di  -  lunedì 2 febbraio 2009

Pubblichiamo un guest post di Eleonora Presani

Energy PollutionA partire dal Nobel assegnato ad Al Gore, fino alle ultime notizie sulla nuova politica di Obama, sembra che finalmente anche gli Americani comincino a condividere con il resto del mondo la preoccupazione per l’ambiente.

Io ho sempre pensato che fosse giusto preoccuparsene e che fosse un dovere della nostra generazione cambiare le cose per un futuro più sicuro.

Quello che non è sempre chiaro, e che secondo me viene spesso confuso, è se la nostra preoccupazione debba essere maggiormente legata all’eventuale futura carenza energetica o a una possibile crisi ambientale. Mi sembra che i governi attuali stiano incentrando molto i loro sforzi sulla salvezza del mondo dal famoso riscaldamento globale, forse perché è un argomento che viene preso più seriamente dalla popolazione.

Ma è vero che siamo alle porte di una tragedia ambientale? È vero che il nostro stile di vita sta distruggendo il nostro pianeta?

La criticità dello scenario dipende dai punti di vista. Secondo Al Gore, decisamente sì (si veda in proposito il suo documentario An inconvenient truth). Egli, come molti altri sostenitori della teoria del riscaldamento globale, ci spiega come l’utilizzo delle auto a benzina o diesel, le emissioni delle fabbriche etc., porti a un’emissione di CO2 tale da incrementare enormemente l’effetto serra nel nostro pianeta, tanto da comportare a un riscaldamento della superficie terrestre che farà sciogliere tutti i ghiacci, innalzerà il livello del mare e renderà la Terra un pianeta non più adatto ad accogliere la vita umana.

Altri scienziati, invece, sostengono che il nostro contributo di CO2 è trascurabile rispetto ad altre fonti naturali di questo gas, e comunque la CO2 non è che una frazione piccolissima dei gas serra presenti nella nostra atmosfera.

Di sicuro non sufficiente per giustificare i cambiamenti climatici, che sono molto più suscettibili all’attività solare o alla presenza di vapore acqueo nell’atmosfera. Inoltre l’oscillazione della temperatura a cui assistiamo in questi anni sarebbe perfettamente compatibile con la naturale oscillazione della temperatura avvenuta nella storia.

Il documentario più famoso e più discusso a riguardo è quello della BBC: The great global warming swindle.

A me è stato insegnato che il Sole segue un ciclo di 11 anni durante il quale il Sole varia la propria attività (tempeste magnetiche sulla superficie) da un minimo ad un massimo. Quando si ha un minimo di attività solare si registra una temperatura minima sulla terra, e viceversa.

Molto famoso è il Maunder Minimum, avvenuto tra il 1645 e il 1715, quando la scarsa attività del Sole ha causato una microglaciazione sulla Terra. Mentre il Sole sembrava essere in sciopero, sulla Terra regnava il Re Sole, e in Italia Stradivari costruiva i suoi violini con un legno di una densità uniforme e molto rara, dovuta alla lentezza con cui gli alberi sono cresciuti durante un tale freddo.

In conclusione credo che sia giusto preoccuparsi dell’ambiente che ci circonda, ma bisogna sempre stare attenti a non cadere in facili slogan e allarmismi ingiustificati. I danni che l’uomo sta facendo al pianeta e agli altri abitanti della Terra vanno ben al di là del riscaldamento della superficie, e il nostro impegno deve essere soprattutto incentrato a rendere il nostro stile di vita compatibile con le risorse che il pianeta ci offre.

29 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Dreadnought
     scrive: 

    Penso che la risposta stia in quel che hai scritto.
    Visto tutte queste incertezze sulla carenza di fonti di energie fossili e appurato che i continui cambi di clima degli ultimi anni non sono certo da prendere alla leggera, meglio cogliere la palla al balzo e puntare almeno per ora su fonti di energia ad emissioni di CO2 ridotte.

    Tra le più efficienti ci sono il nucleare l’eolico ed il solare fotovoltaico.

    Sull’attività solare non comprendo quel che dici: 11 anni è il ciclo di inversione magnetica del sole, osservabile con la presenza o meno di macchie solari.
    Questo ciclo riguarda più che altro la produzione di raggi cosmici e radiazioni ad alta frequenza, un po’ meno l’emissione dall’IR all’UV che interessa il “riscaldamento” della terra.

