di  -  lunedì 29 ottobre 2012

Oggi e domani Eleonora e Simone esporranno i loro rispettivi punti di vista in merito alla sentenza che ha colpito i membri della commissione Grandi Rischi. Tutto quanto leggerete non tiene ovviamente conto delle motivazioni della sentenza, che verranno depositate fra alcune settimane. Abbiamo ritenuto di esprimerci sul tema comunque, prima che altri argomenti seppelliscano l’attuale dibattito, dispostissimi a prendere atto di qualunque nuovo elemento emerga nei prossimi giorni.

Il post odierno non segue il topic della rubrica, ma è frutto di alcune considerazioni fatti all’indomani della notizia della condanna dei sette imputati, membri della commissione Grandi Rischi, al processo relativo al terremoto dell’Aquila.

Vorrei premettere che tale post è frutto di riflessioni e considerazioni personali, e che in nessuna parte riflette eventuali posizioni di AppuntiDigitali e degli altri autori.

IL PROCESSO E LA CONDANNA

Su quanto avvenuto a l’Aquila molto è stato scritto nei vari media, tra accuse trasversali, presunti interessi personali e dibattimenti nelle aule dei tribunali ancora in corso, e che probabilmente solo tra alcuni anni permetteranno di fare chiarezza sull’intera vicenda, ma indubbiamente la notizia che più di tutte ha fatto scalpore nel dopo terremoto è stata proprio quella relativa alla condanna a sei anni di carcere rivolta ai sette membri della commissione Grandi Rischi, che qui elenco (sperando che le affiliazioni siano corrette):

  • Bernardo De Bernardinis: Direttore dell’ISPRA e Vice Responsabile della Protezione Civile
  • Franco Barberi: Professore Ordinario di Vulcanologia (in pensione)
  • Enzo Boschi: all’epoca direttore dell’INGV
  • Mauro Dolce: Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni e Direttore dell’Ufficio Valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico del Dipartimento della Protezione Civile
  • Giulio Selvaggi: Dirigente di Ricerca dell’INGV
  • Claudio Eva: Professore Ordinario di Fisica Terrestre dell’Università di Genova e membro del consiglio direttivo dell’INGV
  • Gianmichele Calvi: Professore di Ingegneria Strutturare presso l’Università di Pavia

Tale condanna è subito apparsa agli occhi dei più come un’attacco alla scienza, e tale è stata la risonanza di questo evento da suscitare l’interesse dei media internazionali oltre che dei maggiori scienziati di tutto il mondo che svolgono i propri studi sui terremoti, i quali si sono schierati in difesa dei condannati, confermando l’impossibilità di prevedere gli eventi sismici, pur in presenza di un’attività persistente come avveniva nell’Aquilano nei giorni precedenti al 6 aprile 2009.

Non voglio utilizzare le pagine di AppuntiDigitali per esprimere il mio parere personale sul processo, in quanto non ritengo appropriato l’utilizzo di tale mezzo di comunicazione per tale fine, anche in considerazione del fatto che tale vicenda è sicuramente più complessa di come appare, e solo quando verranno depositate le motivazioni della sentenza sarà possibile fornire giudizi nel merito, ed inevitabilmente tale vicenda farà parlare di se ancora per lungo tempo, considerando che la sentenza di primo grado è solo il primo gradino di un processo che si preannuncia lungo e complicato, ma vorrei riflettere insieme a voi su un altro punto conseguente che espongo nel seguito.

LA SCIENZA VISTA DALL’ESTERNO: UNA TORRE D’AVORIO OD UN MONDO APERTO?

Alcuni commentatori (come ad esempio il giornalista de “Linkiesta“, ma non solo) hanno messo in evidenza come il fatto contestato agli imputati non fosse la prevedibilità o meno dell’evento poi occorso nella città Abruzzese, quanto l’avere fornito comunicazioni “inesatte, incomplete e contraddittorie“.

