di  -  venerdì 6 luglio 2012

Il 28 maggio del 1982 tre manager della Apple Computer dicono addio a Steve Jobs per fondare la  Amazin’ Software. Nel 1983 la società viene rinominata prima in SoftArt e poi in Electronic Arts.

Da allora la società ne ha fatta di strada e sorprenderà scoprire che la filosofia aziendale originaria nulla ha a che fare con la fama di “strangolatore” di piccoli team di sviluppo indipendenti e di “monopolista de-facto” grazie al pagamento di diritti esclusivi delle maggiori leghe sportive, che oggi viene associata ad EA.

Le Origini

Amazin’ viene fondata dai William M. (Trip) Hawkins III, precedentemente direttore Marketing in Apple e CEO (a 26 anni) della nuova società, William Bingham (Bing) Gordon, che diventa il direttore marketing della Amazin’, e Tom Mott. La storia vuole che l’idea di fondare una software house specializzata nello sviluppo e nel marketing (vendita) di software di intrattenimento per personal computer nasca durante una cena a casa di Hawkins, con Mott, Gordon e altri 4 amici. I tre manager si imbarcano nell’avventura riuscendo a raccogliere ben 5milioni di dollari di capitali privati e contando su un organico iniziale di 11 persone.

Trip Hawkins

Hawkins caratterizza subito la Cultura aziendale con la valorizzare del lavoro dei developers e dei game designer, offrendo loro un ambiente assolutamente stimolante ed incentivandoli con royalty generose ed importanti premi. Dal punto di vista del Business, a differenza dei vari produttori di giochi di inizio anni ’80 (tra cui chiaramente gli stessi OEM), EA si concentra su soluzioni cross-hardware, ovvero lo sviluppo e la commercializzazione di titoli per sistemi differenti. Il primo grande successo è M.U.L.E., gioco di strategia rilasciato nei primi mesi del 1983 e ambientato sul pianeta Irata (anagramma di ATARI), dedicato inizialmente all’Atari 400/800 e poi portato su Commodore 64.

Confezione di M.U.L.E.

Sempre nel 1983 per Apple II arriva il famoso Dr. J and Larry Bird Go One-On-One (anche conosciuto come “One On One”), l’eccezionale simulatore NBA sviluppato da Eric Hammond.

 

Dr. J and Larry Bird Go One-On-One

Il successo è incredibile e ad Ottobre del 1983 EA vanta già 6 titoli per il Commodore 64, mentre il 1984 si inaugura con Skyfox per l’Apple II che diventa subito un best-seller. Ma il vero amore di Hawkins è il Commodore Amiga:

 “I believe this machine, marketed and supported properly, should have a very significant impact on the personal computer industry”

[Credo che questa macchina, con il supporto ed il marketing adeguato, avrà un impatto molto significativo sull’industria dei personal computer]

tanto che il primo prodotto per tale piattaforma (novembre del 1985) non è un gioco, bensì un editor grafico chiamato Deluxe Paint, assolutamente superiore a qualsiasi altro sistema concorrente, comprese le contemporanee versioni di Photoshop per Mac. Il prodotto nasce grazie al lavoro di Dan Silva che realizza l’editor come strumento per sviluppo dei videogiochi per la piattaforma Commodore. Il prodotto diventa talmente popolare che la scatola della versione II raffigurante l’immagine di Tutankhamon (creata proprio con Deluxe Paint) viene scelta anche da Commodore per evidenziare le potenzialità grafiche dell’Amiga.

Amiga e il Tutankhamon di Deluxe Paint II

Sin dall’inizio il segreto del successo di EA è quello di considerare la nuova industria dei video gioco più vicina alla produzione di prodotti di intrattenimento che alla produzione del software, tanto da considerasi una “digital media company”. Ciò porta ad avere team di sviluppo di nuova concezione con programmatori affiancati da graphic designers e produttori al posto di project managers. Inoltre, spesso, l’idea di un nuovo gioco arriva da freelancers che propongono una sceneggiatura, proprio come nel mondo del cinema, che, se approvata, viene affidata ad uno dei produttori.

