di  -  giovedì 7 maggio 2009

Da buon informatico appassionato di tecnologia adoro collezionare vecchie componenti hardware, il più delle volte cimeli appartenenti a PC ormai dismessi, e durante una delle tante opere di riorganizzazione di questo piccolo magazzino, la vista della mia vecchia Sound Blaster 16 ha scatenato in me un turbinio di ricordi legati alle tante ore passate con i vari videogiochi DOS SB Compatibili degli anni 90.

Colgo quindi quest’occasione per ricordare la storia delle schede Sound Blaster, specie ai loro albori, quando Creative Technology era una semi-sconosciuta aziendina di Singapore e l’audio in un personal computer era rappresentato dallo speaker integrato o poco più.

Creative Music System

Creative Music System

Siamo nel 1987 e Creative immette sul mercato la sua prima scheda audio: la Creative Music System o CMS. Si trattava di un prodotto interessante per l’epoca perché integrava ben due sintetizzatori Philips SAA 1099 (che potete ammirare nella foto coperti con due etichette con la dicitura CMS-301), che gli consentirono di supportare 12 voci, ed il DSP (anche se all’epoca le funzionalità erano molto ridotte per essere definito tale) CT1302A prodotto da Creative stessa.

Saltando la piccolissima parentesi della Game Blaster, una scheda introdotta nel 1988 come pura operazione di marketing in quanto identica in tutto e per tutto alla CMS, nel corso dello stesso anno arriva la prima Sound Blaster. Si trattava all’epoca di un prodotto molto interessante per una serie di motivazioni.

Innanzitutto affiancò ai due sintetizzatori Philips un sintetizzatore FM Yamaha YM3812, denominato OPL2, che era lo standard di riferimento in quanto era montato sulle diffusissime schede audio AdLib, azienda leader in questo mercato negli anni 80. Ciò garantì alla Sound Blaster il 100% di compatibilità per tutte quelle applicazioni sviluppate per le schede AdLib.

La prima Sound Blaster, inoltre, vantava tra i suoi integrati un DSP MCS-51 sviluppato da Intel, grazie al quale supportava la decompressione ADPCM e poteva riprodurre audio in formato digitale mono a 8 bit con una frequenza fino a 23 kHz e registrare con una frequenza di campionamento fino a 12 kHz. Sfortunatamente la Sound Blaster peccava di un filtro di antialiasing e ciò rendeva il suo suono tendente al metallico, aspetto che tuttavia non la penalizzò eccessivamente visti i relativamente bassi standard qualitativi dell’epoca, almeno nel mercato consumer.

Vero punto di forza di questo prodotto, invece, fu l’integrazione di una game port il che, assieme alla compatibilità con i prodotti AdLib, la rese la compagna di gioco ideale. All’epoca, infatti, il supporto AdLib da parte degli sviluppatori di videogiochi era molto forte, ma l’acquisto di una Sound Blaster garantiva le medesime capacità audio con il vantaggio di risparmiare sull’acquisto di una scheda game port dedicata. La Sound Blaster ebbe un enorme successo commerciale e rappresentò l’inizio del crollo di AdLib, che non riuscì a capitalizzare il suo vantaggio proponendo nuovi prodotti e che finì quattro anni dopo in bancarotta.

Creative Sound Blaster 2.0

Creative Sound Blaster 2.0

Nel 1990 Creative introdusse altre due varianti della Sound Blaster, denominate Sound Blaster 1.5 e Sound Blaster 2.0. La prima non era altro che una versione più economica della Sound Blaster 1.0, privata dei due sintetizzatori Philips, richiesta dal mercato perché lo standard de facto era rappresentato dall’OPL2 di Yamaha. La seconda, invece, introdusse una versione migliorata dal DSP di Intel, pin to pin compatibile con quella precedente, che garantiva il supporto all’accesso DMA (Direct Access Memory) utile nel double buffering di uno stream audio, ed innalzò la frequenza massima di campionamento in riproduzione fino a 44 kHz.