Sotto questo aspetto diventa sicuramente evidente la delicatezza del rapporto tra Scienza, la quale studia gli eventi e deve fornire il supporto scientifico conseguente, e Politica, la quale deve utilizzare tali informazioni per prendere le decisioni su qualsivoglia materia, ma tale rapporto richiede da una parte la capacità degli scienziati di comunicare non solo ai propri pari, dall’altra la capacità della politica (e quindi di tutti i cittadini) di sviluppare un interesse verso la scienza senza attendere da essa risposte che non potrebbero essere dei semplici SI – NO, proprio perché l’analisi di un fenomeno non si può ridurre facilmente ad una semplice risposta Booleana, come invece deve essere la decisione conseguente.

Tale difficoltà è stata evidenziata da vari scienziati anche in relazione ad un rapporto che, a causa di questo precedente, rischia di rendere molto difficile il lavoro consultivo degli scienziati riguardo temi sensibili, e sicuramente tra i punti da affrontare in maniera comune (Scienza – Politica) ci sarà quello di definire il limite (sebbene spesso non possa essere che sfumato) tra le due parti.

Senza una adeguata apertura verso il mondo civile, la scienza rischia di trasformarsi in una torre d’avorio impenetrabile per i “non addetti ai lavori”, più di quanto non lo sia per la sua stessa natura specialistica, ma purtroppo oggi la divulgazione scientifica non è vista come un dovere da parte di chi vive di scienza, lasciando pertanto il campo aperto a chiunque voglia occuparsene, in molti casi senza un minimo di preparazione scientifica adeguata.

Dall’altra parte ci si scontra spesso con una platea che si limita a volere delle risposte, senza dedicare il tempo necessario allo studio dell’argomento, vanificando così anche le migliori intenzioni, ed esempi di tutto ciò (quindi di entrambi i mondi) sono presenti anche tra i molti commenti delle varie rubriche di AppuntiDigitali, scritte da autori che nella vita generalmente si occupano di materie affini a quanto poi trattano nei rispettivi post.

Vi invito ad una riflessione sulle questioni esposte in quest’ultima parte, senza entrare nel merito del processo che sicuramente farà ancora discutere, ma gradirei se lo facesse in altre sedi e non nei commenti ad un post che non vuole assolutamente fornire un giudizio su di esso.

22 Commenti »

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  • # 1
    Alessandro
     scrive: 

    I giornalisti e certa gente hanno plasmato l’opinione pubblica e la gente su falsita’ scientifiche.
    La verita’ non e’ nella scienza e nella ricerca ma sulle falsita e sulle menzogne.

    Il sole scalda la terra? lo scienziato deve dire invece che e’ lo scaldabagno della zia che ha elevato la temperatura.

    Il mare cresce di un millessimo di millimetro per andamento ciclico?
    per avere i soldi deve dire che sono invece 20 centimetri dovuto allo sciaqquone di un politico corrotto.

    Le temperature sono scesce a novembre? Invece di dire che e’ l’arrivo della stagione invernale, bisogna dire che e il centro commerciale che ha acceso l’aria condizionata.

    I Poli su Marte si sono sciolti? Sono le pecore della sardegna che fanno troppe puzzette.

    C’e un terremoto? Non si deve dire che e’ un evento causato dal movimento delle placche tettoniche a 50 chilomentri, Ma e’ colpa della trivella del pozzo ecc

    Quindi se c’e’ un terremoto gli scienziati dovevano dire che visto che si e’ scavato per mettere un pilone della luce era certo un terremoto di magnitudo 6.0

  • # 2
    Unas
     scrive: 

    Vorrei precisare che il prof Calvi, oltre che professore presso l’UniPV è anche presidente dell’Eucentre, un ente preposto allo studio ed alla ricerca, oltre che alla prevenzione e riduzione del rischio degli eventi sismici.

