di  -  giovedì 12 marzo 2009

Qualche settimana fa il CEO di ARM, Warren East, ha avuto da ridire sulla scelta di Microsoft di non fornire Windows Mobile o CE per gli ormai imminenti netbook ARM-based.

Vorrei analizzare questa prospettiva alla luce delle discutibili mosse commerciali cui MS sembra apprestarsi riguardo la versione di Windows 7 pensata per netbook – per gli amici turkey edition dato il limite di applicazioni eseguibili contemporaneamente pari a 3.

Si tratta della netta castrazione di un OS che finora ha ottenuto consensi unanimi: una decisione che a Redmond non verrà di certo attuata a cuor leggero. È forse una strettoia commerciale difficilmente evitabile, nell’ottica del cronico problema di margini che accompagna fin dai primi vagiti il fenomeno netbook.

Davanti ai rischi di questa scelta, che impatta negativamente tanto sugli OEM che sulla clientela, c’è da chiedersi cosa impedisca a MS di usare una tecnologia OS di cui già dispone, che ha prezzi compatibili con quelli degli smartphone (spesso sotto i 400 Euro) ed è perfettamente integrata col suo ecosistema software.

C’è di più: le vere potenzialità del netbook ARM-based sono ancora tutte da scoprire. Con la prossima implementazione di soluzioni multicore Cortex A9, ARM è in procinto di offrire ai suoi parter prodotti di potenza pari se non abbondantemente superiore a quella di Atom, abbinati alla pletora di acceleratori grafici già disponibili e annunciati per il prossimo futuro.

Il tutto con una durata di batteria che si stima non eguagliabile neppure dal migliore dei prodotti Atom-based, e un prezzo altamente competitivo.

Sono questi vantaggi che a Microsoft di certo non sfuggono. C’è di più. Come ribadivo in un post speculativo sul prossimo “netbook” Apple, il netbook può essere inteso come estensione dello smartphone o riduzione del notebook. Un anno e qualcosa di mercato netbook, ha insegnato a tutti gli OEM che la seconda concezione comporta forti rischi di cannibalizzazione di prodotti appartenenti al segmento notebook entry level.

Dal punto di vista di MS, l’attuale incarnazione del netbook ha il nefasto effetto di interrompere la “virtuosa” rincorsa fra potenza HW disponibile e requisiti hardware. Lo stesso snaturamento del netbook, passato dall’essere la quintessenza della semplicità, ad un prodotto sempre più equipaggiato e costoso, non è stato abbastanza profondo da abbracciare il famelico (di risorse) Vista, particolarmente nel comparto CPU.

Ora che c’è Seven, piuttosto che limitarlo artificialmente per generare una segmentazione del mercato, varrebbe la pena di esplorare la “spontanea” segmentazione derivante dall’uso di un’architettura hardware differente, che eviterebbe tra l’altro l’impari competizione fra la turkey edition e le distribuzioni Linux full-featured.

Di più: questa scelta permetterebbe a MS di contenere l’avanzata di piattaforme come Linux e Android (ed eventualmente Apple) in un segmento, quello dei netbook ARM-based, che di potenziale ne ha, e che possiede forti contiguità con l’agguerrito mercato smartphone.

Davanti perlomeno alla curiosità che questi vantaggi dovrebbero suscitare, la scelta di restare fuori dal discorso ARM e spingere su Windows 7 turkey edition per Atom, sembra una strategia incomprensibile. Se non, ovviamente, alla luce della “special relationship” con Intel…

30 Commenti »

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  • # 1
    Antigoriu Masudda
     scrive: 

    E’ evidente oramai che la Microsoft ha i giorni contati… Non tutti sono a conoscenza del fatto che David Miner (figlio del famosissimo Jay Miner, considerato il padre dell’Amiga) in questi mesi è impegnato con l’ausilio di numerosi informatici e tecnici alla realizzazione di una nuova piattaforma Amiga. Il sistema sarà chiamato AMIGA 5 in quanto si baserà su un “pentaprocessore” con una potenza di calcolo di circa 10,5 GHz. La configurazione base avrà un hard disk drive da 2 TB (2000 GB) ed una memoria di circa 8 GB. Il sistema operativo di questo gioiello sarà l’AMIGA OS 5.0.
    Con questa macchina la neonata AMIGA Corp. (partecipata per il 25% dal nostro Presidente del Consiglio zio Berlusca) rifarà l’ “orifizio” alla Microsoft ed alla Apple.
    Adios Zio Bill (Gates)!!!!!

  • # 2
    Andrea R
     scrive: 

    Nessuno vuole Windows perchè è Windows. Serve solo perchè sopra ci girano migliaia di applicazioni e giochi.
    Quelle applicazioni sono compilate per Win32-x86. Su Windows Mobile e ARM non girano.
    Quindi la scelta è tra un Windows castrato con poche applicazioni e distro GNU/Linux con tonnellate di software immediatamente disponibile. Il tutto a costo molto minore.
    Ihmo MS è tagliata fuori dagli ARM, ed è anche giusto così. Il matrimonio con Intel gli ha già fruttato abbastanza.

  • # 3
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Antigoriu
    Sei in anticipo per il pesce d’aprile. Il commento è totalmente OT.

  • # 4
    goldorak
     scrive: 

    @ Andrea R : sono d’accordo con te. Il vantaggio di Microsoft rimane lo sterminato parco software x86.
    Su ARM questo vantaggio viene meno (anche se ci fosse un miracolo e facessero il porting di windows mobile) e quindi sarebbero dolori nel caso questa architettura prendesse il sopravvento nel mercato degli MID.
    L’unica salvezza sarebbe che Intel facesse a meno di ATOM e usasse i processori ulv, ma ovviamente non lo fara’ perche’ non vuole perdere il remunerativo mercato degli umpc.

  • # 5
    Antigoriu Masudda
     scrive: 

    @ Alessio Di Domizio.
    In un mondo “informatico” dominato (purtroppo) dalla Microsoft non resta altro che sognare un grande ritorno della nostra amata AMIGA…
    Ciao, alla prossima!
    P.S. (Scusa la mia ignoranza) Cosa significa “il commento è OT” ?
    Attendo risposta…

  • # 6
    gaspode
     scrive: 

    concordo con quello detto prima, per quanto sicuramente allettante, da un punto di vista tecnico, un netbook arm, si scornerebbe con l’impossibilità di utilizzare, più o meno, i programmi che l’utenza vuole da sempre.
    Secondo me si rischia, in questo modo, di cannibalizzare il settore smartphone, dopo che si sono cannibalizzato quello dei notebook entry.
    Non so, a mio avviso, tecnologicamente parlando, siamo ancora un pelo indietro, per una libera coniugazione dei settori, e quindi sviluppo, è necessario un processore x86 con i consumi di un ARM. Se il vero trend è l’interoperabilità completa e una sempre maggiore convergenza di software e risorse, le architetture andranno verso un inevitabile unificazione,o almeno, compatibilità.

