di  -  giovedì 10 settembre 2009

Ne abbiamo parlato e riparlato, a proposito di Twitter, a proposito dei nuovi geni del marketing che vendono pagine su Facebook come se si trattasse di un asset valutabile e vendibile, di un benchmark di qualche rilevanza. Del resto già un paio d’anni fa Tagliaerbe sul suo blog, ci ha raccontato di come, i soliti ignoti, usassero offrire, al sempre nutrito manipolo di sprovveduti, commenti in vendita per i loro scintillanti quanto irrilevanti esperimenti all’insegna del “web 2.0? me too!”.

Ecco che Mashable ci svela l’ultimo tassello dell’ormai ridicolo puzzle del social networking: udite udite, anche gli amici su Facebook sono in vendita! Il prezzo? Un affarone: per 1.000 “amici” bastano $ 177 dollari e 30 centesimi, per 5.000 “amici” il prezzo sale a $ 654,30. Per i più ambiziosi, 10.000 “fan” costano solo $ 1.167,30, ovverosia 1 centesimo di Euro in più di 6 che bastano per un follower che penda dalle nostre labbra su Twitter.

E pensare che, nel frattempo, insignissimi professori provenienti da tutto il mondo, si confrontano sul modernissimo tema dell'”engagement” di “influencer” su social media: non è strano che da cotanta spremitura di meningi, discenda una così misera nonché consueta pratica? Non fa forse sorridere il pensare che, ad abusare di questi nuovi paroloni, siano sempre gli stessi, che ieri vendevano commenti e oggi vendono “amici” e marchette assortite?

Il fatto che oggi abbiamo scovato un “listino prezzi” non cambia d’altronde la sostanza delle operazioni già descritte nel post precedente sui geni del marketing: che si vendano fan page o pagine aziendali, il parametro utile a misurare il successo dell’operazione – e dunque le probabilità di incassare la fattura – rimane sempre il numero di affiliati, che andrà incentivato in ogni modo.

Come ho già avuto modo di sostenere, l’intrusione di queste logiche furbe all’interno dei social network, svaluta le già deboli metriche di misurazione dei fenomeni spontanei, rendendo questi ultimi di fatto indistinguibili da operazioni pilotate e artificiali.

Il risultato è che su tutto quel che i social network contengono, ivi comprese le manifestazioni spontanee, si va infittendo l’ombra dell’irrilevanza. Un’ombra che peraltro, minaccia le speranze di chi vorrebbe monetizzare questi portali (i quali campano ancora della fiducia del venture capital o di grossi tycoon) e, per altri versi, incrementa il rischio “bolla 2.0″.

13 Commenti »

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  • # 1
    Cael
     scrive: 

    Considerando il livello intellettuale medio dei frequentatori assidui dei social network non c’è da meravigliarsi di tali azioni.

  • # 2
    pabloski
     scrive: 

    che vuoi farci, il mondo ormai si è rincretinito

    e poi vorrei tanto sapere ( e lo vorrei davvero ) da dove questi vari siti prendono soldi

    è vero che esistono imprenditori avventurosi nella Silicon Valley, ma non ho mai sentito di imprenditori che buttano soldi in imprese che non fanno utili

    e alcuni investimenti recenti in alcuni social network danno un qualche indizio su chi siano questi “folli” imprenditori….a buon intenditor ;)

    è ridicolo però che professoroni strapagati si affannino a spiegare il perchè facebook è popolare, è chiaro che non hanno nulla di meglio da fare

  • # 3
    Riuzasan
     scrive: 

    Programmo in assembler x86, disegno ASIC, ogni tanto faccio anche di peggio tipo gestire alcuni driver del tree PPC di Debian … mi ritrovo in Calabria a cena con amici (tutti o quasi Twitter/Facebook muniti), rispondo alla domanda “Mi dai il tuo facebook” “No, non lo uso” e mi devo sentire rispondere:
    “Ah ma allora non sei un vero informatico, sei un arretrato. Chi ti ha dato la laurea.”

    EHM.