    Purtroppo, con tutta la ressa mediatica, non sono riuscito a comprendere il capo di imputazione, se “semplicemente” non sono riusciti a prevedere un sisma, se le loro valutazioni sul rischio sismico dell’Aquilano erano semplicemente errate, e se fossero state errate,se lo ero per un vizio dei dati fornito o per un vizio sulle procedure di valutazione….
    Sono convinto che ciò sia dovuto ad una stampa interessata alla sola notizia ed al suo possibile riscontro, senza tenere minimamente alla qualità della quale; in fondo il lettore/spettatore moderno, nella loro ottica, non ha e non deve avere una cultura per poter giudicare, commentare e comprendere gli oggetti delle notizie; ed il fatto sconfortante è che questo è un comportamento comune a tutti i media, ed in tutti gli argomenti che ricoprono…e questo va a braccetto con l’aggravante di ritrovarci questi stessi argomenti trattati da incompetenti, che oltre ad esserlo nelle materie in analisi, lo sono pure nella loro professione, in quanto il mestiere di un giornalista dovrebbe essere quello di creare approfondimenti di qualità utilizzando consulenze ed approfondimenti, filtrandone con la sua esperienza la qualità ed l’attendibilità… Mi fermo qui perché mi sembra di essere andato un po OT…

  • # 3
    Luca
     scrive: 

    Personalmente non sono né favorevole né contrario alla sentenza, diciamo che non la trovo comunque totalmente scandalosa.

    Ritengo che l’errore di fondo sia trasformare scienziati in uomini di divulgazione politica: non sta a loro decidere se gli abitanti devono o meno abbandonare le case, non è il loro compito.
    Al tempo stesso, c’è da chiedersi se le persone che ricoprono certi ruoli accettano davvero non solo tutti i “pro” ma anche tutti i “contro”.

    Se avessero detto di abbandonare le case e poi fosse effettivamente arrivato il terremoto, si sarebbero pavoneggiati dei propri meriti; dato che invece avevano optato per un’altra decisione e poi tale opinione si è rivelata errata, ecco che viene detto: “non è colpa nostra, non è possibile prevedere i terremoti”.

    Se non è possibile prevedere ciò che verrà, direi che è al tempo stesso impossibile prevedere ciò che non verrà… e allora a che servono queste famose (o famigerate) “commissioni grandi rischi” piene di esperti che poi non si assumono anche certe responsabilità di ciò che decidono? Se non è possibile prendere decisioni accurate…perché buttare via i soldi in queste commissioni? Se non possono fare ciò per cui sono state create… è inutile crearle (a parte per mangiare un po’ di soldi).

    A mio parere uno scienziato davvero serio, nel momento in cui gli fosse stato chiesto di creare una commissione di questo tipo avrebbe dovuto rispondere: “Mi spiace, non è possibile prevedere un terremoto, quindi non ha senso creare una tale commissione. Non potrò mai dire con certezza che una zona è sicura o non sicura, e di conseguenza vengono a cadere i compiti che giustificherebbero una tale commissione”.

    Questo sì, sarebbe stato un comportamento professionalmente ineccepibile. Altrimenti il sospetto che si volesse sfruttare una nomina per mungere un po’ lo stato, è tutt’altro che peregrino….

  • # 4
    massimo
     scrive: 

    Il problema è (come sempre in Italia) la politica. Il parere degli scienziati dovrebbe aiutare i politici a prendere le decisioni di cui poi saranno responsabili.

    Qui è successo che i politici, invece di assumersi le loro responsabilità, hanno scaricato il barile. Invece di dire “sentiti gli scienziati ho preso quella decisione” han detto “Gli scienziati mi hanno detto questo e quello, io non ho capito una mazza ma dovevo decidere e ho deciso, QUINDI la colpa è loro e non mia” :-(

    Se qualcuno era da mettere sotto processo erano i politici, non gli scienziati. Ma naturalmente questo non si fa mai, in Italia. :-(

  • # 5
    Giuseppe
     scrive: 

    Il capo di imputazione, o meglio, a questo punto il reato accertato, è quello di avere emesso comunicati tranquillizzanti senza supporto scientifico,anzi contro ogni evidenza (sciame sismico fortemente sospetto), per compiacere il capo della protezione civile, e quindi della politica.
    Di più, la stessa commissione è stata voluta al solo scopo di tranquillizzare la popolazione tramite il coinvolgimento di persone “credibili”.
    Con tutto ciò la scienza nulla ha a che vedere.

