di  -  lunedì 28 febbraio 2011

La storia dell’esplorazione spaziale da parte dell’uomo è una parte importante della storia dell’umanità in generale. Ed è solo ai suoi inizi. Proprio in questi mesi, si sta concludendo una delle tappe più significative della storia dell’esplorazione spaziale: le missioni dello Space Shuttle.

Quello che viene chiamato Shuttle, o STS (Space Trasportation System), è in realtà composto da tre moduli: i razzi che vengono utilizzati per il lancio, l’orbiter, ovvero la navetta a forma di aeroplano che tutti conosciamo e che viene utilizzata durante l’orbita, e un modulo per il rientro a Terra. L’STS è un progetto concepito durante gli anni sessanta, quando la conquista dello spazio sembrava alle porte, e ha raccolto l’interesse della NASA per gli ultimi 4 decenni. Le missioni che ha portato a termine sono diverse, a partire dalla semplice esplorazione spaziale, a missioni di trasporto di satelliti e vari moduli della Stazione Spaziale Internazionale. È anche servito come trasporto di persone, per portare astronauti sulla Stazione Spaziale o nell’orbita terrestre.

Cinque sono i vicoli orbitanti costruiti, che possono ospitare da cinque a (ufficialmente) sette persone: l’OV-102 Columbia, l’OV-099 Challenger, l’OV-103 Discovery, l’OV-104 Atlantis, e l’OV-105 Endeavour.

Il primo orbiter, in realtà, chiamato inizialmente Costitution e poi rinominato Enterprise a causa della diffusione della nota seria fantascientifica Star Trek, è stato usato escusivamente per voli di test. Il Columbia è il primo Shuttle completamente funzionante, ed è stato lanciato dal Kennedy Space Center il 12 Aprile 1981, 20 anni dopo il volo spaziale di Yuri Gagarin. Il Challenger, il Discovery e l’Atlantis hanno seguito a ruota negli anni successivi. Il 28 Gennaio 1986 il Challenger è esploso durante il lancio, uccidendo i sette astronauti a bordo. Questa tragedia ha scosso il mondo intero, ma non ha fermato il progetto Shuttle. L’Endeavour è stato costruito in sostituzione del Challenger, e le missioni dello Shuttle hanno continuato ininterrotte per 17 anni. Il primo Febbraio 2003, il Columbia si ruppe durante il rientro a Terra, di nuovo uccidendo l’intero equipaggio di astronauti.

Gl altri quattro moduli hanno continuato a portare a termine varie missioni, di tipo scientifico, tecnologico e in generale di servizio per l’uomo durante l’esplorazione dello spazio attorno al pianeta Terra. Tra i vari successi di queste missioni, ricordiamo la collaborazione per la costruzione e il trasporto di moduli ed esseri umani alla Stazione Spaziale Internazionale, il trasporto di satelliti ad alte orbite, come il Chandra X-Ray Observatory, che ha contribuito incredibilmente allo studio astronomico dell’Universo, e il servizio di “shuttle” verso l’Hubble Space Telescope.

Dopo 30 anni di servizio sta arrivando il momento della pensione. Nel suo progetto Vision for Space Exploration, George W. Bush ha previsto un pensionamento forzato entro il 2010 per l’intero progetto Shuttle, in coincidenza con il completamento dell’ISS e in visione della sua sostituzione con il Progetto Constellation. Con la presidenza Obama si è optato per un ritiro più graduale degli shuttle, e uno sviluppo meno rapido del progetto sostitutivo, con un maggiore coinvolgimento del settore privato.

Da pochi giorni è stato lanciato il Discovery, con la missione STS-133, che ha preso l’orbita il 24 Febbraio 2011. Con questa missione, il Discovery, l’orbiter più vecchio attualmente attivo, è il primo degli shuttle a chiudere la propria storia. Questo è stato infatti l’ultimo volo per il Discovery e il penultimo (o forse terz’ultimo) dell’intero programma. Per il 19 Aprile è previsto il prossimo lancio, l’STS-134, con l’Endeavour. È per me un volo particolarmente importante, perché porterà a bordo della Stazione Spaziale Internazionale lo strumento AMS-02, su cui lavoro. Questo ultimo volo ufficiale, potrebbe poi essere seguito dall’ultimo volo dell’Atlantis, a Giugno di quest’anno. L’Atlantis è in ogni caso in preparato al volo nel caso serva una missione di recupero per l’STS-134 (speriamo di no!), ma il suo lancio non è ancora stato confermato.

L’esplorazione spaziale è certamente un campo della scienza e della tecnologia molto controverso. Se da un lato ha un forte impatto mediatico e psicologico sulla popolazione, implica costi enormi per un tornaconto spesso non diretto e sotto le aspettative. Molte sono state le critiche nei confronti delle missioni dello Space Shuttle e sugli investimenti di massa della NASA, spesso guidati più da applicazioni di tipo militare e dall’impatto sull’elettorato. Credo però che non possiamo sottovalutare l’importanza di questo campo della ricerca. Sebbene i risultati siano ancora non sempre all’altezza del costo che si è pagato, sono convinta che prima o poi ne raccoglieremo i frutti. La ricerca spaziale rappresenta, secondo me, un’avamposto nella tecnologia dell’uomo e, se interpretata, sviluppata e utilizzata nel modo corretto, porta a un continuo miglioramento della nostra vita. Basti pensare alle sue attuali applicazioni, come il GPS, la televisione e le comunicazioni satellitari, gli avanzamenti in metereologia.

61 Commenti »

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  • # 1
    Flare
     scrive: 

    Congratulazioni e auguri per l’AMS-02! :)
    Concordo con la conclusione e secondo me già solo le sfide necessarie per realizzare certe cose, portano ad un avanzamento tecnologico, mentre sui costi, che spesso sembrano faraonici, sono briciole rispetto ai budget militari.
    Lo Shuttle ha tanti problemi, ma mi dispiace che invece di un vero successore, con tanti progetti che c’erano, si stringa la cinghia e si ripieghi riciclando il riciclabile e al massimo si ritorni indietro alle capsule. Anzi la vecchia Soyuz oggi è il mezzo più collaudato per andare in orbita. Il ritorno sulla Luna è sempre più lontano e una spedizione marziana anche (e pensare che i primi progetti prevedevano l’invio negli anni ’70).

  • # 2
    Luca
     scrive: 

    I risultati delle missioni spaziali sono inferiori alle aspettative? Costano troppo? Quanto servono? Il punto direi che è un altro.
    Siamo sette miliardi e continuiamo a crescere, la Terra è piccola e la stiamo consumando giorno per giorno. Se non ci prepariamo (in fretta aggiungerei) a colonizzare Marte… che fine facciamo? Sterilizzazioni di massa? Guerra? Perchè non vedo altro futuro.

  • # 3
    Luca
     scrive: 

    Aggiungo: sono troppo pessimista?

  • # 4
    the solutor
     scrive: 

    Lo shuttle è una delle storie americane piu assurde mai portate avanti.

    Per 30 anni si è usato un aggeggio progettato coi piedi (grazie all’intervento dei militari americani) che è stato l’opposto di quello per cui teoricamente era nato. Ovvero fare costare meno i lanci.

    E la cosa divertente è che l’evidenza è stata negata a tutti per un tempo così lungo.

    Una di quelle storie all’italiana che all’estero sono, solitamente, rare.

    Credo che il commento che più rende l’idea è quello di un osservatore che diceva: “me mentre con 4 soldi una piccola parte della nasa manda robot su marte, fa atterrare sonde su titano, ne manda altre su nettuno e quant’altro, il grosso della nasa spende miliardi di dollari per sostituire cessi a 400 Km da terra”.

    E direi che non c’è molto altro da aggiungere.

  • # 5
    Palin
     scrive: 

    @Luca:

    No, sei ottimista. Colonizzare Marte oggi è pressoché inimmaginabile.

