di  -  mercoledì 2 febbraio 2011

La scheda madre SAM 460ex e l’attesissimo AmigaOne X1000 sembrano essere le uniche novità del 2011 utilizzabili per far girare sistemi operativi AmigaOS per PowerPC.

Non si può nemmeno parlare di novità di rilievo, considerato che non circolano notizie di altre soluzioni, e d’altra parte non potrebbe essere altrimenti per un mercato estremamente di nicchia, dove possiamo dire che è già grasso che cola il fatto che siano state presentate queste.

Ma il più grosso problema di questi “Amiga” PowerPC è rappresentato, a mio avviso, dalla seconda parola: PowerPC. Ne avevo già parlato nell’introduzione all’X1000, ma è necessario riprendere l’argomento alla luce di alcuni fatti che porteranno ad alcune riflessioni.

Il primo, più importante nonché noto, è la definitiva morte del segmento desktop per questa famiglia di microprocessori. Come ho già ricordato, Apple è stata l’ultima grande realtà a spingere per la loro evoluzione in questa direzione, e all’orizzonte non ci sono possibili sostituiti, nemmeno di più bassa caratura.

L’inevitabile conseguenza è che i computer basati su PowerPC devono necessariamente passare per il mercato embedded (ne sono testimoni proprio l’X1000 e la Sam460), il cui obiettivo primario di certo non sono le prestazioni elevate, anche se i miglioramenti dei processi produttivi e l’introduzione di alcune tecnologie permette di andare avanti anche da questo punto di vista.

Non deve sorprendere il fatto che si parli di “prestazioni” accostandole a macchine Amiga. AmigaOS & derivati per PowerPC sono s.o. da sempre estremamente leggeri, reattivi, performanti, e parchi di risorse, ma non è all’appetito del software principale a cui bisogna guardare, quanto a quello degli utenti che lo utilizzano e delle applicazioni che vi fanno girare.

Come si suol dire, “l’appetito vien mangiando”, e tale motto si applica bene alla natura umana in toto. Non fa, quindi, eccezione l’utenza Amiga, che si trova inevitabilmente a dover fare i conti con internet che è sempre più parte della nostra vita, come pure il bombardamento di contenuti multimediali in alta definizione, applicazioni di tipo “office” sempre più comodi, giochi sempre più ricchi e coinvolgenti, e così via.

Tutte cose per le quali la richiesta di risorse è andata crescendo sempre più col tempo, tanto che i 7Mhz del buon Motorola 68000 col MB di memoria (espansa dai 512KB standard!), e il singolo floppy da 880KB, se da una parte ci fanno scappare la classica lacrimuccia a causa dei bellissimi ricordi, alla fredda luce della ragione appaiono decisamente anacronistici.

Vale anche per gli amighisti legati ai PowerPC, appunto, che adesso misurano le frequenze della CPU in Ghz, la memoria in GB, lo spazio in (frazioni di) TB, e in mezzo possiamo tranquillamente metterci anche la scheda video, che da tempo ha un ruolo tutt’altro che trascurabile e a cui si chiede come minimo l’accelerazione 2D per dare una buona mano al composition engine o window manager e, graditissima anch’essa, l’accelerazione 3D.

Di fronte a una situazione del genere il fanatico amighista “new gen” si trova spesso spaesato, vittima di contraddizioni che ne lacerano l’io dal profondo. Da una parte, forte della leggerezza di s.o. e applicazioni (che, però, non sono sempre in linea con quanto si trova in altre piattaforme), si mostra altezzosamente disinteressato, a volte schifato, guardando dall’alto in basso chi osa nominare la parola “prestazioni”. Si sa: Egli non ne bisogno.

Dall’altro lato nel suo habitat naturale (i sempre attivi forum della comunità Amiga) mostra propensione e forte interessamento a tematiche che in teoria dovrebbero essere aliene al suo modo di concepire l’universo conosciuto e non, scambiando o chiedendo informazioni su come va quel gioco (dove “quel gioco” nel 99,9% dei casi si traduce in Quake 3), quel programma di rendering 3D (Blender. Of course), e benchmark sintetici come il già citato RageMem, col culmine nell’emulazione del cane di Pavlov quando sente parlare di nuove e più potenti macchine.

Se la pittoresca descrizione modello Quark di Piero Angela vi sembra eccessiva, vi basterà un giretto nei suddetti forum per appurare il clima che si respira. Inutile dire che criticare i PowerPC equivale a un bando per acclarata apostasia, col rischio di linciaggio nel caso si nominasse “tu sai chi“: gli ancora odiati x86 di Intel. Permane, infatti, il dogma “Intel outside” (ricordo ancora lo sfondo del mio Workbench con questa scritta; una quindicina d’anni fa).

Gli ARM, invece, vengono visti di buon occhio. D’altra parte “non sono Intel”, e anche se Intel produsse la famosa famiglia StrongARM, questa non avrebbe mai potuto trovare posto nel computer di un amighista che si rispetti. Poi magari qualcuno ne avrà usato uno in qualche palmare o smartphone, ma come si suol dire: “occhio non vede, cuore non duole” (o forse “è meglio chiudere un occhio”?).

E’ chiaro che ho volutamente esagerare, ma scene del genere non sono frutto della mia immaginazione, poiché permangono sacche di cieco fanatismo pseudoreligioso in quest’ambiente. Fortunatamente l’amighista medio è una persona abbastanza matura e anche un po’ smanettona; certe cose le possono dare fastidio, ma in cuor suo sa che la situazione del suo hobby non è certo delle migliori.

Ecco perché il futuro dei processori PowerPC non si può trascurare, perché quello dei “nuovi” Amiga è a esso strettamente legato, e sono rimaste poche aziende a cui potersi rivolgere. IBM, come già detto, è fuori dai giochi. La PA-Semi dell’X1000 è stata inglobata da Apple, e ha sostanzialmente chiuso i rapporti con aziende esterne; eventuali futuri AmigaOne della serie XY000 non saranno basati su prodotti di quest’azienda. Applied Micro (APM), licenziataria dei core 440 e 460, li porta avanti, ma sempre in ottica embedded.

Di recente si è molto parlato del nuovo Titan di quest’ultima, ma è poi calato il silenzio. Il motivo va ricercato nell’acquisizione di Intrisity da parte, ancora una volta, di Apple, che detiene i diritti della tecnologia utilizzata da APM per portare il core 440 ai 2Ghz di frequenza (sinteticamente: sfruttando circuiti che consentono di ridurre il cosiddetto “critical path” che determina la massima frequenza raggiungibile; aggiungendo, inoltre, un ulteriore stadio alla pipeline), pur continuando a utilizzare il processo a 90nm.

Un SoC del genere avrebbe sicuramente ridato linfa vitale agli Amiga PowerPC, innalzando l’asticella delle prestazioni, ma va detto che si tratta pur sempre di un progetto basato sul vecchio core 440, anche se è stato rivisto da APM e potenziato con l’introduzione di due cache L0, per codice e dati, volte a evitare l’accesso alle cache L1 (risparmiando 2 stadi della pipeline) nel caso di codice e/o dati presenti in questa piccola ma veloce memoria da 4KB l’una.

Altri miglioramenti sono stati apportati alla gestione dei salti, è stato introdotto l’SMP grazie all’integrazione di più core, l’aumento della cache L2 a 1MB (anche se condivisa da tutti i core, e operante a frequenza dimezzata), aggiunto il supporto a più controllori della memoria (di tipo DDR2 o DDR3), e un bus interno più efficiente e con più elevata banda a disposizione.

Dallo schema della pipeline sembra che sia stato finalmente rimosso il grosso limite di poter inviare un’istruzione sempre all’unità intera complessa, e l’altra a quella semplice oppure a quella di load/store, facendo allineare Titan al G3, ma dalle specifiche sembra che rimanga il limite delle due istruzioni decodificate e/o inviate alle unità di esecuzione, quindi similmente al 603e di cui ho parlato nel precedente articolo.

Certamente è un passo avanti rispetto al 440, ma non si può nemmeno parlare di una svolta epocale, essendo ancora pesantemente basato su quest’ultimo. In ogni caso non essendo disponibile rimane un sogno nel cassetto, per cui affidandosi ad APM rimangono soltanto due SoC papabili, l’APM86190 e l’APM86290 (identico al precedente, ma dual core), basati sul PowerPC 465 che rappresenta sostanzialmente una rispolveratina all’onnipresente 440, ma che consentono per lo meno di arrivare a toccare gli 1,5Ghz.

Il motto “la frequenza non è tutto” è stato da sempre un vessillo degli integralisti anti-intel, ma sono sicuro che, se dovessero arrivare nuove macchine il cui valore aggiunto in termini prestazionali è sostanzialmente l’innalzamento del clock, nessuno si mostrerebbe schifato e lo accetterebbe di buon grado, come d’altra parte è stato decisamente apprezzato l’overclock di ACube che ha portato il 460ex dal Ghz massimo dichiarato dalla casa madre, agli 1,15 Ghz della sua nuova Sam.

Manovre come queste debbono comunque ulteriormente far riflettere sullo stato in cui versano i “nuovi” Amiga, perché si è costretti a riciclare vecchi progetti (il 440, anche se “tirato a lucido”, rimane un progetto che ha una dozzina d’anni alle spalle) tirandoli al limite delle loro possibilità pur di poter garantire un po’ di punti percentuali in più nei freddi, ma pur sempre importanti, numeri. Come si suol dire: “tutto fa brodo”. Si chiude un occhio, e si va avanti lo stesso…

A dare un mano potrebbe, però, essere ancora una volta FreeScale (ex Motorola), che ha annunciato la nuova linea di microprocessori e5500 (embedded / SoC, com’è prassi ormai), non più basata sulla linea e600 (ex G4 per intenderci) come si poteva ipotizzare, ma evoluzione della precedente e500 che assomiglia più al ben più vecchio G3 a livello architetturale.

Le caratteristiche di targa sono di tutto rispetto: supporto ai 64 bit, FPU a doppia precisione, SMP, 32KB di cache per il codice e altrettanti per i dati, fino a 512KB di cache L2 per singolo core e supporto per un’eventuale cache L3 condivisa da tutti i core, e frequenze che arrivano ai 2,5Ghz.

Il dato che sorprende è proprio quest’ultimo, se consideriamo che la pipeline è costituita da soli 7 stadi, cioè gli stessi di un G4 o di un 440. FreeScale evidentemente ha dovuto lavorare moltissimo per permettersi frequenze così elevate mantenendo una pipeline cortissima (in genere la si allunga proprio per innalzare il clock).

Lo schema a blocchi mostra un altro dato interessante. Il core di questo SoC ha a disposizione 2 unità intere semplici e una più complessa, un’unità FPU (quindi non un’APU, che era presente nei primi modelli e500), ed è anche in grado di gestire un’istruzione di salto. L’unico difetto, ed è ciò che lo accomuna al 603e di cui ho già parlato, è dovuto alla decodifica di al più due istruzioni, e l’esecuzione (completamento) sempre di due sole, caratteristiche queste ereditate dall’e500 e “inferiori” al G4.

In ogni caso sembra che da alcuni benchmark preliminari sia leggermente superiore al G5 e al PA6T di PA-Semi, ma non avendo a disposizione informazioni più precise su come siano stati effettuati i testi, al solito è bene prendere il dato con le pinze, soprattutto quando parliamo di benchmark, appunto.

Un grande assente rimane Altivec: di tutte le soluzioni non ce n’è una che implementi questa estensione SIMD all’architettura PowerPC, anche se sembra che FreeScale abbia intenzione di adottarla stabilmente in tutti i futuri prodotti, ma è da vedere quando arriveranno sul mercato. Soprattutto è importante capire quante applicazioni la supportano.

L’ultimo grosso dubbio, e chiudo, riguardo a FreeScale non riguarda i prezzi, che dovrebbero essere bassi come da tradizione embedded / SoC, quanto i volumi minimi accettati per gli ordini. Non è irreale ipotizzare che una multinazionale del suo livello possa pretendere centinaia di migliaia, o magari milioni di pezzi, tagliando di fatto fuori piccole realtà che al più potrebbero rivolgersi a dei grossisti (che ovviamente margineranno sul prezzo).

Il futuro dei PowerPC rimane, insomma, abbastanza incerto, soprattutto per le macchine Amiga, e l’unica scommessa per tenerli in vita a mio avviso è rappresentata da FreeScale, che ormai opera esclusivamente nel mercato embedded. Non è molto, ma è certamente meglio di niente o di soluzioni decisamente obsolete. Sempre che non si decida di imboccare una nuova strada…

68 Commenti »

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  • # 1
    Alanford
     scrive: 

    Ottimo articolo come sempre conciso e preciso.

