di  -  martedì 1 dicembre 2009

whats-my-nameHo spesso a che fare, per evidenti necessità professionali, con roadmap e piani di sviluppo futuro delle principali aziende informatiche internazionali. In particolar modo sono sommerso da nomi in codice di processori e schede video, componenti nei quali i produttori si sbizzarriscono oltre livelli che possono essere considerati umanamente possibili.

A volte si cade proprio nell’evidente imbarazzo: alcuni brand, coniati da ben pagati creativi, scontano il proliferare di lingue sulla terra. Quello che sembra adatto ad un prodotto per chi è anglofono può suonare come stupido per i paesi di lingua spagnola, ad esempio. Quello che molto spesso le aziende fanno è sottovalutare questo aspetto, cadendo spesso nel ridicolo quando presentano il proprio nuovo prodotto in alcune nazioni.

Ecco alcuni esempi pratici, raccolti in anni di onorato servizio. In tutti i meeting con addetti nord americani di AMD non manco mai di ricordare, nelle chiacchiere di presentazione, come sia importante per l’azienda prendere un addetto in branding che abbia quantomeno qualche avo di origini italiane.

Come non ricordare lo stupore suscitato al debutto del processore Duron, soluzione presentata ai tempi dei primi processori Athlon e posizionata quale proposta entry level. Spiegare che Duron è molto simile a duro, thick, in lingua italiano desta sorrisi nel mio interlocutore anglofono; il sorriso diventa evidente imbarazzo quando spiego che “duro”, in gergo, è sinonimo di “ready for sex”. Lo ammetto: imbarazzare nord americani è sempre molto divertente.

Passiamo a Intel, azienda che verrà ricordata dai posteri per l’arcinoto e tremendo nome “Centrino” affibbiato alla propria prima piattaforma per sistemi notebook. Ricordo ancora adesso l’evidente imbarazzo dei responsabili italiani di Intel nel presentare questa innovativa piattaforma, abbinata ad un nome che fa folklore. Come non pensare a quelle simpatiche donne con scialle, intente a lavorare all’uncinetto davanti al caminetto (o sul balcone, a seconda della stagione) per creare bellissimi e originali centrotavola?

Il retroscena del brand Centrino? Internamente in azienda quel nome è rimasto top secret sino a pochi giorni prima del lancio. Impossibile quindi fare retromarcia, una volta ricevute le sacrosante reazioni dei dipendenti italiani, più che turbati immaginando le risposte del mercato e degli addetti ai lavori per quel bizzarro nome.

Per AMD, con Duron, l’intento era forse quello di proseguire una tradizione di nomi derivati dal latino avviata con Athlon. Scontato dire che il primo fosse azzeccato, mentre sul secondo meglio sorvolare. Non che le cose siano andati meglio: Phenom è per alcuni più uno scioglilingua che un marchio adatto per una famiglia di processori.

Ma l’abitudine di non servirsi di esperti di branding con conoscenze di lingua italiana sembra non demordere. NVIDIA avrà infatti scelto il nome di un fisico, guarda caso italiano, per indicare la propria nuova generazione di schede video che dovrebbe rappresentare il riscatto tecnologico per il produttore americano. Verò è, però, che il nome “Fermi”, magari pronunciato con tono un po’ imperativo, mal si abbina ad un prodotto che dovrebbe essere rivoluzionario e precorrere i tempi dell’evoluzione tecnologica.

Eppure siamo ormai in 60 milioni sul globo, senza contare i milioni di italo-nazione a piacere sparpagliati su tutta la terra. Del resto che non mi vengano a dire che Paul Otellini, CEO di Intel, ha origini nord europee.

31 Commenti »

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  • # 1
    Paganetor
     scrive: 

    non so se siano peggio questi nomi “poco azzeccati” o le sigle assurde (e chi se le ricorda!?) tipo “Samsung SGH-D900i”…

    pensiamo a discussioni tipo “Che telefono hai comprato?”… “eh, ho preso il samsung essegiacca dinovecentoi”… :-|

    Per non parlare delle sigle che caratterizzano le schede video: ormai hanno finito i numeri e ci sono prodotti dal nome simile con caratteristiche completamente diverse!!!

    insomma, abbiate pietà di noi! :-D

  • # 2
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Penso che con “Calpella” abbiamo toccato il fondo. :D

  • # 3
    Giullo
     scrive: 

    azz battuto da cesare sul tempo, con calpella si è toccato il fondo, ghgh

  • # 4
    sceriffo
     scrive: 

    Bah, insomma il nome è importante ma cmq non troppo, Anche se in effetti… anche nel software, che dire di Vista? E’ stata una Svista di microsoft che si è ben guardata di rifare la figuraccia e a Vista 2 reloaded ha dato il nome classico che va sul sicuro: win 7,, così è sicura di non sbagliare stavolta…