  • # 6
    Flare
     scrive: 

    Luca, forse un po’ sì. Pensa comunque che se colonizzare Marte serve per la sovrappopolazione, allora significa solo spostare il problema, perché se non si risolve il problema a monte, Marte verrà sovrappopolato anche lui, dopo qualche tempo. Inoltre, anche se Marte presenta somiglianze interessanti con la Terra (periodo di rotazione praticamente identico, superficie circa uguale a quella delle nostre terre emerse e altro ancora) la colonizzazione di Marte presenta problematiche di non poco conto, ad esempio: temperature simili a quelle dell’Antartide e pressione atmosferica come a 35’000 metri sulla Terra, non ha un campo magnetico come quello terrestre che genere una magnetosfera tale da deflettere bene il vento solare e proteggere la superficie. Sicuramente non bastano quattro mura per una colonizzazione marziana di massa. Se si finisse per costruire habitat sotterranei, a quel punto tanto varrebbe colonizzare la Luna, che è dietro casa. Se non fermavano il programma Apollo, probabilmente avremmo visto il primo abbozzo di stazione permanente lunare negli anni ’80.
    Sulla Luna si potrebbe costruire un radiotelescopio sulla faccia nascosta. Fare partire missioni spaziali dalla Luna sarebbe molto più economico, data la bassa gravità e una fantascientifica industria lunare autosufficiente potrebbe costruirsi da sola il necessario. Può darsi che ci si arrivi prima o poi e che colonizzeremo Marte e altri pianeti, lune e asteroidi, ma… intanto siamo pressoché fermi da decenni. Quando ci sono finanziamenti e volontà politica, si passa dal primo satellite artificiale al primo uomo sulla luna in 12 anni. C’era la guerra fredda e la sfida delle due superpotenze. Gli umani sono fatti così. Nella seconda guerra mondiale in una manciata di anni hanno tirato fuori computer, i primi jet, il nucleare e altro, compresi i primi missili balistici, che nel dopo guerra hanno dato il via all’esplorazione spaziale.

  • # 7
    supertigrotto
     scrive: 

    Ci vorrebbe un po’ di vera innovazione,costruire navette con più efficienza……

  • # 8
    Riccardo
     scrive: 

    anche tu Luca la pensi come l’agente Smith :-) “Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un’infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura.”
    Citazione tratta da Matrix

  • # 9
    arkanoid
     scrive: 

    Conscio dei costi immensi necessari alla ricerca spaziale, si tende però a scordare che in fin dei conti nulla ha un “costo” ma ci sono persone in diversi settori che lavorano.
    Voglio pensare che la ricerca sui materiali e sull’avionica, ad esempio, abbia giovato dagli investimenti in questo settore, ed ora se noi viaggiamo su macchine di tre metri che ci salvano anche se ci schiantiamo contro un albero dovremmo tenerne conto.
    Non c’è solo scienza astratta in queste cose ma anche molto di concreto perchè le attrezzature qualcuno le deve fare.

  • # 10
    goldorak
     scrive: 

    Oddio parlare di esplorazione spaziale umana e’ un po’ un controsenso. Sopratutto facendo riferimento ad un navicella che si e no raggiunge i 300 km di quota.
    Astronauti negli anni 60 raggiungevano orbite intorno alla terra 3 volte piu’ lontane. Tanto per dire. E la costruzione della ISS si poteva fare benissimo con i razzi.
    La vera esplorazione spaziale umana e’ finita nel dicembre del ’72 con la missione Apollo 17. Da allora non facciamo che fare qualche giro di giostra in orbite basse a prezzi da capogiro.
    Questo non e’ fare esplorazione, questo significa sperperare i soldi e non avere alcun obiettivo strategico.

    Sono inoltre totalmente d’accordo con the solutor con la sua valutazione dello shuttle.

  • # 11
    collione
     scrive: 

    l’unica certezza sui viaggi spaziali è che andiamo indietro invece che avanti

    negli anni ’70 arrivarono sulla luna con umani a bordo, poi siamo passati allo shuttle e a girare intorno alla terra, oggi semplicemente restiamo a terra

    che bel controsenso

  • # 12
    arkanoid
     scrive: 

    Un nota: chi parla di colonizzare credo che non abbia mai pensato alle propeire parole.
    Colonizzare un pianeta significherebbe creare una base su cui mandare auspicabilmente decine di persone per decenni o secoli, in attesa della possibilità di costruire un sistema sufficiente robusto per supportare la vita in serra per un civiltà che, in ogni caso non sarebbe certo costituita da terresti sparati nello spazio ma da autoctoni. Spostare miliardi di persone è pura fantasia, nemmeno fantascienza, pertanto colonizzazione e sovrapopolazione sono concetti che non hanno nessun punto in comune

  • # 13
    imayoda
     scrive: 

    mi piacerebbe un post in cui si raccontano anche le “alternative” ai classici, esplosivi vettori americani.. :)

  • # 14
    goldorak
     scrive: 

    @ arkanoid : abbiamo la tecnologia per mettere su un avanposto sulla luna. Certo non per milioni di persone, ma per qualche decine di scienziati sicuramente si. Abbiamo la tecnologia per creare navette che fanno avanti e indietro tra la luna e qualche stazione orbitale.
    Tutte queste cose sono fattibli. Ed erano fattibli subito dopo l’epoca Apollo e Skylab. Solo che invece di progreddire si e’ decisi di sviluppare un progetto senza capo ne’ coda (usare lo shuttle per lanciare satelliti ma lol). E quanti ne abbiamo recuperati di satelliti in questi decenni ? Nessuno, abbiamo soltanto riparato lo Hubble in orbita e basta. Un po’ pochino per un sistema ipercostoso come quello dello Shuttle. L’idea dello shuttle era quello che ridurre il costo di accesso allo spazio, di fare da vera spola tra la terra e l’orbita bassa. Fare piu’ lancia all’anno. Usarla per despositare satelliti spia etc.. Tutte queste promesse sono venute meno. Ed era chiaro sin dall’inizio che sarebbero venuto meno perche’ era un progetto nato con troppi compromessi. Sono stati 30 anni buttati al vento.

    Io ho libri italiani pubblicati all’inizio degli anni 70 dove si fa l’ipotesi che andare su Marte era roba che si potesse fare nel prossimo decennio. Insomma per la fine degli anni 80 saremmo gia’ essere dovuti andare e tornare dal pianeta rosso. Invece stiamo ancora girando intorno alla terra in orbita bassa come dei veri *bip*.

  • # 15
    Luca
     scrive: 

    @ arkanoid

    Resta il fatto che siamo 7 miliardi.
    Che l’uomo da quando ha messo piede sul pianeta si è sempre spostato “conquistando” nuovi territori.
    Ora siamo fermi da alcuni SECOLI.
    E continuiamo a crescere.
    La colonizzazione di Marte non è la risposta sicuramente in tempi brevi, ci vorranno SECOLI se va bene.
    Ma magari iniziare no?
    Quale altra possibilità abbiamo?
    Al momento attuale temo che se non facciamo qualcosa … cosa potrà accadere? Guerre per l’acqua? Per la terre su cui coltivare? Per lo SPAZIO VITALE?
    Credo sappiate tutti che i cinesi stanno “colonizzando” territori enormi in Africa proprio per garantirsi risorse vitali.
    Ma ovviamente questa non è la risposta al problema.
    Questa è “guerra”.
    Qual’è la risposta?

  • # 16
    Flare
     scrive: 

    C’è da dire che lo Space Shuttle è in grado di portare in orbita un numero di astronauti maggiore di qualunque altro mezzo attuale ed è stato concepito in un momento in cui si pensava di costruire grandi stazioni orbitali, che a loro volta dovevano fare da trampolino di lancio per altre missioni e venire impiegate per vari scopi, di cui praticamente nulla si è visto nella ISS. Un conto è agganciare in orbita qualche modulo, un altro è assemblare strutture complesse. Abbiamo potuto vedere che anche in epoca moderna, la ISS ha richiesto diversi interventi umani, così come le manutenzioni e aggiornamento del telescopio spaziale Hubble, difficilmente possibili senza lo Space Shuttle. Le sue caratteristiche lo rendono un veicolo molto versatile, non solo: lo Space Shuttle ha elevate capacità di carico. Nelle intenzioni avrebbe dovuto rimpiazzare i vari Atlas, Delta e Titan, ancora oggi, nonostante che il carico pagante sia inferiore rispetto ai primi shuttle (con quello che è stato fatto per migliorare la sicurezza e l’affidabilità dopo il disastro del Challenger il carico pagante si è ridotto sensibilmente, da 27-28 a 24 tonnellate circa, hanno limato qui e là, ma è quello che è), può portare in LEO un carico pagante superiore anche a vettori più recenti, come (per restare negli USA) il Delta IV Heavy (disponibile dal 2004, con 5 lanci e un fallimento…), l’ormai ritirato Titan IVB, dell’Ariane V europeo e dei Proton russi. A parte quelli che non sono mai diventati operativi, inizia a vedersi ora l’Atlas V HLV e il Falcon 9 Heavy, ma avere i requisiti per portare equipaggio umano è un altro paio di maniche. Negli anni ’60 si prendevano dei rischi allucinanti che al giorno d’oggi non sarebbero più accettabili, anche Apollo 11 ha avuto più occasioni di trasformarsi in una tragedia. Nonostante questo, anche lo Space Shuttle ha perduto 2 su 5 veicoli operativi e con un rapporto voli incidenti che farebbero impallidire qualunque compagnia aerea del terzo mondo e il SOFI continua a perdere pezzi ad ogni lancio, il che è costato il Columbia e la vita di sette astronauti. Quelle che dopo 30 anni possono apparire semplici missioni di routine, restano comunque rischiose e richiedono mesi di lavoro.

