di  -  giovedì 30 ottobre 2008

appleApple ha di recente annunciato di voler avviare un progetto dedicato al mondo dei giovani: Apple University.

Non si hanno ancora dettagli sul progetto e sulle sue declinazioni, anche è lecito pensare che si tratti di qualcosa molto simile a Pixar University, un programma di formazione rivolto ai futuri dipendenti della nota casa di animazione.

Joel Podolny, decano dell’Università di Yale, ha lasciato il suo incarico accademico proprio per seguire il programma Apple University, di cui sarà molto probabilmente a capo.

Questo caso, assieme a casi simili di aziende come Microsoft e Sun, sottolinea l’importanza per le grandi aziende di diventare veri e propri centri di formazione.

Come noto, anche in Paesi in cui il sistema formativo funziona, l’Università non prepara davvero alla vita lavorativa, fatta di scadenze e realtà molto diverse da quelle legate al mondo dello studio.

Passare attraverso un percorso formativo interno alla società, prima di entrare in “servizio attivo” è il modo ideale per rendere meno ripida la learning curve e dare la possibilità, anche a chi non ha grossi mezzi, di costruirsi competenze altrimenti difficilmente raggiungibili.

L’Italia, tra i Paesi occidentali col peggior sistema educativo, come purtroppo ci confermano alcune desolanti classifiche Europee, dovrebbe seguire questo esempio. Proprio quando il Paese non è in grado di educare i propri ragazzi, sono le società ad avere il dovere di intervenire, cosa che, peraltro, è nel loro interesse.

9 Commenti »

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  • # 1
    Lorenzo Rainiero
     scrive: 

    “L’Italia, tra i Paesi occidentali col peggior sistema educativo, come purtroppo ci confermano alcune desolanti classifiche Europee, dovrebbe seguire questo esempio. Proprio quando il Paese non è in grado di educare i propri ragazzi, sono le società ad avere il dovere di intervenire, cosa che, peraltro, è nel loro interesse.”

    Di desolante leggo l’infelice riferimento alla situazione italiana… ci sono tre modi di educare in italia: famiglia, scuola e televisione. Le famiglie sono allo sbando con la problematica di arrivare alla metà del mese causa tasse e stipendi ridicoli. La scuola oltre ad essere vessata viene ridimensionata di anno in anno. La televisione imperversa con i suoi modelli esistenziali made in mediaset…

    Un mese fa il mio rettore ha spedito un’informativa a tutti gli studenti sulle reali intenzioni della “nuova riforma”, ed è inconcepibile che un luogo di libero arbitrio come è l’Università (e come dovrebbe essere tutta la scuola) debba finire sotto padrone, come “fondazioni” al soldo di determinate società.

    Questa riforma, come tutte quelle varate negli ultimi anni, stanno costando care a noi giovani, indipendentemente dallo pseudo-schieramento politico del governo di turno, impegnato al solito a fare gli interessi degli amici in comune.

    “Come noto, anche in Paesi in cui il sistema formativo funziona, l’Università non prepara davvero alla vita lavorativa, fatta di scadenze e realtà molto diverse da quelle legate al mondo dello studio.”

    Questa è una sua opinione, che non condivido assolutamente in quanto come studente di Medicina già studio e “collaboro” all’interno delle strutture ospedaliere.

    Leggo purtroppo solo una bieca strumentalizzazione di una notizia che presenta una realtà ben lontana dalla nostra società, il tutto per attaccare indirettamente l’attuale situazione italiana e molto probabilmente, giustificare una “riforma” che per l’ennessima volta è offensiva e lesiva delle persone che “partecipano” al mondo dell’istruzione.

  • # 2
    Francesco Federico (Autore del post)
     scrive: 

    Lorenzo ti assicuro che è ben lontano dalle mie intenzioni l’attaccare o l’avvallare quanto previsto dalla Riforma del Governo in carica.

    Sono molto felice che tu ti stia preparando con successo e gratificazione nel tuo ateneo ma, essendo stato studente di liceo e universitario anche io, mi preme sottolineare che la media nazionale non è quella che vivi tu.

    La realtà è che a fronte di alcuni casi di eccellenza (tempo fa peraltro parlai dell’ottima Università (statale) di Trento), vi è una generale situazione di superficialità e, purtroppo, disonestà.

