di  -  giovedì 28 maggio 2009

Neo Geo PocketCom’è o come non è , per usare le parole di Flavio Tranquillo, Neo Geo è un nome che ha fatto la storia dei videogiochi.
Abbiamo ripercorso a grandi linee la storia della società e della console arcade, la più longeva che si ricordi a memoria d’uomo, sia nella versione “deluxe” (AES) sia in quella economica (MVS).

Raggiungere il successo è difficile, ripetersi, lo sanno bene tutti gli sportivi, è operazione assai più complicata.
Un prodotto che ha goduto di fama internazionale anche nel mercato parallelo del collezionismo-retrogaming doveva avere la sua nemesi, il suo gemello cattivo.
D’altra parte i flop, lo abbiamo già visto, sono parte del gioco ed altrettanto importanti a comporre quel pazzo mondo della VG industry.
E la versione portatile del Neo Geo è stata a tutti gli effetti un totale buco nell’acqua.


Neo Geo Pocket

Se si potesse fare una classifica delle console con il ciclo di vita più breve della storia il Neo Geo Pocket potrebbe recitare una discreta parte da protagonista ed entrare se non nella vostra top 5 all time, sicuramente nei primi dieci nomi.

La domanda quindi è come possono gli stessi nomi, gli stessi personaggi in linea di massima (dirigenza progettisti e sviluppatori), pervenire a risultati così scadenti.
E’ il più classico dei “perché un flop?”.

Nintendo ha costruito il suo successo su una filosofia sempre differente dalla linea di tendenza dell’epoca ed anzi imponendola non solo sul resto dei competitor ma anche sull’utenza che evidentemente ha gradito in questi decenni di presenza sul mercato.
Mentre tutti spingevano sulle prestazioni sull’ampliamento delle funzionalità “normali” di una console (ricordate il TVTuner del Game Gear) e soprattutto sul colore a discapito però del peso e autonomia, la grande N sfoderava il primo Game Boy di cui abbiamo da poco festeggiato il ventennale: schermo monocromatico, una console decisamente ergonomica, semplice, pulita e soprattutto con un parco giochi da urlo (basta ricordare le sole franchise Super Mario e Tetris per mettersi tutti d’accordo).
SNK ha seguito lo stesso esempio.
C’è però un particolare, l’ha fatto praticamente un decennio dopo.

Ormai la potenza computazionale era arrivata ad un punto tale per cui la grafica, la ricerca dei poligoni e dei colori (ricordiamo che siamo in piena era Playstation e sta per uscire il Dreamcast, quindi a cavallo tra quinta e sesta generazione) risultavano fattori dominanti, decisivi al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Il progetto iniziale fu dei primissimi anni ’90 e non è ancora chiaro il motivo della così tardiva uscita sul mercato.
Forse la dirigenza, distratta dal doversi occupare del settore coin-op e stand alone non ritenne fondamentale dedicarsi anche al segmento portable in tempo o forse non disponeva delle necessarie risorse (finanziarie e strutturali), fiduciosa sul fatto che bastasse la tradizionale lineup SNK a recitare un ruolo decisivo.

Il 27 ottobre 1998 il Neo Geo Pocket diventa realtà e fa la sua comparsa sul mercato nipponico, proponendo le seguenti caratteristiche tecniche:

  • CPU: Toshiba TLCS900H 16 bit con clock a 6.144 Mhz
  • RAM: 16 KB di cui 4 dedicati alla gestione del sonoro
  • Video: schermo Reflective TFT monocromatico (8 livelli di grigi) con risoluzione 160*152px (schermo virtuale 256*256)
  • Audio: coprocessore dedicato Zilog Z80 che controllava l’SN76489, 6 toni stereo PSG e
  • Supporto: cartuccia fino a 2 MB
  • Autonomia: 20 ore dichiarate con 2 pile AAA
  • Peso: 160 grammi

Riesce a ritagliarsi un pochino di spazio (oscillando tra l’1.5% ed il 2%) anche grazie a titoli come King of Fighters R-1 e Samurai Shodown, ma il suo destino sembrava già segnato di fronte ad uno strapotere Nintendo la quale, all’epoca, deteneva il 90% dello share totale portable.

