tutte le stazioni trasmettono anche in HD Radio, ma immagino non sia lo stesso standard digitale europeo.
    Addirittura le case automobilistiche hanno incominciato a fornire di serie la HD radio.

  • # 4
    Worth
     scrive: 

    il digitale terrestre televisivo è stato adottato in vari paesi, oltre che per i vantaggi tecnologici, sotto la spinta dei network più forti (e perché no, dei governi loro amici) che così hanno potuto ampliare notevolmente l’ “offerta”, in particolare quella di canali e programmi a pagamento. almeno in teoria, inoltre, si sarebbero aperti spazi anche per nuovi entranti sul mercato, e lo spettatore avrebbe goduto dei vantaggi della concorrenza e delle nuove funzioni interattive.
    la radio digitale offrirebbe come la sua controparte televisiva un maggiore numero di canali e a qualità migliore, tuttavia non c’è nessuna spinta ad adottarla. nè da parte dei network, che sono già numerosi e solitamente con una forza economica e politica insufficiente a fare adottare un nuovo standard, né da parte degli ascoltatori, che ben poco si interesserebbero all’interattività e ai contenuti a pagamento.
    a mio personale parere comunque l’etere tradizionale (“broadcasted”) è destinato a declinare; ci vorranno forse vent’anni, ma tutte le trasmissioni audio e video, gli ipertesti, il software sono destinati ad essere diffusi su richiesta (“streamed”) attraverso i protocolli di internet, cablato o wireless che sia, sui terminali più disparati: computer, home theaters, cellulari, media player e tutti i loro possibili ibridi. a questo si accompagnerebbe probabilmente anche l’estinzione dei supporti fisici con i relativi problemi di ripensamento delle leggi sul diritto d’autore, ma queste sono altre (e ben vaste) storie.

  • # 5
    programmatore
     scrive: 

    fai anche 50 anni in alcuni posti non arriva l’adsl e non parliamo del digitale terrestre che non arriverà MAI in certe zone. infatti stanno già ricorrendo ai riparti passandolo sul satellite..

  • # 6
    guido
     scrive: 

    ma com’è la situazione in Europa?

  • # 7
    Ninoski
     scrive: 

    In realtà io sono uno dei pochi che ho un’ autoradio con sistema DAB e ho potuto valutarne la qualità di ascolto…
    Ho fatto questo acquisto in quando si diceva che il DAB avrebbe percosso da stessa strada delle trasmissioni televisive con il passaggio al digitale e con le stesse tempistiche…
    In realtà molti network si erano già organizzati e già trasmettevano, associandosi in assembler, e dividendosi le spese di gestione dell’apparecchiatura… La qualità , rispetto all’analogico Fm, era veramente eccezzionale ho goduto di un ascolto pulito, cristallino e privo di potenza.. tale da preferire l’ascolto della radio rispetto al lettore Mp3.
    In questo ultimo anno ho visco scomparire le ultime emittenti che persistevano nella trasmissione con questo sistema… Un vero peccato…chi ascoltava la mia autoradio.. percepiva in maniera inequivocabile la differenza…UN ABISSO…!

  • # 8
    gnpb
     scrive: 

    Ma essendo già le radio trasmesse nella codifica digitale terrestre (e con buona qualità direi), prevedendo una migrazione totale che rende incompatibili i ricevitori analogici odierni con le trasmissioni future, non sarebbe più logico puntare direttamente sul digitale terrestre anche nelle radio? Minori costi, minori emissioni elettromagnetiche, copertura uguale a quella televisiva (quindi in futuro molto alta) senza costi aggiuntivi e si libera la banda 88-108MHz senza intasarne altre (vedi le citate wimax, 4g, ecc.).

  • # 9
    Ninoski
     scrive: 

    –> Correggo imprecisione..<–
    La qualità , rispetto all’analogico Fm, era veramente eccezzionale ho goduto di un ascolto pulito, cristallino e privo di cali di potenza.. tale da preferire l’ascolto della radio rispetto al lettore Mp3.

  • # 10
    Fernando
     scrive: 

    x gnpb:

    le radio digitali su DTT mal si adattano a soppiantare le radio FM, per motivi di copertura del segnale: il DTT usa frequenze molto più alte, che necessitano di copertura ottica o quasi. In automobile la ricezione sarebbe problematica.