    Dal mio modesto punto di vista hyperion dovrebbe sobbarcarsi l’ingrato lavoro di migrare su altre piattaforme X86 e Arm in primis, altrimenti la nebbia si farà sempre più fitta

  • # 2
    dubbioso
     scrive: 

    in effetti, powerpc non e’ piu’ proponibile, ma da un pezzo
    arm potrebbe essere una buona scelta, dato che ha dichiarato che vuole puntare anche al mercato dei server.

  • # 3
    [D]
     scrive: 

    “Il motto “la frequenza non è tutto””

    Quanto sento sta nenia rispondo sempre alla stessa maniera: vallo/andatelo a dire alle software house.

    Queste devono sviluppare prodotti estremamente complessi ed hanno precisi limiti di tempo e budget da rispettare. Forse sono in grado di ottimizzare i loro programmi o forse non lo sono, fatto sta che alla fine della fiera non se lo possono permettere.
    Se consideriamo poi che sarebbe già un miracolo, se qualcuna di queste degnasse amiga di un port di un programma da win o osx, ne consegue che amiga dovrebbe vantare una potenza elaborativa quanto più vicina alla media dei pc sul mercato.

    Questa potenza non c’è quindi niente programmi ed il cane può continuare a mordersi la coda fino a perdere i denti.

    “e benchmark sintetici come il già citato RageMem”

    Attualmente il benchmark di riferimento è Cinebench, giusto per accennare il vago abisso che separa i due mondi, con sto coso da una parte + lame…

    “Il futuro dei PowerPC rimane, insomma, abbastanza incerto, soprattutto per le macchine Amiga”

    Un eufemismo. Supponendo che l’allergia ad intel si mantenga inalterata nel dna fino in punto di morte ed oltre, l’unico vero futuro passa da ARM. PowerPC è morta senza se ne ma.
    Freescale ? Carina ma alla fine cosa potrebbe offrire oltre al solito rimpasto di G3 e G4 ?

    “Non è irreale ipotizzare che una multinazionale del suo livello potrebbe pretendere centinaia di migliaia, o magari milioni di pezzi, tagliando di fatto fuori piccole realtà che al più potrebbero rivolgersi a dei grossisti ”

    Con 200 euro, un utente finale si porta a casa un computer completo basato su ARM con tanto di GPU di fascia nettamente più elevata delle attuali soluzioni Ati Agp.
    Quasi certamente il costo della sola cpu powerpc, intorno alla quale bisogna ancora costruire l’intera scheda, per scarsi volumi, si aggira almeno sulla metà di quella cifra ed i risultati li vediamo.

    Non credo che ci voglia chissà quale mente geniale in economia per sentenziare la morte commerciale del powerpc in ambito desktop.
    Prezzi esagerati, prestazioni ridicole, prospettive di crescita praticamente nulle, l’esatto opposto di quanto sta avvenendo con ARM.

  • # 4
    jpage89
     scrive: 

    Una cosa sola: passare ad ARM.
    Non ha senso continuare così, sia a livello filosofico che a livello pratico

  • # 5
    Massimo M
     scrive: 

    Beh, usare un ARM equvarrebbe ad avvicinarsi ad uno dei “vecchi” competitor dell’Amiga degli anni d’oro: L’acorn Archimedes … O mi sbaglio?
    Poi sono sempre stato contrario alle guerre sante e pure agli Intel. Anche se erano i tempi della programmazione in modalità reale su 386 …

  • # 6
    ncc2000
     scrive: 

    …non vorrei dire una castroneria, ma arm è l’unica scelta sensata e “giusta” poiché gli stessi papà dell’amiga “ricordicchio” (appunto…ricordo a malapena, quindi potrei fallare…ed ecco il pericolo di castroneria di cui sopra) che si interessarono moltissimo all’archimedes 32, trovando nel suo arm un bocconcino delizioso (anni ’87- ’88)…riprova di cio’ è il 3do che montava l’arm60 (ho appena visto su wiki). Aggiungo una nota personale: sono ormai piu’ di 15 anni che la comunità amiga vive di nostalgia e rifiuto della potenza pura sbandierata invece dalla concorrenza (come giustamente sottolineato nel, al solito, eccellente articolo del sig. Di Mauro), ma, a mio parere, è una totale perdita di identità, nata sulla falsariga della volpe e dell’uva, quando a metà degli anni ’90 ci si rese conto che amiga era praticamente morto….ma amiga non era questo: amiga era esattamente l’opposto…la quintessenza della potenza computazionale, un concentrato di prestazioni che non aveva eguali (seconda metà anni ’80), in grado di ridicolizzare qualsiasi altra piattaforma concorrente….che poi il suo s.o. fosse anche leggero ed efficente era un graditissimo di piu’…ma l’amiga era, sempliecemente, mostruosa. Apprezzabilissimo che la comunità continui a difendere a spada tratta il suo ricordo, ma la sua identità è stata ahimé tasfigurata e ribaltata. 2011: quake 3…ma scherziamo? comunque ripeto, mio parere, ovvio

  • # 7
    andres
     scrive: 

    Da quel che si sa, e direi che non vi sono dubbi in proposito, AmigaOS rimarrà su architettura PowerPC.
    Personalmente la ritengo una scelta sensata, considerato che stiamo parlando di macchine di nicchia e per appassionati, ambito dove una certa originalità tecnica può avere peso maggiore di scelte funzionali e prestazionali.
    Semmai sarebbe bello avere un AmigaOne portatile.

    Ad ogni modo, in un intervista di ormai oltre 1 anno fa, uno dei programmatori di Hyperion, ad una specifica domanda su ARM, disse che un eventuale cambio di architettura (allo stato non previsto) avrebbe portato verso x86 e non ARM.

  • # 8
    [D]
     scrive: 

    “Da quel che si sa, e direi che non vi sono dubbi in proposito, AmigaOS rimarrà su architettura PowerPC.”

    E allora morirà portando somma infamia sul suo glorioso passato. C’est la vie.

    “considerato che stiamo parlando di macchine di nicchia e per appassionati”

    Stiamo parlando di un gruppo di poche centinaia di persone in tutto il mondo (un migliaio scarso glielo vogliamo concedere ? ho i miei dubbi a riguardo), che si è mantenuto negli anni dietro la speranza di vedere un rilancio della piattaforma. La nuova piattaforma c’è, il rilancio no e soprattutto mancano programmi e prospettive per far si che cambi il vento. Se prima dell’arrivo degli amigaone c’era ancora un certo numero di utenti, una piccola massa critica capace di avvicinare ancora qualche investimento, adesso che amigaone è diventato sinonimo di “spazzatura a caro prezzo”, quanti sono rimasti o per lo meno sono disposti a continuare ?

    Tolti quelli senza speranza, i più positivi preferiscono spendere nell’usato apple e girare su morphos che non continuare con amigaos, le sam e le loro paturnie riguardanti prestazioni penose, driver in alpha (o completamente mancanti) e promesse costantemente disattese.

    “ambito dove una certa originalità tecnica può avere peso maggiore di scelte funzionali e prestazionali.”

    Ovvero ? Lì l’unica cosa che “pesa” è l’etichetta che viene attaccata sopra la scheda ed il sistema. 900 e passa euro per un’etichetta: come minimo questa dovrebbe essere stampata su una lamina d’oro zecchino.

    “Semmai sarebbe bello avere un AmigaOne portatile.”

    Non ci sarà mai nessun amigaone portatile fino a quando si manterranno determinate politiche economiche suicide. Attualmente, se mai esistesse, finirebbe per costare 2000 euro e, sdoganato in mezzo alla gente con i suoi core i7/atom+win/osx diventerebbe lo zimbello dell’intero globo terracqueo.

    “Ad ogni modo, in un intervista di ormai oltre 1 anno fa, uno dei programmatori di Hyperion, ad una specifica domanda su ARM, disse che un eventuale cambio di architettura (allo stato non previsto) avrebbe portato verso x86 e non ARM.”

    Ma dal momento che AmigaOS e AmigaOne PPC esistono per soddisfare i pruriti di una minoranza di fanatici che non vogliono sentire ragioni, scordiamoci anche questa possibilità

  • # 9
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Massimo M: sì, gli ARM erano i processori del rivale Archimedes (ma arrivato 2 anni dopo il primo Amiga).

    @ncc2000: non penso che si possa parlare di ARM come scelta sensata e giusta senza mettere sul piano della bilancia tutti i pro e contro, anche se a dirlo furono alcuni padri dell’Amiga.

    Rimango sempre convinto che le valutazioni vadano fatte a 360°, per poi scegliere quella che oggettivamente si rivela come il “miglior compromesso”. ;)

    P.S. del 3DO ne ha parlato il buon Jacopo tempo fa: http://www.appuntidigitali.it/4125/3do-croce-delizia/ ;)

    @andres: francamente mi sfugge l’originalità tecnica di certe soluzioni, fatta eccezione per l’X1000 che almeno ha l’XCore XS1-L1 (aka Xena), per quanto dubito fortemente dell’utilizzo che ne potrà fare.

  • # 10
    amonpaike
     scrive: 

    domanda : ma con una radeon che è capace di accelerare dal video a 1080p al 3d al 2d vettoriale, a che serve altivec?
    non sarebbe più sensato estentedere/adattare i s.o. a sfruttare le istruzioni delle schede video???

  • # 11
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Sono due cose diverse. Ci sono algoritmi che vanno ugualmente bene sia su un’unità SIMD “tradizionale” (quella presente nelle CPU da un bel po’ di anni a questa parte) che in quelle presenti nelle GPU (ebbene sì: sono usatissime e strapresenti anche lì).

    Altri che beneficiano dell’uno o dell’altro modello, ed è per questo che i due non sono e non devono necessariamente essere mutuamente esclusivi.

  • # 12
    Giovanni
     scrive: 

    @ncc2000:

    “….ma amiga non era questo: amiga era esattamente l’opposto…la quintessenza della potenza computazionale, un concentrato di prestazioni che non aveva eguali (seconda metà anni ’80), in grado di ridicolizzare qualsiasi altra piattaforma concorrente….che poi il suo s.o. fosse anche leggero ed efficente era un graditissimo di piu’…ma l’amiga era, sempliecemente, mostruosa. ”

    Non è vero nulla di tutto ciò!

    Spesso mi capita di sentire questo genere di “mitizzazioni” che non corrispondono al vero. In genere, sono diffuse tra chi l’Amiga non l’ha conosciuto a suo tempo, ma solo attraverso i racconti “leggendari” di chi ha partecipato, magari solo marginalmente, alle vicende della comunità: se la questione è anagrafica non è certo colpa sua colpa, ma è sicuramente meglio che si documenti in maniera oggettiva.

    @DiMauro
    Aldilà dell’offerta oggi disponibile (che come dice @D, anch’io ritengo poco proponibile perché sorpassata e troppo cara) e siccome non credi nelle possibilità aggiunte da Xena ad X1000, qual’é la tua idea a proposito di un Amiga NG?

    Io ho detto che a suo tempo (primi anni 90) la scelta dei PPC era sensata ed è avvenuta in modo naturale, a livello di comunità, dopo i M68040 e le schede con M68060.
    Dopo aver letto questa serie di post nelle ultime settimane, sto per cambiare idea riguardo all’opportunità di mantenere fede ai PowerPC. Questo anche grazie agli ottimi articoli che hai pubblicato ed in particolare di quest’ultimo che descrive molto bene lo scenario (deprimente) che ci si trova di fronte.
    Personalmente non capisco l’idea di un “Amiga portatile” e tantomeno delle proposte di @D per l’uso, ad esempio, di Tegra. Senza voler sollevare ulteriori noiose polemiche, si tratta solo di una mia modestissima opinione, ma per come la vedo sarebbe come “timbrare” Amiga un qualsiasi “aggeggio” da supermercato.
    In ogni caso, se x86 è assolutamente da evitare (e concordo pienamente pure su questo punto, anche per questioni ideologiche) alla fine, per un progetto serio e non truffaldino, rimarrebbe davvero soltanto ARM (che tra l’altro hanno un sistema di fornitura e licenza particolare ed interessante).
    La proposta di un Amiga come “scheda industriale” per controllo di processo solo perché usa la Sam440 o 460 (mi pare sostenuta nel post della scorsa settimana) la trovo addirittura disgustosa… a tal punto preferirei un Amiga Smartphone!!!

    Saluti

  • # 13
    TheKaneB
     scrive: 

    @amonpaike: Altivec alla fine è l’equivalente PPC delle istruzioni SSE.n (1,2,3,4) Intel. Se i calcoli li fai sulla CPU, i risultati arrivano prima.

    I calcoli lato GPU possono anche essere molto veloci, ma vanno bene per “grossi” flussi di dati (come appunto un film), non per fare un paio di calcoli veloci al volo.

  • # 14
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Giovanni. Attenzione: io ho soltanto detto che le Sam disponibili provengono dal settore industriale e sono state utilizzate poi anche per Amiga.

