di  -  venerdì 16 dicembre 2011

Che Steve Ballmer non abbia il carisma di Bill Gates è cosa nota e risaputa, tanto che il web impazza di articoli basati su presunti rumors che annunciano il possibile ritorno di Gates alla guida di Microsoft. Anche su Facebook sono nati diversi gruppi, tra cui l’”imperativo” “Bill Gates come back to Microsoft!

 

Bill Gates come back to Microsoft!

D’altronde gli stessi dipendenti soffrono di una guida poco chiara e di scelte che non condividono, come dimostra l’abbandono in massa della sala dove, agli inizi di ottobre, Ballmer stava spiegano che il “futuro di Microsoft è legato al connubio tra i Tablet e Windows 8”.

Inoltre, durante l’ultima decade, in cui Ballmer ha assunto la funzione di CEO (sostituendo Gates nel 2000), le azioni della società sono crollate da 60dollari a circa 20/25dollari. In realtà la colpa è anche della bolla delle .COM e della crisi finanziaria iniziata nel 2008, ma alcuni dei principali concorrenti se la sono cavata decisamente meglio: Oracle si attesta tra i 35/40dollari mentre  le azioni Apple hanno raggiunto addirittura il picco di 411,63dollari agli inizi di settembre 2011, assestandosi poi ad un “modesto” valore di 386dollari.

Insomma è evidente che qualcosa non funzioni in quella che, piaccia o non piaccia, è ancora oggi la maggiore software house del mondo.

Ma cosa si cela dietro la figura di Gates? O meglio, come è riuscito a divenire icona stessa di Microsoft al punto di essere ritenuto da molti l’unico in grado di ridare slancio a BigM?

In realtà molto di quello che si cela dietro l’immagine di Gates è stato costruito negli anni dai responsabili della comunicazione Microsoft (partendo ovviamente dalle caratteristiche naturali dello stesso fondatore della società di Redmond), proprio per contrastare i giudizi che tipicamente si hanno del colosso dell’informatica:

  • I prodotti Microsoft sono di scarsa qualità e ottengo successo solo grazie al monopolio dell’azienda sul mercato;
  • Microsoft è sempre stata temuta e odiata dal mercato;
  • alla gente non piace Bill Gates

raggiungendo lo “zen del marketing”.

Ognuno di questi punti è soggettivamente commentabile, ma quel che è certo è che fino agli inizi del 2000 tutto l’ecosistema Microsoft girava intorno alla figura di Gates, caratterizzata ad arte attraverso tre elementi: gli abiti, il comportamento e l’umiltà finanziaria.

Il look del co-fondatore di BigM non è mai stato particolarmente curato: quasi sempre si presentava (e si presenta tutt’oggi) con vestiti classici e un taglio di capelli con poche pretese. Ma il vero fiore all’occhiello erano i “grandi occhialoni” che gli conferivano un’aria impacciata e mite, cosa che le persone amano molto più di un uomo di affari sempre tirato a lucido. Negli anni ’80 era davvero difficile non trovare un immagine di Bill con il classico floppy da 5.25”.

 Time Magazine del 1984

Gates ai tempi di Windows 3.0

Gates in compagnia della moglie Melinda (oggi)

Vabbè, oggi gli occhiali si sono decisamente ridotti, ma il merito è tutto della moglie Melinda.

Il secondo aspetto è il comportamento. Nonostante Gates abbia creato un impero e lo abbia fatto giocando più di una volta fuori dagli schemi (e dalle regole), a memoria non risulta che abbia mai insultato o denigrato in modo diretto i propri competitor, a differenza, ad esempio, di quanto fatto da Ellison di Oracle che ha pronunciato la storica e irritante frase: “Non è sufficiente che noi (Oracle) si vinca, quel che conta è che tutti gli altri dovranno perdere”.

Nei vari discorsi che ha tenuto (e ne ha tenuti tanti) ha sempre trasmesso il messaggio di uno che crede in quello che dice, una persona che sa bene cosa vuole ed è disposto a rimettersi sempre in gioco per raggiungere l’obiettivo. Questo piace alle persone, lo distingue fortemente da Ballmer e lo accomuna ad un altro grande del mondo IT: l’arci-rivale Steve Jobs. Tutto ciò traspare nei due libri scritti fino ora: la strada che porta al domani e business alla velocità della luce, non eccezionali nella forma, ma assolutamente rappresentativi del percorso verso cui l’informatica si stava muovendo.