    Le correlazioni studiate fino ad ora collegano il ciclo del sole più che altro alla quantità di ozono: più sono presenti macchie solari, più arriva radiazione ad alta frequenza sulla terra e più facilmente si forma O3 nell’atmosfera.
    Ci sono studi su qualche armonica superiore degli 11 anni che collegano l’attività magnetica con la variazione di radiazione luminosa emessa ma sono supposizioni teoriche.

  • # 2
    Alessandro
     scrive: 

    L’ambiente è un problema, nel senso che ci si deve rendere conto che i nostro pianeta ha dei precisi equiibri da rispettare, cosa che non stiamo facendo. E’ una cosa ciclica nella storia dell’uomo, sfruttare e poi imparare che senza attenzioni si fanno molti danni. Ad esempio, nella storia del continente americano, c’è un esempio molto bello: le popolazioni che per prime lo colonizzarono passando dai ghiacci dell’artico, si trovarono di fronte ad un continente ricchissimo di animali. In un breve periodo venne conquistato interamente, ma la velocità con cui questo avvenne, portò l’uomo cacciatore a sterminare intere specie animali, come ad esempio i cavalli, che saranno reintrodotti solamente con l’arrivo degli europei. La scomparsa e l’estinzione di molte specie animali, ha portato a cambiare radicalmente la visione del mondo da parte di quelle popolazioni, portando ad esempio i nativi americani come li intendiamo noi (indiani) ad avere un grande rispetto del luogo in cui devono vivere, per la loro stessa sopravvivenza. Prove di questo sono ad esempio i ritrovamenti di grosse quantità di punte di freccia in luoghi particolari, dove venivano compiuti riti propiziatori. In pratica, seppellendo le armi di caccia, ci si voleva riappacificare con la natura.

  • # 3
    Alessandro
     scrive: 

    A parte questa digressione lunghissima, credo comunque che il vero problema che si vuole affrontare, non sia l’ambiente. Sempre per spirito di sopravvivenza, il problema maggiore è invece la carenza nel prossimo futuro, di energia, in quanto il petrolio facile è ormai alle nostre spalle. Anzi, paradossalmente, il prezzo così basso è dannoso, perchè non si fanno investimenti per il futuro.
    Solo che se si dicesse questo con la chiarezza che emerge in alcuni studi, probabilmente si creerebbe il panico e un senso di insicurezza tale da creare disordini molto grandi.
    Invece, concentrando l’attenzione sull’ambiente, che e’ un problema molto più “evanescente”, si prendono comunque decisioni fondamentali senza creare un senso di disturbo e di angoscia..

  • # 4
    Simone
     scrive: 

    Personalmente sono sempre stato molto scettico sul contributo dell’uomo al riscaldamento globale, e per esperienza personale posso anche dire che molti fenomeni (spesso si parla di “simulazioni al calcolatore”) sono difficilmente simulabili se non in maniera superficiale, e non tanto per una pura questione di “potenza di calcolo” (quella di certo non manca nei grandi centri), ma bensì perchè gli stessi modelli matematici non sono perfetti, ed al crescere della complessità del sistema diviene sempre più difficile prendere per “esatti” i risultati…detto ciò è comunque ovvio che siamo responsabili della qualità dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e così via…
    Di certo una maggiore attenzione nell’uso delle risorse non può che farci bene, il fatto che possiamo o meno contribuire al riscaldamento non deve certo farci vivere con menefreghismo, anche perchè le risorse energetiche sono limitate, ed un uso razionale ne consente una maggiore durata, non si deve nemmeno dimenticare che dal petrolio viene prodotta non solo la benzina, ma anche tutte le materie plastiche e tutti i prodotti di sintesi, compresi i fertilizzanti…

  • # 5
    StiloS
     scrive: 

    Sono d’accordo con il post: il riscaldamento globale ha monopolizzato i discorsi ambientali, forse perché è il primo tema che è riuscito a sensibilizzare una parte consistente della popolazione, ma i problemi da affrontare sono molti e diversi.

    Il consenso scientifico comunque è ormai pressochè certo della notevole influenza delle emissioni di gas serra di origine antropica sul riscaldamento globale, le tesi negazioniste sono ormai riservate a qualche isolato individuo che cerca notorietà o non vuole crederci.