Meno di cinque mesi dopo, data 16 marzo, corsero ai ripari proponendo la versione Color che ebbe effettivamente un po’ più di seguito (anche perché fare peggio della prima versione era praticamente impossibile); ormai la partita era però decisamente persa.

Proviamo a fare il giochino delle sliding doors: cosa sarebbe successo se il NGP fosse uscito tra il 1991 e il 1993 quando il Game Boy sì dominava ma le sale giochi si riempivano dei beat’em up, action e giochi di sport targati SNK?

10 Commenti »

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  • # 1
    Majinga
     scrive: 

    Ricordo che rimasi molto deluso dal Neo Geo Poket, non pretendevo l’equivalente della console da casa, ma un livello almeno vicino ad un GG rivisitato.

    Altra cosa che non ho mandato giù è l’assenza di titoli SNK sul GBA, cosnole che invece permetteva il port di motli titoli interessanti.

  • # 2
    Benedetto
     scrive: 

    Se il NGP fosse uscito tra il 1991 e il 1993 sarebbe probabilmente costato molto più di un Gameboy. Ergo, la storia dei videogiochi difficilmente si sarebbe allontanata dalla linea già tracciata.

    P.S. Domani è venerdì.

  • # 3
    Majinga
     scrive: 

    @Benedetto
    Come specificato nell’articolo, tra 91 e il 93 il Neo Geo era la console di riferimento, il mercato era molto diverso rispetto al 98 quando ormai la parola “console” era già stata sostituita con “Playstation”.

  • # 4
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Sarebbe costata di più ma non tantissimo di più
    All’inizio del ’94 il Mega Jet prima e poi il Nomad all’inizio del ’95 si posavano nella fascia ideale al di sotto del 200$ con un hardware assolutamente paragonabile a quello dei 16 bit casalinghi Sega.
    Se al prezzo del Nomad togliamo il costo dello schermo (LCD a colori da 3.25″) sostituendolo con quello monocromatico preventivato per il NGP secondo me viene fuori una cifra assolutamente competitiva.
    Per altro l’HW, stesso coprocessore audio, è molto simile a quello del NGP.
    Quel che si sarebbe risparmiato come schermo avrebbe permesso offrendo un costo per l’utente finale (considerando evoluzioni tecnologiche inflazioni e quant’altro) di arrivare un annetto ancora prima.
    Insomma ’91 forse no ma ’93 inizio ’94 sarebbe stato possibilissimo per quel che vale la mia opinione.
    Il Game Boy già dominava però Fatal Fury era insieme a SFII IL picchiaduro su sala giochi (e se si da uno sguardo alla lista di titoli SNK dei primi anni ’90 c’era di che sbizzarrirsi).
    Un po’ di filo da torcere avrebbe potuto darlo, più degli altri concorrenti profilatisi sul cammino (Lynx e compagnia).
    Just my 2c ovviamente

    Domani è venerdì. Quindi? Mi sfugge il tuo P.S. :)

  • # 5
    babelshark79
     scrive: 

    Dubito anch’io come gli altri che la storia sarebbe andata a finire in maniera diversa indipendentemente dalla data di uscita.Il Gameboy fino all’uscita del DS è stata un rullo compressore nei dati di vendita, e tutti ne hanno fatto le spese da Atari con il lynx, Sega con il Game Gear e la suddetta SNK(tra l’altro il neo geo pocket era una gran bella macchina, riuscì a trovare qualche tempo fa su ebay la versione color con samurai spirit, e mi sono divertito non poco).

  • # 6
    Giacomo
     scrive: 

    Il NGP avrebbe avuto un senso e qualche chance solo se fosse stato un Neo Geo arcade in tutto e per tutto e reso tascabile.
    Una console in bianco e nero e con un hardware così decrepito nel 1998 non poteva che avere un esito disastroso.

  • # 7
    Shito
     scrive: 

    Negli effetti, il NeoGeoPocket fu un moderato successo in Giappone. Non certo paragonabile alle console che dominavano il mercato dei portatili (essenzialmente: quelle Nintendo), ma abbastanza per ritagliarsi una nicchia simile, e anche maggiore, a quella del WonderSwan.

