di  -  martedì 25 settembre 2012

Commentando il pezzo di venerdì scorso intitolato The Road Ahead: la strada che porta al domani, secondo Bill Gates, Massimo ha scritto:

Non per difendere Gates (sempre che il testo sia stato scritto da lui e non da terzi, che eventualmente abbiano applicato la sua foto sul testo) ma, riguardo alle mail, è tutt’oggi prassi fornire le informazione ai dipartimenti tramite supporto elettronico, in molti casi si provvede tramite smartphone, dove ho lavorato io, entrambe pachidermiche public company, succedeva in modo consolidato che i meeting venissero annunciati e coordinati tramite mail o public calendar, quindi la previsione nel mio caso è stata azzeccata.

Per quello che riguarda le altre previsioni a parte quella del www, bisogna concedergli l’oggettività del concetto, mi spiego, se non si considera l’aspetto soggettivo ed umanoide del contesto in cui si applica la teoria di Gates, non gli si può addebitare l’erroneità. Al massimo gli si può addebitare di avere sbagliato a non considerare la componentistica umana del caso, ma è diverso di dire che ha sbagliato la previsione.

Cosa prevedo io? Penso che assisteremo ad una robotizzazione massiccia in molti settori da quello industriale a quello medico, educativo con un radicale spostamento delle professionalità e quindi anche del consumo medio di prodotti dall’elettronica al mobilio. Prevedo una nano miniaturizzazione delle tecnologie anche fra le più comuni. Prevedo un abbandono dei social network come noi li conosciamo, con un annesso aumento delle interconnessioni a livello globale, quindi le realtà non in grado di adeguarsi saranno ghettizzate. Prevedo la morte dei notebook che uniti alla nano miniaturizzazione permetterà lo sviluppo di prodotti che saranno un mix tra tablet ed ologrammi tridimensionali ed una netta distinzione di prodotto da consumer e professional.

Forse vedremo resistere i desktop, poiché coprono settori di mercato particolare, a meno che la miniaturizzazione non riesca a creare prodotti console adatti allo scopo. A livello sw integrazione del sw con comandi vocali e di movimento che sono già realtà consolidate sul mercato, vedi Samsung. Prevedo anche l’unificazione dell’UE a livello di repubblica federale con un unica entità politica, fiscale, monetaria, etc. Ok, per il momento non prevedo altro, ma, pur avendo fatto le previsioni non sono plurimiliardario come Gates, e questo prevedo che mi renderà molto infelice. Speriamo di avere sbagliato nell’azzeccare le altre previsioni e non l’ultima. Ciau

6 Commenti »

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  • # 1
    massimo
     scrive: 

    Molto ben detto (no, non sono io che ho scritto l’articolo :-). Sui desktop io sono un pelo più pessimista: i “desktop” come li conosciamo noi scompariranno pian piano, le macchine da ufficio diventeranno sempre più chiuse e per giocare ci saranno sempre più console.

    Se ci pensate bene, che cos’è che rende tale un desktop? (e non ditemi “sta sulla scrivania”…) La completa programmabilità, fino all’assembler e al codice macchina, e la capacità di espandere questo hardware in modo sostanziale attraverso slot di espansione, addirittura stravolgendolo se vogliamo, senza che nessuno possa venire a dirci “non puoi farlo, è illegale e se non smetti subito ti denuncio”.

    (nota: dieci anni fa una frase del genere sarebbe stata pura fantascienza, ma ora che la scrivo… no, oggi non lo è, purtroppo)

    Un “desktop” è, sostanzialmente, un sistema completamente aperto, sia come hardware che come software. Oggi al desktop “universale” che conosciamo e amiamo esistono alternative chiuse e specializzate per singoli task, e in questi task altrettanto funzionali o anche più. Per cui questo tipo di macchine diventeranno sempre più diffuse. Anche dentro le aziende: pensate a una macchina da ufficio chiusa che fa girare solo office e nient’altro, per esempio.