  • # 6
    CP
     scrive: 

    Premetto che secondo me questo processo non si sarebbe neanche dovuto celebrare, figuriamoci arrivare a una condanna.

    Detto questo, proprio “senza entrare nel merito del processo”, quello che avvenne all’Aquila nel marzo/aprile 2009 rappresenta non solo un mero difetto di comunicazione, ma il punto più basso mai raggiunto dalla sismologia italiana.
    Un’importante sciame sismico che interessava un capoluogo di regione con 80.000 abitanti fu liquidato dai più alti rappresentati del mondo accademico, con un unica riunione in loco di 45 minuti scarsi, al termine della quale si offrirono all’opinione pubblica niente di più che due o tre battute tranquilizzanti.

    Il fatto che ciò avvenne sotto esplicita richiesta di un organo politico (Protezione Civile), non rappresenta una scusante, bensì un’aggravante. Quello che è avvenuto, purtroppo, getterà un grave discredito sulla sismologia italiana per molti anni.

  • # 7
    ayyyoooo
     scrive: 

    A mio avviso gran parte delle considerazioni che esprimi nel tuo post sono insite nella denominazione dell’organo, che non è “commissione scientifica etc…”, ma bensì “commissione grandi rischi”.
    Questo fa si che l’accento che deve essere posto è sul rischio, non su di una serie di valutazioni riguardo la prevedibilità di un evento, che di per sé prevedibile allo stato attuale delle cose non è.
    Provo a spiegare meglio quello che intendo dire: il problema non è tanto relativo alla prevebilità dell’evento sisimico, ma sul rischio che quella tipologia di evento avrebbe potuto causare. E’ ovvio che una valutazione di questo genere è una valutazione tecnica, ma è assai diversa da quella che viene adombrato sui media dovesse essere presa da questa commissione. La posizione della commissione stessa quindi non doveva essere quella di “prevedere” il terremoto, ma di attivare tutte le procedura per far si che un eventuale terremoto provocasse un rischio il più basso possibile.
    Ed è questo a mio avviso, il vero problema, che non può essere tradotto in un problema di comunicazione, ma in una serie di responsabilità a più livelli in relazione ai compiti assegnati.

  • # 8
    Justice
     scrive: 

    Le sentenze possono anche essere viziate da errore.. per questo che esistono gli appelli.

    Invece il problema vero è che se accade una qualche disgrazia sempre si cerca di scaricare la colpa su qualcuno.

    Il “comitato scientifico” grandi rischi sicuramente aveva dato un parere corretto sull’eventualità che si verificasse un terremoto del 7° … ma fu Bertolaso a voler minimizzare per paura di non saper gestire un esodo di centinaia di migliaia di gente … ha preferito che restassero in casa e di gestire l’emergenza a terremoto avvenuto, così avrebbe avuto qualche centinai di cittadini in meno da gestire, e poi se il servizio non fosse stato all’altezza della situazione (come è stato fin dall’inizio) poteva dire che per via dell’eccezionalità del caso quello era il miglior servizio di protezione civile che poteva essere offerto!

    E’ ovvio e chiaro che se gli scienziati sono stati condannati per omicidio colposo….. allora Bertolaso è colpevole di omicidio Preterintenzionale in quanto è stato lui a lasciare che i cittadini rimanessero nelle proprie case sapendo benissimo che queste almeno nel 90% dei casi sono delle trappole mortali.

    La valutazione “Grandi Rischi” si è comportata in modo cinico freddo e criminale!

    Hanno preferito gestire l’emergenza massima invece che gestirne una lunga serie di emergenze che valutassero singolarmente gli edifici e la loro sicurezza.

    Senza parlare degli affari che si prospettavano per la ricostruzione e per la gestione di una emergenza molto grave….

    Infatti ecco che spuntano i villaggetti post terremoto per gli sfollati fatti in deroga ai regolamenti edilizi e dati in “comodato d’uso” per un tempo determinato ai terremotati.

    Ecco che allora sorgono evidenti le responsabilità più gravi di uno stato che specula e fa speculazione su fatti catastrofici come se si trattasse di oppurtunita per fare affari a scapito pure dei morti e ancor peggio dei vivi …..