    Il NeoGeoPocket color abbe molti titoli, e anche DUE diverse versioni (la seconda, frutto di restyling del case, non è citata nell’articolo).

    La vera ragione della fine della consolina SNK fu la politica della Aruze, la società di pachinko che acquisì SNK prima del suo fallimento, che decise di ‘tagliare’ molti rami produttivi della società, essendo realmente interessata al solo mercato del Pachinko (o, meglio, dei pachislot).

  • # 8
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    In realtà lo share detenuto dallo Wonderswan sfiorava l’8%, ben più della quota del NGP, anche se sempre numeri risicati rispetto a Nintendo.

    Per quanto riguarda il Color l’ho solo menzionato in fondo all’articolo, senza entrare nei dettagli, perché come abitudine, e chi segue la rubrica da un po’ se n’è suppongo accorto, ogni dispositivo è il protagonista di un singolo articolo, salvo i restyling siano stati di scarso interesse ed importanza oppure con argomenti trasversali; tutto questo in modo tale da porre le basi per gli articoli successivi e provare a ricomporre il puzzle storico dell’industria dei videogiochi, senza che sia troppo prevedibile e predeterminabile.
    O almeno questa è la mia intenzione.

  • # 9
    Gianluca
     scrive: 

    Il Neo Geo Pocket Color è una macchina di ottimo livello, con alcuni tra i più bei picchiaduro portatili MAI prodotti a tutto il 2009. TUTTI hanno perso contro Nintendo, principalmente per le sue eccellenti strategie di marketing, ma questo non vuol dire che la console non fosse all’altezza.
    Il primo in b/w era scarsino, ma la line up di titoli a colori, la durata della batteria, la possibilità di connetterlo al Dreamcast (altra grande console sottovalutata) ne facevano un gioiellino.
    Mi sembra che si vada un pò troppo d’accetta nei giudizi quando non si parla della grande N

  • # 10
    T M B
     scrive: 

    Ciao a tutti;

    mi accodo con quanto scriveva Gianluca (ultimo post) più di due anni fa; il NGP è stato stroncato da Jacopo in maniera un attimino troppo netta….frasi come :

    ‘e si potesse fare una classifica delle console con il ciclo di vita più breve della storia il Neo Geo Pocket potrebbe recitare una discreta parte da protagonista ed entrare se non nella vostra top 5 all time, sicuramente nei primi dieci nomi.’

    Mi sembrano sinceramente azzardate…e allora cosa dire del ciclo di vita dlel Atari Jaguar e del Jaguar CD? E del Virtual Boy? E del 32X (altra console francamente sottovalutata)? E del Apple Pippin? E dell’Amiga CDTV e del CD32? E del NEC PX-FX? E cosa dire allora dlel’iperpubblicizzato Philips CDi?

    A mio avviso tutti flop SUPERIORI a quelli del NGP; che sinceramente aveva un HW datato (ma si sa,all’epoca SNK stava agonizzando e la famiglia Barone in SUA stava sfasciando quel poco che era rimasot da sfasciare)…ma sinceramente la giocabilità ed il parco giochi non eran malaccio…basta scorrere la lista su Wiki,sopratutto prendendo a riferimeno il mercato JAP, sia livello di qualità che a livello di quantità i giochi c’erano suvvia….

    Poi è chiaro,con un peso massimo come il Gameboy (che sinceramente non era nemmeno più un videogame,era un fenomeno di costume…intendo dire, peri profani era l’UNICA console portatile presente sul mercato) ha stracciato il NGP così come ha stracciato il Lynx,il Game Gear, ed il TuboExpress…

    Just my 0.02 cents, sono un assiduo lettore di AppuntiDigitali e questo non vuole assoltuamente essere un attacco al buon Jacopo,però mi ripeto…ci siete andati un attimino con l’accetta contro il povero NGP :)

    Oltre alla già ricordata possibilità di connessione al Dreamcast,alla durata della batteria, meritano menzione il joystick con microsiwtch (all’epoca primizia assoluta) ed il carinissimo OS con oroscopo,daat,ora e calendario….ok….ora fa sorridere,ma se pensiamo che era un console che doveva uscire nel 1994…

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