di  -  venerdì 25 settembre 2009

GP500

Nel 1998, sulle piste del Motomondiale, giravano solo motociclette a 2 tempi. La classe regina vedeva schierati prototipi da 500cc, 120Kg per 160/180cv. Caratteristica saliente di queste moto, era un’erogazione straripante e brutale, da cui discendeva la tendenza a derapate e tentativi di disarcionamento del pilota, ad ogni minima apertura del gas.

Su motociclette di questo genere, si confrontavano piloti del calibro di Rayney, Schwantz, Cadalora, Gardner, oltre a un certo sig. Doohan, dominatore incontrastato della categoria per 5 stagioni di seguito.

A quell’epoca, sul fronte videoludico, il focus delle simulazioni motoristiche rimaneva fermo sulle quattro ruote, con una pletora di titoli legati al mondo del rally, della Formula 1 e dei prototipi, ma anche delle derivate dalla serie, come il mitico Viper Racing di cui abbiamo parlato qualche settimana fa.

Nel 1999 lo scenario sembrò cambiare, col debutto della serie Superbike (dedicata alla categoria delle derivate dalla serie) e, per l’appunto, con GP500 (1999), per gli appassionati delle feroci ed ululanti 2 tempi.

Veniamo quindi all’analisi di quella che per me rappresenta, ad oggi, la miglior più gustosa simulazione di guida motociclistica di sempre, in questo nuovo rendez-vous con i tempi che furono della tecnologia.

Al primo impatto, di GP500 sorprende lo stile e il dettaglio grafico, molto più curato del SBK coevo e di molti SBK successivi. Molte inquadrature sono in effetti sbalorditive (non dimentichiamo che al tempo un Celeron 300A a 450Mhz e una TNT con 16MB erano roba da ganassa), anche se paragonate con titoli più moderni, sia per il dettaglio dei modelli tridimensionali, che per la resa dell’ambiente, minimalista ma molto curata.

Malgrado dal punto di vista audio sia piuttosto deludente, il modello fisico guadagna al titolo un posto d’onore nella mia memoria videoludica. Scartata a priori la modalità arcade, come simulazione GP500 è accurata e, se vogliamo, bella tosta.

Troppo gas…Gettarsi a capofitto in gara, senza aver preso adeguata confidenza con i comandi, con la moto e con la pista, significa cadere ad ogni curva ed essere sistematicamente doppiati. D’altro canto questo livello di difficoltà soddisfa il palato dei fanatici come il sottoscritto, che godono nel vedere la moto reagire alla minima sollecitazione, sentirla giustamente “crudele”, come crudeli erano nei confronti dei campioni del motociclismo, le 500 dell’epoca.

Parlando di simulazioni motoristiche, merita un approfondimento il discorso comandi. Abbiamo visto che Viper Racing stabilisce uno standard per i tanti che si cimentano sul gioco senza disporre di costosi ed ingombranti controller analogici – che tra l’altro toglievano al PC quell’aria di serietà che allontanava nei genitori il sospetto che, dopotutto, le finalità educative di quel costoso aggeggio fossero solo un pretesto.

È anche vero che una simulazione di guida in moto richiederebbe la possibilità di calibrare una serie di impostazioni praticamente illimitata, ed è in effetti questo l’approccio della serie Superbike: dare al pilota la possibilità di settare ogni singolo parametro. Se nel caso di Viper Racing questa filosofia porta a un surplus di realismo, nel caso di SBK sembra voler sopperire a una fisica carente, tanto che non si trova mai il bandolo della matassa.

In GP500 la Melbourne House segue una strategia opposta, restringendo le opzioni disponibili al minimo indispensabile o poco più. Il feeling con la moto e la sensazione di realismo sono tuttavia ottimi, segno che quando la complessità dei fattori da prendere in considerazione è eccessiva, è meglio puntare su una fisica fedele che su una pletora di settaggi.

Benché all’inizio anche a me questa scelta abbia fatto storcere il naso, mi sono trovato presto a ricredermi, trovando il gioco estremamente longevo e godibile.

Restano due pregi e un difetto, che in qualche modo appartengono al DNA di questo capolavoro: innanzitutto la moto non reagisce granché alle regolazioni attuate sulle sospensioni. Sostituendo la molla con un rotolo di marzapane e l’idraulica con un clistere di gomma, la moto rimane incollata all’asfalto anche nelle pieghe più mostruose. Capisco l’approcio “decido io per te” sui comandi, ma sulle sospensioni un po’ più di libertà non avrebbe guastato.

I pregi: innanzitutto la scelta di moto: dalle Honda NSR a 4 e 2 cilindri, alla Yamaha, Suzuki, fino alla Modenas KR3 e alla MuZ (divoratrice di pneumatici posteriori), ciascuna ha le sue caratteristiche, impone uno stile di guida che ne sfrutti le peculiarità: staccate ritardate ed aperture di gas anticipate sono fondamentali per sfruttare le bicilindriche e la KR3, mentre le feroci 4 cilindri richiedono attenzione nel dosare il gas e nell’apertura della manopola… ehm… della freccia in su, pena rottura dell’osso del collo.