    Più che per contenere le emissioni di gas serra, le tecnologie “verdi” serviranno a rendere meno brusca la transizione a nuove forme di energia quando tra pochi decenni il petrolio e il gas diventeranno molto rari e costosi. Purtroppo non ho grandi speranze sulla riuscita dei piani di stabilizzazione della CO2 nel lungo termine, perché nel pianeta ci sono ancora grosse riserve di carbone, che emette parecchia CO2 bruciando, a meno che non si “intrappolino” le emissioni (lo si farà?).

  • # 6
    Gas
     scrive: 

    Sono anche io dubbioso su “quanto” l’uomo puo’ essere responsabile dei cambiamenti climatici. Sono piu’ dell’idea che sia una questione di tenere impegnata (ed in qualche modo controllare) la societa’ (Stato di paura docet).
    Tuttavia sono anche dell’idea che un oculata gestione delle risorse non possa che essere positiva ed auspicabile.

  • # 7
    StyleB
     scrive: 

    Purtroppo io penso ambedue..

    continuando con l’energia fossile distruggiamo l’ambiente che con le energie “alternative” (ma perchè alternative poi… mi sembra + naturale usare un pannello e prodursi la corrente che cospargere di quintali di cavi le nostre strade con relativi costi, problemi e pericoli) produce energia inquinando relativamente poco oper non dir nulla…. a mio avviso rischiamo di ritrovarci con l’amvbiente devastato e l’impossibilità di usarlo come fonte energetica fregandoci da soli… w il petrolio!

  • # 8
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Comunque, tra vivere in un pianeta caldo e uno freddo, visto che la popolazione non accetta di vivere al buio e al freddo alla fine è sicuramente più economicamente ed ecologicamente conveniente un pianeta “caldo” che rischiare di avere la caldaia accesa tutto l’anno.

    La soluzione è che cambi testa la gente.
    Vabbene il consumismo, ma ci si deve autoregolamentare al di là dei governi. Oppure mettiamo su un regime e ci pensa il sistema poi in senso di repressione pesante e forzata.

    Ultimamente di è riparlato del Club di Roma e di similitudini tra il passaggio alla Tv a colori con Digitale terrestre… sono dei bei esempi sull’argomento…

  • # 9
    D
     scrive: 

    I sistemi che conosciamo attualmente per produrre energia con la potenza ed il rendimento che ci sono necessari, producono tutti un immane quantità di inquinamento.
    Non parliamo poi di quei settori dove neanche questi sistemi sono sufficienti e quindi li sforziamo oltre ogni limite (provate ad immaginare quanto inquina lanciare uno space shuttle nello spazio: solo fargli fare lo “spunto” fuori dall’atmosfera è qualcosa di inimmaginabile).
    Il guaio è per quanto ce ne rendiamo tutti conto di questo problema, nessuno vuole rinunciare alle comodità della vita di tutti i giorni, comodità che hanno un costo in termini di energia, che andrà necessariamente prodotta, estratta e che quindi causerà ulteriore inquinamento.
    Già adesso le previsioni sono funeste, eppure solo una piccola parte del mondo necessita di così tanta energia. Quando vorranno unirsi al carrozzone anche tutte quelle genti che attualmente vivono in una condizione da terzo mondo cosa succederà ?

  • # 10
    ser
     scrive: 

    Fortunatamente i cicli di Maunder non sono dovuti all’inversione magnetica del sole. Sono fenomeni più complessi di tipo magnetico ma non sono un’inversione.
    Il fatto che tali cicli possano essere ricondotti a cicli dell’attività solare più lunghi sembra ormai appurato; tuttavia una correlazione con il climate change non viene preso in considerazione praticamente da nessuno dal momento che le correlazioni evidenti dell’aumento della T media riguardano ben altri parametri molto più “terrestri”.
    Il riscaldamento globale non è una teoria, è un fenomeno analizzato e misurato empiricamente e scientificamente correlato con l’aumento di gas serra in atmosfera. Il resto sono chiacchiere di poco conto e non serve tirar fuori le incertezze circa il funzionamento dei processi alla base del climate change.
    Il vero allarme quindi non è ambientale od energetico, ma è ambientale e basta dal momento che l’utilizzo di combustibili fossili è un processo che interessa tutti i comparti fisici chimici e biologici del pianeta. In breve, la questione energica è un problema per la società umana che influisce sulle dinamiche dell’intero pianeta. Basterebbe il principio di precauzione per spazzare via tutte le inutili disquisizioni che spesso anche in ambito scientifico scappano fuori.