The Road Ahead, La strada che porta al domani

Terzo elemento: i soldi. Parlando di Gates è impossibile non pensare ai soldi, visto che per anni è stato incoronato l’uomo più ricco del mondo. Nonostante ciò non ha mai ostentato la propria ricchezza (ad esclusione della mega dimora da 50milioni di dollari) ed è sempre stato impegnato in attività benefiche, tanto da creare la Bill e Melinda Gates Foundation a cui ora dedica praticamente la sua intera esistenza.

Bill e Melinda durante una delle moltissime iniziative filantropiche

A tal proposito, su uno degli ultimi numeri di Wired è stato possibile leggere un intervista a Mr Microsoft in cui l’informatica non è nemmeno menzionata e l’unico argomento è il “nucleare di quarta generazione”, di cui parla con sicurezza e maestria.

Alla luce di tutto ciò, cosa ha portato allora Ballmer sul trono di Windows? Ebbene, nonostante la forte dote carismatica e il costante impegno dei responsabili della comunicazione di Redmond, la fine degli anni ’90 hanno messo in ombra il ruolo di “bravo ragazzo” dell’uomo più ricco del mondo.

In particolare la lunga causa dell’antitrust americana per l’abuso di posizione dominante e quindi per la violazione delle leggi sulla concorrenza relativamente ad Internet Explorer incluso nei sistemi Windows, ha offuscato l’immagine di Gates, nonostante la vittoria legale di Microsoft. L’immagine pubblica del proprio CEO ha cominciato ad essere sempre più associata a comportamenti poco chiari e poco rispettosi delle regole e la società intuisce presto che è necessario correre ai ripari: qui arriva Ballmer! Gates decide di farsi da parte, ritagliandosi il ruolo di Chief Software Architect, mentre i responsabili della comunicazione cominciano a lavorare sull’immagine di quello che Chapman definisce “l’orsacchiotto dell’Hi-tech”.

Ma Ballmer non è Gates e Microsoft è alla disperata ricerca di un nuovo carismatico capo, a differenza di Apple che sembra aver trovato in Cook la sua nuova guida.

 

Video Ballmer presenta e vende Windows 1.01

22 Commenti »

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  • # 1
    ReaToMe
     scrive: 

    Sono dell’idea che con W8 molti dovranno ricredersi sulle strategie di Ballmer & Co.
    Quello che sta succedendo in casa MS mi ricorda molto quello fatto con la XBox.
    La prima non scalfì lo strapotere PS2. Con la 360 si sa come è andata.
    Mi sembra che MS ora stia alla finestra su vari ambiti nello stesso modo.
    Prove generali per partire nell’imporre il suo ecosistema dalla prossima generazione di prodotti.
    IMHO.

  • # 2
    Edgar MC Falken
     scrive: 

    Personalmente non scommetterei nulla sul sicuro successo di Windows 8, e lo dico da soddisfattissimo utente di Windows 7. Non mi convince soprattutto l’uso predefinito della interfaccia Metro sui sistemi desktop…è vero che si potrà impostare il desktop tradizionale,ma come se fosse una applicazione (almeno da quello che si sa finora)

    Sono invece d’accordo sul fatto che alla Microsoft stiano creando un ecosistema software che potrà coprire ogni campo, dal mobile (con windows phone), ai tablet, alle console, ai pc tradizionali…in questo modo si potranno usare i contenuti creati con uno qualsiasi di questi dispositivi su tutti gli altri

  • # 3
    ReaToMe
     scrive: 

    Credo che le difficoltà di MS nascano principalmente dal fatto che si stia reinventando da produttrice di software a fornitrice di servizi. Integrare la seconda senza snaturare la prima, ma anzi rendere il tutto la sua naturale evoluzione, non è semplice.
    Soprattutto se ti chiami MS e non ti puoi permettere di diventare comprimario.