    E’ poi chiaro che molto dipende anche dal campo di istruzione, ma in certi settori formarsi grazie a professori che sono anche professionisti (e non solo teorici) o addirittura in campus interni a società è positivo.

    Come non bisgona “privatizzare” l’istruzione in toto, non bisogna avere preconcetti negativi circa l’istruzione operata dalle società.

  • # 3
    v1
     scrive: 

    l’italia avrà di sicuro il peggior sistema educativo pubblico, continuando così.

  • # 4
    GianL
     scrive: 

    mai sentito parlare della scuola di formazione dell’ENI?

  • # 5
    Syd
     scrive: 

    Apple è una buona azienda e sicuramente farà una discreta attività formativa e di preparazione a un certo ambito lavorativo. Ma, scusate, la formazione all’interno di una azienda non ha nulla a che vedere con la formazione di base, e non puo’ in alcun modo sostituirsi ad essa. Mi pare evidente, sono due cose distinte. A me – e credo di interpretare il pensiero di molti – sembra evidente che il vero progresso si fonda su cultura, ricerca e, perché no, anche sulle aziende, che devono far bene il loro lavoro e formare in alcuni ambiti specifici.

  • # 6
    N3
     scrive: 

    Io ho studiato all’IED di ROMA, e devo dire che quì le cose funzionano bene. Peccato siano private. Li i costi non scherzano…..devi studiare….pagarti i 5000 euro e rotti l’anno X 3, affitto etcc…. Un pò come le university americane (li i costi sono molto superiori). Ma in Iatalia abbiamo realtà valenti con Know How molto alto, ma bisogna sborsare….io non ho avuto la possibilità, ma il cielo ha voluto che vinsi una borsa di studio all’IED del 100%, altrimenti era solo un sogno…..è stata un’esperize davvero Stupenda. Machcinari all’avanguardia, professori chiamati diretamente ad insegnare le loro professioni….e non i soliti NONNI universitari. Li, quando parli di Internet, P2P, MAYA o cos’altro, ti capiscono e sono sempre pronti ad insegnartelo. Un ultima cosa I TEST DI INGRESSO, sono stati SELETTIVI. Cioè ERANO TEST che si bassavano sull’effettivo RUOLO che andavi a ricoprire nel corso scelto. TUTTE DOMANDE su internet, grafica, HArdware. Non le solite C…onate di CULTURA GENERALE….O SANSCRITO ANTICO…….quì abbiamo bisogno di praticità…..velocità, non possiamo buttare 5/7 anni in una struttura che poco offre per uscire PRECARI a 28 anni ed iniziare il CALVARIO…..1 anno in un istituto privato con i controc…..i e poi tutti a smanettare al MAC :)

  • # 7
    Carla
     scrive: 

    “L’Italia, tra i Paesi occidentali col peggior sistema educativo, come purtroppo ci confermano alcune desolanti classifiche Europee, dovrebbe seguire questo esempio.”

    Che desolazione infinita sentire queste cose.
    In Italia, guarda un po’, sembra vadano male tutte le strutture pubbliche.
    In Italia, in realtà, c’è qualcuno al potere (e sappiamo tutti chi) che vuol far credere che tutte le strutture pubbliche facciano cagare per potere instaurare al loro posto una Mafia privata.
    In Italia, guarda un po’, c’è il controllo quasi totale dei media da parte del primo potere politico. TV, Giornali, Riviste, Persone.

    Bravi Italiani, l’avete votato voi tutto questo.

  • # 8
    Francesco Federico (Autore del post)
     scrive: 

    @Carla quanto da me affermato, come peraltro scritto, non viene detto dai vari Governi in carica, ma dai dati che annualmente vengono prodotti a livello Europeo e da ONG internazionali che analizzano lo stato di istruzione, sanità, servizi pubblici, ecc. dei vari Paesi.

    L’Italia è un Paese pieno di risorse e possibilità, ma non bisogna nascondere le sue (tante) debolezze che, per ora, ci costringono ad inseguire gli altri anzichè guidare il cambiamento.

  • # 9
    Andrea Mattasoglio
     scrive: 

    Peccato che dove c’erano : il centro di formazione IBM di Novedrate o la scuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli dell’Aquila di Telecom Italia vengano chiuse.

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