  • # 11
    ser
     scrive: 

    @Sig. Stroboscopico

    Il riscaldamento globale è un fenomeno di trasformazione delle dinamiche atmosferiche del pianeta che influisce sull’intero pianeta, quindi dire che la T media aumenta non significa affatto che l’umanità vivrà al caldo. Ci saranno parti del pianeta che geleranno sotto metri di ghiaccio a causa della rottura degli equilibri delle correnti oceaniche. Ci saranno paesi che dovranno affrontare problemi idrogeologici importanti ed altri per i quali la risorsa idrica sarà talmente scarsa da comportare esodi di proporzioni bibliche.
    Il tutto ovviamente non avverrà da un giorno ad un’altro ma attraverso processi di trasformazione piuttosto lenti su scala umana ma inesorabili per la società. Il climate change trasformerà la società in cui viviamo alla radice e non sarà una trasformazione conveniente.

  • # 12
    Eleonora
     scrive: 

    @ser

    Non ho detto che il riscaldamento globale è una teoria, il riscaldamento globale c’è, come c’è già stato in passato, e come ci sono stati periodi di raffreddamento globale. Quello che dico è che non c’è nessuna prova che il riscaldamento sia dovuto all’emissione di gas serra da parte dell’uomo, visto che la quantità che possiamo emettere sforzandoci al massimo è comunque molto inferiore a quella emessa in modo naturale dal pianeta. E per fortuna, se no saremmo come Marte.
    Il Sole influenza il clima terrestre non solo riguardo alla temperatura, ma anche alla formazione delle nuvole, per esempio. Se vuoi una lettura più specifica dai un’occhiata qui: http://www.tmgnow.com/repository/solar/lassen1.html

    Ah, comunque, Maunder da il nome solo a un particolare minimo avvenuto nell’epoca storica che ho citato, non a tutti.

  • # 13
    ser
     scrive: 

    @Eleonora

    E’ semplicemente falso. Ci sono prove di ogni tipo con tonnellate di pubblicazioni di livello internazionale tanto che il problema attuale per la comunità scientifica non è dimostrare la correlazione ma approfondire i meccanismi di azione.
    Il concetto è assai semplice: l’emissione di CO2 ed altri gas serra (tra i quali uno dei più importanti è il vapor acqueo)non deve essere valutata solo nel senso delle quantità assolute (che è comunque accertata) ma deve essere correlata al ciclo biogeochimico (ad esempio del carbonio). In questo senso l’aliquota di C fissata nei combustibili fossili non è nel ciclo biogeochimico del pianeta allo stato attuale (che è in equilibrio). Bruciando combustibili fossili si immettono aliquote di carbonio nel ciclo spostando gli equilibri a prescindere dalle concentrazioni misurate. Questo tipo di perturbazione è, dalla rivoluzione industriale ad oggi, assolutamente atipico nella storia del pianeta (ad esclusione delle ere geologiche di formazione dell’atmosfera).
    Il ciclo undecennale (o settennale) della macchie è anche noto come ciclo di Maunder.

  • # 14
    Eleonora
     scrive: 

    Ci sono tantissimi scienziati che la pensano come te. E tantissimi che la pensano in modo diametralmente opposto. Tutti forniscono convincentissimi grafici e correlazioni, basta che cerchi su google scholar e vedi che trovi molti articoli discordanti a riguardo. Aldilà di quanto l’uomo possa contribuire al riscaldamento globale, i media fanno delle selezioni di notizie allarmistiche, più per vendere che per informare. L’uomo inquina e richia la propria esistenza in molti modi, e il riscaldamento globale non è necessariamente il più urgente. Siamo passati nel corso della storia tra periodi di grande freddo e grande caldo, ma raramente abbiamo respirato i gas che respiriamo oggi, mangiato i prodotti chimici che mangiamo e ci siamo esposti a vari tipi di radiazione elettromagnetica e non come facciamo adesso. Tutte queste cose potrebbero influenzare la nostra esistenza, ma i media tendono a dare notizie manipolate solo per renderle più allarmistiche o rumorose. Ci sono scienziati che presentano le loro teorie battendo il pugno e non ascoltando chi li contraddice, e generalmente non sono gli scienziati che stimo maggiormente.

