di  -  venerdì 5 dicembre 2008

SuperCPUNell’epoca dei gigahertz, dei terabyte e dei quad-core, del consumismo informatico spinto che spesso perde di vista la proporzione fra spesa e riscontro funzionale, un buon antidoto è l’esplorazione delle potenzialità di un pezzo di modernariato informatico come il Commodore 64, che – come scopriremo – con poca spesa può offrire funzioni insospettabili.

Non sarà mica che in un confronto transistor/funzionalità, ma anche watt/funzionalità, fra il più moderno dei PC/Mac e un 64 ben carrozzato, siano i nostri moderni gioiellini a doversi vergognare? Per scoprirlo non c’è altro modo che seguire questa nuova puntata della pluri-(mal)imitata rubrica Nostalgia Informatica.

Premetto che quanto segue è un solo volo radente attraverso le numerosissime modifiche possibili per l’home computer più diffuso al mondo, il C64, che a loro volta sono solo una frazione di quelle disponibili per altre piattaforme. Un grazie va a cbmitapages.it, cui rinvio per ulteriori approfondimenti.


SuperCPU - 2Iniziamo con la straordinaria SuperCPU, un’estensione che si applica nello slot cartridge del C64 (ma anche del 128), e mette a disposizione una CPU WDC 65816 (evoluzione del 6502) funzionante alla bellezza di 20Mhz, ossia più di venti volte la velocità di clock del 6510 che equipaggia il C64.

A titolo di paragone, serve ricordare che una versione personalizzata del 65816 – funzionante però a 3,5Mhz circa – è alla base della console Super Nintendo. Difficile e non omogeneo un paragone con il 68000 che equipaggiava Amiga e Atari ST, la cui frequenza di clock era, a titolo di cronaca, di 7.16 e 8Mhz rispettivamente.

CLiPS - courtesy of cbmitapages.itTutto questo ben di dio rende, particolarmente in alcuni scenari d’uso, il C64 enormemente più potente e di quanto non fosse in versione originale, e lo mette in grado di gestire applicazioni e sistemi operativi con funzionalità impensabili con l’hardware originale – molto più evolute del già sorprendente GEOS. Fra le caratteristiche di SuperCPU c’è poi la possibilità d’indirizzare la bellezza di 16MB di RAM, anzi, SuperRAM.

Le possibilità del C64 aggiornato con SuperCPU emergono quando sul processore giri codice assembly, molto popolare in un’epoca in cui non era possibile sprecare nemmeno un millesimo delle esigue risorse hardware disponibili. SuperCPU abilita funzionalità mirabolanti per un C64 come lo scrolling di un’immagine bitmap a colori e permette l’esecuzione di OS avanzati come Wheels – un’evoluzione di GEOS dotata del browser Web “The wild surf” – e il sorprendente CLiPS, dotato perfino di preemptive multitasking, di cui oggi non si trova quasi più traccia sulla rete.

Altro OS che con SuperCPU dà il meglio è Contiki – di cui ci occuperemo presto: open source, dotato di multitasking, estremamente snello e idoneo per piattaforme anche molto datate (secondo Wikipedia girerebbe anche su VIC-20!).

C64 su Internet - courtesy of cbmitapages.itPer gli eroi che volessero collegarsi ad Internet col fido C64, ci sono abbondanti guide e soluzioni: dalla connessione via shell e modem a 300 baud, possibile anche su C64 lisci e con lettore datassette e TV, fino alla configurazione per sboroni ovviamente con SuperCPU, floppy disk, interfaccia seriale accelerata Turbo232, monitor, connessione PPP, OS grafico – Wheels, Contiki o CLiPS – e web browser.

Come non dedicare poi qualche parola ai potenziamenti del mitico SID, il circuito audio del C64. Vale a questo proposito la pena di ricordare soluzioni MIDI come MSSIAH, una cartuccia che offre funzionalità come sequencer, sintetizzatore, batteria e mette a disposizione gli strumenti del SID tramite interfaccia grafica, ossia senza dover impazzire con l’esadecimale e la gestione della memoria su cui i programmatori degli anni ’70 e ’80 si sono fatti le ossa. Da non trascurare la possibilità di aggiungere un secondo SID, per ottenere dal proprio 64 audio a 6 voci/6 tracce.

Per un nostalgico e aspirante archeologo informatico come il sottoscritto, immergersi nell’universo delle modifiche per vecchi home computer rappresenta un momento di autentica commozione: significa esplorare un mondo – decisamente passato di moda – in cui domina l’uso intelligente di risorse limitate, il trucco, la modifica manuale. Significa accedere a un catalogo di hardware dedicato, la cui esistenza i più neppure sospettano, e la cui vastità dà un’idea della passione indefessa con cui molti si dedicano tuttora alla cura del proprio caro vecchio home computer.

