di  -  giovedì 9 dicembre 2010

Di AROS ho già parlato diverse volte dal punto di vista prettamente tecnico, ma m’ero ripromesso di tornarci per una valutazione più da utilizzatore comune (o finale? :D) alla luce della mia esperienza di amighista di lunga data.

A differenza di Linux, che è soltanto un kernel, AmigaOS è sempre stato, al pari di tanti altri, un sistema operativo “completo”, cioè dotato anche di librerie, driver, e applicazioni (linea di comando e “desktop manager” inclusi). Un po’ come un’automobile: chiavi in mano la si fa partire e si può già viaggiare (ok, è una visione semplicistica, ma vi prego di concedermela).

AROS non fa eccezione, e dalla sezione di download è possibile scaricare diverse versioni già “pronte all’uso”, quindi in grado di partire e funzionare autonomamente, anche soltanto da floppy (come da tradizione Amiga!).

La versione “nativa” (quindi non hosted, cioè che gira all’interno di un altro s.o.) è disponibile sotto forma di file ISO compresso in un archivio ZIP che si aggira dai 60 ai 73MB circa, a seconda dell’architettura supportata (x86, x86-64 o PowerPC).

Certo, fa una bella impressione vedere anche una build per i Motorola 68000 (quindi per le macchine “native”, oppure da utilizzare con un emulatore come WinUAE) che “misura” poco meno di 37MB, vuoi per alcune cose che mancano, vuoi per la ridotta dimensione rispetto alle altre ISA (i 68000 generano mediamente codice più compatto, sebbene il compilatore GCC sia da migliorare per questa famiglia di processori), o semplicemente perché finalmente, a 17 anni dal lancio del progetto, se ne intravede il completamento in uno suoi dei punti fondamentali.

La ISO decompressa ha una dimensione all’incirca tripla rispetto allo ZIP (ad esempio 179MB per la x86 e 229 MB per quella x86-64), ma è giustificata dal fatto che AROS integra già parecchia roba nelle cartelle Demos, Development (una tool-chain GCC completa di quanto necessario per compilare progetti con AROS; i programmatori apprezzeranno sicuramente), Extras (altre demo, alcuni giochi, e utilità varie) e Tests.

Se consideriamo che tutto questo materiale aggiuntivo (ci tengo a sottolinearlo) occupa rispettivamente 156 (x86) e 204MB (x86-64) nelle ISO, possiamo capire quanto snello sia AROS a livello di s.o. (parliamo di 23-25MB in tutto, incluso GRUB che da solo si “mangia” circa 2,7MB) e, quindi, in linea con quello che ci aspettiamo da un parente stretto di AmigaOS.

Aggiungo che, anche a causa dell’utilizzo del formato ELF al posto dell’originale Hunk (ne ho parlato ampiamente in un precedente articolo), i binari risultano mediamente più grossi (a volte anche di molto), per cui un eventuale ritorno agli Hunk (con qualche aggiornamento per supportare le nuove architetture, e quelle a 64 bit in particolare che rappresentano il futuro) potrebbe snellire ulteriormente questo s.o..

C’è, comunque, da dire che se le ISO contengono altra roba (ai miei tempi gli “extra” erano inesistenti, causa cronica carenza di spazio: i floppy da 3,5″ a doppia densità imperavano e… costavano!) è perché le esigenze degli utenti sono cambiate nel tempo grazie ai progressi della tecnologia.

Da macchine in cui la memoria di misurava in KB e quella di massa in MB, siamo passati a MB e GB, e di recente a GB e TB. Ci sono molte più risorse a disposizione, e complici programmatori e software house, la gente si aspetta software più comodo, graficamente appagante, ed eventualmente dotato di contenuti multimediali.

Icaros (che trovate qui) nasce, quindi, per allineare l’erede di AmigaOS al resto del mondo, prendendo AROS e immergendolo in un ambiente che ne renda più semplice la fruizione, la prova e/o installazione sul PC (nel disco rigido o, come ho fatto io, in una comodissima chiavetta USB per averlo sempre a portata di mano).

Per una rapida prova (soltanto con Windows, al momento) è, infatti, disponibile l’emulatore/virtualizzatore QEMU già perfettamente configurato, che non necessita di alcuna installazione. Come recita il README, la velocità d’esecuzione non è un granché e lo posso confermare: l’esperienza è orribile anche su macchine ben dotate, col puntatore del mouse che si muove in slow motion e il bordo della finestra che tenta disperatamente di raggiungerlo con una semplice operazione di ridimensionamento.

La situazione migliora provando a utilizzarlo in versione “live” (come AROS, d’altronde), montando l’ISO come fosse un DVD in una macchina virtuale con un virtualizzatore tipo VirtualBox (che ho usato io), ma il sistema rimane comunque poco reattivo per i miei gusti.

Molto meglio masterizzarla su un DVD (riscrivibile 4x nel mio caso) e assaporare questo s.o. nativamente, senza intermediari che possano compromettere l’esperienza. Coi supporti ottici, però, affiora un problema non di poco conto: i tempi di caricamento. A causa del notevole tempo d’accesso (rispetto a un disco rigido), infatti, leggere file, specialmente se sparsi sul disco, risulta un’operazione lenta; mortalmente lenta.

Per eseguire il boot da DVD sulla mia macchina principale, Icaros impiega, purtroppo, poco meno di 2 minuti! L’interfaccia grafica risulta di gran lunga più reattiva rispetto alle altri soluzioni, ma il collo di bottiglia adesso s’è spostato sul lettore: lanciare un’applicazione “pesante” come il browser OWB diventa, così, un vero supplizio.

La soluzione definitiva passa necessariamente dall’installazione, c’è poco da fare. Non avendo dischi rigidi a disposizione da dedicarvi, ho preferito optare per la chiavetta USB, come avevo anticipato, che tra l’altro consente di sperimentare con Icaros su macchine anche molto diverse fra loro, ma soprattutto di portarmi dietro l’intero sistema ovunque vada.

Da questo punto di vista ho avuto due esperienze molto diverse e, per certi versi, strane. La prima è stata sul mio vecchio PC (Athlon64 2800+ socket 754, 2GB DDR 400 e Radeon 9600 Pro); dopo alcuni problemi (per qualche incomprensibile motivo selezionando “Format Partition” nella procedura guidata e proseguendo, si resetteva la macchina; lo stesso succedeva con un banale doppio click sull’icona della Ram-Disk mentre leggeva dal DVD) e 1 ora e 10 minuti circa, Icaros 1.2.2 era installato e il boot, partendo da GRUB, impiegava circa 20 secondi (compreso il caricamento della “dock”, AmiStart).

Sul mio nuovo PC (Phenom II X4 955, 8GB DDR3 1333, Radeon HD 4250 integrata) è filato tutto liscio, ma Icaros 1.2.5 ha richiesto ben 2 ore e 23 minuti per essere installato, e il boot (sempre dopo GRUB) richiede circa 34 secondi (di cui quasi 10 passati davanti a una schermata grigia con la scritta “No bootable media found“).

Le due versioni sono diverse, ma non assistiamo a stravolgimenti (ma, in particolare, a bug-fix e miglioramenti dal punto di vista della stabilità: segno che AROS e Icaros hanno entrambi un’attività comunità a sostegno); il DVD utilizzato è lo stesso, e idem per la chiavetta USB (che, tra parentesi, arriva a circa 15MB/s in scrittura e almeno altrettanti in lettura, senza considerare i tempi nulli di “spostamento delle testine”). Per cui la situazione mi appare anomala. Mi sarei aspettato tempi decisamente ridotti, specialmente in fase di boot; è una cosa sulla quale magari sarebbe bene indagare.

C’è da dire che alla fine ci si ritrova un sistema abbastanza completo. AROS era autosufficiente, sia chiaro, ma Icaros ha numerose applicazioni installate, che fanno lievitare considerevolmente lo spazio occupato dalla ISO. Possiamo dire che lo spazio aumenta all’incirca di un ordine di grandezza in base al target a cui ci si rivolge: AROS “nudo e crudo” 24MB, AROS con strumenti di sviluppo e qualche programma 180MB, e Icaros con ogni ben di dio (o quasi) arriva a 1,75GB.

Non poteva essere altrimenti, poiché col tempo, come dicevo prima, le esigenze degli utenti sono aumentate sempre di più, e avere un sistema ridotto all’osso, a meno di particolarissime esigenze, risulterebbe non soltanto anacronistico, ma “fuori mercato”, quando AROS ha bisogno, invece, di essere sempre più appetibile per allargare la sua base utenti.

L’intuizione di Paolo Besser, che ha realizzato e porta avanti questo progetto (ovviamente con l’aiuto di altre persone e beta tester in particolare) è stata, quindi, lungimirante e motivata da esigenze concrete a cui non è possibile, di questi tempi, non porre le dovute attenzioni.

Sebbene praticamente in tutti i settori (datatype, font, librerie, dispositivi, temi, test/benchmark) e varie utilità di sistema) Icaros porti degli aggiornamenti (o, per meglio dire, delle integrazioni) che auspico vengano presto assorbiti dal ramo principale di AROS (dato anche l’esiguo spazio richiesto), sono le cartelle Development e, soprattutto, Extras che fanno la parte del leone, occupando rispettivamente 384 e 1177MB, contro i 109 e 30MB di AROS (entrambi in versione x86).

Finalmente trovo Python 2.5 a disposizione fra gli strumenti di sviluppo (per chi ama farsi del male segnalo la presenza di Perl 5) col quale ho potuto smanettare un po’ (ma non troppo, visto che il port non è ancora molto maturo e richiede degli affinamenti e sistemazioni), e parecchie altre librerie (anche SDL) e comandi/utilità varie.

Extras, manco a parlarne, è stracarica di roba. Questa non è e non vuol essere una recensione di Icaros o un compendio delle sue caratteristiche, ma una prova su strada di un vecchio amighista, per cui mi limito a segnalare quella che, a mio avviso, è una lacuna che andrebbe colmata quanto prima:

cioè l’assenza di una suite “da ufficio”, strumento ormai praticamente indispensabile nella vita di tutti i giorni.

Per il resto, come potete vedere dall’immagine (ma c’è soltanto una piccola parte di quanto disponibile “dietro le quinte”!) i campi su cui si spazia sono tanti e abbastanza corposi, andando dall’emulazione alle utilità varie, passando per giochi, grafica, internet, ecc..

L’invito rimane ovviamente quello di sempre: provare il sistema (c’è veramente parecchio materiale!) e smanettarci almeno per un po’ di giorni giocando con le applicazioni a disposizione per poterlo apprezzare.

Personalmente devo dire che sono abbastanza soddisfatto, in quanto ho ritrovato quello che era lo spirito dell’AmigaOS che ho (purtroppo amaramente) lasciato circa 14 di anni fa, una volta preso atto dell’ineluttabile fallimento di Commodore e delle sue meravigliose macchine.

Giusto per essere chiari: il look & feel è lo stesso (preciso che, per sentirmi “a casa”, ho provveduto subito a impostare il tema AmigaOS 3.1, al posto di quello standard di Icaros che è un po’ più moderno e gradevole alla vista), e non credo che ci sia altro da aggiungere per uno che ha vissuto quegli anni e quelle esperienze.

A testimonianza di ciò lascio un’immagine che dovrebbe essere piuttosto eloquente:

e mi riservo la scrittura di un altro articolo con una mia riflessione sullo stato del progetto (di AROS, in particolare), esponendo anche qualche idea per una migliore fruizione di questo s.o. “amigoso” (in particolare per le versioni “live” e per la fase di installazione).

67 Commenti »

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  • # 1
    [D]
     scrive: 

    La stabilità rispetto lo schifo delle versioni passate è un tantino migliorata, purtroppo essendo il merito non di una rivoluzione del sistema ma solo di un lavoro ultra certosino sulla scelta dei programmi (non solo quelli in extra ma perfino sugli stessi pannelli di controllo del sistema insomma abbiamo un collage bello e buono) ho timore a domandarmi quanto durerà: nessuno può garantire che la futura versione della distribuzione sarà altrettanto funzionale (ed io in un sistema guardo questo non il look e feel. Se voglio prendermi in giro da solo e credere di cambiare sistema modificando un tema, tra linux ed i suoi DE ne ho finché voglio per illudermi).

    Dal momento che non si vuole stare ad ascoltare, sto fresco che si comincino a prendere in considerazione dei cambi radicali all’interno del sistema tipo memoria protetta, riservare uno schermo “sopra tutti” solo per scout (altrimenti qualcuno mi spieghi come lo termino un programma ribelle) oltre a varie ed eventuali cosette, sono dell’idea che si deve cambiare metodo di distribuzione.

    CD e DVD ? Troppa roba. Basta distribuzioni light e live, si dovrebbe creare un CD unico che tenga al suo interno una stretta selezione di programmi super testati e sicuramente funzionanti (curiosamente qualcuno mi spieghi che ci fa quella zozzeria mal funzionante di megamario nella light, MAI UNA VOLTA che sono riuscito a farlo girare, anzi no ad andare oltre al menu) e poi si creano dei cd secondari dedicati solo ai programmi (sullo stile open cd, interfaccia web e tanti archivi) dove di ognuno si segnano per filo e per segno se ci sono procedure particolari da fare, incompatibilità, bug ecc.ecc.

    Allo stato attuale trovarsi il disco inondato di programmi che poi paiono neanche funzionare a dovere, fa montare solo il nervoso.

    Riguardo alla velocità sia di esecuzione che di installazione, è troppo difficile includere i programmi in archivi zip e decomprimerli al volo nella modalità live o copiarli su disco e dal disco decomprimerli per poi installarli ?

  • # 2
    the solutor
     scrive: 

    A differenza di Linux, che è soltanto un kernel, AmigaOS è sempre stato, al pari di tanti altri, un sistema operativo “completo”, cioè dotato anche di librerie, driver, e applicazioni (linea di comando e “desktop manager” inclusi). Un po’ come un’automobile: chiavi in mano la si fa partire e si può già viaggiare (ok, è una visione semplicistica, ma vi prego di concedermela)

    No, a me non pare una versione semplicistica, a me pare che tutta la frase non serva a nulla se non a lanciare la solita frecciatina a Linux, senza apportare niente di utile all’argomento trattato.

    Lo sappiamo tutti che tecnicamente Linux è solo il nome del kernel.

    E’ un distinguo che è bene fare qua e la, ma resta il fatto che per il 99.9% dell’utenza quando si parla di linux si parla di tutto l’OS, os che è sempre stato completo da quando è uscito dalla macchina di torvalds.

    Morale: Aros è un sistema chiavi in mano esattamente come qualsiasi distribuzione di Linux. Poi quando si faranno discussioni supertecniche o storiche si faranno tutti i distinguo del caso.

    Qui si può invitare il grosso pubblico ad provare Aros senza confondergli le idee su Linux

  • # 3
    homero
     scrive: 

    da ex amighista devo dire che ad Aros mancano essenzialmente due cose importanti….la prima è il legame con l’hardware…
    pertanto io sceglierei un hardware standard e legherei strettamente l’Aros a quell’hardware (un po’ come ha fatto la apple con il MacOSX) vedrei aros ad esempio su una ps3 o su un xbox360….la seconda è la toolbar in fondo che reputo inutile e troppo simile al mac…in questo prenderei come esempio l’interfaccia dei sistemi android basati su directhardware veloce e intuitivo…
    insomma Aros per vincere deve essere diverso da linux che è troppo complicato(troppo unix per il 90% degli utenti) e diverso da x-windows e dalle directx….che sono strutture software enormi e complesse….
    insomma un fast OS per fare quello che un utente desktop(e non solo) ha bisogno…

  • # 4
    findus
     scrive: 

    Sinceramente io mi chiedo che futuro possa avere questo sistema operativo. Se da una parte allarga ancora una volta il ventaglio dei sistemi oprativi disponibili, dall’altra non credo riuscira’ mai ad avere nemmeno un discreto successo se non fra i nostalgici dell’amiga.
    Ovviamente non e’ una critica ma solo una riflessione…

  • # 5
    goldorak
     scrive: 

    @ findus : fara’ la stessa fine di Haiku e altri progetti simili.
    Un sistema operativo giocattolo riminescente di una epoca morta e sepolta. Avra’ un futuro in una macchina virtuale per passare un po’ il tempo, magari qualche hobbyista fara’ hacking su questo o quella parte del so, ma alla fin fine rimarra’ un continuo esperimento di retro-informatica. Interessante, per i nostalgici ma interamente rivolto al passato e quindi morto in partenza.
    Cioe’ se voglio un Amiga faccio prima a comprarne uno vero o sul mercatino delle pulci, o su ebay etc…

  • # 6
    iva
     scrive: 

    @solutor: mah, a me non e’ sembrata una frase cosi’ maliziosa, sembrava solo una precisazione tecnica che ci poteva anche stare – non penso che tutti i lettori di AD abbiamo chiara la differenza tra kernel (+ moduli, naturalmente) e OS completo che e’ poi quello che installiamo/proviamo live nel caso di GNU/Linux

    @Cesare: vai con il nuovo pezzo sullo stato del progetto, articoli sempre interessanti i tuoi!

  • # 7
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @[D]:

    La stabilità rispetto lo schifo delle versioni passate è un tantino migliorata, purtroppo essendo il merito non di una rivoluzione del sistema ma solo di un lavoro ultra certosino sulla scelta dei programmi (non solo quelli in extra ma perfino sugli stessi pannelli di controllo del sistema insomma abbiamo un collage bello e buono) ho timore a domandarmi quanto durerà: nessuno può garantire che la futura versione della distribuzione sarà altrettanto funzionale

    Non vedo perché dovrebbero stravolgere tutto.

    (ed io in un sistema guardo questo non il look e feel. Se voglio prendermi in giro da solo e credere di cambiare sistema modificando un tema, tra linux ed i suoi DE ne ho finché voglio per illudermi).

    E’ chiaro che se cambio il tema di 7 con quello di Snow Leopard non mi ritrovo certo a lavorare con OS X.

    Il look & feel riguarda l’ambiente e il modo tipico di lavorare con AmigaOS. Vedi anche le due immagini allegate.

    Dal momento che non si vuole stare ad ascoltare, sto fresco che si comincino a prendere in considerazione dei cambi radicali all’interno del sistema tipo memoria protetta, riservare uno schermo “sopra tutti” solo per scout (altrimenti qualcuno mi spieghi come lo termino un programma ribelle) oltre a varie ed eventuali cosette, sono dell’idea che si deve cambiare metodo di distribuzione.

    Devo ricordarti nuovamente che AROS si prefigge di arrivare ad essere una completa riscrittura di AmigaOS 3.1. Sui cambiamenti, anche radicali, se ne può discutere (e lo si fa già da anni), ma dopo il rilascio della versione finale.

    CD e DVD ? Troppa roba. Basta distribuzioni light e live, si dovrebbe creare un CD unico che tenga al suo interno una stretta selezione di programmi super testati e sicuramente funzionanti

    Francamente un CD di questi tempi è troppo poco; magari lo userei per un sistema di emergenza o simile.