    Per quanto mi riguarda il futuro degli Amiga NG non può più passare dai PowerPC per le ragioni esposte. Sui possibili candidati è da vedere, ma non mi limiterei a sceglierne soltanto uno, per non commettere nuovamente l’errore di chiudersi a riccio sul nuovo arrivato.

    Non condivido che la scelta naturale dei successori ai 68000 sia stata quella dei PowerPC, dei quali condividevano soltanto che la case madre era sempre la Motorola.

    Personalmente ho odiato Motorola al pari di Intel quando ha deciso di uccidere i 68000 in favore dei PowerPC, che tra l’altro erano pure RISC e ben lontani dalla filosofia dei primi.

    Paradossalmente sarebbe stato preferibile passare subito agli x86 che erano più simili in quanto CISC, per quanto all’epoca non avrei accettato ugualmente neppure questo, perché ero troppo giovane e infervorato da una passione che mi trasformava in un fanatico integralista (a rileggermi oggi mi vien da ridere. Giuro!).

    Riguardo alla velocità / “mostruosità” degli Amiga, penso che la fama sia meritata per quello che riuscivano a fornire con pochi soldi. Il confronto sul piano puramente prestazionale, comunque, passava necessariamente dalle macchine high-end o in ogni caso equipaggiate coi migliori rappresentanti disponibili all’epoca della famiglia 68000.

  • # 15
    [D]
     scrive: 

    @cdimauro

    “non penso che si possa parlare di ARM come scelta sensata e giusta senza mettere sul piano della bilancia tutti i pro e contro, anche se a dirlo furono alcuni padri dell’Amiga.”

    Ma cosa importa che l’hanno detto i padri dell’amiga. Ai loro tempi ARM era una certa cosa, adesso ARM è un mostro che puoi cacciare in uno smartphone e vederlo macinare cose che nessun amiga ng si sogna.

    @Giovanni

    “Spesso mi capita di sentire questo genere di “mitizzazioni” che non corrispondono al vero.”

    E’ assodato che nel 85, i mac andavano in bianco e nero, per i pc il concetto di colore si fermava a quello dei fosfori dello schermo (l’audio invece un cicalino imbarazzante) e che nessuno dei due aveva un so avanzato come l’amiga. Queste non sono mitizzazioni da parte di chi non ha conosciuto amiga, questi sono fatti comprovati e sono quello che puntualmente si trova quando si cercano informazioni su amiga. Dal momento che la base del discorso punta tutto sul confronto (facile farli quando si sa di uscirne certamente vincitori) non c’è da stupirsi se qualcuno, venendo a conoscenza che esiste ancora un amiga nel 2011, possa pensare qualcosa del tipo “i pc hanno il core i7 allora gli amiga devono essere macchine della nasa”. Tanto più alte sono le aspettative e tanto più rumorosa è la delusione.

    “ma per come la vedo sarebbe come “timbrare” Amiga un qualsiasi “aggeggio” da supermercato”

    Ma Amiga era un aggeggio da supermercato. Jack Tramiel parlava di computer per le masse e le masse non le raggiungi in modo diverso. Gli stessi apple store vengono aperti in zone dove c’è ampio passaggio di gente, non sopra una meteora in Grecia e propongono roba che possa interessare alle masse (anche troppo nel loro caso). I palati fini sono troppo pochi per garantire la sopravvivenza commerciale della piattaforma e ancora meno per acconsentire anche una qualche evoluzione della stessa.

  • # 16
    Giovanni
     scrive: 

    @DiMauro:
    Grazie per la risposta, seppure ancora evasiva in quanto mi sembra che non ti sia sbilanciato molto.

    Riguardo alle schede industriali non mi riferivo alle tue considerazioni, ma alla stessa citazioni di chi proponeva AmigaOne e che hai riportato… spero bene che anche tu non apprezzi tale idea.

    In relazione alla scelta “naturale” verso PPC mi riferivo al fatto realissimo (perché lo ricordo e ho ancora la mia collezione integra di Amiga Magazine che lo documentano e potrei andare a spulciarne gli articoli… perciò non Wiki!) che le schede con PPC sono state un evoluzione immediata dopo la scomparsa e le prime riacquisizioni di Commodore-Amiga… Che poi tu non la apprezzi come scelta lo potrei anche condividere. Ma questi sono i fatti! A me i PPC non dispiacevano come idea e, in quel tempo, davano pure fiducia. Per il resto sono d’accordo con il preferire i 68k, ma questo solo per ragioni ideologiche ed affettive (e penso sia così anche per te), devo essere oggettivo!

    Infine, per le prestazioni, io rispondevo all’affermazione di @ncc2000 che ritengo non corrisponda al vero e che potrei tranquillamente dimostrare, ma faccio affidamento alla tua moderazione per non innescare polemica. Già A500-A2000 (1987) erano macchine allineate con la media del mercato (in fondo erano una modesta evoluzione rispetto ad A1000, che è stato un anticipatore per il mercato low-cost, perciò ci si poteva già aspettare di più). A1200-A3000 erano bellissimi, io ho ancora il primo oltre all’amatissimo 2000, ma al tempo potevi già trovare di meglio con un PC dello stesso prezzo del 3000 (1990)… A4000 (1992) poi, era decisamente fuori tempo e faticava a mantenere il confronto anche con macchine di fascia media. Purtroppo dispaice ammetterlo, ma era così seppure le dispute tra appassionati continuavano imperterrite e se, sinceramente, il 4000 l’ho usato ma mai avuto a disposizione in casa.

    Che poi, usare un A2000 su cui poter “impiantare” schede o hd, programmarci in C, oppure collegarci un modem e montare una BBS facendola funzionare per tutta la notte… penso che lo abbiamo fatto entrambi e sicuramente dava soddisfazioni e senso di “onnipotenza” di memoria hacker che nessun altro, a quel prezzo, ti poteva offrire!

    Ciao

    PS: per chiarezza riguardo al mio commento morigerato vorrei riportare nuovamente le parole di ncc2000:

    “… [amiga era] la quintessenza della potenza computazionale, un concentrato di prestazioni che non aveva eguali (seconda metà anni ’80), in grado di ridicolizzare qualsiasi altra piattaforma concorrente….che poi il suo s.o. fosse anche leggero ed efficente era un graditissimo di piu’…ma l’amiga era, sempliecemente, mostruosa. ”

    a rileggere non sono poi molto d’accordo nemmeno sul fatto che il suo s.o. fosse così leggendariamente efficiente: ricorderai che. specie col Kick 1.2, procurare un crash (Guru Meditation) era un’eventualità piuttosto frequente!

  • # 17
    ncc2000
     scrive: 

    @ DiMauro

    grazie mille, mi ero perso il post sul 3do!! grazie

    @giovanni

    [D] mi ha preceduto…c’è poco da fare, tecnicamente l’amiga era straordinario, e questi sono fatti…nel 1985 non esisteva nulla di così evoluto…ed anche negli anni immediatamente successivi era davvero un “dream machine”. La mitizzazione puo’ essere così letta da chi magari (non so ovviamente se è il suo caso) ha conosciuto l’amiga negli anni della sua massima diffusione (diciamo ’92 -’93), dove effettivamente pur esssnedo ancora una favolosa macchina gioco, già cominciava ad avertire il peso dell’età ed a temere i confronti diretti (rimanendo in ambito di pura cpu, si era rimasti all’85, con un 16 bit esterno da 7,16 mega hertz, quando già si affacciavano i micidiali 486…o la palette grafica rimasta ancorata, fino agli AGA, ai 32 colori su schermo, contro i 256 della “piu’ scrausa” delle vga su pcp…o il quantitativo di ram, irrisorio ripetto ai 4 mega che era ormai lo standard pc). Ma contestualizzando la macchina con i suoi reali contemporanei (1985), ed anche quelli di praticamente quasi un lustro successivo, ecco che la macchina sorprende…senza falsi miti

  • # 18
    Giacomo
     scrive: 

    se pensiamo a cosa era in grado fare Amiga (grafica multicolor, sonoro stereofonico campionato, multitasking) rispetto ai cassoni pc dell’epoca, altroché se sembrava un prodigio mostruoso!

  • # 19
    Giovanni
     scrive: 

    @ncc2000:
    Senza voler cercare alcuna polemica, e chiudo con questo post. Ma questioni di tal genere hanno “allietato” la mia adolescenza fin da quando si ZX81 e VIC20, perciò ancor prima di Spectrum e C64… figurati se ho problemi a dimostrare ciò che intendo dire a proposito dei confronti.
    Sinceramente il 1000 non l’ho mai avuto perché al tempo avevo un Atari ST (questo era di J.Tramiel… @D, ed era venduto a meno di 1000 lire a kappa!) e “per farci della musica jazz.fusion e progressive tipo i primi Genesis”… mi dispiace, ma al tempo era così!!!
    Poi ho iniziato con A500 dopo essere stato un devoto conoscitore del C64 (e passando subito dopo al 2000) attendendo impaziente che venisse commercializzato per poi diventare un cultore di DEMO: avevo 17 anni ed ero appassionato di computer… perciò ho perfetta cognizione di causa di ciò che dico e delle prodigiose capacità di Amiga!

    Ripeto: A1000 é stato un mitico anticipatore (seppure il 68000 fosse già utilizzato a pochi soldi -nell’ST, appunto, ma anche dal QL- e l’idea di chip custom fosse già pratica assodata al tempo e ampiamente collaudata, ad esempio, nel C64); ma purtroppo già A500 era allineato alla media se non fosse che non era venduto come prodotto professionale, ma disponibile per giovani appassionati e senza soldi come ero io.
    Per avere 256 colori nel PC non serve andare al 1992, ma la VGA è diventata standard nel 1987: a casa, a fianco del mio mitico A2000 avevo un PS/2-50… non mio, ma che ti posso assicurare che andava anche quello, se non fosse stato per MSDOS e che avesse un prezzo vergognosamente alto (ma c’erano già gli AT cinesi, e forse già con il TURBO cioé con il pulsantino per spingerli a 16 Mhz!!!)

    Ciao ;)

    PS: attenzione che sono un appassionato estimatore di Amiga, mica voglio parlarne male… solo non mi pare il caso di esagerare altrimenti, è vero, un Amiga NG dovrebbe essere qualcosa di fantascientifico… quando, in realtà, basterebbe una soluzione dignitosa ma a prezzo onesto!!! Ci vorrebbe davvero qualcosa da provare a lanciare a prezzi competitivi.

    Cmq, se volete aver ragione a tutti i costi… ve la lascio… bonanotte!!!

  • # 20
    Giovanni
     scrive: 

    Scusa poi, ma c’é molta retorica in quello che leggo. Io il 4000 non l’ho mai inteso come una “favolosa macchina da gioco” (anche perché c’era il S-NES per giocare), ma piuttosto come una workstation mancata e fuori tempo (un po’ anche come il 3000!).
    Riflettendo penso che sia stato il 1200 il vero PC sfortunato, perché era decisamente buono, ad un prezzo onesto e decisamente utilizzabile come computer personale… quello si! Quello era la vera evoluzione dell’Amiga!

    Ciao

  • # 21
    [D]
     scrive: 

    “Per avere 256 colori nel PC non serve andare al 1992, ma la VGA è diventata standard nel 1987″

    Sarà ma io mi ricordo che nel 95 avevo un pc con un 486, 4MB di RAM ed una Sis Svga da 1MB e che a causa delle pesantissime deficienze sia di msdos che windows 3.1, sembrava di ravanare con un sistema nettamente più arcaico. Mi ricordo che avevo dei giochi che vantavano la famosa “grafica vga” e dopo un po’ finivo per spegnere a riaccendere la vecchia console a 8 bit che sapeva offrire molte più soddisfazioni.
    Se in quel periodo mi avessero mostrato un amiga 1200 (o anche solo un 600), t’che vecchio o no, l’avrei preso come manna dal cielo.

  • # 22
    Giovanni
     scrive: 

    @D: scusa, sai, capisco il contradditorio su qualsiasi virgola che uno posta… ma tu quando lo hai usato il 1200???

    Mi dispiace, ma nel ’95 quel computer, come ho detto prima lo considero un ottimo pc per esigenze personali, ma non era certo una macchina proponibile per fare del rendering nemmeno a livello amatoriale. Il 600… lasciamo perdere, ma se dici questo non mi sembri proprio un gran “amighista”!

    ciao ciao

  • # 23
    [D]
     scrive: 

    Tu lo hai usato msdos ? L’hai usato win 3.1 ?

    msdos degradava qualsiasi pc al livello dei primi 8086 di IBM e win 3.1 che rispetto al dos sembrava chissà quale salto qualitativo non ti permetteva di godere di moltissime cose.
    Amiga lato hardware sarà anche stato inferiore ma intanto aveva un sistema che controbilanciava in maniera eccezionale.
    Un 486 con gli os di quel tempo era come una calcolatrice scientifica usata solo per fare le addizioni.