Una tappa storica fu raggiunta nel 1991 con la presentazione della prima scheda audio stereo destinata al mercato consumer: la Sound Blaster Pro. Notevolissime furono le innovazioni di questa vera e propria pietra miliare nel mercato delle schede audio consumer per PC. La Sound Blaster Pro aveva un rinnovato DSP che gli consentiva di supportare una frequenza di campionamento pari a 44.1 kHz in mono e 22.050 kHz in stereo, sia in registrazione, che in riproduzione. Inoltre fu aggiunto un mixer, che consentì di regolare per la prima volta indipendentemente il volume dei vari canali in input/output e di agire anche sulla regolazione degli alti e dei bassi grazie a filtri passa alto e passa basso. Sul fronte dei sintetizzatori FM la prima versione della Sound Blaster Pro integrava ben due chip Yamaha OPL2, uno per ogni canale, trattandosi di una scheda audio stereo. Una successiva revisione comportò l’adozione del nuovo chip Yamaha YMF262, altresì noto come OPL3, che supportava 18 voci.

Sicuramente la Sound Blaster Pro aveva tutte le carte in regola dal punto di vista tecnico per imporsi come prodotto di successo, ma esattamente come per la prima Sound Blaster e la sua game port, anche in questo caso Creative riuscì ad individuare la giusta funzionalità accessoria da integrare che avrebbe garantito un successo irraggiungibile dai suoi concorrenti: un’interfaccia CD-ROM di tipo Panasonic/Matsushita.

All’inizio degli anni 90, infatti, i lettori CD-ROM iniziavano a diffondersi sui personal computer e uno degli standard più diffusi prima dell’adozione universale dell’interfaccia IDE fu lo standard Matsushita MKE proposto da Panasonic. Creative colse al volo quest’occasione per vendere dei veri e propri kit di espansione multimediale che comprendevano una scheda audio Sound Blaster Pro, un lettore CD-ROM Matsushita (1x o 2x) ed una selezione di album. Il successo di questa iniziativa fu notevole e io stesso ricordo che uno dei primi personal computer che ho acquistato integrava un kit multimediale analogo: il lettore CD-ROM era collegato direttamente alla mia Sound Blaster.

 Creative Sound Blaster 16

Creative Sound Blaster 16

Completiamo quest’analisi con quello che probabilmente può essere definito uno degli ultimi grandi successi di Creative nella generazione di schede audio ISA consumer: la Sound Blaster 16. Nel 1992, a solo un anno di distanza dalla presentazione della Sound Blaster Pro, Creative introdusse la sua prima scheda in grado di supportare audio in formato digitale a 16 bit, traguardo importantissimo perché consentiva alla Sound Blaster 16 di riprodurre senza perdita di qualità i CD-Audio, il cui formato digitale prevede proprio una frequenza di campionamento di 44.1 kHz a 16 bit.

Creative Sound Blaster AWE32

Creative Sound Blaster AWE32

Negli anni successivi Creative si concentrò nello sviluppo di soluzioni maggiormente improntate al mercato semi-professionale come le Sound Blaster AWE32 e AWE64, dotate di wavetable e di processori di campionamento ed effetti sviluppati da E-mu System. Parallelamente nel mercato consumer si attuò la migrazione dal bus ISA a quello PCI, periodo durante il quale Creative acquisì Ensoniq, azienda fondata dal ben noto Robert Yannes (l’ingegnere che realizzò il chip SID del Commondore 64) produttrice del DSP AudioPCI ES1370. La particolarità di questo chip fu la sua capacità di essere al 100% compatibile con i titoli MS-DOS pur essendo su bus PCI. Questo non era un traguardo facile da raggiungere perché l’uso del DMA è molto diverso nel passaggio dal bus ISA a quello PCI e fu il motivo delle gravi incompatibilità di cui soffrirono molte schede audio PCI.

Dobbiamo attendere il 1998 prima di vedere un prodotto Creative totalmente nuovo e mi riferisco alle schede audio Sound Blaster Live!, basate sul chip EMU10K1 di E-mu System, soppiantate negli anni successivi dalle Sound Blaster Audigy, Audigy 2 (basate sul chip EMU10K2, evoluzione del precedente) e dalle relativamente nuove Sound Blaster X-Fi il cui cuore pulsante è l’interessante chip EMU20K1. Non mi dilungo nella descrizione di questi ultimi prodotti in quanto sono di più fresca memoria e la loro trattazione esula dal nostalgico ricordo alla base di questo post.