  • # 11
    Furetto
     scrive: 

    Non capisco:

    Da una parte l’autore scrive: «trasmetteva utilizzando un bitrate di appena 128 kbit/s, assolutamente insufficiente a garantire una qualità percepita paragonabile alle trasmissioni analogiche FM»

    Mentre un commentatore, e reale utilizzatore, sostiene che: «La qualità , rispetto all’analogico Fm, era veramente eccezzionale ho goduto di un ascolto pulito, cristallino e privo di cali di potenza.. tale da preferire l’ascolto della radio rispetto al lettore Mp3»

    Forse il bitrate in Italia è maggiore di quello Britannico?

    Comunque credo che il DAB per l’Italia sia stata un’opportunità mancata di mettere ordine a quel far west quale è l’etere radiofonico.

    Furetto.

  • # 12
    gnpb
     scrive: 

    x Fernando:

    Vero le frequenze del dtv vanno dai 500 ai 900MHz quindi la portata è più ottica sicuramente. Ma la copertura è capillare già ora e dove non ricevi la tv è improbabile che tu riceva la radio (non per problemi di propagazione ma per mancanza di ripetitori). E poi in macchina si telefona quasi dappertutto (e siamo dai 900MHz in su). Al limite potrebbero esserci problemi di ricezione in movimento ma sui pullman o in auto ben fornite la tv si vede. Inoltre un ricevitore dtv costa 20€ al pubblico e puoi leverci tutta la parte video che non serve qui. Inoltre con lo switch off di spazio ce ne sarà in abbondanza, quindi, interessi a parte, parrebbe la soluzione più logica.

  • # 13
    floriano
     scrive: 

    il bitrare di 128kbps mi sembra più che sufficiente per un mp3 (solo con la musica classica dovrebbero esservi dei problemi)..

    il problema di questa radio secondo me è solo che non ne vale la pena.
    la stessa sorte sarebbe accaduta al digitale terrestre se non fossero cominciati gli switch off..

    in fondo per una radio l’fm basta e avanza.

  • # 14
    magilla
     scrive: 

    prospettive future… Se in Italia non siamo ancora riusciti a far implementare le informazioni aggiuntive RDS…. Ad es, mi piacerebbe sfruttare la funzione che aveva già la mia radio di 15 anni fa di cercare una stazione radio per genere di musica trasmesso.

  • # 15
    symonjfox
     scrive: 

    L’MP2 è un ottimo standard: a bitrate alti (224k o superiori) è persino più trasparente dell’MP3.
    Ovviamente queste differenze le notano soltanto i supermegaaudiofili oppure si notano analizzando lo spettro dell’audio codificato.

    E’ un vero peccato che non si sia diffusa.

    In effetti sia col DVB-T che col DAB erano stati straottimisti: a quest’ora dovremmo già essere tutti digitali e alla grande.

    Purtroppo sia col digitale terrestre che con il dab, si è preferito utilizzare standard vecchi di anni (vecchi, ma diffusi e ben supportati, quindi facili da implementare).
    Non c’è da stupirsi se il DVB-T faccia un po’ schifo rispetto ad una trasmissione satellitare: a parità di risoluzione, a parità di formato (MPEG2), l’unica cosa che cambia è il bitrate: molto maggiore per il satellite (quindi qualità maggiore).

    Per la radio, non c’è tutto questo problema di banda, secondo me.

    Io avevo sentito dire che agli Inglesi non piaceva il DAB per problemi di copertura: basta avere davanti un palazzo per creare un cono d’ombra importante (e quindi dover mettere un’altra antenna per coprirlo).

  • # 16
    Filippo1974
     scrive: 

    @ symonjfox

    non sono del tutto sicuro che il Layer II, a bitrate alti, sia più trasparente del Layer III. Quest’ultimo offre, rispetto al Layer II, una scomposizione in sottobande ben più raffinata, oltre ad una codifica entropica (ovvero un sistema di compressione dati senza perdita).

    La differenza, nella percezione più o meno trasparente dell’audio codificato, credo sia fatta essenzialmente dal modello psicoacustico, la cui implementazione può veramente cambiare dal giorno alla notte la qualità percepita di una codifica, a parità di bit rate.