  • # 7
    giacomo
     scrive: 

    Bellissima la notizia su Amiga 5 sviluppata dal figlio di Miner!
    Da vecchio amighista mi era completamente sfuggita..
    comunque penso che i processori ARM e macchine come l’Amy 5 porteranno davvero una ventata d’aria fresca nel settore.

  • # 8
    AlessioF
     scrive: 

    @ Andrea R, recentemente ho scoperto le potenzialità di Wine ed ora le voglio tradurre in realtà. Linux sarà un po’ ostico, ma alla fine tutto si impara. Certo che da decenni con windows le cose si sono apprese poco alla volta, ma pian piano posso anche passare a X.

    Alla fin fine i sw che mi legano a win sono meno di una decina, e al massimo esistono le VM

  • # 9
    AlessioF
     scrive: 

    PS ho preso apposta un eee con xandros per (risparmiare) e non usare win.

  • # 10
    tck
     scrive: 

    @antigoriu

    Che non centra completamente un razzo col titolo o con il contenuto dell’articolo.

  • # 11
    Antigoriu Masudda
     scrive: 

    @ Alessio Di Domizio.
    Tra una giocata a Dark Castle (1987) per Commodore 64 ed un listato digitato sul SORD M5 (home computer nipponico del 1982) credo di aver capito che “OT” sta per “out of time” (fuori tempo).
    Adesso devo lasciarti in quanto la stamante MPS 1550C collegata al Commodore 128 ha quasi terminato la carta a disposizione…
    Ciao!

  • # 12
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Antigoriu
    Concordo con te e ti dico di più: l’Amiga è l’unica piattaforma che mi spinge sul territorio del fanboyism… OT significa che l’intervento non c’entra col topic del post ed è potenzialmente per questo soggetto a moderazione.

    @ gaspode
    C’è una differenza fondamentale fra il nb ARM e uno smartphone: il secondo telefona. Mi pare sia abbastanza per scansare ipotesi di cannibalizzazione. Il processore x86 coi consumi di ARM non lo vedo molto possibile, considerando che l’accesso alle evoluzioni di miniaturizzazione ce l’ha sia ARM che Intel.
    In ultimo, se il trend è l’interoperabilità completa, la risposta potrebbe essere, specialmente in proiezione futura, il web, la virtualizzazione, il cloud. Se i primi 30 anni d’informatica sono passati all’insegna di wintel, non è detto che anche nei prossimi 30 debba funzionare così e, francamente, me lo auguro.

  • # 13
    Fer
     scrive: 

    A me un netbook ARM con WinMobile piacerebbe moltissimo.
    Sarebbe il perfetto sostituto di quello che per me è (stato) un palmpc eccezionale, l’HP Jornada 720.
    Per WinMobile c’è software a camionate, non sentirei assolutamente la mancanza del “normale” Windows considerando che AutoCAD e Photoshop non li userei davvero su un piccolo netbook.
    Considerando poi che WinMobile gira nativamente sull’attuale generazione di ARM, non capisco il senso di “Microsoft non vuole fornire WinMobile per i netbook ARM”: c’è già…

  • # 14
    FrAnKHiNrG
     scrive: 

    Si c’è già ma la licenza vincola l’uso di Windows Mobile per ARM solo agli smartphones o palmari, non sui netbook (anche se ormai la differenza tra questi dispositivi si assottiglia sempre più) :)

    Beh, a me la notizia ha messo una grande gioia, finalmente una piattaforma dove microsoft non mette le sue mani :)

    Ma tanto si sà che i netbook ARM saranno monopolizzati da Linux e soprattutto dalla sua distribuzione più riuscita, Android.

    Ricordiamoci che dietro Android c’è comunque Google, che non è davvero un azienda da 2 bit e ha tutta la potenza economica e di persuasione per convincere aziende a creare porting anche per il suo sistema operativo mobile…precisando che per Linux ci sono già ora tantissime valide alternative ai blasonati software windows (vabbè, escludendo Autocad, Archicad e altri programmi specifici che comunque non si installerebbero mai su un netbook)

    ps: grazie a Antigoriu per la notizia dell’Amiga 5, che spero essere vera ^_^

  • # 15
    Carla
     scrive: 

    Voglio sperare Antigoriu sia semplicemente ironica e stia quindi affermando fra le righe che una soluzione ARM sia semplicemente anacronistica.
    Considerando ad esempio il piano di Intel sia infilare processori di stampo x86 pure su dispositivi cellulare (che quindi abbandoneranno Windows CE a favore di una variante del Windows Vista ora utilizzato su desktop).

  • # 16
    jpx
     scrive: 

    Appena letto il post di Antigoriu volevo consigliare di cambiare pusher dato che pare gli venda roba tagliata malissimo, ma dopo aver letto il post di Carla non so chi dei due mi spaventa di più.

  • # 17
    floc
     scrive: 

    no x86, no party. In molti ci hanno provato, nessuno ci e’ riuscito. nemmeno jobs che riuscirebbe a vendere un frigorifero con su la mela agli esquimesi.

    Auguri ad arm, che si lanci su android e che prosperi per il bene della concorrenza, ma pretendere che microsoft si imbarchi nel progetto arm ha davvero poco senso, e lo dico da anti-microsoft e anti-x86 militante :P

  • # 18
    pabloski
     scrive: 

    ms non si metterà mai contro intel….

    non dimenticate che lo scandalo dei bollini vista ready è nato proprio per dare “una mano” ad intel

    tra intel e ms, bisogna capire che, è intel a comandare davvero

    tant’è che intel si permette di supportare linux come, dove e quando gli pare senza che ms possa aprir bocca

    per quanto riguarda arm, beh, tenete presente che è l’architettura arm è la più diffusa a livello globale….quindi la forza per imporsi ce l’hanno

  • # 19
    massimo m.
     scrive: 

    grand parte della gente usa mail, browser web, ascolta mp3, vede divx e usa programmi office automation.
    tutto cio’ si puo’ fare sia con linux che con windows.
    ma per il 90% dell’utenza, il pc E’ windows.
    non cambierebbero mai sistema operativo solo perche’ “anche su linux c’e’ openoffice e firefox”.

    comunque spero che la arm vada avanti.