Ricordando queste fondamentali tappe nell’evoluzione delle schede audio per personal computer mi chiedo quando capiterà nuovamente di assistere ad innovazioni di tale portata e che si sono concretizzate in miglioramenti considerevoli e tangibili sull’intero spettro d’uso multimediale di un PC: dall’ascolto di musica, alla registrazione audio, ai videogames.

31 Commenti »

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  • # 1
    Arioch
     scrive: 

    Quanti ricordi, io avevo una Opti sb compatibile con i driver che si caricavano sotto dos…quanto tempo perso ad editare i vari config.sys e autoexec.bat!

  • # 2
    Simone
     scrive: 

    Quanti ricordi la mia prima SoundBlaster16!!!…grazie per questo bellissimo articolo…

  • # 3
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Bei ricordi si.
    Anche se la Xfi attuale sarà l’ultima creative.

    Troppo insoddisfatto dal supporto drivers/OS.
    Le alternative ci sono e sono valide.

    Ciao!

  • # 4
    Lobo
     scrive: 

    Come siamo stati fortunati noi utilizzatori di Macintosh. Tanto garbage in meno ;)

  • # 5
    Saverio Russo
     scrive: 

    Potresti appena possibile fare un bell’articolo approfondito sulla Gravis Ultrasound? :)

    Grazie!

  • # 6
    Globus
     scrive: 

    Ah se me le ricordo le SoundBlaster! La 16 Bit la acquistai in un negozio a San Diego dove, compreso la conversione della moneta, costava almeno il 30% in meno che in Italia…. Ricordo ancora la dogana passata con lo scatolone della scheda che fuoriusciva dallo zaino!

  • # 7
    EskevarMKDrake
     scrive: 

    Io ho avuto la mitica Sound Blaster Pro 2, la Sound Blaster 16, poi infine la AWE32, tutte e tre nuove.
    In tempi piu’ recenti prendendole usate sul mercatino la Live 5.1 platinum, la Audigy Platinum e la Audigy 2 Platinum che ho ancora ora.
    Mi pare di aver contribuito un bel po’ al loro successo, ma da parte mia devo dire che mi son sempre trovato bene. Peccato che oggi la maggiorparte della gente si accontenta dell’audio integrato e di casse di qualita’ infima…

  • # 8
    floc
     scrive: 

    aaaaaaaaaaaaargh alzi la mano chi litigava sotto win con il file opl2-sa.ini :)

    bellissimo amarcord

  • # 9
    Massimo
     scrive: 

    @lobo: CHe dobbiamo dire noi “vecchi” amighisti?
    NEll’85 avevamo già audio stereo a 4 canali capace di cose che solodopo 5-6 anni si sono visti su PC.
    E senza scheda aggiuntiva. Ma se prorpio volevi giocare c’era un piccolo lavoro da afre col saldatore ed un operazionale da meno di 1000 lire: aquisivi direttamente e digitalizzavi l’audio!

    Sounblaster a chi?

  • # 10
    Massimo
     scrive: 

    Ricordo anche che le più “recenti” hanno sempre avuto prob con i driver di Windows …
    Mai capito perchè!!!

  • # 11
    AlessioF
     scrive: 

    Io mi ricordo solo che per registrare con la 5.1 era una lotta contro i driver. Un anno dall’acquisto (era appena uscita) per riuscire a registrare sotto W2k. In quell’anno mi son salvato con il dual boot.

  • # 12
    Rocco
     scrive: 

    Mi fate ricordare la mia prima scheda audio!!! non fu la sound blaster ma l’adlib poi passai alle soundblaster!!!!!quanti ricordi!!!!!!!!;_;

  • # 13
    Michele
     scrive: 

    Quoto Saverio Russo per un articolo approfondito sulla Gravis Ultrasound, grandissima scheda che ho ancora e che non ho mai compreso a fondo…

  • # 14
    Mirko
     scrive: 