  • # 5
    Paganetor
     scrive: 

    e i giochi di parole? Core 2 Duo… in inglese core two duo, in italiano core due duo :-D

  • # 6
    malkavo
     scrive: 

    in effetti ce ne sono di nomi che in italiano non rendono molto (per non dire che fanno proprio ridere) sia nel campo informatico sia nel campo automobilistico.
    tra l’altro quoto Paganetor,
    per un tutente medio acquistare un PC o un qualunque componente informatico è un salto nel buio.
    è vero che con una sigla non puoi certo riassumere le prestazioni di un componente, ma la sensazione è che si voglia volutamente creare un caos nel quale solo chi è informato o sa come informarsi si possa districare.
    i volantini pubblicitari con PC assemblati o notebook spesso sono solo fumo…

  • # 7
    gabriele
     scrive: 

    Giusto segnalare nomenclature complesse e confusionarie, come quella di Nvidia, ma per piacere non diventate come striscia la notizia, non scadete in chiacchiere da bar.

    Perché Fermi come Enrico Fermi, uno dei più grandi fisici del novecento, un nome ben conosciuto e sicuramente rispettato.
    Il nome Duron non mi sembra così scandaloso, anche perché non esiste solo un uso sessuale, si può anche essere dei “duri” nel senso degli eroe dei film d’azione o il pane può essere duro perché vecchio. Inoltre l’accezione “incriminata” non è così diffusa nell’uso, se escludiamo gli adolescenti in preda a crisi ormonali sono poche le persone che la userebbero.

  • # 8
    n0v0
     scrive: 

    e CULv dove lo mettete?

    come disse un altro su HWU, quando la Calpella entra nel CULv…

  • # 9
    itjad
     scrive: 

    Mi sembra strano che nessuno abbia ancora nominato AMD Llano :D

  • # 10
    Filippo1974
     scrive: 

    Vogliamo parlare di Nvidia Gelato (in variante standalone o Gelato with Sorbetto)? Per chi non conoscesse, mi riferisco alla soluzione di rendering 3D (non real-time, che io sappia) assistita dalla GPU.

    Però anch’io in fin dei conti mi trovo d’accordo con Paganetor. Alla fine credo valga la regola del “bene o male purché se ne parli”, ed in questa ottica sicuramente resta più impresso un nome apparentemente infelice o volutamente ambiguo, piuttosto che una anonima sigla che farà tanto tecnologico ma è perlopiù impossibile da ricordare.

    Ciao
    Filippo

  • # 11
    lakar
     scrive: 

    AMD Italia avrebbe potuto sfruttare meglio il nome Duron con una pubblicità del tipo:
    “Loro sono Celeron ma noi siamo Duron!”

  • # 12
    Lorenzo
     scrive: 

    @gabriele

    anch’io appena sentito il nome Fermi l’ho ricollegato al fisico e non all’imperativo…e non suona affatto male.

  • # 13
    Nicola
     scrive: 

    su HWU un utente aveva detto:

    “La Calpella di Intel nel Llano di AMD”

    ahahhahah

  • # 14
    Paolo Corsini (Autore del post)
     scrive: 

    Grazie degli ulteriori spunti di riflessione, ma attenzione ad una cosa: non ho considerato quelli che sono i codename, cioè i nomi in codice.
    Calpella, sul quale ci sarebbe molto da dire, è un nome in codice; Centrino è invece un nome commerciale.

    Gelato l’avevo francamente rimosso, ed è perfettamente calzante. Anche qui, spiegare a quelli di NVIDIA che il significato è ice-cream non ha prezzo ;)

  • # 15
    Felice Mastronzo
     scrive: 

    Mah, non capisco

  • # 16
    andrea
     scrive: 

    Non penso che il mercato italiano sia così importante da influenzare il nome dei prodotti. Insomma io se fossi in Intel neanche lo considererei.

  • # 17
    v1
     scrive: 

    @andrea: e infatti non lo fa affatto. ma almeno la smettessero di usare latinismi assurdi solo per far i fighi con i loro ignoranti clienti anglosassoni.

    a proposito di grandi nomi, a cosa dobbiamo oggi questi interventi illustri di corsini e bordin in AD? :D

  • # 18
    andres
     scrive: 

    Sinceramente, trovo sia “Centrino”, sia “Fermi”, dei nomi (e in parte dei brand) decisamente interessanti. Il nome di un brand va assolutamente oltre il significato letterale, è più una questione di suono…
    Moltissimi ambiti di mercato, oltre l’informatica, sono pieni di nomi italiani: questo perchè sono parole che suonano bene ed evocano uno stile e una originalità lontana dalla fredda razionalità anglosassone.
    L’italiano (come il francese) funzionano benissimo per queste cose.

  • # 19
    simon71
     scrive: 

    che dire Signori….

    Meglio un CALPELLA GELATO, che che un GELATO nell’ LLANO

    ^__^

  • # 20
    karplus
     scrive: 

    Un articolo coi fiocchi, beh non ci si aspettava altrimenti vista la firma.