  • # 20
    Rojaus
     scrive: 

    http://it.wikipedia.org/wiki/Off-topic

  • # 21
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    “ms non si metterà mai contro intel….

    non dimenticate che lo scandalo dei bollini vista ready è nato proprio per dare “una mano” ad intel

    tra intel e ms, bisogna capire che, è intel a comandare davvero

    tant’è che intel si permette di supportare linux come, dove e quando gli pare senza che ms possa aprir bocca”

    Non ha nessun senso parlare di Intel che comanda su Microsoft anche perché non è la realtà dei fatti.
    Sono due delle principali compagnie che operano nell’IT e che per le loro dimensioni si trovano ovviamente a fare affari insieme, questo non significa che prendano in tutta autonomia decisioni che non vanno in favore l’una dell’altra, perché alla fine ognuno si fa il proprio tornaconto.
    Non inganni il fatto che si parli di Wintel come se fosse un binomio in cui tutti vanno d’amore d’accordo.
    Anche se non competono fra di loro perché alla fine una si occupa dell’hardware mentre l’altra di software, ci sono state e ci saranno iniziative commerciali che danneggiano l’una o l’altra.

    Microsoft in tutta autonomia ha stoppato il supporto a Itanium anni fa perché il futuro dell’architettura (soprattutto nell’idea che diventasse il punto di convergenza dell’intero IT) ha subito un grosso ridimensionamento nelle aspettative.
    Ha guardato la cosa come fanno tutti e cioè con la prospettiva dei guadagni rapportati ai costi e quindi ha deciso di fermarsi per qualche anno.
    Se MS opta per un non supporto di notebook ARM evidentemente ha fatto i medesimi calcoli e valutato che i compromessi per portare il proprio sistema operativo su questa piattaforma in un’ottica netbook (quindi con restrizioni e una prospettiva applicativa ben definite) non valevano la candela.
    Se poi il mercato invece premiasse queste soluzioni hardware potrebbe sempre cambiare strategia in futuro.
    Come ha fatto nel non supporto per i formati HD nella 360.

    Il vero problema sarebbe invece per i produttori di netbook ARM; il mercato ha dimostrato come nel giro sostanzialmente di 6 mesi, grazie anche al prezzo praticamente identico, preferisca soluzioni Windows rispetto a quelle GNU/Linux e derivati anche nel segmento netbook; per cui la mancanza di Microsoft nella partita ARM VS x86 potrebbe risultare fondamentale.

    “per quanto riguarda arm, beh, tenete presente che è l’architettura arm è la più diffusa a livello globale….quindi la forza per imporsi ce l’hanno”

    La diffusione significa poco se non la si contestualizza negli ambiti in cui è presente.
    Se si parlasse di supercomputing ad esempio non verrebbe nemmeno preso in considerazione un suo impiego.
    Chiaramente tra dispositivi palmari e cellulari c’è una qualche affinità con i netbook e prima ancora con gli UMPC; bisogna sempre vedere però l’equilibrio tra prestazioni, possibilità di eseguire determinate applicazioni, consumi ecc.

    Alla fine sono in tanti a cavalcare il nostalgico amarcord delle piattaforme che furono concorrenti alla famiglia x86, sempre definita “mediocre” dal punto di vista tecnico.
    Peccato però ci si dimentichi che le alternative almeno nell’home computing siano state spazzate dagli x86 in principio proprio sul terreno tecnico e prestazionale e non solo per il fattore retrocompatibilità

  • # 22
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Jacopo
    Qualche obiezione sparsa:

    Microsoft in tutta autonomia ha stoppato il supporto a Itanium anni fa perché il futuro dell’architettura (soprattutto nell’idea che diventasse il punto di convergenza dell’intero IT) ha subito un grosso ridimensionamento nelle aspettative.

    Non sono a conoscenza dell’esatto valore di questo ridimensionamento ma mi pare che MS, Server 2008 compreso, stia fornendo un supporto alla piattaforma coerente con le grandi attese che Intel ancora ha in Itanium (questione riferitami di persona da un tech-guru di Intel).

    http://www.microsoft.com/servers/64bit/itanium/overview.mspx
    http://www.zdnetasia.com/news/hardware/0,39042972,39362358-2,00.htm

    Per il resto, voci relative a questo divorzio circolano dal 2005 mi pare, ma credo che ad oggi non ci sia stata alcuna “chiusura” ufficiale. Tutto questo quando le evoluzioni architetturali di x86, assieme a una drastica convenienza sul fronte del costo, renderebbero molto sensata l’idea di abbandonare il supporto… Se sei a conoscenza di informazioni diverse di provenienza MS postale e ci ragioniamo.

    Se MS opta per un non supporto di notebook ARM evidentemente ha fatto i medesimi calcoli e valutato che i compromessi per portare il proprio sistema operativo su questa piattaforma in un’ottica netbook (quindi con restrizioni e una prospettiva applicativa ben definite) non valevano la candela.

    Su questo mi permetto di avere qualche dubbio. MS ha un OS che è già pronto per girare, senza alcun compromesso – dato che i netbook ARM sono previsti con architetture molto più potenti di quelle degli smartphone – su piattaforma netbook ARM, supportato da un parco software di cospicue dimensioni. Supportare i netbook ARM per MS significherebbe solo vendere più licenze, e favorire un segmento che non presenta sovrapposizioni con gli altri segmenti in cui opera. Se questo non succede, mi pare corretto dubitare del fatto che il problema sia politico più che tecnico.

    Il vero problema sarebbe invece per i produttori di netbook ARM; il mercato ha dimostrato come nel giro sostanzialmente di 6 mesi, grazie anche al prezzo praticamente identico, preferisca soluzioni Windows rispetto a quelle GNU/Linux e derivati anche nel segmento netbook; per cui la mancanza di Microsoft nella partita ARM VS x86 potrebbe risultare fondamentale.

    Questo non fa che rafforzare l’ipotesi di un problema “politico”.

    La diffusione significa poco se non la si contestualizza negli ambiti in cui è presente.

    Esattamente. Proprio questo mi porta a scommettere qualcosa sul futuro di ARM. Ti ripeto, l’unico problema che vedo all’orizzonte per ARM è politico, il che lascia il successo dei suoi prodotti attaccato al solo supporto linux.

    Alla fine sono in tanti a cavalcare il nostalgico amarcord delle piattaforme che furono concorrenti alla famiglia x86, sempre definita “mediocre” dal punto di vista tecnico.
    Peccato però ci si dimentichi che le alternative almeno nell’home computing siano state spazzate dagli x86 in principio proprio sul terreno tecnico e prestazionale e non solo per il fattore retrocompatibilità

    I limiti di x86 sono evidenti nei netbook – e in generale con il restringersi dei requisiti energetici – quanto mai prima. Allo stato attuale le performance energetiche della piattaforma Atom sono lungi dall’essere competitive con quelle di un sistema Cortex-A8 o multicore A9 (la cui physical IP è pronta già dal 2007). Fino a quando l’energia non è stata un problema – vedi passaggio in massa nel mondo server avvenuto negli anni ’90 – l’approccio “one size fits all” di x86 ha tenuto. In vista della progressiva miniaturizzazione dei dispositivi, l’overhead che x86 si porta dietro potrebbe diventare fortemente penalizzante rispetto ad architetture fin da principio ottimizzate per i bassi consumi. Ho personalmente molte obiezioni sull’approccio “x86 a 360°” di Intel e mi pare che il mantra “Internet gira su x86″ che sentiamo spesso ripetere, sia piuttosto debole, specie quando confrontato coi vincoli energetici del mondo mobile.