Secondo pregio, l’usura gomme (divisa per lato!): un fattore che andrebbe imposto per legge ad ogni simulatore di guida che voglia definirsi tale.

Indimenticabili le derapate con tanto di virgole nere sull’asfalto (da non tentare mai in gara, ne riesce una su dieci), la tensione delle gare (da eseguirsi rigorosamente in modalità full, con 24-28 giri), la selezione “vintage” dei tracciati, i filmati introduttivi, l’impraticabile ma gustosissima guida in prima persona, con tanto di impennate e sguardo verso il cielo, il cheat incluso della Vespa con motore Honda V2 da 140cv.

Insomma, c’erano una volta le “moto vere” – come ebbe a dire Rossi, ultimo campione mondiale 500, durante la transizione alle 4t – ma per fortuna GP500 c’è ancora, e negli anni si è arricchito con una pletora di modifiche e personalizzazioni sviluppate dalla folta base di appassionati: fattori che lo rendono godibilissimo anche a 10 anni di distanza, anche con un Pentium II.

18 Commenti »

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  • # 1
    Gurzo2007
     scrive: 

    quoto un vero capolavoro

  • # 2
    Ale
     scrive: 

    suvvia non scherziamo, il titolo era bello all’epoca, adesso per quanti fedeli appassionati ci siano ancora, non è per niente paragonabile a sbk 2009 o allo stesso motogp08 ne per la fisica, ne per la giocabilità, tralasciando l’ovvietà della grafica.

  • # 3
    DosFX
     scrive: 

    Questo gioco era davvero favoloso,ci ho passato tante ore davanti e avevo anche installato il mod con le 250 nel quale c’era anche la moto di Capirossi blu bianca e rossa che andava piu di tutte.. Penso che non è da paragonare alla fisica di Motogp08 o Sbk09 ma all’epoca era molto all’avanguardia e dava quella sensazione che i titoli di moto di oggigiorno non danno cioè quella della pura simulazione… Dovrebbero fare un simulatore tipo R-Factor ma dedicato alle moto non solo “simulazioni apparenti” derivate dalle console.

  • # 4
    Jonny
     scrive: 

    Dal mio punto di vista, SBK2001, era e resta tuttora la migliore simulazione motociclistica, e probabilmente lo resterà per sempre, visto che l’attuale saga SBK cerca troppo di adattarsi a tutti per vendere il più possibile.
    GP500 ha di buono una grande moddabilità (incredibile quello che negli anni sono riusciti a fare) però anche moddato, la fisica e sopratutto le collisioni restano troppo distanti dal bellissimo SBK2001 (ad esempio è impossibile godersi una bagarre perché se un pilota tenta un sorpasso verrete proprio spostati da una qualche forza mistica sconosciuta).
    Cmq resta una grandissimo titolo, che ha fatto la storia dei giochi di moto.

  • # 5
    Ventresca
     scrive: 

    mi spiace ma resto dell’opinione che la vera pietra miliare dei giochi di motociclismo simulativi sia e resti Superbike01… non capisco l’accanirsi dell’articolo contro la serie Milestone…

  • # 6
    phabio76
     scrive: 

    Nel personale albo dei ricordi GP500 non scalfisce RVF Honda su Amiga e il mitico Speed King su C64, al secolo “MotoMondiale” sulla cassetta del giornalaio…

  • # 7
    Kino
     scrive: 

    Più che altro a me fa sorridere veder definito simulativo un titolo di moto in cui si passa tranquillamente piegati su cordoli ed erba e la moto non fa una piega; in cui le collisioni sono definite da una box larga una volta volta e mezzo la moto; in cui toccandosi piegati a 200km/h non si parte per la tangente ma si risolve tutto con un pò di movimento della moto. Sinceramente trovavo il titolo della milestone migliore almeno a livello simulativo, gp500 è un discreto arcade così come può esserlo la serie di Gran Turismo per intenderci (e segnalo il discreto Tourist Trophy a questo punto), ma si certo non un gioco simulativo

  • # 8
    Duke
     scrive: 

    Come livello di simulazione, divertimento in generale e realizzazione tecnica (grafica e dettaglio dei circuiti, realismo negli incidenti, animazioni del pilota) GP500 non si avvicinava nemmeno a SBK… ovviamente IMHO, ma da quanto letto in giro penso sia un’opinione ampiamente condivisa.

