di  -  martedì 25 agosto 2009

Il sistema dei media in continua e rapida evoluzione ci impone di riconsiderare e ridefinire, se necessario, le regole del gioco. E’ esempio di ciò un recente fatto di cronaca apparentemente poco rilevante, e probabilmente sfuggito ai più, complice il periodo vacanziero.

famiglia reale olandese

Lo scorso 20 luglio, la famiglia reale olandese organizza una sessione fotografica con i media nazionali prima di andare in vacanza. Un accordo prevede che, terminata la sessione, la famiglia di nobile stirpe, con figli minorenni al seguito, sia lasciata in pace.

L’agenzia di stampa Associated Press non rispetta tale accordo; altre foto vengono scattate nei giorni successivi, e pubblicate sulla stampa e online.

Violazione della privacy, secondo i legali della famiglia reale che ha denunciato l’agenzia di stampa internazionale; legittimo diritto di cronaca si difende l’AP, che chiama in causa gli editori: sono loro a dover decidere se una foto sia o no di interesse pubblico e quindi se pubblicarla; una valutazione di questo tipo non può essere fatta dai reali, né tanto meno da un tribunale.

Il tribunale è chiamato ad esprimere un giudizio sull’episodio il prossimo ventotto agosto, ma la questione ha implicazioni che vanno al di là degli aspetti legali. L’etica – se esiste un accordo, riguardo alla copertura di determinati frangenti della vita di un personaggio pubblico, quali sono i casi, se ci sono, in cui è consentito trasgredire all’accordo preso?

Tutela dei minori; chi garantisce i diritti dei minori, e fino a che punto possono essere considerati anche loro “personaggi pubblici”?

E’ necessario definire regole nuove per nuovi contesti mediatici, in modo da mediare tra l’interesse ad essere informati della collettività, con il diritto alla privacy degli individui, e non si tratta affatto di un equilibrio facile.

10 Commenti »

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  • # 1
    Conciliare il diritto alla privacy con il dovere di cronaca | succoso
     scrive: 

    […] Conciliare il diritto alla privacy con il dovere di cronaca […]

  • # 2
    MCMXC
     scrive: 

    …ma c’era un accordo, no? Dovevano rispettarlo, no?

  • # 3
    diggita.it
     scrive: 

    Conciliare il diritto alla privacy con il dovere di cronaca…

    Il sistema dei media in continua e rapida evoluzione ci impone di riconsiderare e ridefinire, se necessario, le regole del gioco. E’ esempio di ciò un recente fatto di cronaca apparentemente poco rilevante, e probabilmente sfuggito ai più, complice…

  • # 4
    ago
     scrive: 

    Se si tratta della vita di un personaggio pubblico secondo me non esistono vincoli o accordi perche è la parola “pubblico” che definisce il vincolo, ossia nessuno.

  • # 5
    Jopi
     scrive: 

    Non capisco e non capiro’ mai. Ti fanno una foto mentre fai il bagno o giochi a pallone? Sei un personaggio pubblico?

    dove sta il problema? e’ UNA FOTO. Una STRAMALEDETTA FOTO. Se una persona ha la coscienza sporca o si arroga il diritto di dover SEMPRE lucrare su quel che fa, allora tira in ballo la privacy.

    Per colpa di una piccola minoranza, la liberta’ di un’enorme fetta di gente se ne sta andando all’altro mondo cosi’ come la percezione che la gente sta avendo riguardo alla “Privacy”.

    Si firmano contratti senza neanche leggerli, si mettono le crocette alle clausule “i vostri dati saranno utilizzati per…” fregandosene perche’ altrimenti non si puo’ avere un determinato servizio e soprattutto perche’ LO FANNO TUTTI e poi di cosa ci si lamenta? delle foto che scattano i telefonini, dei servizi gratuiti di google maps.

