di  -  venerdì 2 maggio 2008

bicicletta ad aria

È da qualche giorno che circola la notizia che il signor Jem Stansfield, laureato in ingegneria aeronautica, inventore ed esperto in effetti speciali, ha costruito con le proprie mani la prima bicicletta al mondo funzionante ad aria. Strabiliante.

Ma come funziona questo velocipede totalmente alimentato ad aria compressa?

L’idea è davvero semplice, si potrebbe definire quasi banale. Jem ha sistemato sotto al sellino delle bombole in fibra di carbonio (normalmente utilizzate dai pompieri) riempite ad aria, e le ha collegate a due “motori eolici rotanti” che agiscono direttamente sulla catena di trasmissione muovendo, ovviamente, la ruota posteriore del mezzo.

Come dichiarato dal costruttore, il primo grande vantaggio di utilizzare aria compressa al posto di batterie elettriche è che i serbatoi si possono ricaricare in pochi secondi. Inoltre l’impatto ambientale, a differenza degli accumulatori chimici, è praticamente nullo.

Le specifiche tecniche:

Velocità massima 29 km/h ed autonomia 12 km con un pieno.

Viste le prestazioni, questa bicicletta risulterebbe utile soprattutto per brevi e rapidi spostamenti; se messa in commercio, una versione ibrida, con pedali, sarebbe l’ideale.

Il costruttore preme soprattutto sul fattore ambientale. Questo mezzo è sicuramente ad impatto ambientale zero come dichiarato da Jem pero’, è facile contestare il fatto che per il rifornimente bisogna per forza utilizzare un compressore elettrico; elettricità che da qualche parte deve essere prodotta e, visto il trend mondiale, non sicuramente in maniera “verde”.

17 Commenti »

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  • # 1
    Gas
     scrive: 

    Spero sia una notizia vera e non un fake come quello della “macchina che va ad aria” di svariati anni fa.
    I problemi tecnici per una soluzione di questo tipo non sono pochi e non sono semplici da risolvere:

    – le bombole dovono contenere aria ad altissima pressione (non parliamo delle 2-3 atmosfere che possiamo utilizzare per le gomme, ma di almeno 200 e gia’ questo potrebbe essere un discreto problema di sicurezza).

    – le bombole mentre si scaricano si raffreddano parecchio ed esiste il rischio che il motore si blocchi a causa dell’umidita’ contenuta nell’ aria che diventa giacchio

    – non credo che esistano “stazioni di servizio” che permettano di riempire le bombole alle pressioni che sono necessarie

    Detto questo se davvero funziona e questi problemi sono stati risolti.. ben venga, speriamo arrivi presto anche nelle nostre citta’ che ce ne sarebbe davvero bisogno !

  • # 2
    Pierluigi
     scrive: 

    Anche a me è venuta in mente il motore ad aria, se ben ricordo la formazione del ghiaccio era uno dei problemi principali, ma soprattutto un’efficienza non troppo esaltante.

  • # 3
    Pierluigi
     scrive: 

    Beh, anche le auto elettriche devono prelevare energia elettrica da qualche parte, quindi neanche queste sono ad impatto ambientale zero

  • # 4
    dj mtt
     scrive: 

    Buona l’idea come tutte deve essere perfezionata…

  • # 5
    Baran
     scrive: 

    Emm…
    io spero invece che lo arrestino….

    non so se conoscete il tipo di bombole che sta usando… ma in caso di un incidente non avete idea della devastazione che possono causare.

  • # 6
    gio
     scrive: 

    Solo 29 km… tutta questa fatica… ricaricare… MA NON SI FA PRIMA A PEDALARE??? Questo sì che è a impatto 0… :)

  • # 7
    umberto de boni
     scrive: 

    Ma se non ha i pedali come si fa a definirla una bicicletta? E’ una motocicletta a tutti gli effetti, con motore a turbina. Dura minga, dura no!!!

  • # 8
    Baran
     scrive: 

    300 atmosfere in due bombole in fibra?

    si sono fumati il cervello….

  • # 9
    Pierluigi
     scrive: 

    Beh pure usare rotori eolici rotanti non è che sia un’idea tanto azzeccata, però magari questi non esplodono :).
    Per i non superesperti: le turbomacchine (compressori o turbine che sia) funzionano ad un’alta efficienza per un ristretto intervallo numero di giri, quindi non sono adatte a fornire potenza per motori per trazione.
    L’unico impiego è negli elicotteri dove guardacaso le pale devono ruotare a regime costante

  • # 10
    battagliacom
     scrive: 

    Il problema peggiore è quello di dover ricaricare la maotocicletta. Secondo me avere una bicicletta normale ha un impatto ambientale 0 e soprattutto resti informa!

    P.S. Aspetta un attimo ma per produrre la bicicletta devono usare elettricità, quindi anche quella inquina!

  • # 11
    stefano odorico (Autore del post)
     scrive: 

    @battagliacom

    Il tuo P.S. “Aspetta un attimo ma per produrre la bicicletta devono usare elettricità, quindi anche quella inquina!”. L’ho sottolineato anche nel post; inoltre, l’elettricità non serve solo per produrre il mezzo ma anche per far funzionare il compressore per la ricarica delle bombole.

  • # 12
    carlo ciocca
     scrive: 

    Tanto per essere chiari, in un mondo dove tutti plagiano tutto, l’idea della bicicletta ad aria compressa con tanto di bombola e turbina l’ho avuta io nel 2000 ed in quella data depositai l’invenzione presso il settore OLAF della SIAE in via della Letteratura a Roma. La rivista scientifica FOCUS la pubblicò a mio nome ed in terza pagina, con tanto di disegno, nel numero di febbraio del 2001.
    Cordiali saluti
    Carlo Ciocca

  • # 13
    La bicicletta di cartone a 20 euro - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] la bicicletta ad aria , ecco a voi…la bicicletta di […]

  • # 14
    Bicicletta zaino e compagnia bella - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] ma non ho resistito, volevo scrivere un post su tutt’altro argomento ma dopo avervi parlato della bicicletta ad aria, della bicicletta di cartone a 20 euro e del parcheggio giapponese, non potevo davvero ignorare […]

  • # 15
    kekko
     scrive: 

    come si monta?
    se me lo dite vi ringrazio

  • # 16
    Luca Cerullo
     scrive: 

    Le bombole di gas sono a 300 atm, circa la pressione delle bombole degli impianti a gas delle auto. Io ho visto la trasmissione tv in cui c’è il tizio nella foto che costruisce questo mezzo. Le bombole sono quelle dei pompieri e resistono anche ad alte temperature. Sono in carbonio. Vidi anche che la fece omologare. Il futuro lo vedo con mezzi ad aria compressa. Basta che le stazioni di rifornimento gas, cambino fornitori e scelgano i fornitori di aria liquida tutto qui.. Le aziende che producono auto ad aria esistono già, basta solo incentivare tutto ciò con un bel miliardino di euro e il gioco è fatto. Potrebbero trovare investitori che finanzierebbero la diffusione di questa tecnologia. L’energia per comprimere l’aria potrebbe essere il fotovoltaico, che caricherebbe i serbatoi di giorno, immagazzinando aria liquida. Niente batterie, niente co2 nnt di nnt. l’aria nn viene trasportata ma prodotta in loco. Tutto molto semplice. Solo che la gente ha la testa solo per dividere le orecchie e dormono ad occhi aperti, sognando i ciucci che volano!!!

  • # 17
    giuseppe
     scrive: 

    Per migliorarne l’aspetto si dovrebbe trasformare l’intero telaio in contenitore per l’aria, così sparirebbero quelle antiestetiche bombolone.

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