15 Commenti »

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  • # 1
    Giulio
     scrive: 

    Fantastico!
    Il C64 è stato il mio primo computer (sono dell’83) e l’ho ricevuto quando sapevo giusto leggere. E ricordo mio zio che mi insegnava a scrivere load, a schiacciare invio e poi a premere play sul mangianastri per far partire i giochi.

    Certo io al potenziamento non ci sono mai arrivato, ma il C64 è sempre un bellissimo ricordo e, per me, l’inizio di una grande avventura nel mondo dei computer che continua ancora oggi…

  • # 2
    spannocchiatore
     scrive: 

    bell’articolo, ma una cosa mi sfugge: dov’è che i moderni pc dovrebbero vergognarsi?
    capico benissimo la bellezza dello smanettare componenti ifnormatici (come il primo computer montato da soli è sempre na bella soddisfazione, o la matita con gli amd), ma qua semplicemente si tratta di archeologia e di tweaks solo per il gusto di farli, mica per l’uso nei nostri giorni

  • # 3
    derd fdfe
     scrive: 

    nell’efficienza dovrebbero vergognarsi semplice..
    viste le risorse spese dovrebbero fare ” cose che voi umani non immaginate”

  • # 4
    Flare
     scrive: 

    Spannocchiatore, penso che la risposta sia: «in un confronto transistor/funzionalità, ma anche watt/funzionalità», «un’epoca in cui non era possibile sprecare nemmeno un millesimo delle esigue risorse hardware disponibili» e «un mondo – decisamente passato di moda – in cui domina l’uso intelligente di risorse limitate».

  • # 5
    Flare
     scrive: 

    Considerato l’aumento di prestazioni che c’è stato, chissà se, fra una ventina d’anni, accadrà altrettanto: computer prestanti come o più degli gli attuali super computer verranno impiegati per muovere finestrelle colorate con tanti effettini carini (o il futuro equivalente). Povero “Roadrunner” :D

  • # 6
    Cesare
     scrive: 

    Ricordo che esisteva già ai tempi del C128 (se non erro) una cartuccia per C64 che montava un 65WC816 a 7Mhz (sempre se non ricordo male).

    Ma questo a 20Mhz e con 16MB di ram è un autentico mostro: non oso immaginare cosa avrei potuto farci se l’avessi avuto a quei tempi. :D

    P.S. Il 65816 del SuperNintendo era a 3,5Mhz. :)

  • # 7
    +benito+
     scrive: 

    Gli alimentatori dei pc dell’epoca (avevo un C16) erano mi pare da 30W, con una potenza del computer inesistente. Credo proprio che il duello performance/watt sia a clamoroso favore dei pc odierni.

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Cesare
    Giusto, ho corretto.

    @ +benito+
    In piena crisi energetica vediamo circolare alimentatori da 1Kw e più. Il confronto che ho proposto è una provocazione ma di certo, se andiamo a paragonare i requisiti energetici dei moderni PC con le funzionalità che offrono ci accorgiamo che molto spesso la corsa al rialzo delle specifiche serve a nient’altro che aggiungere feature progressivamente meno significative e risolutive per le esigenze di produttività e intrattenimento nella maggioranza degli scenari d’uso. In economia si chiama teoria dell’utilità marginale e mi pare descriva perfettamente il fenomeno.

  • # 9
    Kino
     scrive: 

    D’altra parte non è certo una novità che man mano che si avanza le difficoltà di programmazione e computazione crescono in maniera esponenziale… lo so anch’io che del codice scritto come dio comanda in assembly è più efficiente che non quello ottenuto con linguaggi di alto livello e processato e riprocessato svariate volte, ma io voglio vedere se esiste una persona al mondo in grado di programmare un software moderno in assembly, fra l’altro dandogli la possibilità di girare su un hardware sicuramente più variegato che in passato (il che richiede l’uso di librerie generiche che si adattano a tutto sacrificando le prestazioni), in multitasking e via discorrendo; se volete immolare l’attuale apertura della piattaforma PC in nome dell’efficienza fate pure (esistono i Mac per quello), ma io non ci tengo. Comunque potrei mettermi a fare discorsi lunghi a difesa di una o dell’altra parte, ma non mi pare la sede adatta; il punto è che la velocità dei computer cresce costantemente mentre tuttosommato le esigenze degli utenti son sempre simili; alla fine tutto questo surplus di potenza non viene tanto usato per introdurre chissà quali nuove mirabolanti funzioni ma per migliorare l’esperienza d’uso e le possibilità di combinazione. Mi spiego: all’utente “medio” serve creare file di testo, ascoltare musica e giocherellare, questo in passato come oggi. Il fatto che l’hardware attuale permetta di svolgere con una certa efficienza simulazioni fluidodinamiche non implica che all’utente medio la cosa interessi e che lo sfrutti per questo

