di  -  martedì 19 luglio 2011

Scusandomi per l’assenza di lunedì scorso, dovuta a problemi di natura tecnica, torniamo oggi proseguendo la serie di post sul Sistema Elettrico Nazionale, per la quale andremo quest’oggi ad esaminare i dati forniti da Terna per l’anno 2009 riguardanti le tipologie di consumo.

CONSUMI GLOBALI E CONSUMI PER SETTORE

Riprendendo il diagramma presentato nel post “Il Sistema Elettrico Nazionale – Fabbisogno di Energia” si nota come la richiesta di energia elettrica abbia subito una flessione consistente a cavallo degli anni 2007-2008 e sia proseguita anche successivamente nel 2009 data alla quale termina il diagramma:

(immagine tratta da Wikipedia)

Le motivazioni di tale crollo sono ben note ed individuate nella crisi economica che ha influenzato le richieste energetiche soprattutto delle attività industriali, ma un’analisi maggiormente dettagliata (sempre limitata al 2009 per l’assenza di dati completi dei periodi successivi) è possibile sempre utilizzando le informazioni presenti sul sito Terna.

La suddivisione della domanda energetica Italiana, su un totale di 299.215 GWh, si compone nel seguente modo:

  • Agricoltura – 5.650 GWh
  • Industria – 130.506 GWh
  • Terziario – 94.835 GWh
  • Domestico – 68.924 GWh

Una rappresentazione “a torta” di questo dato fornisce una indicazione visiva più immediata:

Si può facilmente individuare come il settore industriale sia dominante, con una percentuale circa doppia rispetto al settore domestico, mentre il settore terziario incide per il 32% e, a chiudere, l’agricoltura con l’esiguo 2% sul totale dei consumi elettrici.
Per i settori Industria, Terziario e Domestico è possibile inoltre individuare delle sottoclassi che permettono un’analisi più mirata dei singoli consumi (sui dati ufficiale forniti da Terna è possibile individuare classificazioni e consumi ulteriormente più dettagliati), e tali voci sono:
Industria
  • Manifatturiera di base (Siderurgica, Chimica, Materiali da Costruzione, Cartaria) – 57.420 GWh
  • Manifatturiera non di base (Alimentare, Tessile) – 55.096 GWh
  • Costruzioni – 1.808 GWh
  • Energia ed acqua – 16.181 GWh
Terziario
  • Servizi vendibili (Trasporti, Comunicazioni, Commercio, Alberghi – Ristoranti – Bar, Credito ed assicurazioni, Altri servizi vendibili) – 74.768 GWh
  • Servizi non vendibili (Pubblica amministrazione, Illuminazione pubblica, Altri servizi non vendibili) – 20.066 GWh
Domestico
  • Servizi generali edifici – 5.584 GWh
Esaminando l’andamento storico dei consumi (limitatamente al periodo 2000 – 2009 ed alle aree principali per ragioni di semplicità) si può comprendere quale andamento abbiano avuto i consumi nell’ultimo decennio sia in termini assoluti che percentuali:
Dall’esame di questo primo grafico è evidente come i consumi abbiano avuto una costante crescita per tutti i settori (inclusa l’agricoltura, seppure non apprezzabilmente nel grafico), ma mentre per i settori Terziario e Domestico tale incremento è proseguito anche successivamente al 2007, per il settore Industriale c’è stata una inversione di tendenza (facilmente individuabile nelle conseguenze della crisi economica sulle attività produttive) che ha trascinato al ribasso anche il consumo complessivo di energia elettrica visto il notevole peso di questa voce sul totale.
Il peso dei singoli settori in percentuale sul totale annuo (limitandoci per semplicità ad un grafico ogni tre anni tra il 2000 ed il 2009) è rappresentato dai seguenti diagrammi:
Ricordando che si tratta di dati percentuali su un valore complessivo variabile tra i vari casi (sarebbe opportuno normalizzare tali valori), è comunque interessante vedere come i consumi percentuali dell’industria si siano contratti significativamente (circa 10 punti) mentre il settore terziario abbia visto un incremento su base percentuale analogo (10 punti circa) al decremento dell’industria.
Per quanto riguarda i consumi domestici, nonostante un andamento sempre crescente in termini assoluti, il contributo percentuale non è così significativo da mutare la suddivisione delle percentuali nei vari anni in esame.
Tutti questi dati verranno ripresi in seguito, ma per oggi è tutto, torneremo la prossima settimana per continuare a parlare del Sistema Elettrico Nazionale, sempre su AppuntiDigitali, sempre con la rubrica Energia e Futuro.

