di  -  giovedì 20 novembre 2008

used_games_stack.jpgMentre noi qui stiamo a scandalizzarci con le dichiarazioni e le azioni mosse contro la pirateria, da software house, case di produzione cinematografiche e case discografiche. Mentre noi discutiamo del diritto alla copia personale e del diritto di fare quel che vogliamo degli oggetti di nostra legittima proprietà, la guerra ai nostri portafogli viene si espande su un nuovo fronte: la mostruosa e cattiva pratica di rivendere i giochi nel mercato dell’usato.

“Game Stop, il nostro principale cliente, realizza più profitti dalla vendita di giochi usati, rispetto al mercato del nuovo”, questo è l’allarme lanciato da Mike Caps, presidente di Epic Games.

Si dice che negli uffici della Epic siano tutti dei santi e acquistino solamente giochi originali. Il mondo però è pieno di peccatori da redimere, per questo l’industria sta cercando di fermare questo preoccupante e incivile fenomeno.

Così arriveranno contenuti extra, solo per chi acquisterà il gioco nuovo e lo attiverà tramite un codice univoco. Oppure si cercherà di limitare i danni, vendendo porzioni del gioco online, costringendo ogni acquirente dello stesso supporto a ricorrere agli store online.

Nintendo inizierà ad abbinare agli accessori della Wii un codice di 16 caratteri, che renderà questi dispositivi dei semplici soprammobili nel caso venga smarrito, questo per cercare di porre un freno al mercato dell’usato dell’hardware.

Che si parli di produzioni discografiche, cinematografiche o videoludiche siamo sempre lì: non si capisce per quale motivo il consumatore onesto, che paga per usufruire delle opere di cui entra in possesso si ritrovi ad avere meno libertà e meno diritti di chi le sgraffigna.

Nel settore dell’intrattenimento digitale si vogliono sempre più utilizzare tecniche per costringere l’utente finale ad una restrizione della sua libertà, per portare nel mercato consumer formule contrattuali che  prima erano conosciute solo nel B2B. Solo che nei contratti di fornitura di prodotti ad alta tecnologia, si stipula prima un contratto, mentre a noi povere pecorelle smarrite, dobbiamo evidentemente aver bisogno di qualcun oche ci imponga la retta via dello spolpamento del nostro portafogli.

In particolar modo, la realtà dell’industria dell’intrattenimento digitale si mette in gioco con investimenti economici sempre maggiori, con tempi di sviluppo e di recupero delle spese importanti. Vista la concorrenza agguerrita nel settore, sia sul lato hardware (le console) e software (i giochi) è normale che qualche dirigente dai nervi un po’ meno saldi si lasci prendere dal panico e ripieghi su idee di questo tipo.

Però spendere 90 euro per un gioco originale, e non poterlo utilizzare sulla mia console modificata (ah, dicono che non vanno toccate vero?) o a casa di amici, o ancora se non ho accesso alla rete per la registrazione online mi sembra francamente una presa in giro. Le console poi cadono, fondono e non amano i liquidi, ricomprando la console dovrò ricomprare tutto il mio parco giochi? Che bella prospettiva.

Io poi, da inguaribile nostalgico di una erta età, guardo la cosa anche da un altro punto di vista. Ho un cassettone pieno di vecchie glorie: un Gameboy grigio, un NES, un SEGA Megadrive e un Philips MSX e tutt’ora ogni tanto escono dall’armadio per regalarmi un quarto d’ora di spasso (a proposito qualcuno sa come aggiustare lo slot delle cartucce del NES che non legge pià le ROM?).

Tutte le limitazioni imposte dai produttori di oggi, come si ripercuoteranno sulla possiblità di giocare ancora con i titoli acquistati tra dieci o vent’anni?

Arriverà mai un tempo in cui le aziende che lavorano in questo settore ammetteranno di perseguire un business impraticabile, decidendo così di cambiarne il modello? Oppure continueranno a spingere in questa strada fino a che i videogiocatori incalliti saranno tenuti ad ammanettarsi alla console, scaricando giochi che funzioneranno con una tariffa di 30 euro all’ora?