    In ultimo, sulla concorrenza “spazzata via”, vorrei ricordare che non fu esattamente questo il caso quando IA-64 sostituì la potenza pluricollaudata di Alpha nella gamma Compaq, subito dopo acquisita da HP, guardacaso uno dei principali investitori nel progetto “Itanic”.

    D’altro canto, il più evidente caso di architettura “spazzata via” dal dilagare di x86 mi pare proprio Itanium.

    PS Tutto questo senza considerare il secondo grande problema “politico” che si potrebbe mettere sul tavolo: la possibilità che l’inserimento di un netbook ARM nella propria griglia di prodotti, possa influire sul rapporto OEM/Intel.

  • # 23
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Un piccolo appunto: ARM non è stata pensata per essere ottimizzata “fin dal principio” per i bassi consumi.

    Al contrario: è un’architettura nata per competere a livello prestazionale, ma che col tempo s’è “scoperta” avere un ottimo rapporto prezzo / prestazioni, pur perdendo da quest’ultimo punto di vista (che, ironia della sorte, era il suo cavallo di battaglia). ;)

  • # 24
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Giusto, ARM era prima di tutto il cuore di un personal computer, l’Acorn Archimedes. Chissà quanto consumava rispetto ad Amiga ed ST… :-)

  • # 25
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    “Non sono a conoscenza dell’esatto valore di questo ridimensionamento ma mi pare che MS, Server 2008 compreso, stia fornendo un supporto alla piattaforma coerente con le grandi attese che Intel ancora ha in Itanium (questione riferitami di persona da un tech-guru di Intel).

    http://www.microsoft.com/servers/64bit/itanium/overview.mspx
    http://www.zdnetasia.com/news/hardware/0,39042972,39362358-2,00.htm

    Per il resto, voci relative a questo divorzio circolano dal 2005 mi pare, ma credo che ad oggi non ci sia stata alcuna “chiusura” ufficiale. Tutto questo quando le evoluzioni architetturali di x86, assieme a una drastica convenienza sul fronte del costo, renderebbero molto sensata l’idea di abbandonare il supporto… Se sei a conoscenza di informazioni diverse di provenienza MS postale e ci ragioniamo.”

    http://www.theregister.co.uk/2004/11/11/intel_ms_itanium_kick/

    Non ho dietro i preferiti dove ho affrontato questi discorsi anni addietro (e Cesare se lo ricorda bene perché su HWU l’abbiamo fatto svariate volte), ma sta di fatto che per un certo periodo Microsoft ha stoppato il supporto alla piattaforma mentre altri sono proprio usciti dall’Alliance creata appositamente per far decollare l’Itanium.
    Ho mancato di scrivere la locuzione “per qualche anno”.
    Che siano disponibili alcuni prodotti lo so anche io, nell’account MSDN ad esempio ho il SQLServer per IA64.
    Poi però bisognerebbe discernere la presenza per “immagine” e quanto realmente fa fatturare il supporto.
    In questo caso forse si può parlare di accordo politico.
    Politico perché, ed è un fatto, l’unico settore in cui Itanium sia stato adottato è quello del supercomputing.
    Peccato che la crescita esponenziale nella top500 sia stato invece proprio degli x86 a discapito di RISC (UltraSparc e affini) ed architetture VLIW.
    Intel, e il guru può raccontare quello che vuole, ha investito miliardi di dollari in un progetto che doveva trasformare l’IA64 nel progetto per tutte le stagioni e tutti i dispositivi, compreso l’home computing.
    Obiettivo fallito perché a differenza degli x86 si è dimostrata una piattaforma molto meno versatile e forte solo in precisi ambiti computazionali (leggasi calcoli virgola mobile).
    La stessa sorte del Cell, che però aveva ambizioni decisamente inferiori.
    Se fosse stata un’altra società a causa dell’Itanium avrebbe fatto bancarotta, Intel invece se lo poteva permettere.
    Tra l’altro per riuscire a competere gli ingegneri sono stati costretti a infilare nelle ultime versioni qualcosa come 2 miliardi di transistor e 24 MB di cache; numeri impressionanti, con costi altrettanto impressionanti e che hanno progressivamente convinto diversi partner storici ad assottigliare il cordone ombelicale con Intel sul fronte Itanium.

    Recentemente ne ha parlato anche PI, che una volta tanto ci ha preso.
    http://punto-informatico.it/2556191/PI/News/unisys-itanium-non-ha-futuro.aspx

    “Su questo mi permetto di avere qualche dubbio. MS ha un OS che è già pronto per girare, senza alcun compromesso – dato che i netbook ARM sono previsti con architetture molto più potenti di quelle degli smartphone – su piattaforma netbook ARM, supportato da un parco software di cospicue dimensioni. Supportare i netbook ARM per MS significherebbe solo vendere più licenze, e favorire un segmento che non presenta sovrapposizioni con gli altri segmenti in cui opera. Se questo non succede, mi pare corretto dubitare del fatto che il problema sia politico più che tecnico.”

    Non è una questione di potenza. E’ una questione di architettura.
    Microsoft supporta ARM con WindowsCE (che non è Windows Mobile come molti erroneamente credono).
    Il problema è che si tratta di una fascia di dispositivi embedded.
    I netbook sono orientati molto di più verso un parco di soluzioni general purpose, seppur con prospettive non così polivalenti come possono essere i portatili.
    Conciliare queste esigenze con il software che si ha in casa non è una semplice operazione di sovrapposizione di quel che c’è già in casa su un prodotto nuovo.
    Si tratta di fare nuove analisi di mercato, sviluppare set di driver con i componenti che verranno montati in nei nuovo ARM-netbook, sentire i vari produttori ecc. ecc.
    A casa mia tutto questo si chiama “costi”. :)

    Tu non vedi una sovrapposizione.
    Beh non c’è per te che vedi un prodotto diverso per usi differenti un netbook-ARM contro un netbook attuale.
    Al supermercato l’acquirente medio vede due piccoli computer portatili e sceglie o uno o l’altro. Già tanto che sappia che si chiama “netbook” (sperando Psion non ci faccia causa).