21 Commenti »

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  • # 1
    Notturnia
     scrive: 

    Quote:”Riprendendo il diagramma presentato nel post “Il Sistema Elettrico Nazionale – Fabbisogno di Energia” si nota come la richiesta di energia elettrica abbia subito una flessione consistente a cavallo degli anni 2007-2008 e sia proseguita anche successivamente nel 2009 data alla quale termina il diagramma:”

    2005 323.184.850
    2006 329.790.030
    2007 329.949.207
    2008 336.961.297
    2009 313.425.166
    2010 318.561.565

    Fonte Dati : GME – http://www.mercatoelettrico.org/It/Statistiche/ME/DatiSintesi.aspx

    So che sono “solo” i dati del MPE/MGP ma alla fin fine sono i consumi nazionali..

    Detto questo.. non è corretto dire che nel 2010 i consumi hanno continuato a scendere.. anzi..
    mentre i primi 6 mesi del 2011 hanno registrato una flessione di circa 3TWh sui primi 6 dello scorso anno.. anche se.. pian piano sta stabilizzandosi sui valori “giusti”.. ma è improbabile che si raggiungano i 318TWh nel 2011.. anche se io sono fiducioso vedendo i consumi dei miei clienti che sono prossimi ai record storici..

  • # 2
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ Notturnia

    Non ho detto nulla riguardo al 2010 dal momento che, come chiaramente indicato in questa serie di post, i dati provengono da Terna e sono disponibili (così dettagliati) solamente fino al 2009… che poi siano riaumentati può essere positivo (sperando si tratti di un segnale del settore industriale, ma a tale punto bisognerebbe vedere il risultato al termine del 2011 che temo, purtroppo, essere in calo)… tali dati servono solo per una discussione della suddivisione dei consumi anche in funzione di ciò che discuterò nelle prossime puntate… hai comunque ragione… il diagramma fa riferimento alla produzione, non di certo ai consumi, ma scrivendo il post piccole imprecisioni rimangono…

  • # 3
    Giacomo
     scrive: 

    Considerando la quantità di CO2 prodotta per GWh dalle centrali elettriche, quanta ne è stata risparmiata con questo calo di produzione elettrica?

  • # 4
    Notturnia
     scrive: 

    @Simone.. scusa :-D per qualche strano motivo.. pur avendo anche quotato.. ho letto “anche successivamente al 2009″ e non “nel 2009″ .. mea culpa..

    @Giacomo.. si dice che ogni kWh non consumato faccia risparmiare 0,55 kg di CO2.. il che mi ha fatto sempre ridere.. ma puo’ anche darsi che sia vero.. prima o poi vedo di studiare meglio la cosa :-D (la mia curiosità deriva dal fatto che con un metro cubo di gas si fanno 4 kWh quando va male.. )

    cmq i dati dicono quello.. 0,55 kg di CO2 per kWh .. quindi.. avendo perso 23 miliardi di kWh abbiamo risparmiato 14 miliardi di kg di CO2.. è bastato licenziare qualche centinaia di migliaia di persone.. perdere un sacco di dite che non ripartiranno più.. e tutto d’un colpo siamo rientrati con la produzione di CO2.. in tutta europa e america..

    inoltre.. se ci piacciono i numeri.. avendo adesso un P0 inferiore a prima.. un rateo di crescita inferiore a prima.. possiamo dire che, rispetto all’Italia-ante2008, adesso produciamo molta CO2 in meno rispetto a quanto era stimato produrre nel 2011 e via discorrendo poichè non esiste un punto di pareggio e quindi la nuova “Italia-post2008″ non tornerà, nello stesso anno, agli stessi consumi di prima.. l’area sottesa dalle due “italie” vede un risparmio di CO2 di oltre 10 miliardi di Kg di CO2 ogni anno da qua al futuro.

