di  -  lunedì 24 marzo 2014

Nonostante l’incostanza nelle pubblicazioni oramai perdurante, AppuntiDigitali non va in soffitta e con esso anche la nostra rubrica Energia e Futuro prosegue le attività, e per l’appuntamento odierno vorrei inaugurare una serie di post (non necessariamente consecutivi) che varranno caratterizzati dal tag “Dove eravamo rimasti?“, nei quali andremo a ritrovare tecnologie e soluzioni presentate in passato riguardo alle quali, nonostante il grande interesse suscitato al momento nei media, oggi si sono perse un po’ le tracce.

IL PROGETTO KITEGEN

Del progetto Kitegen ne parlai in questo post del 18/01/2010 (sebbene in precedenza venne presentato da altri autori nei seguenti post: 07/01/2008 e 24/06/2009), nel quale fornii una breve introduzione a tale tecnologia che in quel periodo stava suscitando un certo interesse nei media, nonostante si trovasse ancora allo stato embrionale e sulla quale stavano venendo svolti vari test dell’impianto dimostrativo in scala ridotta.

Per ricordare brevemente in cosa consista il progetto Kitegen riporto dal mio post precedente alcune brevi informazioni:

Il Kitegen è un dispositivo basato sull’impiego di uno o più profili del tutto analoghi a quelli utilizzati per la pratica sportiva del kitesurfing, collegati con dei lunghi cavi ad una stazione di terra capace di trasformare i movimenti dei profili (ovvero la coppia generata) in energia elettrica.

Una immagine di un impianto kitegen è riportata nella seguente figura:

kitegenStemVolo-thumb

La quota alla quale il kitegen dovrebbe operare è stimata in circa 800 – 1000 metri, quota alla quale si ritiene che il vento sia piuttosto costante in intensità e frequenza.

La traiettoria seguita dal profilo viene gestita da un sistema computerizzato che regala il tiraggio dei cavi in modo da permettere un funzionamento ottimale del sistema.

Sempre in quell’occasione riportavo l’informazione del test in Italia dell’impianto trasportabile dalla potenza nominale di 40kW, il quale aveva fornito buoni risultati secondo l’azienda, ed inoltre presentavo l’idea dell’impianto multiprofilo chiamato Carousel:

Un’implementazione multiprofilo “a giostra” è in fase di studio e permetterebbe mediante l’adozione di una struttura rotante dal diametro dell’ordine di 800 m di essere caratterizzata da una potenza nominale dell’ordine di 1 GW:

carousel

DUE VOLTE QUATTRO ANNI (2006-2010 – 2010-2014): COSA È CAMBIATO?

Dalle date dei vari post su questa tecnologia è evidente come ancora prima del 2010 vi fosse un certo fermento intorno a questa particolare idea, ed in particolare se nel periodo 2006 al 2010 era lecito attendere l’avvio vero e proprio delle attività ed il test di un impianto dimostrativo, a distanza di ulteriori quattro anni è ora interessante chiederci lo stato di avanzamento di questa tecnologia.

Dal sito dell’azienda si riescono a trovare alcuni aggiornamenti, soprattutto sul blog inaugurato nel gennaio 2012, ma il cui ultimo post risale al settembre 2013, data nella quale è stata annunciata la vittoria di un premio per la realizzazione di un impianto in grado di alimentare un grande impianto di Carbon Capture & Utilization per la Jubail United Petrochemical Company (UNITED) nella città industriale di Jubail, in Arabia Saudita.

In effetti di Kitegen si è sentito parlare anche in occasione della questione dell’impianto del Sulcis-Iglesiente del colosso dell’alluminio Alcoa (nel 2012),  occasione nella quale l’azienda ha presentato una propria proposta (link al pdf) riguardante la possibilità di alimentare l’intero impianto con la tecnologia eolica da essi detenuta, ma su questa faccenda non vi sono molte altre informazioni.

Kitegen partecipa inoltre (con una cordata di aziende ed istituti di ricerca universitari) anche al progetto KitVes finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del 7°Programma Quadro per la Ricerca.