Oltre ad un numero sempre crescente di titoli, non sempre di alta qualità ma anche pensati per sondare gli interessi dei giocatori, nel 1984 EA comincia ad acquisire i diritti di vendita di diversi produttori minori attraverso il proprio programma di affiliazione (Affiliated Labels). Inoltre vengono stretti importanti accordi con le celebrità sportive per associare ai propri giochi il loro nome e la loro immagine: da John Madden (Football Americano) a Michael Jordan e Larry Bird (NBA), fino al campione di scacchi Garry Kasparov. Addirittura viene ingaggiato il pilota della NASA Chuck Yaeger per lo sviluppo di un simulatore di volo.

Altra fondamentale caratteristica dell’approccio al mercato di EA è la vendita diretta dei proprio giochi, con un approccio simile a quello di Commodore, ottenendo un completo controllo su di esse ed evitando di sottostare alle regole (e ai capricci) dei reseller più comuni del periodo.

Il successo è tale che a partire dalla seconda metà degli anni ’80, EA comincia a promuovere i propri prodotti anche al di fuori degli USA, tanto che nel 1986 circa il 5% del proprio fatturato (1.5milioni di dollari sui 30 totali) viene da vendite internazionali e nel 1987 viene formalmente creata EA Europe in Inghilterra. Nel 1987 arriva Kenneth Zerbe, formalmente senior vice president, ma, informalmente, vero amministratore giornaliero dell’azienda in sostituzione a Hawkins che spende la maggior parte del proprio tempo a definire nuove strategie di espansione.

A settembre del 1989 EA arriva in borsa con una capitalizzazione di ben 84milioni di dollari, con vendite salite a 63.5 milioni e un utile di ben 4milioni.

La sede centrale di EA a Redwood City, Burnaby (California)

La società statunitense diventa così leader nella produzioni di software per intrattenimento (come amava ed ama chiamare i propri prodotti) per personal computer, ma il grosso del mercato ludico è però dominato dalla Nintendo che, con le proprie soluzioni cartridge-based, ha in mano circa l’80% del mercato.  EA decide comunque di non sviluppare soluzioni per le piattaforme della casa Giapponese perché quest’ultima impone che i giochi realizzati per le proprie console non vengano resi disponibili per quelle dei diretti competitor, tra cui SEGA che, invece, diventa il punto di riferimento per EA relativamente allo sviluppo di giochi per console domestiche.

John vs. Bird per Sega Genius


Così la società di Hawkins mette in cantiere nel 1989 circa una decina di giochi per la nuova Sega Genesis (alias Mega Drive), la prima console a 16bit disponibile negli USA, con un investimento totale pari a circa 2.5milioni. Il successo è enorme e porta Electronic Arts a coprire il 35% del mercato dei giochi per la console Sega e a posizionarsi ai vertici dello sviluppo dei software ludici a 16bit. In particolare nasce il brand EA Sports con titoli come NHL, Madden NFL e FIFA, ancora oggi punte di diamante della società.

Arrivederci alla prossima settimana con EA negli anni ’80.


One on One, 1984, Electronic Arts

20 Commenti »

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  • # 1
    Andrea Del Bene
     scrive: 

    La prima volta che ho sentito nominare Trip Hawkins è stato in occasione del lancio dello sfortunato 3DO. Quella volta il suo sorrisone ottimistico non bastò a trasformare un’idea azzeccata in un successo…

  • # 2
    phabio76
     scrive: 

    Diciamo che Deluxe Paint era superiore a qualsiasi programma del genere disponibile all’epoca… Photoshop 1.0 risale al 1990, 5 anni dopo!!!
    Ciao.

  • # 3
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @phabio76: si si… mi riferivo al progenitore ImagePro ;-)

  • # 4
    gennaro tangari
     scrive: 

    Ma scusate … sempre in merito al piccolo “OT” … ma Deluxe Paint non era un prodotto di disegno a mano (mouse) libera quanto Photoshop un software di fotoritocco?

  • # 5
    Simon71
     scrive: 

    Io appartengo a quella generazione di persone che finita la “sbornia” dei computer, ormai cresciutelli iniziarono a guardare altro…Certo non fui aiutato dal marketing scandaloso di Commodore… La prima volta che sentii la parola “amiga” pensai ad un giocattolo… Poi dopo qualche pubblicità, qualche poster capii che era una specie di console….specie…un ibrido tra pc e console…MA non attirò ne me ne altra gente che conoscevo…. Commodore non fece niente per dire che il loro era il miglior PC mai realizzato…Non la buttò sul professionale (e grazie a Paint ed altri software ne avrebbe avuto ben donde), sbagliò qualsiasi campagna pubblicitaria e di marketing…A cominciare dal nome…mamma mia, come avrebbe potuto essere diversa la storia dell’informatica se avessero assunto un direttore marketing Apple o Ms…..