    Preferirei un bel DVD.

    curiosamente qualcuno mi spieghi che ci fa quella zozzeria mal funzionante di megamario nella light, MAI UNA VOLTA che sono riuscito a farlo girare, anzi no ad andare oltre al menu)

    A me è capitato di aver avuto problemi con Doom e Quake con Icaros 1.2.2, ma nessuno sulla 1.2.5. Evidentemente c’erano dei problemi che sono stati risolti nel frattempo.

    Comunque per quel che chiedi servono anche beta tester: gente disposta a spendere un po’ di tempo in più segnalare in maniera più precisa agli sviluppatori i problemi che incontrano. Non è facile trovarne, specialmente per progetti così di nicchia.

    e poi si creano dei cd secondari dedicati solo ai programmi (sullo stile open cd, interfaccia web e tanti archivi) dove di ognuno si segnano per filo e per segno se ci sono procedure particolari da fare, incompatibilità, bug ecc.ecc.

    Questo penso sarà possibile e utile una volta che il sistema comincerà a prendere piede.

    Allo stato attuale trovarsi il disco inondato di programmi che poi paiono neanche funzionare a dovere, fa montare solo il nervoso.

    Segnalali, coi relativi problemi. E’ così che si fa migliorare la qualità del prodotto.

    Riguardo alla velocità sia di esecuzione che di installazione, è troppo difficile includere i programmi in archivi zip e decomprimerli al volo nella modalità live o copiarli su disco e dal disco decomprimerli per poi installarli ?

    Sì, avevo qualche idea del genere. La esporrò meglio nel prossimo articolo.

    @the solutor:

    No, a me non pare una versione semplicistica, a me pare che tutta la frase non serva a nulla se non a lanciare la solita frecciatina a Linux, senza apportare niente di utile all’argomento trattato.

    Lo sappiamo tutti che tecnicamente Linux è solo il nome del kernel.

    E’ un distinguo che è bene fare qua e la, ma resta il fatto che per il 99.9% dell’utenza quando si parla di linux si parla di tutto l’OS, os che è sempre stato completo da quando è uscito dalla macchina di torvalds.

    Morale: Aros è un sistema chiavi in mano esattamente come qualsiasi distribuzione di Linux. Poi quando si faranno discussioni supertecniche o storiche si faranno tutti i distinguo del caso.

    Qui si può invitare il grosso pubblico ad provare Aros senza confondergli le idee su Linux

    Penso sia una brutta cosa vivere con la mania di persecuzione che qualcuno possa sparlare di Linux.

    Rilassati, e goditi l’articolo (in cui, tra l’altro, non ho usato le parole “kernel” e “distribuzione” a caso), che non aveva alcuna pretesa di confronti (o “misure” di freudiana memoria) o, peggio, infangamenti vari.

    Vedi l’ultimo commento di iva (che ringrazio per i complimenti), ad esempio. Non ci sono mostri a ogni angolo, sta tranquillo.

    @homero:

    da ex amighista devo dire che ad Aros mancano essenzialmente due cose importanti….la prima è il legame con l’hardware…
    pertanto io sceglierei un hardware standard e legherei strettamente l’Aros a quell’hardware (un po’ come ha fatto la apple con il MacOSX) vedrei aros ad esempio su una ps3 o su un xbox360….

    Purtroppo il legame con l’hardware è morto con le macchine di casa Commodore. Ormai rimane soltanto il s.o..

    Legarlo soltanto a un hardware avrebbe l’effetto di relegarlo ancora di più a una nicchia.

    la seconda è la toolbar in fondo che reputo inutile e troppo simile al mac…

    Non fa parte di AROS, ma è stata inserita soltanto in Icaros.

    Personalmente non mi dispiace, ma uso più che altro il “bottone Start”, forse per la troppa abitudine (e comodità) a utilizzare Windows. :P

    in questo prenderei come esempio l’interfaccia dei sistemi android basati su directhardware veloce e intuitivo…
    insomma Aros per vincere deve essere diverso da linux che è troppo complicato(troppo unix per il 90% degli utenti) e diverso da x-windows e dalle directx….che sono strutture software enormi e complesse….
    insomma un fast OS per fare quello che un utente desktop(e non solo) ha bisogno…

    Ne sono convinto anch’io. L’interfaccia ha bisogno di essere modernizzata, ma prima sarà necessario completare il progetto.

    @findus & goldorak: la comunità Amiga è ancora molto forte e viva, nonostante tutto questo tempo.

    Non penso che progetti come AROS/Icaros abbiano l’obiettivo di raggiungere un’altra fascia di utenti, di gente cioè che non ha conosciuto Amiga.

    Per arrivare a tanto bisogna finalizzare il progetto, per poi metterci mano e renderlo più moderno (sotto diversi aspetti).

  • # 8
    Marco
     scrive: 

    “Lo sappiamo tutti che tecnicamente Linux è solo il nome del kernel.”

    Più che altro mi stupisco che, dall’alto delle sue indubbie competenze tecniche, abbia paragonato un kernel ad un intero sistema operativo. Cesare, ma sei proprio tu? ;-)

  • # 9
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Leggi meglio l’articolo… ;)

  • # 10
    Marco
     scrive: 

    L’ho riletto, ma continuo a non capire il motivo di quel paragone, perdonami…

  • # 11
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Bisogna leggere il tutto anche alla luce titolo dell’articolo, e poi proseguendo.

    Icaros è una “distribuzione” (notare virgolette) di AROS.

    Per distribuzione siamo abituati, appunto, a quelle disponibili ormai da tempo per Linux, ossia il kernel a cui viene aggiunto ciò che serve (driver, librerie, strumenti, applicazioni) per renderlo un s.o. “utilizzabile”.

    Si potrebbe pensare che AROS è un kernel o simile, ma in realtà è un s.o. completo. Anzi, al s.o. “base” (che sarebbe “autonomo”; AmigaOS-like per intenderci) è stata già aggiunta altra roba (cartelle Development ed Extras).

    Icaros va ben oltre, integrando altri driver, librerie, strumenti e applicazioni, e offrendo un ambiente confortevole e già pronto, come in genere capita, appunto, con una (moderna) distribuzione Linux.

    Spero che sia chiaro adesso.

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    Vabbé, non ci intendiamo. Il paragone l’hai fatto fra un kernel (Linux) e un intero SO (AmigaOS), e mi sfugge ancora completamente il motivo.

  • # 13
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Mi sembra di averlo spiegato anche bene con l’ultimo commento. Non saprei come fare altrimenti…

  • # 14
    goldorak
     scrive: 

    GNU/Linux versus Icaros. Va bene cosi’ ? ^_^
    Sistema operativo versus sistema operativo.

  • # 15
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    goldorak, mi sfugge il “versus”. Veramente.

    Lo scopo per cui ho scritto “Linux” trascende completamente da qualunque confronto con questa “piattaforma” (va bene così?). Il fine era tutt’altro.

    Non so come altro dirvelo. -_-

  • # 16
    findus
     scrive: 

    @goldorak
    Beh per Haiku un po mi dispiace. A detta di tutti dovrebbe essere fra i S.O. quello piu’ moderno (essendo basato su BeOS). Se si riuscisse ad avere la compatibilita’ con i programmi linux, driver e una distribuzione facile da installare magari… Si lo sochiedo troppo :)

    @Cesare di Mauro
    Non conosco l’os amiga ma a detta di molti aveva delle caratteristiche interessanti. E’ sempre un peccato vedere progetti validi confinati a hobbisti solo per errate scelte di marketing da parte dell’azienda produttrice…

  • # 17
    TheKaneB
     scrive: 

    grande Paolo per il suo lavoro su Icaros, ma grandissimi soprattutto quelli che portano avanti il codice dell’OS :-)

    In pochi mesi mi sono passati davanti agli occhi l’integrazione del supporto Wifi, il supporto completo a OpenGL con Mesa e Gallium3D per i driver accelerati! In più hanno anche fatto importanti passi avanti per la compatibilità con le macchine Amiga 68K originali :-)

    E’ un team molto piccolo, piccolissimo, ma sono agguerriti da fare paura :D

  • # 18
    homero
     scrive: 

    “Vabbé, non ci intendiamo. Il paragone l’hai fatto fra un kernel (Linux) e un intero SO (AmigaOS), e mi sfugge ancora completamente il motivo.”

    non ci attacchiamo alle parole….
    linux è linux…AmigaOS e AmigaOS (per fortuna)
    adesso continuare con sta storia mi sembra sterile come discussione oltre che deleteria…

    AmigaOS non vuol avere nulla a che fare con linux e suoi derivati (vedi android)….
    AmigaOS vuol riprendere il concetto di sistema operativo volto alla produzione personale…in cui efficenza e semplicità siano la forza del tutto….

    come ho scritto…spero che nasca una versione per PS3 o magari PSP e sopratutto che non abbia nulla di unix nelle sue vene….

    a quel punto avere un supporto per fruire dei contenuti online in pieno credo che sia un punto di partenza….in questo cosa vedrei webkit gestito come virtualmachine e non in modo nativo al pari di java e flash per ragioni essenzialmente tecniche…

    purtroppo non riesco a togliermi dalla testa il supporto hardware…
    io vedrei il nuovo amiga dos girare in 64mb di cache…ed i software girare nei 2gb di video ram condivisa….pur essendo deliri di ex amighista….sono convinto che un OS di questo tipo possa sbaragliare qualunque android, symbiant, IOS,ChromeOS

  • # 19
    goldorak
     scrive: 

    @ Cesare di Mauro : Ma non volevo fare un confronto tra GNU/linux e Icaros. Infatti ho esordito dicendo che secondo me Icaros rientra nella stessa categoria di Haiku (che con GNU/linux centra come cavoli a merenda).
    Forse non si e’ notata la faccina ^_^ nel mio post ?
    GNU/linux versus Icaros intenso nel senso di un paragone corretto, sistema operativo versus sistema operativo piuttosto che confrontare un kernel versus un sistema operativo.

    Parlare di AmigaOS e’ come vedere la testa di una bella donna senza il corpo. Dov’e’ l’hardware ? AmigaOS non puo’ sopravvivere senza un hardware dedicato, e il tempo dei home computers e’ stato spazzato via dal vento degli anni 80/90.

    Alla fin fine fa male essere Amighisti perche’ consapevoli che al massimo vi rimarra’ un 10% di quello che era l’AMIGA.

  • # 20
    goldorak
     scrive: 

    @ findus : io ho provata l’ultima versione di Haiku su virtualbox e non mi e’ dispiaciuto affatto. Anche con la sua grafica retro mi piace dippiu’ rispetto ai desktop enviroment pachidermi alla KDE/Gnome. Ma il discorso e’ sempre lo stesso, senza applicazioni, driver e risorse per quanto interessante possa essere il progetto non vai da nessuna parte. Stessa storia per l’ambizioso progetto ReactOS. L’unico progetto che vive (anche a scapito di grandi difficolta’) e’ WINE.

  • # 21
    [D]
     scrive: 

    @goldorak

    >> “fara’ la stessa fine di Haiku”

    Ci andrei piano con questi paragoni. Haiku è un progetto vivo che vuole veramente crescere ed evolvere in qualcosa di tangibile. Aros è invece un vero e proprio giocattolone che crede di riscrivere le regole del mondo partendo dalle stramorte api di amiga os 3.1

    @cdimauro

    >> “Non vedo perché dovrebbero stravolgere tutto.”

    Perchè lo impone la logica delle cose. L’amiga os originale girava su quattro hardware in croce (anzi, preciso, circa un hardware per versione del sistema in quanto dubito fortemente che un utente con il 4000 avrebbe fatto andare la 1.3 così come uno con il 2000 o perfino il 1000 avrebbe potuto pensare di far girare stabilmente la 3.9) quindi, ottimizzando componenti del sistema e programmi, si tendeva a raggiungere un naturale perfezionamento ed aumentata stabilità generale.
    Aros invece non ha un hardware dedicato, deve girare su ogni scassone che passa per il supermercato. Cambiano le specifiche, cambiano i componenti, cambia anche solo la loro cura costruttiva (ricordi la demo per c64 che generava effetti video facendo uso del surriscaldamento del vic II ? potresti mai ripetere un’esperienza simile con un chip grafico a caso su un pc a caso ?). Per forza di cose serve un sistema operativo che sappia mantenere il controllo della situazione, che non lasci niente al caso e men che meno ai programmi.
    Attualmente la stabilità in aros si mantiene facendo un lavoro, come direbbero nello spot della bosch, “teutonico” su ogni minimo ingranaggio del sistema fino all’ultimo programma, utility o script che passa di lì per caso.
    Ti sembra un lavoro anche solo vagamente sostenibile ? Quando, se ci saranno più programmi ti metterai lì a debuggare tasto per tasto che ogni programma risponda perfettamente ai comandi e che in caso di errore non faccia volare il sistema a gambe all’aria ?
    Forse si può costruire un ponteggio usando solo incastri di stuzzicadenti perchè viti, bulloni e travi di ferro sono brutti ma alla fine, paragonando i tempi e la sicurezza, chi ha il coraggio di metterci un piede sopra ?

    Cos’ha guadagnato windows dall’ossessiva ricerca della retrocompatibilità ? Bug decennali, instabilità, casini a non finire ma almeno è stato onesto e leggero finchè s’è mantenuto così. Aros invece per girare decentemente esige hardware che può far girare roba nettamente migliore e non offre le stesse garanzie di solidità.

    >> “Il look & feel riguarda l’ambiente e il modo tipico di lavorare con AmigaOS. Vedi anche le due immagini allegate.”

    Io vedo un fenomenale crash di un qualche programma che quasi sicuramente t’ha costretto a resettare di lì a poco (gran colpevole di tale scelta, quasi sempre è wanderer che definirla “ruota ovale” non gli rende giustizia)

    >> “Francamente un CD di questi tempi è troppo poco; magari lo userei per un sistema di emergenza o simile. Preferirei un bel DVD.”

    Il DVD occupa circa un giga e mezzo quindi sono solo un paio di CD, niente di tragico come sarebbe invece Debian. Il punto è che data la stretta correlazione che passa tra programmi e stabilità dell’intero sistema, si deve necessariamente compiere una selezione estremamente ferrea e spietata. Tutto quello che non è super stabile (su più sistemi diversi), funzionale e, diciamocelo, pure strettamente compatibile con le linee guida di sviluppo del sistema, deve essere levato da un’installazione di default. Quello che passa in parte i test si può invece proporre ma come installazione separata. Sarebbe anche un ottimo metodo educativo per prendere mano con la filosofia del sistema.
    Altra considerazione contro il DVD nasce dal fatto che Aros come sistema non merita di girare su hardware particolarmente moderno (semplicemente non lo sfrutta, un i7 o un athlon xp, vengono visti esattamente allo stesso modo) quindi salvo casi particolari non darei per scontata la presenza di un lettore DVD su un PIII messo in piedi con pezzi di fortuna.

    >> “Comunque per quel che chiedi servono anche beta tester: gente disposta a spendere un po’ di tempo”

    Data la complessità della cosa (stabilità = stabilità del sistema x stabilità dei programmi) fatti conto di quanti ce ne vogliono… Con una sana organizzazione a monte si può gestire la cosa senza necessitare di eserciti di persone (che tanto non si troveranno perchè esistono fior di progetti nettamente migliori in giro in grado di attrarli)

    >> “Segnalali, coi relativi problemi. E’ così che si fa migliorare la qualità del prodotto.”

    Ma perchè passare dal filtro della distribuzione ? “Distribuzione” dovrebbe significare “selezione di programmi degni di essere presentati”, non “calderone aperto a tutti” come neanche la peggior compilation di programmi dal giornalaio sa essere.

  • # 22
    findus
     scrive: 

    @goldorak #20

    Condivido tutto…

  • # 23
    Michele
     scrive: 

    >>>ricordi la demo per c64 che generava effetti video facendo uso del surriscaldamento del vic II ? potresti mai ripetere un’esperienza simile con un chip grafico a caso su un pc a caso ?

    Delucidazioni please!

  • # 24
    amonpaike
     scrive: 

    Mi fa incazzare sentir parlare la gente che stende poemi di critiche di cui si carpisce quanto la loro mediocrità è riuscita appena a vedere il lucido appannato della superficie.

    Mediocri.

    Abituati a farvi abbuffare come vacche grasse, a “consumare aggratiss”, ad ingozzarvi senza essere coscienti di cosa vi privano.

    Provo compassione.

    Non sarete capaci a provare l’emozione di cosa significa sporcarsi le mani, di sacrificarsi per un progetto o una causa, di creare alleanze, di evolvere, essere e diventare forti tanto da non aver timore da farvi impregnare o invadere da altre culture.

    Di espandere la propria coscienza,tale da vedere e abbattere i propri piccoli e fragili muri.

    Gente che a forza di sguazzare nella comodità è diventata cosi pigra da atrofizzare le proprie sinapsi e non riuscire più a vedere tutti gli altri colori oltre lo squallido grigiume piatto e negativo.

    Ho letto di aros ed icaros che viene confrontato con ormai macigni supportati da migliaia di persone quali le Distro Linux.
    Conoscevo le stesse sentenze nei confronti di Linux&GNU fino a solo pochi anni fà…

    Storie già sentite.

    Formiche che si fanno scudo del forte.

    Ho letto di Haiku che è un giocattolo destinato a rimanere tale…
    leggendo tali puttanate si evince che il massimo dello sforzo è stato scaricare una iso, farla partire in emulazione per 5 minuti e 37 secondi e tirarci su una sentenza a specchio: mediocrità.

    Guardatevi dentro. Sforzatevi.

    Si sputa negatività gratuita senza minimamente trascendere il velo di illusione dei propri limiti, senza carpire l’immane sforzo e la reale maestosità che viene coltivata giorno dopo giorno da gente che non vi chiede nulla e che tesse esponenzialmente una nuova e linda matrice.

    Sinapsi spanate in input, atrofizzate in output.

    Giocattoli rotti.

    Chissà se verrà afferrato ciò che ho scritto.

  • # 25
    goldorak
     scrive: 

    @ amonpaike : non fare il moralista. Io ho grandissimo rispetto per coloro che sviluppano non soltanto free software ma anche freeware (anche quando e’ closed source). Piccoli o grandi progetti che siano.
    Se non si e’ pagati, la gente lo fa per passione, e quello che ti ritrovi tra le mani e’ sempre un plus.
    Questo pero’ non deve nascondere la realta’, ovverosia che se il progetto non ha le risorse per ambire in alto, restera’ sempre un qualcosa di amatoriale. Capiamoci bene, questo non e’ un male in se’ ma non bisogna neanche ingannare gli utenti facendo credere loro qualcosa che non e’. Tutto qui.

  • # 26
    [D]
     scrive: 

    >> “Delucidazioni please!”