    “Questo non fa che rafforzare l’ipotesi di un problema “politico”.
    Esattamente. Proprio questo mi porta a scommettere qualcosa sul futuro di ARM. Ti ripeto, l’unico problema che vedo all’orizzonte per ARM è politico, il che lascia il successo dei suoi prodotti attaccato al solo supporto linux.”

    Sì però io a questo punto ti chiedi di darmi una definizione di “politico”. Che cosa intendi?
    Ragioni aummaumma che vogliano privilegiare X al posto di Y?

    Io faccio a te e agli altri che sostengono la forza di ARM questo ragionamento. Ed è un ragionamento per assurdo.
    Se veramente ARM
    – fosse ritenuto competitivo dalle gerarchie Microsoft
    – non ci fossero costi chissà che onerosi perché di fatto una piattaforma software già pronta esiste già
    – ci fosse interesse da parte di tutti produttori software (perché poi l’hardware può essere competitivo quanto vuoi ma senza parco applicativo è destinato al fallimento)

    allora quale dovrebbe essere la ragione per non supportare una potenziale fonte di revenue dal quantitativo in prospettiva molto interessante?

    E non tirate fuori la fantapolitica con “mazzette Intel”.
    1. perché bisogna tirare fuori le prove di quel che si dice e la vedo difficile
    2. perché Microsoft può permettersi di decidere in piena autonomia, come ha sempre fatto.

    “I limiti di x86 sono evidenti nei netbook – e in generale con il restringersi dei requisiti energetici – quanto mai prima. Allo stato attuale le performance energetiche della piattaforma Atom sono lungi dall’essere competitive con quelle di un sistema Cortex-A8 o multicore A9 (la cui physical IP è pronta già dal 2007). Fino a quando l’energia non è stata un problema – vedi passaggio in massa nel mondo server avvenuto negli anni ‘90 – l’approccio “one size fits all” di x86 ha tenuto. In vista della progressiva miniaturizzazione dei dispositivi, l’overhead che x86 si porta dietro potrebbe diventare fortemente penalizzante rispetto ad architetture fin da principio ottimizzate per i bassi consumi. Ho personalmente molte obiezioni sull’approccio “x86 a 360°” di Intel e mi pare che il mantra “Internet gira su x86″ che sentiamo spesso ripetere, sia piuttosto debole, specie quando confrontato coi vincoli energetici del mondo mobile.”

    Ma guarda io non ho mai affermato che la famiglia x86 sia la migliore a priori e non sia perfettibile.
    Dipende dall’ambito in cui ci si muove, ormai l’Informatica ha raggiunto un’espansione tale per cui c’è spazio potenzialmente per tutti anche per nuovi ingressi sulla scena.
    Ma tra il dire che gli x86 siano sostituibili ad eleggere gli ARM come i migliori sostituti, ci passa un oceano in mezzo.
    Per altro è anche piuttosto capzioso (non mi riferisco al tuo intervento ma parlo in generale) tirare fuori il problema dei consumi e dell’esigenza di autonomia per sposare finalmente in pieno il concetto di “portabilità” quando oggigiorno in un dispositivo mobile di quelle dimensioni l’impatto maggiore non è quello della CPU ma il chipset e i moduli dedicati alla connettività. l’Atom consuma meno del disco tanto per fare un esempio.
    La soluzione integrata CPU+GPU va in quella direzione ma c’è ancora molto da lavorare.

    E c’è comunque da considerare che la gente vede il computer piccolo sì ma lo ritiene comunque un computer, quindi in grado di eseguire applicativi che normalmente usa su dispositivi più grandi.
    Quindi va bene il risparmio energetico ma le prestazioni non possono essere troppo sacrificate altrimenti i Via avrebbero preso molto più piede.

    “In ultimo, sulla concorrenza “spazzata via”, vorrei ricordare che non fu esattamente questo il caso quando IA-64 sostituì la potenza pluricollaudata di Alpha nella gamma Compaq, subito dopo acquisita da HP, guardacaso uno dei principali investitori nel progetto “Itanic”.”

    HP che però ha poi abbandonato il progetto Itanium
    E non l’ha fatto certo per motivi diversi dal puro portafoglio.

    “D’altro canto, il più evidente caso di architettura “spazzata via” dal dilagare di x86 mi pare proprio Itanium.”

    Esattamente.
    In ogni caso ho solo sottolineato il fatto che spesso si è cantata la messa del funerale x86 perché più brutti, cattivi e poco eleganti rispetto ad altre architetture.
    Eppure sono sempre qui e godono di ottima salute, mentre le alternative latitano.
    E magari ce ne fossero, ne guadagneremmo anche noi.

    Comunque il mio intervento è partito dal rispondere ad un’affermazione che è una baggianata alla riprova dei fatti, ovvero che Microsoft si troverebbe in posizione subordinata ad Intel.
    Tutto qua.
    La diatriba ARM-x86 mi interessa relativamente.

    Mi sono permesso altresì di affermare che considerata l’autonomia del soggetto se davvero ci fosse la prospettiva di grossi guadagni nell’adozione dei prodotti netbook di architetture ARM allora Microsoft non se la farebbe scappare.
    In caso contrario, a Redmond, dopo aver fatto i loro calcoli, hanno valutato che la scelta non sia così conveniente per il proprio portafoglio.
    E questa non è politica, ma business e soldi.

  • # 26
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Itanium è il più grosso buco nell’acqua nella storia dei microprocessori, e ricordo anch’io che il supporto di MS era stato sospeso tempo fa, anche se non trovo link in merito.

    Mi sembra molto strano che MS continui a supportarlo, specialmente considerando le scarsissime vendite di Windows su questa piattaforma.

    Evidentemente deve esistere qualche dettaglio a noi ignoto.

  • # 27
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Jacopo

    Non è una questione di potenza. E’ una questione di architettura.
    Microsoft supporta ARM con WindowsCE (che non è Windows Mobile come molti erroneamente credono).

    Anche Windows Mobile supporta ARM.

    I netbook sono orientati molto di più verso un parco di soluzioni general purpose, seppur con prospettive non così polivalenti come possono essere i portatili.

    Anche gli smartphone Win Mobile sono ormai dispositivi general purpose, e hanno hardware adeguato a gestire una gran varietà di applicazioni.

    Conciliare queste esigenze con il software che si ha in casa non è una semplice operazione di sovrapposizione di quel che c’è già in casa su un prodotto nuovo.
    Si tratta di fare nuove analisi di mercato, sviluppare set di driver con i componenti che verranno montati in nei nuovo ARM-netbook, sentire i vari produttori ecc. ecc.
    A casa mia tutto questo si chiama “costi”. :)

    Questi sono costi che si sostengono per qualunque ingresso in nuovi mercati, compreso quello netbook che a MS ha portato più perdite che guadagni.

