di  -  mercoledì 12 dicembre 2007

WualaLe Web 3 , ciclo di conferenze ed incontri organizzati da Loic Le Meur sul mondo del web, è spunto non solo di profonde riflessioni sul mondo del Web, ma è anche una importante è interessante vetrina per giovani startup.

All’interno e in parallelo all’evento principale, è stato infatti organizzato un contest al termine del quale, il 12 dicembre, sarà proclamato un vincitore.

Mi ha colpito particolarmente Wuala , un servizio di storage online. Uno dei tanti, si potrebbe pensare di primo acchito, ma approfondendone il funzionamento tecnico si scopre subito l’elemento caratterizzante.

I servizi di storage online attualmente disponibili offrono un limitato spazio di archiviazione online gratis, che diventa maggiore o illimitato dietro il pagamento di una somma di denaro.

Wuala è invece completamente gratuito e offre, di base, 1 GB perchè non deve sopportare i costi legati al mantenimento dei server contenenti i dati, in quanto è basato su architettura P2P. Anzichè avere un unico centro di archiviazione dati, Wuala “spalma” i dati che gli utenti caricano sul sistema, sui PC degli utenti stessi. Ogni utente stabilisce quanto disco fisso offrire ad altri per l’archiviazione dei dati e, più disco fisso concede, maggiore spazio verrà a sua volta offerto gratuitamente da Wuala.

C’è un’unica condizione per aumentare lo spazio gratis a disposizione: mantenere online la macchina, mettendo così a disposizione spazio di archiviazione anche per altri utenti. Ovviamente, il contenuto dei file di altri utenti che ci ritroviamo sul nostro disco fisso è criptato così che solo il proprietario, e le persone da lui autorizzate, possano accedervi.

Si tratta di un modello di online storage sicuramente interessante che merita di essere provato e tenuto d’occhio. Al momento il progetto è in private alpha, il che significa che si possono provare questi servizi solo su invito dopo essersi registrati.

10 Commenti »

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  • # 1
    Paganetor
     scrive: 

    a me sembra una sciocchezza: sono costretto a tenere il pc acceso, non so che dati mi vengono caricati su, qualcuno (e io non so chi) accede al mio computer, i dati potrebbero essere sparpagliati su più computer, la privacy è a rischio (anche e venissero criptati i dati, non mi sentirei comunque sicuro).

    Inoltre, l’upload in Italia è al limite del ridicolo, le chiavette USB te le tirano dietro (potrei tenermene una in tasta – magari insieme alle mie applicazioni preferite) e otterrei lo stesso risultato con maggiore sicurezza e velocità), sarei svincolato dalla necessità di andare on-line a recuperare i miei dati e, al limite, potrei sfruttare i servizi già esistenti (1 giga di spazio non è poco: ovvio che se ci devo caricare i film in divx non va bene, ma se ci metto documenti, immagini ecc. è più che sufficiente).

  • # 2
    Andrea Demartini
     scrive: 

    C’è un aspetto che non mi convince. Non ha senso ottenere 1GB di storage se ne devo concedere al P2P, conviene usare da sè il proprio spazio e cmq se il pc deve rimanere ovviamente online si può accedere da remoto allo stesso, avendo sempre a disposizione i propri files.
    In quale rapporto vengono offerti i GB? Ovviamente non può essere inferiore a 1:1 per essere interessante, ma se fosse maggiore, dove si tira fuori tale spazio sotrage?

    Poi la velocità. E’ noto che in un network qualsiasi la capacità massima di download è uguale alla capacità massima di upload. In uno scenario Adsl come quello italiano potrebbe essere una strozzatura non da poco.

    Non vedo il vantaggio di avere un sistema del genere, anche considerando i costi. Un pc sempre acceso cmq consuma la sua dose di corrente, non di certo gratuita. Quindi bisognerebbe fare un rapido conto di quanto costerebbe rispetto a pagare una quota per un servizio di storage online.

  • # 3
    Francesco Federico
     scrive: 

    Certamente è una soluzione che non si adatta bene a qualsiasi mercato, in particolare quello italiano caratterizzato da ADSL “strozzate” in upload.

    E’ in ogni caso un interessante “esercizio” che porta l’attenzione al problema dell’online storage, da un’angolatura diversa. Non è detto che sia “La Soluzione”, è un esperimento che potrebbe essere, a sua volta, il primo passo per altri prodotti.

  • # 4
    Paganetor
     scrive: 

    io però non capisco la necessità di avere questi spazi on-line: se è solo per condividere i documenti con altre persone, ci sono altri strumenti (più sicuri)

    se è per avere uno spazio di archiviazone addizionale, è molto più efficiente una banale chiavetta USB

    se io condivido una porzione del mio disco e poi spengo il pc per qualche motivo, come fa l’utente sfortunato a recuperare i dati? E se sto facendo a mia volta l’upload di qualcosa, i tempi si allungano a dismisura quando qualcuno vuole accedere al disco remoto (il MIO disco :D )

    E se avessi bisogno di formattare? L’utente perderebbe i dati presenti sul mio PC?

    ok, è un “esercizio”, ma lo vedo troppo vincolato e vincolante per chi lo fornisce e per chi ne usufruisce.

  • # 5
    Andrea Demartini
     scrive: 

    Si certamente, il mio punto di vista era espresso circa l’utilizzo come soluzione di storage. E’ sicuramente interessante invece che il concetto di p2p si stia estendendo ad altre applicazioni oltre al file sharing.

  • # 6
    Tambu
     scrive: 

    voglio vederti il giorno che ti serve un documento ma l’utente che ne ha un pezzo sul suo PC ce l’ha spento, o peggio ha formattato :D

  • # 7
    andrea
     scrive: 

    Sicuramente la casa proprietaria del software avrà una copia di tutto. Il problema che vogliono arginare è la disponibilità di banda senza spendere i miliardi in infrastrutture server. Quindi i tuoi file saranno sempre disponibili, con la differenza che i pezzi che non ha nessuno verranno trasferiti lentamente, proprio come in un sistema torrent.

    Idea interessante ma dalle applicazioni molto ristrette, soprattutto con le innumerevoli alternative (programmi p2p classici, servizi di upload come rapidshare e così via)

  • # 8
    Pikazul
     scrive: 

    Come sistema di filesharing questa cosa esisteva già 2-3 anni fa, come sistema di archiviazione remota…beh, paradossalmente mi sembra proprio la prova che l’architettura “peer-to-peer” non può coprire ogni tipo di applicazione, esattamente come l’architettura “client-server” non può essere usata per tutto

  • # 9
    lorenzone92
     scrive: 

    A me interesserebbe, chi ha un invito può contattarmi all’indirizzo: info (at) lorenzone92 (dot) com

  • # 10
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    eheheheh

    Mi piace come idea!

    Se ho un trasferimento dati da 40 mb allora so di stare scaricando dati dal io stesso pc!
    eheheheheh

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