    Devo cercare un po’, è qualcosa di talmente mitico da sembrare perfino una leggenda

  • # 27
    amonpaike
     scrive: 

    @goldorak approfondisci, appassionati

    http://www.power2people.org/projects/overview/

  • # 28
    findus
     scrive: 

    @amonpaike
    Mi sembra che abbia un po’ travisato le parole su amigaOS o Haiku. Io parlo ovviamente per me, e come ho scritto prima mi dispiace che certi progetti validi come i due appena detti non vengano supportati in modo adeguato vista la bonta’ delle loro idee.
    Al momento pero’, purtroppo, non c’e’ molto da fare. Per quanto uno si sporchi le mani o perda intere settimane anche per il solo gusto di vedere girare certi sistemi operativi rimangono esperimenti fini a se stessi. Mi spiego meglio.
    Se installassi haiku ora vedrei il mio hw sfruttato solo in parte per via della mancanza di driver e sarei limitato nel suo utilizzo visti i pochi programmi.
    Lo scopo di un S.O. e’ proprio quello e purtroppo al momento questi non possono farlo per svariati motivi…
    Detto questo ci sono tanti altri modi per stimolare il proprio intelletto con un computer anche senza dover passare le serate ad installare o configurare S.O.

  • # 29
    [D]
     scrive: 

    >> “Mi fa incazzare sentir parlare la gente che stende poemi di critiche di cui si carpisce quanto la loro mediocrità è riuscita appena a vedere il lucido appannato della superficie. Mediocri.

    Ok grazie della lectio magistralis di morale, adesso me lo compri te un core i7 così che io possa sprecarne potenza e capacità con un sistema arcaico e profondamente limitato ?

  • # 30
    amonpaike
     scrive: 

    @[D]

    Non tieni conto del sistema in divenire.

    Non si tratta solo di sistemi operativi.

    Ma di METODO.

    comunità + opensource + supporto dei programmatori con il micro-credito.

    le comunità di amiga e Haiku sono motivate e solide.

    Se ti fermi a ragionare 30 secondi invece di sparare critiche sulla scarsità dei progetti cosi da rimpastare l’ovvio ogni volta, potresti comprendere che il sistema (metodo) è crescita esponenziale.

    Leggiti la storia di Blender http://en.wikipedia.org/wiki/Blender_%28software%29 che potrebbe essere definito il progetto che ha sdoganato tale sistema nel 2003…
    Quando vennero venduti i sorgenti di blender alla rete (consentendone la liberazione ed allo stesso tempo il supporto per i programmatori), da allora si è innescata una simbiosi tra comunità e programma che lo ha fatto crescere come un sole che attira sempre più pianeti attorno alla sua orbita.

    Oggi nessuno osa mettere più in discussione la potenza di tale programma. (vero e proprio sistema operativo integrato per la CG) l’eccellenza della programmazione. (usa un kernel che simula DNA ed RNA)

    spulciati le release-logs di funzionalità ed ottimizzazione dal 2003 ad oggi… da un programma 3d scarsino e limitato è diventato qualcosa da far impallidire le più grosse multinazionali (basate solo sul profitto)

    http://www.blender.org/development/release-logs/blender-254-beta/

    http://vimeo.com/1210410 codeswarm fino al 2.49 (crescita e supporto esponenziale)

    http://www.youtube.com/watch?v=KKtEZBssSIA codeswarm parziale fino a 2009 (rifacimento dell’interfaccia di blender)

    Haiku & AROS hanno in comune la stessa cultura… te ne renderai conto fra 1- 2 anni… sono sulla soglia dell’esplosione di popolarità.

    http://vimeo.com/1093745 codeswarm di progetti opensource che hanno raggiunto la popolarità.

  • # 31
    the solutor
     scrive: 

    @cesare

    Intendo dire che se uno che ha sempre usato solo windows, leggendo “Aros, a differenza di linux, è un sistema completo…” capisce che aros lo installi e funziona, [gnu]linux invece richiede chissà quale sbattimento.

    Invece, quelli “sgamati” sanno perfettamente di che si sta parlando, per cui non è il caso di ripeterglielo.

    Peraltro sono tutt’altro che un fissato con linux, sul mio pc trovi da os2 a reactos, passando praticamente per ogni os di “uso comune”, con poche eccezioni tra cui “Aros”.

    Per cui nessun fastido sulle critiche a linux, però un po di fastisio per la frecciatina su qualsiasi cosa sia vagamente open o free, sicuramente si.

    Ora mi dirai ma Aros…

    Quello non conta, li nostalgia batte politica 2 a 0 :-)

  • # 32
    homero
     scrive: 

    x amonpaike

    quello che tu scrivi è vero ma inattuabile in questo caso.

    LINUX ha 20 anni di sviluppo!!
    e nonostante questo non è ancora entrato in ambito desktop e detenie una parte fortemente minoritaria della base di prodotti installati….
    un nuovo sistema operativo qualunque questo sia deve essere supportato da un hardware che costituisca un pacchetto completo pronto all’uso, è il caso di android che è stato prodotto in meno di 3 anni da google ed oggi è già in moltissimi smartphone, tablet ed è in piena ascesa….
    Aros non puo’ e non deve percorrere la strada di linux, sarebbe un fallimento come beOS, Aros dovrebbe concentrarsi su una categoria di hardware che puo’ essere un SOC come tegra2 o un x86 sistem come amdfusion, o ancora un sistema già esistente come una console tipo ps3, wii, psp, xbox360…
    e puntare su questo hardware a vendere sistemi completi.
    io credo che un sistema Aros basato su tegra2 del costo di 300 euro abbia sicuramente un mercato e di conseguenza uno sviluppo…e sopratutto si potrebbe confrontare con il mercato reale, in quanto a stabilità, efficenza, ergonomia d’utilizzo…se rimane l’ennesimo OS da installare sul muletto di turno, o su hardware obsoleto, non sarà che un esercizio di stile che non troverà altra vita che quella nostalgica degli appassionati. io spero che l’amiga sia conosciuto ed apprezzato da coloro che non l’hanno mai utilizzato e che hanno sempre solo avuto per le mani win,linux o mac….
    insomma AROS, AMIGADOS, o chicchessia deve essere venduto o distribuito su una specifica piattaforma hardware…

  • # 33
    [D]
     scrive: 

    >> “Non tieni conto del sistema in divenire.
    Non si tratta solo di sistemi operativi.
    Ma di METODO.

    Hai ragione: tengo conto di quello che il sistema mi può offrire adesso, in virtù del can can che adesso si mette in atto. Se non si può offrire adesso, un sistema di un certo livello, non si deve star lì a farne troppa pubblicità. Haiku mi piace proprio perchè continua a far uscire delle alpha che altrove sarebbero già state spacciate come beta se non addirittura come delle RC. Questo è il metodo che mi piace, non le belle parole su super driver grafici quando poi non si riesce a garantire la stabilità generale del sistema davanti un pulcioso clone di super mario.

  • # 34
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @homero:

    spero che nasca una versione per PS3 o magari PSP

    Per la PS3 ormai è difficile pensarci, visto che Sony ha eliminato il supporto all’installazione dei s.o. da un po’ di firmware a questa parte.

    Peccato, perché AROS supporta già i PowerPC, e non credo che ci sarebbe voluto molto a realizzarne un port. Tra l’altro con la poca memoria a disposizione, e l’accesso alla scheda video esclusivamente in modalità framebuffer, penso che questo s.o. sarebbe stato il candidato ideale.

    Per la PSP la vedo molto difficile, visto che al momento manca il supporto alla famiglia MIPS.

    e sopratutto che non abbia nulla di unix nelle sue vene….

    Non vedo come potrebbe: AmigaOS/AROS non ha mai avuto nulla a che vedere con Unix & derivati.

    purtroppo non riesco a togliermi dalla testa il supporto hardware…
    io vedrei il nuovo amiga dos girare in 64mb di cache…ed i software girare nei 2gb di video ram condivisa….

    AmigaOS richiede molto meno spazio. E’ bello fare il boot e vedere che hai a disposizione praticamente quasi tutta la memoria. :D

    .pur essendo deliri di ex amighista….sono convinto che un OS di questo tipo possa sbaragliare qualunque android, symbiant, IOS,ChromeOS

    Idem, e in particolare in sistemi embedded, set-top-box, PDA. Peccato che tutti quelli che hanno avuto Commodore e Amiga fra le mani non c’abbiano mai pensato.

    @goldorak:

    @ Cesare di Mauro : Ma non volevo fare un confronto tra GNU/linux e Icaros. Infatti ho esordito dicendo che secondo me Icaros rientra nella stessa categoria di Haiku (che con GNU/linux centra come cavoli a merenda).
    Forse non si e’ notata la faccina ^_^ nel mio post ?

    Scusami, avevo inquadrato il tuo commento sulla scia di quelli precedenti. :|

    GNU/linux versus Icaros intenso nel senso di un paragone corretto, sistema operativo versus sistema operativo piuttosto che confrontare un kernel versus un sistema operativo.

    Non era assolutamente mia intenzione fare un confronto fra i due s.o. (“completi”), né tanto meno quest’ultimo, come ho spiegato nel mio commento #11.

    Parlare di AmigaOS e’ come vedere la testa di una bella donna senza il corpo. Dov’e’ l’hardware ? AmigaOS non puo’ sopravvivere senza un hardware dedicato, e il tempo dei home computers e’ stato spazzato via dal vento degli anni 80/90.

    Beh, se prendiamo i Mac sono riusciti a sopravvivere pur “cambiando pelle”, anche radicalmente (vedi l’ultima svolta verso gli “odiati” x86 di Intel).

    E’ vero che “sotto la scocca” non avevano nulla di paragonabile all’hardware dell’Amiga, ma… per lo meno ci sono ancora oggi, e hanno una quota di mercato che, seppur irrisoria, permette di piazzarli al secondo posto per diffusione.

    Alla fin fine fa male essere Amighisti perche’ consapevoli che al massimo vi rimarra’ un 10% di quello che era l’AMIGA.

    Personalmente opterei per il classico fifty-fifty. Da programmatore andavo pazzo per quell’hardware meraviglioso. Ma poi ero anche un utente, e AmigaOS era una sogno e di una comodità unica.

    Come ho già detto altre volte, Amiga per me ha rappresentato un perfetto connubio fra hardware e software (AmigaOS & relative applicazioni).

    Oggi se rimane soltanto il 50%, mi va bene lo stesso, perché mi accontento (anche perché altro non posso fare).

    Ma il discorso e’ sempre lo stesso, senza applicazioni, driver e risorse per quanto interessante possa essere il progetto non vai da nessuna parte.

    Tristemente vero, ed è il più grosso limite con cui ci si scontra.

    Stessa storia per l’ambizioso progetto ReactOS.

    Non lo conosco bene, ma almeno per questo driver e applicazioni non dovrebbero mancare. O no?

    @[D]:

    Ci andrei piano con questi paragoni. Haiku è un progetto vivo che vuole veramente crescere ed evolvere in qualcosa di tangibile. Aros è invece un vero e proprio giocattolone che crede di riscrivere le regole del mondo partendo dalle stramorte api di amiga os 3.1

    Ci andrei piano anche su questo, visto che non mi pare che sia l’obiettivo del progetto.

    Perchè lo impone la logica delle cose. L’amiga os originale girava su quattro hardware in croce (anzi, preciso, circa un hardware per versione del sistema in quanto dubito fortemente che un utente con il 4000 avrebbe fatto andare la 1.3 così come uno con il 2000 o perfino il 1000 avrebbe potuto pensare di far girare stabilmente la 3.9) quindi, ottimizzando componenti del sistema e programmi, si tendeva a raggiungere un naturale perfezionamento ed aumentata stabilità generale.
    Aros invece non ha un hardware dedicato, deve girare su ogni scassone che passa per il supermercato. Cambiano le specifiche, cambiano i componenti, cambia anche solo la loro cura costruttiva (ricordi la demo per c64 che generava effetti video facendo uso del surriscaldamento del vic II ? potresti mai ripetere un’esperienza simile con un chip grafico a caso su un pc a caso ?). Per forza di cose serve un sistema operativo che sappia mantenere il controllo della situazione, che non lasci niente al caso e men che meno ai programmi.
    Attualmente la stabilità in aros si mantiene facendo un lavoro, come direbbero nello spot della bosch, “teutonico” su ogni minimo ingranaggio del sistema fino all’ultimo programma, utility o script che passa di lì per caso.

    Scusami, ma non ti seguo: il sistema è destinato a migliorare in qualità e stabilità, per cui non vedo quali problemi dovrebbero sorgere a causa dei suoi aggiornamenti.

    Ti sembra un lavoro anche solo vagamente sostenibile ? Quando, se ci saranno più programmi ti metterai lì a debuggare tasto per tasto che ogni programma risponda perfettamente ai comandi e che in caso di errore non faccia volare il sistema a gambe all’aria ?
    Forse si può costruire un ponteggio usando solo incastri di stuzzicadenti perchè viti, bulloni e travi di ferro sono brutti ma alla fine, paragonando i tempi e la sicurezza, chi ha il coraggio di metterci un piede sopra ?

    Ma se tu stesso hai detto che la stabilità è migliorata. E’ chiaro che, di riflesso, anche le applicazioni ne traggono giovamento.

    Poi anche se non c’è la memoria protetta, per lo sviluppo e il test delle applicazioni esistono già dai tempi dell’Amiga dei buoni strumenti.

    La situazione non può che migliorare.

    Cos’ha guadagnato windows dall’ossessiva ricerca della retrocompatibilità ? Bug decennali, instabilità, casini a non finire ma almeno è stato onesto e leggero finchè s’è mantenuto così.

    Non mi pare che sia andata esattamente così con Windows. In fatti a partire dalla famiglia NT la retrocompatibilità a tutti i costi ha ceduto il passato a un po’ di sano pragmatismo che ha consentito di realizzare un s.o. solido e al passo coi tempi.

    Aros invece per girare decentemente esige hardware che può far girare roba nettamente migliore e non offre le stesse garanzie di solidità.

    Non mi sembra che i requisiti di AROS siano enormi. Tutt’altro: gira anche su dei catorci che oggi metterebbero in un museo.

    Io vedo un fenomenale crash di un qualche programma che quasi sicuramente t’ha costretto a resettare di lì a poco (gran colpevole di tale scelta, quasi sempre è wanderer che definirla “ruota ovale” non gli rende giustizia)

    Mi spiace deluderti, ma con Scout ho fatto piazza pulita e ho continuato come se nulla fosse. :D La macchina l’ho spenta dopo un bel po’, per andare a ninna. :P

    L’immagine col crash l’ho messa proprio per ricordare a tutti di cosa stiamo parlando. Il resto è lo spaccato di quello che potrebbe essere una normale sessione di lavoro con AmigaOS, con Directory Opus a fare da “shell grafica” avanzata (ma io preferivo DiskMaster; e, in principio, CliMate, per chi se lo ricorda :P): concetto nato su AmigaOS, appunto, e di cui ancora oggi non posso fare a meno (uso Total Commander tutti i santi giorni: è il mio strumento principale). ;)

    Il DVD occupa circa un giga e mezzo quindi sono solo un paio di CD

    Icaros completo occupa 1,75GB: servono già 3 CD per contenere tutto.

    Il punto è che data la stretta correlazione che passa tra programmi e stabilità dell’intero sistema, si deve necessariamente compiere una selezione estremamente ferrea e spietata. Tutto quello che non è super stabile (su più sistemi diversi), funzionale e, diciamocelo, pure strettamente compatibile con le linee guida di sviluppo del sistema, deve essere levato da un’installazione di default. Quello che passa in parte i test si può invece proporre ma come installazione separata. Sarebbe anche un ottimo metodo educativo per prendere mano con la filosofia del sistema.

    Così mi toglieresti pure Python: mi vuoi morto? -_-

    OK, una cernita più accurta sarebbe magari più auspicabile, ma se ci sono dei programmi che, tutto sommato, funzionano, lasciamo pure lì.

    Altra considerazione contro il DVD nasce dal fatto che Aros come sistema non merita di girare su hardware particolarmente moderno (semplicemente non lo sfrutta, un i7 o un athlon xp, vengono visti esattamente allo stesso modo) quindi salvo casi particolari non darei per scontata la presenza di un lettore DVD su un PIII messo in piedi con pezzi di fortuna.

    Oibò: non vedo perché eliminare il DVD, visto che riesce a sfruttarlo senza problemi. Tra l’altro è roba che avevano anche i Pentium 3.

    Riguardo all’i7 vs Athlon XP, dissento. Non sfrutterà i core addizionali (di questo ne riparlerò), ma l’architettura dei Nehalem è decisamente superiore e più performante di quella degli Athlon XP (anche Barton).

    Data la complessità della cosa (stabilità = stabilità del sistema x stabilità dei programmi) fatti conto di quanti ce ne vogliono… Con una sana organizzazione a monte si può gestire la cosa senza necessitare di eserciti di persone (che tanto non si troveranno perchè esistono fior di progetti nettamente migliori in giro in grado di attrarli)

    Eppure AROS continua ad aggregare gente. E adesso che si annusa il port 68K (si può già provare), il consenso aumenta e sta sicuro che migliorerà ancora.

    I progressi li hai visti anche tu, no? E nel giro di pochi mesi…

    Ma perchè passare dal filtro della distribuzione ? “Distribuzione” dovrebbe significare “selezione di programmi degni di essere presentati”, non “calderone aperto a tutti” come neanche la peggior compilation di programmi dal giornalaio sa essere.

    Permettimi: ci sono s.o. ben più blasonati che ti piazzano roba in beta (quando non in alpha), e non si dovrebbe fare lo stesso con Icaros/AROS che ha manifestamente bisogno di aiuto?

    @amonpaike: moderiamo i toni, per piacere. Capisco il tuo disappunto, ma si può sempre rispondere in maniera civile. Non facciamo degenerare la discussione un’altra volta, e rimaniamo in topic.

    @goldorak:

    @ amonpaike : non fare il moralista. Io ho grandissimo rispetto per coloro che sviluppano non soltanto free software ma anche freeware (anche quando e’ closed source). Piccoli o grandi progetti che siano.
    Se non si e’ pagati, la gente lo fa per passione, e quello che ti ritrovi tra le mani e’ sempre un plus.
    Questo pero’ non deve nascondere la realta’, ovverosia che se il progetto non ha le risorse per ambire in alto, restera’ sempre un qualcosa di amatoriale. Capiamoci bene, questo non e’ un male in se’ ma non bisogna neanche ingannare gli utenti facendo credere loro qualcosa che non e’. Tutto qui.

    Io non chiuderei nemmeno le porte definitivamente, però. ;)

    @findus:

    Detto questo ci sono tanti altri modi per stimolare il proprio intelletto con un computer anche senza dover passare le serate ad installare o configurare S.O.

    Per installare sì, c’ho perso un bel po’ di tempo, ma ho fatto altro nel frattempo. Per la configurazione ti basta selezionare lingua, tastiera, e codifica da usare se ti vuoi sbrigare: il sistema è usabile lo stesso.