    Da esperimenti fatti a suo tempo, diciamo che empiricamente la codifica “quasi-trasparente” con il Layer II si raggiunge a 192 kbps, con il Layer III a 128 kbps. Negli anni a cui avevo lavorato ad un CODEC MPEG-1 Audio Layer II, per quanti accorgimenti avessimo adottato (joint stereo, tweaking pesante del modello psicoacustico – che era un derivato del modello di riferimento semplificato -, ecc.ecc.) non c’era verso di ottenere una codifica quasi-trasparente a 128 kbps. Probabilmente avremmo potuto spremere ancora qualcosa passando al modello psicoacustico più complesso (o addirittura elaborandone uno nostro, chissà), ma in quel caso specifico avevamo dei requisiti di codifica in tempo reale che impedivano di fatto l’adozione di modelli psicoacustici complessi.

    Tutto questo per dire che non mi sorprende più di tanto la constatazione che il Layer II a 128 kbps non offriva una qualità paragonabile alla radio FM analogica, mentre ovviamente mi spiazza un po’ l’utente che si è dichiarato molto soddisfatto della qualità audio della sua radio DAB.

    Ciao
    Filippo

  • # 17
    Ninoski
     scrive: 

    La mia affermazione non e data solo da un riscontro personale….
    come dicevo pocanzi…Un vero peccato…chi ascoltava la mia autoradio.. percepiva in maniera inequivocabile la differenza…UN ABISSO…!
    La differenza era percepibile anche in un confronto diretto… Con un’emittente che trasmetteva su entrambe gli standard.. 101 , RMC, ecc… bastava commutare da Fm a DAB e viceversa sullo stesso brano per rendersi conto della differenza…
    Inoltre tengo a dire che le i vari network radiofonici si erano constituiti in gruppi che fruttando le possibilita intrinseche del segnale dab che puo veicolare 7 canali ( assembler )sulla stessa frequenza mettevano a disposizione del gruppo le proprie infrastrutture per irradiare il segnale in maniera capillare … e …Non sto parlando di emittenti locali con pochi mezzi ma grossi network che hanno copertute su tutto il territorio nazionale

  • # 18
    Ninoski
     scrive: 

    Autoradio BLAUPUNKT Woodstock DAB 53

  • # 19
    Mario Vanoni
     scrive: 

    Alto Varesotto:
    Rai DAB non esiste,
    SSR/CH DAB[+] funziona perfettamente.

    RAI FM dal Monte Orsa ricezione mediocre,
    il ponte radio che usano pessima qualita`.

  • # 20
    Kappa
     scrive: 

    Qua in Svizzera é da anni che c’é il DAB e negli ultimi tempi é molto pubblicizzato sulle reti nazionali. Di problemi di territorio ce ne sono anche di più che in Italia a causa delle alpi. Le ultime zone che sono state coperte offrono il DAB+, probabilmente aggiorneranno gradualmente anche le altre zone visto che consigliano di acquistare solo apparecchi DAB+.

  • # 21
    Furetto
     scrive: 

    Vorrei tornare alla domanda originale dell’articolo: perchè il DAB non ha avuto successo?

    A mio avviso non è una questione tecnica (superata dal DAB+ che non è citato nell’articolo), bensì puramente “politica”. Il passaggio al DVB-T è stato forzato dal legislatore. In generale, e oltre modo in Italia, gli interessi in campo per la TV sono ordini di grandezza maggiore rispetto alla radio. Il DVB-T è di sicuro una nuova opportunità per il mercato pubblicitario dei broadcaster.

    Come ho già avuto modo di dire, il DAB potrebbe essere l’occasione giusta per mettere ordine nel far west delle frequenze radiofoniche in Italia.
    Purtroppo al legislatore interessa ben poco che ad esempio ISORADIO o RADIO2 sulla A4 tra Desenzano e Verona o non si prenda o la ricezione sia di infima qualità. E non mi si venga a parlare di difficoltà orografiche in questo caso, come in tanti altri…

    Furetto.

  • # 22
    Ninoski
     scrive: 

    Quoto in pieno le affermazioni di Furetto..
    Problema centrato!!