  • # 4
    Cristiano
     scrive: 

    @ Riuzasan

    Perdonali, è la società che ha iniettato questo significato di informatico e informatica… come l’ECDL, la “patente europea dell’informatica”… se gli dici che non sai usare il Word, Excel e Powerpoint ti domandano se il presidente del corso di laurea era Topo Gigio…

    P.S. anche io, fra poco, sarò laureato in informatica :P

  • # 5
    Ariosto
     scrive: 

    Io non ho Facebook, a chi mi chiede dico “non mi piace, non ho tempo”. Se è il caso aggiungo “è una cavolata!”. Se è il caso rincaro la dose “preferisco un gatto selvatico attaccato ai maroni…”

  • # 6
    phabio76
     scrive: 

    Ciao.
    È ormai un po’ di tempo che commentiamo con lo stesso tono la deriva intrapresa dal web 2.0 con i social network che ci sommergono di fuffa 2.0 ecc, ecc…
    Non sarebbe arrivato il momento di “rivalutare lo strumento” semplicemente ignorando quello che chiamo “sottoinsieme del web per sottosviluppati”?
    Esiste ancora una parte sana del web 2.0, meno “social” ma più utile.
    Faccio l’esempio di delicious che uso da anni ed è per me insostituibile.

  • # 7
    mede
     scrive: 

    A.A.A. vendo la mia amicizia su facebook per 2 euro (+ iva), in alternativa affitto l’amicizia per 0.50 (sempre +iva) euro al mese. Inoltre sono interessato a vendere la gestione di tutto il mio account, al momento 1.300 amicizie, pagamento anche a rate.

    chi è interessato può contattarmi all’144-T.O.FREGATO

  • # 8
    MadMax
     scrive: 

    Ragazzi, non estremizziamo, facebook come ormai la maggior parte della rete è pieno di spazzatura ma dipende da come lo si usa… io per esempio sono 3 anni e mezzo che sono molto lontano da casa e proprio facebook mi ha ridato modo di mettermi in contatto con vecchi amici e parenti.
    Esistono quelli che NON usano facebook, quelli che lo usano da invasati e quelli ( anche se pochi) che lo usano per quello che è stato realmente creato, mantenere i contatti con altre persone…

  • # 9
    Simone
     scrive: 

    Uso anche io FB, ho ceduto dopo il 1000esimo invito dei miei contatti msn, lo uso davvero poco, ma apprezzo l’idea di base, ovvero permettere di ricreare connessioni con persone perse di viste, tenersi aggiornati su amici di altri paesi (lavorando in Svezia mi rendo conto di quanto può essere utile per questo) senza per forza dovere avere queste persone su un IM (perchè alla fine quando ti colleghi ti rompono sempre tutti insieme)… però vedo chiaramente che alcuni dei miei contatti ci passano giornate intere tra una cavolata e l’altra…

    Trovo anche io che nel web2.0 ci sia moltissima “fuffa”, però mi sento di quotare phabio76… basta ignorare ciò che è stupido ed usare lo strumento per quel che di buono si porta dietro… poi se la gente si affida alle 1000 amicizie/fans finte per classificare il livello di gradimento di un prodotto o la popolarità di qualcosa… beh… quando chi ha pagato per avere queste analisi si accorgerà che non corrisponde alla realtà a perderci ci sarà lui e la sua stupidità…

  • # 10
    GoRdo6SiC6
     scrive: 

    Se vivevamo tutti bene prima di “faccia libro” potevamo continuare anche senza…

  • # 11
    Iro
     scrive: 

    un paio di anni fa lessi un articole che riferiva di come una qualche amministrazione regionale aveva speso fior di soldi veri per aprire la sua isola su second life….(ometto commento)

    Poi leggo di fior fior di industrie che investono prima in myspace e ora in FB…..insomma contenti loro…il fatto è che ben presto quando non vedranno alzare la loro curva di vendita, vedrai come ritireranno i loro capitali…perchè poi alla fine quello che interessa davvero è fare soldi…inutili stronzate quali il social marketing o il viral marketing servono solo ai pubblicitari per avere ancora una ragione d’essere, per fare vedere quanto sono bravi…ma se non incrementano le vendite……

  • # 12
    khelidan
     scrive: 

    GoRdo6SiC6 –

    eccola la perla di saggezza….

  • # 13
    Gli amici su Facebook? Sono in vendita!! - Trucchi per computer
     scrive: 

    […] Gli amici su Facebook? Sono in vendita!! Sembra assurdo ma pare che su Facebook una persona possa farsi una lista di amici corposa comprandola! Leggete la notizia: ""Ne abbiamo parlato e riparlato, a proposito di Twitter, a proposito dei nuovi geni del marketing che vendono pagine su Facebook come se si trattasse di un asset valutabile e vendibile, di un benchmark di qualche rilevanza. Del resto gi

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