  • # 6
    Alessandro
     scrive: 

    [quote]
    Non la buttò sul professionale (e grazie a Paint ed altri software ne avrebbe avuto ben donde),[/quote]

    Beh, questo non direi… Lightwave é nato su Amiga, e alcune cose di Jurassic Park é con sistemi Amiga che li hanno fatti (Video Toaster e altro).
    Molta grafica per la pubblicitá all’inizio veniva fatta con Amiga.

    Non sono riusciti a fare altro, sfortunatamente, ma i sistemi erano riconosciuti anche a livello professionale…

  • # 7
    Skalvo
     scrive: 

    Non sapevo che il gioco su Larry Bird e Julius Erving fosse un simulatore di Master Business Administration…
    O sarà un’errata corrige? Ah ah!

  • # 8
    Felice Pescatore (Autore del post)
     scrive: 

    @Skalvo… eh eh… typo for ever ;-)

  • # 9
    Giovanni
     scrive: 

    Leggero, potente, essenziale e pratico con l’immagine a tutta pagina e i menù a tendina. DP era davvero il migliore e soprattutto il meglio che potesse desiderare chi si dedicava alla programmazione dell’Amiga (libero di recuperare le bitmap ben posizionate in RAM). DP2 era un ottimo software di grafica anche nel porting per PC, considerando che al tempo c’erano Paintbrush e il Picturemaker dello storyboard IBM.

    @g.tangari
    al tempo tale differenza non era rilevabile, in particolare il concetto di fotoritocco non era, perlomeno, alla portata di tutti anche se con Amiga era in qualche modo possibile in modo relativamente economico. Diciamo che la distinzione rimaneva tra grafica vettoriale e raster.. DP apparteneva a quest’ultima categoria mentre photoshop non esisteva ancora.

    @simon71
    non capisco bene e penso di non condividere. Penso che la generazione sia anche la mia (leggo il “71”) e per quanto mi riguarda al tempo in cui è uscito Amiga la “sbornia” era tutt’altro che terminata… anzi, era il momento per un’overdose di computer perché macchine come quella ti aprivano davvero nuovi orizzonti: colori in centinaia di migliaia di pixel, musica stereo , bitmap, librerie di sistema, assembler potentissimo, linguaggio C, megabyte di memoria, hard disk, multitasking… provenendo da un qualsiasi 8 bit ti sembrava di avere sotto le dita un centro di calcolo.
    Il 2000, per esempio, non ha mai dato l’impressione di un giocattolo o di una console, nel limite del possibile ricordo che Commodore proponeva le macchine Amiga per l’uso negli ambiti professionali e creativi in cui potevano essere sfruttate… e ciò avveniva realmente, soprattutto per l’elaborazione video.
    Insomma, non vorrei che si rischiasse di fare per l’ennesima volta dei forzosi confronti con Apple, che sarebbero piuttosto inopportuni…
    Scusa, ma la tua espressione: “A cominciare dal nome…mamma mia, come avrebbe potuto essere diversa la storia dell’informatica se avessero assunto un direttore marketing Apple o Ms…..” è un po’ faziosa, mi sembra piuttosto discutibile e senz’altro storicamente non condivisibile… per quanto, come ben noto, la storia non si faccia con i “se”.

    Interessante e buona l’idea di prendere in considerazione EA… sono curioso per il prossimo appuntamento a base di ricordi. Buon RC con http://www.jurassicnews.com

    Ciao

  • # 10
    Giacomo
     scrive: 

    @ simon71
    Il tuo commento mi sembra senza capo né coda.. riflessioni a casaccio sul nome dell’Amiga e su cosa non evocava (magari leggere qualche rivista di informatica all’epoca?..), sulla sbornia informatica terminata per te negli anni 90 quando per le masse è stato un decennio di sbornie e accelerazioni informatiche incredibili, non solo in campo Amiga.. proprio non capisco.

  • # 11
    Giacomo
     scrive: 

    Per quanto riguarda EA invece direi che ha seguito la parabola di tutti gli innovatori visionari che hanno avuto molto successo all’inizio e che poi si sono seduti, preferendo campare sui franchise sportivi, che evidentemente consentono di portare a casa una pagnotta notevole..