    Fra l’altro.. molto più di quanto non possa fare il FV in italia :-D è bastata una crisi per annichilire i benefici del FV sul fronte CO2 :-D

    p.s. era un po’ sarcastico il mio commento.. d’altro canto credo (spero) lo fosse anche la domanda..

    ah.. riporto una cosa che ho letto tempo fa di cui non ricordo (ahimè) l’autore..

    “Non esiste sviluppo sostenibile, se c’è sviluppo è per definizione non sostenibile, l’unica cosa sostenibile è la regressione/stasi” .. la traduzione è mia e dall’inglese.. e quindi mi si perdonerà le eventuali inesattezze..

  • # 5
    Giacomo
     scrive: 

    @ Notturnia
    grazie per i dati.
    No, la domanda non era ironica, quando penso a questa crisi mi viene in mente che almeno un aspetto positivo l’ha avuto, e cioè il calo di produzione di CO2 e di inquinamento in genere per il nostro povero pianeta..

  • # 6
    Notturnia
     scrive: 

    @Giacomo.. aspetti positivi ne ha avuti parecchi.. anche se ovviamente sono maggiori quelli negativi..

    il problema che vedo io è che ha fatto si che ci si concentrasse troppo su fonti alternative sbagliate per motivi di propaganda..si è investito molti soldi statali nel FV causando più danno che beneficio.. basta pensare che lo stato avrebbe potuto installarne 3 volte tanto se avesse usato i soldi che devolverà per i prossimi 20 anni ai privati.. e quindi avrebbe potuto ridurre la CO2 grazie al FV di 3 volte di più.. segno quindi che non è un investimento azzeccato..

    ma la crisi ha prodotto un aumento delle offerte di elettronica e altre cose in genere..

    un calo del costo delle case e una contrazione non indifferente dei mutui.. ora chi ha gli indicizzati sta spendendo molto poco.. e chi ha rinegoziato i fissi si trova con interessi anche inferiorei a 5% se è stato furbo..

    etc..

    io personalmente ho cambiato l’auto beccandomi 7 mila euro di incentivi (stato+ford).. quindi ci sono stati lati positivi.. ma..

    è un bicchiere molto poco vuoto ahimè..

  • # 7
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    La cosa interessante che emerge è il fatto che il consumo domestico copra a malapena un quarto del totale.

    Questo significa in soldoni che piastrellare col fotovoltaico i tetti di tutte le case (nell’ipotesi irrealistica che fosse possibile farlo, ovviamente), non risolverebbe che una piccola parte del problema del soddisfacimento del bisogno energetico nazionale.

  • # 8
    joe.vanni
     scrive: 

    Interessante come sono suddivisi i consumi elettrici.

    Il fatto che è il settore produttivo è quello che fa la parte del leone dei consumi, con la crisi fa ridurre i consumi elettrici, ma non è solo quello

    La crisi ha ridotto i consumi dell’industria e del terziario, ma avrà anche indotto a qualche propensione ALL’USO INTELLIGENTE dell’energia.

    Esempio cambiare i neon con neon a LED (50% in meno di consumo), so che lo stanno facendo ad esempio le catene della grande distribuzione. È solo l’inizio che accelererà con la discesa dei prezzi dei LED. Alcuni cominciano a mettere anche degli sportelli nei banchi frigo aperti. E non penso lo facciano solo per amor di natura.

    Chi cambia il condizionatore mette quello ad inverter. I nuovi frighi hanno pareti più isolanti ecc.
    Quando arriveranno i gli schermi OLED consumeranno il 70% in meno degli LCD (è un po’ di anni che aspettiamo..)

    Altro esempio, stavolta straniero. La Volkswagen copre i suoi tetti con pannelli fotovoltaici e produce un terzo della energia che consuma. Non mi dite che è una cosa antieconomica perchè i tedeschi non sono stupidi, se investono è perchè pensano di avere prima o poi un ritorno..