Aldilà di quanto fin qui esposto, non sembrano disponibili dati sulla concreta attività delle soluzioni basate sulla tecnologia Kitegen che non facciano riferimento a progetti in divenire, compreso il progetto Saudita riguardo al quale nel sito dell’azienda interessata non sembrano disponibili informazioni.

Con questo anche per oggi è tutto, vi rinnovo l’appuntamento a lunedì prossimo (confidando di potere mantenere la promessa) con la rubrica Energia e Futuro, naturalmente sempre su AppuntiDigitali.

17 Commenti »

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  • # 1
    Sisko212
     scrive: 

    Mha… sarà, ma temo che Kitegen sarà la solita “italianata” messa in atto da qualche pseudo-iMprenditore-ricercatore (magari amico di qualche politico del momento), per prendere qualche finanziamento pubblico-europeo, e poi sparire.

  • # 2
    Mirko
     scrive: 

    ed intanto nel sulcis c’è un impianto eolico tradizionale…

  • # 3
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Mirko

    confermo, ma è della Portovesme srl e riguardo al quale preferisco non pronunciarmi…

  • # 4
    Marco
     scrive: 

    Altre informaizoni sul futuro del progetto in Arabia Saudita:
    http://ilblogdellasci.wordpress.com/2013/09/13/kitegen-nuova-chimica-dalleolico-troposferico/

  • # 5
    Sisko212
     scrive: 

    @Marco
    E visto il sito, e mi paiono i soliti bla-bla-bla… e pure le foto del prototipo de kitegen mi sembrano quelle vecchie pubblicate tempo addietro.
    Sarà, ma non vedo cose tangibili, e questo continua a farmi pensare male.

  • # 6
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Marco

    Guardando il sito confermo l’impressione di Sisko212… tanto “faremo” ma di concreto non c’è ancora niente… ciò non significa che non ci sarà nulla, però le domande restano tutte immutate e senza la risposta dei fatti

  • # 7
    paolo luigi
     scrive: 

    Seguo il progetto in maniera distaccata ma curiosa da più di una decina d’anni.
    Tutto si può dire tranne che si tratti di uno pseudo progetto messo in piedi da incapaci con appoggi politici.
    Conobbi l’idea ed il progetto quando ancora Ippolito si mise a descriverlo (allora sì con poco di tangibile in mano) su Agorà telematica quando ancora era in mano ai radicali.
    Si parla quindi di eoni di anni fa.
    I soldi sono stati reperiti quasi tutti nel privato e quanto era stato promesso (e vinto)di pubblico mai si è visto.
    Forse ma forse proprio perchè non si tratta della solita italianata devono lottare con le unghie e con i denti per andare avanti.
    Ma tant’è, è sempre pieno di detrattori che nel proprio palmares cissà cosa tengono di sostanziale.
    Il mondo, nel mondo, è degli audaci.
    In italia no
    Paolo

  • # 8
    rubberick
     scrive: 

    Una cosa mi sono sempre chiesto, ma come fanno a non impigliarsi quei cosi?

    E’ una domanda seria, vorrei davvero saperlo… tramite software è gestita la “lenza” da dare in modo che viaggino lontani abbastanza? comunque non credo che basti, con il vento che può variare violentemente anche non poco..

  • # 9
    Luca
     scrive: 

    Anche io seguo il progetto da molti anni, più o meno come Paolo Luigi. Credo senz’altro che Ippolito ci abbia fermamente creduto per anni, ma non posso escludere che – magari dopo l’exploit dell’Alcoa – a un certo punto sia stato “convinto” ad insabbiare il progetto. Questo lungo silenzio è sconcertante. Anche di fronte ad una specifica difficoltà tecnica insormontabile in circostanze normali a quest’ora dovremmo saperne qualcosa, non vi pare?