  • # 12
    Simon71
     scrive: 

    Io appartengo a quella generazione di ragazzi cresciuti a marketing e pubblicità…Io me ne impappavo già dei computer nel 1987 ed ero già su altri lidi (Musica ed alta fedeltà…)

    Ricordo la prima volta che io ed un mio amico (entrambi avevamo attraversato la fase Spectrum/C64/Olivetti/PCIBM e chi più ne ha più ne metta) sentimmo AMIGA o forse vedemmo un poster in strada…Ci mettemmo a ridere…No, riviste di informatica NON ne comopravamo…A noi non ci importava sega…andavamo in sala giochi, tiravamo fuori la ventimila e tiravamo sera…PErché per noi quello erano i computer..Dei videogiochi un po’ più sofisticati e pallosi…Figuratevi in piena tempesta ormonale, poi, quando tra scuola, uscite, feste di ogni tipo, divertimenti vari (eravamo sempre fuori casa) ci mettevamo o venivamo solleticati da un affare che si chiamava AMIGA!

    Ricordo quando iniziò la pubblicità (sbagliata) e qualcuno che conoscevo inziava a dire “FEDERIGA LA MANO AMIGA” e amenità simili… Cosa cazzo te ne facevi di una cosa del genere? CI GIOCAVI! Questo era quello che pensavamo noi, non VOI NERD che già eravate lì a sturbarvi….

    E ripeto: CAMPAGNA PUBBLICITARIA ERRATA…Il più grande errore della storia…PERCHE’ IO, le persone che frequentvo se qualche imbecille in COMMODORE ci avesse davvero SOLLETICATO (come sapeva fare Steve Jobs, tanto per fare un nome a caso) lo avremmo comprato! Il denaro non mancava alle nostra famiglie…anzi, Amiga costava meno di MAcintosh e altra concorrenza…

    SE AVESSE DETTO IL MIGLIOR PC MAI VISTO, avessero BATTUTO sul SOFTWARE, sul mirabolante software, sul fatto che l’ OS era il più avanzato in circolazione, L’ INFORMATICA SAREBBE ANDATA DIVERSAMENTE!

    E LA COLPA DI COMMODORE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI….

    E che nessuno di voi provi a fare come “Solutor” che pensa che tutti siano nerd e geni come lui….

    Io parlo di MASSA, e la massa la devi solleticare con i giusti mezzi….All’inizio del post sono andato giù duro, lo ammetto, ma così credo di essermi spiegato meglio…

  • # 13
    Giovanni
     scrive: 

    …che tristezza leggere certe cose! Mi chiedo: si tratta di una provocazione al buon senso e alla morigeratezza dei commenti?… anche le espressioni usate, purtroppo, rendono merito ai contenuti!

    Sinceramente dovrei escludere ulteriori commenti per non infiammare delle dispute, ma è davvero difficile!

    @simon71:Io me ne impappavo già dei computer nel 1987 ed ero già su altri lidi (Musica ed alta fedeltà…)
    Il fatto che uno nel 1987 possa essere stanco degli home computers per giocare ai videogames è una questione assolutamente personale e ininfluente anche perché strettamente legata a motivi anagrafici.
    Poi, che la musica e l’alta fedeltà (entrambe cose di cui anch’io sono sempre stato profondamente appassionato e tra l’altro in veste di musicista fin dall’adolescenza) costituiscano un gradino evolutivo successivo alla passione per l’informatica, mi risulta una novità. Sinceramente mi risulta originale lidea che ci sia una gerarchia delle cose a cui appassionarsi. Credo perciò di capire che sia questa la logica secondo cui poni questi “fantomatici” NERDS in una posizione (grado evolutivo della persona) inferiore a chi, tra l’altro a 16 anni come normale che sia, si interessa anche di alcool, canne e soprattutto “gnocca”.

    @simon71:mio amico (entrambi avevamo attraversato la fase Spectrum/C64/Olivetti/PCIBM e chi più ne ha più ne metta) sentimmo AMIGA o forse vedemmo un poster in strada…Ci mettemmo a ridere…No, riviste di informatica NON ne comopravamo…A noi non ci importava sega…
    Oltre al curriculum di tutto rispetto e allo sprezzante rifiuto informativo (riviste che praticamente erano al tempo l’unica fonte di aggiornamento). Il fatto stesso di ridere con saccenza per andare in sala giochi con le “ventimila” è emblematico!