    Nono, ma parliamone delle stupende X-fi, nessuno ne parla, nessun articolo, nessuno che dica quanto un acquirente che ha sborsato 99 euro per una scheda che dovrebbe essere spaziale, si ritrova ad avere un pezzo di plasticaccia che può benissimo buttare perchè la Creative non supportava Vista e ora fa finta di supportarla con dei driver penosi che mettono queste schede a livello delle schede integrate che si trovano già sulle schede madri che la gente acquista.
    Anzi! Queste schede integrate funzionano meglio su Vista! Senza spendere un centesimo in più.
    Sui giochi l’EAX non va, il 5.1 non si sa, nei film e nella musica la situazione è un po’ migliore…ma non di tanto.
    Supporto agli acquirenti? Zero. Ha fatto davvero dei grandi passi la cara Creative…

  • # 15
    Michele
     scrive: 

    è previsto qualche articolo su Aureal Semiconductor?

    Visto che l’A3D era uno dei sistemi di audio posizionale più riusciti negli anni ’90…

  • # 16
    Roberto
     scrive: 

    Quando nel 1997 passai dal sistema Amiga al Pc lo dotai della Soundblaster AWE32 era enorme prendeva in lunghezza quasi tutto il Case

  • # 17
    blackshard
     scrive: 

    Quanti ricordi! La mia prima creative è stata un sb32 lunga come uno sfilatino! Era fantastico ascoltare le colonne sonore dei giochi con i midi come si deve, mentre l’opl3 (che pure ha il suo fascino) delle sb16 proiettava i miei amici nel decennio passato :D

    Però anche a me piacerebbe un articolo sulla gravis ultrasound (che non ho mai avuto), che era nettamente più possente delle soundblaster dell’epoca, visto che era in grado di fare sintesi wavetable fino a 32 canali.

  • # 18
    Majinga
     scrive: 

    Da qualche parte devo avere un paio di ESS. Una equipaggia il vecchio 386 non più funzionante. Ho anche un lettore CD 1x, abbastanza funzionante collegato direttamente alla scheda.

    La mia fida AWE64 invece è ancora in funzione, equipaggia un vecchio muletto PII. Gran bella scheda, mi ha regalato ore di intrattenimento musicale, ancora oggi la rimpiango, forse è solo nostalgia, ma a me pare che avesse un suono ineguagliabile.

    Le Audigy le ho odiate, centinaia di mega di software stravincolanti e superodiosi, solo problemi.

  • # 19
    Fabio
     scrive: 

    Bell’articolo, grazie al quale ho finalmente capito cosa cambiasse tra una Sound Blaster 2, Pro e 16! Non avendone mai avuta una, leggevo le recensioni dei videogiochi su The Games Machine (e, prima ancora, su PC Action) e ricordo che venivano sempre citate tutte e 3… Oltre alle Adlib (di cui mi piaceva il nome!) e alle Roland (di cui invece il nome non mi piaceva per niente!). Parlo solo del nome perché non ho mai avuto neppure quelle… Un giudizio molto profondo, quindi! :-D

    La mia prima scheda è stata una Gravis Ultrasound… Che fatica, per trovarla, ma avevo letto un articolo da cui emergeva come fosse la migliore… Non che io fossi un grande appassionato di musica e hi-fi, anzi, non lo sono neanche adesso, nemmeno lontanamente… Però volevo essere sicuro di avere un buon prodotto, capace di durare nel tempo. Peccato che poi sia uscito Windows 95, e che la Ultrasound non sia mai stata supportata decentemente a livello di driver, e ho dovuto sostituirla prima del tempo…

    …Ma ve lo ricordate lo SBOS, il driver per la compatibilità con le Sound Blaster? La voce che diceva “SBOS installed”?

  • # 20
    The3D
     scrive: 

    sound blaster 16, 3dfx voodoo, intel pentium 120. Non si poteva chiedere di meglio

  • # 21
    Mauro
     scrive: 

    Bell’articolo! E bei ricordi! sigh sigh…
    Precisazione: mi sembra che la 1.5 e/o 2.0 andasse in registrazione sino a 15KHz in mono e non 12 come menzionato (15160 per l’esattezza). Qualcuno se ne ricorda?

