di  -  lunedì 9 giugno 2008

task marketWeb 2.0 non vuol dire solo che gli utenti prima lettori, oggi sono anche produttori di contenuti, ma significa anche che oggi le persone hanno a disposizione uno strumento in più per promuovere se stessi e il proprio lavoro.

Da qualche anno sono comparsi in rete servizi per aggregare le offerte di “microlavoro”, ovvero piccoli lavori occasionali che, anziché essere affidati a costosi professionisti, possono essere dati in consegna a studenti e freelance direttamente online.

Uno di questi servizi è offerto da tempo da Pajamanation, ma recentemente anche Microsoft ha lanciato un suo servizio, chiamato Task Market, dedicato ad aggregare domanda ed offerta di lavoro.

Si tratta solitamente di lavori di editing, traduzioni, piccole creazioni grafiche o scrittura di qualche programmino. Chi ha bisogno di qualcosa “posta” la propria offerta, dettagliando remunerazione e brief del progetto, ricevendo in breve tempo le risposte dai potenziali candidati.

Chiuse le selezioni e scelto il candidato, il committente e il professionista si metteranno in contatto e, terminato il lavoro, quest’ultimo sarà pagato via PayPal.

Una ulteriore evoluzione di questi servizi è rappresentata da oDesk , servizio che nasce per lavori più complessi che richiedono una collaborazione continuativa nel tempo. oDesk è particolarmente efficace perché consente al datore di lavoro di tenere sotto controllo, da un unico pannello amministrativo, tutti i lavori in corso, selezioni, pagamenti, ecc.

Internet consente quindi a singoli individui, compresi quelli che vivono in aree disagiate del pianeta, di proporre i propri servizi alla pari con altri e, se scelti, essere pagati in valuta pregiata, a tutto vantaggio dell’acquirente che ha qualità a minor prezzo e del professionista/studente che riceve lavori altrimenti impossibili da ottenere.

3 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    zonix88
     scrive: 

    Non voglio far polemica, ma vorrei alcune delucidazioni:
    quello descritto sopra non dovrebbe essere considerato come lavoro in nero?
    Inoltre affidando, per esempio, un lavoro di grafica ad uno studente smanettone abile a usare photoshop, sono sicuro di spendere poco ma sono altrettanto sicuro che il suddetto studente non ha una licenza di PS da migliaia di euro.
    Quindi sia la “povera” adobe sia le aziende che facendo questo lavoro di professione devono avere il programma licenziato andrebbero a perderci.

  • # 2
    Francesco Federico (Autore del post)
     scrive: 

    Lavorare in nero significa che la società e/o il lavoratore non pagano le tasse, cosa che non è detto avvenga avvantaggiandosi di questi strumenti online, anzi.

    oDesk ha un pannello di amministrazione molto completo, che consente di calcolare il dovuto per ogni dipendente permettendo cosi una facile identificazione delle tasse da pagare. Ovviamente non è detto che si applichi sempre la legge italiana, ma è possibilissimo lavorare e far lavorare grazie a queste piattaforme in modo assolutamente lecito.

    Per quanto riguarda la seconda osservazione preciso che non è affatto detto che si tratti di software pirata. Molti sono professionisti che già usano licenze full per il loro lavoro.

  • # 3
    ardelo
     scrive: 

    Figataaaaaaaaaaaa….ottimo per fare lavoretti dopo scuola!

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.