    @simon71:FEDERIGA LA MANO AMIGA” e amenità simili… Cosa cazzo te ne facevi di una cosa del genere? CI GIOCAVI! Questo era quello che pensavamo noi, non VOI NERD che già eravate lì a sturbarvi….
    commento interessante, pacato e non offensivo… degno di una zuffa preadolescenziale… siamo in un blog di tecnologia tra persone adulte: cresciamo?

    @simon71:l più grande errore della storia…PERCHE’ IO, le persone che frequentvo se qualche imbecille in COMMODORE ci avesse davvero SOLLETICATO (come sapeva fare Steve Jobs, tanto per fare un nome a caso) lo avremmo comprato! Il denaro non mancava alle nostra famiglie
    manchi completamente di cognizione storica, vedi cose di 25 anni fa attraverso le cognizioni che hai in questo momento. In quegli anni lo Steve Jobs (nome a caso) era già fuori di Apple, il Macintosh non è stato un successo grandioso fin dall’inizio, il genio di cui sopra stava arrancando con NExT: un’ottima macchina tra le migliori del suo tempo, ma anche a lui non è venuta la stessa favolosa idea di marketing per evitargli un colossale tracollo… perciò la situazione è analoga. Non serve che usi il maiuscolo, ma limitati ad informarti prima di esprimere concetti sbagliati (e sinceri complimenti per la tua ricchezza e quella delle VOSTRE famiglie).

    @simon71:E che nessuno di voi provi a fare come “Solutor” che pensa che tutti siano nerd e geni come lui….
    è una minaccia?… lo dirai a tuo fratello più grande?… o a tuo cugino?

    @simon71:Io parlo di MASSA, e la massa la devi solleticare con i giusti mezzi….All’inizio del post sono andato giù duro, lo ammetto, ma così credo di essermi spiegato meglio…
    già non c’era nulla da spiegare meglio… e infatti, per quanto mi riguarda, hai semplicemente peggiorato il giudizio su ciò che prima mi sembrava di non aver capito.

    Ciao

  • # 14
    kais
     scrive: 

    sarà il caldo, ma leggo sempre piu commenti di gente stressata su i 4 siti che seguo che la cosa comincia a preoccuparmi…

  • # 15
    neutrino76
     scrive: 

    Non me ne vogliano gli altri, ma forse credo di aver capito il commento si Simon71 avendo, in parte, provato quello che (forse) lui intende. Mi pare di capire che ci sia la rabbia per l’assurda azione di marketing di Commodore nei confronti di Amiga (e su questo credo siamo tutti d’accordo) e l’impotenza di assistere a un vero peccato ossia quello che poi ha portato al fallimento della stessa Commodore. Forse Simon71 si riferisce alla rabbia che provava quando, a giovani come il sottoscritto, dicendo che studiavi computer grafica su Amiga, la gente rispondeva “ma che usi, quel giocattolo?”. Perchè, volenti o nolenti, tale era l’idea che la massa aveva della Commodore. Idea che la Commodore stessa non si sforzava + di tanto di mutare. Ma vi ricordate la pubblicità (orribile) dell’ultimo pastrocchio Commodore, l’Amiga 600?
    Magari Simon71 avrà sbagliato certe espressioni ma, più in profondità, non posso dire di non riconoscermi in certe sue considerazioni. Anche io ho conosciuto diversi mie coetanei che a cui i genitori comprarono un PC compatibile piuttosto che un Amiga perchè avevano, appunto, l’idea che questa piattaforma altro non fosse che una console con la tastiera. E non mi si venisse a dire il contrario perchè queste cose le ho vissute sulla mia pelle, da amighista sfegatato quale ero.

  • # 16
    Shin_Shishi
     scrive: 

    Ecco diciamo che sono un fan boy(ex causa età anagrafica) di Amiga che ho sempre ritenuto la migliore macchina su cui io abbia messo le mani; detto ciò Simon71 ha ragione di essere arrabbiato per l’occasione persa da Commodore ma, come dice Giovanni c’è modo e modo di dire le cose. A proposito, Simon71 tutta questa acredine che hai con i nerd a cosa è dovuta ? I soldi non ti sono bastati ad acquistare qualche neurone e sinapsi in più ? Perdonate il flame ma, non se ne può più di questa arroganza blasè.