    Che altro dire?

    La sentenza sugli “Sienziati” è solo l’inizio… io spero che a Bertolaso diano l’Ergastolo… e forse anche di più!

  • # 9
    asdo
     scrive: 

    Boschi che faceva le conferenze con il politico Giovanardi.
    direi che si è bruciato completamente la dignità professionale.
    anche le previsioni del tempo erano una stupidata 30 anni fa, in poco tempo è cambiato tutto, anche i vecchi leoni hanno dovuto cedere all’analisi satellitare, alle simulazioni col computer etc.
    sarà così anche per i terremoti, ma quello che traspare è vedere i padroni del INGV non voler mettere in discussione le teorie odierne, tutto ciò che può far vacillare le loro posizioni di potere basate, costruite, sulle loro fragili teorie scientifiche.
    ( parole loro, “non si possono prevedere i terremoti”, ma allora che cosa presiedi ? un ente inutile ? dimettetevi che risparmiamo degli stipendi, gli strumenti possono funzionare da soli, tanto non siete capaci di analizzare i dati, vi sostituiamo con del software.. )

  • # 10
    Mede
     scrive: 

    giusto che ci debba essere una comunicazione. ma in questo quadro risulta completamente assurdo che l’indovino giuliani, che stava impropriamente gettando il panico nella popolazione, situazione a cui quanto ho capito questa commissione doveva mettere una pezza, sia invece a spasso…

    io trovo davvero grottesca questa condanna, per quanto è di mia comprensione… Questo perché se è vero che il de Bernardinis si è espresso male o in maniera imprecisa, di fatto le scosse precedenti non erano in alcun modo legate al sisma e non ne costituivano un indizio. dunque c’era da stare tranquilli come in qualsiasi altro momento in cui le scosse non c’erano o comunque non c’è da stare tranquilli mai e in nessun posto, soprattutto dove non c’è rischio sismico.
    Con questa sentenza DI FATTO il giudice ha stabilito per legge il contrario, quando la comunità scientifica (a causa delle prove empirico/statistiche) dice l’esatto opposto. Altro che giudici che fanno politica…

    c’è poi l’altro discorso da considerare, che le case sono crollate perché di marzapane. E che io sappia non c’è nessun condannato per questo motivo.

  • # 11
    arkanoid
     scrive: 

    Una volta gli uomini si estinguevano in base alle loro prestazioni fisiche, c’è da sperare che almeno la selezione basata sull’intelletto rimanga (quella basata sulla selezione fisica è osteggiata, nel bene e nel male, dalla medicina) cosicchè gli uomani cessino di essere una razza senziente che usa l’intelletto per scegliere le scarpe.
    Voglio dire che se non è vero che tutti si sia tenuti ad essere scienziati, in un caso come questo l’informazione populizzata per essere comprensibile dall’uomo della strada non è più un’informazione, stante l’impossibilità di prevedere un terremoto.
    Per cui, dire o non dire tutto ed il suo contrario non ha nessun effetto, dal punto di vista delle azioni da intraprendere. Perchè credo che alla fine il cerchio si chiuda sulla domanda: sfolliamo o non sfolliamo?

  • # 12
    Mede
     scrive: 

    volevo aggiungere un’altra cosa… la responsabilità è e dovrebbe sempre essere POLITICA. Perché politico era il motivo per cui li hanno riuniti per fare quella conferenza.