  • # 4
    Ago72
     scrive: 

    Se la posizione di Microsoft nel mercato desktop/notebook non è in discussione, nel mercato mobile e console, la situazione è totalmente differente, come del resto lo sono i consumatori.
    Microsoft non ha colto i cambiamenti arrivando in ritardo su questa nuova strada, basti pensare che da una posizione leader nel settore smartphone/PDA con WM5/6, oggi si trova con una quota di mercato intorno al 2%

    http://www.gartner.com/it/page.jsp?id=1764714

    Inoltre sul mercato dei tablet (nell’eccezione “moderna” del termine) è totalmente assente. Con google ed Apple che innovano e vendono milioni di pezzi.

    http://www.idc.com/getdoc.jsp?containerId=prUS23228211

    Sul mercato dei Tablet, microsoft arriverà a metà 2012, e probabilmente sarà appetibile (parco applicazioni) non prima di fine 2012 inizio 2013, in poche parole tra un anno.

    Anche sul mercato delle consolle la situazione ha delle nubi. Google e Apple si sono ritrovate tra le mani, involontariamente, delle consolle portatili, mettendosi in concorenza con Nintendo e Sony. In questo settore, dove si sono viste importanti quote di crescita, microsoft è assente.

    http://blog.flurry.com/bid/31566/Apple-iPhone-and-iPod-touch-Capture-U-S-Video-Game-Market-Share

    sul mercato console domestiche, fatto salvo di errori dei competitor, non ci si può aspettare grandi variazioni di numeri.
    Inoltre il mercato delle consolle sia portatili che fisse, è molto diverso da quello dei computer desktop, il cambio di produttore è molto più diffuso e meno indolore per l’utente finale.

    Concludendo, Microsoft oggi ha ottimi prodotti sul mercato e in cantiere, le ultime versione di W7, ie8/9 e WP7, hanno fatto dimenticare gli errori del passato. Inoltre ha la forza economica e tecnologica per lottare, ma non è più come una volta, dovrà lottare e molto.
    La dirigenza attuale ha le capacità di portare microsoft in questo nuovi mercati?

    P.S.
    In tutti i nuovi settori, Microsoft ha perso l’alleato storico, Intel.

  • # 5
    massimo
     scrive: 

    Quando Gates guidava la Microsoft, questa era una compagnia giovane e agile mentre IBM era “il gigante”, con tutte le connotazioni negative del ruolo. Adesso Microsoft è cresciuta tanto da essere LEI “il gigante”… Gates ha lasciato la guida più o meno nel momento in cui questa transizione è diventata evidente.

    Gates ha guidato MS finché c’erano spazi per crescere. Ora che MS è cresciuta tanto da non poterlo fare ancora (e dove mai potrebbe??) si trova ovviamente a giocare in difesa anziché all’attacco. Probabilmente Gates questo l’ha capito benissimo a suo tempo, ha deciso che la cosa non lo divertiva più e ha passato la mano a Ballmer appena ha potuto. Tanto con tutti i soldi che ha :-)

    La mia personalissima teoria, basata sul fatto che Bill Gates era ed è un ottimo programmatore, è che lui ha smesso di occuparsi di Windows quando è diventato chiaro che Windows non era più una sfida tecnologica, ma un impero da amministrare, una mucca da mungere. Quando insomma fare Windows ha smesso di essere divertente ed è diventato una palla infinita…

  • # 6
    gennaro tangari
     scrive: 

    @Massimo
    Bill Gates ha smesso di scrivere software prima che Windows nascesse.

    Personalmente reputo che la qualità dei software sotto la guida di Ballmer sia notevolmente cresciuta. Il problema di Microsoft è che non è riuscita a farsi percepire dal pubblico consumer (perché poi la stanno i “problemi”) come una società cool.

    Certo, di errori ne sono stati commesi: era evidente che iPhone era un deciso passo in avanti nell’interazione uomo-telefono e Microsoft da Windows Mobile da 5 a 6 ha buttato a mare un enorme vantaggio in termini di ecosistema (ricordiamoci che in quell’ambiente aveva quasi il 50% del mercato fino al 2007).

    Altro errore (ma sicuramente legato al precedente) è il ritardo nell’ingresso nel mercato dei tablet (quelli come ora li intende il mercato … all’iPad-maniera per intenderci).

    In tutti gli altri mercati, dall’enterprise, ai DB, agli strumenti di sviluppo passando per Office non mi sembra che le cose vadano male … anzi!

  • # 7
    koss
     scrive: 

    Quello che succede è di una banalità sconcertante, una software house vive, come si potrà capire, di software, se questo non si vende più, d’incanto i profitti della stessa vengono a mancare.