  • # 23
    Riky
     scrive: 

    la questione per cui non si è diffuso in Italia è anche per via politico, infatti per legge se vuoi trasmettere col DAB devi già avere una radio FM e devi trasmettere la stessa programmazione! non possono nascere così radio solo DAB e i costi per sostenere sia gli impianti FM che DAB sono enormi e fattibili solo per pochi network nazionali!
    questo è un aspetto che sanno veramente in pochi, tranne chi ci lavora in radio….

    altro aspetto di cui non si è fatto menzione e la frequenza di campionamento del DAB! la risposta in frequenza di quest’ultimo è infatti da 20Hz a 20KHz mentre per l’FM è da 40Hz a 15KHz!
    per questo col DAB il suono è migliore e più cristallino!
    inoltre non soffre di tutte le distorsioni e rumori di fondo della trasmissione analogica!
    il codec usato passa in secondo piano, viene dopo! anche se MP2 128KBit possono essere scarsi, i vantaggi sopra elencati fanno percepire una qualità migliore!

  • # 24
    Mario Vanoni
     scrive: 

    Ricky cita
    i costi per sostenere sia gli impianti FM che DAB sono enormi e fattibili solo per pochi network nazionali!

    La mia DAB segnala stazioni RAI Radio1/2/3 FD4/5,
    ma non ricevibili qui`, emittente solo per Milano?

  • # 25
    dinigio63
     scrive: 

    Io ho progettato ponti radio e modulatori FM, fino al 2003, e posso garantirvi che nel 2010 sono ancora uguali.
    Ninoski ha ragione, ma non per la qualità del DAB, quanto per la non qualità delle catene di transito, e dei modulatori FM analogici, oltretutto il segnale passa molti modulatori e ricevitori, prima di arrivare a noi.
    I migliori modulatori (i migliori) non superano gli 85dB di S/N
    con distorsioni dello 0.1% e diafonia di 55/60dB.
    I migliori ricevitori (sempre i migliori)non vanno oltre i 73dB di S/N con segnale ottimo, distorsione dello 0.1/0.3% e diafonia di 50/53dB appena tarati, risposta in frequenza abbastanza lineare tra 30 e 14.5KHz.
    Se ne mettiamo 10 o più in cascata, dei migliori (ma ce ne sono in giro di molto peggio…), fate voi cosa si ottiene,
    oltretutto,le migliori radio commerciali, faticano ad arrivare oltre i 50dB di S/N in stereo con si e no 30 dB di diafonia,
    ed una distorsione difficilmente inferiore allo 0.3%.
    Oltre a tutto questo, la radio analogica deve “suonare forte”,
    per cui compressori, limiter multibanda ecc… , uno stravolgimento totale del segnale originario.
    Chiaro che un misero MP2 da 128Kb/sec risulta migliore…

  • # 26
    Beppino
     scrive: 

    A leggere questo articolo,
    http://www.newslinet.it/notizie/radio-digitale-regolamentata-ma-a-regime-solo-dopo-lo-switch-off-tv-apertura-ai-nuovi-format
    sembra che qualcosa si stia muovendo….o no?

  • # 27
    Renato
     scrive: 

    La mia prima scheda audio a 12 bit autocostruita per il mio spectrum zx all’epoca mi è costo una tombola ma al soddisfazione fu incredibile.
    Poi passai all’atari falcon 030 16 bit 44,1 khz e il salto di qualità era decisamente avvertibile.
    Il mio primo power mac 8100 con scheda digidesign audiomedia da 48 khz e chi se lo dimentica ancora un passo avanti.
    Poi venne il G3 equipaggiato di sistema audio a 96 khz 20 bit….
    Ora ho un g5 con una scheda audio a 24 bit 192 khz con convertitori burr brown e il mio cane dall’udito eccezzzzionale è veramente soddisfatto….. ma il pipistrello che sta fuori no.
    Dimenticavo di dirvi che il mio primo tx non RAI installato nel lazio risale al settembre del 2000.
    Il futuro della radio è sotto il nostro naso, le porte si sono gia aperte, alla faccia di Subasio e tutte quelle radio e quelle come lei con 8 -10 frequenze tutte nello stesso bacino, bravi davvero bravi, ma ancora per poco…..