  • # 21
    Gyxx
     scrive: 

    “Duron” ha, come accezzione di duro, anche un altra accezzione in italiano, specialmente in Toscana ed Umbria : uno DURO di comprendonio, un nome che associato ad un processore – il cervello di un PC – certo non faceva pensare a granchè di soddisfacente …

    saluti

    ;-D

    Gyxx

  • # 22
    Diego
     scrive: 

    Veramente gli americani dovrebbero saperlo cos’è “gelato”, perché è una parola del loro dizionario:
    http://dictionary.reference.com/browse/gelato
    È un po’ come “pizza” o “spaghetti”, solo che hanno anche la versione parafrasata inglese “crema-ghiacciata”.

    Per altro non è stato scelto a caso visto che c’è di mezzo anche Amaretto:
    http://forums.nvidia.com/index.php?showtopic=99015&hl=name

  • # 23
    PantaRei
     scrive: 

    Beh insomma, una fortuna di essere italiani è proprio quella di poter mettere a nudo nomi pseudo latin-italici, mostrandoli per quello che sono piuttosto che un nome figo che fa presa sul cliente anglosassone :D

    Questo comunque non succede solo in ambito tecnologico, ma ovunque (anche se nvidia GELATO mi ha fatto morire quando l’ho letto).

    In ogni caso non credo, come detto, che il mercato italiano, ma neanche quello europeo-meridionale (spagna) sia sufficiente per giustificare un cambio nomi :P Ma va bene così, è bello sentirti un po’ superiori al cliente medio anglossassone, no? :D

  • # 24
    Ho aperto Finestre e lavorato con PuntoPotente | Guide, trucchi e notizie sul mondo dei PC
     scrive: 

    […] leggevo un articolo in un blog che spiegava come i nomi utilizzati nell’informatica, scelti da persone di origine americana, […]

  • # 25
    Daft
     scrive: 

    Io penso che Gelato sia stato scelto apposta da Nvidia (anche se ne ignoro il motivo) perchè la parola è regolarmente usata negli USA per differenziare il gelato italiano dall’ice-cream statunitense, che vengono prodotti in modo diverso. Molti americani sanno cos’è “the gelato”, e ve lo dico per esperienza diretta. http://en.wikipedia.org/wiki/Gelato

  • # 26
    Giovanni
     scrive: 

    In linea di principio hai ragione (ad un corso di mktg si disquisiva di quante centinaia di migliaia di Multipla in più avrebbe venduto la Fiat se solo l’avesse chiamata “Delfino”, che se ci pensate, è proprio il muso della prima versione).

    Ma non sono del tutto d’accordo sugli esempi riportati, sarà perchè ormai il mondo è globalizzato, ma io ho sempre pensato a “sentrino”, cioè come si pronuncia…

  • # 27
    Silma
     scrive: 

    Mah, sinceramente, leggendo Duron non mi è mai venuto in mente l’aggeggio (ma solo un processore un po’ palta) così come leggendo Centrino non mi è mai venuto in mente quello fatto all’uncinetto (ma, vedi sopra, processore di palta).

    Fermi richiama il fisico e per Gelato, uno pensa semplicemente, stanno chiamando dei prodotti a tema, potevano sceglierne uno qualsiasi e hanno scelto dei dolci. Cambia? Non cambia? Secondo me non tanto. Il nome, in quel contesto, diventa un simbolo diverso da quello che è in una normale conversazione.

  • # 28
    goldorak
     scrive: 

    E vero i nomi sono soltanto nomi e non indicano la bonta’ del prodotto ma alcune volte le aziende come dire perdono il senso della decenza.
    Non certo usando termini come duron, gelato, centrino etc… che fanno sorridere piu’ che altro. Ma quando viene usato un nome che corrisponde ad un espressione “infelice” come fu per la Mitsubishi anni e anni fa ? Le venne la magnifica idea di chiamare il suo suv Pajero, che in spagnolo rimanda all’espressione gergale “farsi le pippe”. Vedere per le strade del sudamerica questi suv con scritto sulla fiancata Pajero era da morire da ridere. Tanto e’ vero che poi il nome fu cambiato. Ma la frittata era stata fatta.

  • # 29
    Gianluca
     scrive: 

    A me “Duron” e “Sempron” ricordano molto marche di profilattici

  • # 30
    sbaffo
     scrive: 

    solo un’ appunto: Duro(n) nell’accezione che dici tu (diciamo da “celodurista”) è più comune in inglese come stiff che come thick, a quanto mi risulta.

  • # 31
    Ciano
     scrive: 

    Continuando con Duron, da veneto come prima cosa mi ha ricordato la ciliegia http://it.wikipedia.org/wiki/Ciliegia detta anche durone, poi scherzandoci su ovviamente segue tutto il resto :)

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