    E’ facile vedere la sua crescita (tipo con win 95) quando fuori dai negozi ci stava la fila che adesso vediamo con iphone/pad, io lo ricordo quel periodo, allora si vendevano i PC, si vendevano anche a chi non servivano a niente.

    Adesso per windows (che stranamente sta ancora nei pc, “vista” la qualità degli ultimi prodotti), ti danno appena appena una miseria per una licenza sul preinstallato, che non è niente rispetto ai quasi 200 euro per il pacchetto (piu scarso) che trovi sullo scaffale, che nessuno o quasi compra.

    Poi fino all’anno scorso il ballmer da tutti indicato come uno squalo, d’incanto diventa una trota, da non confondere con il trota, che è tutt’altra persona.

    Sul fronte delle innovazioni concordo con quanto sopra detto, dopo che sono stati già sbolognati milioni di tablet e milioni si venderanno fino ad aprile 2012, quando forse vedrà la luce win 8, forse perchè conosciamo i ritardi di microsoft, alla faccia delle capacità di microsoft di anticipare i tempi….

    come era il titolo del libro “la strada che porta al domani”….

    mgari al dopo domani…

  • # 8
    massimo
     scrive: 

    @gennaro tangari:
    Non ho detto che Gates ha scritto Windows.
    Ho detto che Gates è un ottimo programmatore. Il che significa che ha una certa ben precisa mentalità.

    @Ago72:
    W7, dal punto di vista di un programmatore, E’ IN SE STESSO un errore, come lo era Vista prima di lui. Vista, win7 e adesso windows 8 sono sistemi operativi che non dovrebbero esistere: se sono qui è solo ed esclusivamente per questioni di marketing (=vendere ancora altra roba agli stessi fessi).
    Chiediti questo: cosa c’è in Vista/win7 che NON si poteva implementare in winXP? L’UAC? Figuriamoci. I 64 bit? Le DX11? Direct2D? AERO??? Mapperfavore… sono solo specchietti per le allodole.

  • # 9
    Ago72
     scrive: 

    @Gennaro

    Nel mercato enterprise, nei db, in office e strumenti di sviluppo, è innegabile la sua leadership. E sta rafforzando sempre di più il suo primato tecnologico.
    Però ci sono due aspetti che non sottovaluterei, il primo è che il mercato del computer desk/portatile si sta sempre più restringendo.
    Secondo, _SE_ il cloud prenderà piede, aumenterà la potenza richiesta lato server. E su quel tipo di soluzioni, Microsoft deve competere con Oracle e IBM, inoltre su sistemi server la presenza di linux è una percentuale importante.

    Tengo a sottolineare che con i miei interventi, non voglio dire che Microsoft “fallirà”, ma semplicemente che le prospettive di mercato non sono così positive, come potrebbe apparire analizzando solo il mondo desktop/notebook.

  • # 10
    Rod
     scrive: 

    @ Massimo
    Non ha senso domandarsi cosa “si poteva implementare in winXP”.
    Come avresti implementato la diversa gestine delle chiamate (simultanee) delle API grafiche che fa Windows 7, quando XP può dare priorità solamente ad un software alla volta? Con altri 3 Service Pack?
    E la gestione piena dei 64bit (che su XP sembrano uno scherzo)?
    E la gestione di dischi con capacità superiori ai 2.19 TB anche per gli OS a 32bit (limite invece invalicabile per XP 32bit)?

    Dai, un po’ di serietà. Anche io utilizzo ancora XP sulla workstation audio, ma pensare che tutto ciò che ha introdotto Windows Vista, Windows 7 e che introdurrà Windows 8, potesse essere implementato con facilità anche su un OS nato e pensato per la realtà informatica di 10 anni fa, è una sciocchezza.