40 Commenti »

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  • # 1
    Ilruz
     scrive: 

    Allarme! sto prestando il dvd di un gioco della WII a cui non gioco piu’, al mio vicino di casa!

    Allarme! sto comprando un gioco usato da Gamestop! vuoi vedere che il produttore esercitera’ il suo Jus Prime Giochii e mi sega l’installazione da remoto? Ecco che il numero di installazioni controllare acuista improvvisamente un senso (per loro).

    Anni fa girava l’idea di fare dei dvd che si “ossidassero” con l’aria nel giro di un’anno all’acquisto … chissa’.

  • # 2
    derd fdfe
     scrive: 

    come fanno a lamentarsi della pirateria con tutti questi sotterfugi…tasse, rootkit, semilibertà d’uso, manco + l’usato si puo comprare…spero nn incontrarne mai alcuno personalmente…:asd:

  • # 3
    Damian
     scrive: 

    scusate ma chi e sto scemo che ha scritto l articolo??? mo neanche la roba usata si puo comprare (il discorso vale x tutte le cose al mondo)? non mi spreco piu di tanto a continuare il commento…

  • # 4
    chris
     scrive: 

    si, mi sembra giusto, nell’era della crisi ecologica, ognuno se vuole anche solo provare un gioco deve comprarlo, e non importa se ha speso 60 euro e il gioco non gli piace, se lo tiene, deve marcirgli in casa e un altro povero disgraziato che impazzisce per quel gioco non può comprarmelo ad una somma inferiore perchè mi viene impedito dal contratto d’acquisto!!!

    si giusto, facciamo produrre più schifo e spendiamo di più tutti quanti.
    poi c’è la solita marmotta che confeziona la cioccolata.

    ma un minimo di senso logico…
    scommetto che le persone che propongono queste oscenità hanno comprato una casa usata, una macchina usata, la moglie usata, etc etc…

    BUFFONI. e speriamo che nessuno accolga la loro richista.

  • # 5
    AndreG.
     scrive: 

    Ma non trovate che in fondo questi siano personaggi simpatici e che fanno tenerezza?????? :D

  • # 6
    Don Luca
     scrive: 

    Perdonate ma allora tutti quelli che affitano i videogiochi tipo blockbuster?
    Quelli sarebbero da eseguire in publica piazza!!! :P

  • # 7
    demon77
     scrive: 

    Eh beh.. sparare titaniche cazzate senza fare uso di qualsivoglia neurone è un diritto sacrosanto!!

    Altrimenti non si spiegherebbe l’audience del grande fratello, c’è posta per te, amici di maria de filippi.. e buona parte delle affermazioni di quasi tutti i politici!

  • # 8
    goldorak
     scrive: 

    Francamente quando sento quelle dichiarazioni ipocrite, come se questa “industria” dovesse vivere per diritto divino togliendoci quei diritti che la legge ci garantisce beh in quei momenti penso che forse il corsaro nero non ha tutti i torti. Ma diventa sempre piu’ difficile dare ragione a questa industria che sputa sui suoi clienti (EA in primis, e gli altri grossi publisher a seguire a ruota libera….) quando l’altra parte (etica a parte) e’ cosi’ invitante.
    Io e’ ormai qualche anno che non compro piu’ videogames pubblicati da grossi publisher (su pc) proprio perche’ non condivido la loro visione egemonica, quello che e’ mio e’ mio, e quello che e’ tuo e’ mio lo stesso. E a te povero cliente non rimane che un pugno di mosche in mano (quando va bene).

  • # 9
    Andrea2001
     scrive: 

    Se mai facessero una cosa del genere la risposta sarebbe molto semplice:

    NON COMPRARE I GIOCHI CHE NON POSSONO ESSERE RIVENDUTI.