  • # 17
    Giovanni
     scrive: 

    Salve, premesso che l’argomento in discussione non è Amiga e tantomeno il marketing Commodore. Io sono intervenuto perché davvero dispiaciuto sul tono e sulle argomentazioni (tra l’altro anche non vere e del tutto fuori luogo).
    In ogni caso, col rischio di contraddire quanto ho già sostenuto, Amiga, e nello specifico il modello 500, erano macchine dalle capacità superlative ma pensate commercialmente per un mercato consumer di home-computer molto potenziati. Il corrispondente commerciale, il “competitor” di Amiga da parte di Apple non era il Macintosh (nonostante sulla carta avesse caratteristiche tecniche inferiori), bensì il GS.
    Il fatto è che probabilmente, non essendomi mai preoccupato (ora come allora) dei commenti degli altri soprattutto argomenti in cui sapevo di avere le mie precise argomentazioni, era che con Amiga ti potevi divertire e fare cose che altrimenti ti erano precluse. Lo stesso vale per gli ST con la MIDI di serie e tanti buoni software di pilotaggio (sequencer). Faccio un esempio: al tempo realizzavo piccole applicazioni, con Amiga avevamo preparato un software per le coreografie di luci per alcune discoteche locali; sinceramente realizzare lo stesso per un PC sarebbe costato almeno tre volte e con un risultato assolutamente meno brillante (pulsanti 3d, potenziometri grafici, mini-simulazioni ecc..). Il fatto é, che predisporre queste soluzioni “professionali” con Amiga e un po’ di C era estremamente facile perché l’hardware a disposizione ti permetteva di farlo. Fondamentalmente però non aveva torto nemmeno chi definiva questa macchina come “console evoluta”, ma probabilmente nemmeno il marketing Commodore perché credo che non avrebbe certo competere in settori dominati da marchi ben più preparati per soluzioni professionali: e non mi riferisco certo ai PC ma a produttori come SUN, Silicon Graphics o Apollo..

    ciao

  • # 18
    Leo
     scrive: 

    Che ricordi.

    LHX Attack Chopper, Chuck Yeager’s Air Combat (la prima volta che sentì la Sound Blaster parlottare con la voce del nonnetto del volo), 688 Attack Sub, il mitico Populous, Syndicate, quanta roba, che dire poi di Jane’s Longbow 2, ancora oggi il miglior simulatore di un teatro di guerra in tempo reale, e Magic Carpet?

    Ricordo ancora l’edizione di K con il 3D0 in copertina e i numeri da sbavo di quella macchina, troppo avanti rispetto ai tempi.

    Poi, come già scritto qui, hanno deciso di campare con i vari John Madden, Fifa XX, NBA XX e hanno posto fine alla lunga sequela di giochi originali e ben programmati, o forse siamo solo invecchiati noi e gli occhi davanti allo schermo non hanno più la stessa fantasia che avevano davanti ad una Testarossa in CGA, oggi invece ci lamentiamo quando a GT5 non si vede bene il segno dello sporco sui parafanghi…

  • # 19
    lakar
     scrive: 

    Quoto quanto scritto da neutrino76. Simon71 forse si è espresso male e sulla questione del nome ha anche sbagliato perché Amiga poteva essere un nome poco azzeccato solo nella lingua italiana e spagnola. Per il resto però non ha tutti i torti. Mi ricordo che all’epoca la maggior parte delle persone pensava ad Amiga come a un sistema per giocare. I miei amici che avevano Amiga lo usavano solo per giocare e spesso ignoravano di poterci fare altro. Commodore è sicuramente in gran parte colpevole. Ad esempio basti pensare che gli Amiga venivano venduti nei negozi di giocattoli e che non vennero mai prodotti Amiga portatili che all’epoca venivano usati quasi solo dagli uomini d’affari. Invece sull’altra sponda i pc a volte venivano venduti con la garanzia che avevano la “compatibilità industriale” (=IBM compatibile) e quindi sembravano più “seri”.

  • # 20
    Andrea
     scrive: 

    Quoto Lakar, anch’io ho sempre ritenuto l’Amiga un sistema esclusivamente per gioco e come tale è sempre stato pubblicizzato ed è rimasto nella memoria dei più.
    Comunque davvero un bell’articolo, complimenti!

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