  • # 11
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    In effetti avrebbero potuto benissimo aggiornare Windows 1.0 con questo “principio”…

  • # 12
    ginojap
     scrive: 

    @Massimo
    Win7 specchietto per le allodole?
    Sinceramente non capisco la tua logica.
    Probabilmente ogni sistema operativo, “patchandolo” all’infinito puo’ mutare fino ad implementare qualunque cosa si vuole.
    Dimentichi forse che un fatto e’ rilasciare delle patch per correggere o migliorare delle funzionalita’ ed un’altro fatto e modificare pesantemente la struttura originale di un sistema operativo.
    E’ tutta una questione di quantita’ di codice scritta dai programmatori. E siccome i programmatori sono persone che lavorano e che purtroppo mangiano anche, e’ giusto che siano pagate. Non ti pare?
    Non so che lavoro tu faccia, ma immagino che non ti piaccia fare qualcosa per qualcuno tutti i giorni e non ricevere nessun compenso.
    I costi delle licenze probabilmente coprono solemente i compensi dovuti a chi si sbatte per mantenere sicuro ed efficiente un sistema operativo. Quando c’e’ bisogno di modifiche radicali (e di conseguenza di un lungo lavoro di riprogettazione) non resta altro da fare che rilasciare un nuovo sistema operativo in modo da poter recuperare i costi degli investimenti.

    In ogni caso, fortunatamente, viviamo in un mercato libero dove ogni compagnia puo’ decidere la sua politica di prezzi. L’utente ha invece, ( sembra incredibile ma e’ vero ) l’enorme potere di lasciare sullo scaffale un prodotto che reputa privo di valore e sara’ libero di usare WinXP anche nell’anno 2100, quando forse i computer avranno mediamente un milione di terabyte di memoria ram.

  • # 13
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Convengo con l’analisi di Ago72 #4 con un’unica eccezione: mi pare che sia più Intel ad aver perso MS che non viceversa. L’ha persa, mutatis mutandis, come PPC ha perso Apple nello scorso decennio: incapacità di adattarsi ai requisiti energetici dei dispositivi su cui si fa e sempre più si farà il grosso dei volumi, smartphone e tablet.

  • # 14
    Ago72
     scrive: 

    @Alessio

    Anche se non al 100%, sposo il tuo punto di vista ;)

  • # 15
    Avada Kedavra
     scrive: 

    Personalmente ritengo che Windows 8 sia un inspiegabile suicidio.
    O meglio spiegabile solo pensando che i ceo delle maggiori aziende IT siano stati soggetti, dopo un decennio di stagnazione fisiologica del mercato, alle stesse dianmiche che portano i branchi di balene a spiaggiarsi.
    Qt si è suicidata con il KDE4, ha buttato via un prodotto eccellente, completo, maturo e con una comunità affezionatissima e continua a costringere gli utenti rimasti a un continuo calvario di fix solo per avere un ambiente “che sappia di nuovo”, ma meno flessibile e meno usabile del precedente.
    Ubuntu ne ha beneficiato essendo fondata principalmente su una buona personalizzazione di Gnome, ma si è spiaggiata con Unity che se possibile è ancora meno usabile e flessibile di KDE4, e Mint ringrazia.
    La stessa Apple, che pur può contare sulla comunità più acriticamente affezionata della storia dell’informatica, è risucita a sollevare un vespaio di critiche per iOSizzazione per fortuna limitata di Lion, una cosa senza precedenti dopo 10 anni di osanna ad ogni update di X.
    MS, piaccia o no, aveva finalmente raggiunto la maturità con 7, finalmente stabile, ragionevolmente sicuro e anche altamente usabile e stilisticamente e funzionalmente coerente (lato in cui Vista peccava per eccessiva giovinezza, risultando il sistema MS meno amato di sempre escluso forse Me), e si va a suicidare dicendo che con 8 cambierà tutto!

    Pazzesco! Qualcuna vada a chiamare un autocarro per cercare di ributtare in mare questi cetacei!

    Intendiamoci, il dietro le quinte di 8 è impressionante in maniera positiva, lato gestione delle utenze, tempi e modi di avvio, processo di installazione e gestione del sistema.
    Anche lato desktop, a parte il diffondersi di Ribbon (che è bello, utile e piacevole come un calcio nei Paesi Bassi), sul blog di MS e già nella Developers Preview si sono viste parecchie migliorie.

    Ma quello che non mi convince per niente è questa moda del post-PC.
    L’idea è fare un sistema a misura di chi il PC non lo prenderebbe mai in considerazione.
    Siamo nel 2011 signori, il Neanderthal si è estinto da un pezzo, il desktop computing non è più uno scoglio di ingresso che allontana potenziali clienti ma il mondo con cui chi è nato negli ultimi 20 anni è cresciuto.
    Forse i nipotini di Ballmer dovrebbero spiegarglielo, la prossima volta che gli configurano il cellulare o gli aprono un account su Gmail.