    Questa è la risposta di un paese di civile… la pirateria invece è una risposta da paese africano.

  • # 10
    Davide
     scrive: 

    Che simpatico il commento #3, non ha capito niente :D

  • # 11
    Pietro
     scrive: 

    Come se la FIAT (tanto per dirne una) dicesse ma la macchina non corretto che sia rivenduta…. la macchina quando non piace più si butta…. Sono proprio degli avidi strozzini da ammanettare e legare dentro una cella piena di coccodrilli e buttare la chiave….

  • # 12
    ArgusMad
     scrive: 

    Mannaggia alla FIAT >_

  • # 13
    giuse
     scrive: 

    “a proposito qualcuno sa come aggiustare lo slot delle cartucce del NES che non legge pià le ROM?”

    1) con un buon cacciavite aprire la scocca
    2) con del alcol isopropilico e un set di cottonfioc pulire bene tutte le molle che fanno contatto sulla cartuccia
    3) poi ripetere l’operazione sui contatti della cartuccia 4) richiudere inserire la cartuccia e accendere e controllare il risultato

  • # 14
    Giorgoi
     scrive: 

    Una soluzione forte e provocatoria sarebbe: non comprare. Dal day one in poi, come tutte le cose, i giochi piano piano scendono di valore in quanto nuovi prodotti invadono il mercato… e se uno è abbastanza paziente, se la cava a cifre “ragionevoli”.

    I DVD “a scadenza” li avevo visti, mi pare non funzionassero più dopo 48/72 ore dall’apertura (chissà se messi in freezer duravano di più hahaha) ma adesso sono scomparsi dalla circolazione…

  • # 15
    Sp4rr0W
     scrive: 

    andassero a fare in culo va

  • # 16
    Stargazer
     scrive: 

    Mi trovo in accordo con goldorak
    anche io ho smesso anche se già anni addietro evitavo come la peste i giochi delle grosse distribuzioni.
    Tutti i miei amici tutt’ora acquistano 1 a settimana, soprattutto operai che dovrebbero risparmiare nelle condizioni in cui sono (oggi occupati in azienda, domani sulla strada)
    Il sistema è come quello cinese, inculcare a forza fiducia che il trading online è sicuro e intanto anche da loro il costo della vita cresce…

    L’analisi su gamestop è in parte vieritiera nel senso che fa profitti ma se è di successo è perchè con gli usati riportati subito e valutati a prezzo americano vengono usati come buoni per un nuovo titolo.
    Effetto: aver creato un’automa che deve acquistare un gioco che giocherà ogni tanto, difficilmente lo completerà se non con una guida o cheat ma più per necessità come una dose quotidiana.

    Quello che mi stupisce di più, continuano a comprare da simili catene sapendo sono compresi protezioni anticopia tali da compromettere il gioco (problemi di lettura rogne di dowload aggiornamenti ecc), il buono è un credito virtuale basato pure su una pessima valutazione, i giochi sono sempre più semplificati, tolgono la trama e sono sempre più brevi?
    Non mistupisco invece perchè nella mia cittadina da poco più di centomila abitanti abbiano aperto ben 4 gamestop…

  • # 17
    Xian
     scrive: 

    @Pietro (#11) Non dirlo troppo forte, altrimenti come incentivo al settore auto qualcuno tirerà fuori l’idea che le auto non si possono più acquistare usate.

  • # 18
    Roberto
     scrive: 

