di  -  venerdì 3 luglio 2009

Oliver - OliverStarà cambiando il mondo, le nostre abitudini, il colore della luna e il numero di bollicine dentro una birra media, ma non cambia le logiche truffaldine che conosciamo dai tempi di Adamo ed Eva o giù di lì.

Ebbene sì, anche in Twitter esiste il modo, per giunta piuttosto economico, di ottenere followers più rapidamente di quanto il proprio talento (o la propria notorietà, maturata presso sedi in cui lo scambio di opinioni è più agevole e meno unidirezionale) ne guadagni.

Il numero di followers, autentico parametro di confronto virile del twittaro, viene così a scollarsi dall’interesse di ciò che si “twitta” o dall’interesse che si suppone la vita quotidiana di una persona di qualche fama possa suscitare, per prendere il binario arcinoto e ottimamente collaudato dal web 2.0 nel suo complesso, ossia di quella che potremmo definire con qualche approssimazione la “marchetta user-generated”.

“Il prezzo? Un affarone!” Proprio come prometteva il mitico Conte Oliver al suo ricettatore di fiducia Bing (prima che quest’ultimo si dedicasse alla ricerca web), il prezzo è ridicolmente basso: 87 Dollari USA per mille follower, pari a poco più di 6 centesimi di Euro per utente.

Se dunque riconosciamo a Twitter un numero di utenti pari a 5 milioni (e non poniamoci per ora il problema degli utenti attivi), con una banale moltiplicazione arriviamo a un valore totale di € 300.000 per aggiungere l’intera base utente di Twitter. Il che mi pare decisamente esplicativo delle difficoltà di monetizzazione del portale e, soprattutto, della futilità della web economy nel suo complesso.

Non a caso Rupert Murdoch, fresco di taglio di un terzo della forza lavoro di MySpace, ha laconicamente definito Twitter con l’aggettivo “worthless”.

11 Commenti »

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  • # 1
    D
     scrive: 

    Non ho ben capito, chi ci guadagna da questa cosa…
    Il twittarolo prende i followers ma li paga a chi ?

  • # 2
    Andrea Demartini
     scrive: 

    Notevole la vignetta di Max Bunker… forse la più azzeccata della giornata!

  • # 3
    Alberto
     scrive: 

    Futilità del web economy un bel corno. Tant’è che HWU fonda le sue basi su questa futilutà… avere utenza e quindi essere appetibile a sponsor vari. La futilità piuttosto risiede nei social network che richiedono ingenti risorse per far sollazzare qualcuno senza il benchè minimo scopo. Personalmente ho molte aziende che risparmiano valanghe di soldi e hanno aumentato la loro produttività con applicazioni web.

  • # 4
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Dobbiamo intenderci sui termini, la web economy banalmente intende scardinare i principi fondamentali dell’economia sovvertendo il concetto di “gestione di risorse scarse”. Hardware Upgrade fa soldi nello stesso modo in cui qualche anno fa li facevano le riviste cartacee: vendendo pubblicità.

    Il concetto di web economy non ha nulla a che vedere con l’efficientamento delle risorse reso possibile dalla tecnologia, quanto piuttosto con una serie di modelli di business che negli anni hanno dimostrato di non tenersi in piedi e restare attaccati alla sola pazienza dei venture capitalist, venuta meno la quale…

  • # 5
    roberto
     scrive: 

    @alessio

    ma pensavo che quello fosse già stato capito ai tempi della prima bolla internet…

  • # 6
    D
     scrive: 

    “ma pensavo che quello fosse già stato capito ai tempi della prima bolla internet…”

    Nel mondo e nella storia in generale è pieno di cose che teoricamente dovrebbero essere già state capite e assimilate, ma i fatti dimostrano che basta cambiare il colore della scatola per rivendere molte volte ancora lo stesso lo pacco della volta precedente. In fin dei conti cos’è twitter se non una reinterpretazione del vecchio modello del forum anzi del “muro” con una spruzzata di blog e sms ? Il trucco sta nel riuscire a tirare la carretta qualche anno e poi vendere tutto il pacco a qualche grossa compagnia vedi il caso youtube che se non ci fossero i soldi di google a pagare la banda sarebbe già capitolato da tempo o riconvertito al porno come la stragrande maggioranza dei portali video.

  • # 7
    Markingegno
     scrive: 

    Alessio, quello che citi è un servizio che fa palesemnte spam, e non ho capito quale sia la responsabilità di Twitter.

    Twitter è uno strumento, può essere usato a fin di bene o con scopi e modi sbagliati, dipende dall’utente.

    Un buon uso di twitter è stato fatto attorno alle recenti proteste in Iran, vedi l’ashtag #iranelection ;)

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Nessun demerito da parte di Twitter nella specifica situazione, lo contesto in quanto medium e ritengo futili e vuote le sue metriche. Un aspetto su cui un fatto del genere, che si classifica di certo come spam, getta una radiografia alquanto autoesplicativa.

  • # 9
    Markingegno
     scrive: 

    Autoesplicativo = è possibile usare twitter per fare spam e per cose “worthless” (come qualsiasi altro medium?).

    Ok, però non puoi ignorare il secondo aspetto: Twitter può anche essere usato in maniera utile e costruttiva, come nel caso della protesta iraniana, o di un servizio pubblico come @atacmobile

    Qui confronto twitter con Friendfeed, se a qualcuno interessa http://bit.ly/CtD8y

  • # 10
    TweetROI: il business delle twittate a pagamento - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] followers tuttavia, come abbiamo scoperto qualche giorno fa, si comprano a pochi euro al chilo, per l’esattezza $ 87 ne valgono 1000, […]

  • # 11
    Svelato il segreto di pulcinella: anche su Facebook gli amici si vendono - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] abbiamo parlato e riparlato, a proposito di Twitter, a proposito dei nuovi geni del marketing che vendono pagine su Facebook come se si trattasse di un […]

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