    A parte vari progetti di spazioplano che non hanno mai visto luce (o il recente Kliper russo), negli anni ’90 si parlava di rimpiazzo e alcuni progetti erano a buon punto, a partire da quello basato su X-33 e quindi VentureStar (che sarebbe stata una navetta monostadio, ricordo che dicevano che fra un lancio e l’altro avrebbe potuto metterci molto meno), ma nel 2001 fra tagli e problemi tecnici hanno chiuso (notare che nello stesso periodo avevano tagliato e cancellato di tutto, compresa la Pluto Kuiper Express, se no anno prossimo potevamo vedere le prime immagini ravvicinate di Plutone, anche se poi sono riusciti a mettere insieme la New Horizons).

    Ma qualche esperimento va ancora avanti:
    http://www.msnbc.msn.com/id/33329828/ns/technology_and_science-space/

  • # 17
    Ugo
     scrive: 

    ciao,

    non ho capito ma dopo le ultime due missioni degli shuttle cosa ci dobbiamo aspettare da parte degli americani

    1- ritorno a razzi stile apollo?
    2- \autospot\ sui razzi russi?
    3- \autospot\ sulle navette Virgin?
    4- una nuova navetta tecnologicamente più sicura?

    Grazie

    Ugo

  • # 18
    Flare
     scrive: 

    Dimenticavo, sui costi. Naturalmente cancellare missioni (come nel periodo di tagli del 2000-2001 sotto Bush Jr. anche se poi lanciò la sua visione di rilancio del programma spaziale americano, poi nuovo cambio con Obama) significa che gran parte dell’investimento fatto per studiarla, organizzarla e realizzarla, va in fumo, anche se qualcosa si può sempre recuperare (e questo vale anche per i 900 milioni investiti dalla NASA più i 350 di Lockheed-Martin con l’X-33). L’attuale brancolare indeciso delle amministrazioni non fa bene. Ares I-X è costato mezzo miliardo di dollari per sparare un tampax volante, uno stadio superiore inerte che roteava come il bastone di una majorette, paracaduti che non si aprivano… e secondo le stime Ares I + Orion, sarebbe costato anche un miliardo di dollari per lancio, contro i 500 milioni dello Shuttle (ma dipende anche quanti lanci si fanno all’anno, poteva costare anche molto meno). Per confronto, una missione Soyuz costa 130 milioni, se non ricordo male.

  • # 19
    Flare
     scrive: 

    @ Ugo: forse qualcosa da SpaceX con la navetta Dragon + Falcon 9 e poi stanno ancora lavorando sulla capsula Orion (4 posti). Fra continui cambi di rotta non saprei. Ma faccio fatica a pensare che gli americani si umilieranno ad usare solo le Soyuz russe o un’eventuale versione manned dell’ATV dell’ESA.

  • # 20
    Flare
     scrive: 

    Scusate, ho scritto navetta invece di capsula Dragon.

  • # 21
    Naismith
     scrive: 

    @Ugo
    dopo le ultime due missioni degli shuttle cosa ci dobbiamo aspettare da parte degli americani?

    Inizialmente l’unico tipo di vettore disponibile saranno le Soyuz russe, i cui viaggi non sono “autostop” ma “pagamenti in servizi” della quota costi della stazione spaziale ISS.
    In pratica, invece di pagare in denaro contante, lavi i piatti. :-)

    Anche ESA fa la stessa cosa con i cargo automatici (solo per le merci).
    Prossimamente dovrebbero venir collaudate versioni con equipaggio di navette private (in parte finanziate con denaro NASA, in realtà) prodotte da SpaceX (Spaceship II della Virgin non può entrare in orbita, tanto meno raggiungere la quota della ISS).
    Per ora c’è stato un volo sperimentale della sola versione cargo, nel 2015 potrebbero esserci voli operativi della versione con equipaggio.
    Una curiosità: fondatore di SpaceX è Elon Musk, tra i creatori di PayPal. :-)

  • # 22
    Naismith
     scrive: 

    @flare:
    “faccio fatica a pensare che gli americani si umilieranno ad usare solo le Soyuz russe o un’eventuale versione manned dell’ATV dell’ESA”
    Non si tratta di umiliarsi, ma semplicemente di mettere il poco denaro dove può rendere meglio.
    L’approccio USA al libero mercato porta a uscire dai servizi “banali” come taxi o trasporto plichi (UPS), e oramai portare personale in orbita bassa è alla portata di diverse aziende. Ci sono otto concorrenti che si contenderanno i fondi per sviluppare questi “taxi”, anche se SpaceX è la più vicina a fornire un vettore funzionante, mentre Virgin progetta di potenziare il suo sistema Spaceship II per passare dal parabolico all’orbita bassa, ma è tutt’altro che banale con quella configurazione smaltire il calore del rientro in atmosfera.
    Orion è solo un cerotto politico per mitigare i licenziamenti. Anche se ne costruiranno alcuni come capsule d’emergenza è morto e sepolto, perché costerebbe un sacco e fu osteggiato anche da diversi ingegneri NASA per la pochezza della progettazione.

  • # 23
    rubberick
     scrive: 

    male non è se aziende private si mettono in mezzo per il trasporto merci

  • # 24
    Flare
     scrive: 

    Naismith, sottovaluti l’orgoglio americano :D
    http://rt.com/news/us-russia-space-obama/

    No one can say for sure when the private American companies will come up with a new spaceship.

    For years to come, it will be the Russian Soyuz spacecraft, which is going to be the only means for people to reach the International Space Station, which is perfectly fine with the leaders of Russia and the US, but does not sit well with many Americans.

    “How could this happen? We could make it to the Moon, there was wonderful equipment, and now we are reduced to being passengers on a Russian ship. That’s a wounded pride thing,” says Marianne Dyson, an author and former NASA flight controller.

    Wounded pride also revealed itself in comments by some American lawmakers, astronauts, scientists and former NASA officials.

    “We will be largely dependent on the Russians, and that is a terrible place for the United States to be,” former NASA Administrator Michael Griffin told the Washington Post.

    “For the ‘world’s greatest space-faring nation’, this is hard to accept”, says John Glenn, the first American to be sent into Earth orbit.

    Comunque il punto è che per per quanto non siano riusciti ad ottenere un sostituto in tempo per la fine del servizio dello Space Shuttle (ovvio che tutto l’affare dei COTS nasce per questioni economiche, così come riciclare i booster dello Shuttle o uno stadio dell’Ariane per cercare di dotarsi di un nuovo vettore), gli americani difficilmente si ridurranno ad usare solo le Soyuz, abbandonando ogni altro progetto. Riguardo a Dragon, oltre al COTS, per ora non ha ufficialmente contratti, per quanto abbia ambizioni manned, ed è solo in lizza nel CCDev. Inoltre Dragon, se non ricordo male, è stato pensato solo per attività LEO, a differenza di Orion. In pratica sono in alto mare, ma in un modo o nell’altro, vedremo ancora veicoli made in USA. Pochi giorni fa si ipotizzava (o meglio era una campagna dei legislatori della Florida) di estendere il programma Shuttle fino al 2015, nel qual caso a quel punto gli USA potrebbero avere in mano un loro veicolo, senza dipendere da altri.

  • # 25
    Doraneko
     scrive: 

    @Luca

    Secondo me facciamo prima a estinguerci o a sterminarci tra noi, prima che riusciamo a colonizzare Marte.
    L’unico modo che abbiamo per riuscirci è che si faccia una qualche scoperta scientifica tipo quelle della fantascienza o dei cartoni animati.
    Attualmente nessuno si può più permettere gli enormi investimenti richiesti dall’esplorazione spaziale, far diventare di routine i viaggi Terra-Marte e colonizzare quest’ultimo è una cosa impensabile.Sul serio, facciamo prima ad ottenere terra coltivabile prosciugando pezzi di mare o spianando le montagne.
    Pensa inoltre a quanto rendiamo inospitale un ambiente adatto alla vita come la Terra (con l’inquinamento,ecc…), credi che riusciremmo a vivere in un ambiente che già di suo è inadatto alla vita complessa secondo i nostri standard?
    Se non siamo una specie fatta per durare, ci estingueremo.Amen.
    Chissà quante volte è capitato in giro per l’universo.
    Per assurdo, potrebbe anche essere che quando la Terra era ancora un palla di fuoco, su Marte c’erano già degli esseri intelligenti che poi si sono estinti perchè il loro pianeta è diventato inospitale…o hanno fatto loro qualche cavolata!