    E parte un paio di utili “innovazioni” (telefono e navigatore) il terminale post-PC che vuole assomigliare ad un elettrodomestico è una pessima idea.
    In primo luogo perchè anche il mercato di ogni elettrodomestico è destinato a saturarsi, esattamente come è avvenuto per quello dei PC.
    O forse i geniacci del marketing hanno dimenticato Newton, gli UMPC, i netbook: un prodotto raggiunge il suo potenziale e poi il mercato si satura. E non ci puoi fare niente bello!
    E puntare il mercato sui Neanderthal non ha molto senso, cosa pensano che ci faranno… o meglio, QUANTO, in termini di indotto pensano che farà ogni utente del mondo post-PC?
    A parte mostrarlo agli amici del bar e poi usarlo come fermaporta, intendo.
    Cosa che peraltro molti facevano già con i PC.

    Ma non solo è inutile perchè risolve un problema che nessuno sotto i 50 sente più e perchè punta su una nicchia di utenza che fisiologicamente porta, pro capite, un indotto enormemente inferiore.
    E’ soprattutto un coacervo di idee estremamente dannose per il mondo dell’informatica.
    – “Immersive”: spiacenti signori, ma ho il pollice opponibile. Non mi spaventa avere più finestre e seguire più lavori contemporaneamente. Da 20 anni ho la possibilità di sovrapporre e ordinare finestre, icone, barre, desktop multipli. L’ultima cosa che voglio è tornare agli anni 70/80 con applicazioni a tutto schermo, e comunque se voglio posso farlo senza biosogno che arrivi un messia da Redmond a dirmi che Xerox sbagliò tutto nel concepire il desktop.
    Non è colpa degli utenti se il mercato è saturo, ma farli arretrare di 20 anni spacciando la cosa per novità non fa bene al mercato nè agli utenti!
    – “App centric”: il Male Assoluto, puro e semplice, e tra l’altro non è certo una novità. Un passo indietro di 20 anni anche questo. Voglio i miei dannati file, voglio sapere dove sono, voglio decidere se tenerli locali o remoti, voglio decidere io con quale applicazione aprirli. E soprattutto non voglio che sia la tua applicazione a decidere come e se ha voglia di farmeli esportare. E’un tentativo di lock in bello e buono, e non è mai stato apprezzato dagli utenti perchè sposta troppo la barra del controllo dalla parte degli sviluppatori.
    – “Apps”: anche qui, bel tentativo di lockin! Ma come, HTML5 e compagnia bella nascono per essere lingue franche e poter essere eseguiti in qualunque browser, risolvere il problema dell’interoperabilità tra piattaforme… e dovrei installarmi una app che fa girare quel codice anzichè su un browser solo sul il motore che stabilisce il vendor, scaricarla attraverso lo store del vendor dove passano (o vanno in primmo piano) solo le app approvate dal vendor, e che generano al vendor ritorni per le pubblicità in app su circuiti approvati e controllati dal vendor? Alla faccia della libertà di scelta!
    Voglio poter scegliere se far girare la stessa applicazione con Chrome, Firefox, IE, Opera o qualunque cosa io preferisca, senza passare dalle (avide) mani del vendor!
    – Frammentazione: cosa c’è di peggio di un monopolio? Tanti monopoli. Su un PC scelgo il software e l’hardware, e se vado a usare applicativi online non mi devo nemmeno preoccupare dei requisiti hw e software, nascono per questo.
    Al peggio sull hw scelgo tra tante configurazioni di tanti vendor diversi, tutte basate su componenti inetrcambiabili. Bentornati agli anni 80, scegliete la vostra piattaforma (e magari spingetela con infinite guerre di religione) e non azzardatevi a tentare di usare il componente o l’app di una sull’altra, e anzichè andare online (con il browser che preferite), da bravi, come detto al punto precedente usate le app per avere un perfetto lock in tecnico ed economico anche su ciò che nasce proprio per risolvere il problema dell’introperabilità!
    – “Touch”: va benissimo per alcune limitate applicazioni che non richiedano precisione e comunque non durino a lungo. Ha la sua nicchia di applicazione, e comunque anche questa non è certo una innovazione, esiste da almeno un decennio, e non è certo una rivoluzione concettuale come fu la GUI rispetto alla linea di comando. Semplicemente fai le stesse cose con minore velocità e precisione, e se hai un tavolo d’appoggio, fosse anche un tronco in piena foresta amazzonica, anche il più incallito evangelista del toch (ne ho visti tanti) rimpiange amaramente di non avere un form factor più usabile cone un netbook.

    fatemi scendere, non voglio tronare all’informatica degli anni ’80 e sentirmi dire che è tutto Nuovo e Bello.