    Se questo è il futuro, quali sistemi prenderanno il posto di quello che noi oggi chiamiamo desktop? La mia modestissima risposta è… le board. Noi che amiamo programmare, che ci divertiamo a fare con il computer le cose più assurde ci ritroveremo in futuro sempre più ad armeggiare con cose tipo il raspberry PI, i dreamplug/sheevaplug, le beagleboard ecc. ecc. e per il resto delle nostre necessità informatiche useremo, magari digrignando i denti, dei device chiusi come console, cell android e compagnia. La mia previsione è che resteremo in quattro gatti e finiremo relegati dentro a qualche riserva indiana dell’informatica :-(

  • # 2
    Massimo
     scrive: 

    Sempre a mio modestissimo parere, la scomparsa del desktop sarà direttamente proporzionale al mercato di assorbimento e dalle strategie di marketing dei grossi gruppi (hw + accessori). Le macchine office devono coprire solo esigenze produttive e pressochè nulle in termini videoludici, anche se potenzialmente anche queste sono multitasking, ci sono persino aziende (lo saprai sicuramente meglio di me) che coprono ed impediscono accessi esterni alla rete esterna per evitare perdite di tempo, altre che ti tamponano con sw vari per capire il reale utilizzo della macchina. Per i desktop, prevedevo la continuazione della specie per quei soggetti, consumer entusiast che moddano ogni aspetto del pc e trovano sfide affascinanti sfidare i limiti fisici quantistici del materiale con cui è costruito anche la sola scocca di una cpu. Probabilmente anch’essi si adegueranno all’offerta di mercato, oppure ad un ovvia evoluzione verso l’alto in funzione del teorico aumento di reddito e differenziazione delle necessità di consumo. Non saprei…>Per il sw e la programmazione, probabilmente si arriverà all’autocompilazione della macchina, che soppianterà la risorsa umana rendendosi indipentente, leggevo che negli Usa ci sono già dei progressi in tale ambito, quindi figuriamoci. Concordo con un uso più maturo di Android e cell con cpu più potenti e con batterie meno spremute. Per la digrignazione dentale ci sono delle ottime mascherine che trovi da bravi ed onesti dentisti (a proposito, se ne conosci qualcuno ne sto cercando disperatamente). Ovviamente scherzo ;). Ciauuuuuu

  • # 3
    Massimo M
     scrive: 

    Altro omonimo!
    L’unità economica dell’UE non ci rendiamo conto ma siamo vicini a d averla: SI chama Euro, ma in effetti è il marco.
    Tutto il resto (politica, amministrativa etc) è già tutto in mano alla Germania. Non posso essere più esplicito ma potete fidarvi: Magistrati che eseguoino quanto richiesto dalla Budesrepublik. Politici assenti, mercato R&D italiano limitatoper non creare problemi.
    Scusate lo sfogo!

  • # 4
    Gianluca P
     scrive: 

    Per Massimo P.
    Probabilmente hai le idee poco chiare circa la Germania.
    E’ il mercato più competitivo in Europa ed è la prima al mondo per l’efficienza, qualità e competitività delle infrastrutture logistiche, che permettono poi al loro settore industriale di primeggiare in quasi tutti i campi.
    La nostra inefficienza logistica (siamo al 24 posto al mondo) costa attualmente al Paese ben 40 miliari di Euro (il 25% in più della Germania) perché le infrastrutture sono latenti oppure troppo obsolete.
    Di questo passo si stima che nel 2020 questa inefficienza arriveraà a ben 270 miliari se nulla verrà fatto!
    Il sistema tedesco è molto più trasparente poiché esiste una vera concorrenza, le procedure/leggi sono molto più chiare che da noi e sono uguali per tutti, ripeto per tutti! Prova ad immaginare un’Italia simile alla Germania, soprattutto politicamente, saremmo di certo davanti alla Germania stessa. Il tuo è uno sfogo? Credo invece sia un chiaro rifiuto ad accettare un necessario cambiamento!
    Ben venga l’unificazione dell’EU, e perché no sul modello tedesco?
    Almeno certe brutte abitudini e sprechi verranno una volta per tutte “cancellati” per lasciare invece spazio a chi merita veramente!