    Al supermercato l’acquirente medio vede due piccoli computer portatili e sceglie o uno o l’altro. Già tanto che sappia che si chiama “netbook” (sperando Psion non ci faccia causa).

    Già, però potrebbe capitargli di notare che uno dei due ha la batteria che dura il doppio/triplo dell’altro… :-)

    Sì però io a questo punto ti chiedi di darmi una definizione di “politico”. Che cosa intendi?
    Ragioni aummaumma che vogliano privilegiare X al posto di Y?

    Intendo privilegiare il rapporto con un partner commerciale storico alle più immediate ragioni del business. Mi pare che anche in passato qualche singolare coincidenza del genere si sia verificata.

    E non tirate fuori la fantapolitica con “mazzette Intel”.
    1. perché bisogna tirare fuori le prove di quel che si dice e la vedo difficile
    2. perché Microsoft può permettersi di decidere in piena autonomia, come ha sempre fatto.

    Sono abituato ad affermare solo quello che posso documentare, se non a livello di fatti perlomeno come percorso logico. E no, non credo sia un problema di mazzette.

    Per altro è anche piuttosto capzioso (non mi riferisco al tuo intervento ma parlo in generale) tirare fuori il problema dei consumi e dell’esigenza di autonomia per sposare finalmente in pieno il concetto di “portabilità” quando oggigiorno in un dispositivo mobile di quelle dimensioni l’impatto maggiore non è quello della CPU ma il chipset e i moduli dedicati alla connettività. l’Atom consuma meno del disco tanto per fare un esempio.

    L’impatto maggiore in assoluto è quello del display, cionondimeno i primi test su netbook ARM parlano di durate di batteria molto superiori a quelli dell’accoppiata Atom+Chipset (si parla di 12-15 ore co batteria standard, contro le 8 dei migliori netbook con batteria estesa).

    Quindi va bene il risparmio energetico ma le prestazioni non possono essere troppo sacrificate altrimenti i Via avrebbero preso molto più piede.

    Sul fronte prestazionale a me risulta che Cortex A8 abbia performance analoghe ad Atom, e l’A9 multicore è già in arrivo.

    HP che però ha poi abbandonato il progetto Itanium
    E non l’ha fatto certo per motivi diversi dal puro portafoglio.

    HP ha eliminato la gamma workstation nel 2004 ma mi risulta sia ancora impegnata sul fronte server con prodotti Itanium. Se parliamo di abbandono del progetto, credo tu ti riferisca a Dell.

    Comunque il mio intervento è partito dal rispondere ad un’affermazione che è una baggianata alla riprova dei fatti, ovvero che Microsoft si troverebbe in posizione subordinata ad Intel.

    Qui purtroppo non ci sono fatti ma solo supposizioni, e l’assenza della certezza non rappresenta mai la certezza dell’assenza, in una direzione o nell’altra. Nella fattispecie non convengo affatto sulla subordinazione di MS a Intel ma neppure mi pare possibile negare che Intel e MS abbiano una relazione speciale, dopo 30 anni di storia informatica percorsa a braccetto da leader incontrastati nei rispettivi mercati – strettamente connessi fra loro.

    In caso contrario, a Redmond, dopo aver fatto i loro calcoli, hanno valutato che la scelta non sia così conveniente per il proprio portafoglio.
    E questa non è politica, ma business e soldi.

    MS e Intel sono i due pilasti dell’industria informatica moderna e assieme hanno fatto l’affare del secolo.
    Rinunciare l’uno all’altra e agire su binari totalmente separati potrebbe porre a rischio la salute di entrambi. Questa è politica ma ne discendono tanti soldi.

  • # 28
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    “Anche Windows Mobile supporta ARM.”

    Lo so, non è neanche l’unica.
    La mia era solo una nota in aggiunta per dire che sono due rami di sviluppo diversi, il CE dal punto di vista tecnico e di licenze è molto più adattabile, WM no ed è pensato in un’ottica di palmari e smartphone.

    “Anche gli smartphone Win Mobile sono ormai dispositivi general purpose, e hanno hardware adeguato a gestire una gran varietà di applicazioni.”

    General purpose gli smartphone?
    Vabbè Alessio… :)
    Ci sono una serie di applicativi ad esempio suite di sviluppo che per motivi prestazionali né ora né in un prossimo futuro saranno disponibili.
    E non è solo una questione di performance ma anche di tipologia del prodotto.
    Mi viene in mente anche la riproduzione di film e contenuti multimediali. Per quanto ci siano alcuni lettori non è questo l’uso di un telefono con uno schermo da 3 pollici o giù di lì.

    I netbook mutuano il parco pplicativo dai computer non dagli smartphone e senza la presenza di quegli operatori di terze parti il netbook ARM non avrà mai successo, Microsoft o non Microsoft.

    “Questi sono costi che si sostengono per qualunque ingresso in nuovi mercati, compreso quello netbook che a MS ha portato più perdite che guadagni.”

    Vorrei conoscere su che dati basi queste affermazioni.
    A me non risulta comunque. Seppur venduto a prezzo “di stock”, i netbook hanno prolungato la vita di Windows XP che sarebbe stato dismesso diverso tempo prima (e XP Embedded esisteva molto tempo prima della comparsa di EEEPC e soci).
    E sempre a casa mia, qualcosa è meglio di niente, considerata l’assenza forzata ( o quasi) di Vista dal segmento.

    “Già, però potrebbe capitargli di notare che uno dei due ha la batteria che dura il doppio/triplo dell’altro… :-)”

    Non è la sola autonomia a determinare il posizionamento di un prodotto in un particolare segmento del mercato, ma le funzionalità e la tipologia del prodotto stesso.
    E resta il fatto che un acquirente qualunque vedrebbe dal punto di vista del packaging ed estetico lo stesso piccolo portatile.
    Per cui trovo non sia corretto dire che sarebbero alternativi l’uno all’altro ma sarebbero in competizione tra di loro.

    “L’impatto maggiore in assoluto è quello del display, cionondimeno i primi test su netbook ARM parlano di durate di batteria molto superiori a quelli dell’accoppiata Atom+Chipset (si parla di 12-15 ore co batteria standard, contro le 8 dei migliori netbook con batteria estesa).
    Sul fronte prestazionale a me risulta che Cortex A8 abbia performance analoghe ad Atom, e l’A9 multicore è già in arrivo.”

    Non per sfiducia ma siccome non li conosco, hai dei link a queste comparative di performance?
    Il multicore comunque c’è già anche per l’Atom.

    “HP ha eliminato la gamma workstation nel 2004 ma mi risulta sia ancora impegnata sul fronte server con prodotti Itanium. Se parliamo di abbandono del progetto, credo tu ti riferisca a Dell.”