    20 gg fa mi è venuto lo schiribizzo di comprare originale un gioco della EA da un centro commerciale. Per essere tranquillo, avevo scaricato e provato la Demo e tutto era ok. Ebbene, installo il gioco originale ma, pur avendo un PC nuovo con potenza di CPU e scheda video largamente al di sopra dei requisiti hw raccomandati (ho un Quad9450, 4 GB di ram, ati 4870) inspiegabilmente il gioco NON gira, va al rallenty ed è ingiocabile, la patch addirittura lo mandava in crash.
    Torno al centro commerciale con la speranza di cambiare il gioco con un altro, ma mi viene risposto che siccome ho tolto il cellophane NON possono prendere il reso, altrimenti la EA non glielo accetta più indietro, al massimo possono sostituirlo con un altro UGUALE (che viene accuratamente aperto per impedirmi qualunque altra azione).
    Allora scrivo disperato al servizio clienti EA che mi risponde ossequioso con i soliti rimedi idioti (defrag, pulizia del registro, ecc.) e mi chiede anche il report del dxdiag per controllare cosa ho sul mio PC. La seconda volta mi risponde che ‘ci dev’essere qualche voce nel registro che non va’ e cose simili.
    Scrivo ancora spiegando ben bene la mia configurazione e dicendo che tanti giochi simili girano benissimo (forse perchè non sono scritti con i piedi come quello della EA ???).
    Allora gli scrivo altre due volte proponendo la sostituzione in accordo con loro direttamente o con il centro commerciale, oppure la possibilità di scaricare un gioco dall’EA store in sostituzione di quello (avrei rinunciato ad avere il supporto originale, ma pazienza). Sto ancora aspettando uno straccio di risposta, anche un NOn non possiamo sarebbe più dignitoso che non saper che fare e non rispondere nemmeno al cliente.

    Morale: non comprerò mai più un gioco dalla EA e nemmeno mai più un gioco originale se prima non l’ho provato (magari in prestito da amici) e mai più a prezzo pieno, al più a 9,90 € nice price o allegati a riviste !

  • # 19
    fedruw
     scrive: 

    Mmh stanno arrivando pure nell’industria multimediale, le regole oscene del capitalismo selvaggio e del consumismo deviato.
    Secondo me (beh oltre a milioni di altri me asd), è gravissimo quello che insinuano (ma in parte già fanno) di voler fare.
    Il profitto a tutti costi e allo stesso tempo rinunciare a combattere la pirateria alla radice a beneficio degli utenti legali/onesti, acuirà il fenomeno dell’illegalità o almeno ridurrà ancor più i guadagni.

    Mentre i loro cugini nella finanza annaspano nel fango da loro creato, rischiando nel contempo di trascinarci (e con noi, EA e le altre) nel loro abisso, questi fanfaroni continuano con le politiche criminali da monopolio.

    Potremo boicottare queste aziende, ma nn servirà a niente senza -una vera coscienza di massa- perchè la pirateria alimenterà cmq il canale parallelo del falso grazie ai molti (fra i quali spesso anch’io :( ) che nn vorrebbero farne a meno…

    Ma nn è possibile capire che la copia fra amici e il mercato dell’usato sono fondamentali per la diffusione di prodotti (giochi, audio, video etc), i quali altrimenti ritornerebbero una esclusiva dell’elité?

    …Cambiare, una parola abusata ma molto richiesta ora.

  • # 20
    Mike
     scrive: 

    Penso che con queste premesse il mercato o crolla a passa alla pirateria

  • # 21
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    @Xian (#17)
    A cosa credi che serva il bollo più salato (a parità di kw) per le auto più vecchie? :-)

  • # 22
    Pietro
     scrive: 

    @enrico
    il bollo mica lo intasca la fiat!
    non esageriamo, il bollo salato è per le macchine più vecchie…

  • # 23
    Enrico (Autore del post)
     scrive: 

    sì, ma è lì con l’intenzione (dichiarata) di facilitare il ricambio del parco veicoli. Certo lo si fa perché le auto nuove inquinano meno, ma pare che il fattore ecologia sia più che altro una moda o un nuovo bisogno indotto, quando si deve vendere qualcosa.