  • # 26
    L.MCH
     scrive: 

    @ the solutor: “Lo shuttle è una delle storie americane piu assurde mai portate avanti.”

    Semmai è un esempio di “penny wise, pound fool” (risparmiare un centesimo per spendere un euro).
    Gli Shuttle dovevano essere solo la prima generazione, se fosse andata come previsto sarebbero stati sostituiti da nuove navette migliorate già a fine anni ’80.
    I problemi che avevano erano noti a tutti, come pure le soluzioni, solo che ogni volta con la scusa di risparmiare in quell’anno fiscale non si stanziavano fondi e si continuava ad usarli così come erano.
    Basta pensare che già a fine anni ’80 c’era l’idea di sviluppare due linee di navette, una “cargo” per la roba grossa ed una più piccola per il trasporto di astronauti, entrambi avrebbero fatto a meno delle piastre ceramiche che tanti problemi hanno creato ed avrebbero usato uno scudo termico in acciaio (ed una traiettoria di rientro più “dolce”), le ali stesse sarebbero state allegerite ottenendo maggiori prestazioni in termini di carico pagante, ecc. ecc.
    Questo usando tecnologia “vecchia e sicura”, mica roba che ancora non esisteva.
    Poi un altro miglioramento sarebbe stato una maggior “spazializzazione” delle navette (gli space shuttle hanno certe parti che non possono stare nello spazio per più di tot. giorni senza essere revisionate) in modo da usarle anche per “missioni lunghe” tipo voli attorno la Luna o missioni verso asteroidi “vicini”; anche li non se ne fece niente.

    Per rendere l’idea di cosa potevano essere, basta dare un occhiata al piccolo X-37B, un mini-shuttle robotizzato costruito in economia che alla prima missione si è fatto un viaggetto di più di 200 giorni tutto da solo giocando a rimpiattino con i satelliti in orbita e gli osservatori a terra.
    Ufficialmente è solo un veicolo sperimentale, ma l’USAF ne ha due e se li tiene ben stretti visto quello che hanno dimostrato di poter fare.

  • # 27
    manublade
     scrive: 

    Chi parla che è impossibile colonizzare Marte forse si dimentica di un manipolo di eroi chiamati Fecchia, Santodio, Barbagli, Freghieri e Pini.

  • # 28
    Alby
     scrive: 

    ciao a tutti,
    solo per dire che lo Shuttle non è altro che l’ennesima
    distrazione per il popolino inconsapevole…

    L’elitè dispone da moltissimo tempo di mezzi molto più avanzati, e probabilmente hanno già costruito colonie sul lato oscuro della Luna e su Marte, ma alle pecore che seguono TV e massmedia ufficiali non è dato di sapere la verità…

    Iniziate a cercare informazioni sul velivolo tenuto segreto dalla Nasa/USAF chiamato TR-3B … esistono foto e filmati di vari testimoni, e anche insider che pubblicarono informazioni, che però stanno di nuovo scomparendo da molti siti che ne hanno parlato…

    L’antigravità e l’energia Free (derivante dagli studi di Tesla) ce l’hanno in mano da decenni, ma a noi non è dato di saperlo…

    Lo shuttle rimane solo distrazione…

  • # 29
    arkanoid
     scrive: 

    Dipende da cosa si intende per colonia. Io la intendo come una entità autonoma fondata dalla Terra.
    Portare su marte anche solo 10.000 persone l’anno richiede di costruire su marte delle fabbriche che producano 10.000 posti-uomo l’anno più o meno il bilancio nati/morti su marte, visti i tempi necessari almeno 500 navette che partano due al giorno con a bordo 20 persone più equipaggio l’una bruciando una quantità di combustibile assurda e che tra partenza da terra, rientro su marte e ritorno ipotizzando un tasso di affidabilità del 95% causerebbero 500 morti l’anno nonchè la perdita di 25 navi. Tralascio il computo di eventi impredittibili ma probabilissimi dovuti a persone che sclerano nei mesi di viaggio.
    10.000 persone l’anno sono di molto sotto il tasso di crescita della Terra, per cui sarebbe comunque inutile.
    Si fa fatica a convincere le persone a spostarsi a lavorare nelle terre bonificate (o almeno così è successo in passato) figuriamoci a prenderle e sparare cani e porci nello spazio per andare su un pianeta che non è fatto per viverci e fondametalmente non può essere terraformato per insufficiente massa. Se il problema di sovrapopolazione deve persistere deve essere contrastato in altro modo.
    La mia idea riguardo lo sviluppo di esplorazione spaziale non LEO è che sia necessariamente legata alla costruzione di industrie robotizzate sulla Luna che producano una base di partenza. Da lì stabilire un ambiente abitabile in gran parte soterraneo grazie al quale costruire fisicamente i veicoli per mano umana. La bassa gravità lunare e l’assenza di atmosfera permette di costruire veicoli immensi con capacità di viaggio quasi indefinita che possono essere immessi in orbita di qualsiasi corpo massiccio e fare da avamposto per esplorazioni spaziali che vadano verso l’esterno del sistema sola, i giganti gassosi ed i loro satelliti.

  • # 30
    Alby
     scrive: 

    @arkanoid

    hai fatto un ragionamento secondo il tuo paradigma di esistenza, e in quel paradigma la tua logica fila, ma devi uscire dal tuo paradigma per comprendere che loro hanno ben altri mezzi; il lavoro esiste in questo paradigma per tenerci schiavi… l’energia free esiste da moltissimo tempo, e i pochi dell’elite la usano a nostra insaputa…

    Il fatto che noi non conosciamo o non siamo informati di cose, non vuole dire che esse non esistano…

    Ripeto le colonie su marte e sulla luna son tutt’altro che lontane e possibili future possibilità. Potrebbero invece già riguardare il passato…

  • # 31
    arkanoid
     scrive: 

    @alby. Sai di gente complottista c’è pieno il mondo e francamente non ripongo un secondo ad ascoltare chi inventa fantasie senza venire da me e farmi vedere le prove. Troppo comodo ragazzo ;)

  • # 32
    the solutor
     scrive: 

    @L.MHC

    Lo shuttle doveva essere una navetta molto più piccola ed agile, e probabilmente così avrebbe avuto anche un senso.

    Solo che i militari decisero (in cambio di risorse economiche offerte) che per servire ai loro scopi doveva essere molto più grande e quindi il progetto è virato verso quello che conosciamo.

    La cosa divertente è che ci hanno sempre raccontato che lo shuttle poteva servire a raccattare satelliti in orbita, portarli sulla terra, ripararli e riportarli su.

    In realtà a nessuna mente malata è mai passato per la testa che questa fosse una cosa fattibile. Ovviamente costa tanto meno riparare il satellite in orbita (se si può) o costruirne uno nuovo.

    Allora a che serviva la stiva enorme ?

    Serviva ai militari, per fregare i satelliti ai russi e portarli a terra, e questa ideona (probabilmente mai appliata) ha portato lo shuttle ad essere quello che è, un TIR usato per farci le gimcane.

    Costoso, assurdo, e insieme alla base orbitante di inutilità quasi imbarazzante.

    Si è usata la base orbitante per giustificare l’esistenza dello shuttle, si è usato lo shuttle per giustificare la base orbitante:a che serve lo shuttle ? A montare la base in orbita. A che serve la base ? Come approdo sicuro per i voli dello shuttle…

    Morale, lo shuttle non è solo stato uno spreco di denaro, è stato un freno pazzesco ai voli spaziali (magnadosi tutte le risorse) ed è stato un esempio di non pianificazione: costruito su specifiche militari (che non lo hanno mai utilizzato) costruito per rendere economici e frequenti i voli (il risultato è stato l’esatto opposto), costruito per favorire i viaggi nello spazio (li ha uccisi).

    Morale, siamo nel 2011, sono passati 40 anni dello sbarco sulla luna, sbarco sulla luna che richiese soli 9 anni di ricerche. Ed oggi nella migliore e più utopistica delle ipotesi per tornarci di anni di ricerche ce ne vorranno 20.