    Per abbandono del progetto intendo la decisione di uscire dallo sviluppo della piattaforma (Itanium nasce con la collaborazione di HP che ha portato la propria esperienza sul fronte PA-RISC).
    Tu parli in merito al ruolo di vendor che è una cosa diversa; HP dopo aver investito un bel po’ di milioni di dollari e vedendo che il progetto non decollava come previsto ha preso quella decisione.
    L’abbandono nel settore workstation è un’altra conseguenza.

    “Qui purtroppo non ci sono fatti ma solo supposizioni, e l’assenza della certezza non rappresenta mai la certezza dell’assenza, in una direzione o nell’altra. Nella fattispecie non convengo affatto sulla subordinazione di MS a Intel ma neppure mi pare possibile negare che Intel e MS abbiano una relazione speciale, dopo 30 anni di storia informatica percorsa a braccetto da leader incontrastati nei rispettivi mercati – strettamente connessi fra loro.

    MS e Intel sono i due pilasti dell’industria informatica moderna e assieme hanno fatto l’affare del secolo.
    Rinunciare l’uno all’altra e agire su binari totalmente separati potrebbe porre a rischio la salute di entrambi. Questa è politica ma ne discendono tanti soldi.”

    No, mi spiace questi sono fatti.
    Microsoft supporta architetture diverse da quelle offerte da Intel, tanto quanto Intel sviluppa il proprio hardware per piattaforme concorrenti a Microsoft o in settori in cui la società di Redmond è praticamente assente (mi viene in mente l’ambito del supercomputing).
    Come ho già detto, aver fatto e fare molti affari insieme da tot anni non significa che poi ciascuno decida strategie commerciali che sposino i singoli intenti delle parti in causa.
    E le ripercussioni non ci possono essere perché nessuno dei due può dettare condizioni e minacciare l’abbandono del supporto di uno per l’altro.
    Né Microsoft può permettersi di perdere la presenza di Intel nei computer, né Intel può fare a meno dei sistemi operativi Microsoft, pena il crollo di un settore che già ora non sta affrontando un periodo dei più rosei.

  • # 29
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    General purpose gli smartphone?
    Vabbè Alessio… :)

    General purpose nel loro campo di appartenenza, e comunque più che adeguati per eseguire applicazioni office, browsing, email. Più GP di così…

    Vorrei conoscere su che dati basi queste affermazioni.
    A me non risulta comunque.[…]

    http://www.pcworld.com/businesscenter/article/158133/microsoft_netbooks_are_killing_us.html

    Overlooked in the Microsoft announcement about its layoffs of 5,000 people over the next 18 months is this startling revelation: The company’s revenue decline is due, in large part, to the growth in the sales of netbooks.

    Non è la sola autonomia a determinare il posizionamento di un prodotto in un particolare segmento del mercato, ma le funzionalità e la tipologia del prodotto stesso.
    E resta il fatto che un acquirente qualunque vedrebbe dal punto di vista del packaging ed estetico lo stesso piccolo portatile.
    Per cui trovo non sia corretto dire che sarebbero alternativi l’uno all’altro ma sarebbero in competizione tra di loro.

    Certo che sarebbero in competizione. La questione è che un oggetto del genere riuscirebbe meglio dei netbook attuali a contenere la cannibalizzazione del mercato notebook.

    Non per sfiducia ma siccome non li conosco, hai dei link a queste comparative di performance?

    users.crhc.illinois.edu/mahesri/research/PACS_paper.pdf

    Uno studio non recentissimo ma ancora valido. Il tutto varia molto a seconda degli scenari di utilizzo, ma il consumo del display è più continuo “stabile” di quello degli altri componenti.

    Il multicore comunque c’è già anche per l’Atom.

    Non su netbook, per una precisa politica commerciale.

    No, mi spiace questi sono fatti.

    Quali sarebbero i fatti? Che si debba escludere che una lunga relazione commerciale con Intel consigli a MS cautela nell’approcciare il mondo ARM?

    E poi che fatto è questo? Sono speculazioni, le tue come le mie. Osserviamo un fenomeno dall’esterno e cerchiamo di motivarcelo. Occhio a scambiare le proprie opinioni per “fatti”…

    Per inciso, nella misura in cui il peso di MS può condizionare l’adozione di netbook ARM, può danneggiare le vendite di netbook Intel. La quale, potrebbe a sua volta spingere l’acceleratore su Moblin…

    Microsoft supporta architetture diverse da quelle offerte da Intel, tanto quanto Intel sviluppa il proprio hardware per piattaforme concorrenti a Microsoft o in settori in cui la società di Redmond è praticamente assente (mi viene in mente l’ambito del supercomputing).

    MS supporta architetture diverse da Intel fuori dal mercato PC. Il supporto ad architetture alternative è terminato col passaggio da NT4 a 2000, anche perché da allora di architetture alternative non è che ne esistano più tante. Quello di ARM è un caso che riapre una questione chiusa molti anni fa.

  • # 30
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    “General purpose nel loro campo di appartenenza, e comunque più che adeguati per eseguire applicazioni office, browsing, email. Più GP di così…”

    Alessio una CPU o è general purpose o non lo è; non lo è in base al campo specifico di applicazione.
    E ad oggi sostanzialmente non esistono CPU general purpose nel segmento degli smartphone.

    “http://www.pcworld.com/businesscenter/article/158133/microsoft_netbooks_are_killing_us.html”

    Avevo letto anche io l’articolo e la notizia poi riportata dai vari addetti ai lavori italiani, però mi permetto di dire che non convince la spiegazione addetta dai dirigenti Microsoft.
    Per due motivi.
    Il primo è che l’IT in particolare il settore consumer ed in particolare il mercato dei pc sta attraversando una crisi da diverso tempo ed i problemi sono stati accuiti con la situazione globale di recessione.
    I grandi attori della scena hanno tutti annunciato tagli più o meno consistenti e molti di questi non hanno una presenza se non spesso marginale nel segmento netbook (mi riferisco a Dell, IBM, Oracle per fare qualche nome).
    In secondo luogo, Gartner ha recentemente fornito qualche dato e al di là del buzz creatosi intorno a questo nuovo fenomeno, le vendite dei netbook ammontano a pochi punti percentuali rispetto alle vendite totali di computer; per cui mi riesce difficile pensare che questi volumi possano essere l’unica causa di 5 mila tagli.
    Trovo invece che le ragioni siano complesse ed esulino dal contesto che stiamo analizzando con i netbook.
    Qui ad esempio si da una spiegazione diversa:
    http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=2938:microsoft-perde-utili-e-licenzia-5000-dipendenti-la-crisi-sulla-strada-di-obama&catid=54:lavoro&Itemid=172

    “Certo che sarebbero in competizione. La questione è che un oggetto del genere riuscirebbe meglio dei netbook attuali a contenere la cannibalizzazione del mercato notebook.”