  • # 24
    maumau138
     scrive: 

    Dopo almeno un annetto in cui ho giocato a solo due titoli, mi è venuto lo sfizio di prendere qualche gioco nuovo. In un mesetto ho preso RollerCoaster Tycoon 2 e 3, Test Drive Unlimited e Caesar IV. Non sono giochi nuovi, ma non lo è neanche più il computer; ho pagato poco meno di 20 euri (comprese le riviste). Prossimamente comprerò da Good Old Games Colin McRae 2005 e Toca Race Driver 3, in tutto a 20 Euro. Così come ho fatto io, potrebbe fare tanta, ma tanta altra gente se invece di pagarlo 50, un gioco lo paghi 10. Questo è il modo per ridurre la pirateria, non proibire l’impossibile. In questo modo il gioco rimarrà sullo scaffale a prendere la polvere.

  • # 25
    Snow
     scrive: 

    Dopo tante schifezze di giochi acquistati, ora ho due modalità:
    1)giochi a max 15 euro: compro quando ormai sono maturi e ben bene commentati.
    2)giochi nuovi: me li scarico e li provo. Se mi piacciono e mi intrigano per bene li compro.
    Altrimenti … cestino!!

  • # 26
    Marco27
     scrive: 

    Scusate la franchezza, ma io rimango dell’idea che dato che non stiamo parlando di un bene di prima necessità, il coltello dalla parte del manico lo abbiamo ancora noi consumatori, solo che non lo sappiamo o lo voglianmo usare….. quindi non comprate quei prodotti delle case che fanno politiche commerciali su cui non siete d’accordo. Io, per esempio, non compro più gli alimentari al supermercato perchè non voglio verdura, frutta, carne e pesce che arriva da chissà dove. Mi accollo un po’ di disagio in più ma esercito la mia libertà…..

  • # 27
    Matteo » I videogiochi originali usati? Una piaga da debellare (ci mancava solo questo)
     scrive: 

    […] appuntidigitali.it Tags:life, pensieri e riflessioni, xbox […]

  • # 28
    xm
     scrive: 

    Mai comprato e mai comprerò un gioco a prezzo pieno. Solo allegati a riviste (soprattutto) e qualche gioco in offerta, dai 5 ai 19.90€ max. Ce ne sono di abbastanza recenti e molto belli (e non c’è la necessità di dover aggiornare continuamente il pc). L’unico gioco acquistato a prezzo pieno entrato a casa mia me lo hanno regalato. Non mi è mai capitato di acquistare un gioco usato.

  • # 29
    zando
     scrive: 

    Vergogna!!
    E solo un’altra tecnica per fregare noi, non bastavano le protezioni per attivare giochi on line e baggianate varie che rompono solo le scatole (e questo ve lo dice uno che non è coperto da ADSL), ma adesso pure l’usato vogliono bloccare??
    Ti credo che al giorno d’oggi la pirateria spopoli, se ce l’hai piorata eviti tutte le attivazioni via web emenate varie e giochi tranquillamente senza quei dannati software anticopia che rischiano di impallarti il PC.
    Ma quando capiranno??

  • # 30
    Nat
     scrive: 

    Roba da matti, ora non posso rivendere le cose che acquisto legalmente a prezzo pieno e quindi di mia proprieta’??
    Per quanto mi riguarda, per quanto belli potranno essere questi giochi, se li terranno sugli scaffali… a zappare la terra devono andare, che a me i soldi non li regalano.

  • # 31
    Gas Knows Best » Blog Archive » Videogiochi usati ? Da mettere fuorilegge !
     scrive: 

    […] O almeno e’ questo quello che pensa il presidente di Epic Games che vede nel mercato dei VideoGame usati una pericolosa fonte di divertimento dalla quale la sua azienda non trae profitto (come riportato qui). […]

  • # 32
    Daniele
     scrive: 

    Al di là delle politiche descritte nell’articolo, forse si potrebbe pensare di destinare una percentuale del prezzo di vendita dell’usato ai produttori originali. Questa potrebbe essere fissa, decrescente o crescente (bisognerebbe discutere) con il numero di rivendite effettuate e naturalmente sufficientemente bassa da non incidere in maniera troppo elevata sul prezzo d’acquisto all’utente finale.