  • # 24
    Sergio
     scrive: 

    Riguardo al futuro di Amiga sé sia o no legato ai PowerPC penso sia stato lo stesso progetto PowerPC a dettarne la fine, la cessazione dello sviluppo di questo processore porta alla fine di ogni capacità di ‘sogno’ che è insita nel progetto Amiga sin omino di Potenza/Prezzo.

    Quindi volendo mantenere inalterate questa linea d’indirizzo, l’unico processore utilizzabile è un x86 ( sigh :) ). Comunque Amiga non era solo il processore ma anche tutti i suoi chip custom, quindi non sarebbe la fine del mondo usare il processore più veloce sul mercato affiancandogli delle Custom Amiga. Credo che si potrebbero usare componenti AMD cercando di ottenere la possibilità di programmazione a basso livello per una qualche GPU Radeon (magari qualche versione + vecchia), perché secondo me è imprescindibile il legare a basso livello AmigaOS al suo Hardware. La possibilità di spremere l’HW a basso livello permetterebbe anche di recuperare il gap di differenza da una Radeon più nuova.

    Infine il porting su nuova architettura penso non sia assolutamente nelle capacità economiche di Hyperion, quindi un altro passaggio imprescindibile per il futuro di AmigaOS è il suo passaggio su Licenza Open Source. Consentendo così a tutte le comunità tipo AROS, UAE etc. etc di confluire sotto un unico progetto.

  • # 25
    homero
     scrive: 

    credo che se si proponesse ad una società come nvidia desiderosa di proporre sistemi hardware/software all in one…si potrebbe pensare ad una sorta di tegra2 che fa girare amigados….

    resta un punto che è stato trascurato nei vari articoli di cdmauro ed è quello di come sviluppare applicazioni sul nuovo AMIGAOS?
    ossia il problema che oggi si pone non è tanto hardware ma di armonia dello sviluppo del software….su amiga si utilizzava il basic, l’assembler (hardware) ed il linguaggio C e Arexx…
    oggi tre di questi sono praticamente da scartare e resta solo il C fin quando ci sarà qualche folle della vecchia guardia…
    allora mi chiedo potrei su amigaOS su tegra2 leggere le migliaia di formati che girano sul web? far girare le decine di linguaggi come ad esempio java, python, ruby, perl, etc etc che esistono su linux/windows/macOS?
    io credo che oggi il problema non sia hardware ma software….
    le prime versioni dei chipset dell’amiga erano virtualizzate su una qualche workstation unix….quindi io posso anche far girare l’amigaOS su hardware(diverso da WINAUE) virtualizzato su un normale x86…..anzi questo non sarebbe per nulla un limite visto che oggi moltissimi server e workstation sono virtualizzati ossia girano su linux come host ed invece fanno rullare molti windows come client….
    insomma spostare il tutto verso una soluzione only sofware che tramite hardware virtuale puo’ girare su qualunque sistema ed è un po’ quello che ha fatto REBOL….ma renderlo piu’ OS…

  • # 26
    Giovanni
     scrive: 

    @D: non intendo farne una questione personale, altrimenti passo io per figurare come arrogante… magari rileggi i miei post precedenti. Cmq ho 40 anni e sono appassionato di informatica da quando andavo alle medie!!! Perciò direi di si: mi è capitato di usare msdos e anche windows (perfino la 1.0!)… pensa un po’! Non è che queste rubriche le leggano solo i quindicenni.

    Ritornando alle questioni principali, allora volevo fare una domanda a chi è interessato.

    sarebbe proprio così sacrilego pensare ad un Amiga come scheda per pc?… riflettete sulle possibilità che potrebbe offrire 8sempre che non esista già)!!!

    D’altra parte è difficle pensare alla diffusione di una macchina stand-alone mentre si potrebbe immaginare la diffusione di una sorta di emulatore hardware di questo tipo con tutte le personalizzazioni che si vuole. Io lo vedo molto meglio di un Amiga Smartphone! Inoltre mi ricorderebbe molto le bridge-board che si piazzavano nel case del 2000: sarebbe ora che anche i PC dessero una mano ad Amiga dopo tutto quello che Amiga ha fatto per loro!

    Sarei curioso di sapere la Vs opinione riguardo a questa possibilità… Ciao

  • # 27
    Sergio
     scrive: 

    Per l’emulazione c’è UAE, perfetto.

  • # 28
    [D]
     scrive: 

    “Non è che queste rubriche le leggano solo i quindicenni.”

    Anche se poi fanno affermazioni tipo questa ?

    “sarebbe proprio così sacrilego pensare ad un Amiga come scheda per pc?”

    “Inoltre mi ricorderebbe molto le bridge-board che si piazzavano nel case del 2000: sarebbe ora che anche i PC dessero una mano ad Amiga dopo tutto quello che Amiga ha fatto per loro!”

    Non capisco cosa c’è di tanto sbagliato in una board ARM+PVR, attualmente già pensata, progettata, realizzata, testata e venduta (tra l’altro a prezzi veramente concorrenziali), per mettersi a sognare dietro a progetti totalmente campati in aria. La soluzione definitiva c’è già ma, no, si sogna, si corre dietro alle fantasie alle “schede per pc” destinate a fare il lavoro di winuae. No veramente, rispetto a certe follie, c’è più realismo nel mondo riscos dove pure lì non esistono hardware degni di nota, ma si sviluppa un s.o destinato ad un emulatore software commerciale per windows. Bah, quando avete finito di contare le pecorelle che saltano lo steccato fate un fischio…

  • # 29
    Giovanni
     scrive: 

    @D:
    Dopo un po’ sei stancante con la tua presunzione… l’Amiga-NG è un hobby, una cosa con cui distrarsi ed è divertente per coloro che hanno questo tipo di passioni.

    Sono d’accordo che l’hw troppo antiquato genera un senso di frustrazione intollerabile così come penso che i prezzi troppo elevati rappresentano un vincolo non condivisibile in odore di truffa. Non credo però che l’idea sia quella irreale di sconfiggere Intel o Microsoft in una competizione di mercato. Secondo me è necessario che vengano posti alcuni vincoli di coerenza con il progetto originario di Amiga, altrimenti si perde il senso del gioco… forse è quest’ultimo concetto che ti sfugge quando fai le tue proposte, ma da quanto ho capito dagli ultimi post… tu forse sei approdato all’Amiga (magari solo per questioni anagrafiche, e di certo non è colpa tua) troppo tardi… cerca di non essere troppo maleducato con le tue battute supponenti perché poi diventi anche un po’ offensivo.

    Ciao

  • # 30
    Viper
     scrive: 

    Inizio col fare i complimenti a Cesare di Mauro per i suoi articoli su Amiga, molto ben fatti e che spiegano molti lati tecnici a me oscuri.
    E poi:

    “Sarebbe proprio così sacrilego pensare ad un Amiga come scheda per pc?… riflettete sulle possibilità che potrebbe offrire 8sempre che non esista già)!!!”

    Macchè sacrilego, Giovanni! Sarebbe uno spasso!!!
    Nel 1997 la Index creò la InsideOut, scheda PCi per pc che permetteva di emulare via hardware un vero Amiga. Poteva montare una cpu 040 o 060, da 25 mhz a 75 mhz, aveva il chipset AGA e sfruttava le periferiche IDE del pc stesso, il floppy Amiga e altre PCI card come quelle grafiche. Purtroppo, rimase solo un prototipo….
    Mi sarei divertito molto infilare un Amiga nelle budella del pc =D
    Scherzi a parte, ecco il sito di riferimento dove ammirare la scheda in questione:
    http://www.amiga-hardware.com/showhardware.cgi?HARDID=41
    Ciao!

  • # 31
    Alex
     scrive: 

    Io ho sempre pensato che bisogna andare incontro
    a cio’ che ti da il miglior rapporto prezzo/prestazioni.
    In anni molto lontani alzai la voce gridando alla necessita
    di un controller IDE integrato… fui quasi scannato vivo!
    SCSI e’ meglio! scsi e’ superiore! ma scsi costa una cifra!!!
    Ma tanto l’amighista medio sa far andare la propria macchina
    con due lettori di floppy (ottimi anche per xcopy) che se ne
    fa di un HD?
    Intanto sulle altre macchine il software diventava piu’ ricco di funzioni (anche pesante) e andava tranquillamente ad installarsi sul comodo HD ide poco prestante ma poco costoso.
    Al tempo dei primi pentium comincia a dire che forse era il
    caso di cambiare architettura.
    Noooo non si puo’! X86 e’ la bestia nera, e’ meno elegante (questo e’ vero ma non si puo’ avere tutto nella vita) e intel e’ il male.
    Insomma l’amighista medio e’ convinto che amiga debba seguire
    la strada segnata alle origini. Origini nobili, innovative e per
    tanti versi entusiasmanti! Pero’ quel tempo e’ finito, ora c’e’
    solo una schiera di appassionati dietro a una macchina con HW vetusto e SW che cmq non puo’ essere al passo dei tempi visto le macchine su cui gira.
    Probabilmente, anche facendo tutti i passi giusti, le possibilità di crearsi una reale nicchia di mercato interessante
    sarebbero pressoché zero!
    Ora io credo che sia abbastanza tardi per crearsi una nicchia decente, l ultima occasione persa e’ stata quella, diversi anni fa, di trasportare su arm per dispositivi mobili.
    Ai tempi c’era spazio, ora con android ios wp7 ecc la concorrenza e’ ormai agguerrita e inarrivabile.
    Che fare?
    Rifare un OS X86 amiga like? beh c’è gia aros!
    Ripartire da zero con un OS NG che taglia con il passato? ce ne sono tanti ma nessuno decolla realmente.
    Allora forse la cosa giusta e’ proprio quella che si sta facendo!
    Lasciamo Amiga alla nostra nostalgia e a una piccola nicchia di sogni inespressi!
    Amiga , per noi nerd di una volta, e’ stata come i beatles per i figli dei fiori che , una volta cresciuti, li continuano ad ascoltare sognando la vita perfetta.

    Saluti e buon amiga a tutti! ;)

  • # 32
    Giacomo
     scrive: 

    @ Giovanni
    “sarebbe proprio così sacrilego pensare ad un Amiga come scheda per pc?…”

    a metà degli anni 90 girava questa voce, un A1200 su scheda PCI, ma come tutto dopo il fallimento di Commodore è rimasto a livello vapor..
    15 anni fa sarebbe stato utile, tra l’altro il detentore del marchio dell’epoca ci avrebbe guadagnato sopra a un costo molto più basso di un modello vero e proprio, e anche a me sarebbe andato bene.. ma appunto, 15 anni fa.. oggigiorno cosa c’è che WinUAE non possa fare su un processore Intel?

  • # 33
    Viper030
     scrive: 

    Comincio col fare i complimenti a Cesare di Mauro, che con i suoi articoli spiega molte cose che anche un vecchio orso come me, pur se non tecnicamente preparato, riesce a comprendere =)
    Detto cio commento:

    “sarebbe proprio così sacrilego pensare ad un Amiga come scheda per pc?… riflettete sulle possibilità che potrebbe offrire 8sempre che non esista già)!!!”

    Macchè sacrilego, Giovanni!! Sarebbe uno spasso!!!!
    Nel 1997 la Index creò la scheda PCI InsideOut, che permetteva di emulare un vero Amiga a livello hardware in un PC.
    Erano previste due varianti dela scheda: una col 68040 e l’altra con 6806, con velocità di processore variabile dai 25 mhz ai 75 mhz. la scheda possedeva chipset AGA e sfruttava l’IDE del PC stesso, oltre a poterci collegare un floppy Amiga e utilizzare altre schede PCI (ad esempio quelle grafiche).
    Purtroppo, rimase solo un prototipo, un altro di quei sogni che gli Amighisti si sono visti dileguare di fronte a loro… sigh..!
    Ma bando alle tristezze del passato (e alla mancata occasione di infilare un Amiga nelle budella del PC =D)ecco, in tutto il suo splendore, la scheda in questione:
    http://www.amiga-hardware.com/showhardware.cgi?HARDID=41

    Ciao!

  • # 34
    [D]
     scrive: 

    “che vengano posti alcuni vincoli di coerenza con il progetto originario di Amiga,”

    Vincoli che tutt’oggi non esistono più ma che si fa finta che non sia così.

    “ce ne sono tanti ma nessuno decolla realmente.”

    Perchè non hanno alle spalle una casa madre seria e competente.

    “Macchè sacrilego, Giovanni!! Sarebbe uno spasso!!!!”

    Anche aggiornata con un eventuale powerpc sarebbe uno spasso vederla messa in commercio e fallire miseramente quando la gente, vedendola, farà lo stesso commento che si sente nelle sale giochi davanti a last blade: “ma lo faccio girare gratis sul mio pc”.