    In un mondo perfetto se la comunità scientifica dice che è impossibile prevedere un terremoto, e una persona incomincia a dire che ci sarà un terremoto, questa persona finisce in galera. e poi si verifica, oppure si verifica da un’altra parte, questa persona rimane in galera lo stesso. Invece l’idonvino imperfetto è rimasto a spasso, mentre questi che hanno correttamente (dal punto di vista scientifico) spiegato che il rischio non era affatto aumentato rispetto a prima, finiscono condannati…

  • # 13
    Mede
     scrive: 

    @ arkanoid
    ripeto, in assenza di una previsione, la decisione e la responsabilità di evacuare deve essere politica… è chiaro che il consulente scientifico può dare un parere, ma il parere è zero! nisba, niente previsioni, nessuno fa previsioni credibili. C’è solo un fattore di rischio sismico nella zona, basato sulla storia di altri terremoti, tanto più frequenti tanto più semplice l’individuazione del rischio.
    Dopo il terremoto infatti il livello di rischio è aumentato.

    non stiamo parlando nemmeno di metereologia, che di fatto viene banalizzata con un sole, la nuvoletta o il sole dietro la nuvoletta, ma di fatto c’è una percentuale di probabilità che venga a piovere o meno. il che significa che se c’è il 10% di probabilità che piova ti mettono il sole, ma non è detto che non piova, anzi quasi sicuramente una volta su 10 pioverà!

    ma gli eventi sismici non ricadono in questa possibilità di previsione in ogni caso, perché non esistono ad oggi eventi premonitori osservabili… perciò non c’è nulla da evacuare bisogna solo realizzare gli edifici in maniera che non crollino per un terremoto tutto sommato di bassa entità come quello dell’aquila.

    Quello di dormire fuori quando ci sono delle piccole scosse è un po’ come grattasi gli zebedei quando passa un carro funebre vuoto, ti gratterai tanto i suddetti ma alla fine creperai probabilmente mentre non ti grattavi oppure perché te le sei grattate mentre andavi a 200 all’ora in moto. checchè ne dicano i familiari delle vittime, di cui posso comprendere il dolore ma meno la sete di vendetta.

  • # 14
    arkanoid
     scrive: 

    @mede sono d’accordo.
    Detto in un altro modo, se la previsione non si può fare, qualsoasi cosa venga detta alla gente è priva di significato. Viste le implicazioni di uno sgombero, e l’uso politico-mediatico che ne segue, non ha senso chiedere ad un tecnico di dire cose “comprensibili”, perchè non lo può fare.

  • # 15
    asdo
     scrive: 

    ma infatti l’epoca degli indovini e dei baroni è finita, si deve fare scienza.
    se l’Italia non ha i mezzi per rivelare i segni premonitori si adegui e la smetta di dettare legge ed imporre teorie antiquate in un campo nella quale non ha più il ruolo guida.

    http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2003/11aug_earthquakes/

    http://www.technologyreview.com/view/424033/atmosphere-above-japan-heated-rapidly-before-m9-earthquake/

  • # 16
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Unas

    Vorrei precisare che il prof Calvi, oltre che professore presso l’UniPV è anche presidente dell’Eucentre, un ente preposto allo studio ed alla ricerca, oltre che alla prevenzione e riduzione del rischio degli eventi sismici.

    grazie per l’informazione

    @ asdo

    parole loro, “non si possono prevedere i terremoti”, ma allora che cosa presiedi ? un ente inutile ? dimettetevi che risparmiamo degli stipendi, gli strumenti possono funzionare da soli, tanto non siete capaci di analizzare i dati, vi sostituiamo con del software..

    a prescindere dell’efficacia della commissione, essa non è stata mai costituita per prevedere i terremoti, cosa che è ritenuta, allo stato attuale delle conoscenze e coerentemente con quanto affermano i massimi sismologi internazionali, impossibile… e non credo che i suoi compiti fossero quelli, bensì quelli di supporto scientifico per chi doveva poi prendere delle decisioni

    @mede

    c’è poi l’altro discorso da considerare, che le case sono crollate perché di marzapane. E che io sappia non c’è nessun condannato per questo motivo.

    questa purtroppo è una vecchia storia tutta Italiana, crolla tutto e si ricostruirà nello stesso modo, e qui mi dispiace, la colpa è anche dei cittadini

    @arkanoid

    Detto in un altro modo, se la previsione non si può fare, qualsoasi cosa venga detta alla gente è priva di significato. Viste le implicazioni di uno sgombero, e l’uso politico-mediatico che ne segue, non ha senso chiedere ad un tecnico di dire cose “comprensibili”, perchè non lo può fare.