    Il 90% delle persone hanno una privacy a cui NESSUNO frega niente se non alle multinazionali o altre aziende che ci lucrano sopra, e la gente non lo capisce

  • # 6
    Wolf01
     scrive: 

    Per quanto pubblico sia un personaggio nessuno ha il diritto di invadere la sua privacy, un personaggio pubblico può decidere di essere pubblico per 6 ore al giorno e le restanti 18 no, senza che tu possa obbiettare.
    Inoltre in questo caso c’erano accordi specifici presi con i giornalisti, uno di loro non li ha rispettati e giustamente deve essere punito.
    Per ovviare alla morbosità dei giornalisti-paparazzi che sono sempre lì pronti ad immortalare qualunque personaggio pubblico in ogni momento secondo me basterebbe che richiedessero (e non estorcessero) al soggetto fotografato l’autorizzazione alla pubblicazione.
    In ogni caso il danno è fatto comunque, se il soggetto non autorizza la pubblicazione quelle foto dovrebbero andare distrutte, e non si è mai visto un paparazzo che non approfittasse delle foto scattate per estorcere e minacciare personaggi pubblici.
    Hanno solo fame di soldi e di farsi i cavoli altrui (quest’ultima ce l’hanno pure molte persone che vanno a comprare i giornali di gossip, dando così corda ai giornalisti), altro che diritto di cronaca.

  • # 7
    Jopi
     scrive: 

    Personalmente non me la sento di difendere nessun personaggio pubblico.

  • # 8
    Alessio
     scrive: 

    Personalmente, e come studente di legge, io non ho mai capito l’associazione fra diritto di cronaca e l’invasione della privacy operata dai giornali nel 90% dei casi. Voglio dire, per me un cittadino ha il diritto di essere informato solo dei casi in cui ha un interesse legittimo a rimanere informato. Il che ad esempio comprenderebbe la vita personale di un politico se è uno che predica la famiglia per poi andare a mignotte (diritto del cittadino di informarsi su qualcuno che chiede al cittadino voto e fiducia, parte della vita democratica riconosciuta dalla costituzione) ma non la vita personale di una cantante-scrittrice-attore ecc. Fossi uno di loro direi chiaramente che l’essere io famoso non autorizza nessuno a violare il mio diritto alla privacy e che i cittadini non hanno nessun diritto costituzionale di rimanere informati sulla mia vita senza il mio consenso.

  • # 9
    Ruges
     scrive: 

    Quoto in pieno Alessio.

    @Jopi
    Una persona può anche non aver nulla da nascondere ma se una foto ti ritrae in una situazione abigua, magari non vera, ma percepita come tale solo a causa della prospettiva/attimo/illusione della foto cosa fai? i vari giullari della tv ci ricamano sopra una bella storia che non finisce più… La privacy non si cancella solo perchè uno è “famoso”. IMHO :) ciao

  • # 10
    RunAway
     scrive: 

    Penso vada fatta in primis una netta distinzione tra “personaggio pubblico” e “persona con carica/incarico pubblico”.
    Nel primo caso il diritto ad avere anche una vita privata, e quindi il rispetto della stessa, è sacrosanto…ma, c’è un ma: un personaggio che basa la sua fama sull’essere appunto un personaggio deve capire che essere paparazzati fa parte del gioco, dopotutto anche i paparazzi contribuiscono alla fama di molti. Quindi sarebbe da valutare caso per caso, ossia se poi quelle foto costituicono un danno per i(l) soggetto/i fotografato/i o meno, ma vedo difficile generalizzare se non per situazioni ovviamente intime e private (camera da letto , toilette eccetera).

    Nel secondo caso, bhe niente vincoli. Io cittadino votante e pagante (con le tasse) ho il diritto (e anche il dovere) di essere informato su ogni dettaglio della vita di chi mi governa o comunque ha responsabilità pubbliche e che pago anche con le mie tasse.
    E’ ovvio poi che i giornali dovrebbero avere il buon senso di evitare comunque la pubblicazione di cose inutili (come le pippe sul fatto che la signora Obama fosse vestita in shorts invece che in modo elegante…).

    Comunque visto lo stato dell’informazione in itaGlia è già molto se riescono a pubblicare di rimbalzo ntizie e foto pubblicate dalla stampa estera…

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