  • # 9
    Roberto
     scrive: 

    hahaha grandissimo il cheat della vespa! :D quanti ricordi…

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Più che altro (e mi riferisco ai primissimo SBK, non certo al 2008) su SBK fino a un certo punto la moto entrava da sola in curva, staccava in modo composto e quasi automatico, non rispondeva a qualunque sollecitazione sull’acceleratore. Oltre quel punto diventava una bestia sfrenata, poco gestibile e capace di innescare highside al minimo errore in apertura di gas.
    Sono arrivato alla conclusione di ritenermi più soddisfatto di GP500 proprio per il motivo che i primi SBK, pur offrendo più parametri di regolazione, non solo non offrivano una esperienza “out-of-the-box” lontanamente paragonabile, ma anzi richiedevano personalizzazioni nel livello di assistenza ai comandi piuttosto frustranti.
    Dopodiché chi sostiene che a GP500 si poteva andare tranquillamente per prati a 200 senza fare una piega, forse dovrebbe riprovarlo. Il differenziale di aderenza vale anche per i cordoli, dove le 4 cilindri si producevano in spettacolari (quanto penalizzanti) derapate, anche a moto dritta, e dove solo toccare i freni, significava mettere il grugno a terra.
    Certo, andare in moto su pista è qualcosa di piuttosto diverso da qualunque gioco, ma anche i primi SBK non ci somigliavano neppure da lontano, fermo restando quanto detto su GP500.

  • # 11
    Duke
     scrive: 

    A mio avviso, SBK (ovviamente mi riferisco ai primi, in particolare al 2001), offriva sia una moltitudine di regolazioni dell’assetto della moto, che dei paramaetri di assistenza in gara (a “livelli” o decidendo i singoli parametri), permettendo così di personalizzarlo in modo da soddisfare i gusti di qualsiasi tipo di giocatore: da quello che gli piace la moto “sempre in piedi” a quello che ricerca la simulazione più realistica.
    Non esistono simulatori perfetti ed un gioco deve per forza di cose semplificare la realtà per non correre il rischio di diventare ingiocabile, sicuramente ognuno troverà dei limiti in SBK, che però non gli impediscono di essere tuttora riconosciuto da molti come il miglior gioco di “corse su due ruote” e, a distanza di 10 anni (che nel mondo dei giochi è un’eternità), è un bel record.

  • # 12
    Gianluca
     scrive: 

    Gran bel gioco!
    Ricordo solo quanto fosse difficile completare un gran premio… scegliere le traiettorie giuste, non cadere e non uscire fuori pista era da “mission impossible”.
    Ci voleva solo tanta pazienza con quel gioco, dopo aver “imparato” qualche soddisfazione te la dava!

  • # 13
    Magilla
     scrive: 

    Anch’io ritengo SBK (il 2001, non i precedenti e tantomeno i successivi) il simulatore migliore, Ciò non toglie che era un po’ ostico, anche per la mancanza di una buona periferica dedicata (all’epoca avevan provato a fare il manubrio ducati, ma a mio parere fatto molto male), e GP500 comunque simulativo e più godibile, col vantaggio della moddabilità (l’ultima volta ci ho giocato col modo delle prime 1000 motoGP)

  • # 14
    Nc7
     scrive: 

    Allora,questo gioco ha un pregio mostruoso che non è stato menzionato:durante le curve(giocando con la tastiera)al rilascio del tasto per piegare la moto non tende a raddrizzarsi improvvisamente come in tutti gli altri giochi di moto(dove le curve si prendono a scatti,andando su e giù).Il modello di guida è eccezionale,ho passato mesi a cercare il best lap da pubblicare su vari siti online,si migliora con tanto allenamento.Le collisioni e gli avversari sono inferiori a SBK’01.

  • # 15
    puly
     scrive: 

    motoGP voto 4 – sbk 2001 voto 9

  • # 16
    adrian
     scrive: 

    concordo sul fatto che il vecchio motogp era una bomba , il mio primo simulatore girava su quel software …ma altretanto dico che oggi quella graffica non è più propponibile. ps: il vecchio motogp lo fatto provare sul simulatore a gente che in pista ci girrava per d’avvero è tutti hanno detto che era molto realistico !
    Per quanto riguarda SBK …… prefferisco le nuove versioni di motogp :)
    ciao amici .

  • # 17
    ALF
     scrive: 

    adrian hai litigato con la grammatica?!?!?!
    Tornando a GP500, secondo me è il miglior gioco di moto in assoluto, neanche paragonabile a SBK 2001!

  • # 18
    Luca
     scrive: 

    Forse molti di voi non hanno mai guidato una moto sportiva…
    Io da appassionato e da motociclista, ho trovato la pace dei sensi con GP500.
    L’unico gioco a darmi la vera sensazione di velocità e realismo.
    Ovvio…non è un gioco perfetto ed infatti ho sempre sperato in qualche seguito che migliorasse certi aspetti.
    Comprai anche il succitato sbk 2001 e lo trovai ORRENDO!Soprattutto dal punto di vista della simulazione….nella modalità più difficile, schiantarsi contro un muro a 200km/h e poter ripartire con quasi zero danni alla moto………beh!Con gp500, nel 90% delle cadute, sei out!
    Inoltre, senza gli aiuti era impossibile da guidare e non per via della precisione della fisica (gp500 è una spanna sopra).
    Forse con il controller della Ducati Corse sarebbe stato divertente e godibile (anche se a detta di alcuni, questo controller funziona meglio con gp500).
    Insomma……GP500!Grande titolo….avversari finalmente duri da battere…è richiesta precisione, velocità e SOPRATTUTTO costanza…
    Ottimo simulatore!!

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