    Il motto del mondo amiga è praticamente questo: “facciamo tutto pur che ci faccia male, tanto è solo un hobby”

    http://it.wikipedia.org/wiki/Masochismo -__-

  • # 35
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @[D]:

    Ma cosa importa che l’hanno detto i padri dell’amiga. Ai loro tempi ARM era una certa cosa, adesso ARM è un mostro che puoi cacciare in uno smartphone e vederlo macinare cose che nessun amiga ng si sogna.

    Non è a me che devi dirlo: io rispondevo a un commento. :D

    @Giovanni:

    Grazie per la risposta, seppure ancora evasiva in quanto mi sembra che non ti sia sbilanciato molto.

    Può darsi che leggerai qualcosa di più dettagliato fra un po’ di tempo. O:-)

    Riguardo alle schede industriali non mi riferivo alle tue considerazioni, ma alla stessa citazioni di chi proponeva AmigaOne e che hai riportato… spero bene che anche tu non apprezzi tale idea.

    La citazione era di ACube, ma concordo e l’avevo già detto: avrei visto meglio una soluzione pensata per uso desktop, quindi senza cose che nessun utente comune utilizzerebbe ed eliminando alcuni colli di bottiglia.

    In relazione alla scelta “naturale” verso PPC mi riferivo al fatto realissimo (perché lo ricordo e ho ancora la mia collezione integra di Amiga Magazine che lo documentano e potrei andare a spulciarne gli articoli… perciò non Wiki!) che le schede con PPC sono state un evoluzione immediata dopo la scomparsa e le prime riacquisizioni di Commodore-Amiga… Che poi tu non la apprezzi come scelta lo potrei anche condividere. Ma questi sono i fatti!

    Ma io questo non lo nego. Il futuro, però, sarebbe stato ben altro, come ho scritto tempo fa. Se si è passati ai PowerPC è stato puramente per fattori contingenti (morta Commodore e quindi i piani per i PA-RISC + Motorola ha ammazzato i 68000 = via libera ai PowerPC).

    A me i PPC non dispiacevano come idea e, in quel tempo, davano pure fiducia. Per il resto sono d’accordo con il preferire i 68k, ma questo solo per ragioni ideologiche ed affettive (e penso sia così anche per te), devo essere oggettivo!

    Non è una questione ideologica, te l’assicuro. I 68000 si programmavano allegramente in assembly, cosa che coi PowerPC era ben più difficile.

    Paradossalmente gli x86 sarebbero stati una scelta migliore.

    Infine, per le prestazioni, io rispondevo all’affermazione di @ncc2000 che ritengo non corrisponda al vero e che potrei tranquillamente dimostrare, ma faccio affidamento alla tua moderazione per non innescare polemica. Già A500-A2000 (1987) erano macchine allineate con la media del mercato (in fondo erano una modesta evoluzione rispetto ad A1000, che è stato un anticipatore per il mercato low-cost, perciò ci si poteva già aspettare di più). A1200-A3000 erano bellissimi, io ho ancora il primo oltre all’amatissimo 2000, ma al tempo potevi già trovare di meglio con un PC dello stesso prezzo del 3000 (1990)… A4000 (1992) poi, era decisamente fuori tempo e faticava a mantenere il confronto anche con macchine di fascia media. Purtroppo dispaice ammetterlo, ma era così seppure le dispute tra appassionati continuavano imperterrite e se, sinceramente, il 4000 l’ho usato ma mai avuto a disposizione in casa.

    Non l’ho mai avuto nemmeno io, purtroppo. Comunque concordo: negli anni ’90 non erano più macchine competitive, se non tramite schede acceleratrici (che però costavano capitali).

    PS: per chiarezza riguardo al mio commento morigerato vorrei riportare nuovamente le parole di ncc2000:

    “… [amiga era] la quintessenza della potenza computazionale, un concentrato di prestazioni che non aveva eguali (seconda metà anni ’80), in grado di ridicolizzare qualsiasi altra piattaforma concorrente….che poi il suo s.o. fosse anche leggero ed efficente era un graditissimo di piu’…ma l’amiga era, sempliecemente, mostruosa. ”

    a rileggere non sono poi molto d’accordo nemmeno sul fatto che il suo s.o. fosse così leggendariamente efficiente: ricorderai che. specie col Kick 1.2, procurare un crash (Guru Meditation) era un’eventualità piuttosto frequente!

    Però efficienza e solidità sono due cose diverse. ;)

    Scusa poi, ma c’é molta retorica in quello che leggo. Io il 4000 non l’ho mai inteso come una “favolosa macchina da gioco” (anche perché c’era il S-NES per giocare), ma piuttosto come una workstation mancata e fuori tempo (un po’ anche come il 3000!).
    Riflettendo penso che sia stato il 1200 il vero PC sfortunato, perché era decisamente buono, ad un prezzo onesto e decisamente utilizzabile come computer personale… quello si! Quello era la vera evoluzione dell’Amiga!

    Ed è quello che ho preso io. :) Il 4000 era ed è rimasto il sogno proibito: bellissimo, ma troppo costoso.

    Ritornando alle questioni principali, allora volevo fare una domanda a chi è interessato.

    sarebbe proprio così sacrilego pensare ad un Amiga come scheda per pc?… riflettete sulle possibilità che potrebbe offrire 8sempre che non esista già)!!!

    D’altra parte è difficle pensare alla diffusione di una macchina stand-alone mentre si potrebbe immaginare la diffusione di una sorta di emulatore hardware di questo tipo con tutte le personalizzazioni che si vuole. Io lo vedo molto meglio di un Amiga Smartphone! Inoltre mi ricorderebbe molto le bridge-board che si piazzavano nel case del 2000: sarebbe ora che anche i PC dessero una mano ad Amiga dopo tutto quello che Amiga ha fatto per loro!

    Sarei curioso di sapere la Vs opinione riguardo a questa possibilità…

    Francamente non vedo cosa potrebbe contenere questa scheda:
    – il chipset Amiga non è disponibile, ed è più facile e veloce emularlo;
    – 68000 & co. sono ancora disponibili, ma sono troppo lenti rispetto alle CPU moderne;
    – i PowerPC sono sostanzialmente morti (altrimenti non staremmo qui a parlarne :D).

    @[D]:

    Tu lo hai usato msdos ? L’hai usato win 3.1 ?

    msdos degradava qualsiasi pc al livello dei primi 8086 di IBM e win 3.1 che rispetto al dos sembrava chissà quale salto qualitativo non ti permetteva di godere di moltissime cose.
    Amiga lato hardware sarà anche stato inferiore ma intanto aveva un sistema che controbilanciava in maniera eccezionale.
    Un 486 con gli os di quel tempo era come una calcolatrice scientifica usata solo per fare le addizioni.

    Adesso non esageriamo. MS-DOS, al pari di AmigaOS, lasciava libero accesso all’hardware e ci facevi quello che volevi (compreso lavorare in modalità protetta; o “unreal”).

    Al solito, era una questione di skill.

    @Sergio:

    Quindi volendo mantenere inalterate questa linea d’indirizzo, l’unico processore utilizzabile è un x86 ( sigh :) ). Comunque Amiga non era solo il processore ma anche tutti i suoi chip custom, quindi non sarebbe la fine del mondo usare il processore più veloce sul mercato affiancandogli delle Custom Amiga. Credo che si potrebbero usare componenti AMD cercando di ottenere la possibilità di programmazione a basso livello per una qualche GPU Radeon (magari qualche versione + vecchia), perché secondo me è imprescindibile il legare a basso livello AmigaOS al suo Hardware. La possibilità di spremere l’HW a basso livello permetterebbe anche di recuperare il gap di differenza da una Radeon più nuova.

    Impossibile: l’hardware è talmente variegato, e cresce talmente velocemente che non ha proprio senso pensare di sfruttarlo direttamente. Impiegheresti una vita per ritrovarti un s.o. e/o applicazioni efficienti quando gli altri avrebbero prestazioni di diversi ordini di grandezza superiori semplicemente comprando PC di fascia economicissima.

    In particolare la programmazione diretta delle GPU è qualcosa di enormemente complesso. Basti vedere la documentazione completa che AMD ha rilasciato per le sue schede grafica.

    @homero:

    resta un punto che è stato trascurato nei vari articoli di cdmauro ed è quello di come sviluppare applicazioni sul nuovo AMIGAOS?
    ossia il problema che oggi si pone non è tanto hardware ma di armonia dello sviluppo del software….su amiga si utilizzava il basic, l’assembler (hardware) ed il linguaggio C e Arexx…
    oggi tre di questi sono praticamente da scartare e resta solo il C fin quando ci sarà qualche folle della vecchia guardia…

    Su assembly e AREXX concordo. Per quest’ultimo si tratta di un fattore puramente contingente: era scritto in assembly e non è mai stato portato su macchine diverse dai 68000, ma ciò non toglie che la capacità di intercomunicazione fra task/processi si possa realizzare con altri linguaggi (basta emulare il protocollo; Python è già in grado di farlo come client, ma non è ancora in grado di fare da “master).

    Per il resto il C non è certo l’unico linguaggio a disposizione (e meno male) per programmare su AmigaOS: ne esistono diversi, Basic incluso.

    allora mi chiedo potrei su amigaOS su tegra2 leggere le migliaia di formati che girano sul web? far girare le decine di linguaggi come ad esempio java, python, ruby, perl, etc etc che esistono su linux/windows/macOS?

    Certo. Dipende più che altro dal grado di maturità dei port.

    io credo che oggi il problema non sia hardware ma software….
    le prime versioni dei chipset dell’amiga erano virtualizzate su una qualche workstation unix….quindi io posso anche far girare l’amigaOS su hardware(diverso da WINAUE) virtualizzato su un normale x86…..anzi questo non sarebbe per nulla un limite visto che oggi moltissimi server e workstation sono virtualizzati ossia girano su linux come host ed invece fanno rullare molti windows come client….
    insomma spostare il tutto verso una soluzione only sofware che tramite hardware virtuale puo’ girare su qualunque sistema ed è un po’ quello che ha fatto REBOL….ma renderlo piu’ OS…

    E’ già quello che fanno MorphOS e AmigaOS4, se non erro: il vecchio software 68000 viene fatto girare in emulazione (sfruttando anche un compilatore JIT 68000 -> PowerPC), e le chiamate di sistema reindirizzate verso il codice nativo del s.o..

    @Alex: sante parole.

    @Viper030: grazie. Di quella scheda ne avevo sentito parlare anni fa, appunto, ma mi sembrava una bufala per quanto ambizioso (o fantasioso?) fosse il progetto. Non posso fare altro che ricredermi, adesso…

    @per tutti: per favore, manteniamo un clima di dialogo civile e rispettoso nei confronti degli interlocutori.

    Grazie.

  • # 36
    Viper030
     scrive: 

    @[D]: =) e difatti, non so se comprerei una scheda simile…. Forse avrei dovuto usare “sarebbe stato uno spasso”! Ho comprato la mia prima e unica Cyberstorm 68060 a Pianeta Amiga di qualche anno fa, pagandola 100.000 mila lire, per non poterla mai usare, dato che il 3000 si fuse e col 4000 non ho avuto miglior fortuna =). Per come la vedo io, vale quello che disse Dave Haynie qualche tempo fa in un’intervista (che è possibile leggere sul numero 13 di Bitplane), dove afferma che Amiga sarebbe dovuto passare a x86 e avrebbe venduto in ordine di magnitudo seguendo questa via.
    Per me Amiga rimane A500 e A3000 (e si ferma li…), così come il mio 8bit per eccellenza è il C64. Ma vivo nel 2011 e mi rendo conto di cosa mi gira intorno: reputo i giochi 3d non belli (ma non farei mai una campagna anti-3d, ci mancherebbe), non ho la console er giocare (preferisco farmi una partita a P.P. Hammer…) e, pur essendo stato un grande appassionato e spendaccione, non entro in una sala giochi dal 1990. Ma i miei gusti non influenzeranno mai un mercato che ha una sua evoluzione, come è giusto che sia, e che la segue nell’unica direzione possibile, senza tornare indietro.
    Ho avuto il piacere di veder nascere AmigaOS 4 e MorphOS e rimanendo colpito positivamente da quest’ultimo più che dal primo, sono diventato un appassionato e lo uso da 7 anni.
    E sempre sulla stessa macchina, il Pegasos (sebbene abbia preso un paio di Powermac a prezzi stracciati..). Probabilmente, MorphOS seguirà in futuro la strada del x86 (o x64, chissà…) e non ci vedo niente di male, anzi: ci sarebbe la possibilità di continuare a divertirsi col proprio hobby, sempre che i programmatori non si stufino.
    Comprare una macchina (e non sto a discutere della parte tecnica e del prezzo, basta leggere la risposta..) per farci girare Amiga?!? No, grazie! Farmi sculacciare (vedi il riferimento a “masochismo”) va bene, ma le frustate no! Amiga ce l’ho nel cuore e li deve rimanere, altrimenti mi deluderebbe. Il resto è tutto contorno.
    @Cesare: Non c’è di che! Non era una bufala, ma è rimasta nel limbo e questo, forse, è anche peggio… =)

  • # 37
    Viper030
     scrive: 

    OOOPSSS!!! Ho scritto 100.000 mila lire…. Questo si che è masochismo!!!!! =)

  • # 38
    Giovanni
     scrive: 

    @Viper: grazie per il link, non avevo mai cercato la cosa, ma nel 1997 ero ormai decisamente fuori dal giro!