  • # 15
    Simone
     scrive: 

    @ Eleonora

    Sei una ricercatrice?…scusa ma mi hai messo curiosità…

  • # 16
    Eleonora
     scrive: 

    @Simone
    si, anche se in un campo diverso, mi occupo di astroparticelle…

  • # 17
    Simone
     scrive: 

    @ Eleonora

    Mi sembravi una collega infatti ;-)…io mi occupo di motori a combustione interna

  • # 18
    Dreadnought
     scrive: 

    E’ vero che ci sono opinioni discordanti, così come ai tempi quando si parlava del buco nell’ozono, alcuni davano la colpa ai CFC e altri alle eruzioni vulcaniche.

    Però non mi è sembrato un buon ragionamento ai tempi e non mi sembra un buon ragionamento ora dire: “visto che i vulcani immettono tanti CFC nell’atmosfera allora possiamo fregarcene ed immetterli anche noi”.
    Questo è il ragionamento di chi dice che il surriscaldamento globale è colpa di altri fattori e non dell’uomo, o mi sbaglio?

    Quindi la mia opionine è: dato che i fatti dimostrano che la verità non è proprio certa (leggasi le vari opinioni diametralmente opposte, tutte supportate da grafici e vari…) in un ottica di saggezza non è meglio iniziare a fare la nostra parte?

  • # 19
    Eleonora
     scrive: 

    Si certo, infatti non mi sembrava nel post di aver detto di comprare auto super inquinanti o cose del genere… volevo solo far notare che spesso si cede a facile retorica, e che, così come non è giusto continuare a emettere CO2 a manetta, non è nemmeno vero che risolto quello siamo a posto e possiamo continuare a buttare plastica nel mare o pesticidi su ettari ed ettari di terreno…

  • # 20
    Simone
     scrive: 

    @ Dreadnought

    E’ quello che dicevo anche io, e mi trovo d’accordo con Eleonora…che siano fenomeni naturali o meno (parlo del riscaldamento) siamo comunque responsabili della qualità dell’aria che respiriamo e di ciò che mangiamo…un pò di buon senso quindi non guasta, anche perchè le risorse non sono infinite, ed ammesso che si converta tutto il consumo energetico verso altre fonti, restano comunque dei bisogni di materiali che si ricavano dal petrolio…per quanto mi risulta (ma non ho verificato questo dato, quindi non lo dò per esatto a priori) circa il 70% del petrolio serve per produrre “altro”, cioè non per produrre combustibili…e se possiamo sostituire “le fonti energetiche” è molto più difficile sostituire il fabbisogno di plastica (che non è tutta riciclabile in senso stretto) e di fertilizzanti

  • # 21
    densou
     scrive: 

    Quote: “Chi sta per morire si inventa sempre qualcosa per illudersi di essere sopravvissuto”
    Ed è inutile negare che l’umanità debba maggiormente pagare il conto più salato in virtù della sua imperfezione.

    Però spero che PRIMA tocchi alla peggior nazionalità mai apparsa nell’universo conosciuto.

  • # 22
    Marco3
     scrive: 

    Complimenti, hai scritto un articolo sui cambiamenti climatici senza citare una sola volta l’IPCC. E nemmeno quelli che hanno commentato!

    Ma prima di parlare di un argomento vi informate? In modo serio?
    No perché, se volete, vi scrivo un articolo su hw upgrade su come si cambia una scheda madre. Non ne so niente ma tant’è, a quanto pare è quello che fate voi.

    Vatti a studiare i protocolli dell’IPCC (sai almeno cosa è una peer review?), leggiti i Rapporti IPCC I—>IV

    Poi potrai scrivere il tuo post con un minio di consapevolezza su ciò che scrivi.

    A proposito, ma tu sai cosa è l’ambiente.
    Ne parli come di qualcosa di bello, sì, ma infondo secondario rispetto alla nostra vita.
    I cambiamenti climatici significano migrazioni (ti pare una questione non attuale), salinizzazione delle zone costiere (con tanti saluti all’agricoltura), significano eventi meteorici distruttivi…
    Non capisci che l’ambiente e la nostra vita sono la stessa cosa?

