di  -  giovedì 5 gennaio 2012

Facebook, Google, Wikimedia Foundation, Twitter, Zynga, eBay: sono solo i più visibili fra gli attori che promettono un “blackout di Internet” in data da destinarsi (si parla del 23 gennaio, il giorno prima della discussione presso il senato USA sulla proposta di legge).

È questa la notizia – davvero scottante – diffusa qualche ora fa da Extremetech, che non fa che rimarcare la gravità della materia. Si tratta di una legge federale USA, lo ricordiamo, che se approvata andrebbe ad impattare sulle dinamiche fondamentali di Internet, dal lato tecnologico e legale.

Se confermato, questo blackout avrebbe conseguenze inimmaginabili su una popolazione di oltre 2 miliardi di utenti Internet, che si vedrebbe di colpo privata di alcune delle colonne portanti del Web.

In attesa di un approfondimento dedicato su AD, invito tutti a farsi un’idea sulla pagina dedicata a SOPA da Wikipedia.

11 Commenti »

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  • # 1
    Drizzt
     scrive: 

    Per quanto assolutamente d’accordo con il blackout e la protesta, ci mancherebbe, mi viene pero’ da ridere a pensare che quelli siano i siti il cui blackout “avrebbe conseguenze inimmaginabili “. Tolto Google, se gli altri li spengono anche per sempre il disagio durerebbe una settimana, poi vivremmo come abbiamo sempre vissuto. Per assurdo, per me medesimo sarebbe ben peggio se facessero un blackout Libero e MSDN :-D

  • # 2
    windswalker
     scrive: 

    Interessante piuttosto notare come aziende sfruttino la propria posizione dominante di mercato (specie unendosi nella protesa) per fare pressioni su un governo…
    Sembra che la società governata da mega-corporazioni non sia più solo un sogno fantascientifico (per quanto situazioni analoghe, come le lobby, imho siano sempre esistite, sebbene non sbandierate in maniera così plateale dai protagonisti!)

  • # 3
    Notturnia
     scrive: 

    quindi il 23 gennaio internet andrà più veloce ? :D

  • # 4
    Drizzt
     scrive: 

    windwalker: a meno che non ci siano state invasioni aliene recentemente e io non me ne sia accorto, le aziende che si oppongono al governo sono cittadini, umani, terrestri che si trovano in disaccordo con altri cittadini, umani, terrestri. Ribadisco, a meno che non ci sia stata un’invasione di Marziani ed io non ne sapessi nulla.

  • # 5
    Eddie
     scrive: 

    In risposta al commento #2
    In America è così, ed è fatto alla luce del sole tramite le lobbies.
    Quando si deve presentare una legge tutti i gruppi di potere vanno da questo o da quel deputato per far valere le proprie ragioni.

  • # 6
    neutrino76
     scrive: 

    @Drizzt mi fanno ridere quelli che dicono “poi vivremmo come abbiamo sempre vissuto”. Sì, anche l’uomo delle caverne viveva (e noi ne siamo la prova). Ma bisogna contare che attorno a un nuovo servizio si creano nuove possibilità e nuovi posti di lavoro e/o sociali che per molti sono appunto indispensabili. Si pensi a chi lavora attorno a Facebook oppure a coloro che per impossibilità fisica non possono uscire di casa e usano Twitter e FB per avere un contatto con il mondo sociale. Si viveva anche senza cellulare ma se incappiamo in un incidente per strada magari ora grazie a questo strumento riusciamo a salvare delle vite umane.

  • # 7
    Dany
     scrive: 

    mah…trovo ridicoli i commenti come
    “se gli altri li spengono anche per sempre il disagio durerebbe una settimana, poi vivremmo come abbiamo sempre vissuto. Per assurdo, per me medesimo sarebbe ben peggio se facessero un blackout Libero e MSDN :-D”

    Ma in quale mondo hai vissuto negli ultimi 10 anni?

    Questo però supera tutti:
    “Interessante piuttosto notare come aziende sfruttino la propria posizione dominante di mercato (specie unendosi nella protesa) per fare pressioni su un governo…”

  • # 8
    zafferano
     scrive: 

    Purtroppo e’ il tipico esempio di sciopero dove vengono colpite persone/utenti innocenti, invece di dare noie ai “colpevoli”.

    Praticamente la stessa tecnica usata dai sindacati, negli ultimi quarant’anni.

  • # 9
    windswalker
     scrive: 

    @ Drizzt

    Se ti documentassi un po’ sullo stile di vita dei personaggi dietro alle corporazioni in argomento, forse ti accorgeresti che i “marziani” (come li chiami tu) sono già tra di noi… niente a che vedere con quei quattro rubagalline che chiamiamo comunemente politici

  • # 10
    GiulioF
     scrive: 

    …tratto da wikipedia ” The bill would authorize the U.S. Department of Justice to seek court orders against websites outside U.S. jurisdiction accused of infringing on copyrights, or of enabling or facilitating copyright infringement.[4] After delivering a court order, the U.S. Attorney General could require US-directed Internet service providers, ad networks, and payment processors to suspend doing business with sites found to infringe on federal criminal intellectual property laws. The Attorney General could also bar search engines from displaying links to the sites” credo che ciò sia materia del contendere… per quanti ritengono lo sciopero uno strumento di lotta “limitante il diritto dell’utente ad usufruire…” dico solo che lo sciopero per chi aderisce si traduce in soldi non percepiti… ricapitolando…lo sciopero comporta molti sacrifici anche a chi vi partecipa..

  • # 11
    Simone82
     scrive: 

    Se protesta doveva essere il 23 gennaio, io ho visto tutto acceso… Su Facebook ho regolarmente giocato con Zynga, e twittato facendo ricerche con Google…
    Incredibile pensare che internet debba tornare al 2001 come pensa qualcuno senza che cambi niente, incredibile pensare allo stesso modo che combattere la pirateria che ruba soldi alla gente sia chiudere internet. Magari, approvata la legge, impareremmo tutti a mettere il casco, anche dopo essere andati dal parrucchiere ed esserci messi il gel. Detto che, naturalmente, SOPA è una legge scritta con i piedi che è meglio non passasse neanche in Burundi…

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