    Mah io sinceramente sono scettico. Per ora sono speculazioni senza vedere il prodotto finito e l’impatto che avrebbe sul mercato.
    E in ogni caso senza un parco applicativo mutuato dai notebook non c’è futuro.
    Questo è pacifico.

    Io tutta questa cannibalizzazione come la definisci sinceramente poi non la avverto.
    Sono prodotti molto differenti e che rispondono ad esigenze differenti.
    E in ogni caso, ammesso e non concesso che il problema ci sia lo combatti solo diversificando il prezzo. Ormai i notebook hanno costi da supermercato quindi o i netbook scendono riposizionandosi sulle fasce iniziali che si era preposta Asus per esempio con l’EEEPc oppure non se ne esce.
    Stesso chassis, stesso prezzo -> Microsoft quel che guadagna con le licenze vendute con i netbook solo x86 lo guadagna poi con i netbook x86 + gli eventuali netbook ARM.
    Sovrapponendosi fra loro, il risultato è questo.

    “users.crhc.illinois.edu/mahesri/research/PACS_paper.pdf”

    Scusa ma tu hai scritto in precedenza:
    “Sul fronte prestazionale a me risulta che Cortex A8 abbia performance analoghe ad Atom, e l’A9 multicore è già in arrivo.”

    Dove sono questi dati? Dell’Atom non si fa menzione anche perché come tu stesso hai affermato non è esattamente recente.
    Per quanto riguarda il link, è un documento interessante ma sai perfettamente anche tu che 4-5 anni nell’IT fanno tutta la differenza del mondo e dovrebbe esserci una comparazione fra le architetture di ultima generazione per stabilire gli odierni impatti prestazionali anche sul fronte dell’autonomia dei vari componenti e come i problemi siano risolti nelle soluzioni adottate dai vendor di dispositivi portatili.

    “Non su netbook, per una precisa politica commerciale.”

    Maddeché :D
    Non ci dovevano nemmeno essere gli Atom sui netbook se è per questo, erano nati per altri scopi, per dispositivi embedded e basso consumo energetico.
    Intel non è neanche riuscita a far fronte alle iniziali richieste.

    La notizia a cui ti riferisci è apparsa subito dopo l’estate ed i motivi erano tutto fuorché di politiche commerciali.
    La società di Santa Clara ha puntualizzato che i Dual Core erano previsti inizialmente solo per i nettop per la mancanza di un chipset in grado di beneficiarne e soprattutto più parco di consumi rispetto al 945, visto che il TDP dei Dual è di 8W rispetto ai 2.5 del single.
    Questo senza contare anche i problemi ammessi in merito alla dissipazione del calore che è evidente sia un design factor non di poco conto su computer così piccoli.

    A novembre però, durante il WinHEC, Microsoft ha presentato Windows7 e le sue potenzialità in questo segmento girando proprio su un Asus S101 con tanto di Atom Dual Core.
    Quindi è solo questione di tempo.

    “Quali sarebbero i fatti? Che si debba escludere che una lunga relazione commerciale con Intel consigli a MS cautela nell’approcciare il mondo ARM?”

    Cerchiamo di capirci però perché ad ogni riscrittura mi sembra si vogliano cambiare le carte in tavola.
    Consigliare cautela, sempre a casa mia, è ben diverso da “non supportare per scelte politiche”, per cui o è l’una o l’altra.
    I fatti sono che Microsoft supporta architetture non fornite da Intel ed in campi dove LA STESSA INTEL opera (embedded in particolar modo).
    Fatti non speculazioni.
    Se la connessione fosse come voi la descrivete tutto questo non avrebbe motivo di esistere.
    Ma dato che così non è (ed è banalmente logico perché battere altre piste ed altri mercati conviene sia a Microsoft ed Intel), mi riesce difficile accordarmi alla tesi che stai proponendo.

    “E poi che fatto è questo? Sono speculazioni, le tue come le mie. Osserviamo un fenomeno dall’esterno e cerchiamo di motivarcelo. Occhio a scambiare le proprie opinioni per “fatti”…”

    Io non scambio niente, ho riportato cose note e risapute.
    Basta andare nei vari siti ufficiali e leggere le architetture supportate da Microsoft con i propri prodotti e le piattaforme software supportate invece da Intel.
    Per contro, fatti che supportino le tue speculazioni, non ne vedo.
    Poi questo non toglie che le opinioni siano tutte legittime :)

    “Per inciso, nella misura in cui il peso di MS può condizionare l’adozione di netbook ARM, può danneggiare le vendite di netbook Intel. La quale, potrebbe a sua volta spingere l’acceleratore su Moblin…”

    Potrebbe, farebbe…
    sono discorsi senza via d’uscita.
    La verità è che i netbook senza l’entrata in campo di Microsoft non avrebbero ricevuto quest’impennata di vendite ed il motivo è semplice: le persone, che non hanno un bagaglio tecnico per poter sapere che molti utilizzi quotidiani sono soddisfacibili anche con alternative a Windows, hanno finalmente la percezione di poter fare in larga parte (parlo di un uso generale e quindi con un impatto tutto sommato modesto in termini di prestazioni) quel che fanno su notebook e computer da tavolo anche con dispositivi da 9-10″.
    Le alternative c’erano e ci sono già senza menzionare Moblin.
    Ma tutto resta su carta finchè le third party latitano.

    “MS supporta architetture diverse da Intel fuori dal mercato PC. Il supporto ad architetture alternative è terminato col passaggio da NT4 a 2000, anche perché da allora di architetture alternative non è che ne esistano più tante. Quello di ARM è un caso che riapre una questione chiusa molti anni fa.”

    Diciamo che non ce ne sono e basta.
    E allora scusa tu questa la vuoi chiamare “connection politica”?
    Se non ce ne sono è colpa di Microsoft o dei concorrenti che non ci sono?
    E’ ovvio che nessuno parta in quarta e non si facciano attente valutazioni di mercato, ma questo è lungi dal poter affermare che Microsoft o Intel non perseguano i propri interessi che vanno al di là del beneficiare della loro sinergia.
    Altrimenti, fosse così, ribadisco, non avrebbero motivo di esistere né il supporto Microsoft alle piattaforme (e sono tante oltre che diffuse) alternative ad Intel nel mercato embedded per esmepio, né Intel fornirebbe supporto come i driver per esempio ad architetture che competono con Microsoft.
    Il parametro è sempre quello della diffusione e convenienza economica.
    Nel settore server/enterprise Microsoft non domina come nell’home computing e sarebbe alquanto stupido da parte di Intel non fornire software per le anternative Unix/Linux

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