    @the solutor:

    @cesare

    Intendo dire che se uno che ha sempre usato solo windows, leggendo “Aros, a differenza di linux, è un sistema completo…” capisce che aros lo installi e funziona, [gnu]linux invece richiede chissà quale sbattimento.

    Invece, quelli “sgamati” sanno perfettamente di che si sta parlando, per cui non è il caso di ripeterglielo.

    Peraltro sono tutt’altro che un fissato con linux, sul mio pc trovi da os2 a reactos, passando praticamente per ogni os di “uso comune”, con poche eccezioni tra cui “Aros”.

    Per cui nessun fastido sulle critiche a linux, però un po di fastisio per la frecciatina su qualsiasi cosa sia vagamente open o free, sicuramente si.

    Ora mi dirai ma Aros…

    Quello non conta, li nostalgia batte politica 2 a 0 :-)

    Ti assicuro ancora una volta che non c’era e non c’è alcuna frecciatina nei confronti di Linux. M’è servito soltanto per specificare bene la situazione, come poi chiarito meglio nel commento # 11.

    In estrema sintesi, i fatti sono:

    1) Icaros è una distribuzione di AROS

    2) Le distribuzioni di Linux prendono il kernel (Linux) e gli affiancano quello che gli serve per funzionare (“chiavi in mano”)

    3) AROS, però, non è un kernel: è già autosufficiente di per sé.

    Questo perché per definizione distribuzione = kernel + “contorno”. Ma Icaros, pur essendo una distribuzione di AROS, non rende quest’ultimo un kernel. Tutto qui.

    @homero:

    Aros dovrebbe concentrarsi su una categoria di hardware che puo’ essere un SOC come tegra2 o un x86 sistem come amdfusion

    Entrambi possibili, visto che per il primo supporta ARM e Nvidia GeForce, mentre il secondo integra una CPU x86 e una GPU Radeon DirectX 11.

    Ma non mi limiterei solo a questi. AROS supporta già hardware più variegato, e non vedo perché se ne dovrebbe scegliere soltanto qualche componente.

    e puntare su questo hardware a vendere sistemi completi.
    io credo che un sistema Aros basato su tegra2 del costo di 300 euro abbia sicuramente un mercato e di conseguenza uno sviluppo…e sopratutto si potrebbe confrontare con il mercato reale, in quanto a stabilità, efficenza, ergonomia d’utilizzo…

    Ma né il team di AROS né quello di Icaros hanno intenzione di vendere sistemi completi basati su questi s.o..

    Lo dovrebbe fare un’azienda esterna, a prescindere dal loro sviluppo, che continuerebbe comunque in quanto prodotto amatoriale.

    Poi se un’azienda volesse investire su una piattaforma specifica su cui far girare e vendere AROS, può soltanto essere la benvenuta, perché contribuirebbe ad aumentare il bacino di utenza, senza ammazzare quello esistente o comprometterne espansioni future.

    se rimane l’ennesimo OS da installare sul muletto di turno, o su hardware obsoleto, non sarà che un esercizio di stile che non troverà altra vita che quella nostalgica degli appassionati.

    Questo sarebbe già qualcosa di positivo.

    io spero che l’amiga sia conosciuto ed apprezzato da coloro che non l’hanno mai utilizzato e che hanno sempre solo avuto per le mani win,linux o mac….

    Serve ancora tempo e maturazione. Come dicevo in precedenza, arrivati all’obiettivo primario si dovrebbe poi pensare a integrare roba per renderlo più al passo coi tempi.

    Hai ragione: tengo conto di quello che il sistema mi può offrire adesso, in virtù del can can che adesso si mette in atto. Se non si può offrire adesso, un sistema di un certo livello, non si deve star lì a farne troppa pubblicità. Haiku mi piace proprio perchè continua a far uscire delle alpha che altrove sarebbero già state spacciate come beta se non addirittura come delle RC. Questo è il metodo che mi piace, non le belle parole su super driver grafici quando poi non si riesce a garantire la stabilità generale del sistema davanti un pulcioso clone di super mario.

    I passi avanti li sta facendo anche AROS, e mi sembra che l’abbia detto anche tu.

  • # 35
    Flare
     scrive: 

    Haiku è un progetto vivo e vegeto e mi piace parecchio. Anche Haiku arriva con un corredo di applicazioni e driver “chiavi in mano”. AROS è un progetto interessantissimo e, al di là dell’uso che se ne può fare, lo sforzo è ammirevole.
    L’articolo è molto interessante. Cesare spieghi benissimo e da ex-Amighista questi articoli li adordo, però mi spiace, ma anche io trovo che la frase con cui esordisci, parlando della «differenza» fra il kernel Linux e il sistema operativo AmigaOS, sembri fuorviante, se espressa in quel modo, anche perché dopo non dici da nessuna parte del sistema operativo GNU/Linux. Anche il paragone con le automobili, per quanto tu dica che è semplicistico, non è infrequente che le aziende automobilistiche non si producano tutto in casa, col motore, il telaio e altri componenti prodotti da altri, dalle berline alla Formula Uno. Nelle distribuzioni di GNU/Linux ci sono un insieme di progetti e svariate alternative, compreso lo stesso kernel, ad esempio GNU/Hurd o GNU/kFreeBSD (anche se il livello di sviluppo è un’altra storia). Quindi non mi sembra sbagliato puntualizzare. Tra l’altro i driver sono quasi tutti inclusi nel kernel Linux (e non devi scaricare mezzo giga e passa di roba per far funzionare un dispositivo).Tutto quello che citi in seguito, come ben sai, vale anche per qualunque distribuzione di GNU/Linux “pronta all’uso” (come Ubuntu, Mandriva, Opensuse, ecc), con driver, utility e applicazioni tutto fare, compresa la suite da ufficio e altro, già pronte nella ISO di un Live-CD e inoltre repository da cui aggiungere comodamente ulteriore software con un click (es. con Synaptic).
    Ci sono distro GNU/Linux più o meno corpose con diverse scelte di software. Alcune sono anche molto leggere, non dico quelle esagerate, ma Puppy Linux in una ISO di 130 MB ha di tutto un po’ e non è neanche particolarmente brutto o scomodo.

    Quindi se intendi sottolineare questa differenza fra AmigaOS e GNU/Linux, in cui lo sviluppo della toolchain, del kernel ecc ha un altro approccio, fai benissimo e sono d’accordo, ma la frase, espressa in quel modo, anche secondo me può confondere chi legge.

    A parte questo, ottimo articolo.

  • # 36
    amonpaike
     scrive: 

    @[D]

    Sei troppo duro con te stesso,
    forse da ex amighista ed avrai patito tante delusioni potrei capirti.

    Aros nasce senza presunzioni, è incompleto, ha i suoi difetti che tu hai scansionato per bene.

    Cerca però di afferrare che è proprio questo il suo punto di forza.
    I suoi sostenitori, amano questo sistema perché lo stanno vedendo crescere come un figlio, una fenice che nasce dalle ceneri della sofferenza di una gloria stroncata ingiustamente.

    Prima sono stato duro, ed ha fatto bene @Cesare a darmi una drizzata di orecchi. Ma il mio BHU! è per spingere le persone ad approfondire, perché se lo fate, scoprireste che esiste un mondo fatto di emozioni che nessun piatto ben servito potrebbe mai dare. Non ci sono logiche di mercato qui.

    AROS è vincente in prospettiva per questo, cos’altro lo farebbe crescere a velocità esponenziali altrimenti?.

    Haiku, in modo vagamente diverso condivide le stesse sorti.
    L’ingiustizia che ha temprato i cuori ed ha fatto rinascere la fenice. :)

    Vedrai che nel futuro prossimo saranno gloriosi e vincenti entrambi.

    @Homero

    BHU! disincantati dalle tue auto-convinzioni, informati meglio, leggi un pò di storia, di beos, di haiku, e di linux, magari scaricati una ubuntu che è semplice semplice installala e provala per un pò di tempo, ti risponderai da solo.

    wikipedia è esaudiente.

  • # 37
    [D]
     scrive: 

    >> Ci andrei piano anche su questo, visto che non mi pare che sia l’obiettivo del progetto.

    Ah no ? L’idea che sta alla base di aros non è quella di potenziare le api di amiga os 3.1 (o meglio una loro reimplementazione open source) ? La domanda semplicemente è solo come pensano di farlo. Attualmente il modello che stanno seguendo è che se un’eventuale evoluzione cozza con i dogmi di quelle librerie arcaiche, viene immediatamente cestinata e si pretendono di trovare dei voli pindarici per reinventare la ruota.

    >> Scusami, ma non ti seguo: il sistema è destinato a migliorare in qualità e stabilità, per cui non vedo quali problemi dovrebbero sorgere a causa dei suoi aggiornamenti.

    Un programma si blocca: si blocca anche il resto del sistema (nei casi migliori si assistono a casini e corruzioni di dati in massa).
    Me la chiami stabilità questa ?

    Il sistema dovrebbe anzi deve possedere un sistema di gestione della memoria dove il crash di un programma non influisce minimamente sul resto. Attualmente aros non possiede niente di tutto questo. Se un programma cade, la cura migliore è il reset manuale (spesso da pulsante sul case perchè non è assolutamente detto che si riesca a convincere wanderer di farlo). Aggiornare la distribuzione implica aggiornare sia i file di sistema che i programmi inclusi e tutti (sottolineo TUTTI) possono dire la loro nel quadro generale di stabilità dell’intero sistema operativo. Questa non cosa non può continuare. Se un programma crasha devono essere solo affari suoi e non dell’intero universo.
    Il fatto che non appaia una schermata blu ma solo un sistema nettamente più inchiodato, meno reattivo, con difficoltà di aggiornamento dello schermo a volte addirittura freezato non significa che è più stabile del più scadente win ME ancora in giro.

    >> Non mi pare che sia andata esattamente così con Windows. In fatti a partire dalla famiglia NT la retrocompatibilità a tutti i costi ha ceduto il passato a un po’ di sano pragmatismo che ha consentito di realizzare un s.o. solido e al passo coi tempi.

    A dire il vero ancora adesso in Seven si trovano bachi che risalgono a NT4 e predecessore. Per fortuna che sono quasi completamente spariti quelli di 9x.
    In ogni caso con Aros sta succedendo lo stesso casino che ha procurato a windows la nomea di sistema instabile.

    >> Mi spiace deluderti, ma con Scout ho fatto piazza pulita e ho continuato come se nulla fosse. :D La macchina l’ho spenta dopo un bel po’, per andare a ninna. :P

    Ti è andata di culo allora. Ci sono programmi che si impossessano dello schermo, che monopolizzano il mouse e non permettono a nessun altro di mettersi in vista. Lì ti accorgi quanto sia ridicolo poter richiamare scout ma di non poterlo cliccare e quindi salvare la nave. Bisognerebbe fare in modo che scout si apra su un suo schermo a parte che si potesse raggiungere con una combinazione di tasti dedicata ovviamente non bloccabile da nessun altro programma un po’ troppo libertino.

    Peccato che per fare una cosa del genere bisognerebbe cambiare due o tre cosette nella filosofia del sistema e questo scatena più di un’allergia.

    >> Icaros completo occupa 1,75GB: servono già 3 CD per contenere tutto.

    Comincia a far fuori tutti quei programmi che non rispettano un minimo di regole di civile convivenza ed a lasciare solo quelli che non si prendono strane libertà e rischi di trovarti a riempire a malapena un CD.

    >> Così mi toglieresti pure Python: mi vuoi morto? -_-

    OK, una cernita più accurta sarebbe magari più auspicabile, ma se ci sono dei programmi che, tutto sommato, funzionano, lasciamo pure lì.

    Python lo metti su un Developers CD con le varie demo “tecniche”, sorgenti alchemici strampalati e roba di test che può comportare casini ed instabilità (sui CD per gli utenti al massimo ci stanno le demo “belle” ovviamente funzionanti).

    >> Oibò: non vedo perché eliminare il DVD, visto che riesce a sfruttarlo senza problemi. Tra l’altro è roba che avevano anche i Pentium 3.

    Il punto è che non sono molti i Pentium III con i lettori DVD. Visto e considerato che Aros non può puntare molto oltre, anzi può solo volare basso, che si tenga pure considerazione di questi sistemi e non del resto.

    >> Riguardo all’i7 vs Athlon XP, dissento. Non sfrutterà i core addizionali (di questo ne riparlerò), ma l’architettura dei Nehalem è decisamente superiore e più performante di quella degli Athlon XP (anche Barton).

    Ma credi che il sistema noti qualche differenza ? Al massimo fa uso dei MHZ che trova ma a quel punto tra un i7 da 3Ghz o un Xp 3200 non gli cambia la vita. Anzi adesso che ci penso come viene compilato aros ? i386 o i686 ?

    >> Eppure AROS continua ad aggregare gente. E adesso che si annusa il port 68K (si può già provare), il consenso aumenta e sta sicuro che migliorerà ancora.

    Un port 68k per cosa ? Per chi ? Per una schedozza della cui esistenza dubitano gli stessi utenti amiga ufficiali su ikir ? Per dare ancora una volta fiato ad qualche vecchio classic ? O al minimig ? Maddai… A quel punto ha più senso puntare su un hardware pc standarizzato

    >> I progressi li hai visti anche tu, no? E nel giro di pochi mesi…

    E’ solo un momento temporaneo. Presto il sistema finirà per collassare se non verranno prese severe decisioni al fine di garantire stabilità ed evoluzione al sistema.
    Allo stato di stabilità attuale (presumibilmente lo stesso anche negli anni a venire) potresti mai pensare di metterti a fare qualcosa di “professionale”, qualcosa che ha reso famoso il vecchio vero amiga ? Qualcosa tipo elaborazione A/V, rendering 3D…

    >> Permettimi: ci sono s.o. ben più blasonati che ti piazzano roba in beta (quando non in alpha), e non si dovrebbe fare lo stesso con Icaros/AROS che ha manifestamente bisogno di aiuto?

    Non li giustifico. Il punto è che loro però hanno una base nettamente più solida che se il programmino in beta fa casini, crasha lui e lui soltanto. Due righe di terminale/due click di mouse e li si spazza via dal disco e dai propri ricordi.
    Aros ha una struttura troppo debole per permettersi altrettanto.

    @amonpaike

    >> una fenice che nasce dalle ceneri della sofferenza di una gloria stroncata ingiustamente.

    Ma la fenice deve anche capire che nel 2010 non può risorgere col cappottino di amianto, altrimenti si becca il cancro e crepa per la seconda volta.
    Dai tempi di amiga os 3.1 ci sono state fior fiore di evoluzioni ed è sbagliato rifiutarle in quanto non di “nobili amigose origini doc, docg, igp, pipipì e cacacà”. Già è difficile riavviarsi e creare qualcosa di presentabile entro tempi accettabili, se si pretende pure di reinventare il mondo partendo dalla scoperta del fuoco, facciamo prima e passiamo il testimone ai nostri nipoti che prima non vedremo niente di concreto (ovvero in grado di dimostrarsi una reale alternativa operativa e possibilmente professionale, anche solo semi).

    >> Vedrai che nel futuro prossimo saranno gloriosi e vincenti entrambi.

    Haiku sarà sicuramente vincente. Aros forse qualche giro di boa dopo sempre che il resto del mondo avrà tempo e pazienza di attenderlo.

  • # 38
    amonpaike
     scrive: 

    @ [D]

    tralasci un punto, gli amighisti non hanno mai avuto per le mani i sorgenti di un amigaos da poterci mettere le mani sopra e partire da quella evoluzione.

    Hanno fatto e stanno facendo uno sforzo immane per raggiungere quella tappa di partenza amigaos 3.1

    Pur con tutte le lacune, non puoi dire che nella riscrittura di AROS non ci sono evoluzioni.

    Fai che raggiungano la tappa 3.1 e dal giorno dopo, si prepareranno con AROS2 che non avrà più la compatibilità con il vecchio software (i sorgenti dovranno essere riadattati) avrà la memoria protetta e il supporto multitread.

    Quanto pensi che ci metteranno ad implementare multitread e memoria protetta eliminando la compatibilità software?

    …. ed intanto, raggiunta la piena compatibilità del 3.1 saranno riusciti a raccogliere la curiosità di gran parte della vecchia (ma anche nuova) comunità amiga?

    …quanto ci metteranno i programmatori a riadattare il loro software?

    :=)

  • # 39
    G
     scrive: 

    Ultimamente le discussioni sui sistemi amigosi, più o meno ufficiali che siano, si fanno sempre più violenti. Se andate a controllare, nel giro di un anno si passa da commenti nostalgici, malinconici e speranzosi… a delle semi risse condite da parecchia frustrazione.

    E’ molto semplice a mio avviso… individuate una tra le seguenti soluzioni:
    -Aros x86
    -Hardware Classic + cloni, e/o uae
    -Mos e Mac G4 usati
    -Nuove shede e AmigaOs 4.1

    Si và da 0€ fino a cifre enormi… scelta una di queste soluzioni, divertitevi e magari contribuite alla loro evoluzione e/o mantenimento.

    Altrimenti ricordate quei giorni gioiosi di una volta e basta

  • # 40
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Flare: come ho spiegato anche prima, non era mia intenzione. Tecnicamente sappiamo che Linux è un kernel, e non un s.o. completo (lo diviene in una distribuzione, appunto). Icaros è una distribuzione di AROS, ma quest’ultimo non è kernel (poichè “funziona già”). That’s all.

    Non v’è alcun dubbio che una distribuzione di Linux funzioni “chiavi in mano”, e mai mi sarei sognato di negarlo (bisognerebbe essere particolarmente stupidi, o avere una forte predisposizione al masochismo autolesionistico).

    Ecco, forse avrei dovuto specificarlo chiaro e tondo aggiungendo questa frase, e avrei evitato queste critiche. Sono sempre in tempo a modificare l’articolo, se lo ritenete opportuno, proprio perché, lo ribadisco, le mie intenzioni non erano di critica, ma squisitamente tecniche (per il significato di “kernel” e “distribuzione”, appunto).

    @[D]:

    Ah no ? L’idea che sta alla base di aros non è quella di potenziare le api di amiga os 3.1 (o meglio una loro reimplementazione open source) ? La domanda semplicemente è solo come pensano di farlo. Attualmente il modello che stanno seguendo è che se un’eventuale evoluzione cozza con i dogmi di quelle librerie arcaiche, viene immediatamente cestinata e si pretendono di trovare dei voli pindarici per reinventare la ruota.

    No, devi capire che AROS nasce e ha come obiettivo quello di riscrivere AmigaOS, per cui non si tratta di “dogmi”, ma di precisi requisiti di progetto: http://aros.sourceforge.net/introduction/index.php

    Te lo dice uno che ne seguiva già le discussioni (embrionali) 17 anni fa, ai tempi di FidoNet. E ho detto tutto.