    Alla fine capisco sia gli utenti (dei quali faccio parte, anche se meno spesso di prima) sia le case di produzione, che vedono i propri introiti diminuire a fronte di spese di produzione sempre più elevate.

  • # 33
    Ste
     scrive: 

    Ma nn si potrebbe fare una sorta di petizione..ormai nn è solo una catena di distribuzione che vende i giochi usati,ma molte altre.Con il loro appoggio magari si potrebbe fare qlc di importante…bah

  • # 34
    goldorak
     scrive: 

    @Daniele : spero tu stia scherzando. Fare una cosa del genere su prodotti in vendita non e’ ne’ piu’ ne’ meno che un pizzo camuffato. Ok il denaro non va alla mafia ma ai produttori originali. Ma questo non cambia il discorso, una volta che il prodotto e’ stato venduto e loro sono stati regolarmente pagati la storia si chiude li. Ma figurate te, se per esempio si dovesse pagare questo pizzo per altri beni di largo consumo come automobili, televisori, libri, cd, indumenti, etc…
    Vi stanno facendo il lavaggio del cervello con questa storia del “oh poverini hanno bisogno di soldi e quindi ignoriamo tutti i diritti che la legge ci garantisce…”.
    Dimenticate che loro vengono pagati una volta che il prodotto e’ venduto. Punto, Fine, una volte venduto il videogame non hanno nessun diritto di risquotare altri “soldi per il mercato dell’usato”.

  • # 35
    Adriano
     scrive: 

    Dimenticate poi un’altra cosa importante: il prezzo pieno è giustificato dal fatto che il gioco è appena uscito..Per stessa ammissione delle software houses, i giochi (Soprattutto per console) vendono di più SOPRATTUTTO nelle prime 2 settimane d’uscita..Dopo, le vendite crollano, sotto la regola del “più nuovo è, meglio è”.
    Stiamo parlando quindi di prodotti che hanno un ciclo di vita economico MOLTO basso, che è destinato quindi ad un abbassamento di prezzo repentino..
    A che pro, quindi, demonizzare la vendita del gioco usato?
    Allora a questo punto mi sorge il dubbio: l’obiettivo è quello di allungare la vita economica del gioco, a danno di noi poveri consumatori che siamo in grado di resistere qualche mese, pur di acquistare il prodotto a prezo minore…

  • # 36
    Stefano
     scrive: 

    Beh, da quando ho scoperto che non posso rivendere l’account STEAM (per chi non lo sa, è una piattaforma per acquistare giochi e scaricarli solamente, senza pacchetti), non compro più giochi su quella piattaforma.

  • # 37
    Bopalo
     scrive: 

    A me sembra giustissimo!
    Bisogna che la gente capisca che i casi sono due:
    1) Sei una persona in “regola” con la sua brava carta di credito “gold” e con annesso il diritto di comprare beni di consumo (e sottolineo consumo nel senso che devono durare il meno possibile).
    2) Sei un povero. Rinuncia e basta! Stanno facendo di tutto per farci capire che non abbiamo poi veramente bisogno di acquistare i loro beni. Siamo noi duri a non volerlo capire!

    Le case di software sono sempre a piangere e vogliono il business senza rischi perche’ questi li vogliono far pagare agli onesti. Non ho mai visto una presa di giro piu’ grande. Chi produce beni alimentari e’ sottoposto a rischi di deterioramento del cibo e danni dovuti al trasporto (oltre ai tanti controlli sanitari ed ai medesimi rischi di furto del software o di qualunque altro prodotto). Chi produce apparecchi elettronici e meccanici ha anche i rischi di doverli riparare quando sono in garanzia ed altri numerosi rischi dovuto al trasporto piu’ difficoltoso. Sono d’accordo sul fatto che i costi di sviluppo per un software sono pazzeschi ma:
    1) E’ un prodotto che non si rompe (si d’accordo devono rilasciare le patch).
    2) Non ha bisogno di spese ingenti di trasporto. On line e’ addirittura gratis.
    3) Con le nuove tecnologie possono tranquillamente controllare e censire direttamente quante e quali persone usano i loro prodotti. Un bel vantaggio a livello di marketing. Si e’ vero, c’e’ una concorrenza accanita tra software house e questo significa solo che e’ un buon mercato. Ma la domanda rimane la stessa: Alla fine perche’ lo devo prendere in tasca io?