    le persone spesso si limitano ad un “SI – NO”, a “è meglio questo o quello”, ed anche sulle previsioni meteo sono in pochi ad ascoltare le spiegazioni mentre tutti stanno a guardare la nuvoletta riassuntiva… così come troppo spesso ci si limita a linkare notizie senza leggerle oltre il titolo ed indignarsi anche davanti ad evidenti bufale… non contesto questo approccio, ma mi aspetto che chi ne è avvezzo poi non se la prenda se per avvicinarsi a tale basso livello chi cerca di spiegare è poi costretto ad eliminare i contenuti

  • # 17
    Paolo Russo
     scrive: 

    la sentenza non è assolutamente un attacco verso la scienza. Ma all’ aquila è successa una cosa assolutamente grave..!

    La gente era scesa in mezzo alla strada ed è stata RASSICURATA DAGLI ESPERTI che non c’era da stare in allerta!!
    E’ stato consigliato loro di andarsi a bere un bicchiere di vino!
    Si sono salvate persone anziane che hanno seguito il loro istinto e sono morti BAMBINI e GIOVANI perché invitati a rilassarsi da questi pseudoscienziati, sotto richiesta del carissimo capo della protezione civile!
    Nessuno ha chiesto di prevedere terremoti, ma rassicurare la gente al punto di invitarla a rimanere durante “scosse di assestamento” è da criminali, da omicidio colposo. Ed ecco spiegata la sentenza.

  • # 18
    ginojap
     scrive: 

    @Paolo Russo

    Condivido in pieno il tuo post.
    Nei paesi seri ad alto rischio sismico non si rassicurano e nemmeno si terrorizzano le persone ma si fanno cose ben piu’ serie:

    – Si educa costantemente la popolazione sul da farsi in caso di
    terremoto (leggasi esercitazioni, simulazioni etc..)

    – Si fanno rispettare rigorosamente i parametri antisismici
    degli edifici e non si costruisce in luoghi dove franerebbe
    tutto al primo acquazzone.

    Invece in Italia amiamo fare ben diversamente, come quella di istituire in continuazione commissioni, comitati e qualunque genere possibile di avvoltoi mangia pane a ufo che costano un sacco di soldi ai contribuenti e non fanno niente di utile.
    D’altronde cosa c’e’ di meglio per un politico se non quello di rendere l’Italia un paese dove ogni piccola calamita’ naturale diventa una tragedia per poi (sempre con i soldi dei contribuenti) far vedere di avere il buon cuore di ricostruire tutto (alla faccia dei morti)?
    Ma il popolo bue ha dimostrato di farsi facilmente ingannare da questi buffoni e quindi un po’ di responsibilita’ ce l’ha anche lui. Certo, magari si puo’ dire in difesa di questi pseudo scienziati che prima di condannare loro ci sarebbe una lunga lista di altri farabutti che dovrebbero marcire in galera per il resto dei loro giorni. Ma questo non avverra’ mai. I soliti costruttori di palazzi fatti di merda e ghiaia continueranno a fare profitto facendosi grasse risate al telefono.

  • # 19
    arkanoid
     scrive: 

    @simone serra

    Credo che la gente standard non sia abituata a ragionare, pretende una risposta netta su tutto e non si preoccupa di capirne il significato. Per cui, con buona pace di tutti, sono veramente rammaricato che un giudice possa ritenere responsabile chicchessia riguardo la scorretta informazione. L’informazione è scorretta a causa della popolazione in questo paese, a partire da chi politico lo è di professione e notoriamente mischia ignoranza con potere, ed egli per primo necessita di consulenti che gli indichino cosa fare (questo è un discorso complesso che esula dall’argomento).
    Nel momento in cui il politico chiede lumi al tecnico, non accetta la responsabilità di decidere lui se il tecnico non può rispondere (come in questo caso).
    Pertanto, il popolino rimane alla mercè di un sistema che così composto è fondamentalmente incapace a prescindere da tutto.