    La Fiat anche lei lo farà, magari fra 4 anni con pannelli FV che costano la metà di ora e che anzichè il 12% renderanno il 20%. E non avranno bisogno di incentivi.
    Bonificherà tutti i suoi tetti in amianto. E produrrà metà della energia che consuma.
    Scusate ma questo non è sviluppo sostenibilè?
    Oppure come fa la Mitsubishi che installa nei parcheggi eleganti pensiline FV con colonnine di ricarica.
    http://green.autoblog.com/2011/07/20/plug-in-2011-rogers-electric-going-to-be-quite-busy-installing/

    Il punto è che NULLA È IMMUTABILE nella storia e quindi non è obbligatorio che quando passerà la crisi si ritorni al solito andazzo tipo aumenta il PIL del 3% quindi bisogna aumentare del 3% la produzione elettrica da fossili e quindi la CO2 e lo smog che respiriamo.

    SI POSSONO RIDURRE I CONSUMI E SI POSSONO ANCHE MIGLIORARE GLI IMPIANTI DI PRODUZIONE, SIA COME EFFICIENZA , SIA COME EMISSIONI.

    Se nelle macchine siamo passati dall’euro 1 all’euro 5 e andiamo verso il 6, la stessa cosa può divenire stringente per i produttori di energia elettrica e tendere all’emissione zero. Come le macchine, gli impianti che non si possono adeguare perche obsoleti vanno rottamati e sostituiti con impianti moderni più efficienti.

    Già ora si parla di cattura e stoccaggio della CO2, fra qualche anno potrebbe essere che la CO2 sia una materia prima di valore e quindi da non disperdere nell ‘aria.

  • # 9
    pleg
     scrive: 

    > La Volkswagen copre i suoi tetti con pannelli fotovoltaici e
    > produce un terzo della energia che consuma.

    Permettimi di dubitarne :)
    Forse copre un terzo dei consumi dei pc aziendali, ma gli impianti produttivi proprio no, a meno che non occupino un’area grande come la Basilicata :)

    Cmq, mettendo insieme tutto quello che hai citato (lampadine, monitor, …) arrivi forse a qualche percento dei consumi. I problemi veri sono altri.

  • # 10
    Hannibal
     scrive: 

    I problemi “veri” sono una somma di problemi “finti”. Se non si prova a risolvere i secondi di certo non risolveranno da soli i primi.

  • # 11
    pleg
     scrive: 

    L’hai letta sui baci perugina? :D

    Se devi mandare avanti un’acciaieria, non sara’ cambiare il monitor del reparto vendite da LCD a OLED a ridurre i consumi :D
    Per fondere i metalli ti servono gigajoule, e c’e’ poco da girarci intorno a meno di non riscrivere le leggi della fisica :)

  • # 12
    Simone Serra (Autore del post)
     scrive: 

    @ joe.vanni

    Altro esempio, stavolta straniero. La Volkswagen copre i suoi tetti con pannelli fotovoltaici e produce un terzo della energia che consuma

    O dispongono di superfici inimmaginabili o fanno fare le macchine a qualche industria esterna per non tenere conto di quella energia… oppure hanno qualche tecnologia aliena… oppure i dati sono un po’ discutibili

    La Fiat anche lei lo farà, magari fra 4 anni con pannelli FV che costano la metà di ora e che anzichè il 12% renderanno il 20%. E non avranno bisogno di incentivi.

    Possibile che lo faccia, e possibile che non servano incentivi e che avranno un rendimento del 20%… è possibile anche che non facciano più auto… direi che bisogna chiedere tutto ciò a Marchionne (od al mago Otelma)

    Bonificherà tutti i suoi tetti in amianto. E produrrà metà della energia che consuma

    Non so quanto amianto abbiano sui tetti, ma non credo che questo sia legato alla possibilità di produrre la metà dell’energia che consuma… ma di sicuro se smette di fare auto (o se le fa fare in India ed in Italia monta i sedili) allora produrrà tutta l’energia che consuma in Italia con i pannelli FV (scenario, quello della cessazione della produzione di auto in Italia molto più verosimile della autosufficienza energetica da FV al 50%)