    Un programma si blocca: si blocca anche il resto del sistema (nei casi migliori si assistono a casini e corruzioni di dati in massa).
    Me la chiami stabilità questa ?

    Il sistema dovrebbe anzi deve possedere un sistema di gestione della memoria dove il crash di un programma non influisce minimamente sul resto. Attualmente aros non possiede niente di tutto questo. Se un programma cade, la cura migliore è il reset manuale (spesso da pulsante sul case perchè non è assolutamente detto che si riesca a convincere wanderer di farlo). Aggiornare la distribuzione implica aggiornare sia i file di sistema che i programmi inclusi e tutti (sottolineo TUTTI) possono dire la loro nel quadro generale di stabilità dell’intero sistema operativo. Questa non cosa non può continuare. Se un programma crasha devono essere solo affari suoi e non dell’intero universo.
    Il fatto che non appaia una schermata blu ma solo un sistema nettamente più inchiodato, meno reattivo, con difficoltà di aggiornamento dello schermo a volte addirittura freezato non significa che è più stabile del più scadente win ME ancora in giro.

    Idem come sopra: stai chiedendo qualcosa che va oltre l’AmigaOS. Non è ancora tempo, perché non siamo ancora arrivati a ottenere una riscrittura completa di AmigaOS 3.1 (anche se ci siamo abbastanza vicini; ne riparlerò nel prossimo articolo).

    Se ti lamenti di AROS per le cose che hai elencato, ti stai lamentando di come funzionava AmigaOS. Sic et simpliciter.

    Ora, visto che parliamo di AmigaOS e di una sua riscrittura, capisci bene che le tue critiche non trovano giustificazione, perché sarebbe come lamentarsi col pasticciere del buco della ciambella, quando gli hai chiesto tu di dartene una…

    Ripeto: per le innovazioni c’è spazio (ed è, anzi, nei progetti) DOPO aver raggiunto l’obiettivo prefisso.

    A dire il vero ancora adesso in Seven si trovano bachi che risalgono a NT4 e predecessore. Per fortuna che sono quasi completamente spariti quelli di 9x.
    In ogni caso con Aros sta succedendo lo stesso casino che ha procurato a windows la nomea di sistema instabile.

    Vedi sempre sopra: AROS è AmigaOS, e non può essere qualcosa di diverso, al momento.

    Quanto alle versioni di Windows basate sulla famiglia NT, qualche pezzo di vecchio codice è possibilissimo e fisiologico che se lo portino dietro. Giusto per essere chiari: nessuno riscriverebbe n volte la funzione strlen.

    Ti è andata di culo allora. Ci sono programmi che si impossessano dello schermo, che monopolizzano il mouse e non permettono a nessun altro di mettersi in vista. Lì ti accorgi quanto sia ridicolo poter richiamare scout ma di non poterlo cliccare e quindi salvare la nave. Bisognerebbe fare in modo che scout si apra su un suo schermo a parte che si potesse raggiungere con una combinazione di tasti dedicata ovviamente non bloccabile da nessun altro programma un po’ troppo libertino.

    Peccato che per fare una cosa del genere bisognerebbe cambiare due o tre cosette nella filosofia del sistema e questo scatena più di un’allergia.

    Ecco, non è questo il momento, come già detto.

    Comincia a far fuori tutti quei programmi che non rispettano un minimo di regole di civile convivenza ed a lasciare solo quelli che non si prendono strane libertà e rischi di trovarti a riempire a malapena un CD.

    Hai mai provato le prime versioni di ProWrite (per chi se lo ricorda) per Amiga? Era un programma commerciale, eppure… andava in crash abbastanza facilmente, portandosi dietro tutta la macchina (qui ti parlo del KickStart 1.2 presente nel mio Amiga 2000).

    La stessa esperienza l’ho avuta su PageMaker 6.5 (mi pare) per MacOS (non X): ero costretto a salvare ogni 10 minuti a causa del terrore che a ogni momento il sistema mi andasse in bomba.

    Secondo te non sarebbero dovuti nemmeno esistere. Eppure c’è gente che, pur con le difficoltà del caso, li ha usati lo stesso e ha prodotto qualcosa.

    L’alternativa sarebbe stata la classica penna & calamaio…

    Python lo metti su un Developers CD con le varie demo “tecniche”, sorgenti alchemici strampalati e roba di test che può comportare casini ed instabilità (sui CD per gli utenti al massimo ci stanno le demo “belle” ovviamente funzionanti).

    Python non provoca instabilità. E’ incompleto (non è stato portato tutto, e c’è qualche bug), che è una cosa diversa. Ma è comunque usabile. Ecco perché, da pythonista, apprezzo che Icaros lo abbia aggiunto: ho uno strumento che mi è estremamente utile, e me lo tengo lo stesso pur con tutte le limitazioni del caso.

    L’alternativa sarebbe? LUA? Non ha lo stesso livello di produttività e non mi trovo affatto bene.

    Il punto è che non sono molti i Pentium III con i lettori DVD. Visto e considerato che Aros non può puntare molto oltre, anzi può solo volare basso, che si tenga pure considerazione di questi sistemi e non del resto.

    Esistono le versioni Light per i sistemi più vecchi. E nulla toglie che si possano realizzare altre distribuzioni ad hoc, se la necessità fosse più frequente.

    Ma credi che il sistema noti qualche differenza ? Al massimo fa uso dei MHZ che trova ma a quel punto tra un i7 da 3Ghz o un Xp 3200 non gli cambia la vita.

    Dipende da quello che ci fai, ovviamente. Posso dirti che anche sul mio EEE Box PC con Atom a 1,6Ghz mi trovo benissimo per un uso “casalingo” (è da qui che ti sto scrivendo :D).

    Anzi adesso che ci penso come viene compilato aros ? i386 o i686 ?

    Di questo non mi sono interessato finora. Se dovessi metterci mano (vediamo se riesco a convincermi di installare la versione Windows hosted con MSYS; attualmente ho delle forti rimostranze perché sono troppo ben abituato a lavorare in C con Visual Studio Express) lo controllerò.

    Un port 68k per cosa ? Per chi ? Per una schedozza della cui esistenza dubitano gli stessi utenti amiga ufficiali su ikir ? Per dare ancora una volta fiato ad qualche vecchio classic ? O al minimig ? Maddai… A quel punto ha più senso puntare su un hardware pc standarizzato

    E’ un mercato di nicchia, ma c’è. Basti vedere i forum e i siti dedicati all’Amiga. Perché non accontentarli? Alla fine i soldi sono di chi li ha nel portafogli, no? Lasciaglieli spendere come vogliono. ;)

    E’ solo un momento temporaneo. Presto il sistema finirà per collassare se non verranno prese severe decisioni al fine di garantire stabilità ed evoluzione al sistema.
    Allo stato di stabilità attuale (presumibilmente lo stesso anche negli anni a venire) potresti mai pensare di metterti a fare qualcosa di “professionale”, qualcosa che ha reso famoso il vecchio vero amiga ? Qualcosa tipo elaborazione A/V, rendering 3D…

    Il sistema si evolve, invece, e il “collasso” appare piuttosto lontano. Quanto ai programmi di cui parli, devono esistere e/o essere portati.

    Non li giustifico. Il punto è che loro però hanno una base nettamente più solida che se il programmino in beta fa casini, crasha lui e lui soltanto. Due righe di terminale/due click di mouse e li si spazza via dal disco e dai propri ricordi.
    Aros ha una struttura troppo debole per permettersi altrettanto.

    Ma la fenice deve anche capire che nel 2010 non può risorgere col cappottino di amianto, altrimenti si becca il cancro e crepa per la seconda volta.
    Dai tempi di amiga os 3.1 ci sono state fior fiore di evoluzioni ed è sbagliato rifiutarle in quanto non di “nobili amigose origini doc, docg, igp, pipipì e cacacà”. Già è difficile riavviarsi e creare qualcosa di presentabile entro tempi accettabili, se si pretende pure di reinventare il mondo partendo dalla scoperta del fuoco, facciamo prima e passiamo il testimone ai nostri nipoti che prima non vedremo niente di concreto (ovvero in grado di dimostrarsi una reale alternativa operativa e possibilmente professionale, anche solo semi).

    AROS è AmigaOS, è questo il punto. Se non riesci ad accettarlo ogni critica di questo tipo risulterà immotivata.

    @G:

    Ultimamente le discussioni sui sistemi amigosi, più o meno ufficiali che siano, si fanno sempre più violenti. Se andate a controllare, nel giro di un anno si passa da commenti nostalgici, malinconici e speranzosi… a delle semi risse condite da parecchia frustrazione.

    Una cosa che ho notato è la fazioni a che si sono create nel mondo Amiga, che non mi piacciono proprio.

    E’ molto semplice a mio avviso… individuate una tra le seguenti soluzioni:
    -Aros x86
    -Hardware Classic + cloni, e/o uae
    -Mos e Mac G4 usati
    -Nuove shede e AmigaOs 4.1

    Si và da 0€ fino a cifre enormi… scelta una di queste soluzioni, divertitevi e magari contribuite alla loro evoluzione e/o mantenimento.

    Altrimenti ricordate quei giorni gioiosi di una volta e basta

    Io li ricordo anche con WinUAE (configurato a puntino). :P

  • # 41
    goldorak
     scrive: 

    Cesare di Mauro ha scritto :

    “Hai mai provato le prime versioni di ProWrite (per chi se lo ricorda) per Amiga? Era un programma commerciale, eppure… andava in crash abbastanza facilmente, portandosi dietro tutta la macchina (qui ti parlo del KickStart 1.2 presente nel mio Amiga 2000).

    La stessa esperienza l’ho avuta su PageMaker 6.5 (mi pare) per MacOS (non X): ero costretto a salvare ogni 10 minuti a causa del terrore che a ogni momento il sistema mi andasse in bomba.

    Secondo te non sarebbero dovuti nemmeno esistere. Eppure c’è gente che, pur con le difficoltà del caso, li ha usati lo stesso e ha prodotto qualcosa.

    L’alternativa sarebbe stata la classica penna & calamaio…”

    Suvvia se l’architettura AMIGA non implementava una memoria virtuale che bisognava fare ? Non sviluppare piu’ applicazioni ? L’assenza di protezione della memoria era un vincolo tecnico dell’epoca. E ci si arrangiava, come si arrangiavano gli utenti MAC fino all’avvento di Os X.
    Ma oggi come oggi e’ sconcertante voler “rifare” un SO con tutti i difetti del originale. In questo senso [D] ha perfettamente ragione.

  • # 42
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Che AmigaOS & derivati abbiano bisogno di essere “ammodernati”, anche il più sfegatato amighista lo pensa e lo auspica sicuramente (poi, per carità: la madre degli idioti è sempre incinta, come si suol dire).

    Nel caso di AROS, però, bisogna almeno arrivare alla compatibilità AmigaOS 3.1, che rappresenta la base su cui fondare i futuri cambiamenti (che ci saranno! Tutti lo vogliono!!!).

    Al momento AROS non è stato ancora finalizzato. Per cui non ha senso autofustigarsi col gatto a nove code perché quello che c’è… funziona come AmigaOS.

    Lo sappiamo, ne prendiamo atto, e attendiamo con ansia il completamento del progetto, per poi voltare pagina pensando e lavorando per il futuro. ;)

    “Make It Work, Make It Right, Make It Fast” – Kent Beck

    Al posto di Fast mettiamoci quello che vogliamo per indicare un ammodernamento, e siamo a posto. :P

  • # 43
    findus
     scrive: 

    @Cesare DI Mauro.
    Io continuo a chidermi che futuro possa avere un progetto di questo tipo al di fuori degli appassionati o nostagici. Cerco di spiegarmi meglio; Mettendo che venga raggiunto il livello di AmigaOS 3.1 e che venga ammodernato quali applicazioni funzioneranno su tale sistema?
    Ancora oggi su linux (supportato da milioni di persone) non si ha (a mio parere) un supporto driver/software pari quello disponibile su windows o mac.
    Se quindi da una parte gli appassionati potranno urlare di felicita’ nel rivivere i tempi dell’amiga sul proprio pc senza un supporto software adeguato rimarra’ solo un bell’esperimento. Spero ovviamente di sbagliarmi vista la passione e gli sforzi dedicati dagli sviluppatori a questo progetto…

  • # 44
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Chi può dirlo.

    Linux era un s.o. sviluppato amatorialmente, e adesso, pur con tutti i suoi limiti e scarsa diffusione (occupa meno dell’1% del mercato desktop) non possiamo nemmeno dire che è una nullità, viste le quote di mercato che è riuscito a raggiungere in ambito server, embedded e smartphone.

    AmigaOS, reincarnato in un AROS completato, potrebbe ritrovare nuova vita e ritagliarsi una fetta di mercato.

    Non andrà a competere con Windows, ma in altri ambiti può dire la sua grazie alla leggerezza del s.o. e alla semplicità & flessibilità delle API.

    Le applicazioni, se il progetto si consoliderà, sono convinto che arriveranno. Magari da quelle Amiga prima, grazie alla retrocompatibilità binaria per i 68000 e sorgente in generale.

    Nel frattempo ci sarà tempo per irrobustirlo e ammodernarlo, ma almeno a una base concreta bisogna arrivarci.

  • # 45
    goldorak
     scrive: 

    @ Cesare di Mauro :

    Linux ha dietro di se sponsor importanti del calibro di IBM, Oracle, RedHat, Novell e tanti altri. E anche cosi’ si sentono sempre le lamentele del tipo “ma linux non ha il supporto per questo hardware infimo uscito 2 mesi fa blah blah blah…”.

    Quali sarebbero questi sponsor in grado di far vivere AROS non dico su un hardware pc generico (perche’ se linux ha problemi di driver ti lascio immaginare la situazione kafkiana nella quale si ritroverebbe AROS) ma soltanto su hardware dedicato ? E le periferiche poi ? I driver ?

    Dove dovrebbe competere AROS ? Quale sarebbe questa nicchia che garantirebbe introiti necessari non solo allo sviluppo del SO ma anche ad un suo mantenimento nel tempo. Dove si prendono i soldi ?
    Credi che 10000 persone (siamo indulgenti) siano sufficienti a garantire un mercato tale da far vivere AROS ?

    Ti manca realismo in questo frangente, forse dettato dalla tua passione per il mondo AMIGA. Tu stessi hai scritto “Te lo dice uno che ne seguiva già le discussioni (embrionali) 17 anni fa, ai tempi di FidoNet. E ho detto tutto.” 17 anni fa !!!! E in tutto questo tempo cosa si e’ riusciti a combinare ? Di questo passo passera’ una generazione (30 anni) prima che si veda AROS compatibile con Amiga OS 3.1. E poi ? Si dovra’ riscrivere tutto daccapo per farlo andare su hardware moderno ? Perche’ non penserai seriamente di far girare AROS su un core2duo nel 2030.

  • # 46
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    No, sarebbe da stupidi. AROS è un progetto molto vecchio, ma comunque è a buon punto; ne riparlerò nel prossimo articolo che gli dedicherò.

    Riguardo ai driver, se è un problema con Linux, lo è ancora di più con AROS ovviamente, ma il supporto sta crescendo, anche se non credo che arriverà mai ai livelli di Linux, perché è fondamentale la diffusione.

    Riguardo al mercato, ho sempre visto bene quello embedded, set-top-box, PDA e smartphone. I nostalgici, a 16 anni dal fallimento della Commodore ci sono sempre.

    Infine sulle grosse aziende hai ragione: dietro Linux ci sono dei colossi, ma non era così quando è nato e nemmeno nei primi tempi. Il loro aiuto è arrivato quando Linux s’era diffuso fra gli smanettoni e hanno visto un potenziale ritorno economico investendo su questo s.o..

    Nulla toglie che potrebbe arrivare da qualche azienda che ha interessi nei settori di cui ho parlato prima.

    Sì, i miei giudizi lusinghieri probabilmente saranno influenzati dalla mia lunga esperienza di amighista. L’ho apprezzato molto, come utente e come programmatore, ma forse è proprio la conoscenza abbastanza approfondita del sistema che mi lascia sperare che espanda il suo bacino d’utenza, e che qualcuno si accorga del potenziale.

    Pur con tutti i limiti che ha, e che vanno sicuramente risolti.

    Ma è come un cane che si morde la coda: senza una base completa da cui partire, non si può pensare concretamente al futuro e a espandere il bacino di utenza, o far avvicinare delle aziende e/o sviluppatori.

    Al momento posso dire che negli ultimi mesi sta avendo un impulso notevole. Spero sia il segno di un trend duraturo, e possibilmente ancora in crescita, tale da portarlo finalmente e velocemente all’obiettivo fissato.

  • # 47
    [D]
     scrive: 

    >> Fai che raggiungano la tappa 3.1 e dal giorno dopo, si prepareranno con AROS2 che non avrà più la compatibilità con il vecchio software (i sorgenti dovranno essere riadattati) avrà la memoria protetta e il supporto multitread.

    Potrebbero cominciare già da adesso ma se non lo fanno è perchè evidentemente le api sono strutturate in modo da non consentirlo. Se adesso mi basi fior di cose su queste api scassate, dopo sarà ancora più difficile elevarsi e migliorare. Stanno seguendo un binario morto e lo sanno benissimo.

    >> No, devi capire che AROS nasce e ha come obiettivo quello di riscrivere AmigaOS, per cui non si tratta di “dogmi”, ma di precisi requisiti di progetto:

    Ma Amiga OS fermo al 3.1 nel 2010 è un progetto morto. Non ha senso portarlo avanti nello stato attuale. L’informatica s’è evoluta: ora come ora fior di cose che questo sistema si sogna la notte, sono date semplicemente per scontate ed irrinunciabili.
    L’Amiga OS originale ha conquistato cuori e mercato perchè era innovativo rispetto ai tempi che correvano. Riproporre adesso un quasi clone di quella roba non può determinare lo stesso successo.

    >> Idem come sopra: stai chiedendo qualcosa che va oltre l’AmigaOS. Non è ancora tempo, perché non siamo ancora arrivati a ottenere una riscrittura completa di AmigaOS 3.1 (anche se ci siamo abbastanza vicini; ne riparlerò nel prossimo articolo).
    Se ti lamenti di AROS per le cose che hai elencato, ti stai lamentando di come funzionava AmigaOS. Sic et simpliciter.

    Sto chiedendo qualcosa che è normale aspettarsi in un OS del ventunesimo secolo. Nel 1990 su certe cose si poteva passare sopra, adesso non più.

    >> Ora, visto che parliamo di AmigaOS e di una sua riscrittura, capisci bene che le tue critiche non trovano giustificazione, perché sarebbe come lamentarsi col pasticciere del buco della ciambella, quando gli hai chiesto tu di dartene una…
    Ripeto: per le innovazioni c’è spazio (ed è, anzi, nei progetti) DOPO aver raggiunto l’obiettivo prefisso.