  • # 10
    Giancarlo Abbate
     scrive: 

    Buongiorno a tutti.
    Chi vuole veramente informarsi su cosa si sta facendo per il progetto KiteGen può telefonare all’azienda (il numero è pubblicato sul sito) o inviare un’email. Avrà risposte esaurienti. In alternativa può scrivere o chiamare il sottoscritto (i miei recapiti sono facilmente reperibili in rete).
    Senza soldi non si dice (neanche) messa, figuriamoci terminare un’impresa tecnologicamente molto complessa come KiteGen. Per cui 2006-2010 e 2006-2013 (non 2014) sono passati con sgnificativi ma lenti avanzamenti della tecnologia: un pugno di ricercatori e tecnici (< 5) alle prese con un'opera titanica. I soldi, non quelli pubblici per carità, sono arrivati nel 2013 meno di un anno fa, a luglio precisamente. In meno di un anno sono stati fatti passi molto grandi e significativi (non vi chiedo di credere a nulla, recatevi presso la sede di KiteGen e guardate con i vostri occhi). I soldi li ha messi SABIC, il secondo gruppo industriale dell'Arabia Saudita ed è in Arabia e non in Italia che si vedranno i primi impianti KiteGen stem. Capisco che "vedranno è ancora un futuro, ma non c'è niente da fare, il tempo dello sviluppo industriale scorre solo se ci sono i soldi e quel tempo segna 10 mesi e 15 giorni e non 8 anni.
    Nel frattempo, per chi è interessato, annuncio un convegno sull'energia che si terrà venerdì prossimo 6 giugno 2014, in mattinata, a Roma. Al convegno parteciperà Massimo Ippolito. Allego il programma nel commento successivo.

    Giancarlo Abbate

  • # 11
    Giancarlo Abbate
     scrive: 

    CONVEGNO ENERGIA
    Venerdi’ 6 giugno 2014 ore 09:00-13:30

    Senato della Repubblica, Sala Istituto Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica n.72 ROMA

    Organizzato da: iMille e Italian Institute for the Future IIF

    Criticità, potenzialità e prospettive del sistema energetico italiano

    Programma
    9:00-9:15 Ricevimento e registrazione di invitati e partecipanti
    9:15-9:25 Saluti – Direttore iMille Raoul Minetti; Presidente di IIF Roberto Paura;
    9:30-9:40 Introduzione (Senatore Lucio Romano; On. Irene Tinagli)

    I PARTE
    LA SITUAZIONE ATTUALE DEL SISTEMA ENERGETICO ITALIANO

    chairman: Domenico Coiante
    – 9:40-10:00 Risorse naturali e cambiamenti climatici (Eroe, Legambiente)
    – 10:05-10:25 Il GSE con il progetto Corrente a supporto della filiera italiana cleantech (Cuppone, GSE)
    – 10:30-10:50 I consumi dei trasporti nel sistema energetico italiano (Longobardi, iMille)

    10:55-11:15 COFFEE BREAK

    II PARTE
    Tavola Rotonda
    PROSPETTIVE E CRITICITA’ DELLO SVILUPPO DEL SISTEMA ENERGETICO ITALIANO
    11:15-13:15
    Moderazione ed introduzione: Roberto Paura, IIF
    Interverranno:
    – Benedettini, Strade (Liberare il consumatore elettrico: perché e come superare la “maggior tutela”)
    – Ippolito, KiteGen (KiteGen, energia abbondante, pulita, non intermittente)
    – Coiante, ex-direttore Fonti Rinnovabili ENEA (Necessità dell’accumulo per la significatività energetica delle fonti rinnovabili)
    – Spinosa, cityrailways (confronto economico-energetico dei trasporti individuali e collettivi)
    – Cuppone, GSE (proposte e prospettive per le FER)
    – interventi dei partecipanti e domande/risposte (ai primi 10 iscritti a parlare sono garantiti interventi di max 3 minuti)
    Saranno presenti altri esperti tecnici ed istituzionali del settore energia

    13:15-13:25 Conclusioni e saluti Abbate (iMille, Università Federico II)

  • # 12
    wooow
     scrive: 

    Interessante

  • # 13
    FumiDellOPPIM
     scrive: 

    Il progetto è ad una fase critica: dopo aver stimolato la fantasia di molti, preso un po’ di fondi europei senza portare a termine i progetti in maniera minimamente dignitosa, messo nero su bianco promesse non mantenibili, avere chiuso i rapporti in malo modo ed in maniera non rispettosa con quasi chiunque avesse creduto nel progetto, i timori sono quelli che la pazienza dei finanziatori finirà entro pochissimi mesi.