    Oppure come fa la Mitsubishi che installa nei parcheggi eleganti pensiline FV con colonnine di ricarica

    Molto carina senza dubbio… saranno circa 30mq (orientati maluccio per i motivi che esposi nella lunga serie di post sul Solare), quindi una potenza di circa 5kWp in condizioni ottimali… non so se siano così tanti per ricaricare velocemente le batterie di quelle 4 macchine… di sicuro sono sufficienti per farsi ecopubblicità

    Il punto è che NULLA È IMMUTABILE nella storia e quindi non è obbligatorio che quando passerà la crisi si ritorni al solito andazzo tipo aumenta il PIL del 3% quindi bisogna aumentare del 3% la produzione elettrica da fossili e quindi la CO2 e lo smog che respiriamo

    Verissimo, ma il punto è che se riprende l’operatività di una fabbrica energivora (faccio un esempio che dovrebbe essere noto ai più, nonostante l’azienda operi in Sardegna – l’Eurallumina) nella quale è il processo stesso a richiedere ingenti quantità di energia, hai voglia a non riprendere l’emissione da fonti fossili… non sempre (anzi, quasi mai) le cose vanno come sarebbe bello che andassero… perché non si può avere una cosa senza pagarne il prezzo… sia chiaro che a me non dispiacerebbe certo una riduzione dei consumi, ci lavoro persino (sui motori) in questa direzione…

    @ Hannibal

    I problemi “veri” sono una somma di problemi “finti”. Se non si prova a risolvere i secondi di certo non risolveranno da soli i primi

    I problemi veri sono problemi veri… i problemi finti sono problemi finti… risparmiare va sempre bene, ottimizzare anche, ma non è con le briciole che si cambia la sostanza delle cose… sarebbe come sentirsi più ricchi se aumentassero lo stipendio di 10€ al mese su 1500€… farebbe piacere indubbiamente, ma non è che la vita cambierebbe di una virgola

  • # 13
    Notturnia
     scrive: 

    che il fotovoltaico sia la soluzione dei consumi aziendali mi fa ridere..

    porto degli esempi concreti visto che ho “qualche” kWe installato..

    stiamo realizando un impianto da 250 kWe sul tetto di un mio cliente.. sono la bellezza di 2 mila metri quadrati coperti su un totale disponibile di 4500.. d’altro canto serve spazio per camminare fra i pannelli e i lucernai non vanno chiusi sennò non passa la luce dello stabilimento..
    lasciamo stare il conto economico della manovra.. ma concentriamoci sui consumi.. i pannelli produrranno circa 290 mila kWh anno.. contro un consumo dello stabilimento di circa 1.5 milioni di kWh.. quindi autoprodurranno circa il 19% delle proprie esigenze il primo anno e .. a consumi costanti.. produrranno circa il 16% del loro fabbisogno a fine incentivo.

    E parliamo di una ditta dove non c’è un consumo per metro quadro molto elevato..

    Passiamo al secondo caso.. impiantino da 1MWe.. circa 1,2GWh anno prodotto.. ora si sta ampliando di 250KWe.. ma restiamo a quello originale.. 1,2GWh anno prodotti.. 8,5GWh anno consumati.. 14% autoprodotto.. che salirà, a fine ampliamento, al 17%.. spazio occupato.. 100% del tetto..

    se una ditta riesce a fare il 33% del suo consumo allora mi sa che non è manifatturiera.. nel caso migliore ho clienti che hanno magazzini enormi e che portebbero arrivare al 50% dei loro consumi con una spesa vergognosamente elevata.. e ho ditte energivore che possono installare appena 300kWe con consumi di 12GWh anno.. in questo caso si toccherebbe appena il 3%..

    poi.. che sia possibile.. si.. probabile.. no..

    p.s. stiamo ammodernando molte ditte.. ma lo facciamo solo quando le cose vecchie sono a fine vita.. cambiarle oggi a metà vita non è sempre economicamente conveniente.. ma quando è ora di cambiarle si punta ai massimi risultati di efficienza/consumo sempre tenendo conto dei costi di gestione e della durata dell’oggetto in questione.. son sempre soldi.. spendere il doppio per avere solo il 30% in meno non conviene (nella vita dell’oggetto)..

    anche perchè.. licenziare 100 persone perchè la ditta fallisce avendo investito troppo non è molto carino lo stesso.. anche se riduce di molto i consumi :D

  • # 14
    pleg
     scrive: 

    Curiosita': l’impianto da 1 MWe quanto costa, qualche milione? In quanti anni rientra dell’investimento?