    Oggi si possono fare moltissime cose, comunque utilizzare un’emulazione hardware aggiunge un pizzico di feticismo, o se vogliamo, di spirito ludico, che è indispensabile per coltivare seriamente un hobby di questo tipo. La proposta, nonostante @DiMauro ne rimanga giustissimamente perplesso, potrebbe non essere così sciocca e se la contraddizione sollevata dovesse essere solo stimolo per ragionamento io la concepirei nel seguente modo… altrimenti ritiro tutto!

    Intanto si tratta di ammettere con un disincantato realismo, che l’intenzione non è certo quella di scalare le vette del marketing o dell’innovazione tecnologica (cosa, di cui sono convinto, anche l’Amiga originale ammetteva a fronte di tutte le mitizzazioni che sono state costruite intorno).
    Ovviamente a questo giocattolo andrebbero poste delle regole di comportamento (sistemi operativi ad hoc, hardware specifico e software dedicato), ma è anche vero che permetterebbe agli sviluppatori di concentrarsi su una parte dei problemi (leggi principalmente driver) e perciò rendere più produttivo il loro lavoro. Si tratterebbe infatti di una scheda “parassita” per cui molte funzionalità elementari verrebbero svolte dalla macchina ospite attraverso delle libs di comunicazione.
    Potrebbe avere dei chip programmabili per cui, attraverso il caricamento di appositi drivers, di potrebbero ottenere i diversi chipset emulati oppure versioni “alternative” e appositamente sviluppate di fantasiosi AAA mai realizzati!!!
    Ovviamente, e anche grazie all’assenza di parte dell’hardware comune alla macchina ospite, dovrebbe avere assolutamente un costo attraente. Diciamo che, con un po’ di software di base non dovrebbe assolutamente raggiungere i 500 euro… penso che intorno ai 300 me la comprerei!
    L’impressione deve essere quella di installare una scheda per trasformare un pc che, dal boot sia già un “fantastico” Amiga.

    Capisco, caro @D, che queste fantasie siano decisamente infantili per uno che si proclama quarantenne (e pure padre di famiglia, eh!). Ma sono gli stessi motivi per cui come @Alex, per esempio, ho ancora in uno scaffale del mio studio a casa un A2000, un A1200, un ST e un C64 a portata di mano… anche tutti i rispettivi emulatori sul pc, ma anche, fisicamente presenti, quelle macchinette su cui hai ragionato, discusso, fantasticato tenacemente per tanto tempo.

    Riguardo a ciò che Amiga ha fatto per i PC devo ricordare almeno due, tra le tante cose.

    – Io la Bridge non l’ho mai avuta, ma al tempo, come molti di voi, tra le altre cose ero assiduo frequentatore de “il negozio di computer” (che dalle mie parti, vi concedo un indizio, gli Amiga li vendeva l’importatore nazionale di Atari) in cui trascorrevo interi pomeriggi! Fonte inesauribile di nuove tecnologie e banco di prova (non c’era internet!) in cui queste schede le ho viste all’opera e facevano comparire, con il multitasking di amiga) la nera schermata DOS tra quelle del Nostro… e dentro a queste, magari, portavano avanti il FlightSimulator (in CGA): vero banco di prova ufficiale per ogni test di prestazioni e compatibilità con MS-DOS!

    – Altro contributo importante è il software, ovviamente. Io, per lavoro, mi occupo da quasi vent’anni di CAD e devo dire che non riesco a contenere un certo orgoglio (magari anche ingiustificato) quando, come mi è capitato recentemente in una fiera, leggo a caratteri cubitali, tra i prodotti di un’azienda leader mondiale e sotto al nome di uno dei migliori prodotti al mondo per la progettazione urbanistica e architettonica, il nome di Cinema4D! Magari scambi due chiacchiere con un tecnico giovane che te ne vuole descrivere le caratteristiche, tu lo ascolti con curiosità ma come se ti stesse dando il suo giudizio su tuo figlio. Intanto ti ricordi di quando, circa venticinque anni prima, lasciavi il progenitore di quel software a macinare ininterrottamente per giorni interi sul tuo Amiga!

    (ovviamente dopo esserti flikerato gli occhi per bene!!!… ‘sti c…. a chi mi viene a raccontare di schede MDA per i PC (l’ho letto sull’imparzialissima Wikipedia): al tempo con l’M24 non si faceva render, ma con la scheda OGC andavo a 640×400 con 16 colori (era un’EGA potenziata da Olivetti) con una stabilità stupefacente… uno dei problemi di chi prova i vecchi computer sugli emulatori è la mancanza di questo tipo di percezioni!

    Saluti

  • # 39
    [D]
     scrive: 

    “uno dei problemi di chi prova i vecchi computer sugli emulatori è la mancanza di questo tipo di percezioni!”

    Il problema è: a quanti interessano questo tipo di percezioni ?
    La gente ora vuol solo far partire il mame e giocare. Chi si configura winuae, prepara una configurazione tipo Amiga 40000 (sì, quarantamila, non mi sono fatto scappare uno zero a caso) e pretende di godersi una cosa che esula e travalica l’amiga originale in tutti i sensi. Chi si dovrebbe sbattere a realizzare un amiga “normale” da infilare su una scheda pci, con un concorrente del genere ? E’ già tanto che esista il minimig, forte solo del fatto che è pronto da collegare alla tv.

  • # 40
    TheKaneB
     scrive: 

    … e proprio a volerlo tirare fuori, mi sa che il Minimig se ben commercializzato sarebbe molto più interessante di un Amiga NG, perchè almeno non ti fai illusioni sulla presunta “modernità” di tale oggetto. Sai benissimo che è una replica di un Amiga 500/600 in formato piccolo e ti diverti con i giochi dell’epoca, inoltre costa anche relativamente poco e se venisse prodotto in quantità industriali costerebbe meno di 100 euro per la configurazione massima.

    A tale prezzo io me lo prenderei al volo un Minimig, con la possibilità di riconfigurarne l’FPGA per emulare anche il Comodore 64, l’Atari ST, i primi Macintosh e tutto quello che può girare su un FPGA con una CPU 68k di supporto (nel caso del C64 la CPU la mettiamo anche dentro l’FPGA, tanto è piccola e semplice).

  • # 41
    [D]
     scrive: 

    Si sa niente della versione AGA ? Sarà sindrome da “amiga 40k” visto che il grosso dei giochi è per ocs, ma c’è pur sempre roba carina.

    Se la scheda mantenesse poi un form factor accettabile si potrebbe provare a montarla dentro un notebook passato a miglior vita…

  • # 42
    TheKaneB
     scrive: 

    So che la versione AGA è in fase avanzata di sviluppo, ma non seguo la scena da vicino… Ad ogni modo per sfruttare bene l’AGA ci vorrebbe una CPU più potente del 68000, così da renderlo compatibile “almeno” con il software per Amiga 1200.

    Molti programmi AGA sono compilati per 68020+ quindi non funzionerebbero su un Minimig attuale con la semplice aggiunta dell’AGA.

  • # 43
    Giovanni
     scrive: 

    @D: però continua a sfuggirti il concetto di base… probabilmente il tuo è un problema hardware!

    “quel genere di percezioni” dovrebbe interessare a chi, da sincero appassionato, vuole documentarsi su come erano i computers di un tempo, magari prima di aprire bocca per dire scemenze come: “un 486 con DOS è come una calcolatrice scientifica per le addizioni”.

    Il senso dell’emulazione è la perfetta fedeltà all’originale (vale anche per MAME e Minimig) e dunque non sono le prestazioni o le competizioni (per altro impossibili) con macchine centinaia di migliaia di volte più potenti.
    Oltre a giocarci col MAME, come faccio talvolta anch’io insieme a qualche amico, dovresti accorgerti che a lato ci sono delle iconcine che permettono di selezionare, riorganizzare e ricercare i titoli dei giochi. Devi capire che anche quello è il bello del MAME perché serve per capire, conoscere e classificare… il MAME non è solo un favoloso emulatore di Arcade ma anche una pratica, moderna rubrica degli Arcade.

    Ciò che mi infastidisce è questa superficialità, tra l’altro oggi tanto diffusa, con cui vengono derise le idee altrui. E’ proprio sintomatica di intolleranza e della sfacciata ignoranza di chi non si pone criticamente di fronte ai problemi.

    Ma secondo te, ti sembrano tutti così sciocchi da pensare che Amiga-NG possa superare un qualsiasi PC? Magari qualcuno si vorrà anche illudere, ma penso che per la stragrande maggioranza si tratti di semplice e solo di spirito ludico…. ti ho parlato di una scheda da inserire nel PC per un’emulazione hardware di qualsiasi amiga, come potrebbe fare tranquillamente WinUAE: in questo momento ti sto scrivendo con un computer un po’ dotato che uso a casa anche per lavoro, in una manciata di minuti produce un render unbiased (penso meno di 5 con un frame-level medio a 1280×800) indistinguibile da una fotografia della realtà (sempre che riesca a disporre bene le luci e scalare adeguatamente le texture)… dovrei calcolare quante centinaia di A4000 riuscirebbe ad emulare contemporaneamente! Ma tu credi veramente che mi illuda di poterlo fare con un 68000 da aggiungere al paio di schede che già monta? E’ evidente che si tratta di passatempi… c’é a chi piace fare i cruciverba, a me no!

    Ciao :)

    PS: quando mi capita di usare WinUAE non simulo l’ A40.000 anche se posso immaginare questo desiderio di virilità comunemente diffuso… ma guarda caso che chi l’ha scritto si è preoccupato di far partire anche un 1000 in configurazione minima!!! Perché!?!?!

  • # 44
    TheKaneB
     scrive: 

    @Giovanni: io personalmente uso WinUAE replicando esattamente le configurazioni dei miei Amiga. In questo modo posso testare velocemente un software e so già se mi basterà la Chipmem oppure no, se la CPU ce la farà oppure no, ecc… Dopo i test preliminari scarico il tutto sui veri gioiellini e vado a colpo sicuro (WinUAE è incredibile in quanto a fedeltà di emulazione, pazzesco).

  • # 45
    [D]
     scrive: 

    “però continua a sfuggirti il concetto di base… probabilmente il tuo è un problema hardware!”

    Piano con i complimenti che l’hardware preso di spigolo fa male…

    “quel genere di percezioni” dovrebbe interessare a chi, da sincero appassionato, vuole documentarsi su come erano i computers di un tempo,

    Ah sì ? Allora adesso mi fai un elenco delle milioni di persone interessate sinceramente all’argomento. Mi porti, mi documenti, mi confermi delle cifre tali per cui una qualche compagnia dovrebbe prendersi la briga di sviluppare e commercializzare retro schede. Vista la crisi che c’è, un nuovo sbocco a questa economia malata non può che fare piacere.

    “magari prima di aprire bocca per dire scemenze come: “un 486 con DOS è come una calcolatrice scientifica per le addizioni””

    Mentre ci sei mi documenti anche quali grandissimi vantaggi prestazionali guadagnava il dos nel passaggio da 8086 a 486 (oltre al dir che scorreva lo schermo più velocemente s’intende).
    Chiuso nel suo mondo, tra modalità reale ed i mitici 640Kb di ram, che potevi aggiungere tutta la ram che volevi ma alla fine eri lì costretto a fare il pezzente con memmaker, cosa ha percepito il dos di un 486 ? Qualche oscillazione in più del quarzo e fine.

    “Ma secondo te, ti sembrano tutti così sciocchi da pensare che Amiga-NG possa superare un qualsiasi PC?”

    Si potrebbe almeno sperare di convertire un miserabile mp3 entro la barriera dei 120 secondi ? Il mio core 2 duo del 2008 ci riesce in 10 scarsi, l’altro mio pc con l’athlon xp 2400 se la toglie in circa 40.

    40 secondi vs 15 minuti ? Prima di preoccuparsi di battere i pc, bisognerebbe avere la decenza di lamentarsi a gran voce di tanto schifo.