  • # 16
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ Avada Kedavra
    Non sono al 100% d’accordo con quello che dici però argomenti in modo molto convincente. Ti andrebbe di prendere queste idee, dargli una sistemata, e farne un pezzo per AD?

    PS se lasci il tuo indirizzo mail nel prossimo commento ti contatto in pvt.

  • # 17
    Felice Pescatore (Autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    Effettivamente il post di @Avada Kedavra è pieno di ottimi spunti di riflessione.
    In particolare ritengo che i Tablet (e gli altri dispositivi mobile) non sono dei computer in senso stretto e quindi l’idea di uniformare sotto un unico “cofano” i vari OS e le varie Applicazioni (APP che si voglia) non mi entusiasma affatto.
    Come dev, inoltre, mi fa decisamente tremare la confuzione che il big di Redomond sta creando nel mondo dello sviluppo software, tornando più volte sui suoi passi. Un esempio: non più di 4/5 anni fa le WebForm erano il futuro e una manna dal cielo per evitare di impazzire con javascript, css, e altro. Oggi MS afferma: no alle WebForm, sia a MVC e Javascript/CSS per un controllo totale delle web application.
    In fondo quello che gli utenti chiedono è un ambiente uniforme con cui lavorare, ovvero una UI similare per i vari dispositivi, ma è ovvio che ognuno di essi ha uno scopo ed un posizionamento ben diverso.
    Dire che Windows Phone 7.5 poteva benissimo essere la soluzione “base” per i Tablet, mentre Windows 8 poteva trasformare l’ottimo Windows 7 in modo da venire incontro alle esigenze degli utenti… quanti user hanno un monitor touch screen per il proprio desktop che permetta di sfruttare le “piastrelle” in modo adeguato? Direi pochi, decisamente pochi.
    Cmq. Windows 8 non è ancora in beta (attesa per febbraio 2012), quindi prima conviene aspettare ancora un pò.

    F.

  • # 18
    Ago72
     scrive: 

    @Avada Kedavra

    “Cosa che peraltro molti facevano già con i PC.”
    Secondo me è proprio questo il target delle “nuove” tecnologie.
    La domanda di fruizione dei contenuti internet è in aumento. Chi vuole accedere alle mail, social network, etc.. è quasi costretto a comprare un PC. Peccato che a queste persone non interessa dove vengono salvati i file. Gli interessa solo accendere il dispositivo e leggere la posta. Discorso opposto è l’utilizzo professionale, in questo caso sono d’accordo con le tue perplessità.
    Un appunto alle tue critiche riguarda la tabletizzazione dei OS desktop. Sia Win 8 che Lion, stanno cercando di far coesistere le due anime (tablet e desktop) nello stesso sistema, facendo scegliere all’utente quale GUI usare a secondo dell’uso che si fà se in quel momento, devo solo leggere la mail e poi spegnere, uso la gui stile tablet, devo fare lavori impegnativi (excel, word, cad,…) uso l’interfaccia classica . Se vi riusciranno, non credo che sia una brutta innovazione.

  • # 19
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Felice, sei sicuro che serva il touch per usare l’interfaccia di Metro? O:-)

  • # 20
    Felice Pescatore (Autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    @Cesare, non credo.. la mia riflessione è relativa alle nuove modalità di interazione che possono sfruttare a pieno il paradigma delle “piastrelle” (e quindi metro).
    Non credo abbia molto senso utilizzare un’interfaccia come quella vista nelle preview di “8” con il mouse.

    F.

  • # 21
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Infatti non mi riferivo al mouse. ;)

  • # 22
    Felice Pescatore (Autore del post) (Autore del post)
     scrive: 

    @Cesare… ovviamente… ;-) Scusa ma tra una riga di codice e una risposta nel post ogni tanto perdo qualche pezzo…

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