    Ma se su queste Api che lasciano troppa libertà ai programmi, basi tutta una serie di innovazioni, quando verrà il momento di stringere il lazo, di stabilire un nuovo livello di controllo da parte del sistema, verrà fuori che ci sarà una mole mostruosa di lavoro per riadattare tutto quello che è stato fatto fino adesso, altro che una semplice riscrittura o qualche patch qua e là. Quante possibilità ci sono di prendere un driver per ms dos e farlo girare in windows 7 (magari pure a 64bit) piazzandogli un paio di patch alla bisogna ? Finisce che si fa prima a riscriverlo da zero. E’ questo che vuoi ? Finire questo clone di amiga os 3.1 che dura da una vita ed un bel giorno trovarti a dover buttare tutto dal ponte per ricominciare da capo ?

    Haiku sono quasi dieci anni che va avanti e nonostante sia anni luce più evoluto di aros rischia a sua volta di essere vecchio quando ci sarà la mitica R1. Se Haiku paragonato ad una MiTo (Windows 7) è una Punto, Aros è una Ford T: la Punto con un bel po’ di lavoro può sognare di avvicinarsi alla MiTo (che la raggiunga poi è un altro discorso) ma la Ford T non se la cava con uno spoiler.

    >> Ecco, non è questo il momento, come già detto.

    Non sarà mai il momento perchè la gente normale, che nei confronti di Amiga non prova niente, ci sta un paio di volte poi se vede che i problemi grossi non vengono risolti cambia aria. Col tempo verrà fuori qualcuno che crederà di fare qualche sortita sul mercato con Aros o una sua distribuzione, finirà male com’è stato per i netbook con linux e dopo il gusto del sangue delle ferite leccate si cominceranno, com’è stato per il pinguino, a porsi le domande giuste.

    In ogni caso credo che un programmino da avviarsi in automatico a parte del wanderer adibito allo scopo di task manager non sia così proibitivo già adesso.

    >> Hai mai provato le prime versioni di ProWrite (per chi se lo ricorda) per Amiga? Era un programma commerciale, eppure… andava in crash abbastanza facilmente, portandosi dietro tutta la macchina (qui ti parlo del KickStart 1.2 presente nel mio Amiga 2000).
    La stessa esperienza l’ho avuta su PageMaker 6.5 (mi pare) per MacOS (non X): ero costretto a salvare ogni 10 minuti a causa del terrore che a ogni momento il sistema mi andasse in bomba.

    Lo vuoi capire che stai continuando a tirare in ballo sistemi che hanno sul groppone dai 10 a quasi 25 anni e che quello che poteva essere considerato normale a quei tempi, adesso, come minimo si prende un ca..otto dritto nello schermo ? La gente che prova aros, lo prova adesso nel 2010, con l’esperienza quotidiana di windows nt, mac os x o anche solo di ubuntu dove queste cose non succedono più.

    >> L’alternativa sarebbe stata la classica penna & calamaio…

    Sarebbe stata allora, non adesso. Già è difficile per chi è abituato a finder ed explorer, il modello d’uso antiquato ed a tratti incostanti (a volte ordinato altre no) del workbench (al giorno d’oggi cose come “lasciare fuori” le icone o “fissare” le finestre suona come minimo strano), almeno se si evitasse di metterlo davanti una sfilza di crash a random selezionando con cura i programmi, sarebbe già un piccolo passo avanti.

    >> Python non provoca instabilità. E’ incompleto (non è stato portato tutto, e c’è qualche bug), che è una cosa diversa. Ma è comunque usabile. Ecco perché, da pythonista, apprezzo che Icaros lo abbia aggiunto: ho uno strumento che mi è estremamente utile, e me lo tengo lo stesso pur con tutte le limitazioni del caso.

    Nel CD per gli utenti, non ci metti tutto Python ma solo lo stretto necessario per far girare i programmi. Chi vuole tutto Python si scarica il Developers CD dove troverà Python completo o quasi, IDE e compilatori e tutte quelle “porcheriole” che tanto fanno felici i programmatori ma non gli utenti comuni.
    Ubuntu appena installato ti riempie la macchina di programmi strani ? E’ quella la filosofia da seguire: stretto indispensabile sicuramente testato e funzionante. Chi vuole gli extra, proprio perchè sono “extra” se li raccatta a parte.

    >> Esistono le versioni Light per i sistemi più vecchi. E nulla toglie che si possano realizzare altre distribuzioni ad hoc, se la necessità fosse più frequente.

    La versione Light è stessa della Live con meno programmi a fare massa. Fatto sta ad esempio che nella Light non ho trovato Milky Tracker ma l’altro che non ricordo e che odio profondamente proprio perchè s’impossessa dello schermo e fa perdere il controllo al sistema che già di suo non è particolarmente un’aquila. Se volessi Milky mi servirebbe un lettore DVD. Qualche CD e saremmo tutti a posto.

    >> Dipende da quello che ci fai, ovviamente. Posso dirti che anche sul mio EEE Box PC con Atom a 1,6Ghz mi trovo benissimo per un uso “casalingo” (è da qui che ti sto scrivendo :D).

    Un Atom per Aros ? Che spreco… Ma poi se è tutta sta riscrittura di Amiga OS 3.1, visto che si porta in dote tutti i difetti di quel sistema potrebbe anche risparmiarsi tutto sto grasso che cola ;) Comincio a pensare che perfino un PIII sia troppo.

    >> E’ un mercato di nicchia, ma c’è. Basti vedere i forum e i siti dedicati all’Amiga. Perché non accontentarli? Alla fine i soldi sono di chi li ha nel portafogli, no? Lasciaglieli spendere come vogliono. ;)

    E intanto la versione PC si perde altri pezzi per strada… vabbè… per il dio denaro questo e altro…

    >> Il sistema si evolve, invece, e il “collasso” appare piuttosto lontano. Quanto ai programmi di cui parli, devono esistere e/o essere portati.

    Ma chi si dovrebbe prendere la briga ? Ai tempi hai mai visto qualcuno sviluppare programmi di quel tipo per win 95 ? Giravano tutti su Unix e qualcosina su Mac (con una sfilza così di “se”). C’è voluto W2000 per far cambiare le cose.

    >> “AROS è AmigaOS, è questo il punto. Se non riesci ad accettarlo ogni critica di questo tipo risulterà immotivata”

    E quindi il resto dell’evoluzione dell’informatica è stata un errore ? Uno sbaglio da ignorare ? Solo la strada di Amiga è stata, è e sarà quella giusta ? Anche supponendo che sia così sono proprio curioso di vedere quanti, potendo scegliere, sarebbero disposti a tornare ad un sistema dove il primo crash della prima utility pulciosa che capita li costringe a riavviare (e quindi, multitasking o no, finisce che non faranno mai girare troppi programmi insieme) e quanti invece continuerebbero con un sistema “sbagliato” ma che però davanti un caso del genere continua a macinare come se non fosse successo nulla.

    Pochi hanno visto la luce e tutti gli altri sono dei pazzi eretici ?

    Per ragioni diverse, anche nel mondo linux la si pensava così, poi s’è visto com’è finita…

    >> Nel caso di AROS, però, bisogna almeno arrivare alla compatibilità AmigaOS 3.1, che rappresenta la base su cui fondare i futuri cambiamenti (che ci saranno! Tutti lo vogliono!!!).

    Ma se la necessità di compatibilità ti obbliga a non poter inserire certi ammodernamenti come si fa ? Cosa si sceglie ? Si da la precedenza al programmino stupido fatto con i piedi o si stabilisce una diga, tra il vecchio ed il nuovo e chi non vuole seguire il nuovo corso degli eventi lo si manda cortesemente a fare un giro ? A me sembra tanto che ci sia la paura che se si perdono quei quattro programmi ricompilati, che nessun altro si metta a farne di nuovi quindi si preferisce sottostare al ricatto.

  • # 48
    Simone Bernacchia
     scrive: 

    @[D]

    Mio Caro Mughini di Appunti Digitali, per te e per gli altri come te, in un momento di frustrazione, ho scritto questo sul mio blog in inglese:

    http://binarydoodles.ilcannocchiale.it/2010/12/10/technologiesaros_the_backfire.html

    lo riscrivo in italiano: AROS e’ il mio (nostro) hobby e se noi ci vogliamo, come pare tu ed altri dire,”perdere tempo”, sono affari nostri.

    @amonpaike
    “I suoi sostenitori, amano questo sistema perché lo stanno vedendo crescere come un figlio”
    E questo e’ quel che sento anche io nel mio impegno su AROS: vederlo crescere, vedere i progressi che venogno fatti giorno dopo giorno; mi ha ridato il gusto di usare il computer: nel 2007 quando mi ero avvicinato ad AROS wanderer aveva appena messo i temi e zune; per connettersi toccava editare i files a mano – stesso per scompattare files – e non c’era neanche un browser: non dico un browser decente; dico proprio UN browser… parte di codeste cose ancora se le trascinava dietro nel 2009 quando ho fatto il mio primo discorso allo SCALE, e io stesso stavo lavorando a un front-end per editare le preferenze network in lua+zulu ma sono stato battuto sul tempo…

  • # 49
    [D]
     scrive: 

    Ehhh il povero Icaro… Se avesse avuto meno fretta di avvicinarsi al sole e si fosse preoccupato di avere delle ali migliori (o si fosse limitato a prendere qualche lezione di nuoto) forse non sarebbe precipitato in mare e morto affogato…

    Quando si dice che il nome è tutto un programma…

  • # 50
    Simone Bernacchia
     scrive: 

    @Cesare

    Se ricordo bene ci sono due versioni di Python portate su AROS: una e’ il vecchio PyAROS portato da Adam Chodorowsky e l’altra e’ la versione piu’ recente portata da Stanisław Szymczyk nell’ambito della bounty per l;autocompilazione di AROS in AROS; il problema e’ che entrambe mancano di binding con le varie librerie come invece lua+gadtools (siamiga) e lua+zune(zulu) hanno, per quanto limitate, altrimenti anche Python sarebbe un ottimo linguaggio per sviluppare rapidamente, mi spiace di non essermi mai messo ad impararlo – penso sia per una certa osticita’ che ho verso linguaggi a formattazione fissa come il fortran che avevo studiato all’uni, non so… quel che so e’ che recentemente e’ stato preparato da Dave Webster sia un port di Ruby su AROS sia un binding basato sul codice di zulu e ribattezzato zuby; magari qualche coder potrebbe usare lo stesso principio e creare un binding per python…

  • # 51
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @[D]:

    Potrebbero cominciare già da adesso ma se non lo fanno è perchè evidentemente le api sono strutturate in modo da non consentirlo. Se adesso mi basi fior di cose su queste api scassate, dopo sarà ancora più difficile elevarsi e migliorare. Stanno seguendo un binario morto e lo sanno benissimo.

    No, le API sono abbastanza “neutre”.

    Il problema principale è dovuto alla possibilità di un’applicazione di accedere alle strutture del s.o. (lista dei task, della memoria, ecc.) sia in lettura che scrittura; un altro problema è dovuto al fatto che è possibile patchare le API del s.o. (tutte, nessuna esclusa, anche la stessa funzione che… patcha le API); un altro riguarda la possibilità di condividere le risorse (ad esempio, un’applicazione che passa un messaggio a un’altra, e il messaggio contiene riferimenti a file, finestre, o altri oggetti in generale); poi c’è il classico problema delle risorse non rilasciate.

    Di queste ci sono cose che si risolvono facilmente, altre che richiedono più attenzione, altre magari ce ne saranno che ho dimenticato qui su due piedi.

    Ma il punto fondamentale è capire cosa fa un’applicazione “comune”. Beh, non va a rovistare nella roba del s.o., a patchare API. Al più può comunicare con altre applicazioni, ma generalmente lo fa tramite un’apposita infrastruttura (AREXX, nel caso di AmigaOS) che potrà tenere conto e gestire il message passing in maniera interoperabile in un ambiente protetto.

    Usando l’MMU per proteggere la memoria del s.o. e dei singoli task, intercettando le applicazioni “maligne”, si potranno ottenere dei buoni risultati senza bagni di sangue. E riguardo al resource tracking, si realizza abbastanza facilmente (già adesso c’è qualcosina).

    Anzi, penso che di default il sistema possa funzionare in modalità “protetta” (metto le virgolette per non confonderla con quella degli 80286+), intercettando le cattive applicazioni quando provano a fare qualche porcata e chiedendo all’utente cosa fare (se vuole per forza eseguirla si potrebbe pensare di dargli i privilegi massimi, e se poi dovesse creare problemi… se l’è cercato l’utente).

    Ma Amiga OS fermo al 3.1 nel 2010 è un progetto morto. Non ha senso portarlo avanti nello stato attuale. L’informatica s’è evoluta: ora come ora fior di cose che questo sistema si sogna la notte, sono date semplicemente per scontate ed irrinunciabili.
    L’Amiga OS originale ha conquistato cuori e mercato perchè era innovativo rispetto ai tempi che correvano. Riproporre adesso un quasi clone di quella roba non può determinare lo stesso successo.

    AmigaOS 3.1 sarà la base per i prossimi cambiamenti, come ho già detto.

    Sto chiedendo qualcosa che è normale aspettarsi in un OS del ventunesimo secolo. Nel 1990 su certe cose si poteva passare sopra, adesso non più.

    Adesso si deve finire AROS, per poi puntare a un s.o. più moderno. Le risorse, comunque, sono quelle che sono.

    Ma se su queste Api che lasciano troppa libertà ai programmi, basi tutta una serie di innovazioni, quando verrà il momento di stringere il lazo, di stabilire un nuovo livello di controllo da parte del sistema, verrà fuori che ci sarà una mole mostruosa di lavoro per riadattare tutto quello che è stato fatto fino adesso, altro che una semplice riscrittura o qualche patch qua e là. Quante possibilità ci sono di prendere un driver per ms dos e farlo girare in windows 7 (magari pure a 64bit) piazzandogli un paio di patch alla bisogna ? Finisce che si fa prima a riscriverlo da zero. E’ questo che vuoi ? Finire questo clone di amiga os 3.1 che dura da una vita ed un bel giorno trovarti a dover buttare tutto dal ponte per ricominciare da capo ?

    Haiku sono quasi dieci anni che va avanti e nonostante sia anni luce più evoluto di aros rischia a sua volta di essere vecchio quando ci sarà la mitica R1. Se Haiku paragonato ad una MiTo (Windows 7) è una Punto, Aros è una Ford T: la Punto con un bel po’ di lavoro può sognare di avvicinarsi alla MiTo (che la raggiunga poi è un altro discorso) ma la Ford T non se la cava con uno spoiler.

    Purtroppo tu non conosci AmigaOS. Il problema non sono le API di per sé, ma il libero accesso alle strutture del s.o. (in parte ne avevo già parlato nell’articolo sulle librerie) in primis e altre cose che ho elencato sopra.

    E’ il s.o. che concede troppa libertà “di default”, non le API.

    Giusto per essere chiari, non c’è un’API “scrivi in questa struttura del s.o.” la cui “chiusura” creerebbe problemi alle applicazioni che ne fanno uso.

    Una normale applicazione non ha praticamente nulla da “temere” dal fatto che il s.o. diventi più robusto.

    Lo vuoi capire che stai continuando a tirare in ballo sistemi che hanno sul groppone dai 10 a quasi 25 anni e che quello che poteva essere considerato normale a quei tempi, adesso, come minimo si prende un ca..otto dritto nello schermo ? La gente che prova aros, lo prova adesso nel 2010, con l’esperienza quotidiana di windows nt, mac os x o anche solo di ubuntu dove queste cose non succedono più.

    Non succedono perché le applicazioni sono state testate e i bug che facevano cadere il sistema risolti. L’ultima versione di ProWrite NON era strabacata come la prima che ho provato e di cui ho parlato prima.

    Che il s.o. sia solido o meno, ricorda sempre che il problema principale è rappresentato dalla qualità delle applicazioni.

    Anche qui, giusto per essere chiari, hai mai visto un’applicazione del tuo telefonino chiudersi improvvisamente o con una schermata che afferma che s’è verificato un problema grave? A me finora non è capitato. E se non capita vuol dire che girerebbe bene anche su un s.o. poco o non solido.

    Su AmigaOS prima e su AROS poi ci sono strumenti di debug che aiutano allo scopo, e che fanno uso dell’MMU, ma il compito principale rimane a carico del programmatore. Come sempre…

    Sarebbe stata allora, non adesso. Già è difficile per chi è abituato a finder ed explorer, il modello d’uso antiquato ed a tratti incostanti (a volte ordinato altre no) del workbench (al giorno d’oggi cose come “lasciare fuori” le icone o “fissare” le finestre suona come minimo strano), almeno se si evitasse di metterlo davanti una sfilza di crash a random selezionando con cura i programmi, sarebbe già un piccolo passo avanti.

    Che Wanderer debba essere migliorato è cosa nota. E questo lo si può fare anche se AROS dovesse rimanere totalmente compatibile con AmigaOS 3.1. Gli ammodernamenti del sistema non passano necessariamente dalla sua solidità.

    Quanto alla migliore selezione dei programmi, concordo. D’altra parte è importante la qualità, come dicevo sopra, per avere un’esperienza meno traumatica.

    Nel CD per gli utenti, non ci metti tutto Python ma solo lo stretto necessario per far girare i programmi. Chi vuole tutto Python si scarica il Developers CD dove troverà Python completo o quasi, IDE e compilatori e tutte quelle “porcheriole” che tanto fanno felici i programmatori ma non gli utenti comuni.
    Ubuntu appena installato ti riempie la macchina di programmi strani ? E’ quella la filosofia da seguire: stretto indispensabile sicuramente testato e funzionante. Chi vuole gli extra, proprio perchè sono “extra” se li raccatta a parte.

    Guarda che Ubuntu ti installa come minimo gcc, g++, python e perl, e probabilmente qualche altro linguaggio di programmazione.

    Piuttosto quello che chiedi è di seguire una filosofia più Windows-like: ridurre al minimo i programmi installati. E allora ti prendi l’ISO di AROS dal sito, e amen. Anzi, ci trovi già altra roba, come ho scritto, per cui potresti creartene una versione ridotta all’osso che ti occuperebbe 23-25MB.

    Icaros, però, si prefigge altri scopi, e siccome deve accontentare un pubblico abbastanza eterogeneo, non vedo perché dovrebbe, di base, escludere i programmatori. Che poi AROS è un s.o. più per smanettoni, per cui ci sta benissimo che trovino strumenti di questo tipo.

    Un Atom per Aros ? Che spreco… Ma poi se è tutta sta riscrittura di Amiga OS 3.1, visto che si porta in dote tutti i difetti di quel sistema potrebbe anche risparmiarsi tutto sto grasso che cola ;) Comincio a pensare che perfino un PIII sia troppo.

    Scusami, ma non è che possa andare a comprarmi un P3 solo perché ad AROS basterebbe, eh! Uso quello che ho a casa (e, anzi, devo sbrigarmi a fare riparare il ThinkPad R40, dove ci girava benissimo).