  • # 28
    Leo
     scrive: 

    Caro Raffaele,
    l’italia non è “passata” al DAB semplicemente perchè questa tecnologia non poteva sostenere/garantire (a costi ragionevoli) il passaggio al digitale di oltre 1000 emittenti italiane.
    Ora con l’arrivo dello standard DAB+ ed impiegando sia la Banda III che la Banda L, cio è possibile (e questo anche grazie allo switch over televisivo, da analogico a digitale, che ha già liberato frequenze e che altre ne libererà, man mano avviene, nelle diverse zone)
    E’ talmente vero che è stato pubblicato a dicembre un apposito regolamento che, finalmente, consente, alle emittenti interessate non solo di offrire un suono di assoluta qualità, ma anche di trasmettere in digitale contenuti DIVERSI da quelli in analogico(inizialmente x 12 ore di trasmissione giornaliere). Ad esempio a Milano già si ricevono canali in DAB+ quali RTL CLASSIC+ (che è tutta un altra cosa) o RTL GROVE+ etc.
    In ultimo la trasmissione di testi e di immagini è già una realtà (si parla in questo caso di SlideShow) almeno per tutte le emittenti pubbliche e molte delle private e AGCOM L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, deve, entro l’estate, assegnare le frequenze nelle 4 zone già passate al digitale di Napoli, Roma, Torino e Sardegnae poi a seguire, entro la fine dell’anno, Lombardia e Veneto. Comunque un ottimo segnale digitale già lo si riceve in tutto il trentino, ed anche nella zona di Venezia (ca 15 emittenti) ed a Bologna (con ca 17), insomma pare che ci siamo.
    Con l’avvicinarsi del Natale ci saranno sempre più ricevitori – adatti al nostro mercato – disponibili. L’industria automobilistica tedesca offre già ricevitori digitali (in italia ancora su richiesta) ma diciamo che ora sono le emittenti locali e nazionali che “devono prendere” il coraggio di offrire servizi innovativi ai consumatori ma, a loro volta, lo possono fare solo se AGCOM apre “i tavoli di lavoro”, per l’assegnazione delle frequenze, per la quali serve che venga nominato il ministro allo sviluppo economico …).
    C’è anche da dire che si è creata tanta confusione, che non giova di certo, fra i vari standard. Fra radio internet (la ricevi solo se collegtao ad internet, sotto “copertura” wifi o traffico GSM) e radio Digitale (a gratis, ricevi musica di qualità e contenuti, anche in movimento). La prima prevede una connessione one2one, la seconda è, e rimane one2many, un asset importante (pensate solo a cosa succede quando tutti insieme vogliamo vedere su youtube l’ultimo video più cool… )
    Fra standard DVB-T (TV a casa) e DAB+ (radio in movimento). Fra DVB-H (tv in movimento via gsm) e DAB+ trasmissione radio digitale in movimento (ma anche DMBr, la parte audio del T-DMB che, sempre nel protocollo Eureka, permette la ricezione della TV in movimento o miniTV, con protocolli simili al DAB+).
    HD Radio (solo USA) o DRM+ (digitale in onde medie per paesi enormi, quali la Russia o l’India)
    Insomma una bella confusione che di certo non giova alla crescita di un nuovo mercato. E’ per questo motivo che tutte le emittenti hanno costituito una nuova associazione , ARD Associazione per la Radiofonia Digitale in Italia, nell’intento di semplificare e razionalizzare l’informazione verso il pubblico dei consumatori. Ulteriori informazioni le trovate al sito http://www.raiway.it o, a settembre, all’IFA di Berlino e su i web. Ma anche visitando il siti come http://www.touchmyradio.com direi che ormai siamo prossimi alla Radio Digitale in Italia

  • # 29
    Di_ME
     scrive: 

    “Ovviamente queste differenze le notano soltanto i supermegaaudiofili oppure si notano analizzando lo spettro dell’audio codificato.” bella minkiata questa, tutto quanto letto qui denota come la gente non abbia la minima coscenza di cosa sia davvero la qualita’ audio… Io sono un “supermegaaudiofilo” e ti dico che son tutte stronzate, te vieni a sentire un’impianto HiFi vero, e non quella roba che di “HiFi” riportano solo la scritta sulla scatola e vedrai che la differenza la noti, chiunque che non sia sordo messo di fronte a un’impianto come si deve nota la differenza tra un CD originale e un volgare MP3 anche con bitare alto, e senza bisogno di nessun analizzatore di spettro… A te forse serve l’analizzatore di spettro per vedere la differenze perche’ hai sempre e solo avuto a disposizione degli impinati audio talmente lofi che non ti permettevano di sentire differenza tra una registrazione buona e un mp3 del cavolo… tradotto la roba commerciale e’ talmente schifosa che degrada le registrazione buone tanto da renderle uguali a quelle che sono gia’ scadenti di loro.