    Un bimbo di terza elementare si renderebbe conto che qualcosa è andato storto…

  • # 33
    arkanoid
     scrive: 

    Certamente. Ma non vedere che ci sono stati enormi progressi grazie all’esperienza shuttle è da orbi. Foss’anche solo la conoscenza dei limiti di un veicolo riutilizzabile, o la scoperta pratica di criticità che verranno buone per il futuro.
    Sospetto che alle masse di oggigiorno non sarebbe importato nulla dellìesplorazione spaziale, l’epoca dei jetsons è finita da un pezzo e non vedo nei ragazzi di oggi niente di quell’orgoglio (molto legato all’esistenza del blocco comunista, ed all’esserci pro o contro) che giustificava i rischi assurdi delle prime missioni spaziali.
    Vedo un sacco di gente interessata solo all’andare in giro vestita firmata o a fare il figo con l’iphone.
    Abbiamo satelliti in giro per il sistema solare e una stazione grande un campo di calcio che ci vola sulla testa e pochissimi ne sanno qualcosa non perchè manchi l’informazione, ma perchè non gliene frega proprio niente! (ahinoi…)

  • # 34
    Alby
     scrive: 

    @arkanoid

    basta cercare, io ti ho detto la mia e non ho certo avuto il bisogno di etichettarti con alcuna etichetta perchè vedi le cose diverse da me…

    Facile etichettare “complottista” (che ormai su internet è usato come termine per etichettare “negativamente” qualcuno a priori) senza però poi farsi le proprie ricerche approfondite…

    Quello comodo sei tu
    caro ragazzo…

    OT Per la cronaca: il termine complottista, nei dizionari del passato non esisteva fino all’era di internet, dove chi vede i complotti nascosti, viene etichettato come complottista, mentre chi fa i complotti all’insaputa della gente non esiste… Sul mio Zingarelli del 1978 esiste il termine cospirazionista, che è appunto colui che attua una cospirazione, e non colui che ne parla e la svela…

    Occhio alla neo lingua orwelliana perchè vi hanno già programmato a quello che vi vogliono fare credere… dolci sonni…

  • # 35
    Naismith
     scrive: 

    Alby = Un po’ di troll al mattino presto e poi la giornata non può che migliorare.
    Interessante sarebbe applicare un minimo il cervello a queste teorie. Per esempio, vogliono tenerci schiavi? Ma a che serve uno schiavo (a cosa serviva in passato)?
    Ad avere forza lavoro quasi gratis (basta sfamarli e poco più). Solo che in passato la forza lavoro umana era una forma (muscolare) di energia, soprattutto man mano che alle macchine produttive hanno aumentato la capacità di essere autonome nei controlli. Quindi gli schiavi come energia a basso costo: eppure tu dici che questa Elite ha a disposizione energia free, quindi a che servono gli schiavi?

    A caricarli sulle portantine o in risciò? Hanno pure l’antigravità ed energia senza costi per muovere qualsiasi veicolo.

    A far loro aria con grandi ventagli? Un climatizzatore con energia free e stai a posto.

    A prestarsi a pratiche sessuali? Basta un pacco di soldi, come visto in questi giorni, e se hai energia free ti basta immetterla in rete fingendo di avere una centrale termoelettrica in funzione e hai margine enorme di guadagno, no?

    Cavolo, se tutti questi schiavi non servono a nulla, se l’Elite è già sulla faccia oscura (?) della Luna e su Marte…
    deve essere un complotto del mio amministratore di condominio, che non avendo più nulla da fare grazie a tutti i suoi progressi scientifici, viene a spaccarsi/ci un po’ i maroni nelle riunioni condominiali alla sera!
    Grazie per averci aperto gli occhi, sono commosso: ora raccolgo le deleghe e faccio un colpo di mano, liberando la Terra da questa X-minaccia. Lunga vita e prosperità.

  • # 36
    Alby
     scrive: 

    @Naismith

    Bravo ottima disamina continua pure cosi, sei forte! ;)

  • # 37
    arkanoid
     scrive: 

    Alby o parli con i numeri o taci, e vai a trollare altrove. A tutti capita di notte di sognare di volare ma non per questo andiamo a dire a chi sostiene coi fatti che l’uomo non è un uccello che è solo un limite di chi lo pensa.

  • # 38
    Alby
     scrive: 

    @arkanoid come a Naismith

    fatemi solo una cortesia se riuscite:

    smettetela di etichettare come Troll o complottista solo chi ha una visione differente delle cose da voi…

    E’ facile cercare d’etichettare l’altro come un disturbatore solo perchè le cose che dice sono contrarie alle nostre visioni e convinzioni, vero?

    Io ho espresso le mie idee come tu arkanoid le tue, e non mi sembra di averti ripetutamente chiesto di portarmi delle prove o dei numeri delle tue convinzioni sulla colonizzazione di marte o della luna…

    Io non sono qui nè per trollare o altro, ho solo espresso un’ opininione, ma chi non accetta opinioni diverse dalle proprie, ha l’animo facilmente infiammabile vero?… perchè io devo portarti delle prove?!? di cosa? Vuoi sapere le mie ricerche e studi personali degli ultimi 25 anni, espresse qui in 2 righe di posts?

    Ti dico solo che se vuoi vedere basta andare a cercare, come hanno fatto quei tantissimi “complottisti” che tanto non sopportate…

    Saranno tutti matti loro, giustamente… l’importante è non cercare da se, e pendere da quello che tv e massmedia dalla nascita ci impongono come nostre idee e convinzioni…

    Accettare che potrebbe essere anche come un paranoico complottista disturbatore fastidioso come me, afferma è troppo, vero?

    Farsi delle domande e vedere da soli, di provare ad approffondire gli input che vi sono stati dati è troppo difficile per voi vero? certo che lo è…

    Con affetto non vi disturberò più oltre in questo articolo, dato che volete credere che lo shuttle sia l’avanguardia della tecnologia studiata dai militari e dalla nasa…

    Cordiali saluti

    un paranoico da allontare… ;)

  • # 39
    arkanoid
     scrive: 

    il tuo \lasciami esprimere un’opinione\ equivale ad uno che vuol discorrere dicendo all’altro continuamente \sei un coglione, ma è solo un’opinione\ così, tanto per dire, visto che c’è libertà di pensiero.
    Utilità? Parlare per dare aria alla bocca non serve, tanto meno qui. Quando si tratta di negare l’evidenza e invece sostenere tesi a cui il 99% della popolazione non crede, l’onere della prova spetta a chi propone la teoria, mica a chi difende ciò che il metodo scientifico ha repuatato valido…

  • # 40
    Alby
     scrive: 

    @arkanoid

    hai ragione quando dici che non devo dare aria alla bocca… come ti ho detto non disturberò più qui con concetti al cui il 99% (secondo le tue statistiche) della popolazione non crede…

    Quindi prego anche gli altri di non continuare su queste argomentazioni, ho detto che non disturberò qui oltre, inutile continuare a colloquiare con me…

    chiedo scusa
    a tutti quanti

    e saluto lo Shuttle che diventa pezzo da museo

    bye

  • # 41
    goldorak
     scrive: 

    @ Alby : le teorie complottistiche puoi lasciarle per Misteri/Voyager.
    Dovresti vergognarti di scrivere certe scemenze per dippiu’ su un blog serio come quello di appunti digitali, ma si sa l’anonimatato consente questo e altro.

  • # 42
    the solutor
     scrive: 

    @arcanoid

    Aldilà del caso specifico su cui non metto bocca perche non sono, bollare una teoria come sicuramente falsa, non è molto differente dallo spacciarla per sicuramente vera.

    Che ci sia un sacco di fuffa in giro per la rete è un fatto, ma che ci siano faccende serissime di cui non si è mai sentito palare o di cui i più non hanno mai sentito palare è un fatto altrettanto assodato.

    Lo sapevi tu che i tedeschi costruirono (con scarsi risultati pare) un disco volante durante la seconda guerra mondiale ? (e’ storia, non una leggenda metropolitana)

    Della fusione fredda che mi dici ? Ti pare possibile che quando fu presentata, nel giro di 15 giorni ogni straccio di laboratorio del mondo disse di averla riprodottoa, ma poi improvvisamente, tutti diventarno concordi nel dire che si trattava di una bufala ?

    E di Nicola Tesla, che vendette tutti i sui brevetti alla marina americana, che vogliamo dire ? Magari le teorie alla Phiiladelphia experiment sono esagerate e fantasiose, ma lo sai tu di che si trattava in realtà ?