    ALCUNE DELLE CAUSE DELLA PROBABILE IMMINENTE DISFATTA SONO (il probabile si riferisce ad imminente):

    1) il primo principio su cui si fonda l’azienda (leggi il titolare) è che le persone che lavorano (ingengeri, tecnici fino alla donna delle pulizie) non siano minimamente competenti, onesti, ne in grado di prendere le benchè minime decisioni. Il risultato è che vi sono due livelli aziendali:il monarca con la frusta e gli schiavi. Il monarca però non è minimamente in grado di gestire gli schiavi e li fa lavorare in modo da vanificarsi il lavoro a vicenda (un tiro alla fune tra squadre in equilibrio rende l’idea).

    2) Il progetto prevede di reinventare da zero con metodi hobbistici e molto discutibili anche i sistemi di uso comune che non portano alcun valore aggiunto all’impresa. Ciò crea la sensazione nel titolare di essere più intelligente degli altri imprenditori e di risparmiare. Una facile stima dimostra che l’approccio ha portato a dissipare fiumi di denaro, tempo, energia ed entusiasmo in una fase che poteva essere di svolta per il progetto.

    3)Il progetto non ha mai portato risultati al di fuori di “specchietti per le allodole” che hanno fatto volare vele da kite-surf con un comando da joystick (manuale) per brevi istanti, pochino! Nonostante ciò le scelte vengono fatte non in base alla necessità di sviluppare una tecnologia e di adempiere ad un contratto ma in base al principio che fare vedere grossi accrocchi renda di più e permetta di tirare avanti ancora un po’ sperando nella pazienza di chi ci ha creduto.

    4)Il progetto non ha una direzione:
    le decisioni vengono prese in maniera casuale ed in base all’umore ed alle condizioni apparentemente instabili del dirigente il quale governa la baracca con tutte le connotazioni del tiranno (mi si permetta un analogia con il buon Nerone).
    Alcune soluzioni pensate dal dirigente vengono puntualmente negate dallo stesso colpevolizzando le persone che hanno ubbidito realizzando la soluzione richiesta. Tali persone se sono fornitori esterni non vengono tipicamente pagate. Molto spesso questo atteggiamento pare non conscio o comunque non è mai ammesso.

    5) chi ha delle idee e le difende viene escluso, chi obbedisce meccanicamente viene maltrattato ma tenuto, chi approva con grossi cenni di affermazione ogni frase viene promosso

    Se ne potrebbe parlare a lungo con interessanti esempi, resta il fatto che la fuga di cervelli (finanziatori, ingegneri, tecnici, manager), il pessimo clima creato dal manager, lo stile hobbistico di gestire qualsiasi ricerca e sviluppo avrà fatto sprecare una bella possibilità di sviluppare un oggetto interessante e potenzialmente utile. Forse ci riuscirà qualcun’altro!

  • # 14
    abc
     scrive: 

    tutto vero
    sta uccidendo il progetto come la madre di Cogne con suo figlio
    adesso gli arabi gli hano dato soldi come l’automobilista che lscia la moneta ai vuccumprà
    altri piccoli investitori rimaranno in braghe di tela ma lui dirà che non lo hanno capito che lo hanno boicottato

  • # 15
    shukk
     scrive: 

    Assumono in Kitegen Venture srl?

  • # 16
    fausto
     scrive: 

    Ma le persone che hanno postato critiche energiche alla gestione del progetto come fanno a disporre di queste notizie? Hanno lavorato nell’azienda? Sono parenti o conoscenti di collaboratori della stessa? Lo chiedo perché da anonimi si può dire tutto e il contrario di tutto, e come fa chi legge a verificare la attendibilità delle informazioni?

  • # 17
    shukk
     scrive: 

    Finalmente una buona notizia: l’ala è arrivata. Ora il lungo processo di integrazione e verifica con il resto del sistema.

    Considerando i normali tempi di industrializzazione non mi aspetto risultati market-ready prima di cinque-dieci anni.

    Nel frattempo aspetto di vedere i risultati dei test che, come tutto in tempi di wikileaks, sicuramente filtreranno.

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