di  -  mercoledì 29 ottobre 2008

kangarooAlcuni Senatori Australiani si stanno attivando affinché venga approvata una legge che vieti, tout court, la pornografia in Internet.

I promotori del provvedimento rifiutano ogni sistema di classificazione dei contenuti, ponendo il materiale pornografico allo stesso livello di quelli attualmente illegali (quali quelli pedopornografici, violenti, ecc.).

Sorprende, soprattutto in un Paese come l’Australia, scoprire che vi sono ancora così tanti pregiudizi verso un’industria che, in realtà, non solo produce ricchezza per sé stessa e per l’indotto, ma è stata un vero e proprio driver per l’innovazione.

Quando fu introdotta la tecnologia VHS, di certo questa non fu spinta dai documentari della National Geographic, lo stesso si dica per i DVD interattivi e, venendo ai giorni nostri, per le tecnologie di streaming video online. Sono stati proprio i video porno ad alta risoluzione a costituire il primo vero “test su strada” della delivery video su web, ora usata anche per “incravattate” videoconferenze.

Va anche ricordato che, nonostante internet ormai sia parte integrante di quasi tutti i business, la pornogorafia vanta ancora un’enorme fetta di revenues sul totale generato da Internet, segno dell’innegabile importanza di questo genere di industria.

Non può certo valere l’obiezione secondo cui la pornografia sarebbe “immorale” dato che non sta certo al governante decidere cosa è morale e cosa no, decisione da lasciare esclusivamente alla sfera personale di ciascuno.

Personalmente ritengo che difficilmente questo provvedimento passerà
, ma il solo fatto che sia stato proposto da un gruppo così nutrito di governanti mi preoccupa: evidentemente i costumi sociali hanno ancora parecchia strada da percorrere prima di dirsi veramente liberi da pregiudizi.

16 Commenti »

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  • # 1
    Banjo
     scrive: 

    Esatto, evviva la f..a!!!

  • # 2
    eraser85
     scrive: 

    Non toglietegli redtube/youporn! :D

  • # 3
    Alberto
     scrive: 

    La pornografia ha la sua utilità ed è strettamente legata alla natura umana: trovo profondamente sbagliato cercare (invano) di combatterla.
    P.S. tanto per non fare la parte del saputone mi aggrego volentieri al primo commento :P

  • # 4
    AndreaG.
     scrive: 

    Se avessi dovuto imparare tutto quello che ho imparato in ambito sessuale senza pornografia sul web…. ancora le ragazze mi riderebbero dietro! W la pornografia online, maestra di vita (sessuale)

  • # 5
    Fley
     scrive: 

    Invece, credo che ci debba essere una regolamentazione. On line è tutto accessibile a tutti, anche a chi non ha un’età consona a fruire di “certi contenuti”. Si dovrebbe optare per un sistema di filtraggio dei soggetti che accedono a questi contenuti. Ad ogni modo penso che la pornografia sia una espressione distorta della sessualità, e credo che la sua diffusione capillare tramite il web, abbia portato molte persone oltre che ad una dipendenza, ad una cultura sessuale deviata, con ovvie conseguenze a livello sociale per individui che eleggono il sesso al primo posto dei loro valori, dei loro interessi e delle loro aspirazioni.

  • # 6
    davide
     scrive: 

    fley, concordo con te, ma come detto anche in altri ambiti, non è internet il problema, ovvero la controparte on-line della pornografia. quando ero un adolescente, molti anni fa, c’era sempre un modo x ottenere una cassetta o una rivista porno. trovo inutile quindi censurare il porno online.

  • # 7
    Banjo
     scrive: 

    Guardatevi il flm “Larry Flynt: oltre lo scandalo”
    Si chiude con una sentenza della Corte Suprema americana che nel 1988 sancì che il cattivo gusto non è un problema che riguardi la legge.

  • # 8
    Pio Alt
     scrive: 

    Ma questi australiano voglio togliere anche le altre pubblicazioni cartacee e filmiche oppure solo quelle on line?
    Mi sembra che sia un dato rilevante in un anotizia come questa.
    Perchè gli altri illegali lo sono anche fuori dal web.
    Ci vorrebbe un chiarimento…

  • # 9
    demon77
     scrive: 

    Credo che internet sia e debba restare l’unica cosa davvero libera da censure..
    nel bene e nel male.