    I computer stessi, del primo computer costruito dagli inglesi durante la seconda querra mondiale si è iniziato a parlare solo 50 anni dopo.

    E si potrebbe continuare per un pomeriggio.

    Motivo per cui un minimo di attenzione andrebbe prestata anche alle teorie apparentemente più fantasiose, magari lo sono davvero, magari no.

  • # 43
    goldorak
     scrive: 

    @ the solutor : scusa ma questo e’ quello che ha scritto alby :

    “L’elitè dispone da moltissimo tempo di mezzi molto più avanzati, e probabilmente hanno già costruito colonie sul lato oscuro della Luna e su Marte, ma alle pecore che seguono TV e massmedia ufficiali non è dato di sapere la verità…”

    Colonie operative gia’ sulla luna e addirittura su marte ?
    E non se ne sa niente. Caspita devono avere inventato anche l’invisibilita’.

    “L’antigravità e l’energia Free (derivante dagli studi di Tesla) ce l’hanno in mano da decenni, ma a noi non è dato di saperlo…”

    Devo aggiungere altro ? Sono scemenze senza se e senza ma.

  • # 44
    arkanoid
     scrive: 

    @the solutor

    Se controlli, seguo da parecchio il thread sulla FF e non aspetto altro che l’esperienza difocardi e rossi venga resa un po’ più chiara.
    Sono appassionato di Asimov e sto scrivendo un libro di fantascienza.
    Tesla era un ottimo scienziato che però, al momento, è considerato da molti quasi un inventore di cose grandiose e secretate, quando in realtà non c’è motivo di crederlo.
    Sono apertissimo a valutare qualsiasi cosa, se mi viene sottoposta con una spiegazione. Se la spiegazione è carente o non c’è proprio la mia attenzione cala rapidamente fino a scomparire ;)

  • # 45
    the solutor
     scrive: 

    Se controlli, seguo da parecchio il thread sulla FF e non aspetto altro che l’esperienza difocardi e rossi venga resa un po’ più chiara.

    Eh, attendiamo fiduciosi.

    Sono appassionato di Asimov e sto scrivendo un libro di fantascienza.

    Questa è una cosa che mi ripropongo di fare da quando avevo 15 anni, prima o poi vincerò la pigrizia.

    Non c’enta niente con l’oggetto, ma se non lo hai ancora fatto dti consiglio “neanche gli dei”, geniale..

    Tesla era un ottimo scienziato che però, al momento, è considerato da molti quasi un inventore di cose grandiose e secretate, quando in realtà non c’è motivo di crederlo.

    Beh, piccolo stralcio di wikipedia

    Al momento della sua morte, l’inventore stava continuando a lavorare sul teleforce, un progetto che aveva proposto senza successo al Dipartimento della Guerra degli USA; sembra che il raggio proposto – che la stampa aveva ribattezzato “raggio della pace” o “raggio della morte” – avesse a che fare con le sue ricerche sul fulmine globulare e sulla fisica del plasma, e che fosse composto di un flusso di particelle. Il governo americano non trovò alcun prototipo dell’apparecchio nella cassaforte, ma i suoi scritti vennero classificati come top secret. Il cosiddetto “raggio della pace” costituisce un elemento di alcune teorie cospirative come mezzo di distruzione. J. Edgar Hoover dichiarò il caso “most secret”, vista la natura delle invenzioni di Tesla e dei suoi brevetti[

    Magari qualche motivo c’è…

  • # 46
    leoniDAM
     scrive: 

    @Alby:
    Perché chi la pensa come te, quando gli si chiedono spiegazioni e un po’ di dati e documenti sui quali magari ragionare e discutere tranqullamente, rispondono sempre con frasi come: “basta cercare”?
    Invece di riportare qualche dato e qualche documento, cosa che in qualunque discussione si fa sempre, specie se tratta di argomenti tecnico-scientifici.
    Poi se queste ricerce e questi documenti li trova uno che non la pensa come te e li commenta smontando le ipotesi formulate gli si risponde, da chi la pensa come te, che quelle non sono vere prove, ma sono altre, “basta cercare”…

    Io ho letto alcuni documenti di persone che la pensano come te ma nessuno mi ha mai convinto, anzi mostravano delle grosse lacune da un punto di vista tecnico-scientifico sulle quali nessuno, ai quali ho domandato, ha mai saputo illuminarmi, seppur conoscitori della materia (o presunti tali) eppure tutti mi dicono che “basta cercare”, ma nessuno mi ha mai detto cosa e dove cercare, io di solito per supportare le mie tesi non rimando a generiche ricerche fai-da te, ma linko i documenti e le pagine sulle quali mi baso o cito gli autori ai quali mi riferisco.
    Proprio riguardo al velivolo al quale fai riferimento ho mosso diverse questioni ad un che si professava un grande esperto della materia, che stava scrivendo un libro in proposito e che aveva contatti diretti con alcuni insider, questioni alle quali non ha mai saputo rispondere dicendomi anche lui, che mi “basta cercare” e che i massmedia mi sviavano (esiste ancora quel theard nel forum che frequentavamo).
    Ma le mie perplessità, da discreto conoscitore della materia, erano di tipo tecniche e scientifiche sulle quali i media poco hanno a che fare, come ad esempio quale potesse essere il principio fisico secondo il quale un plasma (ottenito da un materiale basato sul mercurio ad una pressione di 250 000 atmosfere e “riscaldato” a 150° K) potesse permettere ad un oggetto di fargli perdere l’80% del proprio “peso” e gli consentirebbero “accelerazioni” incredibili

    Parli di tuoi studi di 25 anni e dici di non volerci illustrare le tue teorie, vabbe che questa non è la sede adatta, saremmo OT, ma questa così è religione che si fonda sulla fede, non è scienza che sui fonda su ben altri principi.

  • # 47
    Naismith
     scrive: 

    The Solutor, non facciamo di tutta l’erba un fascio :-)

    “Che ci sia un sacco di fuffa in giro per la rete è un fatto, ma che ci siano faccende serissime di cui non si è mai sentito palare o di cui i più non hanno mai sentito palare è un fatto altrettanto assodato.” E vabbé ci sono cose segrete, ma cosa, di preciso?

    “Lo sapevi tu che i tedeschi costruirono (con scarsi risultati pare) un disco volante durante la seconda guerra mondiale ? (e’ storia, non una leggenda metropolitana)” Certo, come lo sanno tutti gli appassionati di aeronautica, ma fu solo un progetto non in grado di volare, per ragioni che richiedono la conoscenza dell’aerodinamica per convincersene scientificamente.
    Ora io non dico che ogni persona debba essere competente di tutto lo scibile umano, solo che io per primo ricordo continuamente a me stesso che – solo perché non sono un biologo – non è che penso che il ciclo vitale di un organismo animale sia “magia” o “tecnologia avanzata e aliena”. Chiaro? :-)

    “Della fusione fredda che mi dici ? Ti pare possibile che quando fu presentata, nel giro di 15 giorni ogni straccio di laboratorio del mondo disse di averla riprodotta, ma poi improvvisamente, tutti diventarono concordi nel dire che si trattava di una bufala?”
    Perché la ricerca non si fa con le emozioni, ma con regole verificabili in tutto il mondo. Purtroppo non sono riusciti a individuare che fenomeno si è verificato, e sono arenati nel limbo del “succede qualcosa di elusivo, non riesco a ripeterlo, ergo non è scienza”.

    “E di Nicola Tesla, che vendette tutti i sui brevetti alla marina americana, che vogliamo dire ? Magari le teorie alla Phiiladelphia experiment sono esagerate e fantasiose, ma lo sai tu di che si trattava in realtà?”
    Perché deve trattarsi sempre di qualcosa? Le forze armate USA sono famose per essersi finanziate le più solenni vaccate per sessant’anni e oltre. Eppure c’è chi crede che esistano armi misteriose potentissime, ma ad oggi le guerre in Iraq e Afghanistan sono costate migliaia di morti e la vittoria non c’è. Se hanno armi così risolutive e non le usano, la domanda è: se non ora, quando?
    Ci sono sempre stati sviluppi segreti, ma anche nel caso della bomba atomica, il segreto meglio custodito della seconda guerra mondiale, nel giro di pochi anni i sovietici lo copiarono, i cinesi lo copiarono, i britannici e i francesi lo ottennero in quanto alleati, noi e i tedeschi ottenemmo accesso alle tecnologie per il nucleare civile, il che equivale alla capacità pratica di produrre ordigni. Insomma, questo tipo di segreti non può durare, perché è conosciuto da troppe persone per venir tacitato completamente.