    “quando mi capita di usare WinUAE non simulo l’ A40.000 anche se posso immaginare questo desiderio di virilità comunemente diffuso… ma guarda caso che chi l’ha scritto si è preoccupato di far partire anche un 1000 in configurazione minima!!! Perché!?!?!”

    Se il mondo è fatto di così tanti puristi come mai nessun produttore pensa anche solo per un secondo di mettere in commercio schede che emulano oggi amiga, domani atari, poi super nintendo ecc.ecc. ?
    Forse perchè la massa si accontenta di ben altri surrogati.

  • # 46
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    T’avevo già scritto che, pur col DOS, col 486 era possibile accedere alla modalità protetta, oppure all’unreal mode.

    I DOS Extender dovresti averli sentiti nominare.

    Per cui col 486 potevi farci QUALCOSINA di più della calcolatrice…

  • # 47
    [D]
     scrive: 

    “Per cui col 486 potevi farci QUALCOSINA di più della calcolatrice…”

    Senza dos…

    “I DOS Extender dovresti averli sentiti nominare.”

    Infatti, come dice il nome “estensori del dos” perchè il dos di suo non ci arrivava. Ci voleva l’aiutino esterno.

  • # 48
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Che è arrivato, per cui anche col DOS sotto i 486 non servivano per fare la calcolatrice.

    E comunque anche senza DOS extender qualcosa col DOS si poteva tranquillamente fare (e ho anche riportato come).

  • # 49
    Giovanni
     scrive: 

    Eccomi di nuovo a casa… e cosa vedo? La polemica è continuata!!!

    Ripeto che mi sembra una questione di difficoltà a “riuscire ad arrivare a capire il senso delle cose”, questo modo “pulcioso” di fare polemica è del tutto sterile. Purtroppo non vedo niente di particolarmente “acuto” nel “tuo” hardware, caro @D, da poter essere contundente!

    Ammesso che la mia idea di scheda Amiga non è intesa come un particolare tipo di vecchio “Amiga” su cheda PCI. Tra l’altro ieri sera sfogliando una vecchia rivista ne ho scoperta una del 1997 da posizionare nello slot da 5 e 1/4 (si chiamava Index Access ed era equivalente ad un A1200). Ma invece intendevo qualcosa di ben più s”imbiotico” al PC per cui ne potrebbe usare dischi, USB e magari anche l’intera scheda video senza bisogno di specifici driver! Ma la cosa rimane a livello di gioco e, quanto ho detto prima, pare che tu non l’abbia minimamente colto, in particolare per quanto riguarda il MAME.

    Io non riesco a fare alcun elenco e certo non pretendo che qualcuno butti via i suoi soldi in iniziative fallimentari. Sicuramente nemmeno proporre un Amiga Smartphone o addirittura NETbook (penso di non riuscire a capirli) non mi pare che sia un’idea talmente geniale da garantire un successo economico incontrastabile!

    Giustamente @TheKaneB sottolinea come gli emulatori possano avere un sacco di utilizzi e utilità diverse da quello di avere il computer “più potente di tutti”… anche perché, come ti ho fatto notare, ne ho già uno abbastanza capace sprecato per rispondere a te! Pensa che sciocco che sono, ma mi diverte usare emulatori dello Spectrum, degli Atari ST e dei Mac, dell’Apple II e addirittura dell’Altair!!! Pensa che con Vice mi diverto a fare programmi in assembler su C64, solo per la comodità di non dover usare quella scomodissima tastiera dell’originale. Però ci tengo che velocità e reazioni dell’emulazione siano assolutamente reali, altrimenti si perde il senso del gioco.

    Invece dobbiamo star qui a spiegare la tua battuta mal riuscita sul 486. Intanto voglio sottolineare che, purtroppo sempre per semplici ragioni anagrafiche, TU eri costretto ad usare un 486 col DOS nel 1995… ma ciò non ti riconosce il diritto di parlar male di fior fiore di CPU. Fortunatamente io il 486 ho desiderato averlo per far funzionare con migliori prestazioni il software che mi serviva.
    In ogni caso, i ritardi e le lacune di MS-DOS hanno iniziato ad essere intollerabili dal 1987 dopo la prima diffusione del 386 e, purtroppo la risposta è stata dura a venire, ma qualcosa come EMM e LIM c’era già stato per non dover essere costretti a migrare su altri OS (e magari usare specifici emulatori come il DOS-MERGE di Interactive, per capirci, per utilizzare lo stesso tutte le applicazioni MS-DOS).
    Comunque Win3 (e questa è la sua grandezza) esiste da quando ci sono i 486 e rappresenta, per gli utenti DOS, la soluzione più semplice in grado di superare, finalmente, i limiti che avevano opresso fino ad allora l’opsys MS. Il programma seleziona automaticamente la modalità operativa a seconda del computer su cui viene fatto partire e lavora con le apposite librerie mantenendo totale compatibilità con quanto c’era prima… meglio di così! Mica serve arrivare a Win95 per parlare di nuovo OS!

    Già prima comunque esistevano le versioni specifiche per CPU Win286 e Win386… inoltre già prima del ’90 molti software che avevano esigenza di sfruttare le CPU (come alcuni CAD che non avrebbero mai potuto funzionare con gli 8086 “nemmeno con dieci coprocessori matematici”, e in mancanza di soluzioni direttamente offerte da MS-DOS, utilizzavano l’OS per l’avvio e poi, proprio come win3, si riconfiguravano la macchina nel modo più opportuno…

    ma comunque l’argomento è del tutto OT e l’unica soluzione è che dopo un po’ eviti di insistere perché c’é sempre qualcuno che la può sapere più lunga di te e quindi ti riduci solo ad essere fastidioso come un moscerino

    Ciao

  • # 50
    [D]
     scrive: 

    “Tra l’altro ieri sera sfogliando una vecchia rivista ne ho scoperta una del 1997 da posizionare nello slot da 5 e 1/4 (si chiamava Index Access ed era equivalente ad un A1200)”

    Pensa te… oltre ad una manciata di prototipi quanti ne hanno commercializzati ? Scopri un po’ i dati di vendita invece di attaccarti al fuffaware che su amiga impera dai tempi del Walker e come possiamo dedurre con x1000, il vizietto è tutt’altro che passato.

    “Sicuramente nemmeno proporre un Amiga Smartphone o addirittura NETbook (penso di non riuscire a capirli) non mi pare che sia un’idea talmente geniale da garantire un successo economico incontrastabile!”

    Cosa pensi di metterci dentro questo netbook ? Una sam da 900 euro e vendere tutto a 1200 ? Posso immaginare perchè fallirebbe.
    Ci schiaffi dentro una board arm fatta e finita in vendita sotto i 100 euro e vendere tutto intorno ai 350/400 ? Forse qualche possibilità ci può ancora scappare. Quindi smettila di tirare in ballo schede idiote, realizzate da società ancor più idiote (ma evidentemente spalleggiate da banche e finanziatori intelligenti abbastanza sta staccar loro i viveri per tempo).

    “sottolinea come gli emulatori possano avere un sacco di utilizzi e utilità diverse da quello di avere il computer “più potente di tutti”…”

    Blablablabla… adesso confrontati con il mondo reale. Qua si stava parlando del fallimento di amiga ng, come hardware, come software e quindi come diffusione. Si stava parlando (o almeno si tentava, prima che geni con tanto hardware come te intervenissero sognando ad occhi aperti) di trovare eventuali soluzioni commerciabili quindi non frega ad un cane se te, per il tuo diletto personale, ti ecciti davanti un emulatore del amiga, del vic20, del altair ed addirittura della pascalina.
    Sei libero di farti i tuoi algoritmi con il pallottoliere se ti riempie la giornata, ma non venire a tirare in ballo l’ennesimo prodotto commercialmente inutile: solo di amiga ng se ne sono contati fin troppi, senza dover tirare in ballo prototipi che gli stessi produttori si sono vergognati di portare avanti dopo la presentazione.

    “TU eri costretto ad usare un 486 col DOS nel 1995… ma ciò non ti riconosce il diritto di parlar male di fior fiore di CPU. ”

    Che cos’è una cpu senza un sistema operativo che la faccia girare ? Un pezzo di silicio, anzi una resistenza mal riuscita.
    Un 486 con linux è una cosa, un 486 con il dos è una calcolatrice da fustino.
    Tanto intelligente e neanche capisci che l’obiettivo della critica era il sistema e non la cpu…

  • # 51
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Alla prossima parola fuori posto, anche una soltanto, TUTTO il commento verrà moderato. E’ ora di finirla con questi insulti.

    E siccome sei recidivo, e provochi continuamente in qualunque thread e di qualunque cosa si parli, da qui in futuro non ci saranno altri avvisi: commento moderato e amen; subito, anche se fosse il primo in un articolo.

    Mi sono veramente stancato di come puntualmente mandi in malora gli articoli. Ora basta.

    Quanto alla tua domanda, è mal posta: una CPU ha bisogno di software, non necessariamente di un s.o..

    Direi, inoltre, che sia il caso di chiudere del tutto l’OT. L’argomento riguarda un tema preciso, e di quello si deve continuare a parlare.

  • # 52
    [D]
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

    Non dirmi che non te l’avevo detto…

    Ribadisco l’ovvietà: puoi benissimo esprimere la tua opinione (rimanendo in topic, sia chiaro) e qui nessuno te lo impedisce, ma sei OBBLIGATO a rispettare i tuoi interlocutori.

    Se non ce la fai, è meglio che lasci perdere, perché questa sarà puntualmente la fine dei commenti che scriverai.

    P.S. Non ho alcuna difficoltà a rispondere anche alle questioni che hai sollevato. L’importante è che il commento sia improntato alla civiltà e al reciproco rispetto.

  • # 53
    [D]
     scrive: 

    Adesso moderi anche il signore che s’è permesso di fare allusioni sul mio “hardware”. Io rispetto i miei interlocutori ma evidentemente altri non vogliono rispettare la mia logica che poi è la logica di fondo del mondo che ci circonda.
    Tu quale logica preferisci rispettare ?

  • # 54
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Cosa non ti è chiaro di questo: “Alla PROSSIMA parola fuori posto”?

    Ho lasciato il tuo commento di risposta a Giovanni, nonostante il contenuto fosse ampiamente deprecabile.

    Tanto basta, mi pare, visto che hai avuto anche l’ultima parola.

  • # 55
    [D]
     scrive: 

    Scusa un po’ una cosa. Sull’altro forum qualcuno ha commentato il tuo articolo con “inutili cagate”. Dal momento che, come dici te, hai impiegato diversi giorni per raccogliere ed elaborare le informazioni necessarie, dimmi: t’è piaciuto ? Mi pare di no.

    Allora perchè io davanti a ““però continua a sfuggirti il concetto di base… probabilmente il tuo è un problema hardware!””, che tra l’altro continuo a vedere, non hai moderato, devo fare finta di niente ?

    A me deve piacere, farmi prendere per il sedere ? Dopo che con i miei post ho illustrato in maniera fin troppo chiara e precisa la situazione amiga a prescindere da dati tecnici, dai sogni e dalle belle parole ? Ed anche supponendo che mi piaccia, in cambio di quale grande apporto alla discussione ? La presunzione che l’ennesimo hardware fuffa cambierà qualcosa (tra l’altro “clone” di prodotti già presentati e subito ritirati o falliti) ? Di fronte l’idea, ampiamente confutata dai fatti, che l’emulazione è solo terreno per adepti con fisse molto particolari ?

    Devo per caso supporre che sotto sotto, qui non è un problema di maleducazione dal momento che la vedi solo te, ma di reazioni al tuo articolo ed ai miei commenti dove, come ampiamente immaginabile, a praticamente nessuno è interessata la tua disquisizione sulle capacità di quelle mezze cartucce di cpu che vengono montate sugli amiga ng, mentre a diversi hanno fatto nettamente più presa il riassunto pratico e soprattutto vero su com’è finita amiga e come finirà, andando avanti così ?
    Se volevi fare un articolo in merito avevi solo da dirlo, almeno non ti portavo via i riflettori obbligandoti ad attendere un’occasione per mettermi alla berlina…

  • # 56
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Allora non vuoi proprio capire. Ho lasciato il commento di Giovanni E (congiunzione) il tuo che hai scritto subito dopo per rispondergli.

    DOPO ho detto che non avrei più accettato simili commenti.

    Ma tu hai PROSEGUITO e io ho applicato la policy che avevo detto.

    Sic et simpliciter.

    Mi sembra piuttosto chiaro, no? Non so come altro spiegartelo, e non perderò ulteriore tempo a ricostruire la scaletta degli eventi che si sono susseguiti per farti vedere come sono andate le cose e come dovranno andare da ora in poi.

    L’articolo poi ha un tema ben preciso. Se vuoi dire altro, scrivine uno tu. Il mio scopo era diverso, ed è a quello che ho mantenuto fede. Il resto non m’interessa e d’altra parte tanti commenti, al contrario di quel che dici, riguardano proprio l’argomento del pezzo.