    Ovviamente questa cosa del porno va ben oltre il ridicolo e mi faccio grasse risate.. anche perchè è come distruggere un’armata di portaerei con una pistola ad acqua..

    Come si dice.. TANTI AUGURI!!!

  • # 10
    Magilvia
     scrive: 

    [quote]non sta certo al governante decidere cosa è morale e cosa no, decisione da lasciare esclusivamente alla sfera personale di ciascuno.[/quote]
    Detta così è una vera sciocchezza però. Significa che se io ritengo moralmente corretto stuprare non starebbe al governo varare leggi per impedirmi di farlo…
    Le leggi dovrebbero derivare tutte da un codice di comportamento morale più o meno accettato dalla maggioranza e succede comunque che siano sbagliate.

    Tornando IT è una vera cretinata vietare il porno. La repressione poi porta solo ad un’escalation dell’illegalità che in questo caso vuol dire schiavizzazione e commercio delle ragazze…

  • # 11
    Anonimo
     scrive: 

    C’è la legge ! Da domani non ci saranno più esibizionisti con il belino di fuori, gnocche con le gambe aperte a due metri dall’obiettivo e relativa clientela disposta a pagare per farsi un s… davanti lo schermo !
    Da domani non ci saranno più neppure gli omosessuali ed i poveri (e naturalmente negri, cinesi, ebrei, musulmani ecc.ecc.) perchè loro hanno fatto una legge, basata sul loro sensibilissimo ed evoluto senso civico morale che gli arriva direttamente da Dio in persona ! Mica bau bau micio micio…

  • # 12
    Roberto
     scrive: 

    per Magilvia:
    stuprare una persona lede vari diritti della persona stuprata (diritto alla libertà, alla salute fisica e spichica ecc…), cosa che lo stato deve tutelare.

    piuttosto la frase dell’articolo: “Non può certo valere l’obiezione secondo cui la pornografia sarebbe “immorale” dato che non sta certo al governante decidere cosa è morale e cosa no, decisione da lasciare esclusivamente alla sfera personale di ciascuno.”, la trovo utopica. se fosse davvero così avrei la facoltà di andare in tabaccheria e comprarmi hashish da fumare, o di sposarmi con due persone diverse ( anche dello stesso sesso ).

    ciao ;)

  • # 13
    Banjo
     scrive: 

    Beh, allora anche Cicciopotamo Costanzo e il suo sgherro Maria de Filippi andrebbero censurati, se si parla di moralità.
    ;-)

  • # 14
    Marco
     scrive: 

    Ciao a tutti,

    vivo da ormai piu’ di un anno in Australia e, per quello che ho vissuto, e’ un paese che, nonostante un’apparenza estremamente liberale, tende a censurare quanto piu’ riesce: in televisione non si vede una coscia scoperta, i manifesti pubblicitari non mostrano mai alcun tipo di allusione sessuale che non sia velata, l’alcool e’ proibito ai minori e venduto solo in specifici bottle shop che mascherano con buste di carta il contenuto di alcoolici acquistati. Cose che per noi sono fuori dal mondo.

    La realta’ dei fatti e’ comunque ben diversa: le ragazze sono le piu’ libertine che abbia mai incontrato, bevono tutti come dei disperati, tanto che qui il problema sociale dell’alcolismo supera di gran lunga quello della droga (che per altro i giovani australiani non disdegnano, dato che sono pesantemente dediti all’uso di ecstasy ed mdma).

    Insomma qui vige la cultura del “si fa ma non si dice”.

  • # 15
    Banjo
     scrive: 

    Eh, anch’io mi son fatto più di un goccetto di Bundaberg Rum l’anno scorso a Brisbane.
    Confermo cmq. quanto postato da Marco, in generale, anche se ci sono zone dove il fenomeno alcolismo è evidente (per non parlar degli aborigeni poi), altre dove è meno presente.
    Cmq., analcolicamente parlando, personalmente adoro la Ginger Beer di Bundaberg… in Italia non si trova, la devo importare dall’UK!

  • # 16
    Fley
     scrive: 

    Infatti il problema non è la pornografia, ma tutto ciò che lede al buon senso e che ingenera comportamenti sociali sbagliati. Una legge dovrebbe proibire le alienazioni culturali che portano a modelli di vita privi di logica, per cui sullo stesso piano della pornografia ci metterei i programmi della De Filippi e di Mediaset in generale, i “finti” reality, le soap, e alcune delle serie televisive d’importazione americana.

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