    “I computer stessi, del primo computer costruito dagli inglesi durante la seconda querra mondiale si è iniziato a parlare solo 50 anni dopo.” Ma no, solo che negli anni sessanta i computer non interessavano ai comuni cittadini. Perfino gli specialisti del settore pensavano che ne sarebbero serviti al massimo poche decine distribuite nel mondo. Come pensi che facessero IBM e altri marchi ormai scomparsi, a produrre i primi mainframe, restando all’oscuro dei lavori di Alan Turing e soci?
    Quello che fu tenuto segreto fino al 197a fu la parte relativa a come vennero decrittati i codici segreti nazisti, perché si pensava che descrivere le tecniche avrebbe potuto aiutare altri a fare altrettanto.

  • # 48
    pleg
     scrive: 

    @ leoniDAM, Naismith

    MA non avete ancora capito? Stanno applicando alla lettere il CREDO DEL FUFFARO
    http://ipensieridelfioba.blogspot.com/p/il-credo-del-fuffaro.html

    :D

    PS: “Naismith” immagino venga da “The peace war”? Grandissimo :D

  • # 49
    L.MCH
     scrive: 

    @the solutor
    Lo Space Shuttle aveva una stiva di carico così grande perchè fin dal principio era previsto che portasse su lo spacelab (che poi bisognava riportare a terra), inoltre pensavano di usarlo anche per la messa in orbita di satelliti che in quel periodo stavano diventando sempre più grandi.
    Visto che era un “prototipo” avevano pensato di partire larghi
    (e la versione “cargo robotizzato” ipotizzata in seguito avrebbe avuto un carico utile ancora più grande).

    L’unica vera specifica militare (che ha causato enormi problemi riguardo l’economicità della navetta) è stata la modalità “da combattimento”.
    Il requisito “da combattimento” era che:
    1) fosse possibile lanciare lo Space Shuttle dalla base di Vandenberg per immetterlo in orbita polare (e fin qui tutto bene);
    2) che riuscisse ad arrivare in orbita bassa in mezza orbita
    (ed anche fin qui tutto bene, a parte propulsori “sovradimensionati”);
    3) che arrivato all’apogeo riuscisse a piazzare in orbita bassa “il suo carico” (un satellite militare da telecomunicazioni, “o altro”);
    4) E CHE POI NELLA MEZZA ORBITA SUCCESSIVA RIENTRASSE A VANDENBERG;

    Visto che l’orbita prevista nello scenario “militare” era quella polare e che la terra ruota, per riatterrare da dove era partito in una sola orbita lo space shuttle doveva partire, fare l’orbita, e tornare giù secondo una traiettoria di quelle che definire brutali è poco (su a manetta, uno sgancio rapido del carico e poi giù di brutto più a tuffo che in planata e “sempre in derapata controllata”).
    Per questo lo space shuttle fu dotato dello scudo termico con mattonelle ceramiche (di difficile e costosa manutenzione ecc., ecc. ma che era l’unico modo per reggere la discesa in modalità “militare”), per questo le ali furono irrobustite (e di conseguenza appesantite) per reggere bene al rientro e “frenare bene” (sempre per la modalità “militare”), ecc. ecc.

    Riguardo l'”acchiappare satelliti altrui” era un idea in circolazione da anni, ma proprio per questo sia i russi che gli americani avevano da tempo previsto varie contromisure decisamente letali per chi provasse a farlo sul serio, non è una cosa da fare con un mezzo con equipaggio.

  • # 50
    Simone Serra
     scrive: 

    Post interessantissimo, a parte le divagazioni fuffiane… avendo studiato gasdinamica sono rimasto affascinato (ed anche impressionato) davanti alle problematiche che si presentano con flussi ipersonici (ed il muso tozzo dello shuttle ne è una conseguenza)… per quanto riguarda gli aspetti sviluppati in alcuni commenti mi trovo a suggerire le letture di Asimov… aldilà della possibilità e della opportunità o meno di tentare viaggi spaziali, molte delle problematiche che si presenterebbero concretamente sono state sviluppate anche nei suoi scritti e, per quanto si tratti di romanzi di fantascienza, lo sono stati in maniera piuttosto seria, ad esempio in Abissi d’acciaio sono presenti forti riflessioni sulla colonizzazione dello spazio.

    @ Naismith commento 35

    Standing ovation con 30 minuti di applausi scroscianti…

  • # 51
    Simone Serra
     scrive: 

    ovviamente per “divagazioni fuffiane” mi riferivo ad alcuni commenti… non certo al contenuto del post!

  • # 52
    Simone Serra
     scrive: 

    un appunto sul X-37B… anche questo ha le piastrelle in materiale ceramico… e sinceramente ho dei seri dubbi che un veicolo possa usare uno scudo termico in acciaio… a meno di confondere l’acciaio con materiali di altro tipo (tanto per fare un esempio, le palettature della turbina dei motori di un aereo sono costruite in materiali speciali, superleghe monocristalline piuttosto lontane dall’acciaio)

  • # 53
    Giacomo
     scrive: 

    due domande che mi frullano per la testa da tanto:
    – è mai stato fatto un calcolo dell’impatto ecologico, ovvero quanto O2 viene consumato e quanta CO2 viene creata dal lancio di uno Shuttle?
    – con la tecnologia odierna non dovrebbe essere possibile creare un “superjumbo” in grado di decollare normalmente e raggiungere l’orbita operativa volando come un normale aereo?

  • # 54
    pleg
     scrive: 

    @ Giacomo

    Il problema di un aereo e’ che ha bisogno dell’aria :) Le ali creano portanza che lo tiene su, ma a alla quota a cui arriva lo Shuttle non c’e’ praticamente piu’ atmosfera, quindi le ali sono inutili (e anche i reattori degli aerei, che bruciano ossigeno atmosferico). L’unico modo per far arrivare su e’ un razzo che si porti su combustibile e comburente.

  • # 55
    Giacomo
     scrive: 

    @ pleg
    ok, chiaro.
    al limite potrebbero fare un “razzoplano”? (aereo che decolla normalmente e che giunto al limite estremo dell’aria accende i razzi alimentati con combustibile e comburente e prosegue il viaggio come un razzo tradizionale)

  • # 56
    pleg
     scrive: 

    In un pezzo non credo convenga, ma in due pezzi si fa gia': un aereo (“nave madre”) che trasporta sul groppone la navetta; raggiunta una certa quota, sgancia la navetta che accende i razzi e va su nello spazio. Ad esempio la SpaceShipOne adotta questo modello:

    http://en.wikipedia.org/wiki/SpaceShipOne

  • # 57
    Lk
     scrive: 

    Ciao,
    innanzitutto complimenti a Eleonora per i suoi articoli, sempre interessantissimi e in bocca al lupo per AMS-02 :)

    Per quanto riguarda certi commenti riguardanti fuffa, complottismo, cospirazionismo ecc. vorrei ricordare cosa scriveva il grande Martin Gardner nel 1957 nel volume “Fads and fallacies in the Name of Science” (pubblicato in Italia nel 1998 con il titolo “Nel nome della scienza”):

    «[…]Sono cinque i modi in cui lo pseudo-scienziato genuino esibisce, in genere, le sue tendenze paranoiche:

    1) Si considera un genio.
    2) Considera i suoi colleghi, senza eccezione alcuna, come degli ignoranti zucconi. Si considera troppo avanti con i tempi. Insulta frequentemente i suoi rivali, accusandoli di stupoidità, disonestà o altre basse azioni. Se viene ignorato è perché i suoi argomenti sono ineccepibili. […]
    3) Si ritiene ingiustamente perseguitato e vittima di discriminazioni. Le organizzazioni riconosciute non gli consentono di fare interventi. Le riviste rifiutano i suoi articoli e ignorano i suoi libri o affidano la loro recensione a dei “nemici”.
    4) Ha una forte propensione a focalizzare i suoi attacchi contro i più grandi scienziati e contro le teorie più consolidate. […] Lo stesso atteggiamento di sfida si ritrova nella tendenza a negare diametralmente i princìpi più consolidati. La matematica dimostra che non è possibile trisecare l’angolo. Essi lo trisecano. […]
    5) Spesso tende a scrivere in un gergo complesso, facendo uso di termini ed espressioni coniati da lui stesso.

    […] Se le tendenze attuali continuano, tra non molto farà la sua comparsa una gran varietà di questi soggetti, con teorie ancora inimmaginabili… che riescano a far breccia in una o in milioni di persone, sarà meglio per noi e per la società essere pronti a riceverli.»

