di  -  lunedì 22 settembre 2008

A volte ho la netta impressione che stiamo varcando i confini del rimbecillimento collettivo. Leggete e ditemi se non siete d’accordo: il 18 Settembre scorso, Sergey Brin ha comunicato ufficialmente, tramite il suo blog personale, che nel suo codice genetico è presente una mutazione che innalza le sue probabilità di contrarre il morbo di Parkinson.

Nella rete e nel mondo giornalistico si è levato un coro di “e stica…?”: non è certo che Brin sarà vittima del Parkinson e, quand’anche lo contragga, non è detto che gli impedisca di svolgere le sue funzioni manageriali.

Molti, nelle ore successive hanno cercato di capire per quale motivo Brin abbia voluto rendere pubblico un dettaglio così personale e dopotutto piuttosto irrilevante.

L’ipotesi forse più interessante arriva dal New York Times, che ha ripescato alcune dichiarazioni rilasciate da Brin in contesto informale circa i benefici di rendere il DNA open source. Ogni dottore – spiega Brin – o chiunque sia interessato, potrebbe guardare i dati e dare consigli circa il modo di gestirli, offrendo suggerimenti circa terapie nel caso in cui ci sia la possibilità di malattie.

Pur essendo fra quelli che ritengono l’enfasi sulla tutela privacy spesso strumentale ai fini di chi ha qualcosa da nascondere, vedo profilarsi qualcosa di sinistro dietro a simili strampalatezze. E poi fra il DNA Open Source e “occhio non vede, cuore non duole” ci sarà una buona via di mezzo?

8 Commenti »

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  • # 1
    AlessioF
     scrive: 

    Ricordiaoci che una tot % del tuo DNA è proprietà dell’università della california.

    Leggere next di micheal crichton per capire bene dove sta il problema.

  • # 2
    kilang
     scrive: 

    Non Le e’ chiaro il significato di “blog personale”?

  • # 3
    Nome
     scrive: 

    Comodo, rendere il DNA open source. Così le assicurazioni prenderanno le loro precauzioni

  • # 4
    MCMXC
     scrive: 

    …siamo cosi’ malmessi in quanto a news che siamo arrivati a criticare i blog altrui?^______^;;;;

  • # 5
    Ilruz
     scrive: 

    Quoto “Nome” – in ammerica sono piu’ avanti di noi. Screening del DNA, quotazioni medico assicurative automatiche basate sulle probabilita’ di ammalarsi, assunzioni limitate ad una lunga possibilita’ di vita lavorativa senza malattie.

    Da qui a gli uomini “RoundUP Ready” il passo e’ breve.

  • # 6
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ kilang
    “Non Le e’ chiaro il significato di “blog personale”?”

    Abbastanza. E a Lei è chiara la differenza fra il blog personale di DJ Francesco e quello del n°1 di una delle aziende più ricche del mondo?

    @ MCMXC
    Ahaha non abbiamio pietà nemmeno di Google!

  • # 7
    gianni l ottimista
     scrive: 

    Forse non vi è chiaro il concetto di DNA Open Source.
    Non significa che tutti possono vedere il tuo DNA, significa che tu puoi avere informazioni gratuite sui tuoi geni. Cosa che non avviene oggi con i geni sotto brevetto. Oggi se vuoi sapere cosa fa un TUO gene devi pagare a chi lo ha scoperto le royalty. Ecco qual’è il problema…

  • # 8
    Jacopo Cocchi
     scrive: 

    e stica…geniale :D

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