  • # 23
    Eleonora
     scrive: 

    @Marco3

    Ciao,
    io non ho scritto un articolo su come si cambia una scheda madre perché non ne so molto, visto che faccio fisica e non ingegneria e non me ne intendo di cose…”pratiche”. Inoltre credo che questo sia il blog di hwupgrade e non hwupgrade proprio perché qui si esprimono opinioni e si lanciano sassi per aprire discussioni e magari far pensare la gente da un punto di vista diverso dal solito.
    L’IPCC è citato moltissimo nei documentari che ho linkato, nel bene e nel male, non ho certo voluto riassumerli, per questo sono linkati. Forse hai interpretato male il senso del mio post, come ho già sottolineato nei commenti non è mia intenzione prendere una posizione su chi ha ragione e chi no, ma voglio solo far presente che la comunità scientifica è spaccata, e spesso i media tendono a scegliere da che parte stare solo in base a quale notizia può avere maggiore risonanza.
    Non ho mai detto che l’ambiente è una cosa secondaria alla nostra vita, anzi, dico che dobbiamo approcciarci con umiltà alla nostra Terra, perché l’equilibrio che ci permette di viverci è molto delicato, e non dipende solo da noi.
    Non ti sto a riscrivere tutto il post e i commenti che sono apparsi qui sopra, forse è meglio se li rileggi, questa volta con meno rabbia e più pronto a capire i diversi punti di vista…

  • # 24
    Vas.ko
     scrive: 

    Secondo me molti vedono la tematica da una prospettiva completamente sbagliata.

    Dato di fatto: la terra si sta scaldando
    (vedi IPCC e la recente pubblicazione sul riscaldamento del polo sud:
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/7843186.stm )

    Prepariamoci per il peggior caso possibile, ovvero: se si continua con questo trend, le regioni costiere ne subiranno le conseguenze. Immigrazioni, eccetera.

    Il fatto che sia l’uomo il responsabile è sinonimo di SPERANZA, perchè siamo ancora in tempo per fare qualcosa. Pensare diversamente vorrebbe semplicemnte dire: vada come vada. Accettiamo l’ineluttabile senza PROVARE almeno a fare qualcosa
    Non mi sembra corretto per le generazioni future, che ne pagheranno le conseguenze.

  • # 25
    ser
     scrive: 

    @eleonora
    scusa tanto ma non è affatto vero che la comunità scientifica sia spaccata.
    I pochi scienziati seri competenti dell’argomento che negano il climate change (per la verità NESSUNO lo nega ci sono alcuni che reputano preponderanti altri fenomeni) si contano sulle dita di una mano.
    Premesso questo e premesso che personalmente non sopporto l’estremismo informativo fatto di catastrofismo di bassa lega che spesso mette in cattiva luce chi seriamente studia il problema, direi che forse invece di cercare su internet è il caso che attraverso la tua università ti colleghi a qualche rivista scientifica per scaricare pubblicazioni vere.

  • # 26
    StiloS
     scrive: 

    Il consenso scientifico è pressoché unanime nell’attribuire alle emissioni umane la responsabilità dell’incremento medio delle temperature negli ultimi decenni, non c’è alcuna “spaccatura” o “tantissimi che pensano così, tantissimi che pensano cosà”. Il 99% degli scienziati la pensa così, non è un 50-50.

  • # 27
    Eleonora
     scrive: 

    Non ho detto 50/50, non ho fatto numeri. Ho fatto presente che parte della comunità scientifica è dubbiosa che la sola CO2 umana possa portare al riscaldamento del pianeta. La NASA per esempio sostiene che le polveri sottili da noi prodotte siano più dannose e producano maggior effetto serra della CO2. Il fatto che i raggi cosmici siano correlati alla temperatura dell’atmosfera terrestre è un dato di fatto. E visto che la quantità di raggi cosmici che riceviamo dipende dall’attività solare, studiare l’attività del Sole ci può dare preziose informazioni sul clima terrestre. Ultimamente c’è stato secondo me un interessantissimo articolo scientifico pubblicato dall’esperimento MINOS, che misura l’oscillazione dei neutrini, e che è riuscito a misurare con molta precisione la temperatura dell’alta atmosfera misurando il flusso muonico. Visto che molti sono interessati alle riviste scientifiche vi do il codice di pre-print:arXiv:0710.1616 così potete leggere direttamente l’articolo. Questo per dire che ci sono un’infinità di fattori che influenzano il clima, i modelli matematici che lo descrivono sono estremamente complessi e molto statistici, io ho voluto in questo post porre il dubbio.Dopodiché se tra i due punti di vista che ho espresso uno sa che solo uno dei due è vero al 100% per svariate ragioni ben per lui, a me finora nessuno dei due mi ha convinto al 100%.

  • # 29
    Bambolo
     scrive: 

    Ele, ma non potevi semplicemente dire che bisogna investire nelle forme di energia alternativa?

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.