    E intanto la versione PC si perde altri pezzi per strada… vabbè… per il dio denaro questo e altro…

    Guarda qui: http://amiga.ikirsector.it/forum/viewtopic.php?f=39&t=14873&start=0

    C’è gente che è disposta a spendere 199€ per una NUOVA (eh, sì, ne realizzano ancora) scheda acceleratrice con 68030 per Amiga 1200, e tu ti fai dei problemi? C’è gente spende anche 1000€ per sistema SAM con PowerPC, e aspetta l’AmigaOne X1000 (che costerà almeno 2000€).

    Sarà di nicchia, ma è un mercato vivo e vegeto.

    Ma chi si dovrebbe prendere la briga ? Ai tempi hai mai visto qualcuno sviluppare programmi di quel tipo per win 95 ? Giravano tutti su Unix e qualcosina su Mac (con una sfilza così di “se”). C’è voluto W2000 per far cambiare le cose.

    Ti ricordo che è stata l’Amiga a portare una vagonata di programmi di tutti i tipi. Non vedo perché non dovrebbe succedere nuovamente, una volta che il s.o. sarà completato e, spero presto, ammodernato.

    E quindi il resto dell’evoluzione dell’informatica è stata un errore ? Uno sbaglio da ignorare ? Solo la strada di Amiga è stata, è e sarà quella giusta ? Anche supponendo che sia così sono proprio curioso di vedere quanti, potendo scegliere, sarebbero disposti a tornare ad un sistema dove il primo crash della prima utility pulciosa che capita li costringe a riavviare (e quindi, multitasking o no, finisce che non faranno mai girare troppi programmi insieme) e quanti invece continuerebbero con un sistema “sbagliato” ma che però davanti un caso del genere continua a macinare come se non fosse successo nulla.

    Pochi hanno visto la luce e tutti gli altri sono dei pazzi eretici ?

    Per ragioni diverse, anche nel mondo linux la si pensava così, poi s’è visto com’è finita…

    Prima di tutto non è affatto vero che un programma ti tiri giù l’intero sistema. A me finora sono capitati molti crash di applicazioni, ma nessuno che m’abbia costretto al riavvio. E con Scout ho fatto pulizia, eliminando task, schermi e/o finestre.

    Per il resto, non ho detto che Amiga è stata e sarà la giusta via. Evidentemente le mie critiche ti sono sfuggite. Forse perché si tratta di critiche costruttive…

    Ma se la necessità di compatibilità ti obbliga a non poter inserire certi ammodernamenti come si fa ? Cosa si sceglie ? Si da la precedenza al programmino stupido fatto con i piedi o si stabilisce una diga, tra il vecchio ed il nuovo e chi non vuole seguire il nuovo corso degli eventi lo si manda cortesemente a fare un giro ? A me sembra tanto che ci sia la paura che se si perdono quei quattro programmi ricompilati, che nessun altro si metta a farne di nuovi quindi si preferisce sottostare al ricatto.

    Ti sembra male: i cambiamenti verranno fatti per renderlo più solido. Se ne parla già da tempo, infatti.

    Poi AROS richiede la compatibilità a livello sorgenti per sistemi diversi dal 68000, per cui dei programmi che girano adesso i sorgenti sono disponibili e se DOVESSERO servire dei cambiamenti al codice, lo si potrebbe fare.

    Al momento la pecca più grossa è rappresentata dalla mancanza di tanti programmi che, invece, sono disponibili sul vecchio AmigaOS.

    Ehhh il povero Icaro… Se avesse avuto meno fretta di avvicinarsi al sole e si fosse preoccupato di avere delle ali migliori (o si fosse limitato a prendere qualche lezione di nuoto) forse non sarebbe precipitato in mare e morto affogato…

    Quando si dice che il nome è tutto un programma…

    Questa è una critica fine a se stessa. Se ce l’hai con AROS, perché continui a farti del mare? Lascialo perdere, non provarlo più, evita gli articoli che ne parlano, e vivi felice. In questo concordo con Simone.

    @Simone Bernacchia:

    Se ricordo bene ci sono due versioni di Python portate su AROS: una e’ il vecchio PyAROS portato da Adam Chodorowsky e l’altra e’ la versione piu’ recente portata da Stanisław Szymczyk nell’ambito della bounty per l;autocompilazione di AROS in AROS;

    Francamente non so quale sia quella che ho provato, che è stata inclusa in Icaros.

    il problema e’ che entrambe mancano di binding con le varie librerie come invece lua+gadtools (siamiga) e lua+zune(zulu) hanno, per quanto limitate,

    Ho capito. Comunque Python di per sé manca ancora di alcune cose.

    altrimenti anche Python sarebbe un ottimo linguaggio per sviluppare rapidamente, mi spiace di non essermi mai messo ad impararlo – penso sia per una certa osticita’ che ho verso linguaggi a formattazione fissa come il fortran che avevo studiato all’uni, non so…

    Ti ci abitui velocemente, non ti preoccupare. Tutti i buoni programmatori fanno uso di una corretta indentazione. Python semplicemente ti obbliga a farlo. :P

    quel che so e’ che recentemente e’ stato preparato da Dave Webster sia un port di Ruby su AROS sia un binding basato sul codice di zulu e ribattezzato zuby; magari qualche coder potrebbe usare lo stesso principio e creare un binding per python…

    Sì, ma intanto a me piacerebbe che fossero risolti alcuni problemi che ha già di per sé il port. Purtroppo ho poco tempo al momento, ma ci sto pensando sù (anche perché al momento Python è fermo alla 2.5, e col “ramo” 2.x siamo arrivati alla 2.7).

  • # 52
    Simone Bernacchia
     scrive: 

    @Cesare

    Ho appena controllato la mia macchina qemu, vedo python 2.5, ma la versione di AROS che ho installata e’ vecchiotta e aggiornata da me via nightly (e lasciata andare da un po’ causa poco tempo); giusto per verificare…

  • # 53
    paolo besser
     scrive: 

    Per cominciare, un grazie di cuore a Cesare per l’ottimo articolo (anche se gli consiglierei, per il futuro, di procurarsi una qualunque scheda GeForce 6, 7, 8 o 9 prima di stendere il prossimo articolo – troverebbe certamente altro di cui parlare, sempre in ambito di AROS), e a chiunque sia intervenuto per parlare pro o contro (anche dalle critiche più feroci si estrapola sempre qualche suggerimento intelligente). Ormai purtroppo rispondere a tutti mi sarebbe davvero impossibile, ma solo una domanda continua a frullarmi nella testa: ma perché mai Icaros Desktop (o AROS stesso, o qualunque altra distribuzione dello stesso) dovrebbe *competere* con gli altri SO? Ma chi se ne frega! Lo si può installare come e quando si vuole, e allo stesso modo utilizzare. A me che lo usino 100 o 100.000 persone poco importa. Mi piacerebbe che fossero un po’ di più solo perché questo contribuirebbe a limare i bug e a rendere il tutto più stabile, per la gioia di tutti.

    Solo un appunto a [D]: quella del P3 che è il massimo a cui AROS potrebbe ambire è la più colossale minchiata per la quale siano stati sprecati byte di spazio e di banda di trasmissione. Come qualunque altro programma, pure AROS trae giovamento da un hardware più veloce e la dimostrazione è sotto gli occhi di tutti, basta lanciare OWB, MPlayer, o il venturo Quick Video (con cui sarà possibile a breve fare editing A/V e animazioni come da te ritenuto impossibile, su AROS) per rendersene conto. Aggiungo altresì che a me piace giocare col MAME e, se sul mio Athlon64 X2 5200+ ci riesco piuttosto agevolmente, devo ammettere che con l’Atom del netbook siamo al limite dell’usabilità, AROS o non AROS.

  • # 54
    [D]
     scrive: 

    >> Il problema principale è dovuto alla possibilità di un’applicazione di accedere alle strutture del s.o. (lista dei task, della memoria, ecc.) sia in lettura che scrittura; un altro problema è dovuto al fatto che è possibile patchare le API del s.o. (tutte, nessuna esclusa, anche la stessa funzione che… patcha le API); un altro riguarda la possibilità di condividere le risorse (ad esempio, un’applicazione che passa un messaggio a un’altra, e il messaggio contiene riferimenti a file, finestre, o altri oggetti in generale); poi c’è il classico problema delle risorse non rilasciate.

    Ecchecavolo !!! Si conosco già i problemi e si fa finta di niente, anzi si continua a costruire su queste fondamenta di pasta frolla !
    Ma le piramidi sarebbero ancora in piedi se le avessero fatte sulle sabbie mobili ?

    Un programma non deve mai e poi mai avere la possibilità di fare il bello ed il cattivo tempo neanche nei suoi spazi di memoria, deve demandare tutto a delle Api specifiche di sistema (veri e propri pitbull (.library, sarebbe perfino un bel nome ;-) ) che la massacrano se anche solo pensa di provarci), figuriamoci di andare a toccare roba gestita da altri ! Patchare le API… bestialità !!! Gli unici che devono avere tanto potere sono i programmatori ufficiali del SO. A loro spetta il compito di realizzare le librerie migliori possibili e non scaricare la patata bollente sul primo scribacchino che passa per caso. Se per caso spunta fuori un genio che la sa più lunga di loro, preparerà la propria versione di libreria++ e la spedirà al team ufficiale che valuterà ed applicherà le correzioni generali del caso. Condividere le risorse… no comment… ai tempi del 1200 con pochi MB di Ram sarà anche stato giusto ma al giorno d’oggi non muore nessuno se questi dati si copiano in uno spazio apposito ed eventualmente si aggiornano “indietro” previo controllo. Riguardo alle risorse non rilasciate, data la pesante anarchia che regna sovrana, mi preoccuperei di verificare se semplicemente non ci si è dimenticati di aggiornare il sistema in merito quando un programma viene chiuso. Il colmo sarebbe che la memoria è liberà ma il SO non lo sa (ed a quel punto viene da chiedersi che utilità ha…).

    >> Ma il punto fondamentale è capire cosa fa un’applicazione “comune”. Beh, non va a rovistare nella roba del s.o., a patchare API. Al più può comunicare con altre applicazioni, ma generalmente lo fa tramite un’apposita infrastruttura (AREXX, nel caso di AmigaOS) che potrà tenere conto e gestire il message passing in maniera interoperabile in un ambiente protetto.

    Non mi sembra una ricerca così fuori dall’ordinario, oltretutto non si sta pretendendo che degli uomini primitivi che non hanno mai visto il fuoco, inventino lo zippo: semplicemente si fa qualche sortita fuori dal guscio e si guarda cosa hanno fatto gli altri. Non copiare codice (ed impegolarsi con le licenze) ma solo prendere nota delle idee e della filosofia di contorno.
    Guarda la banalità del file di lock che scatta in debian quando gira apt-get in modo da impedire ad altri programmi di fare pasticci contemporaneamente. Mi verrebbe da consigliare l’inserimento in aros di un gestore di pacchetti tipo i deb (archivo lha contenente script + archivo dati) ma è ovvio che se si dimentica quella cosetta là, due pacchetti che girano allo stesso tempo finisce che fanno macello.

    >> AmigaOS 3.1 sarà la base per i prossimi cambiamenti, come ho già detto.

    Nella storia di BeOS si narra, nei primi tempi, che alla Be ebbero l’infelice idea di fare un cambiamento sugli eseguibili quando il sistema cominciava a guadagnare consensi tra gli sviluppatori accumulando programmi nuovi. Il cambiamento a loro dire era necessario proprio per una serie di questioni tecniche e prestazionali ma la cosa comportava un netto taglio col passato ed un perdita di compatibilità con i programmi fatti fino a quel momento. Alla Be sottovalutarono la cosa, andarono avanti per la loro strada credendo che sarebbero stati seguiti dagli sviluppatori ed invece questi, che già si vede non erano molto convinti di questa avventura, presero la palla al balzo per abbandonare la barca che di lì in avanti avrebbe cominciato ad imbarcare acqua (e chissà che questa cosa non sia stata anche una delle scuse per spingere apple a preferirle next con Jobs).

    Temo che la base di Amiga OS 3.1 sia troppo diversa ed incompatibile con la base capace di sostenere le modifiche e le evoluzioni necessarie e che se mai verranno fatte troppo in ritardo che si assisterà ad una fuga di sviluppatori (magari fanatici di chissà quale rivelazione del coding made in amiga, o semplicemente troppo pigri e non spinti economicamente da stare al gioco e cambiare di punto in bianco fior fiore di convinzioni e punti fermi di pensiero)

    >> Adesso si deve finire AROS, per poi puntare a un s.o. più moderno. Le risorse, comunque, sono quelle che sono.

    Per fortuna che non hanno cominciato con il kernal del C64, altrimenti sarebbe proprio comica. In ogni caso se le risorse sono poche a maggior ragione di deve ottimizzare per raggiungere il miglior risultato possibile. Haiku va avanti con quattro gatti ma proprio perchè c’è questa ottimizzazione delle risorse pur essendo una alpha non corre il rischio di schiantare perchè un programma va giù.

    >> E’ il s.o. che concede troppa libertà “di default”, non le API.
    Una normale applicazione non ha praticamente nulla da “temere” dal fatto che il s.o. diventi più robusto.

    E allora che si faccia una cosa più furba fin da adesso, quando si creano le distribuzioni di aros, che sia icaros, broadway o varie ed eventuali, si SELEZIONANO I PROGRAMMI. Se non c’è tanta fretta di fare un os migliore allora non c’è neanche tanta fretta di mostrare i muscoli e far vedere che “c’è robba” (ad esempio che diavolo ci fa nell’installazione di default wii loader). Si stabiliscono delle regole di base di come dovrebbe funzionare un programma “buono” rispetto uno “cattivo” e tutti quelli che per una sola o più ragioni cadono nel secondo gruppo, via dalla distro, via dalle palle: si marchiano a fuoco come programmi “bad”, “appestati” e chi li vuole proprio se li mette a mano. Quando i programmatori di queste robe brutte avranno messo la testa a posto e sistemato i problemi che causano i crash del so, si toglie il bollino e si torna ad includere i loro lavori nelle distribuzioni. Se diversamente sti tizi s’inalberano, che facciano pure gli offesi, ma lontano dal sistema che al momento ha ben altri problemi di cui preoccuparsi che non reggere il moccolo a software fatti con l’ano.

    >> Che il s.o. sia solido o meno, ricorda sempre che il problema principale è rappresentato dalla qualità delle applicazioni.

    Alla gente interessa poco trovare il colpevole, anzi nel momento in cui installa icaros e non aros fa di tutta l’erba un fascio. Che il programma crashi perchè fatto male o perchè il so manca di basilari funzioni di sicurezza, alla gente non importa e bolla tutto il pacchetto come merda.
    Quindi la soluzione è semplicemente la selezione brutale a costo di far uscire una distribuzione con 10 programmi contro i 100 di prima. Meglio 10 fatti bene che 100 fatti con i piedi.

    >> Che Wanderer debba essere migliorato è cosa nota. E questo lo si può fare anche se AROS dovesse rimanere totalmente compatibile con AmigaOS 3.1. Gli ammodernamenti del sistema non passano necessariamente dalla sua solidità.

    Wanderer non è solo concettualmente antico ma di quelle quattro funzioni in croce che possiede, almeno una buona metà non funziona come dovrebbe.
    Alcuni esempi. In modalità enhanced finestre ed icone non si riescono a fissare (uno si aspetterebbe che navigando tra le varie cartelle che la finestra si dimensioni al volo per com’è stata fissata ed invece mantiene la dimensione della finestra d’origine della navigazione). Quando sposti un’icona da una cartella all’altra dello stesso disco, questa non dovrebbe copiarsi invece lo fa: siamo al punto che per spostare un file prima si copia e poi si cancella a mano, neanche nel msdos….
    Hai un gruppo di file da eliminare, cosa fai, selezioni e poi dai una volta sola il comando elimina: spunta una finestra di dialogo che chiede se eliminare tutti i file e nonostante confermi questa volontà, il simpaticone ti tampina per ogni file se lo vuoi veramente eliminare o no.
    Nelle opzioni di wanderer c’è la toolbar con la funzione ricerca che da anni non funziona a dovere (tanto è vero che c’è un programma esterno per farlo) ed una casella riguardo gli user files on workbench che abilitata o meno non si capisce a cosa serve.

    Ovviamente non stiamo a parlare dei veri ammodernamenti che sarebbero necessari perchè tra gadget inutili, editor delle icone mancanti e molto altro ce n’è da riempire un’enciclopedia, anzi il necronomicon…

    >> Guarda che Ubuntu ti installa come minimo gcc, g++, python e perl, e probabilmente qualche altro linguaggio di programmazione.

    Non è proprio così. Se volessi ricompilare il kernel scopro che del gcc di default è presente proprio poca roba ed a sto punto immagino che valga uguale per il resto, giusto lo stretto indispensabile per far girare i programmi e non per realizzarli.

    >> Icaros, però, si prefigge altri scopi, e siccome deve accontentare un pubblico abbastanza eterogeneo, non vedo perché dovrebbe, di base, escludere i programmatori. Che poi AROS è un s.o. più per smanettoni, per cui ci sta benissimo che trovino strumenti di questo tipo.

    E dov’è che escludi qualcuno. Semplicemente si dice “se vuoi programmare ti scarichi la iso dedicata ai programmatori”, “se vuoi apps aggiuntive alle minime utility sicuramente funzionanti ti scarichi la iso dei programmi extra”, anche perchè allo stato attuale la cartella extra è veramente un gran casino da navigare, un casino che l’utente si trova lì pronto e non ha contribuito a realizzare quindi comporta già una dosa di stress aggiunta al vecchiume del wanderer+dopus (sarà anche un mito di programma ma siamo sinceri: se il wanderer facesse il suo dovere, non sarebbe necessario o almeno sarebbe più un’opzione piuttosto che un obbligo) ed ai crash del so.

    >> Scusami, ma non è che possa andare a comprarmi un P3 solo perché ad AROS basterebbe, eh! Uso quello che ho a casa (e, anzi, devo sbrigarmi a fare riparare il ThinkPad R40, dove ci girava benissimo).

    Questo è un altro paio di maniche, semplicemente faccio notare che il so non si merita oltre ad un PIII: non presenta qualità tali da potersi permettere di prendere il posto di altri sistemi, fosse anche solo per giocare al solitario.

    >> Sarà di nicchia, ma è un mercato vivo e vegeto.

    Vista l’evoluzione generale della piattaforma (non solo di aros) mi chiedo quanto durerà questo mercato di nicchia. Sinceramente se avessi 600 euro da buttare nel cesso per la sam 440, non credo proprio che andrei a spenderne altri mille per la 460 o 2000 per x1000: quali salti di qualità o ritrovati utilizzi professionali mi dovrebbero spingere a fare un “upgrade” (so buono, perchè ci sarebbe da farci una risata sopra quando leggo nel 2010 di chip video già vecchi di quasi dieci anni e cpu che non sono neanche paragonabili al g4) di sistema ?
    A conti fatti se c’è qualcosa in cui sperare quello è morphos, sempre che nel frattempo cominciano a guardare verso i pc mollando al loro destino i powermac che oramai non se li fila più nessuno, collezionisti e nostalgici a parte.