    Non solo l’industria manifatturiera, penso anche ai datacenter/farm: quelle hanno una densita’ di potenza mostruosa, tipo qualche MW in poche migliaia di metri quadrati — e vanno 24 ore al giorno 7 giorni alla settimana…

  • # 15
    joe.vanni
     scrive: 

    SULLA SOSTENIBILITÀ
    Faccio ammenda per il dato fotovoltaico Volkswagen , in effetti il dato di produzione fotovoltaica sul totale non è disponibile e non credo superi il 10%. Su altre tipologie di edificio potrebbe dare percentuali più importanti, fino ad avvicinarsi al 100%

    Tuttavia il discorso Volkswagen l’ho principalmente citato per evidenziare il discorso di sostenibilità ambientale della produzione, che investe tutto l’insieme, cioè tendere a rifiuti zero, energia rinnovabile ove possibile, emissioni tendenti a zero, lavorazioni ecocompatibili, abolizione materiali non riciclabili.
    Qui è un elemento di prestigio (se vogliamo di marketing), ma anche una cosa seria, che coinvolge tutta la produzione, non una finzione di facciata. Che dà ritorni economici e di immagine. Molte grandi aziende stanno percorrendo questa strada.
    http://www.corporateregister.com/a10723/volk95-env-de.pdf (programma di mobilità sostenibile)

    In attesa che le batterie costino un quarto Voskswagen sta sperimentando una flotta elettrica ed anche l’utilizzo delle batterie delle macchine come buffer equilibratori della rete tramite colonnine di carica bidirezionali. Altra sperimentazione per le fuel cells, in cui si produce idrogeno tramite FV.
    http://www.volkswagenag.com/vwag/vwcorp/content/en/innovation/fuel_and_propulsion/strategy/infinite_reserves.-bin.acq/qual-DownloadFileList.Single.DownloadFile.0007.File/090205a_Fotovoltaik_en_net.pdf

    Tra gli altri è citato l’impianto di EMDEN che produce la Passat.
    Impianto “CO2-NEUTRAL” , che non vuol dire autosufficiente energeticamente (produce solo 1/3 della energia che consuma, con EOLICO, FOTOVOLTAICO E LA BIOMASSA di un piccolo bosco ceduo appositamente piantumato intorno alla fabbrica).
    In realtà il bosco è di soli 40 ettari, quindi vuol dire che con le sue attività, coi suoi prodotti , i suoi motori inquina così poco da compensare solo con un bosco grande come 40 campi da calcio).
    http://www.volkswagen.com/vwcms/master_public/virtualmaster/en2/unternehmen/mobility_and_sustainability0/regionen/Europa/Emden.html

    Fa piacere che dopo Fukushima e la piattaforma petrolifera Deepwater Orizon qualcuno traduca nei fatti la lezione che le risorse della natura non sono infinite e che abusarne può avere gravi conseguenze. Che non solo si parli , ma anche, SI FACCIA mobilità sostenibile.