  • # 30
    weah
     scrive: 

    Dopo l’illegale okkupazione dell’etere fatta negli anni 70 da parte di dopolavoristi, invece di implementare aziende si è cercato di sfruttare quanto okkupato come meri immobiliaristi. Questo ha impedito a imprese vere di entrare sul mercato con regole legali. Pensate davvero che i malviventi vogliano rimettere in discussione i loro terreni in vendita (ogni tanto qualcuno ci casca e compra frequenze a tariffe senza senso) che tanto non mangiano e non bevono ? basta aspettare, si dice. E così niente impresa vera, niente lavoro, niente innovazione. E in questo caso niente DAB Plus…

  • # 31
    Stefano
     scrive: 

    Aiuto! Io regalai nel 2005 una radio della stessa marca di quella riprodotta sopra (il modello si discosta di poco). La pagai parecchio e mi dissero che avrebbe garantito ascolti di alta qualità. Era un dono a mia madre. Pochi mesi dopo, le regalai una radio “normale” (Tivoli)e ora la difitael è a casa mia. IO non riesco a ricevere nessun canale, anche se i nomi di alcune radio (Rai, radicale, 24, Isoradio) compaiono sul display.
    C’è modo di sentirle profferire verbo? Mi aiutate? Oppure sono soldi che mi devo rassegnare a ritenere perduti?

  • # 32
    BRUNO
     scrive: 

    Buongiorno a tutti, la DAB radio è giunta si spera alla partenza si parla di fine 2012 inizio 2013,
    come detto da qualcuno di voi l’Italia ultimamente ha avuto altro a cui pensare ora si spera che ci sia più equità per tutte i progetti riguardo alle radio ora ci sono anche con display a colori e con la possibilità di interagire io vivo a roma e di radio digitale che trasmettono ce ne sono più di 50
    il futuro è chiaramente tracciato visto che come per il tv si libererebbero frequenze senza calcolare che dal 2013 anche la fiat uscirà con l’impianto di prima installazione con il dab non vi sembra un
    buon motivo per pensare che qualcosa stia per cambiare?
    Riguardo a costi di gestione ed altro sono tutte cose che dovranno solo andare a regime…

  • # 33
    Obasanjo Akinremi
     scrive: 

    While using potential for transmission making use of electronic digital indicators, hi-def r / c has become more common and offers noise totally free … The car stereo must have any hi-def stereo …

  • # 34
    maurizio
     scrive: 

    il dab in italia è iniziato alla grande anni 90,forse il primo in europa,purtroppo x mancanza di ricevitori autoradio in particolare e una pessima qualità audio hanno allontanato ogni appassionato,c’erano stazioni inglesi con musiche favolose poi le hanno soppresse è arrivata radio vaticana radio maria…l’unico vantaggio che facevi centinaia di km il segnale era ottimo,appena entravi in svizzera o in germania,sentivi suoni mai uditi prima molto meglio dei cd,poi è arrivato il dab+molte emittenti italiane hanno adottato questo standard fine del dab in auto,ora ci sono delle radioline portatili con il dab + ma chi le vuole?poco segnale con quelle antennine incorporate meglio fm ,peccato era veramente una occasione unica x avere vera musica in auto e sarebbe piaciuta a molti,nessuno oggi può eguagliare questo sistema con le radio giuste,andate in svizzera o germania se volete pulirvi le orecchie,saluti maurizio

  • # 35
    el mendoza
     scrive: 

    una domanda sola, se qualche esperto puo aiutarmi, abito a villafranca di verona e vorrei sentire bene SOLO 2 radio …105 e 24, mi e impossibile nonostante da anni cambio e ricambio radio sul mio furgone …. qualcuno CON PAROLE POVERISSIME mi sa consigliare un modello radio (220volt) seria e che capti almeno questi 2 canali 98.00 e 95.30?
    grazie da EL MENDOZA

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