    Aborro la pirateria ma nello stesso tempo voglio lanciare un messaggio:

    Facciamo capire bene ai signori della Epic o di chicchessia che forse produrre software non e’ un business che fa per loro, cioe’ che non gli conviene, che se vedono i profitti cosi’ magri si diano ad altri business. Facciamoglielo capire rifiutandoci di sottostare alle LORO regole.

  • # 38
    Bopalo
     scrive: 

    Dimenticavo di dire.
    Compro solo software della id perche’ non mi rompono i maroni con chiavi e protezioni del menga e funzionano sia su windows che su linux. Probabilmente sono sicuri della bonta’ del loro prodotto che si vende bene nonostante i rischi. Altri invece fanno pagare la loro incompetenza agli utendi magari investendo in campagne faraoniche pre-release per poi deludere tutti con il loro carissimo e mediocre prodotto iperfarcito di protezione che sono al limite dell’insulto (tipo “spore” per intenderci).

  • # 39
    Francesco Carucci
     scrive: 

    Enrico, trovo questo post pieno di inesattenze, fatti riportati in maniera poco precisa o travisati totalmente, e caccia alle streghe che poco aiuta il consumatore.
    In particolare il tuo discorso sulle console modificate e’ completamente scorretto, come dimostrato nei commenti in un altro post su AD.
    Io penso, al contrario di molti nell’Industry, che il mercato dell’usato NON vada eliminato o limitato in alcun modo. Io voglio essere libero di acquistare un gioco di seconda mano o di rivendere il mio.
    Allo stesso modo credo sia diritto degli sviluppatori non obbligare, ma dare motivi al consumatore per preferire una copia di prima mano (come codici univochi per content aggiuntivo).

  • # 40
    Martez
     scrive: 

    Beh, a sto punto credo pure io che il mercato di giochi per pc andrà totalmente sulla pirateria informatica, come di tutte le consolle modificabili del resto. Forse, dato che è quasi impossibile modificarla, si salverà solo il mercato della ps3 o di chi vuole poter giocare online. Sinceramente, io non spenderei mai comunque 80 € per un gioco, che sia per pc, per, wii, ps3, per smartphone. Ma solo per principio. Se tale mese escono 5 giochi che mi piacciono un sacco per 4 consolle diverse devo accendere un mutuo! Andiamo. Tra un po’ davvero, faranno i giochi che vanno ad ore. Ad ogni ora che fai ti scalano soldi dalla carta di credito. Poi si lamentano della pirateria o dei giochi usati. Per forza: l’uno costa “soltanto” la connessione internet, l’altro si e no 20 €… Solo i ricconi hanno così tanto da spendere. Rimango dell’idea che 80 € per un gioco sono decisamente troppi… Senza contare che ora, perchè 80 € per le software house sono pochi, devono fare le versioni ultimate extreme power edition, con il gioco con il cd placcato in oro, la copertina rigida in ferro, il coltellino multiuso, la spada laser, il calendario di una persona famosa, le colonne sonore del gioco, e idiozie simili. E poi ogni mese creano un dlc che ti tocca comprare per giocarci. Mi fa sempre più schifo il mercato dei videogiochi. Voi continuate a comprare i giochi se volete. Il mio ultimo acquisto è stato oblivion per pc (che tra l’altro è ANCORA a 40 € e non è sceso il prezzo in 4 anni). Rimane solo da comprarli o con le riviste o comprarli usati (tra poco nemmeno quello). E poi faranno qualcosa per fare fuori pure le riviste che danno i giochi, visto che così diventeranno i loro unici concorrenti?

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