  • # 57
    [D]
     scrive: 

    “Sic et simpliciter.”

    Però poi hai aggiunto:

    “Alla prossima parola fuori posto, anche una soltanto, TUTTO il commento verrà moderato. E’ ora di finirla con questi insulti.”

    Dal momento che ti riferivi a me e con “insulti” hai insinuato che li abbia fatti io (sbagliato, li ho subiti, ma non perdiamo tempo a ricostruire la scaletta degli eventi…) la cosa non m’è andata giù. Moderando in seguito l’altro mio commento hai dato prova di guardare in un senso soltanto.

    Devo quindi scegliere tra il farmi, io, a me, insultare o difendermi e passare da maleducato anche quando non insulto nessuno in quanto ho la ragione dalla mia parte, comprovata da fatti e ragionamenti ?

  • # 58
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    E’ inutile che ci giri attorno: DOPO il mio avviso avresti dovuto commentare mantenendo il rispetto dovuto per il tuo interlocutore. NON l’hai fatto, e DI CONSEGUENZA l’ho moderato.

    Purtroppo noto che non vuoi proprio accettare la realtà dei fatti, che emergono da una semplice e sequenziale lettura dei commenti. Ma non è certo un problema mio, e non mi ripeterò più un’altra volta.

    Inoltre continui a volere l’ultima parola quando l’hai già avuta, vista la TUA risposta all’ultimo messaggio di Giovanni (che, appunto, NON ha più replicato). Ed è assolutamente incredibile che addirittura te ne lamenti.

    Allora facciamo così: D’ORA IN POI la moderazione la applico anche al prossimo commento off-topic, come tra l’altro prevede la policy (è stato scritto un apposito articolo a cui anche tu hai partecipato).

    Hai capito? Non lo ripeto più: un altro commento così, e te lo ritrovi moderato.

    Fine della discussione.

  • # 59
    Sonostupidoma...
     scrive: 

    Io prego ogni giorno perchè Amd, dopo aver acquistato Ati, possa voler acquistare anche Commodore.

    Sarebbe una manovra ottimale per rilanciare Amiga senza dover passare per forza dalle parti di Intel.

    Vedere il nuovo Commodore 64 (intel/nvidia) mi ha fatto capire che ormai Commodore è un’azienda che si occupa della produzione di materie plastiche destinate all’assemblaggio di pc.

    Che tristezza.

    Ho iniziato a produrre musica da adolescente nei primi anni novanta sulla mia piccola e affidabile Amiga 600 hd, con soli 4 canali audio si riusciva ad ottenere con facilità un suono sorprendentemente definito.

    In 5 anni di quotidiano ed intensivo utilizzo (colpa anche di sensible world of soccer, kyrandia, monkey island…) non ho mai avuto un problema, ho solo dovuto cambiare il mouse perchè l’ho letteralmente consumato, ma non ho mai dovuto riavviare o spegnere la macchina in catalessi.

    Detto questo, penso che il futuro di Amiga, sia stato compromesso più che altro dal fatto che una macchina tanto affidabile non stimolasse l’utente medio all’acquisto compulsivo di una nuova macchina, inconsapevole del fatto che spesso i problemi sono di natura software.

    Il mercato dei pc ed in particolare quello delle schede video si nutre della filosofia opposta, di conseguenza per Amiga non c’è futuro, potrà al massimo esserci amiga.

    Per risolvere il problema filosofico sopracitato ho imparato ad assemblare pc e ad ottimizzare il sistema operativo in base alle esigenze dell’utente, ma più di tanto non si può migliorare la situazione nell’ambito dell’affidabilità.

    E’ stata questa perversa corsa al denaro a bloccare la crescita di una piattaforma che ci avrebbe reso la vita tecnologica decisamente migliore, io spero solo che l’attivazione delle testate nucleari non sia gestita da processori velocissimi che si inchiodano (forse per colpa del sistema operativo) se gli fai fare 4 cose insieme.

  • # 60
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Tranquillo, che quei s.o. sono ricordi di un lontano passato. ;)

    Quanto all’acquisizione di Commodore da parte di AMD, non ne trovo il senso per quest’ultimo. Parlando sempre di business, ovviamente.

    Al più sarebbe più interessante acquistare Amiga Inc. e, quindi, i marchi, ma in ogni caso non interesserebbe a un colosso come AMD.

  • # 61
    Davil78
     scrive: 

    Ciao a Tutti.
    Anzitutto mi complimento con l’autore dell’articolo.
    Premetto che non ho letto tutti i commenti e le relative repliche.
    Da amante dell’inforatica sin dal 1986, quando ancora avevo 8 anni, ho cominciato la mia avventura in questo coinvolgente mondo con il Mitico Commodore 16 per poi passare al più potente (e diffuso) Commodore 64. L’epserienza acquisita in questi anni è stata tanta ma, permettetemi di dirlo, l’entisiasmo di farlo con le macchine moderne è venuto sempre meno. L’approccio con i computer attuali è così rapido e immediato al punto tale che si ha l’impressione di parlare, ad esempio. Un tempo ci si legava di più alle macchine, forse perché nuove, forse perché i software non erano così evoluti come, d’altronde, non lo erano le macchine. Resta comunque il fatto che chi ha stretto legami con i personal computer (così li chiamavano un tempo) lo ha fatto in maniera morbosa, al punto tale che confrontando un singolo olivetti M10 con le unità di calcolo che hanno al CERN, il primo vanterà, certamente, caratteristiche e pregi che il secondo non avrà. E’ sempre stato così. E’ ovvio che la maturità degli individui non è, per fortuna, sempre la stessa e, malgrado vi siano realtà nettamente superiori a quelle precedenti, pur conoscendole e adoperandole quotidianamente, fa ritorno alle origini servendosi dei mezzi che la tecnologia, con la sua evoluzione, mette a disposizione. La situazione è sempre la stessa anche in ambiti non proprio uguali. Ad Esempio, da grande fan e collaboratore di linux, mi sono sempre imbattuto in discussioni dove chi ineggiava per uno dei due o.s. distruggeva l’altro. Si assisteva, così, ad una lotta all’ultimo sangue per far trionfare il migliore. Mi reputo un maniaco dei computers, e un maniaco esagerato del retrocomputing, lo adoro, non posso farci nulla. Ho diversi pc, su uno ho installato OSX e linux, sugli altri un misto tra Linux, BSD, OS 2, Be OS, e AROS, possiedo un power book G4 che adoro e lavora egreggiamente, anche se privo di aggiornamenti sia di sistema che lato software applicativo. Per foruna ho ancora Debian che mi permette di aggiornare qualche software. Presto proverò Morph OS. Da poco ho preso un tablet,un Samsung Galaxy Tab 10,1 slim e, subito,ho dato il via agli emulatori, stesso discorso su nintendo wii, Ps3,su iphone, su 3DS, su PSP ecc. Ho persino allestito una stanza, in casa mia, dove ho un sacco di vecchi computers e vecchie console, funzionanti dove, di tanto in tanto, passo quel poco del mio tempo libero. Questo modo di fare la dice lunga su legame affettivo che può scaturire in un determinato individuo, quando si tratta di affrontare discorsi (non diatribe) bisogn razionalizzare e accettare la realtà. Ho mille altre passioni e dieci vite simultanee non basterebbero per goderne a pieno regime, per cui il tempo detta le sue leggi e noi, nel bene e/o nel male dobbiamo attenerci e accettare che tutto cambia e tutto si rinnova.

  • # 62
    Davil78
     scrive: 

    Giacchè trovo utile questa discussione… se prendessimo in esame la piattaforma Cell usata da Ps3, che, se non errom dovrebbe essere una piattaforma aggiornata di power pc, biprocessore e multicore, sarebbe un buon compromesso nonchè un ottimo punto di partenza per lo sviluppo di una piattoforma amiga che vada oltre l’impiego come piattaforma ludica e/o entertainment. Vista la qualità dei giochi e la pesantezza di molti di essi, direi che questo giocattolo divora un sacco di calcoli al secondo? Se le notizie apprese in questo blog, poi, si rilevassero esatte e, quindi, sony decidesse di dar vita ad una nuova playstation basata, nientepocodimeno che,piattaforma x86,si potrebbe continuare lo sviluppo di questa e dar vita ad una nuova amiga… La mia è solo un idea bizzarra ma, francamente, tra gli amighisti, sono forse quello che ne ha di meno!!!

  • # 63
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Mi pare difficile che Apple possa basarsi su x86, perché Intel non consente un livello di personalizzazione accettabile per chi, come Sony, ha bisogno di modellare il core della CPU per i suoi scopi.

    Riguardo a Cell, di per sé non è un granché, perché si tratta di una CPU in-order, che rozzamente ha le stesse prestazioni di un G5 di fascia bassa (sono stati fatti dei test in passato, ed era confrontabile a un vecchio PowerMac G5 a 1,6Ghz).

    Senza dubbio sarebbe una soluzione PowerPC molto più economica rispetto a quelle attualmente esistenti, ma il limite più grosso della Playstation 3 è rappresentato dalla scarsa memoria: rimangono circa 200MB liberi per le applicazioni e per un eventuale porting di un sistema operativo AmigaOS/like.

    Molto più conveniente sarebbe la XBox360, che mette a disposizione circa 480MB, e costerebbe anche di meno.

    Certo, la soluzione basata su console consentirebbe di espandere notevolmente la base di utenti, e a mio avviso sarebbe da prendere seriamente in considerazione (lo sostengo da tempo in alcuni forum amighisti italiani).

  • # 64
    Davil78
     scrive: 

    Si, conosco i limiti di memoria della ps3, li ho notati installandovi linux, (Yellow Dog che vantava anni di esperienza su piattaforma power pc) prima che sony, con il suo aggiornamento, ha letteralmente spazzato via la possibilità di farlo, almeno legalmente e senza invalidare la garanzia. Tornando al discorso della memoria, intendevo un potenziamento della piattaforma ps3, prenderla come base per migliorarla, Se Amiga OS 4 desse la possibilità ad un qualsiasi utente di usare una consolle a base power pc come un normalissimo computer sarebbe triplamente vantaggioso.

    1) Nessuno si apsetta grandi cose da un sistema operavo e, sopratutto, dalla consolle. Quindi, amio avviso, sarebbe già più che ottimo per lo scopo.

    2) Come predetto da te, si diffonderebbe con molta più facilità e, cosa non meno importante, si diffonderebbe. Certo la consolle dovrebbe essere commercializzata e supportate dalle software house, si corre cmq un rischio.

    3) Retrocompatibilità… fattore questo da non sottovalutare, a meno che, forti della strategia adottata da apple subito dopo il cambio di piattaforma, ricreare una sorta di “AROSA” che consenta l’esecuzione di software non acora portato sulla nuova piattaforma. Ovviamente quest’ultima soluzione avrebbe senso solo si adottasse la saggia strategia di abbandonare la piattafrma Power PC.

    Nota:
    Non sapevo che xbox fosse Power PC based… però!!!

  • # 65
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Sì, e integra 3 core simmetrici (SMP), per cui sfruttarli è di gran lunga più semplice rispetto alle SPE di Cell.

    Riguardo alle console, avendo un solo hardware ben definito purtroppo non puoi “migliorarlo”, se non per le unità di memorizzazione di massa. Sono da prendere così come sono, insomma.

    Comunque le prossime generazioni avranno hardware PowerPC molto più potente e, soprattutto, un adeguato quantitativo di memoria, per cui sarebbe decisamente la soluzione migliore.

    Non ho capito, invece, cosa intendi per AROSA. :|

  • # 66
    Davil78
     scrive: 

    Per quanto riguarda la ps3, almeno nel modello precedente, dispone di un expansion port, nulla vieta, secondo me, che ci possano installare future espansioni di memoria in modo da renderla più omeno usabile come pc desktop.

    Per quanto riguarda Arosa dovrebbe essere un layer di compatibilità software introdotto in Mac OSX Snow Leopard, che consentiva l’esecuzione di software applicativo progettato per power mac G5. Fu grazie ad esso che il passaggio all’architettura x86 fu indolore per chi acquistò un mac in quel periodo. Pensate quanti, avendo una licenza per la creative suite di adobe, giusto per citarne una, e non potesse usarla sul nuovo mac perché non supportata dal proprio hardaware. Non sono certo che fosse questo il nome… a furia di parla di amiga e di Aros mi sarò contagiato.

  • # 67
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Sicuramente. :D Infatti quel software di emulazione PowerPC si chiama Rosetta. :D

    Riguardo alla porta d’espansione, non credo che si possa installare memoria extra.

  • # 68
    Davil78
     scrive: 

    Hai ragione… è lei… Rosetta !!! :)

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