  • # 20
    Fato
     scrive: 

    Parentesi OT (da non leggere):
    Vi parla un comunistone più radicale di Lenin, ma da questo punto di vista devo dire che tra le tante cavolate (a ragione o a torto) che Berlusconi dice, quella di riformare la giustizia è necessaria. Non so come la voglia riformare lui, ma che sia da rivedere tutto mi pare fondamentale.
    A partire dal fatto che solo in italia servono leggi specifiche per i singoli casi (mentre nel resto del mondo no), fino a finire con i condoni o i patteggiamenti.
    Forse sarò troppo austriaco per retaggio storico, ma a casa mia se uno è colpevole è colpevole e ancorpiù se è recidivo non gli si dovrebbe concedere nulla.
    chiusa parentesi OT

    commento a una parte dell’articolo:
    Sebbene nessuno nasca “imparato” e che quindi sono gradite diverse “qualità” di divulgazione scientifica per le masse.
    Ci sono ambiti in cui non è la scienza che si deve abbassare a livello di chi non capisce, è chi non capisce che deve alzare il proprio livello conoscitivo sull’argomento, se c’è un tecnico che deve operare in determinati ambiti non puoi mettervici un laureato in arte e cultura dei fichi d’india, e poi al di là di questo,
    cosa c’è di difficile nel capire che per esempio quando ci sono degli sciami sismici di piccola entità capita 1 volta su 100 che si verifichi una scossa di magnitudo più alta?
    Il fatto è che chi è addetto a prendere precauzioni non vuole avere responsabilità così cerca di ridurre la risposta ad un SÌ o un NO in modo tale da incolpare qualcun’altro.
    In Italia vige lo scaricabarilismo…

    …e io ogni anno che passa mi sento sempre meno italiano.

  • # 21
    Giuseppe
     scrive: 

    chiariamo la vicenda. sono Aquilano ed ho vissuto tutte le fasi pre, momento e post terremoto…
    la settimana prima della scossa devastante a L’Aquila ce ne fu una di 4 gradi e mezzo circa, su consiglio della giunta comunale e di tutte le parti politiche, vennero fatti arrivare in serata questo team di scienziati, che, con neanche 1 ora di valutazione deliberarono che a L’Aquila non ci poteva essere in futuro una scossa che poteva mettere a rischio l’incolumità della popolazione.
    notizia fatta passare per radio, tv e giornali locali.
    la notte tra il 5 ed il 6 (giorno del terremoto di 7 e passa gradi) ci furono altre scosse di 3,5/4 gradi (1 alle 23:00 una a mezzanotte e l’altra all’una e un quarto), la gente allarmata è scesa in strada, ma ancora il team di scienziati, con complicità della politica locale e non, fecero girare volanti della polizia municipale per comunicare che il peggio era passato e che non sarebbe successo nulla.

    ora non voglio dire che la sentenza sia giusta o meno, però mi faccio sempre e solo l’unica domanda che si può fare, ovvero
    come fanno a dire, ad altre persone che studiano il campo dei terremoti, che questi non si possono prevedere, per poi dire che non accadrà mai nessun terremoto che possa mettere in pericolo pa popolazione? non è per caso preveggenza?

    ora vorrei anche cercare in mettermi nei panni di quel team di scienziati, io avrei usato un modo molto più logico per spiegare il fenomeno che stava tormentando L’Aquila e che ancora accade.
    pittosto che dire SI, farà una scossa devastante o NO non succederà nulla (come hanno fatto) avrei detto, “Mi spiace ma non siamo in grado di prevedere cosa potrebbe accadere, quindi state in allerta e preparatevi un piano di emergenza famiglia a famiglia o palazzo a palazzo” sicuramente così la gente sarebbe stata preparata ad eventuali scosse devastanti e forse, dico forse, la casa dello studente all’ultima scossa dell’una e un quarto si sarebbe svuotata. ricordo che oltre ad essere stata lesa una città intera, frazioni del comune dell’Aquila e molti comuni limitrofi, sono morte anche più di 300 persone e bambini.
    qualcuno ha commesso un errore, non so chi sia, ma sicuramente devono cambiare molte cose in Italia, partendo dal tipo di costruzioni che si fanno…

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