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Kino
    “Mi spiego: all’utente “medio” serve creare file di testo, ascoltare musica e giocherellare, questo in passato come oggi. Il fatto che l’hardware attuale permetta di svolgere con una certa efficienza simulazioni fluidodinamiche non implica che all’utente medio la cosa interessi e che lo sfrutti per questo”

    In effetti la mia polemica non è diretta al fatto che la ricerca scientifica si avvalga di strumenti sempre più potenti. Quello con cui me la prendo spesso nei miei post è il funzionamento della macchina del marketing, che lavora a ritmi incessanti per indurre nei “consumatori” il bisogno di hardware sempre più performante, in barba a problemi energetici, inquinamento etc. e soprattutto nella quasi totale assenza di funzionalità che rendano sensato l’esborso, i maggiori requisiti energetici e via discorrendo.

  • # 11
    spannocchiatore
     scrive: 

    “In effetti la mia polemica non è diretta al fatto che la ricerca scientifica si avvalga di strumenti sempre più potenti. Quello con cui me la prendo spesso nei miei post è il funzionamento della macchina del marketing, che lavora a ritmi incessanti per indurre nei “consumatori” il bisogno di hardware sempre più performante, in barba a problemi energetici, inquinamento etc. e soprattutto nella quasi totale assenza di funzionalità che rendano sensato l’esborso, i maggiori requisiti energetici e via discorrendo.”

    quoto.
    infatti adesso ho capito il senso di quel “i pc odierni dovrebbero vergognarsi”.

  • # 12
    Kino
     scrive: 

    Bhe, in realtà non è che manchino i mezzi quanto più che altro la conoscenza e un pò di buona coscenza.. reputo che al 80% dell’utenza un desktop su piattaforma atom del valore di 150€ che consuma 50W sia più che sufficiente. Diciamo che il problema non è nell’hardware ma, come sempre, nell’elemento posto tra la tastiera e la sedia (con una bella spinta da parte delle case produttrici, che però bene o male non sono enti benefici e giustamente puntano agli utili, utili che con certe piattaforme sono ridotti ai minimi termini)

  • # 13
    Massimo
     scrive: 

    Il discorso che il codice attuale è poco ottimizzato è (purtroppo) vecchio come il mondo …
    In effetti se considerate il tempo necessario a sviluppare un programma (misurato in anni uomo) e quello necessario a migliorare l’hardware (basta ridurre i nm, alzare la frequenza, aumentare i registi interni, le microistruzioni, la banda pasante della meoria …) E’ ovvio che i costi sono la prima cosa da abbattere, quindi il costo di programmazione è senz’altro superiore a quello di HW. E non immagino neppure cosa sarebbe il mondo in una situazione contraria!
    Dai tempi dei primi PC è sempre stato l’HW che si è adattato al SW. Ricordo ancora alcuni processori “Cloni Intel” chon la scritta “Windows ready”. Mi spiace ma non ricordo il nome. Sono passati più di 10 anni!!!

  • # 14
    David
     scrive: 

    #Massimo (13)
    “Ricordo ancora alcuni processori “Cloni Intel” chon la scritta “Windows ready”. Mi spiace ma non ricordo il nome. Sono passati più di 10 anni!!!”

    Forse erano i Cyrix????

  • # 15
    Gaetano Fasulo
     scrive: 

    Ricordo il mio primo Home Computer, ovviamente un Commodore 64… usavo sempre il televisore e non ho mai acquistato un monitor dedicato – lo ritenevo inutile -… il registratore Commodore Data7, poi presi il drive, la stampante…. usavo il mouse; quello ommodore ovviamente…. certo il nuovo Acer Aspire 5250 … 4 MegaRAM… AMD E2Vision…. h d da 500 GB!!! connessione Wi Fi a Internet e… mouse WiFi…. però non dimentichiamo che negli anni in cui io imparavo sul mio modesto CBM 64 Microsoft era a MS-DOS 2… 3… e i computer erano IBN o compatibili…. Veramente in quegli anni il CBM 64 non era poi inferiore alla concorrenza…. Certo era un Home Computer ma appunto per questo offriva molto di più…. a parte Apple….

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