di  -  lunedì 7 gennaio 2008

Apple StoreCome noto Apple è un’azienda che quanto a buzz marketing non ha da imparare da nessuno ma, anzi, fa scuola in materia, essendo stata capace di creare un vero e proprio “esercito” di consumatori fedelissimi che pubblicizzano (gratuitamente) i prodotti Apple tra amici e conoscenti.

Una delle chiavi del successo di Apple (tra l’altro criticatissimi agli esordi e giudicati come l’inizio della fine) sono gli Apple Store, i popolari (in USA, in Italia ne abbiamo uno solo in provincia di Roma ) negozi di proprietà di Apple nei quali si respira un’aria particolare e che fanno introitare ad Apple il 20% del fatturato totale.

Effettivamente essendo stato negli Stati Uniti ho constatato personalmente che oltre oceano c’è un atteggiamento completamente diverso nei confronti del consumatore. Da noi è il venditore a fare un favore al consumatore, da loro è il contrario. Gli Apple Store vanno addirittura oltre questo, già esistente e consolidato, approccio.

Innanzitutto tutti i prodotti venduti possono essere provati, nel vero senso della parola. Chiunque può usare computer, iPod e quant’altro esposto senza il “fiato sul collo” del commesso di turno (che, peraltro, se serve è gentile, competente ed esaustivo: veri Apple users). E’ garantita massima libertà di utilizzo, navigazione internet inclusa.

Apple Store diventa così luogo di aggregazione sociale e internet point gratuito. E’ persino disponibile connettività Wi-Fi gratis (in Italia pressoché impossibile da realizzare, per i noti limiti legali) e non sono pochi coloro i quali si recano col proprio portatile per navigare in internet gratis e senza limiti di tempo, se non quello dato dall’orario di apertura.

Apple regala a chi entra in un suo Store un’esperienza, non un banale luogo di acquisto. Sempre dall’America proviene la quasi leggendaria storia di Isobella Jade, una squattrinata ragazza che cercava di sfondare come modella e, non riuscendoci, decideva di scrivere le sue memorie in un libro. C’era però un problema: non aveva un computer. Da qui l’idea di scriverlo, giorno dopo giorno, su un MacBook dell’Apple Store di SoHo (New York City); finchè un giorno non viene notata e, anzichè cacciarla, in pieno stile a stelle e strisce viene invitata a presentare il suo libro proprio in quell’Apple Store.

Certo, Apple ha anche i suoi difetti e le sue chiusure, ha vissuto flop e rischiato il fallimento. Non è tutto oro ciò che luccica, ma il senso di orgoglio e appartenenza che l’essere Apple User infonde è forse un’esperienza tra le più memorabili che possano essere vissute nella nostra vita digitale.

2 Commenti »

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  • # 1
    Marco
     scrive: 

    Ma dopo che ho letto quest’articolo e altri del genere ho dovuto controllare nella barra degli indirizzi se ero su melablog o su appuntidigitali…e sono rimasto sorpreso

  • # 2
    mirko
     scrive: 

    sara proprio per colpa di tutte queste pecore che apple nei confronti di chi ci lavora sta perdendo ripetutamente colpi?penso proprio di si visto che sul forum apple non si può parlare male (dire la verita pena ti bannano)dei nuovi softw.. che non girano che si piantano che leopard a 6 mesi dalla presentazione richiede ram a livelli esagerati fino a costringerti a cambiare apple che costa sempre cari nonosante il processore intel e che iphone a un’anno dal lancio in italia non si vede perche bisticciano con gestori di telefonia mobile,che logic 8.0.1 e un bidone apple tv un flop,mac air usa un lettore esterno un po come sharp dieci anni fa uguale anche nelle dimensini,penso che stia diventando la fabbrica dei mostri pensate a tutti quei proffessionisti
    che sono stati costretti a cambiare 2/3 g5 perche andava in surriscaldamento..be io penso che la apple deve iniziare a fermasi riflettere riparare agli errori commessi e come faceva una volta per questo è diventata grande tirare fuori il modello o sistema solo quando è sicura che funzioni realmente non sfornare e basta come fa microsoft e poi si vedra.
    E vi ricordo che anche osx a avuto ripetuti travagli e ora che finalmente funziona 10.4.11 andiamo a fare il leopard che non gira ma dai questa si chiama speculazione e fa cadere tanti anni di principi della casa e penso anche il titolo in borsa,speriamo così si rendono conto.
    chiudo con e ora di togliere la lana alle pecore perchè il mio mac non è un soprammobile ma il mio mezzo di lavoro e di guadagno e quando la apple lavorava bene ero il primo a farli i complimenti ma oggi tanti ma tanti veri proffessionisti sono stufi e iniziano a guardare nuove soluzioni a dila dell’estetica ma a favore della funzionalita e rinnovo smettetela di fare le pecore tanto non ci guadagnate ci perdete e basta.

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