  • # 16
    joe.vanni
     scrive: 

    SUL FOTOVOLTAICO
    La tecnologia FV è ancora in fasce e può dare molto di più. Non solo per la resa. Si pensi ai vetri fotovoltaici, alle facciate, o anche solo agli inverter di ora pesanti e ingombranti.
    È vero, il fotovoltaico è sovvenzionato, ma ditemi qualcosa che in Italia non è sovvenzionato? O protetto dalla concorrenza? Non è il caso di criminalizzarlo, lasciamo che cresca, senza correre troppo, adesso è al minimo delle potenzialità, ma può fare cose eccezionali, non solo sui tetti. Può dare energia e bellezza:
    http://www.fresialluminio.it/prodotti-innovativi/vetro-fotovoltaico-a-completa-integrazione-architettonica.html
    http://www.skyscrapernews.com/picturedisplay.php?ref=118&idi=CIS+Tower&self=nse&selfidi=118CISTower_pic7.jpg&no=7 (grattacielo fotovoltaico)
    Se poi, per ora, mi da solo il 10, il 30 o il 50% di energia che importa mica deve essere solo il FV a produrre energia?

  • # 17
    joe.vanni
     scrive: 

    @ Simone Serra
    SUL MONDO CHE NON È IMMUTABILE
    L’esempio della produzione dell’alluminio non lo vedo bene. Le produzioni altamente energivore, coi prezzi dell’energia crescenti non hanno senso per l’Italia che ha poche fonti di energia. Tanto più ora che ci sono produttori concorrenti come la Cina. Possono aver senso in paesi come Norvegia e Islanda che hanno surplus di energia rinnovabile.

    I giapponesi che sono nella stessa nostra situazione lo hanno capito e fin dagli anni 80 hanno smesso di produrlo.
    Spiace per gli operai dell’Euroallumina, ma una oculata politica industriale non doveva portare a tanto. A meno che si trovi il modo di abbattere il prezzo della energia elettrica (senza aiuti di stato e ..senza inquinare). Si potrebbe investire in altre produzioni sicuramente più redditizie.

    Viceversa, in Italia è in continuo aumento la produzione di alluminio riciclato, molto più conveniente
    Produrre alluminio dalla bauxite costa 17 volte l’energia che per riciclarlo (14 kWh/ kg contro 0,8 kWh necessari a produrre 1 kg di alluminio riciclato).

    Nel 2010 producendo 800mila tonnellate di alluminio riciclato si sono risparmiati oltre 10mila GWh di consumo elettrico, che è circa il 10% del consumo elettrico manifatturiero
    http://www.cial.it/newsletter_archivio/anno1/numero03/img/doc01.pdf

    Lo stesso discorso vale per altre produzioni energivore
    I prezzi dell’energia accelerano l’adozione di nuovi processi meno energivori e aumentano la convenienza del riciclo

    La raccolta differenziata e il riciclo in generale fanno risparmiare tanta energia elettrica e petrolio
    http://www.educambiente.tv/appr04.html (Risparmi energetici dal riciclaggio dei rifiuti)

    QUANTI SOLDI SI GUADAGNANO RICICLANDO:
    Ora siamo a quota 30% di differenziata in Italia su 32 milioni di tonnellate di rifiuti annui . L’Europa ci obbliga ad arrivare al 65% entro il 2012.

    Quel 35% di che manca contiene tante materie prime di valore:

    Solo dalla carta (un quarto del peso dei RSU) aumentando del 35% la raccolta risparmieremo circa 13mila Gwh di elettricità (2700mila tonn x 4900 kW/tonn). E salveremo 40 milioni di alberi e un miliardo di metri cubi di acqua

    Analogo il discorso risparmio sul vetro

    Plastiche: risparmio 40 Mj per ogni chilo di plastica che riciclo anziche incenerirla
    Plastiche: risparmio 68 Mj per ogni chilo di plastica che riciclo anziche mandarla in discarica
    http://www.wwfroma11.it/stili%20di%20vita/raccodiff/plastica.htm
    Se qualcuno si vuol dilettare a fare il calcolo sapendo che metà rifiuti va in discarica, il 16% è incenerito e le plastiche sono circa 1/10 dei RSU, anche ipotizzando di poterne riciclare il 70% vedrà quanti milioni di TEP vengono fuori

    DISCORSO PENSILINA FOTOVOLTAICA DEL PARCHEGGIO
    15 mq è lo spazio che occupa una macchina e a cui corrispondono 2 kW di pannelli FV, e che un domani con la tecnologia potrebbero essere 3 o 4 kW; non ha importanza se sopperisce da solo alla carica e alla autonomia di una macchina, deve dare solo il suo contributo di energia pulita e gratuita. Altro può venie da altre fonti, meglio se rinnovabili.