  • # 22
    Raffaele Fanizzi (Autore del post)
     scrive: 

    I 12 kHz sono riferiti alla Sound Blaster 1.0, la primissima. Riguardo la 1.5 non penso che abbia caratteristiche differenti perché era una versione depotenziata della 1.0. Può essere che la 2.0 supportasse la frequenza di campionamento a 15 kHz in registrazione in quanto il DSP venne aggiornato e anche la frequenza di campionamento in riproduzione aumento fino a 44.1 kHz.

  • # 23
    lakar
     scrive: 

    Io nel 1995 e seguenti avevo la Sound Blaster 32 su slot ISA. Che differenza c’era con la AWE32?

    Comunque grande scheda. Nel 2000 cambiai scheda madre e la riciclai perchè l’audio integrato sulla nuova non mi convinceva! E l’ho utilizzata fino al 2006 quando ho dovuto liberarmene perchè la nuova scheda madre non aveva più slot ISA!

  • # 24
    Raffaele Fanizzi (Autore del post)
     scrive: 

    La Sound Blaster 32 era una sorta di versione economica della AWE32 ed era basata sul DSP digitale Vibra, una versione economica dei DSP che usava all’epoca Creative. Inoltre se non erro non aveva nemmeno la RAM onboard, anche se era predisposta per l’espansione.

  • # 25
    Majinga
     scrive: 

    A proposito di AWE32 e AWE64. Se non ricordo male esisteva anche una AWE64 GOLD, che aveva i contatti in oro. Mi pare di ricordare che però costasse uno sproposito, e che alla fin fine non dava tutti questi vantaggi.
    Qualcuno ne sa qualcosa?

  • # 26
    lakar
     scrive: 

    @ Raffaele Fanizzi
    Grazie della risposta!
    Sulla RAM hai ragione. Mi ricordo benissimo che sulla scheda c’erano degli slot di espansione vuoti (mi sembra due).

  • # 27
    Scheda audio dedicata o integrata, questo è il problema - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] fine degli anni 90 era ancora molto forte il successo delle schede audio Sound Blaster e Creative seppe ben capitalizzare questo suo vantaggio introducendo le Sound Blaster Live! nel […]

  • # 28
    Mirko
     scrive: 

    Beh, speravo in qualche commento sulle nuove schede creative…ma a quanto pare sono stato l’unico a comprarle :)

  • # 29
    Gravis Ultrasound, l’acerrima rivale delle Sound Blaster - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] inizi degli anni 90, quando Creative spopolava nel mercato delle schede audio con le sue Sound Blaster Pro e Sound Blaster 16, una piccola azienda canadese, tale Advanced Gravis Computer Technology, […]

  • # 30
    Maximilian
     scrive: 

    @Majinga

    Presente! Io ho una AWE64 GOLD con i contatti placcati in oro. L’acquistai nel 1998 (mi pare) per una cifra superiore alle 500.000 lire (questo me lo ricordo bene!).
    Però è davvero potente: l’ho usata fino a due anni fa quando la mancanza dello slot ISA sulle mobo mi ha obbligato a pensionarla… Qualità del suono eccezionale, RAM onboard e i jack adatti alle casse dello stereo… mamma mia che ricordi con Wolfenstein 3D!!!

  • # 31
    Bel Cammillo
     scrive: 

    Solo cari ricordi

    SB16 su PC Pentium, scoperta dei MIDI, non
    per i videogiochi ma per la composizione
    musicale, con suoni che ora definisco
    simpaticamente ‘campagnoli’, eppure che
    gioia, ai tempi del mio ritorno al comp,
    nel 99, dopo l’esperieanza preistorica
    con il Commodore 16!
    Musica dal CD-ROM, dai MIDI e dalla Radio
    (ascoltatore di Onde Corte), e quindi, registra-
    zione, anche a campionamenti minimi (1 Bit, 8000
    KHz. Mono, DSP Group) per le registrazioni
    dalle Radio in AM di voce e suoni, fino
    alla Qualità CD, 44100 KHz. a 16 Bit, per
    le registrazioni ‘importanti’ o di musica
    dai CD.
    Poi una breve parentesi con la PCI 128,
    un piccolo carro armato di affidabilità,
    che stupidamente regalai, fino al sogno
    Live 5.1 che tuttora funziona sul muletto
    case con XP…
    Le Realtek integrate su laptop…un pianto totale…

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