    Scusate il post un po’ lungo ma credo che sia importante ricordare quanto scritto, più di mezzo secolo fa, da una grande persona, grande divulgatore scientifico e pensatore.

  • # 58
    arkanoid
     scrive: 

    Un aeroplano, come dite, può arrivare senza problemi ovunque, basta avere motori in grado accelerarlo quando la quota è troppo elevata pr far funzionare motori che brucino comburente atmosferico. Il problema maggiore, nonchè di difficile soluzione, è il rientro, dato che un aeroplano mal di presta a sopportare gli elevati stress termici e dinamici del rientro.

  • # 59
    Pier
     scrive: 

    L.MCH scrive:

    “entrambi avrebbero fatto a meno delle piastre ceramiche che tanti problemi hanno creato ed avrebbero usato uno scudo termico in acciaio (ed una traiettoria di rientro più “dolce”), le ali stesse sarebbero state allegerite ottenendo maggiori prestazioni in termini di carico pagante, ecc. ecc.”

    Non sono esperto in termodinamica, ma l’acciaio non è un ottimo conduttore di calore? come potrebbe essere protettivo? in sostanza, il calore prodotto dall’attrito dello scafo esterno al contatto con l’atmosfera produce un ‘enorme calore, il quale può propagarsi, grazie alle proprietà conduttive dell’acciaio, dentro l’abitacolo fondendo gli strumenti interni e l’equipaggio.
    Più o meno come successe al disastro dello shuttle al rientro nell’atmosfera quando dei pannelli ceramici si staccarono dallo scafo, il calore generato in quella parte mandò in pezzi lo scafo arrostendo tutto…equipaggio compreso..

  • # 60
    Simone Serra
     scrive: 

    @ Pier

    Più de problema del calore trasmesso dall’acciaio mi preoccuperei della sua resistenza… dubito seriamente che si possa usare (come ho scritto poco sopra del tuo commento) ma che probabilmente ci si riferisse a superleghe (simili alle soluzioni delle Turbine a Gas) anche se dubito anche di esse…

  • # 61
    enzo rossi
     scrive: 

    Ciao e complimenti per AMS-02, un lavoro incredibile. per non parlare del compito che dovrà svolgere.

    io vorrei un commento su una lettera inviata alla nasa da alcuni veterani e astronauti che o trovato in rete, firmata da nomi importanti, e anche piuttosto lunga mi spiace ma non voglio tagliarla.

    secondo te anno ragione?

    Noi crediamo che il previsto ritiro della flotta degli Space Shuttle dopo il volo STS-135, previsto il prossimo mese, creerà un’inaccettabile rischio nel mantenere sicure e percorribili le operazioni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Come ben sapete le navetta sono l’unico veicolo spaziale che può fornire indipendenti attività extraveicolari in caso di riparazioni critiche sulla ISS. Se un incidente o un guasto al supporto vitale rendesse la ISS inabitabile, le passeggiate spaziali per le riparazioni e le operazioni di ripristino non sarebbero possibili dalla stazione spaziale. Nella peggiore delle ipotesi, il deterioramento e la perdite dei sistemi di una ISS abbandonata potrebbe portare ad un rientro catastrofico ed incontrollato con rischio alle aree popolate di tutto il pianeta. Questo fatto avrebbe gravi ripercussioni per le relazioni degli Stati Uniti, la Russia e gli altri Paesi che partecipano come partner alla Stazione Spaziale Internazionale. Il recente passaggio di un detrito spaziale ha costretto gli astronauti della ISS di ripararsi nei veicoli Soyuz, sta a ricordare che un incidente catastrofico è comunque una possibilità. La flotta degli Space Shuttle è l’unico veicolo spaziale, sia fra quelli operativi che fra quelli in sviluppo, che è fornito di camera di decompressione, rifornimenti per i sistemi vitali ed un braccio robotico necessario per aiutare una passeggiata spaziale di riparazione compiuta da due astronauti. Noi crediamo che la flotta di navette spaziali debba rimanere in servizio per fornire una capacità indipendente di attività extraveicolare di riparazione nell’evento che la ISS sia bloccata da un guasto di sistemi o vittima di un incidente. Gli Space Shuttle potrebbero inoltre eseguire uno o due voli logistici o scientifici l’anno, fornendo una capacità senza precedenti di ritorno di componenti scientifici e di esperimenti sulla Terra (con un basso carico gravitazionale sia per l’equipaggio che per il carico in fase di rientro) ed estendendo la capacità operativa della stazione spaziale con un Programma di Estensione della Vita di Servizio. La capacità degli Space Shuttle di fornire un’indipendente passeggiata spaziale di riparazione, critica per ripristinare le operazioni su una ISS disabilitata, potrebbe essere anche vitale per proteggere il businness dei carichi e degli equipaggi nell’emergente industria commerciale spaziale. Tenendo la flotta delle navetta in servizio inoltre si affermerebbe un nuovo criterio di volo accettato internazionalmente che dovrebbe essere il seguente: ogni oggetto posto in orbita che sia troppo grande per un rientro incontrollato deve avere un veicolo spaziale disponibile che possa supportare indipendenti attività EVA di riparazione. Per mantenere questi margini vitali per le operazioni della ISS a lungo termine richiediamo le seguenti cose: PUNTO PRIMO – Il Congresso deve richiedere immediatamente, tre settimane da adesso, uno studio imparziale ed una seduta di emergenza su questa materia. PUNTO SECONDO – In queste audizioni il Congresso deve considerare di approvare una legislazione di emergenza che ordini alla NASA di fermare tutti i lavori di modifica alla flotta di Space Shuttle per la loro esposizione nei musei. Atlantis, Discovery e Endeavour devono essere immagazzinate al Kennedy Space Center all’interno dell’Obiter Processing Facility e mantenute in modo da essere pronte al volo. Intanto il Vehicle Assembly Building, i cingolati da trasporto (Crawler), il complesso di lancio 39A, la pista di atterraggio Shuttle Landing Facility e tutti i complessi e gli equipaggiamenti che servono in supporto delle operazioni degli Space Shuttle devono essere tenuti a disposizione per i futuri volo delle navette spaziali. PUNTO TERZO – La NASA ed i partner della Stazione Spaziale Internazionale devono considerare la possibilità di condividere la responsabilità e sviluppare una soluzione per finanziare il proseguimento delle operazioni della flotta di Space Shuttle per assicurare una sicurezza a lungo termine delle operazioni sulla stazione spaziale. La NASA guiderà il piano e le alternative commerciali di gestire gli shuttle, dovranno essere presentate al Congresso anche nella considerazione di ridurre i costi e l’impatto nel budget. PUNTO QUARTO – Per eliminare il gap nella fornitura di passeggiate spaziali indipendenti di riparazione e come misura di sicurezza per la stazione spaziale, il Congresso, la NASA ed i partner della ISS devono valutare la possibilità di rinviare il lancio di STS-135 fino a che altri serbatoi esterni ed altre parti potranno essere costruiti per essere utilizzati in ulteriori voli delle navette nel 2012.
    Apprezziamo la vostra considerazione e che le nostre raccomandazioni per la NASA ed il Congresso venissero prese come azioni immediate per fermare il pensionamento degli Space Shuttle. Le navette spaziali sono l’unica soluzione per ripristinare l’operatività della stazione spaziale grazie a poter eseguire passeggiate spaziali indipendenti di riparazione. Dati i rischi e le responsabilità per la NASA ed i partner della ISS se la Stazione Spaziale Internazionale venisse messa a rischio da un guasto ai sistemi o per un incidente, gli Space Shuttle sono troppo importanti per essere ritirati nei musei. Cordialmente.

    Firmato da Christopher C. Kraft in passato Direttore del NASA Manned Spaceflight Center di Houston, Texas e Scott R. Spencer Transportation Management Consultant di Wilmington, Delaware. Sottoscritto da Robert L. Crippen, Pilota di STS-1 e Comandante di STS-7, STS-41C e STS-41G, Frederick H. Hauck, Pilota di STS-7 e Comandante di STS-51A e STS-26, Walter Cunningham, Pilota Modulo Lunare di Apollo 7, Neil A. Armstrong, Comandante di Apollo 11, James A. Lovell, Jr., Comandante di Apollo 13, Eugene A. Cernan Comandante di Apollo 17, Gene Kranz, Direttore del Mission Operations e Flight Director del Programma Apollo, Tom Moser, NASA Space Station Program Director e John W. Robinson, Chairman, Space Propulsion Synergy Team.

    Fonte Spaceref

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