    >> Ti ricordo che è stata l’Amiga a portare una vagonata di programmi di tutti i tipi. Non vedo perché non dovrebbe succedere nuovamente, una volta che il s.o. sarà completato e, spero presto, ammodernato.

    Sostituisci “Amiga” con “linux” e dimmi perchè lì tutto sto successo non s’è visto. Eppure quello sì che è un sistema moderno ed avanzato a dispetto di alcune contraddizioni.
    Questi sono discorsi da innamorati, cerchiamo di restare nella cruda logica realistica delle cose.

    >> Prima di tutto non è affatto vero che un programma ti tiri giù l’intero sistema. A me finora sono capitati molti crash di applicazioni, ma nessuno che m’abbia costretto al riavvio

    Allora in attesa di una distro su CD, ho dovuto recuperare anch’io un athlon xp per installarlo. Ogni volta che provo a cambiare tema, bum, schermo nero, devo resettare. Ogni volta che provo a salvare un file con OWB, errori di dma a manetta, download che cade e viene corrotto (questo perchè “miracolosamente” al successivo tentativo di download il furbo pretende di riprendere dal file mozzato di prima). Spesso e volentieri i programmi portano al freeze della grafica, un paio di volte perfino lo stesso scout. Ovviamente conosci la cura…

    Supponiamo pure che la colpa sia dei driver vesa che probabilmente fanno leva sulla ram invece che sulla memoria video, potrei usare i nativi radeon visto che il pc di test tiene qualcosa che per lungo tempo neanche OS4 s’è sognato: una 9600XT, peccato che in quel caso i crash portano perfino grafica compromessa, risoluzioni che saltano… una gioia…

    E per fortuna che nelle note di rilascio si mette in chiaro che questa release di icaros è stata seguita con molto più amore della precedente. Fosse stato odio…

    >> Se ne parla già da tempo, infatti.

    Altri 17 anni di parole ? Quando non ci sarà più Internet, la discussione proseguirà su MICIONET (dal momento che Fidonet è già passata, viva i gatti) ?
    Come scrivevano i gemboy in sperman: Facts not Pugnettes.

    >> Al momento la pecca più grossa è rappresentata dalla mancanza di tanti programmi che, invece, sono disponibili sul vecchio AmigaOS.

    Ma costa tanto cacciare tutta sta roba dentro l’emulatore e fregarsene, guardare avanti ? E’ ovvio che se si sta ad aspettare che quei vecchi programmi tornino e nel frattempo si ha paura di proseguire nella crescita del sistema per paura di perderli non si va da nessuna parte.

    >> Questa è una critica fine a se stessa. Se ce l’hai con AROS, perché continui a farti del mare? Lascialo perdere, non provarlo più, evita gli articoli che ne parlano, e vivi felice. In questo concordo con Simone.

    Semplicemente è la risposta pepata che ho fatto ad un tizio che pretende di mettere davanti ca..ate come “l’amore” (per una massa di numeri ? Mi si deve proprio tirarle fuori con le pinze ? Cercarsi una ragazza vera no ?) ai fatti concreti che limitano la crescita del sistema.
    No ma scusa, anni di sistemi operativi che hanno un mercato ed un futuro vs anni di os che dicono di avere grandi possibilità, a volte le hanno ma finiscono puntualmente nel fango causa fanatici e romanticismi.

    >> quella del P3 che è il massimo a cui AROS potrebbe ambire è la più colossale minchiata per la quale siano stati sprecati byte di spazio e di banda di trasmissione.

    Comincia a fare il piacere di levare dalle prossime release megamario e lodepaint che sono capaci di inchiodare perfino gli athlon xp (non proprio delle calcolatrici da fustino), lodepaint poi sembra di cliccare una bitmap tanto è reattivo… mai visto uno scempio del genere.

    >> (con cui sarà possibile a breve fare editing A/V e animazioni come da te ritenuto impossibile, su AROS)

    OWB, salvataggio di un misero file su disco. Quattro volte su cinque, errori di dma, download che cadono e file corrotti a spasso per il disco. Sì sì voglio proprio vedere quale fantastico editing A/V sarà possibile fare…

    >> Aggiungo altresì che a me piace giocare col MAME e, se sul mio Athlon64 X2 5200+ ci riesco piuttosto agevolmente, devo ammettere che con l’Atom del netbook siamo al limite dell’usabilità, AROS o non AROS.

    In pratica, siamo partiti da un clone di un OS che girava con meno di 20MHz con gli stessi difetti di quel sistema e siamo arrivati a qualcosa che tira più di 260 volte più veloce ?
    Ma dico, un cray… un roadrunner (così il SO fa la fine di willy il coyote a cavallo del razzo…)

  • # 55
    paolo besser
     scrive: 

    [D]:

    Lodepaint usa OpenGL per il rendering e, per tanto, ha bisogno di una scheda 3D supportata per funzionare. Se si inchioda come dici tu, è semplicemente perché stai usando il renderer software invece di quello hardware. In parole povere, su una GeForce e caricando i driver nouveau all’avvio lo stesso programma schizzerebbe. Come del resto fa tranquillamente sul mio computer.

    Certo che se pretendi di far girare in modalità VESA i programmi che hanno bisogno dell’accelerazione 3D e poi ti stupisci se vanno lenti, sei proprio forte eh! Poi, ma questo è un consiglio che ti dò gratis (come tutta la distribuzione, del resto), se proprio non sai cosa rispondere, evita di farlo. Anche perché a dare risposte del tipo:

    “(io) >> Aggiungo altresì che a me piace giocare col MAME e, se sul mio Athlon64 X2 5200+ ci riesco piuttosto agevolmente, devo ammettere che con l’Atom del netbook siamo al limite dell’usabilità, AROS o non AROS.

    (tu) In pratica, siamo partiti da un clone di un OS che girava con meno di 20MHz con gli stessi difetti di quel sistema e siamo arrivati a qualcosa che tira più di 260 volte più veloce ?
    Ma dico, un cray… un roadrunner (così il SO fa la fine di willy il coyote a cavallo del razzo…)”

    ci fai solo la figura dello scemo.

  • # 56
    Simone Bernacchia
     scrive: 

    @[D]

    Guarda che io sono sposato :)

  • # 57
    Alanford
     scrive: 

    Secondo me quando vedremo la versione 1.3 ne vedremo delle belle

    per fortuna a noi amighisti la pazienza non è mai mancata ;)

  • # 58
    Simone Bernacchia
     scrive: 

    @Cesare

    Per quel che concerne la situazione del software per produttivita’, AROS e’ indubbiamente messo malino ma non poi troppo male: la parte database per utilizzi domestici sarebbe attualmente coperta da MUIbase, ma non mi sono mai messo a testarlo; per il word processing esiste un port di Cinnamon Writer, un Word processor di seconda generazione che e’ distribuito con Broadway ed e’ shareware – ha il difetto di non funzionare via live CD pero'; la grafica strutturata e’ adesso coperta decentemente dal port (espanso al livello di fork direi) di Amifig – cui avevo fornito anche un nuovo set di icone; parte abbastanza dolente e’ per i fogli di calcolo: un port di Ignition (foglio di calcolo iniziato un po’ di tempo fa per Amiga OS 3.x e poi rilasciato open source) esisterebbe ma e’ incompleto in quanto alcune funzionalita’ importanti cozzano con differenze nelle ABI che dovrebbero essere o risolte con un accrocchio o delegate alla nuova ABI v1 che ancora e’ in corso d’opera; quando il port di Ignition era cosa nuova (inizio 2009), ho avuto modo di testare una beta del port e mi e’ sembrato abbastanza feature complete…

    Altri candidati ce ne son pochi: una opzione potrebbe essere mettersi a importare qualche software secondario da linux – candidati parevano essere lo storico SIAG office e -almeno per quel che ho visto dalla sua homepage- TED; port piu’ consistenti come Abiword, GNUmeric ed open office ovviamente non sono attualmente realizzabili a causa della cronica mancanza di sviluppatori e dalla grandezza dei progetti stessi; terza opzione e’ quella di convincere vecchi publishers Amiga a rilasciare i sorgenti di programmi ormai non piu’ remunerativi e di farli portare alla comunita’, ma finora i tentativi fatti da qei membri delle comunita; amighiste verso vecchi publishers (digita, H&P, maxon) paiono esser caduti nel vuoto….

    ho volutamente omesso l’opzione “far girare il vecchio software con Janus UAE”, sia perche’ ovvia sia perche’ pero’ e’ una sorta di finestra sul passato.

  • # 59
    paolo besser
     scrive: 

    Anche se non penso sia correttissimo a livello di policy, penso che questo video capiti proprio nel momento giusto:

    http://www.youtube.com/watch?v=Zq4r9k0_jZI&feature=player_embedded#!

    AROS Quick Video in azione.

  • # 60
    [D]
     scrive: 

    >> “Lodepaint usa OpenGL per il rendering”

    Un programma di paint che usa opengl ? Non so se ridere o piangere… Nel frattempo non sarebbe male scriverlo da qualche parte questo piccolo dettaglio.

    >> Come del resto fa tranquillamente sul mio computer.

    Sinceramente mi spieghi perchè ti ostini a definire tutto il pacchetto efficent e lightweight se alla fine l’unica cosa efficent è il tasto del reset che deve stare ben oliato ed il lightweight parte da considerazioni tipo “un PIII non basta, un Atom non basta, prego andare di di Dual Core 64bit” (anche se poi mezza cpu sta a frullare corrente a vuoto) ?

    Il programmatore di Puppy Linux offre anche lui un sistema lightweight a ma differenza di te dichiara prestazioni ragionevoli a partire da un Pentium 166MMX.

    >> ci fai solo la figura dello scemo.

    A differenza di te ci faccio solo la figura dell’onesto. Se un sistema è buono lo apprezzo e lo dico, se non merita faccio altrettanto senza cercare di pararmi dietro discorsi che non stanno in cielo o in terra.
    Vuoi proprio sapere tra noi due chi fa la figura dello scemo ?

    Qualcuno che prende un pc in grado di far girare OS desktop top di gamma per schiaffarci sopra una baracchetta imbarazzante e va poi in giro a raccontare storielle di velocità ed efficienza.

    Due giorni fa l’ultima gioia: convinto dalle prestazioni del video incluso, penso, oso (sia mai), caricare un mio divx sottotitolato e provo a guardarlo prima da chiavetta usb e poi addirittura da ram disk. In entrambi i casi il video era inguardabile tanto andava a scatti quindi lascio perdere, stacco la chiavetta e torno su un pc carrozzato con un os serio dove chiaramente tutto gira come ci si aspetta. Torno a guardare aros un’oretta dopo e cosa scopro ? Che il porco è riuscito a piantarsi senza fare una benemerita sega !!!! Solo stare lì fermo, neanche avesse avuto un registro da “smandruppare” come windows c’ha abituato da anni è riuscito a piantarsi, frezzando per l’ennesima volta il mouse.

    Questo è battere tutti i record. Il miglior precedente che mi ricordavo era la prima versione di windows 95 capace di dare schermata blu quando si muoveva il mouse e gli si premevano un po’ troppe volte i tasti sopra ma questa perla mi sa che rimarrà imbattuta.

    Povera Amiga, tanto grande in passato, tanta polvere ha mangiato e che figli indegni c’ha lasciato…

    @ Alanford

    >> Secondo me quando vedremo la versione 1.3 ne vedremo delle belle

    No, staremo solo ad aspettare la 1.4 perchè, come i fatti insegnano, i difetti di ieri si portano avanti con orgoglio nel presente e soprattutto nel futuro

    >> per fortuna a noi amighisti la pazienza non è mai mancata ;)

    La conosci la storia di San Hovercraft ? Era un santo con tantissima pazienza alla quale si è riusciti a farla scappare. Da quel giorno gli sono venute due 00 così che s’è messo a galleggiare, poi hanno anche cominciato a girare ed al grido di “miracolo se non ammazzo qualcuno” è andato a cercare fortuna altrove abbandonando gli stupidi al loro destino.

    Prova a farti due conti quanti amighisti hanno seguito l’esempio di San Hovercraft e t’assicuro, non sono pochi.

    @ Simone Bernacchia

    >> Per quel che concerne la situazione del software per produttivita’, AROS e’ indubbiamente messo malino ma non poi troppo male:

    Elenca pure tutti i programmi che vuoi ma tanto alla fine devi trovare i suicidi pronti a scrivere una lettera più complessa di “ciao sto usando un nuovo programma per scrivere” disposti a veder perso il proprio lavoro perchè in quel preciso istante al SO è bruciato il culo e gli è andato di traverso che l’utente ha osato scrivere proprio quel carattere lì, in quella precisa congiuntura astronomica quando il toro entra nella vergine (che fa ancora finta di niente e di ancora di esserlo). Quando la maggior parte della gente usava ancora win 9x e si sapeva che la situazione non era particolarmente migliore di adesso con aros i programmi di videoscrittura seri tipo word avevano introdotto una funzione di salvataggio automatico. Immagino che tanta tecnologia aliena, qui sia da considerarsi tabù o quanto meno oggetto di futuri 15 anni di discussioni vero ?

    >> AROS Quick Video in azione.

    Ammazza oh, un video di ben 6 minuti dove si codifica non ho ben capito cosa, un testo montando insieme 4 frame come fosse una gif ?
    Almeno poteva tentare di convertire un divx in qualcos’altro ma dal momento che credo poco alle casualità e molto sulla scelta di esempi ad hoc, chissà perchè… mah…

  • # 61
    paolo besser
     scrive: 

    @il solito:

    > Un programma di paint che usa opengl ? Non so se ridere o piangere… Nel frattempo non sarebbe male scriverlo da qualche parte questo piccolo dettaglio.

    Oh santo cielo! Adesso dovrei anche essere responsabile del modo in cui gli sviluppatori scrivono applicazioni di terze parti, e specificarne le tecnologie impiegate? Non è colpa mia se non sai le cose: LodePaint usa OpenGL indipendentemente dalla versione.
    http://sourceforge.net/projects/lodepaint

    > Il programmatore di Puppy Linux offre anche lui un sistema lightweight a ma differenza di te dichiara prestazioni ragionevoli a partire da un Pentium 166MMX.

    Non sono interessato a ottimizzazioni per i rottami. Credo che AROS abbia più o meno gli stessi diritti degli altri sistemi operativi, in fatto di richieste hardware. Dato che ti piacciono gli argomenti da asilo mariuccia, vorrei che facessi girare il tuo famoso divx coi sottotitoli su un Pentium 166MMX e che mi dicessi quanto ‘ragionevole’ sia la qualità della sua riproduzione, tanto per dirne una.

    > A differenza di te ci faccio solo la figura dell’onesto. Se un sistema è buono lo apprezzo e lo dico, se non merita faccio altrettanto senza cercare di pararmi dietro discorsi che non stanno in cielo o in terra.

    Dell’onesto? Solo perché spalmi fango su un progetto di cui non condividi le finalità, di cui non comprendi gli sforzi, di cui non riesci a valutarne le difficoltà e di cui vedi soltanto i limiti, tu saresti onesto? No, sei soltanto un provocatore di quarta categoria, a cui piace sparare sulla croce rossa ripetendo ad libitum le solite cose che sappiamo benissimo TUTTI.

  • # 62
    Andre
     scrive: 

    OTIMO ARTIGO!!! Essa distro tem Um grande potencial…os desenvolvedores dela devian torna-la mais “amigavel”,assim como o GNU/LINUX. Eu uso como HOBBY essa distro desde a 1.1.1 e espero mais dela…quero usa-la no meu NOTEBOOK como default…pois ja uso GNU/LINUX no desktop.Axo que não devian enxer de jogos o LIVECD, colocar só o essencial e disponibilizar um installador de software…e tambem melhorar aquele codigo do drive intel-HD-audio.da bug demais no meu notebook…por isso não installei ainda.

  • # 63
    Ash
     scrive: 

    Personalmente ritengo che la figura dello scemo la stia facendo solo [D].
    Anche se Aros fosse un mero esercizio di stile meriterebbe il massimo rispetto come il massimo rispetto meritano le motivazioni e i sentimenti che hanno spinto i programmatori a realizzarlo.
    Se [D] avesse creato un suo sistema operativo superiore in tutto e per tutto ad ad Aros potrei anche, al limite, capire le critiche, ma dato che non mi pare l’abbia fatto, l’unico atteggiamento sensato sono il rispetto e il timore reverenziale. I suggerimenti sono un’altra cosa e da quanto ho capito non vengono disprezzati.
    Anche io, dal basso della mia mediocrità, ho criticato blandamente un programma scritto da altri, ma solo perché ne avevo prodotto uno decisamente migliore nello stesso ambito.

  • # 64
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Il diritto di critica non impone l’acquisizione di “titoli nobiliari”, per cui non posso condividere la tua posizione.

    A mio avviso le critiche vanno analizzate per il loro contenuto, non perché chi le ha fatte si chiama Tizio o Caio, oppure ha realizzato qualcosa di analogo.

    Inoltre, cortesemente, evitiamo di offendere gli altri lettori. Posso capirti, e dà fastidio anche me leggere sempre le stesse cose, ma c’è modo e modo di esprimere il proprio dissenso.

  • # 65
    Mik
     scrive: 

    Ho seguito l’intera discussione con grande trasporto, in quanto appassionato di informatica a tutto tondo, senza grossi pregiudizi riguardanti sistemi operativi o altro, pur avendo conoscenze ridotte all’osso.

    A questo punto mi sorge un dubbio, forse un po’ grossolano, ma non riesco proprio ad afferare il concetto: una volta raggiunta la piena compatibilità con OS3.1, in che modo è fattibile l’implementazione delle migliorie per stare “al passo coi tempi” pur mantenendo la filosofia originale? Detto più francamente: non è che adeguare AROS ai multiprocessore e ad un uso più convenzionale della memoria lo porterà inevitabilmente a perdere la sua identità?

  • # 66
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    No, perché con in mano la piena compatibilità con AmigaOS 3.1 si potrà poi pensare alle migliorie da apportare e provare l’effetto dei singoli cambiamenti sulle applicazioni esistenti, prendendo adeguate contromisure oppure esponendo delle nuove API per implementare nuove funzionalità, compresi i meccanismi di protezione necessari.

    AmigaOS 3.1 è soltanto un punto di partenza.

    D’altra parte la stessa Commodore ha aggiunto ad AmigaOS parecchie nuove funzionalità e API: non vedo perché non si potrebbe fare lo stesso con AROS. ;)

  • # 67
    Mik
     scrive: 

    Insomma, come se Commodore stessa (rip) avesse fatto uscire un nuovo Amiga con dell’hardware attuale ma retrocompatibile :)

    Grazie per la risposta!

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