  • # 18
    pleg
     scrive: 

    > In attesa che le batterie costino un quarto Voskswagen sta
    > sperimentando una flotta elettrica

    Io invece in attesa che le ville a Cupertino scendano al prezzo di un monolocale a Quarto Oggiaro sto in affitto, faccio bene?

    > La tecnologia FV è ancora in fasce e può dare molto di più.

    Io sto investendo in metano emesso dai maiali: ho visto in MAd Max che e’ possibile mandarci avanti un’intera citta’. Oggi la produzione e’ di solo 1 metro cubo al maiale al giorno, ma passando alle fagiolate penso di raggiungere i i 10 metri cubi nel 2015 e i 100 metri cubi nel 2020: ho interpolato linearmente su un grafico logaritmico, non posso che aver ragione, no?

    > L’esempio della produzione dell’alluminio non lo vedo bene.
    > Le produzioni altamente energivore, coi prezzi dell’energia
    > crescenti non hanno senso per l’Italia che ha poche fonti di
    > energia. Tanto più ora che ci sono produttori concorrenti
    > come la Cina.

    Io porterei in Cina tutta la produzione di alluminio. E acciaio. E ogni metallo. E anche tutte le filiere manifatturiere, che sono energivore. E i datacenter, che consumano uan cifra. Anche il trasporto di merci lo porterei in Cina. E l’illuminazione. A quel punto il terziario sarebbe il consumatore principale, quindi porterei fuori anche quello. Poi una riduzione del 98% della poplazione, e via! a quel punto restaurerei una societa’ cacciatori-raccoglitori stile neolitico, che e’ l’unico modello sociale in armonia con la natura e sostenibile all’infinito.

    > 15 mq è lo spazio che occupa una macchina e a cui
    > corrispondono 2 kW di pannelli FV, e che un domani con la
    > tecnologia potrebbero essere 3 o 4 kW

    Con quella di dopodomani sono anche 30 o 40; fra 3 giorni, quando avremo manipolato il sole per aumentare di 100 volte l’emissione di energia nella banda catturabile dal silicio, potro’ ricaricare il mio SUV che occupa 15 metri quadrati in 1 minuto. Ho gia’ cominciato a investire nelle aziende che producono creme solari, prevedo che le azioni salgano vertiginosamente.

  • # 19
    joe.vanni
     scrive: 

    @pleg

    Ognuno ha le sue opinioni.

    Io le mie, anche se non sono sempre convenzionali, le argomento e le documento.
    Se una tesi non la condivido la critico con degli argomenti.

    Capita a tutti di dire cose sbagliate e ci si corregge.

    Non pretendo che le mie tesi possano piacere a tutti.

    Ma comunque non sono interessato a fare una rissa verbale.

    Solo una cosa visto che sei tanto bravo a criticare a parole, trovala una soluzione definitiva e percorribile per far tornare i 700 operai Euroallumina a lavorare. Loro sono anni che sentono chiacchiere e aspettano proposte concrete.

  • # 20
    pleg
     scrive: 

    Appunto: tu hai opinioni. L’autore dell’articolo ha competenze.

    Immagino che spostare la produzione in Cina sia parte del tuo piano per “far tornare i 700 operai Euroallumina a lavorare” ?

  • # 21
    joe.vanni
     scrive: 

    Forse ti è sfuggito, ma ho alcuni fatto esempi numerici, piccoli e grossi sul topic. A parte un caso che ho rettificato. La matematica non è un opinione.

    Sull’argomento sostenibilità, (che non ho tirato in ballo io, ma che comunque ha legami col topic) ho fatto un esempio reale e autorevole, citando dati di documenti ufficiali. Che possono anche non piacere, ma che costituiscono dei fatti oggettivi.

    Comunque, hai eluso la domanda facendo un’altra domanda. Quando si critica qualcosa bisogna avere cognizione di causa e bisogna anche offrire delle soluzioni alternative concrete. Altrimenti i problemi non si risolvono mai.

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