  • # 5
    Massimo M
     scrive: 

    Per Gianluca:
    Era uno sfogo non certo sulmodello organizzativo o logistico: so bene come e cosa (e soprattutto perchè!) funzionano megliole cose in Germania.
    Dovevo andarci a vivere.
    Se non l’ho fatto e cerco di non comprare più neppure un chiodo da quella nazione (per quanto possibile)è il motivo dello sfogo.
    Cosa diresti se sapessi che la Germania ordina ed il politico o il magistrato predesse ordini direttamente dallo stato tedesco?
    Delle intercettazioni eseguite su territorio italiano senza informare la magistratura?
    COme ti sentiresti se ad un processo scopri che sanno tutto di te: quando sei arrivato in città per sostenerlo, con chi sei arrivato … Poi che l’avvocato tedesco giura di difendere prima lo stato tedesco POI il cliente (così se sei contro un cittadino tedesco non hai possibilità di vincere). E scopri che mentre tu paghi 7 avvocati in 4 anni per scoprire questola controparte manco paga l’avvocato e le spese giudiziarie perchè è previsto che le paghi lo stato (mentre per te non è così)?
    Mai provato a vedere qualcosa in Germaia? Se non parli tedesco ti appendono il telefono, cotrariamente alle elggi che loro stessi hanno firmato (e che ti impongono di accettare).
    AL parlamento europeo ci sono denunce, petizioni, ricorsi al tribunale dei diritti dell’uomo da parte di TUTTA l’europa e non solo: anche resto del mondo. Eppure non ottemperano.
    Mi spiace non posso andare nel dettaglio, ma sono cose che ho provato (e sto provando) sulla mia pelle. Non è questo il luogo ed il modo di descriverle/affrontarle.
    Ti dico solo che ho le carte in mano di quello che dico: Giudice che ti dice una cosa in aula e ne verbalizza un’altra. Ministero degli esteri e della giustizia, da me inerpellati che NEGANO i fatti, ora confermatemi dal console stesso.
    “A signò, che ci vò fare: ce stiamo a comprà l’Opèl”. In altre parole (confermatemi a voce ma non ufficalmente da un eurodeputato): “Non possiamo mettere a rischio miliardi di euro, miglialia di posti di lavoro”. Peccato che ho ragione da vendere!

    Non è tuttocosì patinato e semplice come appare …

  • # 6
    Gianluca
     scrive: 

    Per Massimo P.
    Non ho scritto che è tutto così patinato e semplice come appare.
    Anche in germania ci sono pro e contro (forse più pro).
    I metodi da “Gestapo” fanno ormai parte del passato, per fortuna!
    Se ad un processo sanno tutto su di me, meglio così.
    In Italia invece non sanno quasi nulla di te, ti giudicano e condannano nella gran parte dei casi per quello che di te non sanno. Sinceramente preferirei non averci nulla a che fare con la giustizia italiana (compresi eurodeputati facenti parte di una politica corrotta).
    Che dire allora di quella Statunitense? Hai mai provato ad imbarcarti su di un loro volo esibendo un passaporto con visti di entrata ed uscita da paesi Arabi anche moderati?
    Hai mai provato ad andare in Cina? Li vai solo dove dicono loro.
    Hai mai provato essere fermato dalla polizia israeliana per un controllo?
    Lasciamo poi perdere gran parte dei paesi sud-americani, africani o del far east dove se per caso e per sbaglio finisci nei guai puoi veramente dire addio a tutti quanti!
    Allora che cosa è meglio?
    Credo invece che al mondo d’oggi un po più di ordine e disciplina siano assolutamente necessari.

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